Che materia stai cercando?

Riassunto teorie e analisi dei media Appunti scolastici Premium

Appunti di teoria e analisi dei media basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Pasquali dell’università degli Studi di Bergamo - Unibg, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze della comunicazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Teorie e analisi dei media docente Prof. F. Pasquali

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

bisogno della gente di identificarsi nella cultura, credenze e valori del proprio

paese.

L'attività del guardare la televisione assume significato se là si considera calata

nella vita quotidiana. Gli usi della televisione comprendono anche gli usi

extratextuali (conversazioni che hanno come oggetto i contenuti televisivi). Le

ricerche condotte nell'ambito degli Audience Studies analizzano il consumo

televisivo all'interno del contesto domestico, ritenuto il contesto più naturale di

fruizione.

Il filone di ricerca più consistente relativo agli usi femminili della televisione é quello

sviluppatosi negli anni 80 e 90 nell'ambito degli Audience Studies britannici sul

pubblico femminile delle soap opera. Nel corso degli anni 80 iniziano a verificarsi

alcuni cambiamenti nei contenuti dei media, come l'introduzione dell'immagine della

donna in carriera o di figure di donne che lavorano. Le soap opera si rivolgano

principalmente al pubblico femminile delle casalinghe, la loro forma narrativa tende

a facilitare la visione delle donne impegnate nei lavori domestici, dal momento che

non necessitano di un'attenzione costante. Al fine di compiacere l'audience

femminile, le soap opera valorizzano la sfera del privato e le capacità femminili di

intrattenere e gestire le relazioni interpersonali. Gli uomini nelle soap sono posti in

secondo piano e spesso vengono rappresentati come le donne vorrebbero che

fossero nella realtà (romantici e sensibili).

Hobson condusse la prima importante ricerca etnografica sul pubblico femminile

delle soap opera e verificò che la pratica di guardare le soap faceva parte della vita

quotidiana delle donne ed era presente anche nelle loro conversazioni, le spettatrici

infatti confrontavano le informazioni tratte dalla soap con le loro esperienze e

conoscenze, la caratteristica della soap maggiormente apprezzata era il realismo

(ovvero il fatto che i personaggi potevano essere immaginati come persone vere).

Radway conduce una ricerca sulle donne che leggono romanzi rosa e ne risultò

che la lettura aveva come significato un modo per esprimere una fuga dalla routine

domestica.

Hermes analizzò le donne che leggono le riviste e ne risultò che le riviste

permettono alle donne di riflettere il proprio se ideale, proiettandole in immagini

femminili perfette che offrono un senso di osterie e di momentaneo controllo sulla

vita reale.

Secondo le ricerche di Press, le donne sui 60 anni apprezzano le immagini di

donne in carriera o delle lavoratrici in ambiti maschili, che esprimono autonomia e

libertà di campo sentimentale e sessuale, invece, le donne sui 30 anni si

dimostrano più sensibili nei confronti dell'immagine della famiglia unita. Le

spettatrici, a seconda della classe d'appartenenza, del livello d'istruzione, dell'avete

vissuto in particolari contesti storici e sociali, forniscono risposte diverse ad uno

stesso contenuto.

Alcune ricerche sugli usi extratestuali dimostrano che il guardare le soap era uno

spunto per parlare di se, delle proprie vite e interessi. Parlare sul luogo di lavoro

delle soap permette di stabilire alleanze e relazioni di solidarietà tra colleghe.

Inoltre, la disapprovazione che le donne ricevevano da parte degli uomini per il fatto

di guardare le soap diventava motivo di piacere e confermava loro di stare

mettendo in discussione l'ordine dominante.

Negli anni 80 e 90 nell'ambito dei Cultural Studies si realizzano svariate ricerche

che con metodo etnografico rendono conto degli usi famigliari della televisione:

Usi strutturali: usi legati alla presenza del mezzo televisivo nelle case. La TV può

essere usata come risorsa ambientale in modo da creare un flusso costante di

rumore di sottofondo adatti ad accompagnare le attività domestiche o a fare

compagnia. La TV può essere usata anche come regolatore comportamentale,

serve a scandire il tempo e l'attività familiare (orari dei pasti associati a qualche

programma in particolare);

Usi relazionali: riguardano l'utilizzo che ciascuno fa della televisione per mettersi in

comunicazione con gli altri membri della famiglia o per evitare la comunicazione (ad

esempio, la TV aiutava a superare le barriere generazionali, spesso i bambini

usavano i contenuti televisivi che avevano visto per inserirsi e partecipare alle

conversazioni degli adulti). Inoltre, può essere utilizzata per stare fisicamente vicini.

Guardare la televisione assieme ai famigliari può sviluppare anche una sorta di

solidarietà familiare e può apportare armonia familiare. Può essere utilizzata per

l'apprendimento di informazioni utili per la vita quotidiana (come consigli per gli

acquisti). In base alle sue ricerche Morley rilevò che le scelte e le modalità di

fruizione della televisione erano influenzare dal ruolo sociale occupato all'interno

della famiglia e in particolare dal genere sessuale d'appartenenza. I mariti

preferivano programmi come lo sport, film realistici o d'azione e programmi

d'informazione, mentre le mogli apprezzavano i film sentimentali e le soap opera. I

mariti sembravano detenere il potere del telecomando, la visione della TV da parte

dei mariti appariva attenta, concentrata e senza interruzioni, mentre quella delle

mogli era più distratta in quanto intervallata da attività domestiche.

