Platone (Repubblica, Politico)
Filosofo organicista, antidemocratico (la democrazia aveva ucciso il suo maestro Socrate e perché il popolo non sa dell'esistenza di un altro mondo, Iperuranio, più reale di quello sensibile che è un riflesso del mondo superiore e il popolo va controllato per la sua facoltà concupiscibile e passionale).
Dimensione metafisica
Esistono due mondi: Iperuranio (mondo delle idee) e mondo sensibile. Platone ha un pensiero aristocratico perché sia lui che Aristotele maturano una diffidenza e ostilità verso il regime democratico ateniese. Per Platone, i motivi sono personali, ma anche perché sono pochi a poter entrare in contatto con il mondo delle idee, quindi solo i filosofi sono deputati a governare lo Stato.
La realtà ha fondamento oggettivo: l'IDEA (perfetta/incorruttibile) che sta nell’IPERURANIO (eterno/inevitabile). Agire secondo giustizia significa agire secondo un’idea di giustizia. Come arte medica (esercitata nell’interesse dei governati), è armonia di virtù (quando ogni membro della società rispetta il ruolo per cui è stato preposto in base alla facoltà del suo animo), vi sarà giustizia quando razionalità prevarrà sulle altre facoltà (Stato guidato da filosofi).
Stato ideale (Kallipolis)
Si ispira all’idea di Stato ideale (non riproducibile completamente nel mondo dei sensi perché vi può essere un errore di programmazione). Società formata da tre classi gerarchiche (filosofi virtù sapienza non sottostanno ad alcuna legge, guerrieri virtù coraggio, produttori virtù temperanza) perché tre sono le parti dell’anima: visione organicista, tale è l’uomo tale è la polis. Comunismo platonico per filosofi e guerrieri. Classi semi-aperte e uguaglianza uomo/donna. Conoscenza è la scienza con cui filosofi governano lo Stato.
Visione aristocratica del sapere
Emergono nei due miti analizzati:
- Mito della biga alata: il cavallo nero rappresenta l'anima concupiscibile (che desidera), tende verso il mondo dei sensi. Il cavallo bianco rappresenta l'anima irascibile che tende verso l’alto. L'auriga rappresenta l'anima razionale che tende le redini verso il mondo delle idee.
- Mito della caverna: vari gradi della conoscenza: conoscenza del mondo dei sensi, doxa (opinione) entrambe non richiedono grandi conoscenze e tutti vi possono avere accesso. Due gradi di conoscenza scientifico-matematica a cui pochi hanno accesso. Chi ha accesso alla quarta forma di conoscenza (attraverso un lungo periodo di apprendistato) ha accesso al mondo delle idee e ha diritto di governare la polis (filosofo).
"Politico" – visione moderata
Necessità di limitare il potere di chi comanda (filosofi) perché vi può essere errore di programmazione. In un buon governo la legge è sovrana. La miglior forma di governo è il giusto equilibrio tra libertà e autorità senza sbilanciamento su uno dei due fronti. Abbandona comunismo platonico.
Aristotele (Politica)
Filosofo organicista: leggi che stanno alla base dello sviluppo della natura, spiegano lo sviluppo della storia e della politica. Ogni essere vivente ha un’origine/nascita, uno sviluppo, un decadimento e una morte. Passa dalla potenza all'atto e il fine di un essere, l’atto, è inscritto fin dal principio nello sviluppo dell’essere stesso.
Natura e principio binomio potenza/atto
La natura è il divenire in vista di un fine: il fine della natura sta dentro la natura stessa. La natura, e ogni altro essere, si sviluppa da un impulso iniziale (causa efficiente) e si muove verso una direzione (causa finale, lo scopo per cui è fatto), passando da potenza ad atto, da materia a forma. Utilizza questo principio per spiegare la nascita della polis.
Nascita della polis
“L’uomo è un animale politico per natura in quanto ha la ragione”: Politica (strumento per realizzare la felicità dell’uomo, è sfera totalizzante) e la polis sono conseguenza necessaria dell’aggregazione umana, lo sviluppo necessario che parte dalla famiglia: FAMIGLIA (struttura politica “in potenza”), UNITÀ AGGREGATIVE PIÙ VASTE (gruppi familiari, villaggi, tribù), POLIS (“atto”, unica forma politica completamente autosufficiente). Dalla famiglia non può che svilupparsi la polis.
