Sociologia dell'ambiente e del mutamento sociale
Introduzione - Modulo 1
Paul J. Crutzen - Libro: Benvenuti nell’Antropocene - Dalla rivoluzione industriale siamo entrati in una nuova era contraddistinta dalle modificazioni irreversibili che l’uomo causa alla Terra. L’Antropocene è l'era in cui una sola specie governa l’evoluzione e modifica il ciclo dell’acqua e del carbonio.
Esistono diverse discipline che si occupano dell’ambiente: biologia, ecologia, filosofia dell’ambiente (che nasce in corrispondenza con la cosiddetta ecologia profonda, ma che ha le sue radici in alcuni “classici” della filosofia come Rousseau), sociologia dell’ambiente (erede in parte della sociologia del territorio nelle sue due suddivisioni urbana e rurale), economia dell’ambiente (di cui fa parte, più o meno integralmente, la bioeconomia).
Sociologia dell’ambiente
- Campo di studio - Rapporto uomo-ambiente (in termini statici; non si occupa dell’attività dell’uomo e delle sue ricadute sull’ambiente)
- Scopo - Evidenziare cosa si intende per crisi ambientale, quali sono le conseguenze di fenomeni globali come il surriscaldamento del pianeta e l’inquinamento, le cause di questi fenomeni e qual è la risposta dei governi e delle istituzioni alla crisi ambientale
Impronta ecologica - Indicatore che valuta il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della terra di rigenerarle (IE = consumi/capacità di rigenerazione)
Deficit ecologico - Differenza tra flusso di energia e di materia che servono per vivere e flusso di energia e materia che il territorio produce
Problemi ambientali - Moduli 2, 3, 4
Acqua
L'acqua è fondamentale per la vita, concorre al modellamento della superficie, determina il clima (ciclo dell’acqua), ospita microrganismi decompositori dei rifiuti prodotti dall’uomo.
Problemi legati all’acqua:
- Aumento dei consumi e sprechi - Nei paesi industrializzati a causa di un alto tenore di vita e degli usi industriali; nei paesi del terzo mondo a causa di impianti vecchi e gestione impropria (canalizzazione o costruzione di dighe); mal gestione dovuta alle privatizzazioni (comprese le industrie dell’imbottigliamento)
- Siccità - Per l’entità dei danni e il numero delle persone coinvolte è al primo posto delle catastrofi naturali.
- Cattiva gestione delle risorse, uso improprio del terreno
- Effetti: deforestazione
- Cambiamenti climatici - Diminuzione delle precipitazioni
- Deforestazione
- Inquinamento delle falde
- Origine: Industriale, agricola (dilavamento delle concimaie), domestica (impianti di depurazione non sempre presenti o non funzionanti)
- Alterazioni: Chimiche (eutrofizzazione), fisiche (radiazioni o contaminazioni con sostanze tossiche)
Agricoltura
A partire dal secolo scorso sono state applicate anche nei lavori agricoli le innovazioni tecnologiche e i processi industriali.
Problemi legati all’agricoltura:
- Le colture tradizionali sono state soppiantate dalle colture ad alta resa.
- Effetti: le colture ad alta resa richiedono più acqua, pesticidi e fertilizzanti.
- Danni: i pesticidi distruggono gli habitat ecologici e si diffondono anche in altri ambienti causando la contaminazione. Parte dei fertilizzanti finisce nelle acque sia superficiali che in profondità provocandone alterazioni chimiche e biologiche (fioritura eccessiva di alghe).
- Sprechi di cibo - La produzione di cibo dei paesi ricchi supera il fabbisogno, l’alto stile di vita ha determinato un eccessivo consumo di carne così che il 70% dei cereali prodotti è utilizzato nell’alimentazione degli animali.
Recentemente sono stati introdotti i concetti di Agricoltura sostenibile e agricoltura biologica. È basata sulla conoscenza del territorio. Rusch definì che l’agricoltura biologica deve fondarsi sulle risorse naturali. Si basa sulla conservazione della struttura naturale del suolo, pianificazione e svolgimento del lavoro e delle sue componenti vitali. In Italia è molto diffusa la terra con obiettivi e metodi compatibili ma il rischio di frodi è altissimo con le caratteristiche dell’ambiente. Comprende la lotta biologica che permette di ridurre l’uso di pesticidi chimici.
