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Riassunto Sociologia della devianza, prof. Dino, libro consigliato Il rapporto tra i sessi, E. Goffman

Riassunto per l'esame di Sociologia della devianza, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Dino: Il rapporto tra i sessi, Erving Goffman.
Il riassunto è completo dell'introduzione e di tutti gli argomenti trattati nel testo, ovvero
- 1° parte "Il rapporto tra i sessi";
- 2° parte "Esibizione di genere".

Esame di Sociologia della devianza docente Prof. A. Dino

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sono diverse dai maschi (e che vi sono abbastanza subordinate); e per quanto la posizione sociale di una

famiglia sia inferiore, i figli maschi potranno apprendere che sono diversi (e anche superiori) alle femmine.

È o e se la so ietà i estasse u f atello o delle so elle, osì he esse potesse o dall’i izio i pa a e a

stare al loro posto; e una sorella con dei fratelli, cosicché gli uomini potessero imparare a stare al loro. Ogni

e a is o di fo azio e pe l’alt o, u o st u e to he a disposizio e p op io i asa

sesso diventa un

e ciò che serve a strutturare la vita sociale più ampia, prende così forma e impeto in una cerchia sociale

molto piccola e alla mano. I fratelli avranno un modo di definire se stessi, relativamente alle differenze con

persone come le loro sorelle, e le sorelle lo faranno in relazione ai loro fratelli. Il genere, e non la religione,

l’oppio dei popoli.

Nei te pi ode i, i e i della oppia si ost a o udi l’u l’alt o e, ual he volta, posso o utilizza e

3.

anche lo stesso bagno simultaneamente. Ma, a parte queste eccezioni, non ci si aspetta che gli organi

ge itali adulti di u sesso sia o esposti agli o hi dell’alt o. I olt e, se e e si i o os a he le pe so e di

entrambi i sessi siano, per certi aspetti, simili riguardo alla questione degli escrementi e della loro

defe azio e, l’a ie te i ui le do e lo fa o deve esse e più affi ato, a pio e i e ato di uello degli

uo i i. P esu i il e te, pe u a uestio e di ispetto pe l’o di e ge e ale t a i sessi, e della lasse

sessuale femminile in particolare, si è giunti al punto in cui in quasi tutti i luoghi di lavoro e di raduno si

trovano due tipi di toilette diverse rispetto alla qualità. Un caso di separazione e disuguaglianza. È così

stabilito una specie di ritmo insieme-poi-senza , con un periodo dove i sessi sono riuniti, seguito da un

breve periodo di separazione. Lo stesso modello sembra estendersi al di fuori della toelette e delle sale

d’attesa, ve so spazi più a pi. I g a di agazzi i possiedo o pia i he is hia o i sessi, a pu e piccole

zone che offrono merci per un solo sesso. Le scuole hanno classi miste, punteggiate da palestre, sport e da

poche altre attività che sono segregate per sesso. È come se la ri-unione dei sessi fosse tollerabile solo a

condizione che una fuga periodica sia sempre possibile. E tutto ciò è realizzato in nome della delicatezza,

civilizzazione, del rispetto dovuto alle donne, o del bisogno naturale degli uomini di stare tra di loro. Non

si tratta di una segregazione biologica: questo ordinamento è assolutamente una questione culturale. E ciò

che si ha è un caso di riflessività istituzionale: la segregazione delle toilette è presentata come una

conseguenza naturale della differenza tra le classi sessuali, quando di fatto è piuttosto un modo di onorare,

se non di produrre, questa differenza.

