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I generi televisivi

Breve storia delle teorie dei generi

L'evoluzione del concetto di genere

Lo sviluppo della letteratura nella Grecia antica avviene praticamente in contemporanea con l'opera di Platone e soprattutto di Aristotele, i quali nelle loro opere riflettono attentamente sul significato dell'arte e della letteratura, su quale sia il ruolo del poeta e dell'artista nella società e quali siano i frutti di queste attività. Queste riflessioni creano alla base dei veri e propri modelli da rispettare per i filosofi che seguiranno. Ad esempio, la Poetica di Aristotele accende un vero e proprio dibattito sui generi letterari ed ha anche un considerevole impatto sulle forme teatrali (tragedia e commedia in primis).

L'impostazione rigida e precettistica di questi modelli ha poi nel corso del tempo condizionato fortemente la libera creatività dell'autore; ad esempio, il Romanticismo tenderà ad opporsi alle forme d'arte del Seicento e Settecento, facendosi portavoce del modello opposto del "mito" dell'autore e dell'opera d'arte come frutto della sua sensibilità. L'originalità diviene il valore principale dell'opera artistica.

D'altra parte, proprio nel corso dell'Ottocento, si assiste ad una evoluzione progressiva della posizione sociale dell'artista da cui si origina una vera e propria rivoluzione nella produzione artistica. Fino a poco prima l'autore, scrittore, poeta, pittore apparteneva alla classe nobiliare ed era vincolato a una certa riconoscenza verso il mecenate. L'affermarsi della società borghese porta l'artista a confrontarsi con il mercato di consumatori di prodotti artistico-letterari (borghesia commerciale), ai quali propone degli articoli in grado di motivare l'acquisto. Questo avvenne anche in campo pittorico (pittura di genere) per rispondere ad un mercato ben definito.

Si pensi ad esempio al campo pittorico nelle Fiandre, dove i pittori venivano pagati dalle famiglie borghesi per avere ritratti o nature morte con cui abbellire le proprie dimore. A partire dalla seconda metà dell'Ottocento l'artista deve però occuparsi di produrre delle opere che possano interessare fasce ben precise di potenziali consumatori (piccola borghesia metropolitana) con gusti meno raffinati e dalle disponibilità economiche più limitate. La produzione culturale viene quindi "codificata" in generi (ad esempio avventuroso, sentimentale, storico ecc.), con altri scopi rispetto alle poetiche del passato. Si sviluppa un nuovo tipo di prodotto culturale realizzato e distribuito grazie alla mediazione dei generi, i quali a loro volta non sono più una definizione teorica ma un'influenza rilevante del modo in cui un'opera "vive" nella società.

Qualche coordinata teorica sui generi

Il concetto di genere è stato fortemente discusso e riformulato all'interno di molte discipline come la linguistica, semiotica, sociologia ecc. Esse si interrogano sul concetto di genere e su come è possibile classificare un prodotto comunicativo (film, programma televisivo, opera letteraria) all'interno di una categoria di genere.

Un primo elemento distintivo può essere considerato quello di definire a priori le caratteristiche che un prodotto deve avere per appartenere ad un determinato genere (game show, talk show ecc.), secondo un'impostazione astratto-deduttiva, oppure definire a posteriori attribuendo le etichette di genere durante la fruizione del contesto di produzione (ad esempio programmi come il Grande Fratello che mostrano gruppi di persone costrette a vivere insieme in diversi contesti per lunghi periodi di tempo). Vengono così creati una sorta di esperimenti sociologici definiti come "psychodrama reality show". Questa impostazione viene definita storico-induttiva.

In realtà limitarsi strettamente a un metodo o all'altro pone comunque dei problemi, nel primo caso perché è impossibile poter rilevare delle caratteristiche inequivocabili di genere e si tende ad esempio a confondere i vari generi (ad esempio differenza tra TV movie e film, infatti i primi a differenza dei secondi non hanno un'uscita cinematografica). Nel secondo caso una catalogazione a posteriori potrebbe far esplodere un numero eccessivo di etichette di genere. Ad esempio nel mondo dei media i produttori creano nuovi modelli di genere per dimostrare l'originalità delle loro produzioni. Bisognerebbe quindi chiarire bene quelli che sono i criteri per poterli classificare per cercare di non sbagliare.