Un recente filone di ricerca riguarda il rapporto delle famiglie con le nuove

tecnologie di comunicazione introdotte nelle abitazioni. Le donne sarebbero meno

disponibili ad apprendere il funzionamento e trarre piacere dall'uso delle nuove

tecnologie (come videoregistratore o computer), mentre emerge per una cultura

femminile del telefono e un uso femminile consolidato della radio e della TV. Il

telefono viene utilizzato come sostegno emotivo, si realizza una vicinanza

psicologica con le persone care, uscendo cosi dall'isolamento e dalla sensazione di

solitudine. Invece, sono soprattutto le persone di genere maschile a desiderare e

ad acquistare le nuove tecnologie mediatiche e tra queste le giovani generazioni.

Secondo le ricerche di Gauntlett ed Hill, ogni singolo individuo ha un rapporto

personalizzato con la TV, molti programmi vengono guardati da entrambi i generi

ed esistono maschi che guardano programmi considerati femminili e femminile che

guardano programmi maschili (uomini che guardano soap opera). Nei momenti di

crisi, di rottura di una relazione o di disoccupazione la TV sembra assumere un

ruolo rilevante come antidepressivo e antistress.

Internet può essere considerato come un meta - medium perché ingloba contenuti

tratti dai media tradizionali. Esistono vari usi di Internet, sia a livello individuale

(comunicazione intepersonale tramite mail o chat o acquisti online) che sociale

(discussione sui forum o partecipazione ai giochi di ruolo nelle MUD).

Secondo Markham, durante le interviste, vista l'assenza della comunicazione non

verbale, era necessario l'uso delle emoticons. Esistono 3 principali usi di Internet:

come strumento per comunicare su scala globale, come luogo in cui passare del

tempo o come modo di essere che permette di esprimersi più liberamente senza

esporsi alle complicazioni o pericoli derivati dalle relazioni faccia a faccia.

Secondo le interviste di Hine agli autori dei siti Internet risulta che le persone

aderenti su newsgroup dimostrano un alto livello di coinvolgimento intellettuale ed

emotivo, esprimendo passioni contrastanti connesse al desiderio di giustizia. Su

Internet, inoltre, si sviluppano relazioni significative, ci si sente parte di una

comunità.

Byam evidenzia la naturalezza con cui viene vissuta la pratica di comunicare in rete

con persone sconosciute, si ha la sensazione di parlare invece che di scrivere

messaggi. Gran parte delle persone crea dei se online coerenti con le proprie

identità offline.

Roversi mette in rilievi come generalmente di chatta per motivi ludici, per discutere

di interessi comuni, per trovare amici. Le chat sono delle risorse aggiuntive e non

sostitutive delle relazioni avviate nella vita quotidiana.

Secondo Turkle, nei MUD, giocando ad essere qualcun altro, su cerca di scoprire

come si é é come si vorrebbe essere. I MUD dunque incentivano il processo di

frammentazione del se e possono aumentare la confusione identitaria nei soggetti

più deboli. Molte donne si fingono uomini per potere acquistare un diritto di parola

più autorevole presso comunità a maggioranza maschile, e molti uomini si fingono

donne per avvicinarsi maggiormente ad esse e conoscerle intimamente.

Secondo Silverstone non esiste una ricezione totalmente passiva dei media,

ognuno presenta un certo grado di attività nel processo di ricezione. É inevitabile

che ciascun individuo sia in varia misura condizionato dai messaggi e dagli digli di

vita più enfatizzati e diffusi dai media che promuovono i valori di ricchezza, bellezza

e fama. Per difendersi dai messaggi consumistici, ideologici e dalle distorsioni della

realtà prodotte dai media diventa fondamentale affinare nel tempo la capacità

d'interpretare criticamente i testi mediatici. Secondo Ang l'audience é

paradossalmente costretta ad essere un'interprete attiva, sottolinea che i significati

dei testi non sono permanenti, ma mutano continuamente a seconda dei contesti

socioculturali in cui vengono recepiti e interpretati dalle diverse audience.

LA RIVOLUZIONE DEL WEB 2.0

Internet ha modificato il modo di agire e di comunicare degli individui. Le tre fasi

storiche caratterizzate da una serie di invenzioni che hanno progressivamente

ampliato la gamma delle forme di comunicazione mediata dal computer sono:

La fase pionieristica: iniziata con la creazione nel 1969 della rete computer Arpanet.

Inizialmente, ai tempi della guerra fredda, lo scopo era quello di costruire una rete

di comunicazione militare sicura ed efficace, in grado di resistere a eventuali

attacchi nucleari sovietici. Il progetto Arpanet venne poi rinominato Internet, che

continuò a svilupparsi in ambito universitario e governativo;

La fase del web 1.0: iniziata all'inizio degli anni 90. Vi era la possibilità offerta agli

utenti di navigare nel web facilmente tramite i motori di ricerca e dalla presenza di

siti e portali in prevalenza statici (che permettono di visualizzare documenti

ipertestuali ma senza poter interagire con essi). Si diffonde l'uso della posta

elettronica, della mailing list, della chat, del forum e dei blog;

La fase del web 2.0: inizia alla fine degli anni 90. Si passa da un web statico a un

web dinamico, basato su strumenti e applicazioni che permettono un elevato livello

di interazione tra siti e utenti e tra gli utenti stessi. Vengono inventati e si diffondono

sul web piattaforme di condivisione di contenuti specifici (come YouTube), di siti

wiki (come Wikipedia) e di piattaforme sociali (come Facebook). Gli utenti della rete

non solo hanno la possibilità di fruire i contenuti presenti sul Web ma anche di

modificarli, commentarli, condividerli con altri attribuendo loro nuovi significati, e di

creare e distribuire contenuti in prima persona senza alcuna intermediazione.

L'audience é attivamente coinvolta.

Ogni invenzione tecnologica accende un dibattito tra due orientamenti di pensiero:

il determinismo tecnologico (secondo cui il mutamento sociale é il risultato di un

cambiamento tecnologico) e la prospettiva della costruzione sociale della

tecnologia (per cui é la società a generare e a determinare le tecnologie attraverso

l'uso che ne fanno i suoi utenti).

