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Adorno: Il bello naturale

Moda e arte in Adorno

Mentre Simmel analizza la moda come fattore di estetizzazione diffusa destinata a diventare forma generativa di interazione sociale, Adorno tratta l'artificio estetico con la sua prossimità alla natura. Abbiamo però una pagina dove Adorno conferisce una funzione positiva alla moda, nonostante lui sia contro ogni cedevolezza dell'arte alla cultura industriale e quindi anche alla moda: l'arte deve servirsi della moda (satura di storia) e vivificarla per non diventare cieca nei confronti del corso del mondo, ma allo stesso tempo deve resistere ad essa per non svendersi. Questo è simile al modo in cui l'arte non deve diventare merce ma deve correre questo rischio per non estraniarsi dalla realtà vigente.

Da quando il soggetto estetico si è polemicamente diviso dalla società e dal suo spirito predominante, l'arte comunica con tale spirito attraverso la moda. È importante inoltre avvicinarsi alla moda perché essa incarna il principio della seduzione che invece l'arte si vede vietato, da una cultura che tende a neutralizzare gli effetti ritenuti impuri. La moda mantiene quindi vivo il contatto con il momento erotico, senza però smarrirsi in essa: deve incorporare la struttura formale della moda e non diventare uno dei suoi contenuti. Con questi limiti, è lecito avvicinare l'arte a una moda che veste "corpi invisibili", senza avvolgere nessuna nudità effettiva.

Il senso di una teoria estetica

Adorno non fa riferimento all'estetica come disciplina filosofica. Infatti, dal titolo dell'opera, Teoria estetica, si capisce che si sottrae alla tradizione che vede l'estetica come filosofia dell'arte, senza però porsi a un piano superiore alla filosofia. Il termine estetica si riferisce così all'aisthesis, che indica la sfera sensibile-percettiva dell'esperienza. Adorno si riferisce quindi a ciò che si manifesta nella e attraverso la sensibilità, essendo il sensibile un'esperienza che non si manifesta solo all'interno del soggetto ma che ha anche una parte nell'alterità che resta in sé enigma.

Riconosce quindi nel concetto (campo della filosofia) e nell'estetico i due termini di una medesima relazione che genera tensione. Lo spirito (superiore all'alterità secondo Hegel) deve quindi nutrirsi di natura e deve accendersi al contatto con questa. L'arte, già nella sua apparenza, è qualcosa di altro dal concetto, quindi bisogna tenere conto della sua duplice natura – contro quelli che hanno trasformato l'arte in un veicolo di idee. Per sottrarsi a questo, l'arte deve avere un residuo di nulla-da-dire, pur servendosi di configurazioni rigorose, para-concettuali. Adorno promuove una teoria del vero, del bello e del buono, promuovendo la ricerca di ciò che genera il pensiero senza però poter essere metabolizzato da esso. È a favore di una prossimità al concreto, senza che la ratio tenti di compiacersi del suo reticolo concettuale e nemmeno senza che provi a fare del concreto materiale per l'evocazione filosofica. La sua scansione procede quindi in modo dialettico. La reciprocità dialettica tra concettualità e esteticità, dove quest'ultima è la negazione della prima in quanto per sua natura non può essere fagocitata dalla ratio.

Positiva negatività dell'estetico

La negazione non è vista come un impedimento, ma permette la spinta in avanti del concetto, evitando in questo modo la stasi. Non si deve prendere in considerazione la realtà come insieme di contenuti (= stasi), ma bisogna osservare le relazioni che ci sono. Bisogna percorrere un lavoro critico e non fermarsi alla tesi, ponendo sempre il concetto a confronto con il suo negativo e quindi con l'alterità (natura). Nella logica vigente notiamo che il valore di scambio domina il valore d'uso, appianando a una logica quantitativa (profitto) quello che per natura è dotato di logica anche qualitativa – dominazione della ratio dell'alterità. L'arte in sé non deve lottare contro la ratio ma contro la sua rigida opposizione al particolare. L'arte deve dire qualcosa di più di ciò che è, ma non si devono esplicare completamente; il "in più" è qualcosa che è possibile che non si realizzi mai perché altrimenti sarebbe concettuale. Questa tensione produce esteticamente esperienza. Nell'opera è quindi realizzata un'anomalia singolarizzante.

  • Le opere sono comunque in parte concetto (se no sarebbero solo pattern percettivo), avendo quindi una parte concettuale che si esplica solo tramite la loro esperienza
  • La manifestalità poi a sua volta delimita la teatrospiritualità. Abbiamo quindi un'opera d'arte che è di dissidi che coinvolgono la dimensione sensibile e la dimensione concettuale nella loro polarità estetica.

Tra estetica e gnoseologia

L'arte è una struttura che presenta un equilibrio precario tra oggetto e soggetto. In ogni contesto, questo equilibrio deve essere mantenuto per permettere all'arte di esprimere pienamente la sua estetica senza essere ridotta a mero concettualismo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher twistte di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Matteucci Giovanni.
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