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Il rotolamento e le sue tipologie

Il rotolamento consiste in una rotazione del corpo attorno all'asse trasversale (A/T) che si sviluppa con l’appoggio del dorso per punti successivi. Il rotolamento migliora il senso dell’orientamento e dell’equilibrio, la mobilità della colonna vertebrale e consente l’acquisizione di un nuovo schema motorio. Alla classe dei rotolamenti appartengono la capovolta avanti e indietro e i loro sviluppi: capovolta saltata, tuffo, capovolta senza la posa delle mani, capovolta indietro alla verticale.

Capovolta in avanti

La capovolta in avanti è una rotazione completa del corpo in avanti attorno all’A/T che si sviluppa per punti successivi: mani, nuca, spalle, regione dorsale, lombare, glutei e piedi. Durante il rotolamento il corpo può assumere diversi atteggiamenti (massima raccolta, massima squadra…). Si esegue partendo dalla stazione eretta e successivo piegamento degli arti inferiori con appoggio delle mani in presa palmare a passo normale. Le mani dovranno prendere contatto con il suolo a una certa distanza dai piedi, in relazione alla lunghezza delle leve del soggetto per non provocare una caduta sugli arti superiori o un eccessivo avanzamento del baricentro oltre la base d’appoggio (rappresentata dalle mani), causando perdita di equilibrio e controllo nel successivo rotolamento. Si eleva quindi il bacino per permettere la distribuzione del peso sui quattro arti e lo spostamento del baricentro in avanti che dà il via alla rotazione. Il capo è flesso sul torace. Attraverso un piegamento controllato degli arti superiori si appoggia la nuca; i gomiti sono paralleli per dare la giusta direzione. Segue il rotolamento per punti successivi: dorso, regione lombare, glutei e piedi. Il ritorno alla stazione eretta avviene grazie allo spostamento del busto in avanti, avvicinando i piedi al bacino e rimanendo in atteggiamento di massima raccolta per facilitare il passaggio del peso del corpo sui piedi.

  • Posa delle mani in presa palmare
  • Elevazione del bacino e sbilanciamento in avanti
  • Flessione del capo sul torace
  • Piegamento controllato degli arti superiori
  • Rotolamento per punti successivi

Assistenza: ci si dispone lateralmente con una mano alla nuca e l’altra sull’addome per sostenere e facilitare lo spostamento in avanti. Successivamente l’assistenza può anche essere eseguita disponendosi lateralmente ma un po’ più avanti dell’allieva nella direzione in cui si sviluppa il movimento afferrandole i fianchi per accompagnare il rotolamento.

È richiesto il potenziamento degli arti superiori, l’aumento della mobilità della colonna e del senso dell’orientamento.

Capovolta saltata

La capovolta saltata consiste in una capovolta avanti con una fase di volo prima della posa delle mani al suolo, durante la quale il corpo è in atteggiamento squadrato. Ciò che differenzia questo movimento dalla semplice capovolta è la presenza della fase di volo dovuta alla spinta degli arti inferiori diretta avanti alto. Dopo la spinta, gli arti inferiori si elevano indietro per non bloccare la rotazione intorno all’A/T formando un angolo di circa 90° con il busto. Le mani prendono contatto con il suolo piuttosto lontano dal punto di spinta per evitare che il bacino superi la linea verticale passante per le mani al momento dell’impatto di queste con il terreno.

  • Spinta verso l’avanti alto con elevazione degli arti inferiori indietro
  • Atteggiamento squadrato durante la fase di volo
  • Posa delle mani lontano dal punto di spinta
  • Rotolamento per punti successivi

Assistenza: viene effettuata disponendosi lateralmente con una mano sul petto e l’altra sugli arti inferiori per alleggerire il peso del corpo al momento del contatto delle mani al suolo e per garantire la rotazione. Potenziamento degli arti superiori che devono sopportare il peso del corpo nel momento di contatto delle mani al suolo e anche al controllo del corpo necessario durante la fase di volo e il successivo rotolamento che avviene con più velocità rispetto alla capovolta semplice.

Capovolta tuffo

La capovolta tuffo rappresenta uno sviluppo ulteriore della capovolta saltata differenziandosi da essa per una maggiore ampiezza della fase di volo durante la quale il corpo assume l’atteggiamento di leggero arco. L’assistenza verrà effettuata con una mano al petto per sostenere e facilitare la fase di volo e una mano alle cosce per sostenere e facilitare la rotazione. La fase di volo è più enfatizzata e si puntualizza sull’allineamento dei segmenti corporei.

