Capitolo 1
Il lavoro di ricerca nelle scienze sociali
All'interno del processo di ricerca vi sono una serie di elementi da tenere a mente: a) la definizione del problema, b) le teorie su come funzionano le cose, c) le informazioni disponibili, d) le ipotesi o previsioni che scaturiscono dall'applicazione delle nostre teorie al caso concreto e, infine, e) la verifica dell'ipotesi.
Ciò che caratterizza lo scienziato sociale non è la natura del problema, né il dialogo tra problemi, teorie ed informazioni quanto, piuttosto, il modo in cui questi elementi si combinano. Lo scienziato si distingue dal giornalista e dal politico per il diverso metodo attraverso il quale arriva ad affrontare il problema dopo averlo definito. Anche per lo scienziato pone al centro delle sua attenzione il fatto che le sue affermazioni possono essere errate e cerca sistematicamente ed esplicitamente di ridurre gli errori.
Spesso prestiamo poca attenzione alle conseguenze che possono scaturire dall'ignoranza dei limiti, intesi ed esterni, al nostro modo di percepire la realtà. Secondo Simon, ognuno di noi ha una rassicurante e limitata visione, e la psicologia cognitiva ci ha esposto i principali limiti dei giudizi di senso comune. Alcuni di questi incidono proprio sugli elementi principali della ricerca:
Un primo limite è rappresentato dalla nostra tendenza a sovrageneralizzare, cioè ottenere troppo presto la validità delle nostre teorie ed una pluralità di casi. Un secondo limite nasce dalle osservazioni spiegate e poco precise. Vi è poi la tendenza a fare ragionamenti viziosi. Gli psicologi ci segnalano come le persone siano riluttanti a gettare le ipotesi sulle quali fondano i propri comportamenti e tentano a trovare inattive anche osservazioni.
Nel primo tipo di ragionamento vizioso, mentre la tendenza a restare fedeli alla propria ipotesi, anche quando questa si rivelasse totalmente inefficace. La scienza si differenzia dal ragionamento di senso comune proprio per l'estenuante esplicita di queste ed altre possibili fonti di errori, di cui si prova a rimanere riflesso. Ciò, ovviamente, non significa che le scienze sociali siano esenti da errori, ma che lo sforzo della comunità scientifica tende esplicitamente ad individuarli ed a ridurli. Da questo ragioni le conclusioni di un ricercatore sono più attendibili di quelle di un giornalista.
- Si concentra la propria attenzione al fine di definire esattamente il problema, cioè il fenomeno che si intende studiare, è stabilito con precisione come descriverlo, misurarlo e rilevarlo nella realtà.
- Si ha una tendenza a formulare delle ipotesi esplicite e teoricamente significative e si verifica la loro validità.
- Vi è una tendenza a generalizzare, ovvero ad inferire da ciò che sappiamo quello che non sappiamo.
- L'intero procedimento di ricerca ed i suoi risultati hanno natura pubblica. Questa "pubblicità" implica uno scopo: l'esposizione delle proprie conclusioni ad altri, ma anche la spiegazione del processo che ci ha condotti alle stesse.
Secondo alcuni, le scienze sociali devono ispirarsi a quelle naturali, mutando solo l'oggetto di analisi. Secondo altri, invece, le scienze sociali sono molto diverse da quelle naturali per l'oggetto che studiano: l'essere umano.
Il più celebre rappresentante del primo filone, chiamato positivista, è Émilie Durkheim, secondo il quale lo scienziato sociale deve considerare i fenomeni politici e sociali come cose. Ciò che caratterizza le “cose” è che queste non possono essere modificate con la sola volontà. Il ricercatore, libero da preconcetti, deve trattare i fenomeni secondo le loro proprietà intrinseche ed i loro comuni caratteri esterni.
Weber invece assume un'altra posizione sostenendo che questa può portare solo ad una serie di “giudizi esistenziali”. Secondo questo approccio, detto costruttivista, il ricercatore non impara un ordine nelle relazioni, selezionando gli elementi che hanno, per lui, interesse e secondo i fatti. Con ciò, Weber allude a due cose: ogni conoscenza scientifica è selettiva; tale selezione non è dettata dalla “natura delle cose”, ma dalla rilevanza che le riconosciamo un significato, in quel preciso momento storico.
Il dibattito tra queste due concezioni non si è mai arrestato, in quanto riflette le differenze del modo di vedere le scienze sociali. Che si possono riassumere in cinque punti fondamentali: definizione di natura e realtà; ruolo e voce del ricercatore; rapporto tra ricercatore e valori etici.
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