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Costantinopoli, Palestina ed Egitto

Costantino, diventato imperatore, costruisce ex novo la capitale. Il luogo è straordinariamente favorevole, infatti la

scelta di tale posizione è determinata principalmente dal fatto che, lungo il Mar Nero, ci sono miniere d’oro che

permettono non solo di finanziare un forte esercito ma anche di trovare i fondi per i propri progetti. Tale luogo

,però, non è solo favorevole per le miniere ma anche perché è situato in una posizione che permette il controllo del

commercio (controlla il passaggio tra il Mediterraneo e il Mar Nero). L’ubicazione del terreno è molto articolata: il

Corno D’oro ( cioè questa punta che scende) e la terraferma di fronte .Naturalmente Costantino si ispira al modello

di Roma, così ricostruisce il villaggio di Byzantium, che appunto diventa la sua nuova capitale, una capitale che fa

perno su un sistema viario preciso: dal foro (realizzato da Teodosio) si sviluppa una strada che segue la costa e una

strada che invece metterà in comunicazione con Salonicco, attraverso Salonicco che si ricollega ovviamente al

sistema viario romano.

Come sappiamo la storia di Costantinopoli, come molte città del Mediterraneo, è una storia di conquista , infatti la

città venne più volte minacciata dagli Avari, dai Sassanidi, dagli Arabi,dai Veneziani (che la conquistarono nel 1204

con il pretesto della quarta crociata) ed infine dai Turchi. Ovviamente tutte queste invasioni hanno cambiato il volto

della città, noi oggi infatti riusciamo a conservare solo poche opere volute da Costantino. Egli progettò una grande

cattedrale dedicata allo Spirito Santo : Santa Sofia ( situata vicino all’ippodromo, dove sorge anche il grande palazzo

imperiale) che verrà ricostruita da Giustiniano (VI sec.) , e assumerò l’aspetto che , più o meno, conserviamo ancora

noi oggi, nonostante nel 1300 un terremoto distrusse la cattedrale di Giustiniano ma che poi rivenne costruita sulla

stessa forma. Costantinopoli, Santa Sofia, ipotetica restituzione della pianta costantiniana.

La cattedrale di Santa Sofia è costituita da 4 torri: minareti islamici che si trovano in torno alla Cattedrale , innalzati

durante la conquista turca. Saranno proprio questi minareti a trasformare la Cattedrale in Moschea, considerata tale

fino ai primi anni del secolo scorso, fin quando Ataturk convertirà il paese al laicismo. Fu così che Santa Sofia venne

adibita a museo.

L’altra Chiesa fatta costruire da Costantino, dedicandola alla pace, sarà la chiesa di Santa Irene (anche di questa

chiesa abbiamo la versione dell’età giustinianea). Non è però ancora chiaro se Costantino, trasferendosi a

Costantinopoli, facesse costruire delle Chiese sul modello romano (basilica a 3 o 5 navate ) o se da subito venne

adottata la pianta centrale che caratterizza le chiese bizantine.

La chiesa di Santa Irene è stata la prima chiesa fatta costruire a Costantinopoli ed è stata usata come chiesa del

Patriarcato prima che venisse costruita Santa Sofia.

La struttura attuale, nelle sue parti principali (gallerie, cupole ed abside), risale all' VIII secolo ed è da collegare alla

ricostruzione dopo i danni che l'edificio di epoca giustinianea ebbe a soffrire a seguito del terremoto del 740 ed è

l'unica chiesa bizantina di Istanbul ad avere il suo atrio originale. Successivamente, anche essa, è stata adibita a

museo.

Costantino , lungo la strada che si estende dal foro fino a Salonicco, fece costruire una grande chiesa dedicandola ai

dodici Apostoli ( dove pensò di farsi seppellire per essere “quasi” considerato il tredicesimo apostolo) raccogliendo le

loro reliquie. .

Antiochia-Kaussié, San Babila, pianta derivata da quella dei Santi Apostoli di Costantinopoli

Purtroppo non sappiamo molto di questa chiesa perché quando la città venne conquistata dai Turchi, ci costruirono

sopra una Moschea, quindi non è mai stato possibile avviare una missione di scavo per recuperare la chiesa in

quanto le Moschee sono assolutamente intoccabili. .

Ipotesi restitutiva della chiesa dei Santi Apostoli in età costantiniana a Costantinopoli

In età giustinianea (VI sec.) sulle rovine dovute al precedente terremoto, venne ricostruita la Grande Basilica che ,

dopo gli innumerevole problemi, resiste ancora oggi. La Basilica ha una pianta a croce greca ( i 4 bracci della stessa

lunghezza), ogni braccio e la crociera ( l’incrocio tra le braccia) erano sormontati da cupole, e possiamo vedere come

nello spaccato, le pareti fossero alleggerite da una serie di gallerie e di finestre che conferivano una luce

straordinaria all’insieme. Ricostruzione del sepolcro di Costantino

nella chiesa dei Santi Apostoli secondo Carl Nordenfalk

Quest’avorio, parte della collezione del Castello Sforzesco, mostra le tre Marie che si recano al sepolcro e l’angelo

dice loro che Cristo è risolto. Possiamo notare che l’edificio (il sepolcro) è una piccola edicola con una copertura

ricurva ma in corrispondenza della caduta degli archetti, ci sono dei tondi con delle figure all’interno. Questa piccola

edicola,infatti, rimanda a quella presente al centro dei quattro bracci della Chiesa degli Apostoli, dove sono scolpite

le immagini dei 12 apostoli. In loro corrispondenza si trovano le reliquie, inoltre all’interno era previsto il luogo per la

sepoltura di Costantino.

Parlando della palazzo imperiale di Costantino (situato vicino l’Ippodromo, la chiesa di Santa Sofia e quella di Santa

Irene ) invece, esso sarà preso come modello durante tutto il medioevo. Importantissima è la cappella del faro in cui

si conserveranno le immagini più importante del culto ortodosso ( immagini ritenute acheropite cioè non realizzate a

mano). Si riteneva che alcune di queste immagini fossero state realizzate da San Luca commissionate direttamente

da Cristo, e da altri vari importanti personaggi antichi. Si veneravano le grandi reliquie che erano l’orgoglio di

Costantinopoli, infatti nel periodo della dominazione, la cappella del palazzo vanterà di possedere il velo e la cintura

della Vergine e le reliquie della passione di Cristo (la corona di spine e il sudario). Queste reliquie però andranno

disperse durante l’invasione dell’islam: il nuovo Re di Costantinopoli, Baldovino, per pagare le spese di questa guerra

disastrosa, decise di vendere le reliquie, e parte di queste verranno comprate al Re di Francia Luigi IX , che farà

costruire la Saint Chapelle per contenere la corona di spine e i chiodi della croce, conservati in reliquiari che saranno

presi ,però, dai Sanculotti durante la rivoluzione francese lasciando le reliquie impadronendosi solo dei reliquiari.

Del palazzo di Costantino ci rimane un mosaico pavimentale con una bellissima scena di caccia che , non essendo un

soggetto religioso, si è conservato.

Monza, Tesoro del Duomo, Dittico di Stlicone. 400 ca.

La passione per ricavare o presentare immagini “quite late” era dappertutto.

Qui vediamo il Dittico di Stilicone perché rappresenta Stilicone (comandante dell’esercito dell’Impero d’Occidente)

da un lato e la moglie Serena sull’altro. Egli indossa un abito da cerimonia, da

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/01 Storia dell'arte medievale

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