L’uomo è animale politico per natura perché già da quando è una famiglia ha una politica.
No comunismo platonico
Famiglie, libertà, proprietà privata sono essenziali, sono nella natura della polis, alla base della costruzione della polis e non possono essere rimossi se si vuole costruire uno Stato giusto.
Rapporti di potere famiglia-polis
- Potere del marito sulla moglie, primo tra pari (lieve subordinazione) -> Cariche politiche e cittadino.
- Potere del padre sui figli, gerarchico -> Re e sudditi.
- Potere del padrone sullo schiavo -> Despota e sudditi (Esiste solo in ambito familiare, non politico perché i greci non sono schiavi per natura).
Classificazione governi e la loro forma buona e degenerata
Governo di uno: monarchia (buono), tirannia (cattivo). Governo di pochi: aristocrazia (buono), oligarchia (cattivo). Governo di tanti: costituzione/politeia (buono), democrazia (cattivo), perché diventa demagogia, potere incontrollato delle masse. Nelle tre forme buone di governo, i governanti perseguono il bene comune, in quelle degenerate il loro interesse.
Miglior forma di governo
In assoluto, astrattamente considerata, e indipendentemente dal contesto storico o politico: aristocrazia del sapere/monarchia del re filosofo. Da punto di vista storico (più adatto alle esigenze di quel periodo storico): governo di uno, pochi, molti. Più semplice da realizzare in qualunque contesto storico: Politeia (governo moderato di molti), si fonda sulla classe media (è una classe proprietaria e quindi aliena dal conflitto di classe). Essa serve a scongiurare due cose: corruzione interna che creava una sorta di guerra civile e permanente, disgregazione tra le varie polis. Serve a bloccare conflitto di classe.
San Tommaso (Summa Theologiae)
Tenta di conciliare i valori della fede con i valori della ragione. San Tommaso farà tradurre per la prima volta “Politica” di Aristotele dal greco al latino e ne sarà molto influenzato. La filosofia aristotelica (strumento per realizzare felicità è la politica, che è una sfera totalizzante) è in contrasto con valori cristiani (felicità si realizza non in questo mondo ma nel mondo dell’Aldilà e alla felicità si accede tramite la grazia).
Egli media fra le due tendenze che in quel periodo mettevano a rischio l’equilibrio tra fede e ragione: Francescani (si sbilanciavano sulla fede a scapito della ragione), Averroisti (si sbilanciavano sulla ragione a scapito della fede). La ragione è dotata di autonomia e non dipende completamente dalla fede. Ragione e fede non si contraddicono, sono in armonia e servono entrambe a dimostrare la stessa verità: l’esistenza di Dio.
Legge
È un ordine della ragione orientato al bene comune e promulgata da chi ha cura della comunità. La legge per essere tale deve essere razionale.
Cos'è il giusto
Per i francescani una cosa è giusta perché è comandata da Dio, non conta il contenuto del comando ma la fonte. Per i domenicani e San Tommaso una cosa viene comandata perché è giusta: se il comando è sbagliato, resta tale e si pone il problema della disubbidienza.
Tipi di legge
Due:
- Legge eterna: con cui Dio regola il creato, conosciuta per intero solo da Dio e dai Beati. L’uomo può comprendere solo alcune parti:
- Legge naturale: parte conoscibile attraverso la ragione (NON scritta, ma ricavata con ragionamento logico), partendo dal principio che bisogna evitare di fare il male e bisogna fare il bene.
- Legge divina: parte rivelata all’uomo attraverso le Sacre Scritture (è scritta).
- Legge umana: legge che si danno gli uomini per vivere in società. Per essere una legge giusta deve conformarsi alla legge eterna.
Legge ingiusta
Il problema della legge ingiusta sorge perché la legge umana è fatta da uomini che possono peccare e fare leggi non conformi alla legge eterna. Se l’autorità emette una legge ingiusta perché viola una legge naturale (non scritta), va comunque rispettata per non creare turbamento sociale (pur perdendo il suo valore morale, mantiene il suo valore giuridico, perché non possiamo essere sicuri di conoscere effettivamente la volontà di Dio con il solo ragionamento). Se viola una legge divina (scritta) allora è ammessa la resistenza nel senso che alcune istituzioni di base (Chiesa) devono promuovere un cambiamento della legge attraverso una revisione costituzionale. San Tommaso aveva una concezione intellettualista: pensava che una cosa fosse comandata da Dio perché era buona, ed era buona perché era razionale.
