Estratto del documento

Capitolo 5 - Approcci allo sviluppo cognitivo

La teoria dello sviluppo cognitivo di Piaget

Lo psicologo svizzero Jean Piaget era un attento osservatore dei suoi tre figli, tant'è che i suoi libri sullo sviluppo cognitivo sono pieni di riferimenti alle osservazioni compiute. Secondo Piaget, i nostri corpi hanno strutture che permettono loro di adattarsi al mondo, allo stesso modo noi costruiamo strutture mentali che ci aiutano ad adattarci all'ambiente esterno. I bambini costruiscono attivamente i propri mondi cognitivi, così che le informazioni provenienti dall'esterno non si limitino a riempire le loro menti. Durante le fasi dello sviluppo, i bambini cambiano il loro modo di pensare.

I meccanismi attraverso cui i bambini costruiscono la loro comprensione del mondo sono:

  • Schemi - rappresentazioni mentali o azioni che organizzano la conoscenza.

Secondo la teoria di Piaget, gli schemi comportamentali o schemi d'azione (attività fisiche) caratterizzano la prima infanzia, mentre gli schemi mentali (attività cognitive) si sviluppano durante la seconda infanzia.

  • Se negli schemi d'azione si organizzano le azioni compiute sulla realtà, con la comparsa del pensiero e del linguaggio si formano schemi simbolici in cui quella realtà viene rappresentata e le azioni conservate sono azioni interiorizzate. Gli schemi di un bimbo si manifestano in semplici azioni che possono essere eseguite su oggetti (suzione, prensione, ecc.) mentre bambini più grandi hanno schemi che includono piani e strategie per la risoluzione di problemi.
  • Gli schemi sono unità elementari della conoscenza che si sviluppano, nel corso dell'interazione con l'ambiente, attraverso meccanismi di assimilazione e accomodamento.

Alla base dei processi cognitivi ci sono degli invarianti funzionali. Un invariante funzionale è un meccanismo biologicamente predeterminato di funzionamento generale dell’organismo, che governa tutte le azioni della persona, che non varia con l’età e che è presente in tutti gli esseri viventi. Non sono comportamenti osservabili ma principi generali che sottostanno ai comportamenti.

  • Per Piaget, gli invarianti funzionali sono l'adattamento, che regola le interazioni tra l’organismo e l’ambiente, e l’organizzazione, che regola il modo in cui le strutture mentali funzionano come delle totalità coerenti.
  • I due processi alla base dell’adattamento all’ambiente sono assimilazione e accomodamento. La forma più alta di adattamento è quella in cui assimilazione e accomodamento realizzano il migliore equilibrio, ed è l’atto di intelligenza.

Assimilazione e accomodamento

L'assimilazione è un processo di incorporazione di nuove informazioni in schemi di conoscenza esistenti, mentre l'accomodamento consiste nell’adattamento/modifica degli schemi a seconda delle nuove informazioni ed esperienze.

  • Assimilazione ed accomodamento operano anche in bimbi molto piccoli. Dopo alcuni mesi d’esperienza, i neonati costruiscono la loro comprensione del mondo in maniera diversa. I neonati succhiano qualsiasi oggetto che viene assimilato nello "schema di suzione"; successivamente, lo schema viene accomodato quando il neonato mostra una preferenza per il seno della madre o il pollice.
  • Questi due processi complementari tendono all’equilibrio, garantendo le interazioni dell’organismo con l’ambiente e determinandone l’adattamento.

Organizzazione

Consiste nel raggruppamento di comportamenti isolati in sistemi cognitivi di ordine superiore e più semplicemente funzionanti; il raggruppamento o la sistemazione degli oggetti in categorie.

  • L’organizzazione per Piaget è un principio di costruzione olistica: le trasformazioni evolutive riguardano la struttura nel suo insieme e non parti specifiche e isolate di essa, e le trasformazioni in una parte comportano sempre cambiamenti qualitativi a tutta la struttura.
  • Grazie all’organizzazione, le abilità e le competenze disponibili sono omogenee, le sue risposte riflettono sempre la struttura sottostante.
  • Il fine dell’organizzazione è promuovere l’adattamento attraverso le due modalità complementari dell’assimilazione e dell’accomodamento.

Equilibrazione

Spiega il modo in cui i bambini muovono da uno stadio di pensiero al successivo. L’equilibrazione è il processo continuo e dinamico che permette di raggiungere l’equilibrio cognitivo a partire dall’azione continuata di assimilazione e accomodamento e di riorganizzazione dei vecchi schemi in nuovi più evoluti.

