Storia economica e sociale del mondo contemporaneo
Perché l'occidente è diventato ricco rispetto al resto del mondo?
La sostenibilità
- L’obiettivo della globalizzazione
- L’Italia e l’Europa nel mondo del XX secolo
La crisi
Da dove viene? Sarebbe superficiale, per spiegare la crisi odierna, guardare quella del '29. Dietro questa crisi ce ne sono almeno altre due di più lungo periodo a cui guardare:
- Una crisi di lunghissimo periodo (già due secoli fa gli economisti più lungimiranti ne avevano notato le avvisaglie) e per poterla capire bisogna andare indietro di mille anni, alla rivoluzione industriale che ha provocato un cambiamento epocale all’occidente. Paradossalmente il sistema è stato ulteriormente sovvertito mettendo all’apice il terziario: oggi, infatti, viviamo di finanza.
- Una crisi di medio periodo che vede l’esaurimento dell’egemonia statunitense iniziata nell’800.
- Una crisi di breve periodo (subprime, ecc.).
Le tempeste dell'occidente
Da qui inizia la crisi e possiamo distinguere tre tempeste dell’occidente:
- La tempesta finanziaria che è il risultato patologico di un sistema economico degenerato ed impazzito.
- La fine del ruolo egemone degli USA, eredi del ruolo propulsore occidentale (Europa), ed essa riguarda per lo più la crisi monetaria (dollaro invece di oro).
- La sempre meno forte capacità propulsiva di un modello economico nato in Europa un millennio fa cioè il capitalismo; la più rilevante e da essa derivano le altre due.
I termini della questione riguardano il trend dell’economia che sta cambiando e questo è ben visibile nel breve e medio periodo, ma non nel lungo.
Cosa significa crisi?
Da “Krinein” cioè discernere, si tratta di un cambiamento di verso, di scelte. La scelta è stata quella di mettere in cima il settore secondario e poi il terziario; il soggetto in gioco è l’occidente, non inteso come Europa geografica ma inteso come produttore di cultura economica, produzione iniziata dall’Inghilterra. Ciò vede il cammino del modo di produrre europeo verso Occidente con la creazione del Vecchio e del Nuovo occidente.
Alla radice del predominio dell'occidente
Consideriamo Europa = Occidente, come in senso relativo. Per quanto riguarda la parola Europa, è incerta l’etimologia del nome; infatti, secondo alcuni significherebbe “il paese di ponente” e secondo altri “il paese dei bianchi” o “la terra largamente pianeggiante”.
Per la prima volta, il nome Europa era stato dato alla Grecia centrale e successivamente esteso a tutta la Grecia; dal 500 a.C. è stato ampliato a tutte le terre del Nord. Inoltre, è stato anche detto che esso derivi da parole greche, significanti vasto (eurys) e faccia (ops) o anche occhi (eu), dal mito di Europa la figlia di Agenore e madre di Minosse. Altri vedono un’origine semitica dalla parola che in ebraico significa “tramonto” (gharob), erab in mesopotamico, in quanto dal punto di vista del Medio Oriente il sole scende sull’Europa e quindi viene indicata come terra dell’Ovest o di Ponente.
Per quanto riguarda la parola Occidente, invece, essa viene intesa non in senso geografico ma nel senso di “modello socioproduttivo” occidentale.
Perché l'occidente è diventato ricco?
Dobbiamo chiederci perché l’occidente è diventato ricco e la risposta a questa domanda è perché ha avuto le rivoluzioni economiche (rivoluzione industriale); da essa sorge un’altra domanda: Che cosa ha originato le rivoluzioni economiche?
Perché è nato il capitalismo?
Le rivoluzioni economiche sono state rese possibili nei luoghi ove è nato il capitalismo. Grazie al fatto di mettere al primo posto la finanza è stato possibile accantonare e poi reinvestire ingenti risorse. Molto antico è l’uso del termine “capitale”, il cui significato etimologico è “caput” già presente nell’antichità.
La sua prima evoluzione semantica è stata l’accostamento al termine “fondo” come sinonimo (fondi di investimento), stock di merci e mezzi di produzione; nell’economia monetaria viene definito come moneta (ciò che può acquistare beni). Capitale = moneta in senso proprio. Bene che serve non per essere consumato ma per mobilitare.
