Le catacombe
Le catacombe erano delle aree cimiteriali sotterranee, utilizzate nell’antichità. Le più celebri erano quelle cristiane. Sono costituite da lunghe gallerie dette ambulatori, nelle pareti di questi ambulatori ci sono i loculi che sono delle vere e proprie camere con all’interno i sarcofagi.
Temi funerali
I temi che troviamo rappresentati nelle catacombe sono di diverso genere. Troviamo molto spesso la rappresentazione del defunto: esempio è la catacomba di Domitilla dove viene rappresentato il defunto introdotto in paradiso dalla martire Petronilla.
Roma, catacomba di Domitilla, cubicolo di Veneranda
La defunta e santa Petronilla. L’opera rappresenta anche il banchetto (refrigerium) dove ci sono i “giudici”, il banchetto è fatto alla romana, ovvero sdraiati.
A SINISTRA: Roma, catacomba di Vibia: INDUCTIO VIBIE da parte di un ANGELUS BONUS e refrigerium con VIBIA seduta tra sei BONORUM IUDICIO IUDICATI (tavolo a sigma). A DESTRA: VINCENTIUS e SEPTEM PII SACERDOTES Roma, 350 ca.
Il soggetto che ritorna più spesso nelle catacombe è la figura dell’orante: è una figura femminile con le braccia aperte (nel medioevo si pregava con le braccia aperte) e con capo velato perché era tradizione coprire i capelli delle donne durante la cerimonia in quanto simbolo di tentazione. (successivamente la preghiera viene rappresentata inginocchio con le mani giunti a ricordare la cerimonia del vassallaggio)
Roma, Coemeterium Maius: Orante/Catacomba dei SS Pietro e Marcellino: Orante/Roma, catacomba di Domitilla: Orante
Ma cosa significa questa preghiera? E prega per che cosa? Nel tempo sono state date delle diverse interpretazioni: De Rossi, che scrive nella metà dell’800, afferma che la figura della velata con le mani aperte rappresenta la Ecclesia Orans, quindi la chiesa che prega (dà un significato istituzionale a questa immagine!!).
Invece per Willmart, che sarà un grande studioso delle catacombe che scrive nel 1904-1905, afferma che l’immagine della velata rappresenta l’anima che prega per la propria salvezza e che quindi è una devozione privata e non una rappresentazione della chiesa come istituzione.
Secondo un altro studioso russo chiamato Condakov (si pronuncia condacoff), che scrive nel 1920, sostiene che nella chiesa primitiva esistessero (per circa un secolo) delle figure femminili accettate chiamate Dicionesse (i Diaconi infatti potevano avere una figura femminile) e che avessero funzioni d’appoggio al clero maschile. Esse rappresentano evidentemente l’apertura della chiesa alle figure femminili. La chiesa crescendo però, tornerà alle sue origini ebraiche e bandirà completamente le donne da qualunque forma di sacerdozio.
Secondo gli studi di una giovane studiosa invece, possiamo renderci conto che ci sono solo due temi che ricorrono solo nelle catacombe: il Buon pastore e l’Orante considerati probabilmente due temi funerari. Il Buon Pastore infatti viene considerato, secondo il ragionamento della studentessa, la speranza della vittoria sulla morte mentre l’Orante viene considerata la speranza nel raggiungimento del Paradiso.
Questi due temi funerari sono in effetti i più diffusi e si cerca di capire quale sia il loro vero significato, per questo è più prudente affermare che abbiano molteplici significati essendo, le catacombe, delle opere private (che il proprietario fa rappresentare come vuole) e non commissionate direttamente dalla Chiesa.
Il Buon Pastore
Dopo aver trattato i diversi significati che l’Orante possa avere, ora ci concentriamo sulla figura del Buon Pastore. Esso, contrariamente alla velata, ha un’origine religiosa, infatti nel vangelo esiste la parabola del Buon Pastore e quindi, così come il pastore vaga di notte in cerca della pecorella smarrita, così esiste anche una divinità che provvede a ciascuno.
- Roma, Catacomba dei SS Pietro e Marcellino: Orfeo citaredo.
- Roma, Catacomba di Priscilla: Pastore e animali.
- Roma, Catacomba di Priscilla: Pastore e animali.
Nell’immagine di sinistra ha sul capo un copricapo chiamato Pileo, è lo stesso che indossano i Magi e quindi è di origine orientale. Esso ha un’origine orientale perché il Buon Pastore che pascola le sue pecorelle deriva da un modello antico, anzi gli studiosi ne individuano addirittura due: da un lato abbiamo Davide pastore che suona la lira per le sue pecorelle e dall’altro abbiamo la figura di Orfeo. Solo queste due figure che suonano la cetra e ammansiscono gli animali vanno a confluire, nell’epoca cristiana, all’immagine del buon pastore.
- Specchio con Orfeo (W. Guthrie, Orphée et la religion grecque, Paris, Fayard 1956, p. 79).
- Gerusalemme, Museo Nazionale, David citaredo V sec. * (elementi rappresentati anche nelle case private perché i romani amavano tantissimo la poesia bucolica e quindi più abitavano nelle grandi città e più sognano l’antica civiltà pastorale)
- Ravenna, Mausoleo di Galla Placidia: Cristo come Buon Pastore. Mosaico 425-450.
In quest’immagine il Buon Pastore è diventato Cristo, viene rappresentato all’antica (è un’iconografia che viene dal modello Apollo perché molto del culto Cristiano, così come la figura di Cristo, viene assorbito dal culto del sole). In questa figura Cristo viene rappresentato con i riccioli (tipico delle statue greche).
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