Controlli automatici: analisi della dinamica dei sistemi a tempo continuo nel dominio del tempo
Evoluzione libera di modelli ingresso/uscita SISO
I modelli ingresso/uscita SISO LTI causali a tempo continuo vengono descritti da un'equazione differenziale lineare del tipo:
( ) ( ) ( ) ( )( )= ( )+ + ⋯+ + + ⋯+
dove rappresenta l’ingresso, l’uscita e si suppone che i coefficienti e, con siano reali e noti e, ≠ 0, che. Un sistema caratterizzato da viene detto proprio e da strettamente proprio.
Si suppone inoltre che tale equazione regoli la dinamica del sistema dall’istante in poi. = 0
Le condizioni iniziali sono rappresentate dall’ -upla:
( ) ( )( ) ( )( )| (0 ), (0 ), (0 )= = …, =
La soluzione dell’equazione può sempre essere ottenuta come somma della soluzione dell’omogenea ad essa associata e di una soluzione particolare, e tale somma dovrà poi essere vincolata a soddisfare l’ -upla di condizioni iniziali per definire la soluzione in maniera univoca. Solitamente si sceglie come soluzione dell’omogenea quella ottenuta in corrispondenza all’ -upla di condizioni iniziali, nota come evoluzione libera, e come soluzione particolare quella ottenuta a partire da condizioni iniziali tutte nulle, nota come evoluzione forzata.
Evoluzione libera
All’equazione omogenea si può associare l’equazione caratteristica del sistema:
( ) = =0
Le soluzioni distinte di questa equazione prendono il nome di radici caratteristiche ≤ , , …, dell’equazione. La soluzione generale dell’omogenea può essere espressa allora nella forma:
( )= , !
per opportuni interi positivi , che rappresentano le molteplicità dei e per opportuni coefficienti. ( )
Nel momento in cui si determinano i coefficienti, in modo tale che la soluzione fitti la specifica -upla di condizioni iniziali assegnate, si ottiene l’evoluzione libera dell’uscita del sistema.
( )=
Si ha inoltre che un generico modo elementare con e , è:
- Convergente (a zero) se lim = 0;
- Limitato se esiste tale che per ogni ≤ ≥ 0;
- Divergente se non è limitato.
oppure equivalentemente:
- Convergente se e solo se < 0
- Limitato in se e solo se e, nel caso in cui abbia parte reale nulla, ≤ 0 = 0;
- Divergente in tutti gli altri casi.
Risposta impulsiva ed evoluzione forzata
Si definisce risposta impulsiva del sistema la soluzione dell’equazione differenziale in corrispondenza a condizioni iniziali nulle e all’ingresso impulsivo ( ) = ( ).
( ), Allora per ogni segnale di ingresso, nullo per la risposta di evoluzione forzata del sistema ∈ ℝ < 0, ( ) precedente in corrispondenza all’ingresso è data da:
0, <0
( ) ( )( )= ∗ = ( ) ( ) ( ) ( ) − = − ≥0
Dimostrazione
Essendo soluzione del sistema in corrispondenza dell’ingresso impulsivo deve valere ad ogni istante w(t) ∈ ℝ:
( ) ( ) ( ) ( )( )= ( )+ + ⋯+ + + ⋯+
Inoltre essendo un segnale causale si può scrivere:
( )( ) ( )( )= ( )∗ ∗
Sfruttando la linearità si ottiene:
( )= ( )∗ ∗
Sfruttando la proprietà della derivata si ottiene:
( )= ( )( )∗ ∗
ed analogamente: ( )( )= ( )=∗ ∗
In tal modo si ottiene: ( )( )( )∗ =( )( )
e ciò assicura che sia soluzione dell’equazione differenziale, ed inoltre per la proprietà del valore iniziale e del prodotto di convoluzione si ottiene:
( )( ) (0 )∗ = ∗ = 0( )( )
e dunque è anche soluzione di evoluzione forzata. ∗ ■
Considerando ora l’equazione differenziale: ( ) ( )( ) ( ) ( )= ( ),+ + ⋯+ + + ⋯+ ≥0
( ) ( )(0 ) (0 ) (0 )= 0, = 0, …, = 0
si ha che:
- per la soluzione è nulla in conseguenza della causalità sia del sistema e sia del segnale < 0 ( ) impulsivo;
- per l’equazione differenziale diventa: > 0 ( ) ( ) ( )=0+ + ⋯+ dato che tutti i segnali impulsivi sono nulli per > 0. ( )
Perciò si comporta come una soluzione particolare dell’omogenea associata e può essere descritta nella sua forma per un’opportuna scelta dei coefficienti.
