TTD sport individuali – ginnastica
Educazione e attività motoria di base
Educazione motoria
L'educazione motoria è un complesso di azioni e di occasioni intenzionalmente programmate e realizzate per consentire a tutti di conseguire il proprio massimo sviluppo. Ha come soggetto attivo la persona considerata nella sua complessità, irrepetibilità, totalità. Ha come oggetto lo sviluppo di capacità e l'apprendimento di abilità motorie.
L'obiettivo dell'educazione motoria rivolta ai fanciulli è il perseguimento del più elevato sviluppo del comportamento motorio. Tale livello di motricità risulta condizionato da un insieme di fattori, che possono essere schematicamente ricondotti a 3 gruppi: Fattori Psicologici, Fattori Strutturali, Fattori Specifici.
Fattori psicologici
I fattori psicologici (motivazioni, aspettative) condizionano il clima, positivo o negativo, nel quale avviene l'azione educativa, la ricettività agli stimoli didattici, la qualità della risposta.
Fattori strutturali
Sono l'insieme di caratteristiche intrinseche, morfologiche e costituzionali di ogni singolo soggetto. La massima espressione di questi può essere considerata la ricerca del biotipo per ogni sport.
Fattori specifici
Collegati alla strutturazione del movimento in genere e alla finalizzazione del movimento. A tali fattori è indirizzata la proposta motoria, con contenuti, mezzi e metodi rapportati agli obiettivi da raggiungere.
Carico motorio
È il complesso delle attività motorie (giochi, percorsi, circuiti) programmate, organizzate e realizzate. Per essere un carico motorio significativo, occorre che esso superi i livelli di sollecitazione motori quotidiani. Ciò deve avvenire secondo un progetto educativo che preveda lo sviluppo degli schemi motori, capacità sensopercettive e capacità coordinative, conformemente ai principi della polivalenza e multilateralità.
Principio della polivalenza
Le attività motorie devono essere polivalenti, ovvero presentare una specifica valenza in campo motorio ed una validità più generale nei confronti delle altre aree della personalità. La polivalenza può essere:
- Globale, nei confronti degli obiettivi formativi da perseguire in rapporto a tutte le dimensioni della personalità.
- Specifico, nei confronti delle funzioni motorie.
Principio della multilateralità
Prevede lo sviluppo di tutte le capacità motorie e senso-percettive ottenuto mediante il perfezionamento degli schemi motori di base e la costruzione di un gran numero di abilità motorie variando contenuti, mezzi, ambiente. È riferito agli aspetti didattici dell'insegnamento delle attività motorie.
Formazione e sviluppo degli schemi motori di base
Il movimento finalizzato, atto motorio volontario, realizzato secondo un intendimento, può essere definito anche come “insieme di contrazioni e decontrazioni muscolari che determinano una mobilitazione volontaria dei segmenti ossei”. La mobilitazione volontaria, semplice o complessa, genera:
- Schemi posturali: azioni in cui le diverse parti del corpo conservano un rapporto fisso fra loro. Esse sono tridimensionali (altezza, larghezza, lunghezza).
- Schemi dinamici: azioni quadri-dimensionali, in quanto comportano variazioni di posture (tridimensionali) che si realizzano nel tempo.
Queste due tipologie di schemi, posturali e dinamici, costituiscono le forme fondamentali del movimento e sono anche definite unità motorie di base, perché appaiono per prime nello sviluppo dell'individuo e diventano patrimonio originario dell'adulto. Esse contribuiscono in modo rilevante:
- All'acquisizione della conoscenza e coscienza del proprio corpo.
- Alla padronanza della coordinazione oculo-manuale.
- All'acquisizione di concetti relativi allo spazio e all'orientamento e di concetti relativi al tempo e capacità alle strutture tecniche.
- Alla coordinazione dinamica generale, che consentirà al fanciullo di raggiungere una motricità sempre più ricca ed armoniosa sia sul piano dell'espressione che dell'efficacia.
Schemi motori di base
Schemi posturali
- Flettere: azione di avvicinamento di due segmenti corporei, per mezzo dei muscoli flessori. Sono interessati alla flessione: il busto (capo e tronco) e gli arti superiori e inferiori.