I media digitali sono:

Digitali: basati su codici numerici che possono trasportare rapidamente immense

quantità di informazioni;

Convergenti: diversi tipi di contenuti convergono in un unico supporto come il tablet

veicola contenuti televisivi, film, libri;

Ipertestuali: permettono di fruire i contenuti in maniera non lineare (attraverso i

link);

Distribuiti: i contenuti informativi sono prodotti e distribuiti da molti a molti;

Interattivi: gli utenti nell'ambiente digitale possono interagire direttamente con i

contenuti, selezionandoli e modificandoli, possono produrli in prima persona e

pubblicarli online;

Sociali: i social media permettono di creare un profilo personale attraverso il quale

mantenere e gestire le relazioni con amici e familiari e creare nuovi legami;

Mobili: in quanto smartphone, tablet, netbook... sono dispostivi che permettono agli

individui di accedere alla rete da qualunque luogo e in qualsiasi momento.

Anche le persone comuni, attraverso i social media, espongono alla visibilità

pubblica dettagli relativi alla loro vita privata e i pensieri più intimi. Chiunque può

diffondere informazioni su chiunque altro, danneggiandolo in qualche modo

(cyberbullismo). Gli utenti della rete devono diventare consapevoli del fatto che i

dati personali forniti nei profili e nelle relazioni sociali intrattenute online vengono

raccolti, archiviati, indicizzati e monetizzati da parte dei gestori di piattaforme (come

Facebook, Google e Amazon), cioè venduti agli inserzionisti pubblicitari che

possono così proporre pubblicità sempre più mirata.

I media digitali permettono di aumentare la sensazione di vicinanza fisica e

psicologica con gli interlocutori, soprattutto con le nuove innovazioni tecnologiche

(Skype o messaggi vocali).

Con i social media cambia il modo di lavorare, ad esempio c'è la possibilità di

creare la propria immagine professionale e di fare circolare il proprio curriculum

online o di lavorare in modo collaborativo e partecipativo a progetti collettivi con

persone spazialmente distanti. Attraverso essi gli utenti mettono a disposizione di

un vasto pubblico le proprie competenze, conoscenze ed esperienze concorrendo

alla costruzione del sistema culturale globale (molti siti online sollecitano gli utenti a

collaborare e migliorare le prestazioni rese, come TripAdvisor con le recensioni).

L'audience é produttiva, ovvero é sia destinatario che emittenti dei testi culturali.

Esiste un piacere nella condivisione.

PERCHÉ STUDIARE I MEDIA?

I media vanno studiati perché sono centrali per la nostra vita quotidiana, in quanto

dimensioni sociali, culturali, politiche ed economiche del mondo contemporaneo,

contribuiscono a dare senso al mondo, costruiscono e condividono i suoi significati,

sono considerati come parti del tessuto generale dell'esperienza. Esistono altre

metafore che definiscono il ruolo dei media, qualcuno li vede come canali che

consentono di far arrivare un messaggio alla mente, oppure possono essere visti

come linguaggi utili all'interpretazione dei testi. Mc Luhan considera i media come

estensioni dell'uomo, ma che forse sono in grado di sviluppare quanto di diminuire

le nostre capacità. Gran parte della preoccupazione pubblica circa gli effetti dei

media si concentra sul fatto che arriveranno a rimpiazzare la normale socialità,

allevando generazioni drogate dello schermo. Non esiste una singola teoria dei

media. Secondo Castells la società si costituisce attraverso uno spazio di flussi,

cioè la rete elettronica ma anche fisica lungo la quale si muovono informazioni,

merci e persone nell'era dell'informazione. Ci muoviamo in spazi mediali, nella

realtà e nell'immaginazione, in senso materiale e simbolico; studiare i media

significa studiare i questi movimenti nel tempo e nello spazio e le interrelazioni tra

di essi. Le esperienze sono concrete, anche quelle mediali, ma noi abbiamo la

capacità di distinguere la fantasia con la realtà mantenendo una distanza critica

con i media. Quindi le risposte ai media variano molto da persona a persona.

L'esperienza é fisica ma anche psicologica, per studiare i media occorre

confrontarsi con il ruolo che svolge l'inconscio nel costituire e sottoporre

l'esperienza al dubbio. La mediazione comporta una costante trasformazione dei

significati, vengono trasmessi ed elaborati significati che ci permettono di dare

senso al mondo in cui viviamo. La mediazione é paragonata alla traduzione.

Steiner identifica 4 momenti della traduzione:

Fiducia: identificare un valore nel testo;

Aggressione: entrare nel testo e afferrare il possesso del significato con violenza;

Incorporazione: appropriarsi del senso;

Restituzione: restituzione del senso precedentemente afferrato e appropriato.

La mediazione, a differenza della traduzione, é più condivisa, aperta ed i significati

mediati si muovono tra i testi, é considerata qualcosa di più. Siamo tutti mediatori.

Si deve considerare anche la tecnologia, che é diventata ormai il mezzo attraverso

cui sempre più spesso ci confrontiamo con la realtà. Spesso il cambiamento

tecnologico ha prodotto conseguenze che portano a un cambiamento radicale del

mondo in cui viviamo: stampa, televisione, telefono, Internet, hanno offerto nuovi

modi di gestire l'informazione e di comunicarla, nuovi modi di influenzare e di

produrre, trasmettere il significato. McLuhan considera la tecnologia come

estensione della nostra capacità umana di agire nel mondo. Le società trovano

nella tecnologia una fonte di magia e mistero, le tecnologie mediali possono essere

considerate come il prodotto di un'industria culturale (come la fotografia). La

tecnologia può essere anche vista come fatto economico o politico. L'individuo ha

bisogno della tecnologia, non occorre capirne il funzionamento ma l'importante é

saperla usare.

