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Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di psicologia dello sviluppo e della prof.ssa Carbone, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Psicologia dello sviluppo di Santrock, dell'università degli Studi di Parma - Unipr. Scarica il file in PDF!

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. R. Carbone

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primo mese di vita il bimbo dopo aver interagito con l’ambiente per mezzo di

riflessi, dà inizio ad azioni e struttura attivamente le sue esperienze,

evolvendo le modalità automatiche che sono i riflessi e assimilando nuovi

oggetti (succhiano anche solo se vedono il biberon)

• Gli schemi riflessi di questo periodo non sono ancora però coordinati

secondo modalità intermodali.

• prime abitudini e reazioni circolari primarie - interessa il periodo compreso fra

il 1° e il 4° mese. Il bambino coordina le informazioni provenienti dagli organi

di senso e 2 tipi di schemi: quello delle ABITUDINI e quello delle REAZIONI

CIRCOLARI PRIMARIE.

• Un’ abitudine è uno schema basato su un riflesso che diventa

completamente indipendente dal suo stimolo elicitante. Nel sottostadio

2 cominciano a succhiare senza biberon o anche solo vedendolo.

• il concetto di reazione circolare, introdotto da BALDWIN, indica un

meccanismo di fissazione dell’esperienza attraverso la ripetizione, che

sfocia in un nuovo comportamento o schema d’azione.

Durante questo sottostadio il corpo del bimbo rimane sempre al centro della

l

sua attenzione, non esiste alcuna spinta da parte degli eventi esterni. Le azioni

sono orientate verso il corpo e ripetute dopo aver provocato casualmente

qualcosa di piacevole (succhiare il pollice).

• reazioni circolari secondari - nel terzo sottostadio tra i 4 – 8 mesi, il bimbo è

interessato agli oggetti e alle azioni che vengono ripetute e orientate verso

l’ambiente. Il bambino imita alcune azioni semplici, come il BABY TALK e

alcuni gesti fisici. Tuttavia, il bimbo imita solo le azioni che è già in gradi di

riprodurre.

• gli schemi del bambino non sono né intenzionali né orientati a uno

scopo.

• coordinazione delle reazioni circolari secondarie - nel 4° sottostadio che va

dagli 8 – 12 mesi le azioni diventano sempre più dirette verso l ‘esterno. Il

bimbo deve coordinare vista e tatto, mani e occhi e i cambiamenti più

significativi coinvolgono la coordinazione degli schemi e l’intenzionalità.

• i bambini diventano capaci di coordinare azioni diverse orientate

intenzionalmente verso una meta

• reazioni circolari terziarie, novità e curiosità - nel 5° sottostadio tra i 12 – 18

mesi, i bambini sono affascinati dalle molte caratteristiche degli oggetti e dalle

molte cose che possono fare con essi. Il bambino

intenzionalmente esplora nuove possibilità con gli oggetti, facendo cose

sempre nuove con essi ed esplorandone i risultati.

• secondo Piaget, questo stadio segna il punto di partenza della

CURIOSTIA’ UMANA e dell’interesse per le novità

• interiorizzazione degli schemi - nel 6° e ultimo stadio tra 18-24 mesi ha inizio

la capacità di usare simboli rudimentali. Per Piaget il SIMBOLO è come

un’immagine sensoriale interiorizzata o una parola che rappresenta un

evento.

• questi simboli permettono di pensare a oggetti o eventi concreti senza

percepirli o agire direttamente su di essi. I simboli permettono anche ai

bimbi di manipolare e trasformare gli eventi rappresentati in modi molto

semplici.

PERMANENZA DELL’OGGETTO - Verso la fine del periodo senso motorio, gli

oggetti sono sia separati dal sé sia permanenti. La nozione di permanenza

dell’oggetto, proposto da Piaget, indica una delle conquiste più importanti per un

bambino: la comprensione che gli oggetti e gli eventi continuano a esistere

anche quando non possono essere visti, sentiti o toccati. Secondo Piaget,

questa capacità si sviluppa in una serie di sottostadi che corrispondono ai 6

sottostadi dello sviluppo senso motorio. Riconoscere la permanenza di un

oggetto implica la capacità di svincolarlo dalla sua presenza sensibile e

rappresentarlo mentalmente.

• il modo + utilizzato per esaminare la permanenza dell’oggetto è quello di

osservare la reazione del bambino quando un oggetto interessante

scompare. Se il bambino va in cerca dell’oggetto, si ritiene che creda che

l’oggetto continui ad esistere.

VALUTAZIONI SULLO STADIO SENSOMOTORIO DI PIAGET - Negli ultimi

decenni, tecniche sperimentali raffinate sono state messe a punto per studiare i

bambini e il funzionamento della loro mente in qualsiasi tipo di azioni, dai riflessi

alle operazioni concrete/astratte.

• GIBSON E SPELKE sostegno che le competenze percettive dei neonati sono

altamente sviluppate in una fase molto precoce dello sviluppo.

• La ricerca condotta da BAILLARGEON dimostra come i bambini di 3 o 4 mesi si

aspettino che gli oggetti siano SOSTANZIALI (altri oggetti non posso

attraversarli) e PERMANENTI (continuano ad esistere anche quando sono

nascosti.