Consideriamo ora il processo di selezione del personale (job placament). Tradizionalmente, nella società

4. – l’i dust ia degli

industriale, le donne hanno gravitato intorno a lavori che estendevano quelli casalinghi

i du e ti, del lavo o do esti o, la pulizia i dust iale, e i se vizi pe so ali, uali l’i seg a e to, se vizi

alberghieri, infermieristici, della ristorazione. In queste ultime professioni ci è abituale trattare il personale

come qualcuno che ci aiuta in un modo quasi-materno, non come qualcuno da subordinare in modo freddo

o qualcuno a cui sottometterci. Ci si accorge che nei lavori dove le donne stanno in pubblico controllori

di biglietti, receptionist, hostess di volo, venditrici si applicano per la selezione del personale degli

standard di attrattività giovanile . Tale pratica è, chiaramente, ancora più marcata nel selezionare le

donne nel campo della pubblicità e dello spettacolo. La conseguenza è che quando un uomo ha rapporti di

lavoro con una donna, è più probabile che essa rappresenti qualcuna con cui egli avrebbe piacere nel

relazionarsi. Infine, si noti che in quasi tutti gli ambienti di lavori creati interamente per i maschi, possiamo

trovare una o due donne occupate in una specie di lavoro ancillare. Si dimostra, quindi, che esistono solo

poche situazioni sociali dove gli uomini non saranno obbligati ad essere cortesi con le donne. In sintesi si

può osservare che i processi di selezione del personale assicurano che i maschi abbiano maggior possibilità,

rispetto a una selezione del tutto casuale, di trovarsi frequentemente in presenza di femmine, e che queste

non tenderanno solo a personalizzare le relazioni, ma saranno relativamente giovani e attraenti.

Tra tutti i mezzi con cui, nella società moderna, è favorita la differenziazione per classe sessuale, una

5.

spicca per la sua speciale e potentissima influenza: mi riferisco al nostro sistema che

di identificazione , 7

implica due questioni correlate; il nostro modo di scoprire chi è colui che ci si presenta, cioè le nostre

pratiche di posizionamento, e il nostro modo di etichettare che cosa abbiamo così collocato. Dal punto di

vista del posizio a e, l’effi a ia della ollo azio e visiva asso iata o uella uditiva: il se pli e to o della

– – ge e al e te suffi ie te pe l’ide tifi azio e sessuale. A he la s ittu a

voce come al telefono

effi a e, seppu fo se o ua to l’aspetto e la vo e. Dal pu to di vista della desig azio e, a ia o u

sistema di termini che include i nomi personali, i titoli e i pronomi. Questi meccanismi sono utilizzati per

esprimere deferente, per specificare a chi ci rivolgiamo o a chi ci riferiamo tra i presenti e per fare

attribuzioni in enunciati scritti e parlati. Le nostre pratiche di posizionamento e di designazione, considerate

come un unico sistema, servono sia per definire con chi dobbiamo avere relazione sia per permettere di

stabilire tali relazioni; ed entrambe le pratiche incoraggiano fortemente la categorizzazione lungo la classe

sessuale.

Goffman ha preso in considerazione 5 esempi di riflessività istituzionale, cinque caratteristiche di

o ga izzazio e so iale he ha o l’effetto di o fe a e i ost i ste eotipi di ge e e e i p evale ti

accomodamenti tra i sessi: la divisione del lavoro sessuale, i fratelli e le sorelle come agenti di

so ializzazio e, le p ati he di toilette, l’appa e za e la selezio e del pe so ale, il ost o siste a di

identificazione. In tutto ciò il problema sottostante è stato quello delle differenze biologiche tra i sessi. È

questo il tema a cui torno ora, specialmente in materia di differenze di taglia, forza e potenziale di

o atti e to. Lu go tutto il saggio, l’a go e to di Goff a stato uello he le diffe e ze fisi he t a i

sessi sono in se stessi poco rilevanti rispetto alle capacità umane richieste nella maggioranza delle nostre

attività. Il punto interessante diventa allora: come è che nelle società moderne queste irrilevanti differenze

biologiche tra i sessi diventano di così grande importanza sociale? Di nuovo la risposta farà riferimento alla

riflessività istituzionale.