Marsilio da Padova (Defensor pacis)
Pace = assenza di guerre e problemi di religione e condizione per cui la classe media può svolgere la propria attività di lavoro. Commercio reimmette ricchezza e forma premesse per sviluppo capitalismo. Il difensore della pace è l’imperatore, l’istituzione preposta a difendere la pace è Stato.
Invertire lo schema della sovranità
Il potere non deriva da Dio ma dal popolo, che può incoronare l’imperatore. Gli uomini si riuniscono in una comunità politica per vivere una vita autosufficiente. Forma di associazione politica più alta è lo Stato (autosufficiente). All’interno dello Stato vi sono due poteri: LEGISLATIVO (principale) ed ESECUTIVO (che deriva da legislativo, governa perché legittimamente autorizzato dal legislatore, il popolo).
Universitas civium
(Unità organica) formata da TUTTO IL POPOLO o dalla sua PARTE PREVALENTE (numero sufficiente di persone importanti che hanno ruolo attivo negli affari della politica) detiene il potere legislativo (teoria di tipo democratico) e approva e rifiuta direttamente le leggi (questo era possibile perché al suo tempo la maggior parte delle leggi erano non scritte, consuetudinarie, raramente si facevano leggi scritte) scritte da un numero ristretto di persone (giuristi e altri cittadini particolarmente competenti).
Chiesa
Può esistere, ma deve essere completamente assoggettata alle leggi dello Stato -> NEGA POTERE TEMPORALE della Chiesa.
Cos'è la legge
Concezione imperativistica della legge: legge è tale se oltre al comando prevede una minaccia di sanzione credibile che verrà certamente applicata. Una legge è giusta perché comandata da Dio (visione francescana). L’universitas civium (tutto il popolo, o sua parte prevalente) approva o respinge le leggi scritte dai giuristi.
- Leggi divine: comandi rivolti al mondo ultraterreno che prevede premi e sanzioni, ma solo Dio può sanzionare, non la Chiesa.
- Leggi umane: Solo lo Stato può sanzionare.
Distingue gli atti in due tipi
- Immanenti: rimangono all’interno del soggetto non si manifestano in azioni su altri soggetti, punibili solo da legge divina, Dio.
- Transiti: si manifestano sugli altri soggetti, punibili dalla legge umana.
Governo
Funzione che non ammette interruzioni, deve essere continuamente esercitata ed è affidata a numero ristretto di persone (anche 1 sola, come imperatore) ma è sottoposto al potere legislativo, cioè deve avere il consenso continuativo della comunità, nel senso che è una carica elettiva da parte dell’universitas civitas.
Rapporto tra Stato e Chiesa
Gesù insegna a disprezzare potere e denaro, quindi gli esecutori della sua volontà che si arrogano il diritto di parlare in suo nome e che cercano potere e denaro sono eretici: la Chiesa è eretica perché attaccata al potere e al denaro e fa il contrario del messaggio di Cristo. Gesù non ha mai conferito un potere di tipo coercitivo ai suoi discepoli quindi NEGA POTERE TEMPORALE CHIESA. Chiesa deve essere organizzata come Stato con struttura democratica (ELETTIVITÀ DI TUTTE LE CARICHE: anche Papa). Scopo Chiesa: insegnare vero messaggio di Cristo. PAPA NON È CAPO, ma COORDINATORE, guida spirituale di un’istituzione (Chiesa) di cui non è proprietario. Chiesa (non Papa) può scomunicare, ma la scomunica è rilevante per lo Stato solo in caso di eresia, negli altri non ha effetti pratici e legislativi.
Tipi di Stato
- Laico: separazione completa tra Chiesa e Stato.
- Teocratico: potere religioso detiene quello politico.
- Cesaropapista: potere politico detiene potere religioso.
Marsilio sostiene necessità della separazione tra Stato e Chiesa, ma approva il cesaropapismo nel caso in cui il Papa minacci lo Stato: l’imperatore può arrogarsi il diritto di deporlo e sostituirlo con un nuovo Papa.
Niccolò Machiavelli (Il Principe, Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio)
Realista politico: il realismo politico insegna che esiste ed è esistito nella storia il male e che in certe circostanze siamo costretti a scegliere fra due mali (senza possibilità di astenersi da esso) e per decidere dobbiamo utilizzare il “principio del male minore”.
