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Modelli teorici di osservazione

Positivismo

Positivismo è un pensiero che considera l'esperienza percettiva come l'unico modo per conoscere il mondo (XVII-XIX sec.).

Assunti:

  • Ciò che è osservabile è verificabile, e ciò che è verificabile è considerato scientifico.
  • Osservatore e osservato sono due mondi distinti.

La conoscenza della realtà esterna all'uomo avviene attraverso il metodo sperimentale/scientifico, in cui l'osservatore neutrale garantisce la conoscenza della realtà così come viene percepita.

Approccio comportamentista (1930-1950)

Prevede che l'osservatore assuma un ruolo esterno e passivo rispetto al campo osservato, ponendo la sua attenzione sugli aspetti quantitativi, non qualitativi.

L'oggetto dell'osservazione viene stabilito a priori, focalizzando l'attenzione su unità di comportamento definite e indipendenti dal contesto, inoltre l'oggetto viene valutato rispetto a standard/indici predefiniti e parametri valutativi (griglie).

Il soggetto osservato viene considerato come una monade (entità unitaria semplice) scisso dal contesto relazionale in cui è inserito.

Approccio etnografico (circa anni '50)

Fa ricorso all'osservazione partecipante come metodo di conoscenza, secondo cui l'osservatore interagisce con i soggetti osservati (a differenza dell'approccio comportamentale ed etnografico).

L'attenzione si pone allo sviluppo delle interazioni sociali, cercando di cogliere gli elementi costituenti un gruppo sociale. In questo modo si cerca di comprendere le loro modalità di rappresentazione del mondo.

Approccio clinico-sperimentale di Piaget

Si basa sulla teoria piagetiana e in particolare sul metodo dell'intervista con i bambini. Usa un'osservazione di tipo indiretto dello sviluppo infantile che sarà prevalente in buona parte delle ricerche sullo sviluppo.

Non usa la metodologia dell'intervista, ma fa uso sia di una quasi sperimentazione (scatoline, funicelle ed altri oggetti, per far luce sulle modalità sensomotorie di conoscenza del bambino fino ai due anni di età), sia del metodo critico che indaga il pensiero logico infantile attraverso l'uso e l'organizzazione spaziale di oggetti da parte del bambino osservato.

Il metodo clinico e critico di Piaget, usato fin dal 1920 per studiare il pensiero infantile, è stato da lui inventato ispirandosi sia al metodo clinico usato in psichiatria, sia al metodo sperimentale, sia alla semplice osservazione o all'osservazione quasi sperimentale.

Obiettivo osservazioni: comprendere il meccanismo psicologico del pensiero logico infantile, del ragionamento causale, nonché analizzare i criteri usati a varie età per valutare come buone o cattive varie azioni e l'elaborazione progressiva di nozioni concernenti la giustizia, le regole e la responsabilità.

Sfrutta il metodo di colloquio libero (clinico) per esplorare quali siano le credenze e le idee spontanee del bambino in rapporto alle problematiche che si era proposto di esaminare, da un problema determinato posto al bambino.

Ma il linguaggio non è adatto a rivelare le strutture del pensiero logico infantile poiché non si può col solo linguaggio comprendere le strutture di totalità peculiari alle strutture logiche senza cercarne le origini nelle operazioni concrete.

Per evitare questo problema, Piaget introdusse il metodo manipolatorio (metà verbale e metà concreto), che consiste nel conversare liberamente con il soggetto, anziché limitarsi a domande fisse, standardizzate come nei test, ma cercando di introdurre domande e discussioni solo dopo o nel corso di manipolazioni di oggetti (perline, portauova, pupazzi, palline, e così via) atti a provocare determinate azioni da parte del soggetto.

Manipolatorio = critico perché chiede sempre al bambino di giustificare le sue azioni ed interpretazioni, ma in un contesto più definito e destinato a rivelare un comportamento logico preciso. Inoltre, perché non ci si contenta di registrare puramente e semplicemente la risposta del bambino, ma si contesta la risposta data, si propongono punti di vista differenti e si mettono in questione le affermazioni del soggetto osservato; il tutto cercando di cogliere le sue convinzioni e la sua attività logica profonda.

Metodo piagetiano post ricerche (dopo 1930→1965) assume due direzioni: metodo di scoperta o metodo di diagnosi. Questo metodo richiede intervistatori esperti nella tecnica dialogica e nell'osservazione diretta. L'intervistatore non deve correre il rischio di provocare le risposte infantili e deve saper comprendere quando un bambino dà una risposta purchessia perché stanco, o quando inventa una spiegazione di cui non è realmente convinto.

L'intervista piagetiana rientra tra i metodi indiretti di osservazione, avviene attraverso una procedura informale, contempla un osservatore partecipante e un soggetto da quest'ultimo guidato.

Osservazione deduttiva: il modello clinico-sperimentale

Quando si parla di “caso” (clinico) non si intende esclusivamente un soggetto nella sua singolarità ma ci si riferisce anche a una situazione/gruppo avente una propria e personale storia.

Obiettivo metodo clinico: effettuare un’analisi approfondita del caso, rendendo evidente la realtà interna, mettendo in luce le caratteristiche dei processi sottostanti i comportamenti osservati, attraverso un’osservazione prolungata nel tempo.