Jean Marie Schaeffer e il concetto di genere

Jean Marie Schaeffer nel suo libro Che cos'è un genere letterario riconosce come le etichette di genere si sviluppino in circostanze molto diverse. Possiamo identificare tre possibili accezioni di genere:

  • Genere come proprietà produttivo-formale: delle proprietà produttivo-formali fanno parte il tipo di linguaggio caratteristico del prodotto (televisione, linguaggio audiovisivo), i modi di produzione (ad esempio la scelta di realizzare un programma all'interno o all'esterno di uno studio), le tecniche e le tecnologie utilizzate (es le inquadrature, effetti speciali). Altre proprietà formali in questo senso possono essere considerate la durata dei programmi, la frequenza di messa in onda, le modalità di ripresa.
  • Genere come proprietà del contenuto: ci si sposta dalle proprietà formali a quelle dei contenuti. In questo senso entrano in gioco una serie di variabili: aspetti narrativi (l'aspetto narrativo ha una certa rilevanza ad esempio nella distinzione tra poesia lirica e poesia epica); ambientazione geografica e storica (ad esempio in generi come l'avventura potremmo trovarci in paesaggi esotici di una certa epoca, nei film western avremo una precisa collocazione negli Stati Uniti e così via); tonalità, l'insieme delle caratteristiche della storia e dei personaggi che potremmo definire appunto tonalità. Molto importante da questo punto di vista è lo stile e la capacità che questo ha di suscitare differenti emozioni attraverso l'uso del linguaggio, al quale il regista, lo scrittore o l'interprete darà una differente coloritura. Infine gli aspetti relativi alla modalità di rappresentazione (tra le modalità di rappresentazione possono rientrare il ricorso o meno ad apparati spettacolari).
  • Genere come funzione sociale: a questo punto a fianco delle caratteristiche proprie del genere assumono una certa rilevanza anche i compiti che i vari prodotti devono assolvere da un punto di vista sociale. Le tre principali funzioni individuate dalla sociologia dei media e realizzate nella pratica della programmazione radiofonica e televisiva sono: intrattenimento, educazione e informazione. Un media potente come la radio e la televisione deve porsi una importante responsabilità non solo nei confronti dell'audience ma di tutto il tessuto sociale e proprio per questo non può limitarsi alla sola funzione di intrattenimento.

Perché studiare i generi della televisione?

Il genere può essere considerato una vera e propria bussola per il sistema dei media, la quale indica come organizzare la produzione, la distribuzione e la fruizione dei prodotti culturali. Bisognerebbe affrontare il concetto di genere in maniera pragmatica, cercando di comprendere come i generi non siano un discorso legato soltanto ai testi, bensì l'insieme dello spazio culturale in cui i prodotti vengono ideati, distribuiti e consumati. La chiave risiede nella stretta relazione tra il mondo della produzione e quello del consumo. Il genere ci dà la possibilità di mantenere dei punti fermi, permettendo a tutti i poli della comunicazione di relazionarsi attraverso i prodotti. Al contrario senza questo ponte si potrebbero verificare alcuni problemi:

  • Chi crea dovrebbe affrontare lo sforzo di non poter fare affidamento su nessuno schema precostituito
  • Chi distribuisce, non potendo inquadrare le opere in categorie di genere, dovrebbe spiegare e convincere il pubblico delle caratteristiche del prodotto
  • Il pubblico, a sua volta, non avrebbe modelli di riferimento con cui affrontare l'ampia offerta culturale e dovrebbe documentarsi sempre su ciascun prodotto

Per gli apparati produttivi industriali, il genere serve a:

  • Ridurre i margini di rischio attraverso quella che è la fedeltà e le aspettative legate alla fruizione dei prodotti culturali
  • Consentire la standardizzazione e la replicabilità dei prodotti (es possibilità di riutilizzare i costumi e ridurre l'incidenza dei costi legati alla realizzazione di nuovi)
  • Utilizzare formule e schemi consolidati su cui operare variazioni.
  • Garantire una produzione costante e cospicua di opere in grado di soddisfare le esigenze del pubblico
  • Nei casi di personalità creative particolarmente forti, di sviluppare modi espressivi realmente originali e di successo da diventare generi essi stessi.