Atmosfera
- Aumento dell’effetto serra - L’effetto serra è un fenomeno naturale che serve a regolare la temperatura sul pianeta diminuendo l’escursione termica tra giorno e notte ma si è intensificato negli ultimi anni a causa dell’emissione dei gas serra (anidride carbonica, HFC, PFC, esafluoruoro di zolfo) derivati dalle attività umane. Questo provoca un innalzamento della temperatura globale con evidenti ripercussioni in altri ambiti (scioglimento dei ghiacci, innalzamento dei mari, variazioni meteorologiche, aumento e diffusione delle malattie, piogge acide).
- Buco nello strato di ozono - Dovuto a composti chimici contenenti cloro e fluoro.
Biodiversità
Indica la varietà della vita sulla Terra e le diverse combinazioni che essa forma. È il frutto dell’evoluzione e dell’adattamento ai processi naturali. Sono negli ultimi anni è influenzata dall’uomo che ha causato l’estinzione di molte specie di animali e la distruzione degli habitat attraverso la deforestazione, le pratiche intensive di agricoltura e allevamento, la caccia, l’urbanizzazione eccessiva e l’aumento incontrollato della popolazione mondiale.
Deforestazione
È l’abbattimento di foreste per utilizzare i terreni per allevamento e/o agricoltura o per ricavare legname e carta. Negli ultimi decenni ha avuto una diffusione e una velocità preoccupanti. Le foreste hanno la funzione di salvaguardare la biodiversità, il suolo e le acque, di provvedere allo scambio del carbonio e di contrastare la desertificazione.
Inquinamento
Oltre a quello già visto riguardante aria e acqua, ne esistono altri tipi: del suolo (rifiuti tossici e nocivi), genetico (OGM), nucleare (problema delle radiazioni e delle scorie), acustico (traffico. Ha ripercussioni fisiologiche), elettromagnetico (causa tumori, leucemie, insonnia e depressione), visivo (troppe luci e accese per lungo tempo alterano l’habitat), termico (le industrie sversano acqua calda nei corsi d’acqua).
Sovrappopolazione
Ci sono notevoli differenze fra i paesi industrializzati (crescita 0) e paesi in via di sviluppo. Conseguenze: immigrazione, differente distribuzione delle risorse, scarsità di cibo per alcune popolazioni.
Dalla filosofia politica alla sociologia - Modulo 5
Fin dagli esordi del pensiero politico si sono contrapposti due diversi approcci: riformista (partendo da un’attenta analisi sociale propone proposte di cambiamento), utopistico (analisi e giudizio sulla realtà sociale). Analogamente agli albori della sociologia dell’ambiente si contrappongono:
- Il radicalismo ambientale - I problemi ambientali possono essere risolti solo attraverso una modificazione profonda delle istituzioni (e per qualcuno anche dei processi economici).
- I teorici dello sviluppo sostenibile - Si limitano a segnalare la necessità di maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente.
Fino all’epoca cristiana la filosofia politica mantiene una connotazione rivoluzionista e riprende la divisione aristotelica fra diritto di natura (dato dall'insieme di norme che fanno parte della coscienza di un popolo e dei singoli individui: esse sono innate nella natura umana) o GIUSNATURALISMO e il diritto positivo (dato dalle norme vigenti in uno Stato cioè dell’ordinamento giuridico).
Il giusnaturalismo, già presente in embrione in molte dottrine filosofiche antiche o medievali, si affermò fra il XVI e XVIII secolo e pone Hobbes come antesignano e come massimi esponenti Grozio, Rousseau, Locke. La legge di natura non è più sottoposta al volere divino ma la natura è un insieme di condizioni di fatto di cui è necessario tenere conto per regolare i modi di vita comune. Non è un movimento organico in cui confluiscono in modo omogeneo una serie d'autori. A questa tradizione si richiamano molti autori che danno luogo a posizioni filosofiche e politiche anche totalmente diverse.
- Hobbes - Lo stato di natura precontrattuale è uno stato di disordine, di violenza e anarchia. L’unico in grado di ristabilire l’ordine è il LEVIATANO = monarca con ampi poteri.
- Locke - Lo stato naturale è uno stato liberale e si basa su una visione positiva dell’uomo, predisposto per natura all’acquisizione di una proprietà (esempio terriera o di capitale) quindi non ne garantisce l’uguaglianza.