- per il comportamento del sistema viene “sistemato” aggiungendo, se necessario, un termine = 0 impulsivo centrato in all’espressione della risposta impulsiva ottenuta in base alle considerazioni = 0 ( ) precedenti. Il termine impulsivo compare se e solo se il sistema è proprio ma non strettamente proprio, ovvero .
In base a queste considerazioni, possiamo allora attribuire alla risposta impulsiva ( )= ( )+ ( ) ( ) ≠ 0 =, !
Analisi della dinamica dei sistemi a tempo continuo nel dominio delle trasformate di Laplace
Trasformata di Laplace
Sia la somma di una funzione reale o complessa di variabile reale, localmente sommabile in ( ), ∈ ℝ, [0, +∞), e di una famiglia finita di segnali impulsivi di vario ordine. Si chiama trasformata di Laplace di la funzione complessa di variabile complessa che, se esiste, è definita dal seguente integrale:
= +[( ) ( ) ( )= :=L ( )
Si può dimostrare inoltre che se esiste un numero complesso tale che esiste finita, allora per ogni numero complesso la cui parte reale sia maggiore della parte reale di , l’integrale che definisce esiste ( ) finito: si parla di semipiano di convergenza della trasformata di Laplace. In generale, esiste sempre un numero reale , eventualmente infinito, tale che la trasformata di Laplace esiste per ogni con . Il più ∈ ℂ ( ) > piccolo numero reale a per cui ciò avviene viene detto ascissa di convergenza.
Antitrasformata di Laplace
Ogni funzione può essere decomposta in frazioni parziali (o fratti semplici) di cui è nota ( ) ∈ ℂ( )\{0} l’antitrasformata di Laplace. Una generica funzione razionale può essere scritta nella forma:
( ) ∈ ℂ(( )( )= ̅( ) ̅ ̅( ) ( ) ( )
Con e polinomi non nulli in Non c’è perdita di generalità inoltre nel supporre che e ℂ(( ) siano privi di fattori comuni, ovvero sia irriducibile.
La procedura per il calcolo dell’antitrasformata di si articola nei seguenti passi:
Passo 1
Ricorrendo all’algoritmo di divisione euclidea tra polinomi si ha:
̅(( ) ( ) ) ( )= + ̅( ) ( ) ( ) ( ).
dove e sono i polinomi rispettivamente quoziente e resto e Si ha perciò: deg < deg̅(( ) ) ( ) ( )+( )= ( )+ ( )= = +̅( ̅() )( ) ( )
dove e è una funzione strettamente propria. = L
Pertanto in virtù della linearità:
[ ( ) ( ) ( )= +L L
Passo 2
̅( ) In quanto polinomio monico può essere fattorizzato nella forma:
̅( ) ( ) ( ) ( )= − − ⋯ −
dove sono numeri complessi distinti tra loro e i coefficienti sono interi strettamente, , …, , , …, positivi. Si ha perciò:
( )( )= ( ) ( ) ⋯( ) − − −
ovvero decomposta in fratti semplici nel seguente modo: ,( )= ( ) − ( ).
dove i coefficienti vengono determinati uguagliando le due precedenti rappresentazioni di, Si ottiene perciò: ,( )= + ( ) −
Passo 3
Si determina l’antitrasformata:
( )= ( ) ( )+ , !( )
dove se è strettamente propria ( ) nella sua antitrasformata non compaiono termini impulsivi. >( ) Inoltre se è propria ( ) ma non strettamente propria (ovvero ) si ha: ≥ =
( )= ( ) − .
Impiego della trasformata di Laplace nell’analisi dei sistemi
Si consideri un sistema SISO, LTI, causale e a tempo continuo descritto dal consueto modello ingresso/uscita:
( ) ( ) ( ) ( )( )= ( )+ + ⋯+ + + ⋯+
valido per, dove rappresenta l’ingresso causale, l’uscita e si suppone che i coefficienti e, con sono reali e noti e che. Le condizioni iniziali sono espresse dall' -upla:, ≠ 0, ≥ ( ) ( )(0 ), (0 ), (0 ). …,
Dalla proprietà della trasformata di Laplace della derivata segue:
( ) ( )( ) − (0 )= , = 1,2, … , L
mentre per l’ingresso valgono le relazioni:
( ) ( ), = = 1,2, … , L
essendo un segnale causale.