• I ricercatori credono che i bambini vedano gli oggetti come circoscritti, unitari,

solidi cioè che sappiano molto di + sugli oggetti di quanto pensasse Piaget. Il

mondo si presenta loro molto presto sia stabile che in modo ordinato.

Secondo Piaget, un carattere cruciale nel passaggio al 4°sottostadio -

coordinazione delle reazioni circolari secondarie - è l'inclinazione dell'infante a

cercare un oggetto nascosto in un luogo familiare piuttosto che in un luogo

nuovo. L' "errore AnonB" è il termine utilizzato per descrivere l'errore in cui

incorrono i bimbi del 4° sottostadio, che scelgono un luogo familiare (A), dove un

oggetto è stato nascosto più volte, piuttosto che cercarlo in un luogo nuovo(B).

Le evidenze empiriche suggeriscono che l’errore “A non B” potrebbe essere

dovuto a una mancanza di memoria, un'altra spiegazione potrebbe essere data

dalla tendenza dei bambini a ripetere un comportamento motorio precedente.

STADIO PREOPERATORIO - si verifica nel periodo compreso fra i 2 e i 7

anni e consiste in un inizio capacità di ricostruire mentalmente ciò che è stato

stabilito attraverso il comportamento. Il bimbo non compie ancora effettivamente

delle OPERAZIONI, cioè quelle azioni interiorizzate che permettono ai bambini di

fare mentalmente ciò che prima potevano fare solo fisicamente.

• durante questo stadio i bimbi cominciano a rappresentare il mondo attraverso

parole, immagini, disegni e giochi simbolici. I concetti stabili vengono fissati,

emerge il ragionamento mentale ma affiora anche l'egocentrismo.

• gli schemi mentali sono ancora limitati agli oggetti e alle azioni sperimentate

nella relatà e non sono coordinate tra di loro. Il pensiero è preoperatorio e

prelogico perché dominato dalla realtà immediata delle cose e incapace di

considerare + di un aspetto alla volta. Questo limite si riflette sui modi con cui

il bimbo spiega la realtà.

Lo sviluppo del pensiero preoperatorio può essere suddiviso in 2 sottostadi:

• funzione simbolica - è il primo sottostadio e interessa l'età tra i 2 e i 4 anni circa.

Qui il bimbo acquisisce la capacità di rappresentare mentalmente un oggetto non

presente. I bambini piccoli usano disegnare scarabocchi per rappresentare case

e persone; cominciano a usare il linguaggio e si impegnano nel gioco. Però il

pensiero del bimbo è ancora limitato da vari elementi come l’egocentrismo che a

sua volta spiega finalismo, artificialismo e animismo.

L'egocentrismo è presente nel bambino fin dalla nascita. In un primo momento si

parla di "egocentrismo radicale o assulto: il bimbo non compie alcuna

differenziazione tra sé e il mondo. Con l’inizio dell’attività rappresentativa fa la

sua comparsa un’altra forma di egocentrismo quello INTELLETTUALE: nel

periodo preoperatorio il bimbo non concepisce la possibilità che la realtà possa

presentarsi agli altri diversamente da come si presenta a lui, non crede che vi

siano punti di vista diversi dal proprio ed è centrato su se stesso.

Dall’egocentrismo derivano anche le spiegazioni di ANIMISMO, FINALISMO,

ARTIFICIALISMO e REALISMO.

• Piaget analizzò l’egocentrismo infantile attraverso l’ideazione del test delle 3

montagne. Ai bambini veniva mostrato il modellino di tre montagne che

successivamente veniva posto su un tavolo. Una bambola veniva fatta

camminare intorno al modellino e fermata in vari punti; si chiedeva al

bambino di scegliere fra delle foto quale rispiecchiasse meglio il punto di vista

della bambola. Fra i i 2-4 anni i bambini scelgono il proprio punto di vista =

egocentrismo.

L’ANIMISMO - limitazione del pensiero che consiste nel credere che oggetti

inanimati abbiano qualità legate all’essere vivi e siano capaci di compiere azioni.

L’uso dell’animismo non permette al bimbo di distinguere i termini che si possano

attribuire agli umani o agli oggetti. es. disegni

il FINALISMO è il principio, presente nel pensiero del bambino preoperatorio,

secondo il quale si crede che tutti i fenomeni abbiano uno scopo orientato a

garantire all’uomo le condizioni di una vita serena. es: la luna sorge per

segnalare al bimbo che è ora di andare a nanna

L’ARTIFICIALISMO è la tendenza a credere che le cose siano state costruite

dall’uomo o da un’attività divina che opera secondo le regole della costruzione

umana. es: le montagne sono state costruite, i laghi scavati e riempiti d'acqua.

• pensiero intuitivo - è il secondo sottostadio del periodo preoperatorio che si

verifica tra i 4 e i 7 anni circa. In questo sottostadio i bimbi cominciano a

utilizzare ragionamenti rudimentali e vogliono risposte a tutti i tipi di

domande; una curiosità che mostra una sviluppo del ragionamento.

