Eventi chiave della storia mondiale dal 1943 al 1962
Conferenze del dopoguerra
1943 → Conferenza di Teheran: si delineano i confini della Polonia, si decide la divisione della Germania e l'internazionalizzazione della Ruhr, della Saar e di Amburgo sotto un protettorato ONU.
1945 → Conferenza di Yalta: si decide di dividere la Germania a ovest del fiume Oder in quattro zone di occupazione (russa, americana, inglese e francese). Berlino sarebbe stata amministrata da URSS, Inghilterra e USA.
1945 → Conferenza di Postdam: viene ribadito il principio di responsabilità comune. La divisione del mondo in due blocchi inizia a Yalta nel 1945 e si conclude negli anni 1985/1991 con la perestrojka, col crepuscolo del comunismo storico e l'implosione dell'impero dell'URSS. Il momento conclusivo della politica dei blocchi può essere il 9 novembre 1989 (crollo del muro di Berlino) o il 3 ottobre 1990 (riunificazione tedesca).
Inizio della guerra fredda
La guerra fredda inizia fra il 1946 (Churchill usa l'espressione "cortina di ferro") e il 1947 (nasce la dottrina Truman che fa riferimento al contenimento del comunismo), e si conclude verso la metà degli anni '70. L'espressione "guerra fredda" viene introdotta nel marzo 1947 da Lippmann.
Nascita dell'ONU
26 giugno 1945 → Nasce l'ONU, che ha lo scopo di disciplinare il commercio, garantire la libertà economica evitando i conflitti e garantire la pace nel mondo. I suoi organi sono l'assemblea generale e il consiglio di sicurezza i cui membri permanenti sono USA, URSS, Gran Bretagna, Francia e Cina.
USA e URSS: superpotenze
USA e URSS sono due superpotenze, stati dalle enormi potenzialità demografiche ed economiche capaci di condizionare le dinamiche internazionali. Tra il 1946 e il 1947 il loro antagonismo sfocia nella guerra fredda. La svolta avviene quando la Gran Bretagna annuncia di non potersi più occupare di Grecia e Turchia: gli USA, per evitare che il comunismo si espanda, si candidano per sostituire l'Inghilterra, dando alla lotta tra libertà e totalitarismo il carattere di un confronto globale e di lungo periodo.
Piano Marshall e divisione dell'Europa
Poco dopo viene annunciato il piano Marshall, che consiste in fondi per la ricostruzione dell'Europa. L'URSS afferma di non voler essere coinvolta nel piano Marshall e costringe i paesi dell'Europa centro-orientale a fare lo stesso. L'Europa è divisa in due: il blocco occidentale è rappresentato dal piano Marshall, a cui seguirà due anni dopo la nascita della NATO, mentre il blocco orientale è rappresentato dalla nascita del Cominform nel 1947.
Divisione della Germania e blocco di Berlino
Giugno 1948 → Nelle zone tedesche occidentali viene introdotta la moneta unica e viene dato il permesso agli undici lander di preparare una nuova costituzione. I sovietici rispondono bloccando ogni via d'accesso alla città di Berlino e interrompendo l'erogazione di energia, sperando di costringere gli occidentali a evacuare le loro zone. Essi invece creano un ponte aereo che rifornisce quotidianamente Berlino ovest.
Maggio 1949 → Al termine del blocco le potenze occidentali approvano una legge con cui la Germania si dota di una costituzione democratica. Nasce la Repubblica Federale Tedesca con cancelliere il democristiano Adenauer.
Ottobre 1949 → Nel blocco orientale nasce la Repubblica Democratica Tedesca in cui il SED detiene il potere.
Rottura tra URSS e Jugoslavia
Tra URSS e Jugoslavia avviene una rottura: Stalin costringe Tito ad accettare l'influenza sovietica negli affari interni jugoslavi. 1948 → In risposta alla resistenza dei comunisti jugoslavi, la Jugoslavia viene espulsa dal Cominform e accusata di tradimenti del socialismo e di accordi con le potenze imperialiste.
