STORIA DELLE DOTTRINE POLITICHE
D’ADDIO Vol. I
INDICE
- La civiltà greca e la politica
- Il mondo umano e la politica: i Sofisti e Tucidide
- Il problema della politica: Socrate
- Filosofia e politica: Platone
- La politica come scienza: Aristotele
- Individuo, polis e cosmopoli: la monarchia ellenistica. Cinismo, epicureismo, stoicismo.
- Autorità, potere, impero: l’esperienza politica romana
- Religione e politica: il Cristianesimo
- Il problema dell’ordine politico: S. Agostino
- La “Respublica christiana”: Impero e Chiesa
- Bene comune, comunità politica, potere: S. Tommaso
- Chiesa, Impero e Regni: Dante, Marsilio
- Umanesimo e politica
- Il principe cristiano e la città ideale: Erasmo e More
- Il realismo politico e l’autonomia della politica: Machiavelli e Gucciardini
- Il problema del potere nell’età della Riforma: il diritto di resistenza
- Lo Stato e la comunità internazionale: Bodin
- La ragion di Stato e il problema dei rapporti fra politica e morale
- Ragione, legge di natura e politica: lo Stato-Leviatano di Hobbes
- Società di natura, società civile e Stato costituzionale in Locke
- Politica e storia: Vico
D’ADDIO Vol. II
- Libertà e Stato costituzionale: Montesquieu
- Libertà e uguaglianza: lo Stato democratico. Rousseau
- Individuo, società e Stato: Kant
- Diritto, morale, etica. Il problema dello Stato: Hegel
- La rivoluzione industriale e le origini del socialismo in Inghilterra: Owen
- Il nuovo ordine “societario”: Fourier
- Società industriale e socialismo: Saint-Simon
- Libertà e uguaglianza: il problema della democrazia. Tocqueville
- Religione e libertà: Rosmini
- Socialismo e libertà: Proudhon
- Mazzini
‘’La storia delle dottrine politiche si propone come proprio compito specifico la ricostruzione storica e l’analisi critica
delle riflessioni che sono state elaborate nel corso della storia dell’unità sui problemi via via sollevati dalle aggregazioni
sociali, in tema di potere e di tutti i problemi dettati dal fatto che l’uomo è animale politico.’’
- Nel 1900 nasce tale disciplina, i fondatori sono due siciliani , Gaetano Mosca primo fondatore e maestro di Rodolfo de
Mattei insegnante successivamente di tale disciplina. Luigi Firpo elaborò la definizione di Storia Delle Dottrine Politiche.
STORIA: perché ricerca, raccolta e narrazione di idee o meglio dottrine come generatrici di fatti o come generate da
fatti.
DOTTRINE: perché la nostra ricerca tiene conto su pensatori politici e scuole filosofiche in cui l’insegnamento ha una
proprio sistematicità.
POLITICHE: perché aventi come oggetto il problema politico nella sua globalità (problemi dell’uomo).
IDEE: immagine di un fenomeno
TEORIE: un insieme che collega una serie di immagini , idee …
DOTTRINE: complesso di teorie elaborate organicamente
Il legame tra le dottrine delle diverse epoche è dato dal potere nella società dove è inserito l’uomo; tali dottrine
politiche servono a giustificare il potere tramite le dottrine realistiche (descrivere il potere come è realmente) e le
dottrine idealistiche o utopistiche (parlare di come il potere dovrebbe essere).
Le dottrine politiche si distinguono in base a come giustificano il potere:
D. Teocratiche: giustificazione del potere politico tramite teorie religiose.
D. Volontaristiche: per volontà del popolo (sovranità popolare)
D. Utilitaristiche: tramite una concezione filosofica.
ANTICHITA’ CLASSICA
Dalla Polis Greca scaturisce il primo pensiero politico, pensiero che riguarda le cose della convivenza umana e quindi
politica. La civiltà Greca getta le basi per una convivenza politica , tutto nasce e si sviluppa dalle polis = città stato (tutto
ciò che riguarda la città) ; POLITICA POLIS.
LA POLIS:
- L’uomo che si forma all’interno di essa.
- rappresenta l’unità politica per antonomasia, esiste per i Greci soltanto la città stato e null’altro, rappresenta al
tempo stesso il miglior modo di poter vivere insieme nella comunità.
