Estratto del documento

Parte prima

Capitolo 1

Il racconto parte con Giuseppe (il portinaio) che mostra a suo figlio piccolo il portone degli Uzeda, quando il tutto viene bruscamente interrotto da Don Salvatore Cerra che arriva in carrozza con una lettera del signor Marco Roscitano (il procuratore e amministratore generale di Teresa Uzeda) dove si annuncia la morte di Teresa Uzeda. Si crea un trambusto generale per questa notizia, e il principe è partito per Il Belvedere. Nel mentre i servi pensano che sia una notizia falsa. Nel trambusto che si crea Baldassarre (il maestro di casa) non dà l’ordine di chiudere il portone di casa quindi Giuseppe è titubante sul fatto di dover chiudere il portone quindi i passanti notano la situazione e si fermano ad osservare. Baldassarre sostiene che sia una cosa ovvia dover chiudere il portone quindi sgrida Giuseppe. In seguito Baldassarre impartisce ordini a tutti i servi.

La scena si sposta nella Sala Gialla dove sono presenti la Principessa Margherita, Donna Lucrezia con un principino (qui non viene specificato chi sia) e arrivano don Marinano e don Giacinto. In seguito arrivano Donna Chiara con il marito (marchese di Villardita), seguiti prima da Graziella (cugina di Lucrezia) e Donna Ferdinanda la zitellona. Tutti si rattristano e non possono credere alla notizia, tranne donna Ferdinanda che rimane impassibile.

Con l’arrivo del Priore di San Nicola don Lodovico, tutti iniziano a calmarsi grazie alle sue parole di conforto. Seguitano ad entrare in scena la duchessa Radalì e la monaca di san Placido che si rattristano anche loro della notizia. Anche don Blasco raggiunge la Sala Gialla ma si comporta da cinico e fa l’arrabbiato durante tutto il capitolo. Presente anche don Eugenio dopo poco ed infine arriva il principe (lo stesso che era partito) con il signor Marco Roscitano e si crea inizialmente un gran silenzio, poi si prende a parlare per arrivare alla richiesta del testamento nel quale viene esplicitato che i beni maggiori andranno al primogenito Giacomo e al terzogenito Raimondo; che indossi una croce d’avorio, che la sua testa poggi su una tegola nuda, che la sua bara sia una cassa a cristalli con tre chiavi che andranno rispettivamente a Raimondo, il padre guardiano dei cappuccini e al signor Marco Roscitano (nel caso Marco si rifiutasse la chiave passerebbe a Lodovico).

La scena si sposta sul funerale celebrato nella chiesa dei cappuccini, piena di gente. Noi abbiamo una descrizione di quel che succede grazie a Casimiro Scaglisi che vive tutto il funerale, pieno di malelingue e poche persone davvero tristi per la morte di Teresa.

Capitolo 2

Raimondo arriva in carrozza assieme alla contessa Matilde, sua moglie. Non si cura né di lei né del suo bagaglio e si avvia verso la Sala Gialla. Nel tragitto incontra Lucrezia e Giacomo, i quali vengono solo salutati. Entrati nella Sala Gialla, ormai accessibile a molte persone legate agli Uzeda, possiamo trovare un polemico Don Blasco e una fredda Ferdinanda, più una serie di personaggi minori che discutono. Raimondo va a salutare il fratello Lodovico per poi esser presentato ad Isabella Fresa con la quale intrattiene un dialogo su Firenze mentre Matilde lancia sguardi al marito (sguardi che intendono noia e il volersene andare), ma lui non li nota. Don Blasco fa un monologo su dei problemi politici fino a quando non si sente parlare del testamento, il quale si deciderà di leggere il giorno seguente. Nel mentre nella Sala Rossa si trovano Don Blasco, marchese di Villardita e L’Intendente, quest’ultimo fa le condoglianze per quanto avvenuto. In seguito nella Sala Gialla avvengono altre discussioni a sfondo politico.

Il giorno della lettura del testamento arriva per primo Don Blasco, per seconda Ferdinanda la zitellona, per terzi Lodovico e il Vescovo seguiti dal giudice, dal notaio, da Lucrezia col marito, da don Eugenio e da Raimondo. Infine arriverà Ferdinando il Babbeo. Tutti si spostano nella Galleria dei Ritratti, dove sono appesi quadri degli antenati. I beni maggiori vanno al primogenito Giacomo (feudi degli Uzeda) e al terzogenito Raimondo (feudi dei Risà), inoltre tutti avranno una loro piccola parte di eredità ad eccezione di Don Blasco e di Ferdinando il Babbeo. Per questa decisione Don Blasco si arrabbia con tutti nel resto del capitolo.