• Da una parte i bimbi sembrano sicuri del loro sapere e della loro

conoscenza e dall’altra sembrano inconsapevoli di come sappiano ciò che

sanno. Piaget definisce questo sottostadio "pensiero intuitivo" perchè i

bambini sanno le cose senza utilizzare il pensiero razionale.

CENTRAZIONE, IRREVERSABILITA' E I LIMITI DEL PENSIERO

PREOPERATORIO - Uno dei limiti del pensiero preoperatorio è l’ irreversabilità,

cioè l’incapacità di annullare, invertire o compensare un certo risultato. Secondo

Piaget le azioni interiorizzate in questo periodo sono isolate e non coordinate in

un sistema, quindi il bambino non è capace di attivarne più di una alla volta

perchè "centra" la sua attenzione su una caratteristica alla volta ed esclude le

altre (centrazione).

L’irreversibilità del pensiero preoperatorio è responsabile della mancanza di

conservazione dei bambini: la conservazione è la consapevolezza che una data

quantità rimane inalterata al di là di come il suo contenitore cambia.

• la situazione creata e utilizzata da Piaget per investigare la conservazione

è il suo esperimento + famoso: 3 vasetti; 2 con liquido ed uno vuoto +

stretto e lungo degli altri 2. Ai bambini vengono fatti fare dei travasi; una

volta travasato il liquido nel contenitore stretto e lungo, veniva chiesto al

bambino se il liquido fosse aumentato e la risposta era di solito positiva.

(assenza di conservazione)

• GELMAN dimostrò che quando migliora l’attenzione del bambino

verso aspetti rilevanti del test sulla conservazione, egli acquisisce

la conservazione + facilmente. Dimostrò anche che l’allenamento

dell’ATTENZIONE verso una dimensione migliora le capacità

cognitive di un bambino in età prescolare anche rispetto ad un’altra

dimensione.

• quindi secondo Gelman la conservazione emerge prima di quanto

dicesse Piaget, e l’attenzione è importante nella spiegazione della

conservazione

Un altro limite, nel pensiero preoperatorio, è rappresentato da ciò che Piaget

chiama TRASDUZIONE. Mentre il ragionamento induttivo va dal

particolare al generale (il cane mio abbaia, tutti i cani abbaiano) e il

ragionamento deduttivo inizia con una generalizzazione e va verso il particolare

(tutti i cani abbaiano, quindi questo cane deve abbaiare), Il RAGIONAMENTO

TRASDUTTIVO è quel ragionamento che va dal particolare al particolare: il

bambino ricava conclusioni erronee di carattere casuale tra eventi contigui nello

spazio o nel tempo. Secondo Piaget i bambini ragionano in questo modo sempre

per effetto della mancanza di coordinazione degli schemi mentali ancora legati

all’esperienza.

STADIO OPERATORIO CONCRETO - si verifica tra i 7-11 anni. Qui

ragionamento logico sostituisce quello intuitivo nei casi in cui il ragionamento può

essere applicato a esempi concreti o specifici. Questo

stadio segna, il passaggio dal dominio della percezione a quello della LOGICA.

• Le OPERAZIONI CONCRETE sono azioni mentali reversibili che riguardano

oggetti reali e concreti. • Le operazioni in questo stadio sono

AZIONI INTERIORIZZATE, coordinate e raggruppate in strutture d’insieme; vere

e proprie strutture mentali caratterizzate da REVERSIBILITA’ in base alla quale

ogni operazione ha la sua inversa. Si può compiere un’azione che annulla quella

precedente; il bambino mentre compie una trasformazione comprende che ce n’è

anche un’altra inversa: questa capacità è alla base della nozione di

conservazione.

CONSERVAZIONE - I compiti di conservazione dimostrano la capacità del

bambino a compiere operazioni concrete. Nel test della reversibilità del pensiero

che coinvolge la conservazione della materia a un bambino vengono presentate

2 palle di creta identiche.

• Il ricercatore appiattirà un delle palline, i bimbi dai 7-8 anni sostengono

giustamente che la quantità è la stessa. Le operazioni concrete permettono ai

bimbi di coordinare + caratteristiche tra loro invece di focalizzarsi su una

singola proprietà dell’oggetto.

• La conservazione coinvolge il riconoscimento che lunghezza, numero,

massa, quantità, area, peso e volume degli oggetti e delle sostanze non

cambiano per la sola alterazione dell’aspetto.

• I bimbi non operano la conservazione su tutte le quantità e in tutti i compiti

simultaneamente. Piaget osservò che alcune forme di conservazione

(quella di numero) sono comprese prima di altre (peso e volume). L’ordine

di acquisizione della conservazione rispetto a compiti diversi è il seguente:

Numero, lunghezza, quantità di liquido, massa, peso e volume.

• Piaget parla quindi di DECALAGE ORIZZONTALE secondo cui

capacità simili non emergono nello stesso momento in un determinato

stadio di sviluppo. Inizialmente i bimbi risolvono i problemi in cui le

dimensioni sono + salienti e visibili, e solo + tardi cominciano a

comprendere quelli non visibili, come il volume.