I tre principali meccanismi di coinvolgimento testuale sono la retorica, la poetica e

l'erotismo. Esse sono strategie testuali di analisi, tutti i testi le utilizzano.

RETORICA: La retorica é una pratica é uno strumento che permette di parlare bene

e in vista di uno scopo, ma anche di capire e insegnare come farlo nel miglior modo

possibile. La retorica é persuasione, é un linguaggio orientato all'azione, con

l'obiettivo di cambiarne l'orientamento e a influenzarla. Gli spazi che i media

costruiscono per noi in pubblico e in privato sono costruiti retoricamente. Il

linguaggio dei media é retorico. La persuasione implica la libertà, dal momento che

é insensato tentare di persuadere qualcuno che non può scegliere e implica

differenza, dato che é inutile tentare di influenzare qualcuno che é già della nostra

opinione. La retorica implica classificazione e dibattito e non solo persuasione.

Presuppone che ci sia qualcosa da comunicare. Zenone descrive la retorica come

una mano aperta e la contrappone al pugno chiuso della logica, l'apertura indica

uno spazio aperto al dibattito dove si manifestano divergenze di opinioni (il

successo o la soluzione non sono garantiti in quanto il discorso o la richiesta

possono essere ignorati), nella società attuale i media ci offrono costantemente una

mano aperta (ci coinvolgono, ci interpellano e ci chiedono attenzione). I media

contemporanei ci persuadono che quello che essi rappresentano é realmente

accaduto (come facciamo a sapere che Nail Armstrong é andato veramente sulla

Luna?). Riponiamo fiducia nelle istituzioni responsabili di riportarci la storia. Alla

base della retorica ci sono i luoghi comuni, ovvero i simboli condivisi e riconoscibili

in una comunità, esprimono e dipendono dall'opinione pubblica. Un esempio di

retorica del testo sono le metafore, le metonimie, le sineddoche, l'ironia. Esaminare

i testi dei media dal lungo di vista retorico significa esaminare come i significati

vengono costruiti e adattati in modo plausibile, piacevole e persuasivo; significa

esaminare la relazione tra familiare e nuovo, decifrare la strategia testuale e

considerare il pubblico. La pubblicità é l'industrializzazione della retorica.

POETICA: Fin dalle origini gli esseri umani hanno amato raccontarsi a vicenda

storie. Le storie hanno bisogno di un pubblico. Le storie sono una parte essenziale

della realtà sociale, non si può capire una cultura se non si capiscono le sue storie.

Secondo Silverstone nella cultura mediale contemporanea c'é una proliferazione di

storie nei testi dei media e noi abbiamo la capacità di collegare i prodotti mediali

all'esperienza. Le storie offrono piacere e ordine, richiedono una certa competenza

per essere ascoltate con piacere e per comprendere criticamente il modo in cui

funzionano. Quando indaghiamo i piaceri narrativi offerti da una soap opera,

indaghiamo la nostra capacità di esprimere qualcosa della nostra cultura comune. I

testi sono importanti e i media hanno bisogno di una propria poetica che dovrebbe

esaminare le strutture del discorso mediale, i principi dell'organizzazione e i

processi in cui si manifesta, il modo in cui i discorsi coinvolgono lettori e spettatori e

il modo in cui creano significati. Imitazione, realismo e verosimiglianza sono centrali

nella nostra poesia, anche se sotto forma di sitcom, fiction e lungometraggi. La

poetica dei media deve estendersi al di là del testo. La poetica dei media deve

procedere oltre la pura descrizione, non può giudicare dalle apparenze. In un testo

o storia si può creare verosomiglianza attraverso, per esempio, la rappresentazione

di una conoscenza condivisa o la ricreazione artificiale della realtà (es. narratore

palese).

EROTISMO: Ognuno sa cosa gli piace. Le industrie dei media sono strutturate per

rendere il piacere accessibile, facile ed eterno, naturale. L'erotismo é un prodotto

della relazione che lega spettatori, lettori e pubblico con testi ed eventi mediali in

grado di offrire piacere. Il piacere richiede partecipazione e così l'equilibrio del

potere si sposta verso il consumatore. Ciascuno di noi ha una particolare versione

dell'erotico. Lo "studium" é il senso generale del vedere mentre il "punctum" é il

vedere quel qualcosa di inaspettato, non é codificato, rende erotica l'immagine.

Esistono diversi tipi di relazione che possiamo avere con i media.

GIOCO: I media offrono un quadro interpretativo per l'esperienza ma vengono

anche trasformati dall'esperienza. Il gioco é uno strumento utile ad analizzare

l'esperienza dei media. Il gioco é parte della vita quotidiana, giochiamo per lasciare

il mondo, ma il gioco non é il mondo. Possiamo considerare i media come luoghi di

gioco (guardare la TV, fare le parole crociate). I media hanno la capacità di

coinvolgere un pubblico in spazi e tempi che sono distinti e delimitati dalle

confusioni della vita quotidiana. Il gioco é fondamentale per l'esperienza dei media

poiché implica una partecipazione reciproca, i giocatori e il loro pubblico vengono

insieme coinvolti nei discorsi che i media costruiscono. Il gioco fa emergere il

bambino nell'adulto e l'adulto nel bambino.

RAPPRESENTAZIONE: Un caso di rappresentazione é quello di una donna

conosciuta come Agnes che in realtà era un uomo che voleva essere donna e

vivere come una donna, ma si trovò di fronte al problema di dover imparare i

comportamenti e ruoli femminili, doveva attuare una rappresentazione di se

continua. Questo ci dimostra che la vita sociale richiede la nostra attiva

partecipazione. Il nostro é un mondo in cui l'apparenza é realtà. Il mondo viene

quotidianamente rappresentato dai media. Nel caso del funerale di Diana, i media

si appropriarono dell'intera rappresentazione, fu un'appropriazione popolare in cui

vennero condivisi significati e prodotte esperienze che si sarebbero ricordate,

questo é un esempio di confusione tra i ruoli di spettatore e attore, tra esperienza

mediata e non.