- Estendere: può interessare il busto (massimo raddrizzamento della colonna vertebrale) e gli arti (passaggio da una posizione breve ad una lunga). È il movimento contrario alla flessione.
- Spingere: passaggio rapido da una posizione breve ad una lunga, è l'azione del flettere e dell'estendere in forma rapida. Sono interessati alla spinta gli arti superiori ed inferiori.
- Inclinare: abbassamento del busto nelle varie direzioni, mantenendo rettilinea la colonna vertebrale.
- Ruotare: movimento di rotazione del busto intorno al suo asse longitudinale (a sx e a dx).
- Piegare: passaggio da una posizione lunga ad una posizione breve degli arti inferiori o superiori in appoggio.
- Circondurre: passaggio attraverso 4 posizioni lunghe opposte, alternate a due a due sui vari piani.
- Slanciare ed elevare: spostamento veloce (slancio) e lento (elevazione) degli arti inferiori o superiori verso l'alto in atteggiamento lungo. Il movimento inverso è abbassare.
Schemi dinamici
- Camminare: è tra le più naturali espressioni del comportamento motorio, è una conquista abbastanza precoce del bambino ed è la manifestazione più immediata della sua personalità. Dal modo di camminare emergono difetti di portamento, turbe neuro-fisiologiche, grado di coordinazione, di equilibrio, ecc.
- Saltare: nel 1º ciclo si riscontra la difficoltà del bambino a staccarsi dal suolo. Inizialmente si può abbinare alla corsa il passaggio su piccoli ostacoli quali strisce tracciate al suolo, bacchette o funicelle. Poi la funicella può essere posizionata tesa per la creazione di un ostacolo (salto), due funicelle possono formare un fosso (salto in lungo).
- Lanciare ed afferrare: fin dai primi mesi di vita, il bambino esercita la prensione (serrando le dita a pugno) non appena gli tocchiamo il palmo della mano. Via via che il bambino cresce, questo atto diviene cosciente ed è esercitato per prendere o lasciare gli oggetti: afferra un attrezzo per sostenere il proprio corpo sospeso, per trasportare un oggetto da un luogo ad un altro, perché un oggetto gli è stato lanciato. Il lanciare è un movimento basilare per lo sviluppo della coordinazione generale ed in particolare di quella oculo-manuale (rapporto tra campo visivo e motricità delle mani). Le azioni del lanciare e ricevere (afferrare) sono fondamentali per l'orientamento e l'aggiustamento di abilità manuali e per il consolidamento della lateralità.
- Strisciare e rotolare: lo strisciare è il primo modo di spostamento del bambino sul terreno, prima di acquisire e conquistare la posizione eretta; utilizzare questa attività motoria di base significa analizzare un vissuto corporeo del bambino. Il rotolare è una evoluzione dello strisciare ed è interessante per la coordinazione dinamica generale, per l'equilibrio, la percezione spaziale, per l'orientamento. Queste due attività consentono una migliore strutturazione dello schema corporeo permettendo percezioni profonde dei segmenti del corpo che di solito non si conoscono (parte posteriore, spalla, bacino) determinate dal contatto con il terreno.
- Arrampicarsi: ai bambini piace molto arrampicarsi e portarsi verso l'alto. In palestra gli attrezzi idonei a questa attività sono rappresentati dalla scala, dalla spalliera, dal quadro e dal palco di salita. Insegnata la corretta impugnatura dei pioli, fatta ad anello con il pollice e le altre dita intorno al piolo, si può tentare la salita e la discesa di pochi gradini di una scala di una spalliera oppure portarsi in cima all'attrezzo. Naturalmente sarà sempre bene precisare che in salita la presa delle mani precede quella dei piedi mentre in discesa si procede al contrario. Il classico palco di salita è composto da funi e da pertiche di altezza variabile. Gli esercizi di salita sono ottimi per irrobustire le braccia, i muscoli delle spalle e quelli del torace. Non bisogna però abusarne in età molto giovane perché tali tipi di esercizi influiscono sulla fibra muscolare ispessendola a danno della elasticità. In questi esercizi è necessario andare per gradi: non bisogna subito avere la pretesa di salire magari per tutta la lunghezza dell'attrezzo, è necessario che le mani si abituino a sorreggere il peso del corpo che spesso è troppo pesante per le scarse possibilità degli arti superiori. Il quadro è una specie di grande reticolato in legno disposto in un piano verticale a grosse maglie quadrangolari risultante dall'intersezione di due sistemi di linee parallele, l'uno verticale e l'altro orizzontale. L'uso particolare dell'attrezzo sta nel fatto che l'allievo deve attraversarlo da una maglia all'altra sia in senso orizzontale, sia in senso verticale che obliquo e diagonale, in salita e in discesa.