Capovolta indietro

La capovolta indietro è una rotazione completa del corpo indietro attorno all’A/T con rotolamento sul dorso per punti successivi e svincolo del capo mediante spinta degli arti superiori. Durante il rotolamento il corpo può assumere diversi atteggiamenti (massima raccolta, massima squadra…). Perché il movimento sia eseguito con successo occorre continuità nell’esecuzione e una spinta efficace degli arti superiori, che dovrà essere indirizzata indietro alto. Si parte dalla stazione eretta e, dopo un piegamento degli arti inferiori, si verifica uno sbilanciamento del baricentro indietro che permette l’immissione nel rotolamento per punti successivi: bacino, regione lombare, dorso, nuca. Il bacino si deve posare al suolo il più vicino possibile ai talloni. Nel caso in cui la partenza venga effettuata a gambe tese, l’appoggio delle mani al suolo attutisce la discesa e l’appoggio del bacino. Durante il rotolamento, gli arti superiori si flettono e si posano al suolo subito al di là delle spalle, con le dita rivolte verso di esse, in presa palmare a passo normale. Il bacino passa rapidamente al di sopra del capo per facilitare l’azione degli arti superiori che devono spingere verso l’alto; i gomiti sono paralleli per indirizzare correttamente il movimento. La continuità del rotolamento permette, mentre gli arti superiori si rizzano, l’appoggio dei piedi e il ritorno alla stazione eretta.

  • Rotolamento indietro per punti successivi
  • Posa delle mani al di là delle spalle in presa palmare
  • Passaggio rapido del bacino sopra il capo
  • Spinta energica degli arti superiori e svincolo del capo

Assistenza: viene effettuata disponendosi lateralmente con fronte all’allieva, mani ai fianchi per sostenere il peso del corpo facilitando la rotazione e la spinta degli arti superiori. Occorre sensibilizzare il rotolamento indietro inserendo la posa delle mani nella giusta posizione, facendo attenzione anche al mantenimento dei gomiti paralleli.

Capovolta indietro alla verticale

La capovolta indietro alla verticale consiste in un rotolamento indietro sul dorso con arrivo in appoggio ritto rovesciato. La tecnica richiede un’azione energica degli arti superiori coordinata all’apertura del corpo verso l’alto. L’azione degli arti superiori può essere effettuata in due modi: a braccia piegate poi ritte, oppure direttamente a braccia ritte. Nel primo caso, le mani prendono contatto con il terreno subito al di là delle spalle con le dita rivolte ad esse; gli arti superiori spingono rapidamente verso l’alto per raggiungere la posizione rovesciata. Nel secondo caso, la posa avviene oltre il capo con le mani ruotate in dentro e le braccia, per realizzare il movimento, devono effettuare un’energica pressione verso il suolo. Il capo si trova sempre tra gli arti superiori con lo sguardo rivolto ai piedi.

  • Veloce rotolamento indietro con leggera chiusura dell’angolo busto arti inferiori
  • Apertura del corpo verso l’alto
  • Azione energica degli arti superiori
  • Tenuta del corpo

Assistenza: viene effettuata disponendosi lateralmente ed afferrando l’allieva per i piedi o per le gambe, indirizzando il movimento nella giusta direzione. Richiesta necessariamente la conoscenza della capovolta indietro e della verticale. Preparazione fisica adeguata, potenziamento degli arti superiori e muscoli addominali e glutei per la tenuta del corpo, l’esecuzione di rotolamenti sul dorso con arrivo in posizione di candela per sensibilizzare l’apertura del corpo verso l’alto.

Rovesciamenti

I rovesciamenti sono rotazioni (180° o 360°) del corpo attorno all’asse sagittale (A/S) (rovesciamenti laterali) o all’A/T (rovesciamenti avanti e indietro) in appoggio successivo sugli arti superiori e inferiori. Nelle rotazioni di 180° si raggiunge la posizione ritta rovesciata. Nelle rotazioni di 360° tale posizione è solo di passaggio. Lo studio dei rovesciamenti prevede una buona tenuta del corpo e, per quanto riguarda i rovesciamenti avanti e indietro, un preciso controllo dei movimenti per garantire fluidità ed efficacia.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Zell15 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sport Individuali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Calavalle Annarita.
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