CONSUMO: Il consumo può essere una terapia ma anche una malattia. Il consumo

é l'unica attività centrale nella quale ci impegniamo giorno dopo giorno.

Consumiamo i media, consumiamo attraverso i media, impariamo come e cosa

consumare attraverso i media, i media ci persuadono a consumare. Le società

hanno creato particolati meccanismi per regolamentare il consumo, alcune stagioni

sono contrassegnate dalla volontà di celebrare, il calendario é contrassegnato da

eventi che metto in evidenza il processo di consumo. I new media, soprattutto

Internet, ci invitano a un consumo continuo. I media sono diventati fondamentali per

la nostra percezione del tempo, segnano i ritmi attraverso i palinsesti. Il consumo é

un attività sociale.

Ci rapportiamo ai media in modi diversi e da posizioni diverse.

CASA: La casa non rappresenta solo un luogo fisico ma soprattutto ha una valenza

psichica, é uno spazio dove rifugiarsi. La porta rappresenta le soglie della

televisione e del computer, che permettono di vedere e raggiungere luoghi che

superano i limiti dello spazio fisico della casa ma comportano anche l'entrata in un

territorio delimitato che ha anche risvolti negativi (come network politicamente

inaccettabili. Possiamo anche portare con noi un po' di casa (come il giornale o

Internet), la casa é diventata qualcosa di virtuale, per compensare i momenti in cui

siamo fuori casa. Nel mostra casa utilizziamo i media.

SOCIETÀ: Troviamo la nostra identità nelle relazioni sociali, sentiamo il bisogno di

appartenere e partecipare ad attività che hanno come fine quello di unirci. Non

sopportiamo essere esclusi. La necessità di distinguerci dagli altri diventa desiderio

di annullare gli altri. La comunità é una particolare versione della casa però é

pubblica e non privata. Esistono nuove tipologie di comunità, come quelle nate dai

new media, non più fondate sulle relazioni faccia a faccia ma sulla comunicazione

virtuale. Le comunità si distinguono attraverso elementi condividi ed elementi

distintivi. Studiamo i media perché ci offrono una risorsa costante per la comunità. I

media possono essere concepiti come espressione della comunità (stampa per

comunità nazionali dava un senso di unità nazionale durante la guerra). I new

media hanno il ruolo di consentire una partecipazione alla vita pubblica, hanno

creato nuovi spazi per voci alternative e minoranze.

GLOBALITÀ: L'evoluzione dei medi ha portato alla riduzione delle distanze e ad

una progressiva globalizzazione. Le industrie culturali sono state tra le prime ad

assumere dimensioni globali (come Hollywood). I media consentono e allo stesso

tempo rappresentano la globalizzazione. Studiamo i media perché abbiamo

bisogno di riconoscere le ambiguità e le contraddizioni della cultura e delle culture

globali, perché abbiamo bisogno di sapere come operano le culture globali.

I media hanno la capacità di creare e mantenere un ordine nella vita quotidiana e di

trovare una posizione all'interno di questo ordine. Esistono tre dimensioni della

capacità dei media di fornire un quadro interpretativo sua per la vita sociale sia per

la ricerca di sicurezza e identità nel quotidiano: fiducia, memoria e alterità.

FIDUCIA: La fiducia é fondamentale nella gestione della vita quotidiana, essa é alla

base della nostra relazione con i media. I media fungono da sistemi astratti nei

quali riponiamo fiducia. Siamo arrivati a dipendere dai media per la sicurezza, ci

affidiamo a essi per le informazioni sul mondo, i media sono sempre con noi, i new

media ci invitano ad avere fiducia in loro. La fiducia nasce con la costanza,

impariamo a fidarci, ma é fondamentale mantenerla alimentandola con la

continuità. I media sono istituzioni in grado di trasmettere fiducia ma allo stesso

tempo processi nei quali riporre fiducia.

MEMORIA: Con il declino della cultura orale non abbiamo più bisogno di ricordare

collettivamente, a questo scopo abbiamo registrazioni e testi. La memoria é lo

strumento di cui disponiamo per occupare una posizione fissa nel tempo e nello

spazio. I media sono strumenti per esprimere la memoria, hanno il potere di definire

il passato, presentarlo e rappresentarlo attraverso fiction e documentari. I media

sono centrali nel costruire la memoria contemporanea. Ne facciamo esperienza.

Studiare il rapporto dei media con la memoria significa sottolineare la capacità dei

media di costruire un passato pubblico e un passato per il pubblico.

ALTERITÀ: L'Altro comprende gli altri, le persone che conosco o non, amici o

nemici, persone del passato e del futuro, é qualcosa di distinto. Tutto ciò che

facciamo è siamo dipende dalle nostre relazioni con gli altri. Nel riconoscimento

della differenza costruiamo la nostra identità e la percezione di noi stessi nel

mondo. Ad esempio, con l'Olocausto, la società ha represso la moralità e gli ebrei

non venivano considerati umani ma "altri". La tecnologia può avvicinare quanto

isolare.

Studiamo i media perché siamo interessati al loro potere, perché abbiamo bisogno

di capire quanto sono potenti nella vita quotidiana.