- Rousseau (1712-1778) - È considerato un ribelle nella storia della filosofia perché ha avuto una vita travagliata. Si è occupato di vari ambiti, rifiuta la società di cui odia i vizi e i comportamenti falsi e ama la natura e la vita semplice. Dai suoi contemporanei è stato accusato di primitivismo (malgrado non ne abbia mai dato una citazione esplicita). Dal suo pensiero nasce la corrente della FILOSOFIA ECOLOGISTA.
- Opere: Discorso sulle scienze e sulle arti (1750) - Basato sulla contrapposizione fra apparenza e vero essere (=uomo di natura). Secondo la sua tesi le arti e le scienze sono il prodotto della decadenza.
- Discorso sulle disuguaglianze - La disuguaglianza è la prima fonte del male. Contrappone uno stato di natura ad uno stato civile ma si differenzia dagli altri giusnaturalisti per la sua concezione dello stato di natura. L’uomo in natura è pacifico ed è mosso solo da due principi: L’amor di sé e la compassione (trovando fondamento anche nei neonati studi antropologici). Lo stato di natura cambia per colpa della perfettibilità che ha favorito la nascita del linguaggio, poi l’agricoltura e infine l’avvento della proprietà privata a causa dello sviluppo delle scienze e delle tecniche ma che ha come conseguenze la riduzione della libertà.
- Contratto sociale - Propone lo stato ideale nel quale una società deve essere deliberatamente creata, gli associati seguono le leggi di natura e si adeguano alla volontà generale sotto la guida di una persona. Per questa sua concezione viene tacciato di favorire i regimi totalitari.
Alla fine degli anni ’70 nasce in America la sociologia dell’ambiente partendo da due impostazioni di base:
- Di diretta discendenza della filosofia dell’ambiente
- Di derivazione illuminista in particolare dalle idee di Montesquieu
- Montesquieu - Evidente la sua fede per il metodo sperimentale che applicava anche alle discipline sociali. Ha molte opere interessanti di filosofia politica nel tentativo di spiegare ciò che l’uomo deve fare nei rapporti con gli altri. Per lui la natura ha un’influenza molto importante sulla società.
- Opere: Lo spirito delle leggi - Analizza le cause di alcuni avvenimenti storici come ad es. l’ascesa e la caduta dell’impero romano e i principali governi europei e orientali esprimendo anche la sua opinione riguardo i vari modelli. Secondo il suo punto di vista la monarchia inglese rappresenta il modello da imitare. Classifica tre tipi di governo: repubblica, monarchia, totalitarismo. Prende in considerazione anche l’ambiente fisico per spiegare i fenomeni politici e le caratteristiche degli esseri umani (es. uno stato piccolo avrà un governo di tipo repubblicano dove vige l’uguaglianza, uno stato medio sarà meglio governato da una monarchia mentre uno stato grande richiederà dispotismo. Gli abitanti dei paesi caldi hanno indole più pigra). Tali considerazioni danno adito a luoghi comuni di stampo razziale malgrado in molte opere denunci l’ingiustizia della tratta degli schiavi. Per salvaguardare la libertà dei cittadini in uno stato devono essere presenti tre poteri: esecutivo, legislativo (delle camere), giudiziario (della magistratura).
Confronto Rousseau e Montesquieu
Il confronto fra questi due autori permette di comprendere come sono andate diversificandosi la filosofia politica dalla sociologia.
| Rousseau (1712) | Montesquieu (1788) |
|---|---|
| Indaga l’origine e il fondamento dello Stato nel diritto di natura attaccando ferocemente i suoi predecessori perché erano al servizio del Re e contro il popolo. Afferma che la sovranità del popolo è inalienabile e quindi l’assolutismo è illegittimo. L’uomo, innocuo per natura, è rovinato da uno stato iniquo. Il suo metodo è al tempo stesso scientifico e astratto. | La libertà degli individui è legata ai confini posti dal diritto positivo vigente (=la libertà è il diritto dei fare tutto ciò che le leggi permettono). Si interessa di descrivere la realtà di fatto. |
La differenza fondamentale fra le due discipline nel definire il rapporto uomo-ambiente sta nel fatto che la filosofia politica critica la società attuale e gli contrappone un nuovo modello irrealizzabile, mentre la sociologia deve prima descrivere la politica ambientale e poi suggerire delle soluzioni realistiche.