- ha dimensioni molto piccole proprio per facilitare la vita cittadina. I territori sono abbastanza piccoli non possiamo
parlare di una grande città stato come quelle del V/IV secolo A.C. , ciò facilitava quindi l’intensità della vita cittadina e i
rapporti tra i cittadini stessi .
- è considerata come l’unico punto di riferimento, perché vivere all’interno della polis permette l’armonizzazione dei fili
morali , fondamentale per i greci è la morale , cioè loro vanno alla ricerca della moralità, del vivere secondo morale . Il
vivere all’interno della polis garantisce ai cittadini una condizione personale diversa da quella che potevano avere i
sudditi di un grande impero, come ad esempio l’impero Persiano, lì c’era un re , un despota e tutti erano i sudditi,
quindi c’era una distanza abnorme, una condizione verticale tra chi stava al potere, il despota e tutti gli altri sudditi.
All’interno della polis non era così, qui sono presenti degli individui greci liberi soprattutto, che si identificano con la
propria città dove trovano quanto è necessario per l’affermazione delle proprie individualità personali.
- è indipendente da altri stati, ogni città stato viveva per se stessa cioè vigeva l’autarchia cioè l’autosufficienza nella
produzione dei beni, ogni città stato produceva dei beni e viveva dei beni che produceva.
- vive con le proprie leggi (in greco nòmos , da qui il termine norma giuridica), una legge che veniva riconosciuta da tutti
e che regolava i rapporti tra i cittadini.
- vi è la consapevolezza da parte di tutti i cittadini di avere le medesime origini culturali e religiose.
PENSIERO POLITICO
• L’esistenza della polis greca non durò a lungo come specifica forma politica , dal momento che intorno al IV Sec
A.C. fu spazzata via con l’affermazione della monarchia Macedone, ma nonostante ciò nel suo breve periodo di tempo la
polis greca influenzò molto la civiltà occidentale.
- La struttura della polis greca ha consentito il proliferare del pensiero politico che si è caratterizzato con una duplice
finalità: una finalità etica e una finalità empirica (cioè che ha a che fare con la realtà).
[ FINALITÀ ETICA-MORALE ]
I pensatori politici greci videro la polis come un’associazione morale di uomini che vogliono vivere all’interno della
comunità conformandosi al bene e per il bene; dunque la città stato deve perseguire un fine morale soprattutto deve
indicare la strada, i mezzi per perseguire questo fine morale.
[ FINALITÀ EMPIRICA ]
Generalmente si paragona quello che accadeva nella polis greca con un’immagine che viene riportata da diversi
pensatori politici ovvero la politica paragonata alla medicina , il medico che in questo caso fa la diagnosi ha anche il
dovere di curare la malattia, e se può, se ci riesce, di guarire il malato. Quindi secondo i pensatori politici greci la politica
somiglia alla medicina; in altri termini loro individuano la malattia , ovvero ciò che non va, ciò che impedisce il
perseguimento della morale, del bene, fanno la diagnosi e se è possibile trovano anche la cura. A quel punto
empiricamente troveranno qual è la forma migliore di governo che consente di perseguire il bene. Tutto ciò
chiaramente viene fatto affinché si abbia un’azione benefica per l’uomo , perché l’uomo ha bisogno del bene e ambisce
continuamente al bene.
Ma molti dei pensatori greci avevano patito quasi sofferto per non aver potuto ricoprire importanti cariche politiche ,
per non essere stati legislatori , perché sì, loro facevano delle diagnosi riguardo a ciò che non andava bene ma
avrebbero voluto pure curare , e si può curare solo se , nel caso della città stato, si era legislatore e si affrontano le leggi
migliori per curare le cose che non vanno , quindi molti di essi hanno sofferto per non aver potuto ricoprire queste
cariche pubbliche di legislatore, di riformatore, di medico di quello che viene chiamato organismo politico.
//Ricerca politica porta a due finalità: etica ed empirica
Etica: cioè si va alla ricerca di un qualcosa che renda morale, che dia moralità agli uomini che vivono insieme
Empirica: cioè andare a cercare nel concreto, nella realtà quelle forme istituzionali che consentono agli uomini di vivere
bene insieme.//
LEGGI DELLA COLLETTIVITÀ
Il pensiero politico antico affronta principalmente il problema delle regole della convivenza all’interno della comunità
civile. Quali sono le regole per poter vivere bene all’interno della comunità cittadina, della città stato? In questo senso si
occupò più di diritti, più di morali, di religione che di governo vero e proprio cosi come lo intendiamo oggi o di cariche
pubbliche perché la prima la prima finalità era quella della moralità e quindi per raggiungere il bene bisogna rivedere le
norme giuridiche. Il più delle volte i pensatori criticavano la situazione in cui si trovavano e si ponevano come obbiettivo
quello di riformare la situazione che avevano dinanzi, essi volevano riformare le condizioni effettive che nell’ottica
antica non era altro che riformare la moralità e quindi le leggi della collettività. I greci partivano dalla questione morale
per poi arrivare al discorso del governo e delle istituzioni. [Riforma morale dei membri della comunità]
Quindi da una parte è presente la critica alla situazione di fatto e dall’altra il desiderio di riformare questa situazione.