1- Chiaramente se combattimenti corpo a corpo dovessero concludere ogni occasione di relazione umana,

la differenza biologica tra i sessi sarebbe significativa, poiché in questi scontri il più debole dovrebbe

mobilizzare tutte le sue risorse fisiche per provare a vincere o per cercare salvezza con la fuga, e questa

persona sarebbe una lei . In grande parte della vita adulta queste sfide sono escluse.

2- Si considerino ora il dimorfismo e le situazioni sociali. Gli uomini, essendo più grandi e più forti delle

donne, possono, se lo vogliono, toglierle dagli imbarazzi delle situazioni sociali dove, per esempio, esse

debbono fare cose sporche o non alla loro portata. Similmente gli uomini possono minacciare fisicamente

le donne presenti, così come andare in loro aiuto se altri le minacciano. In tutto ciò i maschi avranno una

opportunità di agire e le donne di mostrare rispetto, se non gratitudine, per ciò che è stato fatto. Ma si

osservi come la pratica sociale ha reso possibile, per gli uomini e le donne, di mettere in scena queste

o fe azio e. Gli uo i i, atu al e te, so o addest ati si dall’i fa zia a o pete ze

sequenze di auto-

extra-domestiche, meccaniche, elettriche, automobilistiche. Essi quindi giungono nelle situazioni sociali con

questi vantaggi, proprio come le donne vi arrivano senza. Tagli e forze diverse hanno egualmente un

ele e to so iale. I defi itiva, l’app e di e to p e o e i fo za iò he la selezio e pe età e pe altezza

stabilisce, cioè le istituzioni sociali in cui uomini e donne possono davvero mostrare la diversa natura

u a a lo o att i uita. Pe iò può esse e soste uta l’idea he tutte le do e sia o e o sviluppate i

termini muscolari di tutti gli uomini sotto ogni aspetto, una divisione binaria aliena ai fatti biologici.

3- Nella nostra società, un aspetto importante della vita del giovane, specialmente del maschio, sono i

giochi e gli sport competitivi. Questa rivalità organizzata è presentata dagli adulti come qualcosa di

desiderabile, una scena dove i giovani possono scatenare le loro energie animali, apprendere le regole della

lealtà, della perseveranza e dello spirito di squadra. Ma di nuovo, si dovrebbero considerare anche questi

l’u i o odo possi ile pe ostitui e il o do osì o e vo e o he fosse. No

quadri competitivi come

he gli spo t so o solo u ’alt a esp essio e della ost a atu a u a a i spe ial odo as hile , a 8

piuttosto so o l’u i a esp essio e della atu a u a a as hile, u dispositivo disegnato specificamente

per permettere ai maschi di manifestare le qualità ritenute come basilari per loro: la forza nelle sue diverse

manifestazioni, la resistenza, la durata, etc.

4- Un altro campo da esplorare è quello della giocosità. In molte cerchie sociali, le occasioni dove la

oe izio e fisi a i a iata o ealizzata so o davve o a e. L’uso ad ho della giocosità può compensare,

assicurando che abbondino opportunità per simulare mosse di predominio fisico. Così tra gli uomini

– –

troviamo forme diverse di giochi grossolani spintoni, botte, strozzature accompagnate da lotte simulate

come braccio di ferro, sfide alla corsa, giochi di mano, etc.

Ho soste uto he i ge de is i o so o p odotti dall’i patto di u a ie te i se si ile alle lo o

5-

manifestazioni, ma da uno in un certo senso creato per la loro evocazione. Si osservi ora che gli individui

o ha o isog o di aspetta e he l’a ie te p odu a uelle i osta ze pe le uali l’esi izio e di

genderismo sarà la giusta risposta.

6- Ho suggerito che ogni spazio fisico, ogni stanza, ogni contenitore di incontri sociali, necessariamente

e de dispo i ili ate iali he posso o esse e utilizzati ell’esi izio e e ell’affe azio e di ide tità di

genere. Ma, chiaramente, anche le interazioni sociali che accadono in questi luoghi possono essere

interpretate come capaci di rifornire gli stessi materiali. I partecipanti di qualsiasi riunione sociale devono

adotta e l’u o i elazio e all’alt o u a so ta di posizio e i oe ologi a e ueste posizio i da a o vita a

metafore pronte per la distanza o la vicinanza sociale, proprio come forniranno dei segni capaci di veicolare

il loro rispettivo rango.