- Dondolare: il dondolare è uno schema dinamico di base che spesso ritroviamo nella ginnastica. Consente di verificare il proprio schema corporeo in situazione di sospensione.
Capacità motorie
L'acquisizione degli schemi posturali e dinamici è parte integrante dell'apprendimento motorio e rappresenta quindi un obiettivo di fondamentale importanza sul piano educativo. Ma gli obiettivi di una corretta educazione motoria non si limitano all'acquisizione degli schemi posturali e dinamici ma devono prevedere anche e soprattutto l'avviamento in tempi successivi verso un'attività specifica, pertanto debbono essere sviluppate anche alcune capacità fisiche che ne rappresentano i presupposti e requisiti fondamentali. Tali capacità, dette anche capacità motorie vengono tradizionalmente suddivise in:
- Capacità senso-percettive
- Capacità coordinative
- Capacità condizionali
In realtà sono espressioni differenziate a vari livelli della complessa operatività del sistema deputato al movimento. Le capacità senso-percettive riguardano l'assunzione di informazioni mentre le capacità coordinative e condizionali si riferiscono all'aspetto esecutivo dell'atto motorio: le prime dal punto di vista della progettazione-programmazione, le seconde alla realizzazione materiale. L'unitarietà del sistema spiega come esistano profonde interazioni fra le varie capacità e come molte di queste si collochino in posizione intermedia come ad esempio la rapidità, la mobilità articolare, l'estensibilità o articolabilità secondo le definizioni che ne danno i diversi autori, le quali non sono determinate esclusivamente da fattori condizionali e coordinativi.
Abilità motorie generali
Lo sviluppo ed il perfezionamento delle unità motorie di base e delle capacità motorie mediante interventi didattico-metodologici intenzionali e programmati, permettono l'acquisizione di abilità motorie generali.
Abilità motorie specifiche
Lo sviluppo ed il perfezionamento delle unità motorie di base e delle capacità motorie mediante interventi didattico-metodologici intenzionali e programmati, ma orientati verso una specifica attività, permettono l'acquisizione di abilità motorie specifiche.
Capacità senso-percettive
Si può definire la senso-percezione come l'insieme del rapporto sensoriale e neurologico che il soggetto instaura con il proprio corpo e con il mondo esterno (sensazione) e la relativa presa di coscienza psichica (percezione). La percezione è quindi un processo attivo di selezione, riconoscimento e integrazione delle informazioni che può essere definito di apprendimento sensoriale. In educazione motoria, pertanto, l'apprendimento sensoriale deve essere orientato verso lo sviluppo di particolari aspetti percettivi finalizzati, definiti capacità senso-percettive che possono essere così schematizzati in relazione all'analizzatore utilizzato.
Capacità coordinative
Insieme di presupposti che determinano l'apprendimento, il controllo e l'adattamento del movimento. Hirtz definisce le capacità coordinative non solo come capacità motorie che determinano processi di controllo e regolazione del movimento, ma vere e proprie qualità psicomotorie della persona. Esistono diverse classificazioni delle capacità coordinative; tutte comunque individuano un gruppo di capacità generali ed un gruppo di capacità coordinative speciali.