OPERAZIONI LOGICHE - In questo periodo animismo, finalismo e artificialismo

creati dall’egocentrismo scompaiono e fanno posto a spiegazioni per mezzo di

rapporti causali. Il bambino è ora in grado i compiere delle operazioni logiche

concrete che comprendono 2 insiemi di operazioni:

• le operazioni I/N della reversibilità per inversione o le operazioni R/C della

reversibilità per reciprocità. Questi 2 gruppi di operazioni saranno coordinate

solo nel periodo operatorio formale, infatti vengono considerate ancora

eterogenee e separate.

CLASSIFICAZIONE - Consiste nella capacità di individuare proprietà che non

variano in oggetti diversi e di paragonare la classe con le sue sottoclassi senza

confonderle. Questa capacità implica sia l’identificazione della proprietà

attraverso la quale costruire una classe, sia la capacità di compiere sulle classi

operazioni di addizione/moltiplicazione logica.

• Prima di questo periodo il bimbo non opera delle classificazioni vere e proprie

ma delle COLLEZIONI: fino a 5 anni avvengono collezioni figurali in cui gli oggetti

sono riuniti senza criterio comune ma solo per formare oggetti + complessi

(oggetti in fila per fare il trenino); tra 5-6 anni collezioni non figurali, i bimbi

raggruppano gli oggetti in base a un criterio ma non sono in grado di compiere

operazioni sulle collezioni costruite. Il bambino operatorio è in

grado di comprendere:

1. Le interrelazioni tra insieme e sotto – insiemi.E' in grado di suddividere gli

oggetti in insiemi e sotto- insiemi comprendendone la relazione.

2. Seriazione - operazione concreta che comprende l'ordinare stimoli in una

dimensione quantitativa (come la lunghezza)

3. Transitività - coinvolge la capacità di ragionamento e di combinazioni di tipo

logico rispetto alle relazioni del tipo “se A > B e B > C allora A > C”. se esiste una

relazione tra un 1° e un 2° oggetto, e anche tra il 2° e il 3° allora esiste una

relazione anche tra il 1° e il 3° oggetto.

STADIO DELLE OPERAZIONI FORMALI - È il quarto ed ultimo stadio

dello sviluppo cognitivo e avviene tra gli 11 e i 15 anni. Qui gli individui pensano

in modi più astratti e logici, pensano in modo più idealistico, pensano al proprio

futuro e sono in grado di fare progetti. Nella risoluzione dei problemi i soggetti

sono più sistematici e usano il ragionamento logico. Il pensiero è:

astratto - gli adolescenti tendono a pensare al pensiero in sè.

idealistico e possibilista - possono compiere ampie speculazioni su

caratteristiche ideali, qualità che desidererebbero avere per sé e per gli altri. Si

paragonano agli altri rispetto a standard ideali e spesso si tratta di pensieri

fantasiosi su possibilità future.

logico - gli adolescenti escogitano piani e strategie ed esaminano

sistematicamente le diverse soluzioni attraverso il RAGIONAMENTO

IPOTETICO DEDUTTIVO, fanno ipotesi su come risolvere un problema e

sistematicamente deducono o concludono quale sia il miglior percorso da

seguire.

Quindi in questo stadio il ragazzo è capace di compiere deduzioni e induzioni è

capace anche di variare sistematicamente in modo solo formale, astratto e

verbale le variabili identificate come la causa di un fenomeno. Può fare tutto

questo grazie alla coordinazione delle operazioni I/N e R/C o La logica delle

proposizioni.

EGOCENTRISMO ADOLESCENZIALE - Elkind ha descritto l’egocentrismo

adolescenziale come un aumento della coscienza di sé degli adolescenti, che si

riflette sulla loro convinzione che gli altri siano interessati a loro e al loro senso di

unicità e invincibilità tanto quanto lo sono loro stessi. Elkind suddivide questo

egocentrismo in 2 tipi di pensiero sociale:

pubblico immaginario - è quella tendenza dell’egocentrismo adolescenziale ad

assumere comportamenti per richiamare l’attenzione su di sé nel tentativo di

essere notati, visibili, “sul palco”. Si pensa di essere sempre al centro

dell'attenzione e che tutti gli occhi siano puntati su di sè.

fiaba personale - è quella parte dell’egocentrismo adolescenziale che comprende

la sensazione di unicità e di invincibilità. Gli adolescenti arrivano ad inventare

storie che li riguardano piene di fantasie, immergendosi in un mondo lontano

dalla realtà. Alcuni psicologi pensano che questo senso di unicità e invincibilità

sia causa di fenomeni a rischio di alcuni adolescenti: gare di velocità, uso di

droghe, suicidio, non usare contraccettivi.

APPLICAZIONI E VALUTAZIONE DELLA TEORIA DI PIAGET PIAGET E

L’EDUCAZIONE - Alcune idee di Piaget sono state applicata nel campo

dell'insegnamento e dell'educazione:

1. assumere un atteggiamento costruttivo: i bimbi apprendono meglio quando

sono resi parte attiva dell’insegnamento. Critiche da parte di Piaget per chi vede i

bimbi come passivi recettori. Gli allievi imparano meglio facendo scoperte

piuttosto che imitare l’insegnante.