METODO E TECNICHE DELLA RICERCA SOCIALE SUI MEDIA

Un tema centrale nella riflessione e nel dibattito sui fondamenti della sociologia é

quello del rapporto tra teoria e ricerca empirica, teoria e ricerca devono sostenersi

a vicenda. Inizialmente é la sociologia americana ad affrontare il problema. Lyind

analizza la sociologia accademica americana e sottolinea i rischi di uno stile di

ricerca finalizzato alla raccolta di informazioni frammentarie che producono dati non

riconducibili a un quadro teorico più generale e quindi privi di un significato

sociologico sostanziale, secondo lui la sociologia americana era investita da una

crisi negli anni 30 perché impreparata a rispondere a problemi sociali. Nella

sociologia dei media le esigenze della committente determinano, negli anni 40 e

50, un proliferare di indagini su problemi circoscritti, relativi non al processo di

comunicazione tra mass media e pubblico ma a una o all'altra delle componenti di

tale processo. Vengono quindi condotte ricerche sulle fonti, sul messaggio, sul

destinatario e sugli effetti dei media. La mass communication research diviene

oggetto di discussioni e confronti polemici. Ad esempio, la polemica che nasce tra

Lazarsfeld e Adorno riguardo la contrapposizione tra la ricerca amministrativa

(persegue obiettivi di conoscenza immediatamente utili per le aziende dei media e

per la committenza) e ricerca critica (studia il sistema de media con il riferimento

alla società intera e ai fattori psicologici, politici ed economici che ne determinano

l'azione e gli effetti culturali e sociali).

Adorno accusava la ricerca amministrativa di perseguire obiettivi conoscitivi

irrilevanti, che il suo apparato metodologico e tecnico frammentava e de -

contestualizzava l'oggetto d'indagine, contesta l'uso feticistico di strumenti

standardizzati di raccolta dati (come questionari e scale) che consentirebbero

secondo lui di cogliere solo il modo in cui gli intervistati vedono la realtà e se stessi;

Adorno critica sostanzialmente il mancato riferimento a una teoria generale della

società.

Secondo Lazarsfeld si dovrebbero scegliere le proprietà da considerare e tradurle

in variabili della ricerca, il processo inizia con la rappresentazione figurata del

concetto, la specificazione delle dimensioni, la scelta degli indicatori osservabili e

infine la sintesi degli indicatori per la formazione degli indici. Durante questo

processo il ricercatore ha bisogno di una teoria che lo sostenga nella definizione

concettuale delle proprietà indagate, nella specificazione dei concetti in dimensioni,

nella scelta degli indicatori per ciascuna delle dimensioni. Lazarsfeld era convinto

della necessità di sostanziare la ricerca con la teoria, dunque ogni ricerca con una

teoria.

Le teorie a medio raggio dono teorie intermedie tra le ipotesi che si formulano

durante la routine quotidiana della ricerca e speculazioni che mirano a spiegare

tutte le uniformità del comportamento sociale, dell'organizzazione sociale e fra

mutamento sociale, esse vengono utilizzate soprattutto per guidare la ricerca

empirica.

Merton pone la mass communication research a confronto con la sociologia della

conoscenza europea, la sociologia delle comunicazioni di massa studia soprattutto

l'influenza dei media sul pubblico con particolare riferimento si processi di

formazione e mutamenti delle opinioni secondo un approccio empirico e non

sempre adeguatamente sostenuto sul piano teorico, mentre la sociologia della

conoscenza studia il condizionamento sociale del pensiero secondo un approccio

esclusivamente teorico.

Parsons é il principale esponente della Grande Teorizzazione (livello di pensiero

troppo generale e lontano dall'osservazione empirica della realtà sociale), mentre

Lazarsfeld é il capofila dell'empirismo astratto (troppa importanza al dato empirico).

Esistono comunque anche indagini empiriche che hanno dato un contributo

rilevante allo sviluppo della teoria, ad esempio, le ricerche di Lazarsfeld hanno

portato alla formulazione e conferma empirica della teoria dell'influenza mediata dei

mezzi di comunicazione di massa.

La ricerca qualitativa osserva l'interazione sociale per come essa é

soggettivamente percepita è vissuta dagli attori sociali, la ricerca quantitativa

costruisce i dati ricorrendo a procedure formali e impersonali con l'intento di

cogliere tendenze generali e generalizzabili. Sono tratti distintivi della ricerca

qualitativa sono: il ricorso a procedure di raccolta delle informazioni non

standardizzate o a un basso livello di standardizzazione, l'assenza di elementi

numerici e il ricorso a procedimenti di classificazione a più livelli e all'analisi delle

informazioni raccolte. I tratti distintivi della ricerca quantitativa sono: la costruzione

di variabili mediante definizioni operative, l'utilizzo di strumenti di raccolta delle

informazioni a un livello di standardizzazione elevato così da garantire l'omogeneità

della rilevazione e la costruzione di matrici di dati e al ricorso all'analisi statistica dei

dati. Le procedure di raccolta di informazioni tramite intervista possono distinguersi

in standard e non standard, in base all'assenza o presenza di standardizzazione

che segna la distinzione tra ricerca quantitativa e qualitativa. Accertarsi che la

domanda sia stata adeguatamente compresa é un obbligo dell'intervistatore, egli

non deve solo leggere le domande e passivamente classificare e codificare le

risposte, ma deve anche formulare la domanda nel modo che ritiene più adeguato

caso per caso, deve ascoltare attentamente la risposta (se necessario chiedere o

dare chiarimenti) e deve interpretare ma risposta, sintetizzarla e classificarla.

L'intervistato non deve prendere visione del questionario e non deve leggere

domande e alternative risposte. L'intervista con questionario é una modalità

inquisitiva di fare ricerca perché ha la pretesa di estorcere agli intervistati una verità

prestabilita, gli intervistati non sono liberi di rispondere alle domande come meglio

credono ma sono obbligati a scegliere un elenco di risposte preconfezionate,

l'intervistato é trattato come una cavia. La ricerca qualitativa invece non permette di

generalizzare le conclusioni raggiunte (é inutile), é invasiva e inaffidabile.