Quest’approccio clinico è spesso svolto in un contesto strutturato, guidato da una o più ipotesi conoscitive. Ad esempio, Piaget mise in atto le sue rilevazioni attraverso l’osservazione dei suoi tre figli, un’osservazione svolta sul campo in situazioni “normali” di gioco, con l’obiettivo di indagare sullo sviluppo dell’intelligenza nei primi due anni di vita. Egli cerca di stabilire un’interazione tra “osservatore” ed “osservato”, in un contesto naturale.

Inizialmente sfrutta il dialogo ponendo domande ai suoi figli e strutturando le domande seguenti sulla base delle risposte precedenti; cercando di orientare la discussione verso un itinerario chiaro e preciso. Il linguaggio utilizzato si adegua a quello del soggetto osservato, del bambino, che in un secondo momento viene osservato anche durante l’esecuzione di attività proposte e guidate dall’osservatore, secondo un piano ben preciso.

Il metodo piagetiano può ritenersi scientifico in quanto richiede di avere chiaro lo scopo del proprio osservare e la predisposizione di un contesto adeguato all’obiettivo della rilevazione.

Dal quaderno (approccio quasi sperimentale circa anni '50-'60)

  • Osservazione dei comportamenti spontanei dei bambini nei primi tre anni di vita, allestendo dei piccoli esperimenti in cui le condizioni possono essere predisposte e modificate dall’osservatore. Focalizzandosi in particolare sui comportamenti del bambino per studiarne genesi e sviluppo, in relazione alla realtà esterna.

Costruzione della conoscenza umana come un processo di assimilazione. Conoscenza come costruzione interna elaborata dal sistema cognitivo e percettivo, che filtra e riorganizza i nuovi apprendimenti.

L’osservazione è guidata da ipotesi specifiche e predefinite circa le fasi evolutive dello sviluppo del bambino con lo scopo di verificare o confutarle introducendo stimoli/modificazioni.

  • Costruttivismo epistemologia genetica: Intelletto mezzo di adattamento alla realtà esterna.
  • Conoscenza risultato del processo di adattamento all'ambiente percepito dall’organismo vivente.
  • Deduzione: parto da leggi universali e verifico nella pratica le leggi teoriche.

Obiettivo è effettuare un’analisi approfondita dei casi evidenziando le caratteristiche dei processi. Nelle sue ricerche, Piaget cerca di stabilire una relazione osservatore-osservato in un ambiente naturale e controllato. Lo strumento principale è il dialogo. È un’osservazione svolta sul campo in situazioni normali di gioco e il linguaggio usato durante il colloquio si adatta a quello del bambino.

Bisogna osservare l’esecuzione delle attività proposte che sono guidate dall’osservatore e l’osservatore agisce con chiarezza e consapevolezza rispetto all’obiettivo, avendo ben chiaro lo scopo dell’osservazione sin dall’inizio.

Piaget strutturava l’ambiente in modo che l’oggetto dell’osservazione (i suoi figli) mettessero in atto comportamenti il più possibile naturali, in quanto la sua figura di padre non portava i suoi figli ad assumere comportamenti innaturali/imprevisti.

L’osservazione e i suoi risultati dipendono anche dal contesto culturale in cui ci si trova. Nell’osservare un bambino piccolo, pongo attenzione alla sua mimica/gesti/pianto/mani, in genere alla metacomunicazione. Il metodo piagetiano tende a cogliere di più gli aspetti qualitativi che quantitativi.

Gli elementi che determinano la scientificità del metodo piagetiano sono il fatto di avere un obiettivo/fine chiaro e definito, e che il contesto deve essere adeguato all’obiettivo della rilevazione.

Approccio ecologico (osservazione partecipante)

Un’osservazione mirata a documentare il contesto da indagare e i suoi attori ed insieme ad essi, gli stati d’animo, pensieri e vissuti del ricercatore. Strumento di avvicinamento e contatto con un contesto d’indagine.

Finalità dell’osservazione:

  • Conoscere le interazioni all’interno di uno specifico contesto.
  • Conoscere le modalità di attuazione di eventi specifici.
  • Acquisire conoscenza di specifiche caratteristiche demografiche e ambientali.

Modalità di interazione con i contesti:

  • Il ricercatore prende parte alle attività ed è riconosciuto esclusivamente in quanto ricercatore.
  • Partecipa in quanto osservatore: le sue attività di ricercatore sono conosciute, ma è maggiormente inserito nelle relazioni con la gente; è più un amico che un ricercatore neutrale.
  • Il ricercatore è completamente partecipe: è totalmente parte del contesto, quasi da dimenticare le sue finalità di ricerca. In linguaggio antropologico si direbbe "going native".

Solitamente nel modello ecologico, il ricercatore non è né distaccato, né invisibile, né privo di forme di reciprocità con il contesto. Appartenenza e collaborazione accompagnano il processo di ricerca. I ricercatori eseguono anche interviste, questionari, videoriprese, ma in ogni caso qualunque attività è volta ad attivare una dimensione di riflessività su sé stessi e sulle relazioni che si creano nel contesto.

Processo osservazione ecologica:

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lud_for di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Osservazione educativa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Flamini Marilena.
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