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Ricerche sulla scultura funeraria di Palmira

Il ruolo storico di Palmira, fidanzata del deserto, è stato caratterizzato al meglio da Plinio il Vecchio; secondo la sua opinione, la città situata tra due potenze ostili, Roma e i Parti, fu sempre il primo oggetto della loro vigilanza e in caso di disaccordo. Le parole dello storico romano fornito la chiave per capire la politica dei palmireni e le condizioni dello sviluppo economico della città al tempo della fioritura dell'impero romano.

Influenze culturali e artistiche

La situazione è molto più complicata dal punto di vista culturale; per capire bene l'arte palmirena, bisogna sempre considerare gli elementi orientali e occidentali, ora, né l'uno nell'altro sono omogenei. La cultura di Palmira si è formata nel seno di un popolo semita influenzato dagli arabi e dai parti; d'altra parte, per Palmira, l'occidente era sia la Grecia che Roma; l'elemento ellenistico nella cultura della città è evidente; l’elemento romano nell'architettura non fu mai negato, e nella scultura non era ancora stato studiato; uno dei compiti di questo articolo sarà trovare le sue eventuali manifestazioni.

La scultura funeraria di Palmira

La scultura funeraria di Palmira si presenta in principio sotto forma di ritratto, il cui aspetto e stile sono molto vari; dappertutto e sempre si pone agli studiosi un problema cruciale: i ritratti funerari, prodotti in serie, erano dei veri ritratti fisionomici o giusto dei tipi? Sembra che a Palmira si incontrino gli uni e gli altri; quali erano le cause di questo fenomeno? Più in basso cerchiamo di dare una risposta basata sui fatti concreti.

Arte funeraria e religione

Un problema generale posto dall'arte funeraria agli studiosi è quello dei suoi rapporti con la religione e più precisamente con l’escatologia; quali sono le tracce di credenze escatologiche nella scultura funeraria di Palmira? È possibile ritrovare il dualismo oriente/occidente nella religione di Palmira con una l'interpretazione del programma iconografico della decorazione sepolcrale? È la nostra ultima domanda e forse la più importante.

Periodizzazione dell'arte di Palmira

Palmira, in quanto città importante, visse dal I secolo a.C. fino ai settimi decenni del III secolo d.C. (anno 273); in questo periodo, relativamente corto, si pone lo sviluppo dell'arte di Palmira. Le caratteristiche di questa cronologia hanno portato con sé una periodizzazione specifica: l'arcaismo di Palmira si pone nel I a.C.-I d.C., l'arte classica si estende sul II secolo e il periodo tardivo coincide con la stessa epoca e in tutto l'impero; all'inizio del periodo arcaico, la tomba palmirena si presenta sotto forma di una semplice scultura, a partire dalla fine del I secolo a.C. è sormontata da una stele.

Stele e tombe

Le stele più antiche erano iscritte e aniconiche, in seguito queste vengono decorate con un velo e delle palme, probabilmente simbolo del passaggio tra la vita terrena e l'oltretomba; all’inizio del I secolo appare la figura umana in piedi, spesso davanti o dietro un velo. Le stele a figura sopravvissero alle tombe primitive e durarono, leggermente modificate, fino alla fine del II secolo; tuttavia queste immagini non hanno mai preso un carattere di vero ritratto.

Evoluzione della tomba di Palmira

Verso la fine del I secolo a.C. la tomba di Palmira cambia di aspetto; invece di una tomba scavata nella sabbia del deserto con un semplice sarcofago in terracotta, appare la tomba collettiva in forma di torre. Le torri più antiche erano sprovviste di decorazione; questa non appare che nel secondo quarto del I secolo, limitata alla facciata che portava talvolta il letto sormontato dal gruppo del banchetto; la si poneva a mezza altezza della torre, in una nicchia, o attaccata alla facciata come un balcone.

All’inizio il banchetto di Palmira si compone di personaggi maschili giacenti, femminili sedute e infine altre in piedi (membri della famiglia del defunto); dall'inizio fino alla caduta di Palmira, questa categoria seguì uno sviluppo costante, mantenendo il suo aspetto caratteristico che fa la differenza fondamentale tra il banchetto di Palmira e gli altri.

Caratteristiche del banchetto funerario

In particolare, prolunga con le sue figure sedute in piedi l'architrave verticale del letto scolpito; questa maniera, comprensibile nella decorazione di una facciata posta al di sopra degli occhi degli spettatori, diventa poco logica nel caso di un sarcofago, il cui coperchio non decorato si trova dietro il banchetto allestito; sembra che questa particolarità sia strettamente legata alla fortissima prevalenza nella scultura di Palmira del bassorilievo sulla statuaria.

Sviluppo delle torri e ipogei

Nella seconda metà del I secolo si pone un rapido sviluppo delle torri a muri dritti, con bella attrezzatura e con parecchie camere funerarie sovrapposte; nello stesso tempo, o poco dopo, si svilupparono gli ipogei composti anche da gallerie e da camere funerarie sotterranee; con tutte queste camere, chiamate esedre, si origina l'arte dei busti funerari in rilievo che servivano a chiudere i loculi destinati ai defunti, come in catacombe. All’inizio, i loculi non potevano restare anonimi, poiché un ritratto del defunto con iscrizione faceva conoscere a ciascuno colui che riposava in quel luogo.

Come per il banchetto, il busto funerario ebbe lunga vita: dalla metà del I secolo fino alla fine della città; era molto più diffuso del banchetto, visto il numero di loculi in ogni camera che non poteva ospitare che al massimo tre o cinque banchetti; il busto, legato intimamente al personaggio rappresentato, ha dato origine, nel II e III secolo, al ritratto fisionomico.

Tipologie di ritratti

Di conseguenza, esistevano due categorie di ritratti: un ritratto tipo, che rappresentava l'età e la condizione sociale con l'aiuto di un codice iconografico, e un ritratto fisionomico, che rendeva i tratti individuali del modello; accanto a visi uniformi, dai tratti regolari, incontriamo delle figure brutte o bizzarre e talvolta dei tipi etnici ben marcati, visibilmente non indigeni; ma, e insisto su questo punto, la linea di demarcazione non è quella tra un ritratto fisionomico di buona scuola e un ritratto tipo mediocre; in entrambe le categorie esistono dei capolavori e dei pezzi banali o sbagliati.

Ritorneremo ancora su questo problema e cercheremo di risolverlo sulla base dei nostri scavi e delle nostre ricerche personali.

Sviluppo del rilievo del banchetto

Nello stesso tempo del busto, ma più particolarmente, nella seconda metà del II secolo e la prima metà del III, si sviluppa il rilievo del banchetto; all'inizio del II secolo, si sposta verso l'interno della camera funeraria, al piano terra della torre e acquista una nuova funzione. Dopo avere decorato la facciata dell'edificio funerario, ora chiude una fila di loculi e poi, mezzo secolo più tardi, lo si pone negli ipogei e infine, sempre nel II secolo, il suo supporto a forma di kline diventa il frontone di un vero sarcofago; l'ultima tappa conosciuta fin ad ora era il raggruppamento di tra sarcofagi-letto con il loro banchetti a forma di triclinia, secondo l'uso greco romana del pasto.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher veroavalon84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia delle province romane e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Grassi Maria Teresa.
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