Nella ricerca sociale vengono prese in considerazione le proprietà che

contraddistinguono gli oggetti sui quali viene effettuata l'osservazione o rilevazione,

scelte dal ricercatore in funzione delle finalità conoscitive che vuole perseguire e

delle eventuali ipotesi che vuole sottoporre a controllo empirico. Ogni proprietà può

assumere due o più stati (il genere sessuale assume lo stato che corrisponde al

genere maschile o femminile). Una priorità é definita dal concetto che il ricercatore

stesso usa per raffigurarla. Nella ricerca quantitativa una proprietà deve assumere

diversi stati e deve poter essere trasformata in una variabile della ricerca attraverso

una definizione operativa (complesso di regole che guidano le operazioni con cui lo

stato di ciascun caso sulla proprietà X viene rilevato, assegnato a una delle

categorie stabilite in precedenza e registrato nel modo necessario a permetterne la

successiva analisi con le tecniche che si vogliono usare). Esistono diversi tipi di

proprietà:

Discrete: ha un numero finito di stati nettamente distinti uno dall'altro (come il

genere sessuale). Si dividono in categoriali (hanno un numero finito e limitato di

stati non ordinabili lungo una determinata dimensione concettuale, le categorie non

sono ordinate, come il genere sessuale), ordinali (hanno un numero finito e limitato

di stati ordinabili lungo una certa dimensione concettuale, il valore indica la

posizione, ad esempio il titolo di studio: 1 elementari 2 medie 3 superiori) e

cardinali (ha stati enumerabili, ha una variabile cardinale naturale perché basata su

un conteggio);

Continue: hanno un numero teoricamente infinito di stati che va da un minimo a un

massimo di intensità (come l'atteggiamento positivo o negativo nei confronti della

pubblicità). Si dividono in misurabili (si costruisce un unità di misura convenzionale,

ha una variabile cardinale metrica) e non misurabili (non consente misurazioni, i

valori sono attribuiti ricorrendo a tecniche di differenziazione scalare, si usano

variabili ordinali).

Lazarsfeld descrive la costruzione delle variabili attraverso 4 fasi:

La raffigurazione della proprietà considerata mediante un concetto: é necessario

stabilire in via preliminare in che cosa consiste la proprietà considerata perché, in

assenza di un concetto che la raffiguri, non é possibile dare di essa una definizione

operativa, con una definizione operativa trasformiamo in una variabile della ricerca

non una proprietà ma il concetto ad essa associato;

La specificazione del concetto: mediante un'analisi dimensionale, individuando le

dimensioni ovvero gli aspetti di esso che possono essere considerati più

significativi;

La scelta degli indicatori: un indicatore empirico é una priorità semplice raffigurabile

mediante un concetto che consente il passaggio diretto alla definizione operativa.

Gli indicatori sono relativi e un uso di essi in contesti diversi da quelli in relazione ai

quali sono stati originariamente stabiliti può essere fonte di distorsioni e di errori;

La costruzione di un indice: che sintetizzi le informazioni raccolte con i diversi

indicatori.

La proprietà che corrisponde alla propensione a intrattenere rapporti con gli altri é

denominata gregarismo.

La validità di un concetto viene definita in termini di utilità conoscitiva (la validità di

un concetto attiene al suo rapporto con la definizione operativa e non con la

proprietà che rappresenta) e efficacia conoscitiva (una definizione operativa é

valida se traduce in operazioni adeguate di ricerca il concetto associato alla

proprietà considerata e non altri e se specifica questo stesso concetto su base

empirica in relazione al significato che ad esso il ricercatore ha inteso attribuire). La

validità di una definizione operativa riguarda l'iter concettuale è logico -

metodologico con il quale essa é stabilità e non richiede procedure di accertamento

e di conferma esterne alla stessa definizione operativa. La validità di un indicatore

é un requisito del rapporto di indicazione tra il concetto relativo alla proprietà

indicata e il concetto relativo alla proletaria utilizzata come indicatore. Il rapporto di

indicazione può essere concepito come un rapporto di rappresentanza semantica.

Si ricorre per uno stesso concetto a più indicatori per coprire la maggior parte

dell'estensione semantica fronte concetto stesso, per contenere le distorsioni

derivanti dalla parte estranea di ciascun indicatore pur considerato valido, per

valutare la congruenza interna dell'insieme degli indicatori e considerare la

congruenza stessa come indizio della loro validità. L'affidabilità di una definizione

operativa va riferito alla fedeltà dei dati che produce. Possiamo considerare un

buon indizio di affidabilità un elevato grado di corrispondenza tra registrazioni

diverse effettuate con la stessa definizione operativa sugli stessi casi. Esiste sia la

corrispondenza tra registrazioni diverse effettuate in momenti diversi da uno stesso

rilevatore con lo stesso strumento sugli stessi casi che la corrispondenza tra

registrazioni diverse effettuate da più rilevatori con lo stesso strumento sugli stessi

casi.

LA RICERCA QUALITATIVA: L'ETNOGRAFIA DEI MEDIA E LA GROUNDED

THEORY

Malinowski individua i tratti distintivi della ricerca etnografica. Secondo lui é

necessaria l'osservazione diretta e in condizioni naturali dei fenomeni indagati e dei

contesti in cui questi stessi fenomeni si manifestano, da effettuarsi con modalità

che corrispondono a quelle dell'osservazione partecipante. Inoltre, é importante lo

studio integrale della cultura e l'analisi dei fenomeni in tutta la loro estensione

culturale e la minuziosità, la completezza e la sistematicità dell'indagine, che deve

perseguire finalità conoscitive rilevanti. Alla Scuola di Chicago si deve l'implicito

avvio della pratica dell'osservazione partecipante nella realtà sociale, pratica

destinata a diventare un procedimento di indagine della ricerca etnografica, anche

quella sui media (ad esempio le ricerche di Anderson sugli homeless). Nella

sociologia dei media l'approccio etnografico si é venuto affermando nella ricerca sui

processi produttivi e, soprattutto, in quella sul consumo mediale. Dagli anni 70

l'etnografia assume una più precisa identità diventando uno stile di ricerca e analisi

e non più una metodologia chiusa e rigidamente definita. Al primo informale

contatto con il campo d'indagine deve far seguito una sistematica osservazione

della realtà indagata che può avvalersi di diversi procedimenti di raccolta delle

informazioni, come l'osservazione diretta sul campo o i focus group.