L. Gallino definisce l’ambito di interesse degli studi sociologici in materia di ambiente: la considerazione sociologica dei fattori ambientali deve stabilire per quale via e con quale intensità condizionano le forme del comportamento individuale e collettivo in tutte le sue espressioni. Quindi la storia della sociologia ambientale può essere divisa in due parti:
- Indaga l'influsso dell'ambiente sulla società nel suo complesso.
- Riguarda le modificazioni ambientali causate dalla società.
Solo a partire da Marx vengono prese in considerazione le conseguenze dell’attività umana sulla natura.
- Karl Marx (1818-1884) - In generale il suo pensiero subisce periodi di esaltazione e periodi di oscuramento tranne che nella sociologia dell’ambiente dove molti studiosi appoggiano il suo pensiero riguardo al fatto che la soluzione dei problemi ambientali è legata al superamento del capitalismo. La sua opera nasce e si sviluppa nel contesto della prima rivoluzione industriale di cui indaga i vari aspetti sociologici ed economici. I primi scritti riguardano una rivisitazione delle teorie filosofiche precedenti.
- Opere: “La sacra famiglia” - Scritto con Engels critica ogni ricostruzione storica che non indaga sulla tipologia di produzione di una data epoca dato che la produzione è la base reale della storia. Ciò ha comportato l’esclusione dalla storia dello studio del rapporto uomo-natura e di conseguenza la non comprensione del rapporto uomo-uomo. Infatti, nella concezione di Marx ogni stadio storico corrisponde ad uno stadio della produzione materiale e quindi a determinati rapporti sociali (es. nel periodo feudale la produzione è basata sul lavoro animale e implica rapporti fra proprietario terriero e contadino. Nella società capitalista la produzione è basata sul lavoro delle macchine e implica l’ascesa della borghesia imprenditoriale e la progressiva mercificazione dei rapporti).
- “Per la critica dell’economia politica” - Le forze produttive materiali entrano in conflitto con i rapporti di produzione esistenti poiché grazie alla macchina il prezzo della merce si abbassa sempre di più e sorge la necessità di acquisire nuovi mercati al di là dei confini nazionali che a loro volta stimolano la produzione fino a giungere all’”epidemia di sovraproduzione” (con la decadenza dei borghesi impoveriti dalla troppa concorrenza a proletari causando la scomparsa della classe media).
- “Ideologia tedesca” del 1848 - Scritto con Engels con lo scopo di compiere un’indagine sugli individui reali, le loro condizioni materiali di vita e le loro azioni con un nuovo procedimento d’indagine che deve tenere conto delle basi della società e del rapporto uomo-ambiente. Il punto di partenza dello studio è la struttura della società tralasciando la sovrastruttura (religione, filosofia, arte, politica).
Critica l’antropocentrismo della sociologia classica e i comunisti utopisti (come Saint Simon) perché propongono modelli utopistici e non danno soluzioni per migliorare la situazione presente. Esalta la funzione storica della borghesia perché le attività e le scoperte borghesi hanno permesso il progresso dell’umanità. La sociologia dell’ambiente ha ripreso la parte della visione di Marx dove descrive l’ideale rapporto con l’ambiente: l’uomo ha bisogno di trasformare la natura (quindi le visioni ecologiste sono astratte). Per risolvere i problemi creati sulla natura bisogna modificarne le tecniche di uso e ridurre gli sprechi. La critica che viene mossa a Marx è il non aver dato conto del fallimento delle sue previsioni sulle società comuniste.
L'analisi di Karl Marx è materialistica perché considera come determinanti per lo sviluppo della storia umana e per la creazione di un ordine sociale diversi fattori strutturali materiali, in particolare tecnologici ed economici.
- Durkheim (1858 in Francia) - Nel 1896 è titolare della prima cattedra di scienze sociali a Bordeaux. Afferma che la società conduce l’individuo alla superiorità morale e alla verità inserendolo in un’esistenza più ricca. Il comportamento del singolo va dedotto dal funzionamento della società. La socializzazione è basata sulla solidarietà. Esistono due tipi di solidarietà a cui corrispondono due tipi di società:
- Società a solidarietà meccanica (=comunità) fondata sulla divisione del lavoro elementare, l’azione coercitiva è esercitata da un potere centrale. Quando questa forma di solidarietà domina una società, gli individui differiscono poco gli uni dagli altri: membri di una stessa collettività, si rassomigliano perché provano gli stessi sentimenti.
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