  • L’equilibrazione è il processo continuo e dinamico in cui il sistema si autocorregge.
  • I bambini sono continuamente sottoposti a paradossi e incongruenze, ma assimilazione e accomodamento portano sempre il bambino a un livello più alto di competenza. Il bambino organizza e riorganizza i vecchi e i nuovi schemi finché la nuova organizzazione diventa diversa dalla vecchia; è un nuovo modo di pensare, un nuovo stadio. Il modo in cui il bambino pensa in uno stadio è diverso dal modo in cui pensa in un altro stadio.

Stadio

Lo individua cambiamenti qualitativi cioè la cognizione è qualitativamente diversa nei diversi stadi. Tra uno stadio e l’altro, i cambiamenti riguardano gli schemi, cioè si hanno delle modificazioni sostanziali negli schemi che servono a interagire con la realtà; gli stadi si integrano gerarchicamente: passando ad un nuovo stadio, i vecchi schemi non sono abbandonati ma integrati e organizzati gerarchicamente. Nel disporsi in sequenza, gli stadi rispettano un ordine logico; il passaggio da uno stadio all’altro non è immediato ma graduale.

  • Stadio sensomotorio - è il primo degli stadi di Piaget che si verifica dalla nascita fino ai 2 anni; in questa fase i bambini costruiscono una comprensione del mondo coordinando esperienze sensoriali (guardare e ascoltare) con azioni motorie, questo stadio è caratterizzato dalla comparsa di un'intelligenza in forma pratica. Il bambino conosce il mondo mediante le attività motorie che lo mettono in relazione con la realtà e generano effetti sensoriali regolari. All'inizio di questo stadio, i neonati hanno a disposizione i riflessi per interagire con il mondo, mentre alla fine il bambino di 2 anni è in grado di produrre complesse forme sensomotorie e di usare simboli rudimentali. Questo sviluppo avviene attraverso 6 sottostadi.
  • Riflessi innati - nel primo mese dopo la nascita, sensazioni ed azioni sono coordinate attraverso comportamenti riflessi (suzione, rooting). Presto nel primo mese di vita, il bimbo, dopo aver interagito con l’ambiente per mezzo di riflessi, dà inizio ad azioni e struttura attivamente le sue esperienze, evolvendo le modalità automatiche che sono i riflessi e assimilando nuovi oggetti (succhiano anche solo se vedono il biberon).
  • Gli schemi riflessi di questo periodo non sono ancora però coordinati secondo modalità intermodali.
  • Prime abitudini e reazioni circolari primarie - interessa il periodo compreso fra il 1° e il 4° mese. Il bambino coordina le informazioni provenienti dagli organi di senso e 2 tipi di schemi: quello delle abitudini e quello delle reazioni circolari primarie.
  • Un’abitudine è uno schema basato su un riflesso che diventa completamente indipendente dal suo stimolo elicitante. Nel sottostadio 2 cominciano a succhiare senza biberon o anche solo vedendolo.
  • Il concetto di reazione circolare, introdotto da Baldwin, indica un meccanismo di fissazione dell’esperienza attraverso la ripetizione, che sfocia in un nuovo comportamento o schema d’azione. Durante questo sottostadio, il corpo del bimbo rimane sempre al centro della sua attenzione, non esiste alcuna spinta da parte degli eventi esterni. Le azioni sono orientate verso il corpo e ripetute dopo aver provocato casualmente qualcosa di piacevole (succhiare il pollice).
  • Reazioni circolari secondarie - nel terzo sottostadio, tra i 4 – 8 mesi, il bimbo è interessato agli oggetti e alle azioni che vengono ripetute e orientate verso l’ambiente. Il bambino imita alcune azioni semplici, come il baby talk e alcuni gesti fisici. Tuttavia, il bimbo imita solo le azioni che è già in grado di riprodurre.
  • Gli schemi del bambino non sono né intenzionali né orientati a uno scopo.
  • Coordinazione delle reazioni circolari secondarie - nel 4° sottostadio, che va dagli 8 – 12 mesi, le azioni diventano sempre più dirette verso l’esterno. Il bimbo deve coordinare vista e tatto, mani e occhi, e i cambiamenti più significativi coinvolgono la coordinazione degli schemi e l’intenzionalità.
  • I bambini diventano capaci di coordinare azioni diverse orientate intenzionalmente verso una meta.
  • Reazioni circolari terziarie, novità e curiosità - nel 5° sottostadio, tra i 12 – 18 mesi, i bambini sono affascinati dalle molte caratteristiche degli oggetti e dalle molte cose che possono fare con essi. Il bambino intenzionalmente esplora nuove possibilità con gli oggetti, facendo cose sempre nuove con essi ed esplorandone i risultati.
  • Secondo Piaget, questo stadio segna il punto di partenza della curiosità umana e dell’interesse per le novità.
  • Interiorizzazione degli schemi - nel 6° e ultimo stadio, tra 18-24 mesi, ha inizio la capacità di usare simboli rudimentali. Per Piaget, il simbolo è come un’immagine sensoriale interiorizzata o una parola che rappresenta un evento.
  • Questi simboli permettono di pensare a oggetti o eventi concreti senza percepirli o agire direttamente su di essi. I simboli permettono anche ai bimbi di manipolare e trasformare gli eventi rappresentati in modi molto semplici.