La prima fase della ricerca etnografica consiste nella formulazione esplicita della

domanda di conoscenza per la quale il ricercatore é interessato a trovare risposta

(ad esempio, le ricerche sulla fruizione della TV nell'ambiente domestico di Lull).

Successivamente si deve scegliere il contesto, ed é necessario tenere conto della

possibilità di poter accedere a esso e alle conseguenze dell'intrusione da parte dei

ricercatori sulle normali condizioni di vita delle persone, queste conseguenze non

devono produrre esiti negativi e creare disagio. É cruciale il momento del

preliminare contatto con coloro che saranno coinvolti nell'osservazione, si deve far

ricorso a strategie per sollecitare la loro disponibilità (ad esempio, Lull utilizza dei

mediatori tra le persone e i ricercatori). La numerosità delle situazioni da osservare

va stabilità nel corso dell'indagine stessa in base a un criterio di saturazione.

L'ultimo passaggio é la trasferibilità dei risultati e delle conclusioni raggiunte in base

ai fenomeni oggetto d'indagine.

L'osservazione partecipante é condotta intenzionalmente, ha lo scopo di descrivere

la realtà, é condotta in modo tale da consentire di comprendere e interpretare i

fenomeni osservati dal punto di vista di coloro che ne sono protagonisti e implica

che siano esplicitate le modalità con cui é condotta (al fine di consentire un

controllo da parte della comunità scientifica). Lindeman afferma che un osservatore

partecipante é una persona scelta tra i protagonisti della situazione indagata, cui

viene affidato il compito di osservarla dall'interno per poi riferire nel dettaglio ai

ricercatori gli esiti di questa attività. L'osservazione può essere scoperta o coperta,

ovvero condotta facendo capire il ruolo e gli scopi del ricercatore o in incognito

(generalmente nella ricerca sui media l'osservazione é scoperta o parzialmente

coperta). Il coinvolgimento é sempre un tratto costante dell'osservazione

partecipante, qualunque sia la modalità con cui viene effettuata. Il ricercatore deve

governare il coinvolgimento. Esistono modalità particolari di osservazione, come il

backtalk (insieme dei commenti delle persone osservate sulla descrizione e

interpretazione della realtà indagata che l'osservatore viene elaborando nel corso

delle diverse fasi dell'osservazione) e lo shadowing (seguire come un'ombra un

certo personaggio che risulta essere un obiettivo strategico in relazione al

fenomeno studiato, focalizzando l'osservazione sui suoi atteggiamenti e

comportamenti).

All'osservazione si accompagna la documentazione, esistono fonti di tipo diverso,

come le fonti documentarie, orali o scientifiche. Per condurre l'osservazione é

opportuno predisporre un piano di lavoro capace di guidare il ricercatore con

indicazioni esplicite sulle fasi, sui modi, sui tempi e sugli aspetti ai quali prestare

attenzione (questo piano é indispensabile soprattutto agli osservatori meno

esperti). Esistono tre fasi dell'osservazione:

L'osservazione descrittiva: serve a ricostruire per gradi linee il contesto dei

fenomeni indagati, l'osservatore deve individuare ed evidenziare gli aspetti salienti

(descrivere l'ambiente, i membri della famiglia, i rapporti tra di essi...);

L'osservazione focalizzata: si concentra su alcuni aspetti particolari (uso individuale

e di gruppo della televisione, contenuti della comunicazione interpersonale...);

L'osservazione strutturata: ricorso a strumenti semistandardizzati o standardizzati

di raccolta delle informazioni (come questionari).

Le interviste nella ricerca etnografica possono essere anche non standardizzate,

come l'intervista libera, l'intervista guidata o l'intervista focalizzata (più

standardizzata di quella guidata). Un tipo particolare di intervista senza

questionario sono le storie di vita (diverse dal resoconto storico, che é più mirato a

un aspetto specifico della vita di una persona).

Le modalità e contenuti degli interventi non possono essere stabiliti a priori ne

codificati in modo dettagliato e vincolante, ma devono essere lasciati alla

competenza e esperienza dell'intervistatore. Le tecniche di probing servono ad

incoraggiare l'intervistato a esprimere liberamente il proprio pensiero, rivolgendogli

cenni di assenso, brevi affermazioni e commenti che testimoniano attenzione e

interesse, servono ad accertarsi che l'intervistato abbia ben compreso la domanda

che gli viene rivolta, servono ad aiutare l'intervistato nell'affrontare i temi

dell'intervistatore in modo esauriente e con il necessario livello di approfondimento

e a superare eventuali momenti di disagio per l'intervistato quando si affrontano

temi emotivamente coinvolgenti o imbarazzanti.

Accanto all'intervista, un altro procedimento per la raccolta delle informazioni é il

focus group, che coinvolge più persone contemporaneamente. Esso si basa

sull'interazione diretta, consente al ricercatore di rilevare le informazioni di cui ha

bisogno per come esse emergono e vengono rielaborate con il concorso di tutti i


PAGINE

30

PESO

209.58 KB

PUBBLICATO

5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliaspeziale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e analisi dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Pasquali Francesca.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in scienze della comunicazione

Riassunto di Sociologia dell'Organizzazione. Libro consigliato La cultura del nuovo Capitalismo
Appunto
Riassunto di Sociologia dell'Organizzazione. Libro consigliato Il Potere una visione radicale
Appunto
Partecipazione politica
Appunto
Teoria dell organizzazione - Sociologia Dell'Organizzazione
Appunto