2. facilitare l'apprendimento piuttosto che dirigerlo: gli insegnati ascoltano,

osservano e fanno domande agli studenti per aiutarli a ottenere una migliore

comprensione. Osservarli per capire come pensano, stimolare il pensiero e

chiedere di spiegare le loro risposte e scoperte.

3. considerare le conoscenze e il livello di pensiero del bimbo: gli studenti non

arrivano a scuola con la mente vuota ma hanno delle idee sul mondo fisico e

naturale (spazio, tempo, quantità). Gli insegnanti devono essere in grado id

interpretare ciò che lo studente dice e rispondere in modo quasi pari al livello

dello studente. Piaget sosteneva che era importante esaminare gli ERRORI di

RAGIONAMENTO di un bimbo e non solo ciò a cui rispondono correttamente.

4. utilizzare valutazioni continue: le conoscenze di lingua o matematica o

conferenze individuali tenute da studenti che espongono le loro strategie di

pensiero, spiegazioni scritte e orali dei loro ragionamenti possono essere tutti

utilizzate per valutarne i progressi.

5. promuovere la salute intellettuale degli studenti: l’apprendimento deve

accadere in modo NATURALE. I bimbi non devono essere

spinti e messi sotto pressione per raggiungere troppo presto lo stadio evolutivo

successivo. Troppa enfasi nell’accelerazione dello sviluppo comporta un

APPRENDIMENTO PASSIVO.

6. trasformare l'aula in un setting di esplorazione e scoperta: libri e i compiti non

sono utilizzati. Gli insegnati osservano l' interesse e la partecipazione spontanea

alle attività da parte degli studenti per determinare il percorso d’apprendimento.

Vengono utilizzati dei giochi per stimolare il pensiero matematico. L’interazione

tra studenti e giochi possono contribuire a far migliore il loro pensiero.

VALUTAZIONI SULLA TEORIA DI PIAGET - Piaget ha svolto un ruolo

fondamentale nell'ambito della psicologia dello sviluppo in quanto fondatore del

contemporaneo campo di ricerca dello sviluppo cognitivo del bambino.

• nel suo modo di osservare i bambini utilizzò il metodo clinico-critico che

consistente nel mettere insieme metodi diversi come l’osservazione, il metodo

clinico e il quasi – esperimento. Durante l'osservazione dei cambiamenti

cognitiv dei suoi 3 figli, introdusse delle variazioni idonee a provocare nei

bambini i comportamenti che stava cercando. Questo permette di valutare

con la pratica i cambiamenti cognitivi del bimbo attraverso compiti e prove

che sarebbero troppo difficili da esporre in termini verbali. bimbo di fronte a

problemi che sarebbero troppo difficili da porre in termini verbali

• Piaget scoprì come il cambiamento cognitivo avviene + facilmente se il

contesto è strutturato in modo da permettere un graduale movimento

al livello successivo + alto.

• • I concetti si sviluppano attraverso una serie di risultati parziali che

portano a una conoscenza sempre + comprensiva degli aspetti della

realtà.

CRITICHE - Nonostante l'importanza della teoria dello sviluppo cognitivo di

Piaget nell'ambito della psicologia dello sviluppo, non sono mancate delle critiche

e dei dubbi che sono progressivamente emersi.

stime delle competenze dei bambini: alcune capacità cognitive emergono prima

rispetto alla teoria di Paget (es: non tutti i bimbi di 2 anni sono egocentrici) inoltre

le capacità cognitive possono emergere anche + tardi di quanto Piaget aveva

calcolato es: molti adolescenti ancora pensano in modo operatorio concreto o

cominciano appena a gestire le operazioni formali.

stadi: Piaget pensava agli stadi come strutture unitarie di pensiero. La sua teoria

dà per scontato la sincronia dello sviluppo, cioè che vari aspetti di un unico

stadio dovrebbero emergere nello stesso momento. Gli

psicologi dello sviluppo concordano sul fatto che lo sviluppo cognitivo del bimbo

non è così chiaramente suddiviso in stadi.

effetti dell’addestramento: alcuni bimbi che si trovano ad uno stadio cognitivo

possono essere addestrati a ragionare ad uno stadio cognitivo + alto. Piaget

sosteneva che tale addestramento era solo superficiale e inefficace, a meno che

il bimbo non si trovi in un momento di transizione nella maturità tra stadi.

cultura ed educazione: cultura ed educazione esercitano influenze + forti sullo

sviluppo dei bimbi rispetto a quanto pensato da Piaget. Se ad esempio il

concetto di conservazione in una certa cultura non è praticato allora è difficile

che si sviluppi nei termini dettati da Piaget. Così un bravissimo insegnante e

un’educazione basata sulla logica possono promuovere un pensiero operatorio

concreto e formale.

prospettive alternative : i neo-piagetiani sono teorici dello sviluppo che partendo

dalla teoria di Piaget hanno sviluppato la convinzione che lo sviluppo cognitivo

dei bimbi è in molti casi + specifico di quanto proposto da Piaget. La

dimostrazione di conoscenze precoci nei bimbi ha contribuito a fondare e

incrementare l'idea secondo cui i bimbi posseggono teorie simili a quelle

elaborate dagli scienziati.