Permanenza dell'oggetto

Verso la fine del periodo sensomotorio, gli oggetti sono sia separati dal sé sia permanenti. La nozione di permanenza dell’oggetto, proposta da Piaget, indica una delle conquiste più importanti per un bambino: la comprensione che gli oggetti e gli eventi continuano a esistere anche quando non possono essere visti, sentiti o toccati. Secondo Piaget, questa capacità si sviluppa in una serie di sottostadi che corrispondono ai 6 sottostadi dello sviluppo sensomotorio. Riconoscere la permanenza di un oggetto implica la capacità di svincolarlo dalla sua presenza sensibile e rappresentarlo mentalmente.

  • Il modo più utilizzato per esaminare la permanenza dell’oggetto è quello di osservare la reazione del bambino quando un oggetto interessante scompare. Se il bambino va in cerca dell’oggetto, si ritiene che creda che l’oggetto continui ad esistere.

Valutazioni sullo stadio sensomotorio di Piaget

Negli ultimi decenni, tecniche sperimentali raffinate sono state messe a punto per studiare i bambini e il funzionamento della loro mente in qualsiasi tipo di azioni, dai riflessi alle operazioni concrete/astratte.

  • Gibson e Spelke sostengono che le competenze percettive dei neonati siano altamente sviluppate in una fase molto precoce dello sviluppo.
  • La ricerca condotta da Baillargeon dimostra come i bambini di 3 o 4 mesi si aspettino che gli oggetti siano sostanziali (altri oggetti non possono attraversarli) e permanenti (continuano ad esistere anche quando sono nascosti).
  • I ricercatori credono che i bambini vedano gli oggetti come circoscritti, unitari, solidi, cioè che sappiano molto più sugli oggetti di quanto pensasse Piaget. Il mondo si presenta loro molto presto sia stabile che in modo ordinato.

Secondo Piaget, un carattere cruciale nel passaggio al 4° sottostadio - coordinazione delle reazioni circolari secondarie - è l'inclinazione dell'infante a cercare un oggetto nascosto in un luogo familiare piuttosto che in un luogo nuovo. L' "errore A-non-B" è il termine utilizzato per descrivere l'errore in cui incorrono i bimbi del 4° sottostadio, che scelgono un luogo familiare (A), dove un oggetto è stato nascosto più volte, piuttosto che cercarlo in un luogo nuovo (B).

Le evidenze empiriche suggeriscono che l’errore “A non B” potrebbe essere dovuto a una mancanza di memoria, un'altra spiegazione potrebbe essere data dalla tendenza dei bambini a ripetere un comportamento motorio precedente.

Stadio preoperatorio

Lo stadio preoperatorio si verifica nel periodo compreso fra i 2 e i 7 anni e consiste in un inizio capacità di ricostruire mentalmente ciò che è stato stabilito attraverso il comportamento. Il bimbo non compie ancora effettivamente delle operazioni, cioè quelle azioni interiorizzate che permettono ai bambini di fare mentalmente ciò che prima potevano fare solo fisicamente.

  • Durante questo stadio, i bimbi cominciano a rappresentare il mondo attraverso parole, immagini, disegni e giochi simbolici. I concetti stabili vengono fissati, emerge il ragionamento mentale, ma affiora anche l'egocentrismo.
  • Gli schemi mentali sono ancora limitati agli oggetti e alle azioni sperimentate nella realtà e non sono coordinate tra di loro. Il pensiero è preoperatorio e prelogico perché dominato dalla realtà immediata delle cose e incapace di considerare più di un aspetto alla volta. Questo limite si riflette sui modi con cui il bimbo spiega la realtà.