Questi due elementi caratterizzeranno il pensiero politico greco.
ORIGINI
Prima che si creasse un vero e proprio consiglio politico possiamo rinvenire nella drammaturgia greca motivi di
riflessione politica. Il pensiero politico greco si può far risalire ad Omero, colui che nella seconda metà dell’VIII Sec A.C.
Omero non fece un grande discorso politico come lo possiamo intendere noi oggi, è chiaro però, che nelle sue opere c’è
un pensiero politico, in Omero infatti si sente ancora l’eco di quello che è accaduto in età arcaica ad esempio Omero
racconta di come la monarchia ereditaria viene soppiantata dalla nobiltà, cioè la nobiltà che si ribella alla monarchia
ereditaria e questo rappresenta nella storia un certo pensiero politico, cioè si occupa di cose che riguardano la politica.
Questo evento, il fatto che la nobiltà si sia ribellata alla monarchia ereditaria, coincide con l’emergere delle Polis ovvero
delle città stato. L’esperienza della polis, che comincia ad affermarsi dopo VIII Sec A.C. e regge sino al IV Sec A.C., dà
origine alla riflessione di due concetti fondamentali che sono alla base ci una civiltà: la libertà e la democrazia. Però il
concetto di libertà e di democrazia rispetto agli attuali concetti di libertà e di democrazia hanno delle differenze
fondamentali.
FORME DELLA POLITICA
Per gli antichi la democrazia era diretta, ossia con una partecipazione diretta, non esiste democrazia rappresentativa,
poiché quella è tipica dell’epoca moderna. La democrazia diretta è un esercizio in proprio e diretto del potere. La
democrazia indiretta invece non è altro che un sistema di controllo e di limitazione del potere.
Nella polis le cariche pubbliche erano attribuite per sorteggio in maniera continuativa, in modo che tutti a ruota
dovevano essere parte attiva del governo. Esiste quindi nell’antica Grecia una configurazione orizzontale e non verticale
della politica nella quale governanti e governati si scambiavano a turno le cariche pubbliche. Non vi era distinzione tra
totalità ed esercizio perché vi era appunto una politica diretta.
[CONSEGUENZE]
La prima conseguenza di questa politica diretta era la totale devozione del cittadino al pubblico servizio, in altri termini il
cittadino era tale a tempo pieno. Per gli antichi Greci cittadino significava colui che si occupava delle cose della a tempo
pieno. In altri termini c’era una totale corrispondenza fra la persona e il cittadino.
Un’altra conseguenza della democrazia diretta è l’assenza totale di libertà individuale, in altri termini per i greci la libertà
individuale si risolve nella libertà collettiva. Per i greci uomo e cittadino sono la medesima cosa.
Nonostante queste differenze l’età moderna si rifà in qualche modo alla polis Greca perché ha dato delle strutture, delle
istituzioni che poi sono state da esempio e da modello per i successivi pensatori politici.
[GERARCHIA NELL’ETÀ OMERICA]
Nell’età Omerica la polis era costituita da un re (basileus) accanto ad egli vi era un consiglio degli anziani (consiglio
ristretto) e poi una terza istituzione politica ovvero l’assemblea, nella quale il popolo non aveva nessuna iniziativa ,
perché all’interno di questa assemblea potevano solo partecipare i nobili però il popolo aveva il diritto di manifestare il
proprio consenso e il proprio dissenso, quindi in un certo senso influenzavano le decisioni del re e dei nobili.
Le leggi in quel momento erano di origine divina cioè provenienti dal divino (tramite gli oracoli che venivano interpretati
dai sacerdoti per decidere le leggi da dare, una sorta di giustificazione religiosa). La giustizia addirittura veniva concepita
come figlia di Giove e le norme, le regole del giusto avevano un carattere sacro, immutabile.