Per gli apparati distributivi, il genere viene usato per connotare le sue offerte:

  • Nella differenziazione dei contenuti e dei target verso cui i canali di distribuzione devono orientarsi (ad esempio i canali sport per un pubblico prettamente maschile). I generi quindi segmentano omogeneamente i consumatori
  • Il sistema produttivo fornisce programmi distribuiti in generi differenti a seconda dei diversi periodi dell'anno (ad esempio le feste natalizie, l'estate ecc..)

Per l'apparato dei consumatori-fruitori:

  • Il consumatore seleziona di volta in volta i prodotti che rispondono al meglio ai suoi bisogni
  • Il consumatore può partecipare al circuito produttivo attraverso i fan club, community ecc

Per i testi:

  • I testi sono strutturati secondo regole di genere e sono dotati di caratteristiche definite

Questo ci fa comprendere come le esperienze che ciascuno prova nel sapere cosa aspettarsi da un giallo o da un talk show si lega con le esigenze da parte di chi produrrà il romanzo o il programma televisivo, chi lo promuoverà in libreria o lo inserirà nel palinsesto. Lo sviluppo dei media interattivi e della digitalizzazione ha sicuramente incentivato un certo progresso e lo stesso sistema dei generi si è piegato alle nuove necessità produttive e ai nuovi modelli di consumo. Per questo motivo nuove applicazioni tecnologiche si sono imposte sul mercato: pensiamo ai videogame basati su film di fantascienza ecc.

Capitolo 2, i generi nella storia della televisione italiana

Come abbiamo visto i generi nascono in un determinato contesto storico e si evolvono con il passare del tempo. Il sistema dei generi è un punto di vista privilegiato per osservare la televisione nel suo complesso. Ci si interroga infatti sul tipo di relazione che la televisione intrattiene con le forme di spettacolo e comunicazione precedenti, dalle quali ha ereditato forme e contenuti, nonché generi consolidati. Essa non nasce dal nulla ma si sviluppa nel corso del tempo sia da un punto di vista aziendale, sia dal punto di vista socioculturale.

La televisione eredita dalla radio la possibilità di trasmettere in diretta, così come i telegiornali riprendono lo schema dei radiogiornali. Un caso interessante di passaggio diretto dalla radio alla televisione si è verificato negli Stati Uniti con la soap opera The Guiding Light (in Italia intitolata Sentieri, 1982). Un altro media con il quale la televisione si è dovuta inevitabilmente confrontare è stato il cinema, con il quale condivide il linguaggio espressivo di immagini e suoni con i quali ha elaborato le prime forme di racconto. Il teatro infatti ha influenzato molto la televisione nel corso della storia.

Inoltre la RAI delle origini era prettamente orientata in termini di politica culturale verso un obiettivo di educazione e alfabetizzazione di un'Italia ancora arretrata. Successivamente quando la televisione inizia ad acquisire un certo successo si cercherà di differenziare le proposte indirizzandole a segmenti di pubblico più precisi. Nonostante la narrativa televisiva erediti molto dal cinema e dalle forme di comunicazione precedenti, ben presto troverà una via autonoma, così come il giornalismo. Si creano così generi nuovi organizzati all'interno delle televisioni pubbliche europee e si organizzano intorno a tre modelli: informazione, cultura e intrattenimento.

Gli anni sessanta

La televisione, grazie allo sviluppo dei nuovi apparecchi di ricezione e della tecnologia in generale, vede negli anni sessanta l'affermazione della sua centralità nel sistema nazionale dei media. Tra queste annoveriamo le trasmissioni via satellite, i quali danno la possibilità di creare i cosiddetti media events avvicinando nello spazio e nel tempo le popolazioni di tutto il mondo e l'introduzione dei sistemi di registrazione video magnetica che consentono di registrare e montare le immagini riprese dalla telecamera con modalità simili a quelle del cinema.

Per esempio Studio Uno, abbandona la sfarzosità teatrale per dare spazio a conduttori, cantanti e ballerini. La TV quindi inizia ad acquisire una certa centralità ed inizia ad orientarsi verso un nuovi target e nuovi pubblici, come ad esempio i generi che cercano di avvicinarsi realmente ai gusti e allo stile di vita dei giovani.