• qesto approccio comprende sia teorici, secondo i quali il bambino nasce

già con teorie rudimentali, sia coloro secondo i quali rimane importante il

ruolo dell’esperienza e osservazione.

• un altro approccio derivato dalle idee piagetiane alle quali è stata aggiunta

l’enfasi per l’interazione sociale e denominato del "conflitto socio-

cognitivo": si ritiene che lo sviluppo cognitivo dipenda anche

dall’interazione sociale a cui il bimbo partecipa e in alcune condizione pota

disequilibrio cognitivo che induce la ricerca di un’organizzazione mentale

di ordine superiore.

La teoria dello sviluppo cognitivo di Vygotskij

Così come Piaget, Lev Vygotskij sottolineò il fatto che i bimbi costruiscono

attivamente la loro conoscenza. Secondo lui, però, le funzioni mentali hanno

connessioni sociali e la vita mentale prende forma prima di tutto nell’interazione

con gli altri.

• L’evoluzione della mente avviene tramite l’acquisizione di strutture psichiche a

complessità crescente in quanto si passa da funzioni psiciche inferiori

(percezione, motricità, emozioni, attenzione spontanea, memoria non volontaria)

a funzioni psichiche superiori (attenzione volontaria, pensiero, calcolo, memoria

logica, ragionamento) tramite il linguaggio.

• grazie al linguaggio il bimbo si può allontanare dalla situazione concreta

e può decontestualizzare la sua conoscenza. Le funzioni psichiche

superiori implicano la modificazione strutturale dei processi cognitivi e la

relativa perdita del loro carattere immediato dipendente dalla realtà.

• linguaggio egocentrico (diverso da quello sociale perché non deve

essere necessariamente esplicito) e il linguaggio interiore guidano

l’elaborazione di piani per agire nella realtà pratica. Parlando il

bimbo accompagna le sue azioni, le guida, le riorganizza, le

pianifica svincolandole dalla realtà, in quanto mentre parla sono le

parole la realtà oggettiva di riferimento.

• la teoria di Vygotskij sostiene che le altre persone e il linguaggio

giochino un ruolo fondamentale nello sviluppo cognitivo del bambino.

Il passaggio da un'intelligenza pratica a un’intelligenza condivisa, perché astratta,

non avviene solo attraverso il linguaggio, ma anche attraverso i MEDIATORI

SIMBOLICI = che sono sistemi di segni (parole, numeri) appresi non per

imitazione o condizionamento, ma come il prodotto dello sviluppo storico

culturale, ecco perché sono anche chiamati MEDIATORI CULTURALI.

• a livello interpersonale regolano le attività sociali, interazioni e scambi,

a livello intrapersonale una volta interiorizzati, guidano il pensiero e il

comportamento del singolo.

LA ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE - Nella sua teoria sullo sviluppo cognitivo

Vygotskij parla di zona di sviluppo prossimale che indica la differenza fra il livello

di sviluppo effettivo del bambino e il suo livello di sviluppo potenziale

• sviluppo effettivo che si manifesta quando il bambino risolve da solo un

compito

• sviluppo potenziale che si potrebbe esprimere se il compito fosse risolto con

le indicazioni e i suggerimenti di un altro soggetto più competente.

• Questo soggetto può essere un genitore, un insegnante o un adulto che

promuove la trasformazione delle potenzialità in capacità esibite grazie

all’impiego di strumenti culturali come il linguaggio, la lettura, la scrittura.

Il limite + basso della ZPD è quello raggiunto dal bimbo che lavora solo, quello +

alto è quello che il bambino raggiunge grazie all'aiuto e alla guida di qualcun

altro. La ZPD fotografa le capacità cognitive del bimbo ancora nel processo di

maturazione e quelle che possono essere raggiunte solo in presenza della guida.

(es: bimbo e carrello della spesa, divisione della spesa grazie all’insegnante)

SCAFFOLDING - Dal concetto di ZPD deriva il concetto di scaffolding

• significa graduare il livello di supporto, modulandolo sul bambino e fa

riferimento al fatto che nelle interazioni sociali le differenze fra i partecipanti si

risolvono in un'azione reciproca, tale per cui uno dei due agisce come "può"

mentre l'altro fa "tutto il resto".

• il nodo centrale dell’attività di scaffolding è che l’aiuto dato è

FLESSIBILE(modulato sulle capacità del bimbo) e casuale all’interno di

interazioni collaborative bambino/adulto che possono essere interazioni

educative esplicite, ma anche informali (gioco o conversazione).

• le strategie di scaffolding possono essere le + diverse: dalla suddivisione

del compito complesso in parti più semplici e organizzate

gerarchicamente, alle tecniche per attirare l’attenzione sull’oggetto

dell’apprendimento; dal controllo della frustrazione con l’impiego di

incoraggiamenti alla valutazione del successo con lodi e rinforzi.