Applicando ora la trasformata di Laplace ad entrambi i membri dell’equazione differenziale si ottiene:
( ) ( )( ) − (0 ) ( ) − (0 ) ( )+ + ⋯+( )+ ( ) ( )= + ⋯+
ovvero:
( )( ) ( ) − (0 ) (0 ) (0 )+ + ⋯+ − + −⋯( ) (0 ) ( ) ( ) − = + + ⋯+
Ponendo ora:
( )≔ + + ⋯+ ( ) ( )( )≔ (0 ) (0 ) (0 ) (0 ) − + − ⋯−( )≔ + + ⋯+
dove:
- ( ) è un polinomio di grado coinvolto nell’espressione dell’equazione caratteristica associata all’equazione differenziale;
- ( ) è un polinomio di grado al più i cui coefficienti sono combinazioni lineari delle condizioni iniziali;
- ( ) è un polinomio di grado i cui coefficienti sono i pesi con cui compaiono le diverse derivate ≤ dell’ingresso nell’equazione differenziale.
Si può riscrivere quindi:
( ) ( ) − ( )= ( ) ( )
che conduce alla trasformata di Laplace del segnale di uscita:
( )( )( )= ( )= ( )+ ( )= ( )+ ( )+ ( )( )( ) ( ) ( ),
dove è immediato riconoscere in la trasformata di Laplace dell’evoluzione libera ( )/ ( ) ( ) ⁄ ( ) ( ) ( ) corrispondente alle condizioni iniziali assegnate, e in la trasformata di Laplace della ( ). componente forzata.
La funzione razionale propria (strettamente propria se , ovvero se il sistema è strettamente proprio): >
( ) + + ⋯+( )= =( ) + +⋯+ ( )
prende il nome di funzione di trasferimento del sistema. Essa lega la trasformata di Laplace di alla trasformata di Laplace dell’ingresso e coincide con la trasformata di Laplace della risposta impulsiva del sistema. ( ) ( ) ( ) ( ),
Infatti avendo identificato con la trasformata di Laplace della componente forzata e ( ) ( )( ), sapendo che dalla proprietà della trasformata relativa al prodotto di convoluzione segue che: = ∗ [( [( ) ( )= ( )= ( ) )( ) ( ) ( ). = ∗ = L L L ( )
Ciò permette di identificare la funzione di trasferimento con la trasformata di Laplace della risposta ( ) ( ), si ( ) impulsiva. Alternativamente si può osservare che in corrispondenza a ottiene e quindi = = 1( ) ( ). =
Stabilità dei sistemi a tempo continuo e risposta di regime permanente
Definizioni e caratterizzazioni della stabilità
Si consideri un sistema SISO, LTI, causale e a tempo continuo descritto dal consueto modello ingresso/uscita:
( ) ( ) ( ) ( )( )= ( )+ + ⋯+ + + ⋯+
valido per, dove rappresenta l’ingresso, l’uscita e si suppone che i coefficienti e, con ∈ ℝ, ≠ 0, siano reali e noti e che. ≥
Asintotica stabilità
Il sistema definito viene detto asintoticamente stabile se, in assenza di ingresso di controllo, le traiettorie di uscita in evoluzione libera convergono asintoticamente a zero, in corrispondenza ad ogni possibile -upla di condizioni iniziali. Ovvero, per ogni scelta di ( ) ( )(0 ), (0 ), (0 ) …, e in corrispondenza a si ha:
( ) = 0, ∀ ∈ ℝ, ( ) ( ) lim = lim = 0. → →
Dall’espressione dell’evoluzione libera del sistema:
( )= , !
in virtù della completa arbitrarietà delle condizioni iniziali, e quindi dei coefficienti, la stabilità asintotica, richiede che tutti modi elementari siano funzioni convergenti a zero. Ciò accade se e solo se tutte le radici dell’equazione caratteristica hanno parte reale negativa. Si ha allora che sono fatti equivalenti:
- il sistema è asintoticamente stabile;
- tutti i modi elementari del sistema sono convergenti;
- ∑ il polinomio ha tutti gli zeri a parte reale negativa: un polinomio le cui radici ( ): = ( ) abbiamo tutte parte reale negativa è noto come polinomio di Hurwitz.
BIBO stabilità
Il sistema definito viene detto BIBO (bounded input/bounded output) stabile se, a partire da condizioni iniziali nulle, il sistema risponde ad ogni ingresso causale limitato con un'uscita (causale) limitata. Ovvero, posto:
( ) ( )(0 ), (0 ), (0 ) …, = 0 | ( )|
per ogni ingresso causale per il quale esiste tale che è possibile ( ), ∈ ℝ, > 0 ≤ , ∀ ≥ 0, | ( )| ( ) determinare tale che > 0 = ≤ , ∀ ≥ 0.
In termini della risposta impulsiva, il sistema è BIBO stabile se e solo se la sua risposta impulsiva è sommabile, ovvero:
| ( )| < +∞.