Sovietizzazione dell'Est Europa
1947-1948 → Viene completata la sovietizzazione dell'est. Per conquistare il potere si inizia assumendo il controllo della polizia, del ministero degli interni e della difesa. Viene usata anche la tecnica del maquillage, cioè l'uso delle masse come strumento di pressione nei vari fronti nazionali.
- 1944 → In Bulgaria avviene un colpo di stato comunista.
- 1945 → In Romania nasce un governo comunista.
- 1948 → In Cecoslovacchia avviene una manovra istituzionale che fu in realtà un colpo di stato: al presidente della Repubblica viene imposta la nomina di un governo presieduto da un comunista e controllato interamente da comunisti.
- 1948 → Tutti i partiti dell'est sono guidati da un partito unico che esercita il potere in nome della classe operaia.
Ad esercitare il potere è il Politburo, un'oligarchia all'interno del comitato centrale del partito. Nel campo economico si mira ad un completo controllo statale e ad un'economia pianificata sul modello sovietico. Le industrie e le banche sono nazionalizzate e il commercio passa sotto il controllo statale. Vengono attuati i piani quinquennali. Si sviluppa un'atmosfera di sospetto nei confronti dell'ovest: le purghe hanno lo scopo di eliminare gli oppositori politici, le persone socialmente sgradite e anche i comunisti in conflitto con i leader in carica.
Purghe nell'Est Europa
- 1945 → In Bulgaria si verificano le purghe più spietate. Le vittime sono coloro che facevano parte della destra e del centro.
- 1948 → Il leader polacco Gomulka viene rimosso dal suo incarico e costretto a ritrattare l'errore di aver cercato una via autonoma al comunismo.
- 1949 → In Ungheria il comunista Rajk viene arrestato e processato.
- 1952-1953 → Le vittime delle purghe sono soprattutto ebrei, perché esse si svolgono nel contesto della campagna antisionista lanciata da Stalin, ma hanno a che fare anche con la perdita di potere da parte di Berija, capo della polizia segreta sotto Stalin.
Oltre ad essere uno strumento per ridurre all'obbedienza mediante il terrore, le purghe hanno anche un significato economico, perché forniscono un'utile manodopera in un periodo di rapido sviluppo economico e di carenza di lavoratori.
Espansione della guerra fredda in Asia
1949 → La guerra fredda si sposta verso l'Asia, dove le grandi aree regionali riacquistano la loro autonomia.
India e l'indipendenza
India: la Gran Bretagna le aveva concesso dei poteri autonomi, ma i limiti di questa autonomia si manifestano quando l'India viene coinvolta nella guerra a insaputa del Congresso. Quando l'India si ritrova in guerra contro il Giappone, il Congresso chiede una piena indipendenza in cambio dell'aiuto militare alla Gran Bretagna, e si organizzano manifestazioni di protesta.
1947 → La Gran Bretagna concede l'indipendenza all'India a causa delle insurrezioni, delle epidemie e del caos in cui si trova il paese e a causa degli scontri frequenti fra induisti e musulmani. Viene annunciata la creazione di due stati, India e Pakistan. I paesi non raggiungono però l'omogeneità religiosa.
Gennaio 1948 → Gandhi viene assassinato da un fanatico. Dopo Gandhi, la politica di Nehru è incentrata sulla modernizzazione, che ha come punto di riferimento il costituzionalismo occidentale. L'India diventa uno stato federale e la democrazia parlamentare più popolosa del mondo. Viene soppressa la condizione di intoccabilità e la poligamia, viene concesso il voto alle donne e innalzata l'età legale minima per il matrimonio. Viene promossa l'industrializzazione e la lotta all'analfabetismo.