LINGUAGGIO E PENSIERO - Per Vygotskij linguaggio e pensiero all’inizio sono

indipendenti, la lallazione ne è un esempio, ma verso i 2 anni i bimbi capiscono

che le cose hanno un nome e usano le parole come forme simboliche del

pensiero. A 3 anni oltre al linguaggio interpersonale si ha un linguaggio privato

che serve da guida per il pensiero, che verso i 7-8 anni diventa LINGUAGGIO

INTERIORE

• Vygotskij sosteneva che i bimbi usano il linguaggio interiore per pianificare,

guidare e monitorare il loro stesso comportamento per un’ auto-regolazione. Il

linguaggio egocentrico è per lui uno strumento di pensiero importante nella prima

infanzia, connesso all’attività pratica: ecco perché può capitare di vedere un

bimbo che parla tra sé e sé per suggerirsi i passaggi necessari allo svolgimento

di un’azione.

• Pensiero e linguaggio si sviluppano indipendentemente l’uno dall’altro per

poi unificarsi questo periodo di passaggio avviene tra i 3 – 7 anni e

consiste nel parlare con sé stessi.

• dopo qualche tempo il parlare tra sé passa in secondo piano. Quando

questo avviene i bimbi hanno interiorizzato il loro linguaggio egocentrico

nella forma del LINGUAGGIO INTERIORE che diventa il loro modo di

pensare.

Secondo Piaget il parlare tra sè era segno di egocentrismo e immaturità, tuttavia

vari studi, hanno dimostrato che l’uso del linguaggio interiore da parte dei

bambini aumenta di fronte a compiti difficili, che comportano errori o quando

sono indecisi sul da farsi. Tali studi hanno rivelato che i bimbi che usano il

linguaggio interiore sono + attenti e tendono a migliorare maggiormente la loro

prestazione rispetto a bimbi che non ne fanno uso

STATEGIE DI INSEGNAMENTO - Così come quella di Piaget anche la teoria

sullo sviluppo cognitivo di Vygotskik è stata presa in considerazione nell'ambito

dell'insegnamento e dell'educazione e può essere utilizzata nel:

1. valutazione della ZPD del bimbo: la guida deve presentare al bimbo dei

compiti di varia difficoltà, determinando la zona di sviluppo prossimale, per

determinare il punto da cui è meglio far partire l’istruzione.

2. utilizzo della ZPD del bimbo nell’insegnamento: l’insegnamento dovrebbe

partire + o – dalla soglia + alta della ZPD in modo che il bimbo possa

raggiungere gli obiettivi con un aiuto a procedere a livelli superiori di conoscenza.

Osservare le intenzioni e i tentativi dell’allievo e fornire un sostegno solo quando

è necessario. Quando il bimbo esita, è positivo offrire incoraggiamento e

invogliarlo a esercitarsi sul compito.

3. uso di compagni di classe più abili come insegnati

4. monitoraggio e incoraggiamento all’uso del linguaggio interiore negli allievi : è

importante incoraggiare i bimbi a interiorizzare e autoregolare i loro discorsi

durante gli anni della scuola elementare.

5. localizzazione delle istruzioni in contesti significativi: possibilità di sperimentare

le nozioni dell’apprendimento nel contesto della vita reale, invece della semplice

memorizzazione delle formule matematiche, gli studenti lavorano su problemi

matematici applicati al mondo reale.

6. trasformazione dell’aula secondo le idee di Vygotskij: l'insegnante pone delle

domande e risponde ai dubbi dei bimbi e favorisce un lavoro di gruppo in cui

entrano in gioco diverse tipologie di scaffolding.

VALUTAZIONE SULLA TEORIA DI VYGOTSKIJ - La teoria di Piaget e quella di

Vygotskij sono entrambe costruttiviste, ma il secondo utilizza un approccio

SOCIO-COGNITIVISTA che enfatizza il ruolo del contesto sociale

nell’apprendimento e la costruzione del sapere attraverso l’interazione sociale.

• La visione di Vygotskij sull’importanza delle influenze socio – culturali nello

sviluppo del bimbo è in sintonia con la convinzione corrente che sia molto

importante valutare i fattori contestuali nell’area dell’apprendimento.Alcune

critiche sostengono che Vygotskij avesse dato troppa importanza al ruolo del

linguaggio nell’apprendimento. Anche la sua esaltazione su collaborazione e

guida ha dei punti deboli, in quanto l'adultro potrebbe aiutare troppo il bambino

che ad un certo punto diventa pigro apprende in modo passivo.

*inserire tabella differenze*

Lo sviluppo cognitivo secondo Jerom Bruner

Piaget vede lo sviluppo cognitivo come indipendente rispetto linguaggio e

intereazione sociale, mentre linguaggio e interazione sociale sono alla base della

teoria sullo sviluppo cognitivo di Vygotskij; anche Bruner sostiene che qualsiasi

processo mentale, incluso il linguaggio, abbia origine sociale e che la cognizione

sia influenzata dalla cultura. Bruner approfondisce l'importanza dell'adulto in

interazione col bambino per l'ascquizione del linguaggio.