Capacità coordinative generali
- La capacità di direzione e controllo
- La capacità di adattamento e trasformazione motoria
- La capacità di apprendimento motorio
Capacità coordinative speciali
- La capacità di equilibrio
- La capacità di combinazione motoria
- La capacità di orientamento
- La capacità di differenziazione spazio-temporale
- La capacità di differenziazione dinamica
- La capacità di anticipazione motoria
- La capacità di ritmizzazione
Per poter meglio definire quali dovranno essere i mezzi e metodi per migliorare le capacità coordinative, è necessario accennare brevemente quali sono i processi attraverso i quali si realizza un atto motorio, sulla base delle conoscenze attuali. Il compimento di un atto motorio coordinato richiede la realizzazione di una serie di funzioni parziali che sono:
- L'esecuzione del movimento da parte degli organi motori
- La ricezione e l'elaborazione dell'informazione afferente
- La programmazione dello svolgersi del movimento e la previsione dei risultati parziali e finali (anticipazione)
- Il confronto tra obiettivo anticipato e quello che si sta realizzando
- Il controllo e la regolazione vera e propria, cioè la trasmissione di impulsi di controllo e correzione ai muscoli
Un atto motorio raggiunge il suo scopo quando sono noti i fattori che ne determinano la corretta realizzazione. Ciò è possibile se si dispone di tutte le necessarie trasformazioni e della loro corretta elaborazione. Gli organi preposti a queste funzioni sono gli analizzatori tattili, visivi, acustici, statici-dinamici e cinestesici. Gli ultimi due appartengono ai circuiti regolatori interni, gli altri fanno parte dei circuiti regolatori esterni. Ognuno degli analizzatori partecipa in modo differenziato, sia qualitativamente che quantitativamente, al processo informativo in relazione al tipo di sport. Tutti comunque, tramite le informazioni fornite, permettono lo sviluppo delle capacità coordinative. Seguendo lo schema delle capacità coordinative prese in considerazione, si riportano di seguito i principi metodologici per sviluppare le capacità coordinative ed una definizione di che cosa comunemente si intende per ognuna di esse.
Capacità di equilibrio
È la capacità che ha un atleta di eseguire movimenti su ristrette basi di appoggio e la capacità di acquistare e mantenere una certa stabilità, ogni qualvolta essa tende a mancare. Per svilupparla, si effettueranno esercizi nei quali è difficile mantenere la postura con l'utilizzazione di ristrette basi di appoggio, basi instabili e piccoli attrezzi.
Capacità di combinazione motoria
Permette di combinare movimenti di diversa natura degli arti inferiori e superiori, come correre e lanciare. Il suo sviluppo lo si ottiene combinando azioni diverse che si compiono su piani diversi degli arti superiori e inferiori.
Capacità di orientamento
Permette la percezione del corpo nel tempo e nello spazio. È una capacità molto importante per la ginnastica, dove il corpo deve muoversi in tempi e spazi ben determinati. Si sviluppa variando alternativamente o simultaneamente i due parametri affinché non ci sia un adattamento alla standardizzazione degli stimoli.
Capacità di differenziazione
Permette di percepire in modo molto preciso e differenziato i parametri spazio-temporali e dinamici del momento. In ginnastica e in tutti gli altri sport aventi una elevata componente tecnica, è una capacità fondamentale. Si sviluppa attraverso esercizi miranti alla massima precisione esecutiva sia dal punto di vista spazio-temporale che nell'impiego della forza.
Capacità di reazione
Dipende dalla possibilità di fornire una risposta adeguata ad un determinato stimolo. La reazione è semplice quando è noto il segnale e diventa sempre più complessa tanto più il segnale è vario. Per svilupparla si useranno esercizi e giochi nei quali occorre reagire a stimoli via via più complessi e di diversa natura (la risposta potrà essere prestabilita o cambiare in funzione del segnale).
Capacità di ritmizzazione
È la capacità di organizzare le azioni in maniera intelligente e costruttiva al fine di rendere un determinato movimento meno dispendioso, più veloce, meno impacciato, più fluido. Le persone possiedono la capacità di percepire, riprodurre e ideare dei ritmi (senso ritmico). È possibile comunque allenare la capacità di ritmizzazione con l'esercizio, in quanto anche essa è suscettibile di educazione e di miglioramento.
Coordinazione dinamica generale
La coordinazione dinamica generale si riferisce ad una gestualità globale, in quanto richiede l'impegno dell'insieme delle parti del corpo e spesso è legata alla locomozione. Gli esercizi per questo tipo di coordinazione hanno carattere di dinamicità e varietà di situazioni-stimolo. Possono inoltre migliorare l'agilità, la velocità, la forza, la resistenza.
Capacità condizionali
Forza e velocità nella specialità della ginnastica, la forza e la velocità sono qualità che vengono richieste specialmente.
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