Le cause del capitalismo
Per i classici e Smith, il capitalismo nasce dalla divisione del lavoro, primario, secondario e terziario (residuale a servizio dei primi due). È una successione di valore, senza il primo non si può sopravvivere, se l’economia è soddisfacimento dei bisogni, questi bisogni primari sono soddisfatti dal primario, poi vengono gli altri. Il primario in occidente è finito al secondo posto e poi al terzo.
Al primo posto in occidente è passato il secondario e con la seconda e terza rivoluzione industriale soprattutto è passato al primo posto il terziario, l’economia occidentale ora poggia sulla finanza. L’occidente dunque è diventato ricco perché ha dato origine a questa anomalia dove al primo posto sono andati prima il secondario e poi il terziario.
Secondo la scuola storica tedesca perché gradualmente si è formato un mercato tendenzialmente globale e gli europei ci si sono trovati al centro. Secondo Marx il capitalismo, invece, è il modo di produrre che crea un plusvalore; l’economia e le sue dinamiche creano la struttura della società e la spiegano e le norme e i valori, invece, sono la sovrastruttura.
Per Weber e Sombart, esso è legato ad una struttura sociale: si parla di spirito capitalistico; per essi vale il principio di razionalità economica, in quanto si ha bisogno di un soggetto che compia l’operazione di trasformare il fondo in capitale (al centro di questo sistema vi è colui che compie tale trasformazione).
Inoltre, secondo Weber, un fenomeno economico non può essere causato direttamente da un fenomeno religioso ma si può mettere in relazione due fenomeni omogenei: la mentalità religiosa calvinista e la mentalità capitalista, affermando che la prima fu una precondizione culturale insita nella popolazione europea ed assai utile al formarsi della seconda condizione (predisposizione dell’Ideal-tipo calvinista).
Quando è nato il capitalismo?
Non nasce con le rivoluzioni economiche ma molto prima; certamente il capitalismo sta dietro a diverse dinamiche, dall’accumulo di risorse e alla distribuzione e circolazione di esse. La stranezza del primario messo in fondo, diventa sempre più rilevante nel tempo. Lo scenario è quello dell'occidente che cambia nel tempo; generalmente si pensa che la crisi ci sia quando mancano i beni, in realtà non è sempre così: oggi c'è crisi perché ci sono molti beni e poca domanda (deflazione), i prezzi scendono ma le cose non cambiano.
Simone De Sismondi questa cosa che l’economia crolla con la deflazione l'aveva già notata nel 1819 e Wallerstein riprende questa tesi e la sviluppa con la teoria delle economie-mondo che si fondono e passano da posizioni centrali a periferiche (dall’Inghilterra agli Usa alla Cina). Dicevamo che la crisi deriva da più fattori, il punto centrale di questa parabola che parte dall'inizio del capitalismo e arriva fino ad oggi, sono le rivoluzioni economiche (che hanno messo il settore secondario al posto del settore primario); l'indicatore che spiega e delinea l’area della crisi non è solo geografico, ma anche culturale ed economico: è l’indicatore che vede l’Inghilterra, l’Europa geografica, l'America introitare questa anomalia di mettere il settore primario all’ultimo posto.
Chi segue questo modello anomalo sono una serie di popolazioni che evolvono sempre più nello spazio gradatamente andando verso occidente spingendosi, così, verso la globalità terrestre. Questo sistema economico cosi definito tende a globalizzare.
Globalizzazione
Processo molto remoto che ha la sua radice dall’economia dell’autosufficienza all’economia di scambio; essa ha subito delle accelerazioni dovute alle tecnologie (velocizzazione degli scambi), ricerca del nuovo e pressioni naturali (fattori geodinamici, demografici e politici).
Come avviene questa globalizzazione? Passaggio da piccole entità autosufficienti a fusione di queste che danno vita a medie e grandi entità con un punto di arrivo globale. È un procedimento lento che in certi momenti subisce delle accelerazioni o modificazioni che prendono il nome di “crisi”.