Realista antropologico
L’uomo è dominato da PASSIONI ed ISTINTI e lasciato a sé stesso tende a creare una situazione di disordine, cioè di guerra. Necessario un principio di ordine imposto da un'autorità politica, lo Stato: il valore di riferimento è AUTORITÀ.
Due realtà politiche possibili per Machiavelli
- Realtà politica particolarmente corrotta e compromessa (società disgregata, o in guerra civile): miglior regime politico è governo assoluto.
- Realtà politica di una società integra: miglior regime politico è repubblica, che garantisca libertà ai cittadini.
I grandi valori umani sono inconciliabili tra loro, cioè non possono esistere (uguaglianza, pace, amore, tranquillità…) contemporaneamente tutti: se si vuole un certo valore, bisogna necessariamente rinunciare ad altri: irriducibilità dei fini ultimi. Le INTENZIONI NON CONTANO in politica, conta l’efficacia cioè i risultati effettivi.
Fortuna
Ha un grande ruolo e peso nella vita di ciascuno e ha determinato il 50% della storia umana. Machiavelli vive nell’epoca della nascita degli Stati nazionali che si impongono con la violenza e creano un ordine fondato su una legislazione uniforme, un unico centro del potere politico e un esercito proprio (prima i vari staterelli usavano eserciti di mercenari), il contrario di ciò che avveniva negli staterelli italiani.
"Il Principe"
Stato = autorità politica che ha il monopolio del diritto e della forza su un determinato territorio e sui suoi sudditi. Comunità sovrana indipendente, controllata attraverso la forza di un esercito nazionale.
Due tipi di governo
- Principato (governo assoluto, miglior regime quando società corrotto e disgregata).
- Repubblica.
Altre differenze fra Stati: alcuni poteri sono antichi ed ereditari, altri nuovi. Questi Stati si mantengono o conquistano o con eserciti nazionali o eserciti mercenari e si mantengono o conquistano con virtù o con fortuna. Le regole morali non c’entrano con la politica: MORALE DANNOSA NELLA POLITICA. Il FINE POLITICO GIUSTIFICA I MEZZI utilizzati per raggiungerlo, a prescindere dalle regole morali.
Il fine della politica
È conquistare il potere e mantenerlo. Le crudeltà, posto che il male resta sempre male, possono essere utilizzate in certi casi e le distinguiamo in base all’efficacia o al non efficace: il politico deve imparare a usare la cattiveria, o la bontà, a seconda della convenienza. Si pone cioè il “problema del minore”.
Un principe deve:
- Essere temuto (non per forza amato).
- Apparire come gli altri vogliono che appaia (non è importante ciò che è realmente).
- Saper usare sia la volpe (razionalità, astuzia), sia il leone (la forza, parte irrazionale dell’uomo): la volpe è astuta, ma viene facilmente sbranata dai nemici più forti; il leone è forte, ma cade facilmente nelle trappole. Ecco perché servono entrambi.
- Deve rispettare i patti solo se gli tornano utili, i politici vengono ricordati per le cose buone o cattive fatte, non per aver rispettato o meno i patti.
Finale
Augurio che l’Italia centro-settentrionale si unifichi.
"Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio"
Repubblica miglior regime quando società integra. CONFLITTO è FATTORE DI PROGRESSO, INELIMINABILE in una SOCIETÀ LIBERA: problema non è eliminarlo, ma gestirlo facendo in modo che non diventi guerra civile o guerra fra nazioni. Posto che vi è conflitto di classe fra ceti, perché esso ha reso grande Roma e distrutto Repubblica fiorentina?
- Romani hanno assorbito il conflitto nelle istituzioni creando forma di stato che distribuiva il potere tra i gruppi sociali: consoli (potere monarchico), Senato (potere aristocratico), tribuni del popolo (potere del popolo). Questa divisione del potere evitava guerra civile.
- Leggi e costumi romani servivano a insegnare il rispetto del principio di autorità e a inculcare lo spirito civico di amor per la Patria.
- Roma era dotata di un esercito forte di cittadini che combattono coraggiosamente per la Patria.
Critica la Chiesa (come istituzione, perché troppo piccola per poter unificare Italia, e impedisce ad altri di farlo) e il Cristianesimo (come filosofia, perché la visione filosofica del perdono è incompatibile con una visione politica che si fonda sull’idea di nemico).
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