Più importante, la gestione della parola renderà disponibile uno sciame di eventi utilizzabili come segni.

Co e pe l’i te azio e ve ale, osì vale a he o la pa te ipazio e o u e i azio i sile ziose, uali il

l’o ga izzazio e i hiede he ual u o

passeggiare insieme, mettere ordine, e simili. Poiché anche qui

p e da delle de isio i e oo di i le attività; e di uovo l’oppo tu ità a disposizio e pe hi vuole

emergere come il capo.

Goffman ha sostenuto che le donne rappresentano una particolare categoria di svantaggiati perché solo

esse, come anche i bambini sono idealizzate nella società occidentale quali oggetti puri, fragili, di valore,

o e le do at i i. E ha allo stesso odo i sistito su u tipo di iflessività istituzio ale, sull’idea he e te

p ati he istituzio ali p ofo da e te adi ate ha o l’effetto di t asfo a e le situazioni sociali in scene per

le esibizioni di comportamenti di gender (genderism) da parte di entrambi i sessi, molte di queste

prestazioni prendendo la forma di rituali che esprimono le credenze sulla natura umana differenziale dei

due sessi, dando indicazioni di quale comportamento possa essere atteso quando sono legati insieme. Si

considerino ora le politiche di questi rituali. Innanzitutto si noti che gli ideali tradizionali di femminilità e di

mascolinità sono simili in quanto entrambi tendono ad essere difesi, per il sesso di volta in volta in esame,

da tutti e due. Allo stesso tempo gli ideali sono complementari in quanto ciò che caratterizza le donne è

differenziato da ciò che caratterizza gli uomini e perciò i due si incastrano perfettamente. La fragilità è

accordata alla forza, la gentilezza alla durezza e così via. Questi ideali hanno allora una conseguenza

politica, quella di sollevare persone che sono maschi dalla metà delle competizioni che in altro modo

avrebbero dovuto affrontare. 2- ESIBIZIONE DI GENERE

Se Durkheim ci aiuta a considerare un significato del termine ritualizzazione, Darwin con il suo Espressione

delle e ozio i ell’uo o e egli a i ali i giuda, asual e te, p op io a o side a e l’alt o. Pe

pa af asa e Julia Hu le e la posizio e etologi a l’a go e to fo da e tale he, sotto la p essio e

della selezione naturale, certi comportamenti motivati emotivamente si formalizzano diventando più 9

semplici, esagerati e stereotipizzati e si slegano dal contesto specifico di rilascio, tutto ciò, in modo tale

che effettivamente avverrà una segnalazione più efficiente sia inter che intra-specie. Questi comportamenti

. I ve e di dove po ta e a te i e u ’azio e, l’a i ale esi is e u ’esp essio e della

sono delle esibizioni

sua situazio e, spe ial e te la sua i te zio e, p o ta pe l’uso he assu e la fo a di u a

di al u e pa ti dell’atto e, p esu i il e te, uesta i di azio e e de dispo i ile ai e pe i

ritualizzazione

testi o i dell’esi izio e, la negoziazione di una risposta efficiente. Le esibizioni ci danno prova

dell’alli ea e to alig e t dell’atto e e t o u it ovo, la posizio e he se a p epa ato ad assu e e

dell’alli ea e to dell’atto e

in ciò che sta per accadere nella situazione sociale. Le esibizioni danno prova

nella situazione. E le esibizioni sono rilevanti fino a quando lo sono gli allineamenti. Una versione delle

esibizioni, per gli esseri umani, suonerebbe circa in questo modo: si assuma che qualsiasi aspetto del

e dell’appa e za di u i dividuo, i fo i gli osse vato i al i i o sulla sua ide tità so iale,

comportamento

sul suo stato d’a i o, sulle sue i te zio i e aspettative e sullo stato della lo o elazio e o esso. Possia o

chiamare questi eventi indicativi, esibizioni . Come suggerito, essi stabiliscono in modo tentativo i termini

del contatto, il modo o stile o formula per le relazioni che seguiranno tra chi dà mostra di sé e chi fa da

spettatore. Infine, il nostro interesse speciale: se definiamo il genere come il correlato stabilito

culturalmente del sesso, allora le esibizioni di genere si riferiscono a rappresentazioni convenzionalizzate di

questi correlati.