Processo ha come punto finale il “mercato dell’universo" come dice De Sismondi; la cosa in realtà è un po’ utopica, al massimo ci si può avvicinare a questa visione così come spiega anche il neomarxista Wallerstein. Egli sostiene che esistono da tempo immemore di economie in equilibrio, di dimensioni diverse, che gradatamente si allargano; vi sono delle piccole isole, dei mondi economici che già rispecchiano nel piccolo il mercato globale e queste economie-mondo hanno all'interno una correlazione di soggetti che concertano e si scambiano beni tra loro e che realizzano un piccolo equilibrio circoscritto.
Queste realtà non sono come le monadi atomiche di Leibnitz, ma le economie-mondo possono scindersi, spaccarsi, comunicare tra loro; generalmente, inoltre, queste economie-mondo si fondono perché non si tratta di aree uniformi, ma di aree che hanno una struttura concentrica e gerarchizzata con un centro e una periferia. Dire che una parte è centrale a livello di sviluppo economico, vuol dire che esiste una periferia che non è ancora pienamente sviluppata, e quindi vuol dire che allo sviluppo corrisponde anche un livello di sottosviluppo. Gli scambi tra le due parti danno origine ad una economia mondo. Fondendosi può capitare che il centro si ritrovi in periferia e viceversa.
Questo occidente che si allarga allora è un’economia mondo?
Sì, è un'economia-mondo in cui con il passare del tempo il centro si è spostato: aree centrali sono diventate periferiche e il centro si sta spostando tutt’ora e sempre verso Ovest. Se questo è lo scenario, si tratta di capire perché l’occidente ha avuto il predominio per poi andare in crisi.
Perché l'occidente ha avuto le rivoluzioni economiche, le quali sono state originate dalla nascita del capitalismo? Per rispondere a questa domanda ritorniamo al capitale, il cui termine che lo definisce come “ricchezza ferma” non basta più ma va dato ad esso un ulteriore significato: il capitale come ricchezza che può creare altra ricchezza.
Ma come entra il capitale nel gioco economico?
Attraverso il modello di Braudel:
- Chez Autres; essendo coprotagonista nel processo produttivo e quindi elemento indispensabile delle attività economiche.
- Chez Soi; essendo il protagonista principale e quindi centro effettivo di un sistema più evoluto.
Dopo questa spiegazione, possiamo rispondere alla prima domanda affermando che la finanza rende più fluida l’economia perché alloca le risorse in modo fluido e lo fa Chez Autres cioè essendo co-protagonista nel processo produttivo.
Perché ad un certo punto in Europa la crescita della popolazione in maniera forsennata si è arrestata mentre in altre aree del mondo (meno sviluppate) non è accaduto?
In Europa un boom delle nascite c'è stato solo quando l’economia ha iniziato a crescere, perché le cose sono cambiate?
Lo sviluppo sostenibile sposta sempre più in là e mette al di fuori di quest’area in modo deciso questo tradizionale sistema Malthusiano che adesso andiamo a descrivere. Malthus (1766-1834) studia la popolazione inglese, il saggio sulle dinamiche di sviluppo della popolazione è il suo testo più importante ed egli era convinto che dietro la crescita o la non crescita della popolazione ci fossero delle formule matematiche, in senso abbastanza catastrofico Malthus vedeva nella sua epoca il porsi delle basi per un deragliamento.
La crescita della popolazione quando avviene segue una progressione di tipo geometrico, le risorse (i mezzi di sussistenza) invece seguono una progressione di tipo aritmetico; ora se noi mettiamo a confronto le due progressioni (la prima con il segno + e l’altra con il segno ×) nel giro di pochissimo tempo vediamo che le risorse crescono, ma la popolazione cresce molto più velocemente delle risorse e ciò comporta che le risorse non siano più sufficienti per tutta la popolazione. La popolazione cresce e decresce con una linea sinusoidale perché manca il cibo e quindi aumentano le malattie e le guerre e Malthus era preoccupato proprio del fatto che la popolazione crescesse senza accenni ad una diminuzione.