Guerra civile in Cina
Cina: inizia una guerra civile fra i nazionalisti di Chiang-Kai-Shek che controllano il sud del paese e comunisti di Mao che controllano il Nord. I comunisti di Mao riescono a vincere la guerra grazie all'aiuto dell'URSS, al radicamento popolare e alla capacità sul piano militare.
1 ottobre 1949 → Nasce la Repubblica Popolare Cinese. I suoi obiettivi sono la ripresa economica e la costruzione di uno stato forte. Viene fatta una riforma agraria che ridistribuisce circa il 40% della terra. Chiang-Kai-Shek si rifugia a Taiwan creando uno stato autoritario sotto la protezione degli USA, che ottiene il seggio permanente al consiglio di sicurezza dell'ONU. Nel 1979 gli USA cesseranno di riconoscerlo uno stato legittimo.
1950-1952 → Sono organizzate quattro campagne di mobilitazione di massa contro gli stranieri, contro i controrivoluzionari interni, contro i tre vizi che ostacolano il buon funzionamento del Partito Comunista Cinese e contro i vizi della borghesia.
1953 → Viene lanciato il primo piano quinquennale su modello sovietico.
1958-1960 → Viene lanciato il "grande balzo", un piano economico e sociale che vuole mobilitare la popolazione cinese per riformare rapidamente il paese, trasformando il sistema economico rurale basato sui contadini in una società comunista. Nascono le comuni popolari, create dalla fusione di più cooperative agricole, con lo scopo di realizzare la stabilizzazione integrale della terra e dei mezzi di produzione e la collettivizzazione della vita. Il grande balzo si rivelò un disastro economico capace di condizionare l'economia del paese per diversi anni. In politica estera l'obiettivo è l'espansione nei confronti di Tibet e Taiwan.
Ottobre 1950 → Viene invaso il Tibet nell'indifferenza dell'ONU, della Gran Bretagna e dell'India, ed è costretto ad accettare la sovranità cinese in cambio di una formale autonomia.
Giugno 1950 → Se all'inizio i piani per invadere il Taiwan non sembravano interessare gli USA, con lo scoppio della guerra in Corea esso diventa un elemento cruciale della sua politica estera, e una flotta americana viene inviata a pattugliare lo stretto.
Guerra di Corea
Corea: era inglobata nell'impero giapponese e, dopo la seconda guerra mondiale, viene divisa dal 38° parallelo. Dopo la resa del Giappone, l'URSS invade il nord. Sia URSS che USA affermano di volere una riunificazione del paese, e firmano accordi per il ritiro delle rispettive truppe di occupazione, che viene completato nel 1949. La riunificazione però è impossibile a causa delle divisioni interne del paese.
- Al nord i comunisti proclamano la Repubblica Popolare di Corea guidata da Kim Il Sung.
- Al sud la Repubblica di Corea si allinea agli Stati Uniti.
1950-1953 → Si verifica la guerra di Corea.
Giugno 1950 → La Corea del Nord invade la Corea del Sud con la prospettiva di una riunificazione, ma gli USA dichiarano la Corea del Sud vitale per la sicurezza nazionale. Truman annuncia che gli USA avrebbero mobilitato il loro esercito, e le forze nordcoreane iniziano una ritirata.
Novembre 1950 → Entra in guerra la Cina, e i cinesi e i nordcoreani riprendono il nord. Dopodiché avviene uno stallo militare che dura fino a dopo la morte di Stalin e all'elezione di Eisenhower. Alla fine si ritrova la stessa situazione che c'era prima della guerra.
Guerra in Indocina
Indocina: durante la seconda guerra mondiale essa era francese, ma era caduta sotto il dominio del Giappone che, prima di arrendersi, aveva permesso a Vietnam, Laos e Cambogia di dichiararsi indipendenti dalla Francia. Dopo la guerra, la Francia vuole però riprendere l'Indocina.
1946 → Inizia una guerra tra la Francia e i comunisti del Viet Minh, che controllano il nord del Vietnam. Per più di tre anni tra i due eserciti si svolgono operazioni di guerriglia e controguerriglia.
