MONTESQUIEU: 1689-1755
Vive nella Francia in preda all’assolutismo. Egli guarda alla sua Francia in modo negativo (guarda
l’assolutismo dal punto di vista dell’aristocrazia, criticandolo) e vede in modo positivo il modello
dell’Inghilterra dopo la rivoluzione. È il paladino di una reazione aristocratico-nobiliare
all’assolutismo, ma fissa paradossalmente teorie e categorie si straordinaria modernità, che fanno
parte tuttora del bagaglio dei nostri sistemi politici contemporanei.
Teorico per eccellenza della separazione e dell’equilibrio dei poteri, ma anche uno
straordinario studioso delle forme sociali e politiche, non solo europee. Studioso delle
società
Fu magistrato, presidente del Parlamento di Bordeaux (parlamenti francesi: corpi giudiziari e non
politici. Diritto di registrazione). Viaggiò molto in Europa e raccolse molti materiali
*esponente liberale
Opere fondamentali:
Lettere persiane 1721
Considerazioni sulle cause della grandezza dei romani e della loro decadenza 1734
Spirito delle leggi 1748 (lo scrive nell’arco di vent’anni. Iniziò a scriverla con un
orientamento politico repubblicano. Negli anni inizierà a pensare che per il suo paese sia
adatta una monarchia costituzionale parlamentare)
Grandi temi della sua opera (tre temi che sono legati da una riflessione sulla decadenza
della monarchia francese, sui rischi dispotici cui essa sembra sempre più esposta, sui
possibili rimedi a questi rischi in vista di una difesa della libertà):
1. Definizione di “spirito delle leggi”: le leggi con il loro spirito, danno espressione a
queste differenti condizioni e condizionamenti e improntano di sé le istituzioni
politiche e sociali. Esse rispondono a principi generali, ma sono di volta in volta
peculiari e relative a differenti situazioni (non esiste una migliore, solo la più
adattabile). Si interroga su quale sia la forma di governo più adatta a determinati
contesti sociali.
*concetto relativistico
Leggi: rapporti necessari che derivano dalla natura delle cose; sono naturali, perciò la legge, in
generale, è la ragione umana
2. La teoria delle forme di governo: la teoria di Montesquieu: fissa due criteri di
classificazione:
-natura: è la specifica struttura della forma di governo
-principio: è l’insieme delle passioni che la muovono
Egli indica 3 diverse forme di governo:
-dispotismo: è il governo di un solo non sottoposto alla legge e a controlli.
Concentrato e arbitrario; il principio è la paura. Si adatta a stati di grandi dimensioni
ed è tipico del mondo orientale
-monarchia: è il governo di uno solo sottoposto alla legge e ai controlli, corpi
intermedi e divisione dei poteri. Il principio è l’onore. Si adatta a stati di medie
dimensioni ed è tipico del mondo occidentale.
-repubblica, è il governo dei più. Può essere democratica (popolo) aristocratica
(pochi). I principi sono virtù e moderazione. Si adatta a stati di piccole dimensioni.
La possibilità della federazione.
[teoria classica delle forme di governo: numero dei governanti, bene comune,
migliore forma di governo, governo misto]
[caso Machiavelli: repubbliche vs principati. Grandezza di Roma]
3. Teoria della separazione dei poteri: difesa della libertà.
Quindi, purchè sia garantita, sono necessari: separazione dei poteri che devono essere detenuti da
soggetti diversi e devono limitarsi a vicenda.
[i precedenti: la teoria della separazione e dell’equilibrio dei poteri ha illustri precedenti.
Repubblica Romana, Magna charta, Machiavelli, Locke sono degli esempi. Diventerà vero e proprio
virtuosismo con i federalisti americani e poi un dato stabile delle costruzioni moderne e
contemporanee. Contro di essa: Hobbes e Rousseau]
È centrale in Montesquieu, che guarda in questo caso al modello dell’Inghilterra
della “gloriosa rivoluzione” e al contro-modello dell’assolutismo continentale
francese. Il principio generale è che il potere tende a concentrarsi e a sfuggire a
ogni controllo. Non può essere contenuto. Se non si contrappone potere attraverso
meccanismi e dispositivi di checks and balances si precipita nel dispotismo e nel
potere arbitrario. Il che mette a rischio la libertà. È questa un’ossessione della
tradizione politica liberale e un grande tema del nostro tempo.
I tre grandi poteri sono:
Esecutivo: è il potere specifico del governo. È attribuito al sovrano, al re,
legittimato dinasticamente. Ha significativi margini di autonomia, ma agisce
nel limite della legge. Si contrappone ed è bilanciato dal potere legislativo
Legislativo: è il potere di fare le leggi. Montesquieu lo attribuisce a un
parlamento bicamerale, in parte limitatamente elettivo e in parte ereditario.
Ha l’essenziale potere di bilancio e controllo esecutivo. Il punto di equilibrio
è la cera dei Lords.
Giudiziario: è il potere di amministrare la giustizia. Montesquieu lo affida a
una magistratura dotata di forte indipendenza, che agisce però su casi
singoli. È il deposito delle leggi e il presidio della libertà.
