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OBIETTIVI DEL TRATTAMENTO RIABILITATIVO

Che cos’è il trattamento riabilitativo?

Il processo riabilitativo è l’insieme dei provvedimenti valutativi e terapeutici finalizzati

all’esito (outcome), costituisce un percorso che richiede la piena collaborazione tra

specialisti diversi (COORDINAZIONE TRA SPECIALISTI), richiede

l’individualizzazione del progetto riabilitativo (SOGGETTIVO). I protocolli variano

notevolmente in:

relazione al tipo di trauma ed alla conseguente lesione riportata,

o in base al trattamento conservativo od operatorio adottato

o in relazione al soggetto stesso

o

Il programma riabilitativo deve tenere conto dei tempi biologici di guarigione del

tessuto lesionato (i tempi post-chirurgici di riabilitazione saranno influenzati da: la qualità

dei tessuti, l’estensione della lesione, la presenza di eventuali lesioni associate, ecc.)

Il processo riabilitativo può essere: conservativo – post-operatorio. Nel caso della

rieducazione funzionale anche pre-operatorio.

È importante che il trattamento riabilitativo inizi più precocemente possibile, già dopo

l’immobilizzazione o nell’immediato periodo post-operatorio (TEMPESTIVITA’).

Perché riabilitazione deve iniziare precocemente? per facilitare i processi di

guarigione - per prevenire le possibili complicanze:

generali: legate ad una sindrome da ipomobilità

o locali: edema, perdita di massa ossea, flebopatie, formazione di aderenze,

o ipotrofia muscolare da non uso, ulcere da pressione, atteggiamenti viziati

In queste fasi è necessario suggerire al paziente quali sono le posture migliori da

assumere, quali sono gli esercizi da eseguire e con quali precauzioni per non stressare

i tessuti operati o come mantenere trofici i segmenti non interessati dal trauma. Il

programma riabilitativo si intensifica con l’avanzare del processo di riparazione

biologica (PROGRESSIVO) e con l’abbandono dei mezzi di contenzione.

L’esame radiologico può fornire elementi sicuri per consentire la intensificazione degli

interventi riabilitativi.

Quali sono gli obiettivi del trattamento riabilitativo?

La riabilitazione è un processo globale. A scopo didattico gli obiettivi vengono trattati

separatamente ma nella pratica clinica ogni intervento va condotto in contemporanea

e ogni singolo intervento esplica il suo effetto su più di un obiettivo.

1. Controllo del dolore, del gonfiore e dell’edema

2. Recupero dell’articolarità

3. Recupero dell’equilibrio muscolare (recupero del tono-trofismo muscolare dei

gruppi muscolari motori e stabilizzatori articolari)

4. Recupero della sensibilità (recupero della stabilità articolare)

5. Recupero funzionale (rieducazione della funzione propria del segmento

interessato dal trauma)

6. Recupero globale del paziente (e reintegrazione del segmento interessato dal

trauma nella globalità delle funzioni corporee)

Tutti gli obiettivi possono essere raggiunti: a SECCO o in ACQUA.

RIEDUCAZIONE FUNZIONALE IN ACQUA

IDROCHINESITERAPIA  Terapia del movimento in acqua. Sfrutta le caratteristiche

fisiche dell’acqua al fine di ottenere benefici su un paziente che ha subito traumi di un

certo tipo o presenta una certa patologia.

Rieducare  significa ripristinare le funzioni residue.

Obiettivi ried. Funzionale  preparazione a intervento chirurgico

 trattamento conservativo

 ried. post-operatoria

La rieducazione motoria in acqua è adeguata se prendo in considerazione:

Caratteristiche fisiche acqua

 Caratteristiche diverse patologia o traumi da trattare

 Reazioni apparato locomotore a sollecitazioni H2O

 Indicazioni-controindicazioni a lavoro in acqua

 Conoscere l’intervento biomeccanico di un determinato esercizio

 Differenti attività fisiche da svolgere in acqua

 Sapere come programmare allenamento fisico-sportivo

 Principali caratteristiche fisiche dell’acqua

MASSA  esprime l’inerzia, ovvero la sua attitudine a opporsi alle variazioni del proprio

stato di quiete (massa inerziale). Sia in presenza di gravità, sia in assenza, la massa del

corpo rimane immutata.

F PESO  è la F che la gravità terrestre esercita su qualunque oggetto dotato di

massa.

La MASSA del corpo è indipendente da luogo in cui esso si trova, il PESO di un corpo

dipende, invece, dall’accelerazione di gravità alla quale è sottoposto.