Sistema malthusiano (contesto in espansione): la popolazione poteva crescere per un po’ ma poi mancavano le risorse. Popolazione in aumento > prezzi alimenti e beni di consumo in aumento > valore reale salari in diminuzione > diminuiscono nuzialità e quindi anche natalità contemporaneamente aumenta la mortalità > la popolazione diminuisce. Diminuendo la popolazione i prezzi degli alimenti e dei beni di consumo diminuiscono > il valore reale dei salari aumenta > aumenta la nuzialità e di conseguenza la natalità contemporaneamente diminuisce la mortalità > la popolazione così aumenta. Questa è la cosiddetta trappola di Malthus (nel quale non vi è sviluppo).
Le condizioni che si sviluppano in questo momento portarono al “momento dell’Europa”; situazione irripetibile. Malthus, probabilmente, non teneva conto del fatto che la di là dell’oceano si stava affermando la Nuova Europa, l’America e nel momento in cui vi è in Europa la grande crescita demografica, anche al di là dell’oceano la popolazione cresce. L’Europa diventa la fucina del mondo e così si allargano i confini dello spazio e del tempo e nel giro di pochi anni l’Inghilterra e l’Europa crescono; la crescita diventa sostenuta e stabile e si verificano miglioramenti interni in campo agricolo e grandi importazioni di materie prime. Tutte queste novità daranno il via alle rivoluzioni economiche sulla scia di uno scambio asimmetrico. La popolazione continua a crescere per molto tempo e questo porta alla transizione demografica che è al tempo stesso causa ed effetto dell’evoluzione economica (nuovo comportamento all’interno del sistema economico che porta a superare la trappola di Malthus).
La rivoluzione industriale avviene contemporaneamente alla rivoluzione agricola e a quella del terziario (trasformazione dei beni e dei trasporti) e le rivoluzioni avvengono insieme ed ognuna influenza l'altra. Tra il 1750-1850 c’è una forte varianza nell'evoluzione della popolazione mondiale: soprattutto l’Asia e l’America vedono un aumento significativo; in Europa, invece, la popolazione cresce in maniera diversa a seconda dei vari stati. In Inghilterra la popolazione cresce il quadruplo ed in Germania e Francia anche.
La transizione demografica
Cosa comporta? La popolazione aumenta > i prezzi degli alimenti e dei beni di primo consumo aumentano > aumenta la produzione agricola > aumenta la disponibilità di alimenti e quindi sia la nuzialità che la natalità contemporaneamente c’è maggiore domanda e maggiore offerta di lavoro > aumenta la popolazione. Ciò comporta l’innestarsi di un circolo virtuoso: deve esserci una rivoluzione agricola prima di poter innestare una rivoluzione industriale, occorre sempre prima una rivoluzione agricola che fornisca le risorse di base.
Perché nell'antico regime economico la popolazione non cresceva?
Il non aumento nell’Antico Regime non era dovuto alla non natalità ma perché vi erano più morti rispetto alle nascite, soprattutto in tenera età; quindi alto tasso di mortalità. Oltre a ciò, altri eventi catastrofici aumentarono ancora di più il tasso di mortalità (fame, guerra, peste) e dopo questo periodo di passaggio, diminuiscono le carestie, le malattie con le vaccinazioni. Così, cade il tasso di mortalità e da lì la popolazione cresce, anche solo grazie alle nuove norme igieniche, introdotte con le rivoluzioni; inoltre anche la nutrizione, i progressi della medicina fanno sì che il tasso di mortalità si abbassi. Inoltre, si verifica anche la caduta dell’incidenza di mortalità catastrofica con la diminuzione delle carestie, minor incidenza periodica delle epidemie (immunologia) e migliore organizzazione militare.
Contemporaneamente, si verifica la diminuzione del tasso di natalità ordinaria dovuta a un maggior controllo delle nascite e ad un lento adeguamento alla nuova realtà (curva logistica).
Quali risposte alla popolazione che aumenta?
Innanzitutto il fenomeno dell'emigrazione. La logica della trappola di Malthus riguarda l'Europa e la distingue dal resto del mondo; il momento di transazione avviene nel 600-700 in Inghilterra, nelle aree periferiche dell’Europa, invece nell’800, ci sono aree in cui avviene ora. Le risposte alla sovrappopolazione rurale: di fronte all’aumento della popolazione rurale il contraccolpo è...
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Riassunto completo per la preparazione dell'esame
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Riassunto Diritto pubblico