STORIA ECONOMICA
BANCA E FINANZA PORDENONE – PRIMO SEMESTRE – L’ITALIA LIBERISTA
17/03/1861 Dopo la proclamazione del Regno d’Italia urge l’organizzazione del nuovo Stato, si scelse
Unità d’Italia il modello accentrato e gerarchico piemontese.
Per ordinare l’amministrazione italiana venne modificata la legge Rattazzi. La legge
attribuiva ai singoli circondari dei centri di controllo e potere, esercitati dal Prefetto che
era considerato il fulcro del sistema amministrativo nazionale. Non tutti erano favorevoli
20/03/1865 all’accentramento, figure di spicco come Mazzini e Cattaneo erano più propensi al
modifica Legge
Rattazzi Federalismo.
*Questa struttura di controllo degli Stati preunitari resterà in vigore fino alla nascita delle
regioni (anni ’70).
Lo Statuto Albertino venne concesso, e lo stampo costitutivo del Regno Sardo venne
2/04/1865 mutuato a più ambiti come quello costruttivo ed al codice delle procedure penali.
Unificazione
legislativa Il Parlamento era eletto dal 2% della popolazione (400’000 persone) perché il voto era
destinato esclusivamente a persone con un elevato censo, questo porto inevitabilmente
Duplicità Stato- in politica proprietari terrieri e famiglie benestanti. Questi nonostante la composizione
Società (Paese
vs
legale Paese morfologica estremamente diversificata dell’Italia, scelsero come indirizzo economico
reale) l’agricoltura seppur la concorrenza europea fosse più raffinata ed organizzata. In Italia
ben il 70% della popolazione era composta da agricoltori e per questo motivo i comparti
economici tendevano al settore primario.
Sempre per ultimare l’unificazione, vennero aboliti i sistemi impositivi fiscali e le politiche
doganali e vennero unificati i debiti nel Gran libro del debito pubblico. Questo registro
Gran Libro raggruppava tutti i debiti degli stati preunitari convertendo le diverse valute delle
del debito monete e tenendo conto delle diverse componenti metalliche di ogni conio, questo per
pubblico opera del ministro delle finanze Pietro Bastogi.
(10/07/1861) Il Debito Pubblico ammontava a 2,4 Mld di lire, i principali protagonisti di questo erano il
Regno delle due Sicilie con 0,7 Mld ed il Regno di Sardegna con la Guerra d’unificazione
per ben 1,48 Mld.
Questo debito venne finanziato attraverso l’emissione di 2 tipologie di titolo:
-Debito Irredimibile per 2 Mld, il capitale non veniva reso a scadenza, ma avrebbe reso
una rendita del 5% annua (98 Mln);
-Debito Redimibile, per 400 milioni;
Questi titoli vennero acquistati prevalentemente dalle istituzioni più facoltose del Paese e
Disavanzo furono proposti principalmente alla borsa di Parigi.
Crescente Gli interessi annuali di questi titoli, insieme ad una gestione forse troppo ottimista
sommate alle spese per lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie, aumentarono il
disavanzo. 1862 > 1865
ENTRATE 480 > 645
USCITE 926 > 1338
Entrate DEFICIT -446 > -697
Nel tentativo di risanare il bilancio vennero introdotte le seguenti tasse:
-Imposte fondiarie su redditi di terreni e fabbricati;
-Dazi sul consumo, imposta indiretta, colpiva indistintamente tutti;
-Imposte sui redditi di ricchezza mobile;
-Tassa sul macinato (1868), colpiva tutta la fascia di popolazione più povera, in
Uscite quanto quasi tutti erano agricoltori e lavoravano ed acquistavano quotidianamente il
grano.
-Straordinariamente vennero venduti beni demaniali e di asse ecclesiastico (1867).