DENSITA’  è la massa dell’unità di V di una sostanza (densità = m/V) (es. di vari tipi

densità pag.2).

P SPECIFICO  è il rapporto tra un peso di un corpo e il suo volume (P spec.=

Fpeso/V).

P IDROSTATICA  un liquido x effetto del proprio peso, esercita sulle pareti del recipiente

o sulla superficie di un corpo immerso una pressione uniforme. Tale P idrost. è

direttamente proporzionale al P spec. del liquido e alla profondità alla quale il corpo

si trova.

PRINCIPIO DI ARCHIMEDE  un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal

basso verso l’alto pari al peso del liquido spostato. La F peso del corpo immerso

viene a essere compensata parzialmente da questa spinta. Il peso del corpo immerso è

ridotto di una quantità uguale al peso del liquido spostato.

F GALLEGGIAMENTO  è una F che agisce verso l’alto attraverso il CENTRO DI

GRAVITA’ DELL’ACQUA SPOSTATA (CENTRO DI GALLEGGIAMENTO). Gli effetti di

galleggiamento di un corpo immerso in un liquido, dipendono dall’equilibrio tra il

CENTRO DI GALLEGGIAMENTO e il CENTRO DI GRAVITA’ (es. pag.3-4).

Se F gravità > F galleggiamento  corpo affonda

Se F gravità = F galleggiamento  corpo rimane sospeso nel liquido

Se F gravità < F galleggiamento  corpo galleggia

Per far si che un corpo non affondi, oltre all’intensità delle Fgravità che dovrà essere <=

Fgalleggiamento, è importante che esse vengano ad essere applicate sulla stessa

verticale, in quanto altrimenti il corpo ruoterebbe fino a quando le due F non risulteranno

sulla stessa verticale. La posizione del CENTRO GRAVITA’ di un corpo in acqua non

può cambiare, mentre il CENTRO GALLEGGIAMENTO cambia a seconda del volume

d’acqua spostato e quindi a seconda della massa del corpo immersa in acqua.

VISCOSITA’  è un indice della resistenza che un fluido oppone agli scorrimenti dei

suoi strati interni. Tale resistenza è data dall’attrito interno delle molecole di acqua. Il

coefficiente di viscosità è strettamente dipendente dalla temperatura del liquido: ↑temp 

↓viscosità - ↓temp.  ↑viscosità’. La forza che si oppone al movimento di un corpo in un

fluido è detta resistenza del mezzo (es.pag.5).

Se la velocità di scorrimento del flusso è lenta, si ha una flusso aerodinamico. Se la

velocità del flusso aumenta oltre un certo livello critico di velocità, il flusso diventa

turbolento.

La resistenza di attrito dovuta al moto turbolento è maggiore di quella dovuta alla

linea di corrente aerodinamica: nel flusso aerodinamico ..> R direttamente proporz. alla

2

V, mentre nel moto turbolento è proporzionale al V .

Quando un corpo si muove in un fluido, si vengono a creare differenti pressioni nella parte

anteriore rispetto a quella posteriore. La pressione aumenta nella parte anteriore, mentre

diminuisce in quella posteriore, dove si genera un’area di depressione (scia). In essa

vengono a formarsi vortici, in parte dai margini e in parte dalla superficie posteriore

del corpo. Ne risulta che la forma del corpo in questione sarà determinante x la maggiore

o minore formazione di queste aree di turbolenza (img.pag.6). Questi flussi agiscono sul

soggetto immerso, provocando ripercussioni di significato clinico come: aumento della

resistenza da parte del fluido in seguito ad aumentata velocità del soggetto

attraverso il fluido; muovendo l’acqua accanto al paziente, il paziente è costretto ad

aumentare il proprio lavoro x mantenere la propria posizione in vasca.

RIFRAZIONE  è la deviazione dei raggi luminosi subita al passaggio da mezzi con

densità differenti. Quando un raggio luminoso passa dall’aria (densità minore) all’acqua

(più densa) subisce una deviazione verso una linea perpendicolare al piano di

separazione. Nel passaggio opposto dall’acqua ..> aria il raggio luminoso devia

allontanandosi dalla linea perpendicolare.

Nella luce che proviene dalla piscina, dal momento che l’osservatore presume che la luce

viaggi in modo lineare, la piscina appare meno profonda, ma ciò è dovuto all’effetto ottico

derivante dalla rifrazione, la quale determina una maggiore difficoltà di controllo dei

movimenti svolti in acqua (img.pag.7-8).