Dimostrazione della sufficienza
( ) Si supponga che sia sommabile. Se per l’ingresso causale esiste tale che: ( ), ∈ ℝ, > 0 | ( )| ≤ , ∀ ≥ 0 allora:
| ( )| ( ) ( ) ( ) | ( )|| ( )| | ( )|= = − ≤ − ≤ − = | ( )| | ( )|= ≤ < +∞ ■
Dall’espressione della risposta impulsiva del sistema:
( )= ( )+ ( ), ! ( )
dato che il termine impulsivo dà sempre un contributo finito all’integrale ( ), l’unica possibilità = affinchè la risposta impulsiva sia sommabile è che lo sia parte non impulsiva, ovvero che tutti i termini di tipo esponenziale e/o sinusoidale (pesati con coeff. siano convergenti. Si ha allora che sono fatti equivalenti: ≠ 0),
- il sistema è BIBO stabile;
- ( ), tutti i modi elementari che compaiono nella risposta impulsiva del sistema sono convergenti; ∈ ℝ,
- ( ) la funzione di trasferimento (razionale propria) del sistema ha tutti i poli nel semipiano sinistro) aperto Re( < 0.
Legame tra asintotica stabilità e BIBO stabilità
Nel dominio del tempo, la stabilità asintotica è equivalente al fatto tutti modi elementari siano convergenti. Se ciò accade, ogni selezione di tali modi elementari risulterà composta da modi elementari convergenti e quindi lo sarà, in particolare, la famiglia dei modi elementari che compare nella risposta impulsiva, garantendo in tal modo la BIBO stabilità. ( ),
Nel dominio delle trasformate, la stabilità asintotica è legata alla collocazione degli zeri del polinomio mentre la stabilità BIBO è completamente determinata dai poli della funzione di trasferimento In generale i ( ). poli di rappresentano un sottoinsieme dell’insieme degli zeri di dal momento che i poli di ( ) ( ), ( ) coincidono con gli zeri del polinomio al denominatore di una rappresentazione irriducibile e la rappresentazione ( ) ( ) ⁄ ( ) che la funzione di trasferimento eredita dal sistema definito non è detto lo sia. Da ciò segue = immediatamente che la stabilità asintotica assicura sempre la stabilità BIBO mentre non vale il viceversa, la ( ) ( ). ragione di questa disparità risiede nella presenza di eventuali cancellazioni tra e Qualora, infatti, tutti gli ( ) ) eventuali zeri “instabili” di (ovvero gli zeri collocati in siano anche zeri di di molteplicità non inferiore, il sistema Re( ≥ 0) ( ) risulta essere BIBO stabile pur non essendo asintoticamente stabile.
Risposta a regime permanente e risposta in frequenza
Dominio del tempo
Si consideri un sistema SISO, LTI, causale e a tempo continuo descritto dal consueto modello ingresso/uscita:
( ) ( ) ( ) ( )( )= ( )+ + ⋯+ + + ⋯+
valido per, dove:∈ ℝ( )= ( ) rappresenta l’ingresso fasoriale, l’uscita e si suppone che i coefficienti e, con siano reali e noti, ≠ 0, e che. Si suppone inoltre che il sistema sia asintoticamente stabile. ≥
L’uscita del sistema è esprimibile come somma di due componenti:
( )= ( )+ ( ) ( ) ( )+ ( ) − = =( ) − ( ) ( ) ( )+ ( )= + =:
Il segnale:
:( ) ( ) − ( )=
viene chiamato risposta in regime transitorio. Nell’ipotesi di asintotica stabilità del sistema, entrambi gli addendi che la definiscono assumono valori finiti per ogni valore di, e per convergono entrambi a zero ∈ ℝ → +∞ facendo sì che:
( )lim = 0. → ( )=0
Infatti la stabilità asintotica non solo assicura che (primo addendo): lim → ma implicando la BIBO stabilità, quindi la sommabilità della risposta impulsiva, garantisce che (secondo addendo): ( ) ( ) | ( )| ≤ = < +∞.
Il segnale:
:( )= ( ).
viene chiamato risposta in regime permanente e, per valori di elevati, approssima la risposta del sistema. Nell’ipotesi di asintotica stabilità del sistema, e quindi di BIBO stabilità, grazie alla sommabilità della risposta impulsiva (come da espressione precedente) l’integrale:
( ) ≔ ( )
esiste finito per ogni valore di e prende il nome di risposta in frequenza o risposta armonica del sistema in ∈ ℝ corrispondenza alla pulsazione Da ciò segue che in corrispondenza alla pulsazione ∈ ℝ. ∈ ℝ:
( ) | ( )|.=
Dominio delle trasformate di Laplace
La trasformata di Laplace dell’uscita del sistema è esprimibile...
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