Opere Il Trattato Commerciale con la Francia (1863)
pubbliche
(primo
decennio)
- Ferrovie
(circa 450 L’unione monetaria latina (1865)
milioni per
sovvenzioni e
lavori
diretti)
- Strade
nazionali All’unificazione il Parlamento italiano sottovalutò le spese che necessitavano per
(140 milioni) l’unificazione reale, sosteneva che il deficit sarebbe da subito rientrato. Tramite le
- Opere banche collocarono titoli di debito sotto la pari con valore di mercato attorno i 500 Mln e
idrauliche (60 valore nominale per 700 Mln. Il 75% di questo si affacciò all’estero, in particolar modo al
milioni) mercato francese e questo incise significativamente sulla storia commerciale dell’Italia.
- Porti e fari
(70 milioni)
Il primo Con il passare dei bilanci, fu necessario rifinanziare il debito pubblico con altre 3
prestito (1861) emissioni di titoli, il debito crebbe da 1,4 Mld a 2,6 Mld, Il rapporto debito Pil raddoppio
dal 45% al 95%.
Per favorire gli scambi commerciali all’interno dell’Italia, furono abolite tutte le dogane e
I 3 prestiti venne applicata la tariffa sarda, questa esentava totalmente i dazi sull’import, visto il
(1861-1865) difficoltoso approvvigionamento interno. Esentò parzialmente i dazi d’esportazione,
infatti nel Meridione mantenne i dazi d’uscita sugli stracci per sostenere l’industria della
carta, ed in Toscana sull’importazione di cotone greggio.
Il
Liberoscambis
mo Con l’estensione di questa nacquero dei disequilibri alle industrie, la Lombardia che
eccelleva nella produzione della seta, con l’introduzione della tariffa sarda ci guadagnò
perché era comunque più vantaggiosa di quella precedente austriaca. Come pure il
Piemonte.
Il contraccolpo lo ebbe il Meridione infatti il dazio d’esportazione raggiunse l’80%, poche
industrie si salvarono.
Nord e Sud L’Italia si propose commercialmente in Europa come fornitore di derrate alimentari,
seppur non vantando un’agricoltura settoriale e di nicchia, questa scelta portò a
rallentare lo sviluppo dell’industrializzazione.
All’estero invece in particolar modo in Francia, si eccelleva nel valore aggiunto:
importava materie prime italiane, con la sua industria più avanzata le trasformava e le
esportava nuovamente all’Italia. Il valore aggiunto pesò ulteriormente sul deficit della
bilancia commerciale italiana, rendendola esponenzialmente più indebitata e dipendente
La bilancia dai paesi esteri.
commerciale *L’apertura del Canale di Suez (1869) illude le speranze di un possibile ritorno della
centralità commerciale italiana.
Ogni stato preunitario aveva forgiato il proprio conio caratterizzato da una propria unità
Riordino di conto e da una sua composizione di leghe di metalli. Con i due decreti sull’impronta
sistema
monetario monetaria del maggio 1861 si impone il sistema monetario bimetallista (oro e argento). Il
17/7/1861 viene conferito valore legale alla lira di Piemonte, tenendo comunque in
circolazione tutte le monete preunitarie per qualche anno con un preciso valore di
ragguaglio. L’ultima fase del riordino del sistema monetario italiano è la Legge Pepoli che
decretò la Lira come unità monetaria e unità quantificativa e ne definì la parità
Legge Pepoli ufficiale che era il valore dei rapporti metalli delle monete. Le motivazioni di questa
24/8/62 scelta erano diverse, ma uno tra queste era il rapporto commerciale privilegiato con la
Francia anch’essa bimetallista e della Germania che adottava l’argento.
Il valore legale deciso sul rapporto oro/argento era di 1:15,5, calcolato sulla base di
Il Bimetallismo domanda ed offerta tra il 1803 ed il 1860. La domanda era rappresentata dagli Stati che
necessitavano per la formazione di monete, mentre l’offerta era data dalle miniere o
giacimenti auriferi.
Il valore intrinseco dei 2 metalli era sensibile alle fluttuazioni del mercato. Secondo la
legge di Gresham se il valore di uno dei 2 metalli fosse sceso, le transazioni sarebbero
state eseguite con la moneta dal valore intrinseco minore a parità di valore estrinseco.