SCAMBI TERMICI  il calore è una forma di energia. È la conseguenza del moto e

delle vibrazioni continue degli atomi e delle molecole che compongono tutta la

materia. Il freddo è l’assenza di calore, allo zero assoluto (-273,15 °C) tutti i moti

molecolari cessano. L’unità di misura del calore è caloria e la temperatura misura

l’intensità di calore. Un oggetto a temperatura alta non ha necessariamente un maggiore

contenuto di calore rispetto ad un oggetto a temp. più bassa. Oltre alla temperatura, anche

le dimensioni e il tipo di materiali degli oggetti  determinano la quantità di energia

calorifica che essi contengono. L’energia calorifica fluisce spontaneamente in una sola

direzione, dagli oggetti più caldi a quelli più freddi.

Il calore viene guadagnato o perso x mezzo di uno o più dei 3 meccanismi basilari di

propagazione del calore:

Conduzione  è il flusso di energia termica attraverso la materia dovuto alle

o collisioni molecolari (es. estremità sbarra su fiamma, si ha conduzione di calore

lungo essa). Le molecole eccitata all’estremità riscaldata, collidono poi con altre

molecole, eccitandole a loro volta. Si ha così passaggio di energia termica lungo

tutta la sbarra e continua finché è presente una differenza di temperatura

lungo la sbarra.

Convezione  mentre la CONDUZIONE è un trasporto di energia su scala

o microscopica, la CONVEZIONE è il trasporto di calore provocato dal moto di

grandi quantità di materia. La convezione è importante x i gas e i liquidi, che

hanno la caratteristica di dilatarsi in modo significativo quando acquistano

en.termica e perciò possono produrre correnti di materia (es. si ha trasporto di

calore x convezione in una pentola d’acqua scaldata su fornello, l’acqua in fondo

alla pentola acquista en.termica dalla pentola x conduzione, l’acqua di questa zona

subisce espansione termica e viene spinta in alto dall’acqua circostante più densa).

Così l’acqua più calda e leggera trasporta l’energia termica in tutta la pentola.

Irraggiamento  trasporto di en.termica da parte di onde elettromagnetiche. In

o questo modo si può trasmettere il calore anche attraverso il vuoto. Differisce da

conduzione – convenzione in quanto non dipende dalla materia.

TERMOREGOLAZIONE  immerso in acqua fredda, il corpo perde calore x

CONVEZIONE – CONDUZIONE. Per CONVEZIONE ..> il corpo cede calore all’acqua che

lo avvolge; quest’acqua si rinnova continuamente e ciò provoca una perdita costante di

calore. Per CONDUZIONE ..> la perdita di calore avviene grazie alla capacità dell’acqua di

condurre calore, la conducibilità termica dell’acqua è 25 volte superiore a quella

dell’aria. Questa proprietà permette di capire come ci si raffreddi più rapidamente

nell’acqua di una piscina a 25°C che in una stanza alla stessa temp.

Per avere una perdita da calore sopportabile x tempi relativamente lunghi (20-45 min,

durata seduta riabilitazione acqua), dobbiamo avere una temp. acqua vicina a quella

della cute (30-32°C).

GLI IMPIANTI PER LA RIED.FUNZIONALE

La profondità di ciascuna vasca e la temp. acqua condizionano le scelte terapeutiche:

difficilmente sarà possibile far svolgere al paziente esercizi di rilassamento in acqua a

26°C o riprendere la deambulazione in una vasca profonda 80cm.

Impianto ideale di riabilitazione in acqua:

• non devono esistere barriere architettoniche, il paziente e l’accompagnatore

non devono trovare ostacoli (gradini, strettoie, ecc) nell’ingresso, lungo corridoi,

spogliatoi, passaggio piano vasca. Tutti questi spazi devono essere strutturati in

modo da consentire ai pazienti di raggiungere la massima autonomia e

mantenere un livello soddisfacente di privacy.

Sul piano vasca possono essere presenti: terapisti riabilitazione, assistenti

bagnanti, volontari e infermieri e ciascuno deve svolgere al meglio le proprie

mansioni.

• La profondità della vasca potrebbe variare dai 120cm ai 180 cm così da

permettere l’applicazione di tutte le metodiche riabilitative ma potrebbe anche

ospitare att.natatorie, in maniera che i soggetti possano utilizzare, nelle fasi

avanzante della terapia, il nuoto come attività di mantenimento. La vasca più

piccola può essere profonda dagli 80cm ai 120cm e in essa si svolgono

att.riabilitative, di rilassamento e ambientamento x adulti e bambini. Questa vasca

può anche essere dotata di un impianto x idromassaggio e faretti x illuminazione

subacquea.

• La temperatura ideale x la rieducazione è compresa tra i 30-32°C.