[ETÀ ARCAICA]
A seguito dell’evento raccontato da Omero, ovvero la nobiltà che si ribella alla monarchia ereditaria, comincia anche
l’evoluzione dal punto di vista istituzionale, si passa al governo dei nobili, dell’aristocrazia. Tutto questo ebbe però
effetti molto negativi sul popolo proprio perché inizialmente il popolo non ha rivendicato la partecipazione al potere
politico, perché non gli destava interesse ma essenzialmente esigeva delle agevolazioni economiche.
Nel corso del tempo però si inizia ad intravedere un cambiamento. Intorno al VII Sec a.C. si attesta già la presenza di
quello che viene chiamato ‘’Demos’’ che rappresenta il popolo comprendente le classi sociali arricchite tramite il
commercio, la borghesia), la presenza del demos come istanza decisionale, cioè il popolo che vuole partecipare al
potere, rappresenta un’evoluzione. Si passa quindi da un popolo inizialmente interessato soltanto dallo stare bene
economicamente ad un popolo che si interessa alla vita politica.
PRIME RIFORME
- Nel 507 a.C. con la prima riforma aristocratica gentilizia viene estesa la garanzia delle leggi anche a coloro che non
appartenevano al gruppo gentilizio e che non avevano alcun tipo di agevolazioni. Questa è fu riforma molto importante
nelle polis greche e proprio a partire da questa riforma la legge inizia ad essere scritta, cessando così di essere
monopolio del consiglio degli anziani. Comincia l’epoca dei grandi legislatori, coloro che mettono per iscritto le leggi e
quindi essendo le leggi scritte risulteranno uguali per tutti. Tutto ciò rappresenta un passaggio tra leggi di origine divine
a leggi scritte che tutti possono conoscere (nomos).
[ATENE E SPARTA]
Al termine di questo processo storico alla fine del VII sec nell’ellade si ergono due città stato al di sopra di tutte le altre,
Atene e Sparta. Da una parte vi era Sparta che era una città stato conservatrice che aspira ad uno stato militare dall’altra
vi era Atene che ebbe nel tempo una sua rivoluzione, da regime monarchico si trasforma in un regime aristocratico.
- Riforma della seconda metà del V Sec. con la Costituzione Timocratica : timo = ricchezza, potere che si basa sulla
ricchezza e quindi classi divise per il censo.
-Ad Atene con la riforma di Clistene 507/508 a.C. ‘’costituzione di Clistene’’ ogni cittadino Ateniese se lo avesse voluto
avrebbe ricoperto qualsiasi carica dello Stato tramite il processo di rotazione
-Valori essenziali per i greci che caratterizzano la democrazia sono
L’ISONOMIA: uguaglianza dinanzi alla legge
L’ISEGOIA: uguaglianza nella libertà di parola
PRESOCRATICI - PRESOFISTI
Dall’VIII al V secolo rappresenta un momento di transizione, di passaggio da ciò che veniva spiegato facendo riferimento
soltanto al mito agli dei, a quello che poi si cerca di spiegare in maniera diversa e intorno al VI Sec abbiamo la nascita
della filosofia vera e propria però si parla di filosofia cosmologica. Intorno al VI sec comincia un vero e proprio pensiero
filosofico che però ha come obbiettivo primario quello di spiegarsi come nasce il cosmo, l’universo, da dove ha origine la
vita.. appunto per questo si chiama filosofia cosmologica perché relativa al cosmo e all’universo e si chiama anche
filosofia ontologica cioè relativa all’essere e alla realtà in generale. Questi primi filosofi vengono anche definiti Pre-
Socratici o Pre-Sofisti (più esatto chiamarlo presofisti) intanto perché vengono dei sofisti perche i sofisti e la sofistica è
un movimento culturale che comincia a interessarsi dell’uomo anziché del cosmo, della materia, dell’universo. In questo
periodo, VI sec, si sviluppa la ricerca filosofica del cosiddetto ARCHÈ, principio di ogni cosa, intendendo con questo
concetto la materia cioè l’archè da cui tutte le cose derivano è la forza o la legge che spiega la loro nascita e la loro
morte, cioè di ogni cosa vogliono capire come nasce, il principio della vita. Fra questi certamente ricordiamo Talete,
Anassimandro e Anassimene, ognuno di loro ricercava il principio primo chi nel fuoco, nell’aria e chi nell’acqua. Con la
loro ricer
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