Capitolo 3

Il capitolo si apre con un riassunto della vita di Don Blasco: una famiglia ricca che lo obbliga a prendere i voti e a lasciare tutte le ricchezze agli altri. Inoltre è anche invidioso dei fratelli perché potranno costruirsi ricchezze mentre lui no. Quando Teresa entrò nella sua famiglia lui fu da sempre l’unico ad opporsi al suo regime dispotico, anche se ciò non cambiò molto in quanto Teresa agì comunque come meglio credeva. Don Blasco tra i suoi fratelli era considerato l’ultimo, infatti alla morte del padre non ricevette nulla. La storia di Lodovica è molto simile, a differenza di Blasco però lui aveva un titolo nobiliare e poteva sperare di far valere quel titolo un giorno grazie a qualche parente. Lodovico fin da piccolo è sempre stato indottrinato alla vita monastica. Nonostante le leggi sociali imponevano che il terzogenito doveva dedicarsi alla vita monastica, Teresa decise di imporre le proprie decisioni e di mandare Lodovico, il secondogenito a dedicarsi alla vita clericale al posto di Raimondo, terzogenito. Lodovico non si arrabbiò più di tanto per il posto rubato dal fratello, si abituò alla vita clericale ed iniziò a scalare le gerarchie molto presto, mentre Don Blasco gli sputava sentenze ingiuste. Alla morte del precedente Priore, Don Blasco pretese il posto, ma dalla sua aveva solo l’anzianità, mentre Lodovico aveva il sapere, l’umiltà e la benevolenza di tutti e ciò lo fece diventare Priore. Ciò non rese affatto contento Don Blasco.

Angiolina, la primogenita della famiglia, venne anche lei condannata alla vita monastica senza possibilità di scelta. Questa imposizione venne presa unicamente perché femmina primogenita. Per questo chiamiamo Giacomo “primogenito”. Dopo tre fratelli (Giacomo, Lodovico e Raimondo) nacque Chiara, una ragazza che riuscì a tenere testa alla madre per quanto riguardava la questione del matrimonio, e Don Blasco pensava finalmente di avere una una nipote ma all’ultimo Chiara decise di sposare il Marchese di Villardita contro ogni aspettativa, in quanto quel marchese era innamorato perso di lei, di lei che non aveva nulla da offrire. La narrazione si sposta su Ferdinando detto il Babbeo, una persona cresciuta da sola, senza accortezze da parte della madre o dei fratelli più grandi, ma con una passione per la campagna dove la madre ci vide un guadagno; affittò al figlio un terreno che si rivelò infruttuoso e Ferdinando contrasse un elevato debito che però con il testamento della defunta madre viene estinto. Inoltre la madre ormai morta cede con il testamento il terreno al figlio con qualche moneta. Don Blasco si arrabbia anche con lui perché Ferdinando non si lamenta di quanto poco gli sia spettato. La scena va ora su Lucrezia, colei che non aveva alcun merito agli occhi di Don Blasco (Chiara si era opposta alla madre mentre Ferdinando era andato via di casa per coltivare un terreno). Particolarmente odiata anche dalla madre, non voleva che si sposasse, ma quando la malattia inizio a colpire Teresa, Donna Vanna (una domestica molto amica con Lucrezia) le fece notare che Benedetto Giulente, le aveva messo gli occhi addosso da qualche tempo. Si sposeranno andando contro a tutta la famiglia Uzeda. In questo capitolo si conclude la narrazione dei figli con il racconto di Giacomo sempre odiato dalla madre e messo sempre al secondo posto dopo Raimondo. Due eventi lo fecero arrabbiare molto a Giacomo:

  • Raimondo (il terzogenito) che si sposa con chi vuole lui, mentre la tradizione voleva che solo il primogenito si sposasse. (Matrimonio voluto da Teresa, dove inizialmente Raimondo era contrario)
  • Il fatto che non solo a Giacomo sia toccata una sposa non degna di lui (Principessa Margherita), ma anche che lo sposalizio sarebbe stato fatto lo stesso giorno del fratello Raimondo

Questi due eventi accrebbero di molto l’odio verso la madre ed il fratello, ma dopo qualche tempo si sottomise completamente alla madre e sfogò costantemente la sua rabbia repressa sulla moglie Margherita. Le ultime pagine sono dedicate a Donna Ferdinanda la zitellona, su quanto fosse vanitosa, mascolina e sulla rivalità enorme con Teresa per accrescere il patrimonio della casata. Il capitolo si chiude definitivamente con qualche parola su Don Gaspare e Don Eugenio, i quali non crearono mai problemi a Teresa.