Lo sviluppo del pensiero preoperatorio può essere suddiviso in 2 sottostadi:

  • Funzione simbolica - è il primo sottostadio e interessa l'età tra i 2 e i 4 anni circa. Qui il bimbo acquisisce la capacità di rappresentare mentalmente un oggetto non presente. I bambini piccoli usano disegnare scarabocchi per rappresentare case e persone; cominciano a usare il linguaggio e si impegnano nel gioco. Però il pensiero del bimbo è ancora limitato da vari elementi come l’egocentrismo che a sua volta spiega finalismo, artificialismo e animismo.

L'egocentrismo è presente nel bambino fin dalla nascita. In un primo momento si parla di "egocentrismo radicale o assoluto": il bimbo non compie alcuna differenziazione tra sé e il mondo. Con l’inizio dell’attività rappresentativa fa la sua comparsa un’altra forma di egocentrismo, quello intellettuale: nel periodo preoperatorio, il bimbo non concepisce la possibilità che la realtà possa presentarsi agli altri diversamente da come si presenta a lui, non crede che vi siano punti di vista diversi dal proprio ed è centrato su se stesso. Dall’egocentrismo derivano anche le spiegazioni di animismo, finalismo, artificialismo e realismo.

  • Piaget analizzò l’egocentrismo infantile attraverso l’ideazione del test delle 3 montagne. Ai bambini veniva mostrato il modellino di tre montagne che successivamente veniva posto su un tavolo. Una bambola veniva fatta camminare intorno al modellino e fermata in vari punti; si chiedeva al bambino di scegliere fra delle foto quale rispecchiasse meglio il punto di vista della bambola. Fra i 2-4 anni, i bambini scelgono il proprio punto di vista = egocentrismo.

L’animismo è una limitazione del pensiero che consiste nel credere che oggetti inanimati abbiano qualità legate all’essere vivi e siano capaci di compiere azioni. L’uso dell’animismo non permette al bimbo di distinguere i termini che si possano attribuire agli umani o agli oggetti.

Il finalismo è il principio, presente nel pensiero del bambino preoperatorio, secondo il quale si crede che tutti i fenomeni abbiano uno scopo orientato a garantire all’uomo le condizioni di una vita serena. Es: la luna sorge per segnalare al bimbo che è ora di andare a nanna.

L’artificialismo è la tendenza a credere che le cose siano state costruite dall’uomo o da un’attività divina che opera secondo le regole della costruzione umana. Es: le montagne sono state costruite, i laghi scavati e riempiti d'acqua.

  • Pensiero intuitivo - è il secondo sottostadio del periodo preoperatorio che si verifica tra i 4 e i 7 anni circa. In questo sottostadio, i bimbi cominciano a utilizzare ragionamenti rudimentali e vogliono risposte a tutti i tipi di domande; una curiosità che mostra uno sviluppo del ragionamento.
  • Da una parte, i bimbi sembrano sicuri del loro sapere e della loro conoscenza e dall’altra sembrano inconsapevoli di come sappiano ciò che sanno. Piaget definisce questo sottostadio "pensiero intuitivo" perché i bambini sanno le cose senza utilizzare il pensiero razionale.

Centrazione, irreversibilità e i limiti del pensiero preoperatorio

Uno dei limiti del pensiero preoperatorio è l’irreversibilità, cioè l’incapacità di annullare, invertire o compensare un certo risultato. Secondo Piaget, le azioni interiorizzate in questo periodo sono isolate e non coordinate in un sistema, quindi il bambino non è capace di attivarne più di una alla volta perché "centra" la sua attenzione su una caratteristica alla volta ed esclude le altre (centration).

L’irreversibilità del pensiero preoperatorio è responsabile della mancanza di conservazione dei bambini: la conservazione è la consapevolezza che una data quantità rimane inalterata al di là di come il suo contenitore cambia.

  • La situazione creata e utilizzata da Piaget per investigare la conservazione è il suo esperimento più famoso: 3 vasetti; 2 con liquido ed uno vuoto più stretto e lungo degli altri 2. Ai bambini vengono fatti fare dei travasi; una volta travasato il liquido nel contenitore stretto e lungo, veniva chiesto al bambino se il liquido fosse aumentato.
Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 47
Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock Pag. 1 Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock Pag. 46
1 su 47
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilapan.nocchia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Carbone Roberta.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community