Cosa può essere detto sulla struttura delle esibizioni simili ai rituali? Le esibizioni molto spesso possiedono

isposta, o u ’esp essio e da pa te di u i dividuo he e

un carattere dialogico del tipo affermazione-

i hia a u ’alt a di u se o do, uest’ulti a esse do o p esa o e la isposta alla p i a. Esisto o

coppie simmetriche e asimmetriche: il chiamarsi reciproco con il nome proprio è un paio simmetrico; nome

proprio/ Signor è asimmetrico. Di quelle asimmetriche, alcune paia sono diadicamente reversibili, alcune

o: i saluti t a l’ospite e l’ospitato, asi et i i i se stessi, pot e e o i ve ti si – –

tra le stesse persone in

una occasione diversa; invece nome proprio/titolo non è normalmente reversibili. Si noti che una esibizione

si et i a può i pli a e asi et ie se o do ui hi dei due l’aveva i izial e te i t odotta, e hi dei due

p i a la sua pa te, lo fa ad og i o asio e. E la si et ia stessa o l’asi et ia può esse e

comincia per

fuorviante. Per ogni cortesia, simmetrica o asimmetrica, che una donna porge quasi a tutti, ce ne sarà una

– –

parallela che sembra la stessa , anche se è diversa che suo fratello o suo marito mostreranno alla stessa

persona.

Dato che gli individui nelle situazioni sociali hanno cose da fare, sorge il problema di come i rituali possono

accomodarsi a ciò che sta comunque accadendo. Sembrano palesarsi due modelli basilari. In primo luogo, le

esibizioni sembrano concentrarsi agli inizi e alle fini di azioni finalizzate, cioè in giunture, cosicché, di fatto,

non vi è alcuna interferenza con le attività (da ciò le piccole cortesie che, nella nostra società, certe volte gli

uomini rivolgono alle donne quando esse devono affrontare o quello che potremmo definire come un lieve

cambiamento nello stato fisico). Qui si potrebbe parlare di rituali di parentesi . In seconda battuta, alcuni

rituali sembrano fatti per essere allungati, lungo la striscia di una attività iniziata per altri motivi, senza con

iò svia la dal suo o so osì, pe ese pio, la fo da e tale o tesia ilita e di esta e sull’atte ti e t e

si è di fronte a un superiore). Possiamo parlare di rituali di paralisi o di rivestimento . Si noti che

– –

combinando queste due rituali di parentesi e rivestimento si ha, per ogni striscia di attività, un piano-

programma di esibizioni. Sebbene questi rituali saranno tendenzialmente percepiti come capaci di dare un

tono a tutta la scena, di fatto, naturalmente, vi avvengono solo in modo selettivo.

È evidente che se un individuo deve fare e ricevere il suo rituale, percepito come obbligatorio in

determinate situazioni sociali, allora deve stilizzarsi cosicché gli altri presenti possano immediatamente

comprendere la sua identità sociale, quella con cui avranno a che fare; e di rimbalzo dovrà essere capace di

10

acquisire le stesse informazioni su chi, in quel modo, egli sta informando. Alcune esibizioni sembrano

essere specializzate per questa funzione identificatoria e di preavviso: nel caso del genere, lo sono lo stile

dell’a o iatu a, del vesti e e del to o della vo e.