Capitolo 4

Il capitolo parte con una situazione dove il pranzo è in preparazione. Facciamo la conoscenza di Consalvo, un bambino dispettoso, viziato e prepotente. Adora fare scherzi soprattutto alla zia Lucrezia entrando nella sua camera e prendendole oggetti a sua insaputa. Proprio quel giorno rovistando trova le lettere che Giulente. Raimondo non si lente scrisse alla zia, ma proprio nel momento in cui Consalvo le prende in mano entra Lucrezia che con uno scatto gliele strappa di mano e lo schiaffeggia. Consalvo urla in una maniera un po' esagerata e arriva il padre Giacomo il quale minaccia la sorella Lucrezia di mettergli le mani addosso la prossima volta che toccherà suo figlio. Durante il pranzo è presente Matilde ma non il marito Raimondo per il quale, possiamo intuire dalle pagine seguenti ha un complesso di inferiorità, ponendolo sempre su un piedistallo. Il pranzo va avanti ma Raimondo rientrerà alla fine del pasto. Giacomo e il Duca d’Oragua invece andranno nello scrittoio per discutere su quanto Raimondo sia disinteressato alla famiglia e agli affari, inoltre Giacomo si lamenterà anche della famiglia che lo tratta male. La scena si sposta fuori dallo scrittoio dove le donne di casa Uzeda parlavano escludendo Matilda, la quale vedendo tornare Raimondo si rallegrò. Raimondo va nella Sala Gialla dove è presente anche Isabella Fersa, donna la quale Matilde nutre dubbi e sentimenti d’antipatia a causa del rapporto tra lei (Isabella) e Raimondo. Il capitolo si chiude con la notizia che il colera esplode a Siracusa.

Capitolo 5

Il capitolo si apre con gli Uzeda e i Fersa in subbuglio per la notizia del colera e decidono il da farsi. Raimondo e Matilde hanno lasciato la figlia a Milazzo qualche tempo fa dal padre di Matilde e il padre scrive alla figlia di andare a Milazzo per scappare dal colera ma Raimondo non volle sentir ragioni (Isabella Fersa sarebbe andata verso il Belvedere, ma andrà a stare in una residenza diversa da quella di Raimondo) e preferì il Belvedere. Matilde non sa se abbandonare Raimondo per Milazzo oppure stargli accanto, ma sceglierà anche lei il Belvedere. Si dirigeranno al Belvedere quindi Chiara col marito, Giacomo, il duca d’Oragua, Raimondo con la moglie Matilde, don Eugenio, donna Ferdinanda. Mentre don Blasco e Lodovico sono in un monastero per scappare al colera, Ferdinando il Babbeo preferisce rimanere nel suo terreno. Nel viaggio in carrozza Matilde continua a fomentare i sospetti riguardo un possibile tradimento da parte del marito. Vicino alla residenza Uzeda ci sono i Giulente e Benedetto non perde l’occasione per fare la corte a Lucrezia. Nel Belvedere vengono ospitate più famiglie, anche le meno nobili. Una sera di giochi e discorsi Matilde nota il divertimento di Raimondo col gioco d'azzardo nonostante l’assenza di Isabella e i suoi dubbi iniziarono a placarsi. Arriva nei giorni seguenti don Blasco sempre burbero e arrabbiato (anche se la causa scatenante della sua furia è il comportamento di Raimondo). Dopo don Blasco seguirà ad arrivare Lodovico il quale inizierà un discorso riguardante la possibile educazione di Consalvo in un monastero, tutti eccetto la madre saranno d’accordo.

Segue poi un salto temporale e il colera è ormai debellato con qualche vittima. Raimondo ormai annoiato dalla segregazione nel Belvedere fa visita ai posti di guardia (blocchi dove ogni carrozza veniva controllata, sia la provenienza che chi c’era a bordo, se la provenienza era di un paese infetto o no avevano dei certificati di buona salute non venivano fatti passare). In questi posti di guardia incontra Donna Clorinda la sua prima fiamma affiancata da Agatina la sua figlia, la quale ha la fama, come la madre, di essere di facili costumi. Raimondo per tanto inizia a fare il filo ad Agatina e i dubbi di Matilda tornano più vivi che mai, ma appena colto in fallo Raimondo riesce a farsi perdonare dicendo che il suo prossimo parto (di Matilde) verrà fatto a Milazzo.

Capitolo 6

Il capitolo inizia con Consalvo e Lodovico che entrano a San Nicola e Consalvo viene ini...

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Riassunto Viceré Pag. 1 Riassunto Viceré Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Viceré Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Viceré Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fzf98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Nay Laura.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community