1954 → A Ginevra, il Vietnam viene diviso in due parti da una linea provvisoria: dopo il ritiro delle truppe straniere, il futuro del paese doveva essere deciso da libere elezioni. Gli USA però subentrano alla Francia, ponendo sotto la propria protezione il Vietnam del Sud. Kennedy decide di agire sul piano politico distendendo le tensioni internazionali e sul piano militare accentuando la presenza degli USA in Vietnam.
1968 → Il Vietnam del Nord, nell'offensiva del TET, riesce a vincere contro gli USA. Johnson decide di ritirare le truppe, ma Nixon blocca i convegni di pace ed estende la guerra anche in Laos e Cambogia.
1973 → Nixon si dimette e Ford gestisce le trattative di pace che sanciscono la sconfitta militare degli USA. Nel giro di due anni il nord prende il possesso di tutta la penisola instaurando uno stato comunista.
Situazione in Medio Oriente e Africa del Nord
In Medio Oriente, dopo la seconda guerra mondiale, il Libano, la Siria e la Transgiordania avevano ottenuto l'indipendenza.
Situazione della Palestina
La Palestina, prima della guerra, era sotto un mandato della Gran Bretagna. Era composta per il 65% da palestinesi musulmani, per il 25% da ebrei, e per il 10% da gruppi cristiani.
Seconda metà dell'800 → Inizia un'immigrazione ebraica in Palestina e si diffonde l'ideale dell'auto-emancipazione attraverso la creazione dello Stato di Israele.
1939 → Le autorità britanniche ostacolano l'arrivo degli ebrei per dare una buona immagine di sé fra gli arabi.
1945 → L'immigrazione ebrea riprende costituita dai sopravvissuti ai campi di sterminio. Gli ebrei sono però accolti con ostilità dalla popolazione araba.
1947 → La Gran Bretagna rinuncia al mandato sulla Palestina e l'ONU approva la creazione di due stati autonomi, uno arabo e uno ebraico, ma questa proposta viene rifiutata dal mondo arabo e dall'India. Dicembre 1947 → Ebrei e musulmani danno luogo a scontri armati, assalti e azioni terroristiche contro le forze armate e i civili della parte opposta. L'obiettivo degli ebrei è accelerare la fuga araba dai territori che costituiranno lo Stato d'Israele e ampliare i confini previsti, quello degli arabi è impedire la nascita dello Stato ebraico.
14 maggio 1948 → Gli inglesi si ritirano dalla Palestina e gli ebrei proclamano lo stato di Israele.
15 maggio 1948 → Inizia la prima guerra arabo-israeliana: Egitto, Giordania, Siria, Libano e Iraq (Lega Araba) invadono la Palestina. I loro eserciti sono divisi, scoordinati e peggio equipaggiati e Israele riesce a vincere. Quello che doveva essere lo Stato palestinese degli arabi viene diviso tra Giordania, Egitto e Israele.
1949 → Israele viene ammesso all'ONU.
Decolonizzazione del Sud-Est asiatico e Africa del Nord
Dopo la seconda guerra mondiale, il sud-est asiatico riesce a liberarsi dal dominio europeo: Filippine, Indonesia, Malesia e Birmania diventano indipendenti. Durante la prima fase di decolonizzazione entra nel linguaggio corrente l'espressione "terzo mondo", coniata da un economista francese. All'inizio questo termine è usato per indicare le nazioni che avevano fatto parte di imperi coloniali e non si identificavano con nessuno dei due blocchi della guerra fredda.
Aprile 1945 → I paesi del terzo mondo si riuniscono a Bandung su invito del presidente indonesiano Sukarno, di un politico egiziano Nasser e di Tito. L'Indonesia, l'India e l'Egitto si presentano come stati non allineati, che vogliono estendere il processo di decolonizzazione ed evitare di essere coinvolti nella contrapposizione fra i due blocchi. Essi cercano di costituire un insieme di stati che vuole distinguersi dai due blocchi e configurarsi come un "terzo mondo".