Questo dava più duttilità e stabilità dei prezzi alla moneta bimetallista nel caso di
particolari
crisi nel
mercato o
nell’ipotesi
di un
passaggio
al regime La Pluralità di emissione
monometall
ista aureo
come quello
inglese. Le Banche
Il Trattato si
ispira
all’antecede
nte trattato
franco-
inglese
Cobden-
Chevalier
(1860), è di
stampo
liberista
data la
cultura
economica
prevalente.
*David
Ricardo con
la sua teoria
dei
vantaggi
comparati
afferma che
ogni paese
deve
specializzar
si nella
propria
produzione.
L’Italia
sempre in
ottica
commercial
e, nel 1865
strinse con
Francia,
Belgio e
Svizzera
l’Unione
Monetaria
Latina,
questa
convenzion
e agevolava
e regolava i
volumi degli
scambi
monetari
tra i paesi
aderenti.
Nel 1868
aderì anche
la Grecia. - Banca nazionale Toscana
Si decise - Banca toscana di credito per le industrie e il commercio
sulla - Banco di Napoli
pluralità di - Banco di Sicilia
emissione - (dal 1870) Banca romana
di
cartamonet La Banca Nazionale degli Stati Sardi
a, in parte Fondata nel 1849 dalla fusione della banca di Genova e dal banco di Torino, si espanse
per la nel 1859 durante la Seconda guerra d’indipendenza aprendo una filiale a Milano.
motivazione Parallelamente all’unificazione del Paese annesse le 4 Legazioni e la banca Parmense.
teorica Nel 1866 con la liberazione del Veneto, acquisì lo stabilimento mercantile di Venezia.
prettament Nel 1867 cambia il nome in Banca Nazionale nel Regno d’Italia, non DEL per rispetto
e liberista in della pluralità di istituti.
parte per Seppur svolgesse una funzione pubblica, era una banca privata con una struttura
interessi amministrativa, un direttore generale, dei soci, dei consigli di reggenza per ogni sede che
politici. operava localmente conoscendo i rispettivi territori.
Come già Natura ed operatività
detto i Attivo (op. di Passivo (op. di
politici impiego) raccolta)
erano la -Titoli -Capitale sociale
rappresenta -Sconto cambiali -Riserve <<
nza della -Anticipazioni in c/c Patrimonio
popolazione -Anticipazioni titoli,
di censo semifiniti, finiti o -Depositi c/c
alto, molti materie prime
di questi di Oltre a queste
-Depositi a
questi operazioni, aveva anche la
risparmio
parlamentar possibilità di emettere
i erano soci biglietti di diverso taglio (fino a 100 £), nel limite del triplo della riserva minima di metalli
delle loro preziosi. Questo fondo metallico mirava a garantire la convertibilità e a dare credibilità
realtà alla cartamoneta fiduciaria, tenendola agganciata ad un bene di valore e reale.
bancarie
regionali. *La regola del fondo di riserva è rimasta in vigore nel mondo fino al 1971, momento in
*Per Ferrara cui Nixon la cancellò.
Francesco ** Oggi tutte le banche secondo gli accordi di Basilea devono tenere un patrimonio
chiunque minimo di vigilanza.
poteva
stampare, Banca Nazionale Toscana(fenzi)
alla fine Fondata nel 1857 da una fusione della banca di sconto di Firenze e dalla banca di sconto
avrebbe di Livorno, a differenza della B.N.S.S. non ebbe una importante espansione, ma preferì
prevalso la operare sul territorio finanziando diversi privati. Il capitale venne raccolto dalle più
banca facoltose famiglie toscane ed alcuni esponenti politici e venne investito in gran parte
migliore. nelle imprese industriali. (società strade ferrate romane-Fenzi grandi azionisti)
**Isaac Oltr
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Riassunto esame Storia Economia - parte prima, prof. Carera
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