*i tre poteri non sono rigidamente separati, ma interagiscono e si
controbilanciano in modo sistematico
*la separazione dei poteri non è soltanto un fatto di ingegneria istituzionale, ma
ha radici nel pluralismo sociale
[Nel 1748 il sistema era già cambiato: il governo gabinetto. Potere naturale (il re regna, ma non
governa), potere esecutivo (emerge la figura del premier), potere legislativo (camera dei comuni e
camera dei lords) e potere giudiziario]
*LIBERTA’ POLITICA: diritto di fare tutto quello che le leggi permettono
IL FEDERALISTA 1787-1788
Opera scritta da Hamilton (conservatore, ammirava modello britannico), Madison (repubblicano
convinto. Principi irrinunciabili: maggioranza e uguaglianza di fronte alla legge) e Jay.
Idee differenti, ma accomunati dalla convinzione che solo uno stato forte, stabile e
unitario, sarebbe durato nel tempo basato sulla ragione e che fosse d’esempio. Governo
deve essere repubblicano: funzionari del governo devono essere scelti direttamente o
indirettamente dal popolo
È una raccolta di 85 articoli apparsi tra il 1787 e il 1788 su vari giornali dell’epoca per
sostenere la causa della costituzione siglata alla convenzione di Filadelfia (1787), approvata
dai singoli stati e poi entra in vigore nel 1789.
Non è un’opera sistematica, ma comunque un grande classico del pensiero politico, ha
ispirato tradizione liberale
Disegna un sistema politico che non ha precedenti nella storia politica e istituzionale del
tempo.
*viene pubblicata prima che inizi la grande avventura della Rivoluzione francese
1776: dichiarazione di indipendenza americana
Temi:
Contro la guerra
Contro il dispotismo
*sono i due grandi mali, strettamente legati, che affliggono l’europa. La ricetta è: dividere e
disperdere i poteri
Il problema della guerra e la soluzione federalista
Problema della guerra: Hamilton (art.6 del federalista). È inevitabile se permane la sovranità
assoluta degli stati. Tipica posizione del realismo politico. Deriva dalla struttura anarchica del
sistema internazionale
Hamilton pensa che gli stati che intendono unirsi alla confederazione e vogliono autogovernarsi
arriveranno col tempo a scontrarsi tra loro
La soluzione: confederazione vs federazione: solo la seconda soluzione neutralizza effettivamente
la guerra. La prima è inefficace perché mantiene la sovranità assoluta degli stati
Il federalismo come ricetta universale per neutralizzare la guerra: federalismo europeo e
federalismo mondiale
2. Contro il dispotismo: repubblica e separazione dei poteri
Repubblica vs democrazia: esaltazione del meccanismo rappresentativo
Separazione territoriale dei poteri: principio di sussidiarietà (ogni comunità ha funzione per
il proprio governo). Federalisti divisione non solo funzionale, ma anche territoriale.
Separazione funzionale dei poteri: monarca elettivo, parlamento bicamerale, magistratura
indipendente. Modello GB e Montesquieu
Governo diviso vs governo parlamentare: solo il primo realizza una conseguente
separazione funzionale dei poteri
UNIONE FEDERALE
PRESIDENTE: potere esecutivo. Eletto direttamente dal popolo (ma grandi elettori),
mandato 4 anni
CONGRESSO: potere legislativo. Bicameralismo
-senato (federale): 2 senatori per ogni stato (nominati poi eletti). Mandato 6 anni, ma
rinnovo di un terzo ogni 2
-camera dei rappresentanti (nazionale): eletti su scala nazionale. Mandato 2 anni (mid
term)
MAGISTRATURA: potere giudiziario
*il tutto si replica nei singoli stati
Alla base di tutto: il pluralismo politico e sociale
Art.10: Madison
Problema delle fazioni (gruppo di cittadini che formano una maggioranza o minoranza,
unita da interessi o passioni che vanno in contrasto con gli interessi della comunità).
*causa: proprietà
Ricchi e i poveri
Tirannide della maggioranza
Repubblica federale di grandi dimensioni
*problema che ossessionerà Tocqueville nella democrazia in america
PER CONTROLLARE LE FAZIONI BISOGNA MOLTIPLICARLE, COSì DA NON PERMETTERE MAI LA
MAGGIORANZA. PIU’ IL TERRITORIO è AMPIO, Più FAZIONI CI SONO E Più ESSE NON
DIVENTERANNO LA MAGGIORANZA COSì DA OPPRIMERE LE ALTRE
ROUSSEAU 1712-1778
Rappresenta uno snodo cruciale nella storia del pensiero politico 700-800. Rimette in
circolo il grande tema della sovranità popolare e della democrazia, che acquisterà tutta la
sua concretezza con le rivoluzioni americana e francese
Ambiguo rapporto con la cultura illuminista e i philosophes. Anticipa diversi temi tipici della
successiva cultura romantica. Tra questi l’idea di nazione
È stato al centro di un vasto dibattito imperativo. Padre
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