1961 → Durante la conferenza di Belgrado questo movimento prende il nome di "movimento dei non allineati", e costituisce il primo tentativo di far procedere la decolonizzazione al di fuori del bipolarismo USA/URSS.
Crisi di Suez
Nasser vuole nazionalizzare la società che controlla il Canale di Suez per aumentare i guadagni e finanziare una diga sul Nilo. La Francia e la Gran Bretagna protestano perché i loro cittadini detengono la maggioranza delle azioni della società, e scoppiano le ostilità. Inizialmente USA e Gran Bretagna avevano accettato di aiutare a pagare questo progetto, ma avevano rifiutato dopo che l'Egitto aveva acquistato carri armati dalla Cecoslovacchia e riconosciuto diplomaticamente la Cina comunista. L'URSS minaccia di intervenire a fianco dell'Egitto; gli USA si rifiutano di usare la forza ed esercitano pressioni economiche su Francia e Gran Bretagna per farle ritirare dall'Egitto. I due paesi accettano il piano americano e viene ripristinato il controllo egiziano sul canale. Nasser è acclamato come eroe da tutto il mondo arabo.
Decolonizzazione in Africa
In Africa, la decolonizzazione ha riguardato solo i paesi arabi del Nordafrica. La Libia nel 1951 viene dichiarata indipendente dall'ONU. Nel 1969 il re viene deposto da un gruppo di ufficiali nasseriani. Il paese viene ribattezzato "Repubblica Araba di Libia" e Gheddafi presiede il governo provvisorio.
1956 → Anche la Tunisia e il Marocco diventano indipendenti a causa dell'indebolimento della Francia dopo la sconfitta in Indocina e delle pressioni dell'ONU.
Seconda metà degli anni '40 → La decolonizzazione riguarda gran parte del sud-est asiatico, come le Filippine, l'India e il Pakistan, la Birmania, l'Indonesia e il Ceylon.
Anni '50 → La decolonizzazione riguarda l'Africa settentrionale e l'ex Indocina francese, come la Libia, il Vietnam, la Cambogia, il Laos, la Tunisia, il Marocco, la Costa d'Oro, la Malesia e la Guinea.
Anni '60 → La decolonizzazione riguarda l'Africa subsahariana.
Anni '70 e '90 → La decolonizzazione riguarda altri paesi.
Guerra d'Algeria
Algeria: era la più antica colonia francese, ma iniziò ad opporsi sempre di più al progetto francese di assimilazione e di annientamento dell'identità. 1945 → Iniziano i primi massacri: le forze politiche musulmane abbandonano l'obiettivo dell'assimilazione.
1954 → Nasce il Fronte di Liberazione Nazionale algerino (FNL) che agisce usando il terrorismo anche contro i civili.
1954-1958 → È la prima fase della guerra. Il FNL riesce ad accrescere i consensi e la Francia invia ad Algeri forze speciali per reprimere la ribellione. Questa diventa presto una vera e propria guerra. Grazie all'aiuto dei paesi arabi, la rivolta viene alimentata con armi moderne e il FLN è in grado di tendere imboscate omicide all'esercito francese che risponde con rastrellamenti brutali. Vengono concessi i pieni poteri al generale francese Massu per combattere il terrorismo e mantenere l'ordine: il dirigente del FLN viene ucciso e gli altri dirigenti devono spostarsi a Tunisi. Si decide infine di rivolgersi a De Gaulle, che ha il compito di porre fine alla IV repubblica e scrivere la nuova costituzione. La Francia diventa una repubblica presidenziale.
1958-1962 → È la seconda fase della guerra. De Gaulle decide di avviare le trattative per l'indipendenza dell'Algeria con il governo provvisorio algerino che si è autoproclamato.
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