• Le vasche devono essere dotate di scala in muratura che declina dolcemente,

dotata di corrimano da entrambi i lati (nonché uno scivolo in muratura x

consentire l’ingresso in acqua con carrozzina). Installare un elevatore nel punto di

bassa profondità, in modo da consentire l’accesso ai pazienti non autonomi.

Entrata e uscita dall’ acqua

Occorre valutare ciascun paziente in relazione alla patologia, età e stato psico-emotivo

e scegliere il modo più indicato x l’entrata in acqua (e uscita), tenendo conto della

tipologia di bordo vasca (a sfioro o a bordo alto) e profondità.

INGRESSO  potrà avvenire:

bordo della piscina  se paziente è autonomo utilizzare la scaletta, scendendo con

o schiena all’acqua, portando prima avanti la gamba malata; se scaletta assente o

paziente non autonomo, entrata da bordo vasca (vedi procedura pag.30).

uso sollevatore  per quei pazienti che non presentano la capacità di utilizzare

o le proprie gambe. Richiede la presenza di 2 operatori, uno che sistema il paziente

sul seggiolino e aziona l’elevatore, l’altro che, immerso, attende il paziente e lo

aiuta nel passaggio dal seggiolino all’acqua. Stessa manovra x farlo uscire.

USCITA  potrà avvenire:

bordo piscina  utilizzo scaletta di schiena all’acqua, portando prima avanti la

o gamba sana poi la malata. In assenza di scaletta o se soggetto non autonomo,

uscita da bordo vasca (vedi procedura pag.31).

uso sollevatore

o

SICUREZZA E IGIENE DEGLI IMPIANTI NATATORI

Importante è che il gestore dell’impianto natatoria garantisca sicurezza e salute dei

bagnanti e l’igiene degli ambienti. La prevenzione e il rispetto dei regolamento sono i

fattori determinanti al fine di evitare rischi x i frequentatori degli impianti natatori.

I rischi più frequenti ai quali va in contro l’utente in seguito a mancata applicazione delle

norme di igiene e sicurezza sono le INFEZIONI. Quelle più comuni sono favorite dalla

particolare condizione climatica e ambientale delle piscine:

temperatura ambiente  deve essere omeotermica ..> stessa temp. tra acqua e

 aria, in modo che il bagnante non avverte le sensazioni di freddo al momento

entrata e uscita.

Umidità relativa  molto importante x la salute del bagnante. Quella ideale in una

 piscina, non deve superare il 60%, in quanto oltre questo livello si rischia il colpo

di calore.

Ventilazione  sistema di aspirazione che aspira l’aria interna e immette aria fresca

 dall’esterno. In questo modo vengono eliminati gli inquinanti.

Illuminazione  deve essere indiretta x evitare il fenomeno di rifrazione.

L’utente rappresenta il primo e più importante fattore di rischio x la contaminazione

delle acque. Le malattie infettive caratteristiche degli impianti natatori sono: micosi

cutanee – verruche – granulomi – otiti – congiuntiviti – ecc. Quindi l’IGIENE PERSONALE

RAPPRESENTA una forma molto importante di prevenzione (l’inquinamento acque è

legato al grado di igiene personale del bagnante).

Il livello di Escherichia Coli (batterio presente nell’intestino che potrebbe essere presente

nelle acque, in quanto eliminato dall’individuo con la defecazione) rappresenta il

parametro di contaminazione fecale dell’acqua, in quanto cloro-resistente. Quando

questo batterio viene rilevato durante i controlli microbiologici dell’acqua, si rende

necessario lo svuotamento e disinfezione vasca.

Anche i visitatori, con scarpe e indumenti, sono veicolo di possibili agenti infettivi, x

questo non dovrebbero avere accesso alla piscina.

Misure di prevenzione da prendere:

Obbligare gli utenti a fare una doccia saponata e pediluvio, utilizzando

 sostanze disinfettanti, prima di entrare in vasca.

Il personale della piscina deve controllare ogni 2 ore i valori chimico-fisici

 dell’acqua che devono rimanere all’interno di un certo intervallo previsto da

regolamenti. pH deve essere mantenuto tra 7,2 e 7,6. Se pH < 7,2 ..> bruciore

occhi, infiammazione mucose, reazioni allergiche, inibisce azione ossidante

cloro. Se pH > 7,6 ..> inibisce azione cloro, forma calcare sul filtro riducendo

capacità filtrazione acqua.

Pulizia e disinfezione quotidiana degli ambienti di piscina, spogliatoi, bagni

 Controllo e manu

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AndriMariot di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Rieducazione in acqua e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Bucci Giovanni.
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