Gli anni settanta

Il decennio successivo è tanto importante quanto complesso grazie all'introduzione nei palinsesti di opere e generi innovativi. Tra questi ricordiamo alcune miniserie di fantascienza come A come Andromeda, Canale Nazionale 1972, Il segno del comando, Canale nazionale, 1974. Nel 1975 ci fu una svolta con la Legge di Riforma del sistema radiotelevisivo con cui la RAI venne profondamente rinnovata e una serie di realtà televisive (rete, testate giornalistiche, la Terza Rete) divennero delle temibili concorrenti. Il fattore palinsesto oltre a sviluppare una certa concorrenza tra le reti influisce sul sistema dei generi per il fatto stesso di incrementare gli spazi da coprire e quindi il numero di programmi.

Un esempio è Domenica In (1976), un vero e proprio programma contenitore in cui a definire il genere del programma non sono i suoi contenuti, ma la durata e la capacità di creare un fil rouge (omogeneità dei contenuti data dalla presenza unificante del conduttore). Un altro programma interessante è L'Altra domenica con Renzo Arbore che rappresenta una valida alternativa giovanile alla precedente, nonché una novità per la competizione. Venne introdotta una novità all'interno di questo programma: la possibilità data al pubblico di intervenire da casa per rispondere a semplici giochi e vincere piccole somme. Annoveriamo poi il programma Portobello di Enzo Tortora, programma di straordinario successo che introdurrà il reality show portando in televisione un modo diverso di confrontarsi con la gente comune accogliendo sfoghi e bizzarrie e rendendola non solo osservatrice dei fatti televisivi ma protagonista. Nuovi programmi non hanno più un solo e semplice valore comunicativo ma devono rispondere alle nuove esigenze del pubblico. I primi segnali di questo rinnovamento sono riscontrabili nella cosiddetta programmazione "a striscia" (programmazione dello stesso programma nelle ore diurne).

Gli anni ottanta

In questo periodo si afferma un modello televisivo fondato sulla coesistenza del servizio pubblico con un forte concorrente privato. Gli operatori del mercato pubblicitario impongono la nascita di sistemi di rilevazione dell'ascolto sempre più precisi, in grado di misurare precisamente l'audience dei vari programmi e quindi degli spot pubblicitari in essi inseriti. L'offerta televisiva punta quindi agli indici di ascolto elevati. Con la sostituzione di massa dei vecchi televisori in bianco e nero con i nuovi modelli a colori entra in gioco un'innovazione tecnologica come il telecomando.

In un panorama così mutato, la televisione "colonizza" nuove fasce orarie (mezzogiorno, mattina e infine notte) e deve modulare la sua programmazione in base ai ritmi sociali. Nascono programmi per accompagnare il pubblico al mattino, come Uno mattina, che alterna informazione, consigli utili, segmenti di spettacolo, oppure si lavora su generi come il talk show. Le reti commerciali per riempire i propri palinsesti fanno ricorso all'acquisizione di serie, soap opera e sitcom dagli Stati Uniti o di telenovelas dal Sud America. L'importazione di queste fiction dall'estero causa una forte riduzione nella produzione di fiction italiana che sembra non essere particolarmente competitiva in quanto il pubblico inizia ad abituarsi ai nuovi generi americani.

Nasce quindi la necessità di riempire le fasce orarie diurne e questo porta all'inserimento di generi che la TV negli anni precedenti aveva presentato in vesti più prestigiose (ad esempio il quiz che diviene un genere meno complesso rispetto al passato a cui partecipano concorrenti sempre meno eccezionali). La RAI invece sviluppa i cosiddetti TV verità, ovvero generi che mostrano una realtà sociale cercando di incasellarla il meno possibile in contesti televisivi, esibendo la presenza degli apparati di ripresa (maggiore realismo).

Gli anni novanta

Anche in questi anni si consolidano una serie di obiettivi già prefissati negli anni ottanta (ricerca degli ascolti, privilegio di un certo palinsesto ecc.). I generi diventano format, ovvero non più prodotti vincolati ma oggetto di scambio a livello planetario. La necessità di competere con prodotti provenienti dai mercati internazionali porta a una rifondazione della fiction televisiva. Il legame tra TV e mondo dei media ha fatto crescere le occasioni di interazione tra telefonia mobile, internet e televisione, dando luogo a programmi pensati come multipiattaforma, fruibili attraverso diversi media (ad esempio Grande Fratello).

Sono da annoverare programmi come La Macchina del tempo, che danno la possibilità di sfruttare il marchio sui diversi media; questo programma nasce come magazine scientifico e si trasforma poi in una rivista mensile e collane di DVD.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina.vigliotti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche del linguaggio televisivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Cardini Daniela.
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