Non vi dubbio che il mostrarsi possa essere multi espressivo e polisemico, nel senso che più di un solo

pezzo di informazione sociale può esservi codificata. Insieme a questa complicazione, ne troviamo una

seconda. Non si osserva soltanto che nella medesima esibizione può essere codificato il riconoscimento di

diversi status, ma anche una gerarchia di considerazioni che vengono indirizzate in sequenza.

Le esibizioni variano piuttosto considerevolmente nel grado della loro formalizzazione. Alcune, come i

saluti, sono specificate in quanto a forma e occasione, e sbagliare nel comportarsi può portare a sanzioni

specifiche; altre sono così date per scontate che occorre uno studioso di qualche tipo per spiegare ciò che

tutti sa o o o sapevol e te , e il falli e to ella lo o appli azio e o po ta a ull’alt o he a u

diffuso disagio e alla ricerca di ragioni plausibili per mostrare irritazione verso il trasgressore.

Il tipo di esibizioni di cui Goffman si occupa - le esibizioni di genere possiedono una caratteristica

spe ifi a: olte se a o esse e opzio ali. Co e i o da o “i e a e West, l’individuo possiede e

i e a po hissi e opzio i o e e ti l’ide tifi azio e della p op ia lasse sessuale. “pesso, pe ò, vi

saranno possibilità quanto ai complementi di esibizione impiegati per assicurare il posizionamento di

gender. Per esempio nel caso di cortesie maschino, spesso nessuna dimostrazione deve essere

cominciata; se avviata, non occorre che sia accettata, ma può essere rifiutata educatamente. Infine, quando

apita di s aglia e, l’i o ia, u olpetto di go ito, fa fi ta di la e ta si s herzosamente, etc., possono

app ese ta e, i e ti asi, più l’oppo tu ità pe u a so tita spi itosa he st u e ti di o t ollo so iale.

Insieme a questo sfondo di rilassatezza, ve ne è un altro: per ogni esibizione sembra essere disponibile un

insieme di equivalenti funzionali con cui parti dei suoi effetti possono essere realizzate da gentilezze

alternative.

Di solito le esibizioni non danno realmente vita a una rappresentazione completa della peculiare relazione

sociale, ma piuttosto di ampi insiemi di essa. Per esempio, un bacio potrebbe essere usato da parenti o da

amici di sesso diverso, e in se stessi i dettagli del comportamento non informerebbero su quale relazione si

stia celebrando. In modo simile, il dare precedenza di fronte a una porta è lì per sottolineare il rango

ell’o ga izzazio e, a la stessa i dulge za ivolta ad ospiti, ai giova i o autosuffi ie ti, agli a zia i e

agli infermi.

Le persone, diversamente da altri animali, possono essere assolutamente consapevoli delle mostre che

usano e sono capaci di attivarne parecchie, proiettandole in contesti di loro scelta. In tal senso, invece che

e a e te u ’azio e, l’atto e u a o può atte de e fi h al di fuo i del a po visivo di u

rilasciare

possibile osservatore, per poi impegnarsi, quando è visto, nella rappresentazione di un atteggiamento che

solo ora è sicuro di realizzare, essendo agito a suo proprio beneficio o per terzi. Conseguentemente il

desti ata io di uesta esi izio e pot e e attiva e te olla o a e, favo e do l’i p essio e he l’atto gli

sfuggito a he se o ve o. Pe iò , l’utilizzo u a o delle esi izio i eso più o plesso dalla apa ità

umana di risignificare il comportamento. In sintesi, il modo in cui una relazione è ritratta mediate un

rituale, può fornire una visione sbilanciata, e anche distorta, della relazione stessa. Quando questo dato è

osservato alla luce di un altro, in specifico che le esibizioni tendono ad essere programmate durante una

attività così da non interferire con la sua esecuzione, diventa ancora più chiaro che la versione della realtà

sociale che ci dà il rituale, è solo di quel tipo non una immagine di come stanno le cose, bensì una guida

esortativa alla loro percezione. 11


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AleCas

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Psicologia clinica
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AleCas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della devianza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Dino Alessandra.

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