L’APPROCCIO CULTURALE ALLO SVILUPPO - Il percorso adottato da Bruner è

alimentato da una crescente riserva nei confronti dell'orientamento cognitivista:

• riconosce ai cognitivisti il merito di aver recuperto un linguaggio mentalistico e

di essersi concentrati su aspetti meno visibili del pensare, ma la necessità di

comprovare la validità dei costrutti teorici ha portato i cognitivisti a strutturare

metodiche specifiche per garantire l’oggettività nella ricerca sulla soggettività.

• secondo Bruner questo ECCESSO METODOLOGICO ha riportato

l’indagine all’interno del laboratorio, rendendo il cognitivismo inadeguato

allo studio delle condotte e dei vissuti reali degli esseri umani

• Bruner compie una svolta culturale nella quale la mente dell’uomo è un’entità

fondata sul concetto di significato e sulle modalità attraverso le quali esso

viene creato. La PSICOLOGIA CULTURALE si propone di interpretare i modi

in cui la società e la cultura influenzano lo sviluppo individuale.

• alla base della condotta umana vi è il SIGNIFICATO: per comprendere

l’uomo occorre comprendere lo stato intenzionale che guida l’azione.

L’eredità biologica da sola non è in grado di guidare la nostra vita:

supporta l’azione ma è la cultura che ci consente di evolvere andando

oltre la nostra naturale limitatezza. Come Vygotskij egli enfatizza il ruolo

della cultura nello sviluppo individuale.

LO SVILUPPO DELLA CONOSCENZA - Secondo Bruner il bimbo partecipa

attivamente alla vita sin dalla sua nascita all’interno di format che sono schemi

interattivi o modelli di azione in base ai quali si svolgono le interazioni abituali fra

genitore e bimbi.

• Le interazioni con i genitori si strutturano secondo schemi fissi in cui adulto e

bimbo cooperano per uno scopo comune. Bruner ritiene che il modo in cui i

genitori si prendono cura del bimbo e strutturano le proprie interazioni con lui, lo

possano aiutare nell’acquisizione del linguaggio

• Il bimbo impara sia a interpretare le azioni e le espressioni della madre a

partire dal significato che esse hanno nella sequenza, sia a produrre esso

stesso tali azioni ed espressioni, con l’uso di parole o gesti comunicativi.

Da questi presupposti Bruner sviluppa l’idea che gli esseri umani organizzino la

loro conoscenza codificandola in modi diversi, distinguendo tre tipi di

rappresentazione:

rappresentazione esecutiva- è la forma di rappresentazione che caratterizza il 1°

anno di vita. In essa il bambino codifica la realtà attraverso l’azione (contatto cn

ambiente, percezione, attenzione). Gli scopi del

soggetto e le caratteristiche dell’ambiente governano questa rappresentazione

che possiamo trovare anche da adulti rispetto a conoscenze strettamente

motorie come l’andare in bici.

Questa rappresentazione è il punto di partenza dello sviluppo.

§

rappresentazione ionica - è la forma di rappresentazione usata fino a 6-7 anni.

Questo sistema di rappresentazione codifica la realtà attraverso immagini ed è

collegato all’imitazione.

Il bambino codifica la realtà osservando ciò che viene fatto, può

§

conservare un’immagine della realtà che ha percepito e usarla per gli

scopi che intende raggiungere. Il bambino ora non ha bisogno di agire

sulla realtà.

rappresentazione simbolica - prevalente dagli 8 anni in poi. La realtà è codificata

attraverso il linguaggio e altri sistemi simbolici come il numero. In questa

rappresentazione viene meno la somiglianza con la realtà rappresentata e la

dipendenza dal dato concreto. Cominciano ad essere costruite categorie

organizzate.

I tre sistemi di rappresentazione sono interconnessi e l'apprendimento delle

capacità simboliche presuppone i sistemi precedenti. Il processo evolutivo non è

un percorso individuale, ma un processo attraverso il quale i bambini arrivano a

dare un significato agli eventi del mondo.

NARRAZIONE E PENSIERO NARRATIVO - Bruner sostiene che lo scheletro

portante per la strutturazione delle competenze linguistiche è la narrazione.

narrazione: esposizione di un fatto o una serie di fatti, reali o finti, secondo un

ordine causale e una sequenza temporale. Per Bruner, le narrazioni traducono la

tendenza universale a trasmettere l’esperienza. La narrazione

richiede 4 componenti fondamentali

• agentività = riconoscimento della responsabilità umana nelle azioni

orientate per uno scopo

• sequenzialità = ordina e collega gli eventi di una vicenda

• sensibilità = alternanza tra il canonico e lo straordinario della vicenda

• prospettiva = che determina il punto di vista adottato dal narratore

Secondo Bruner il bimbo avverte la necessità di riordinare i suoi eventi secondo

questa impostazione la quale orienta l’acquisizione delle forme grammaticali.

È nel corso di interazioni sociali organizzate in termini di format dall’adulto che

v

si gettano le basi per lo sviluppo del PENSIERO NARRATIVO cioè una forma di

narrazione mentale di eventi, riguardante l’azione e l’intenzionalità umane, il cui

prodotto è la narrazione. I contenuti del pensiero narrativo sono

AZIONI = in quanto si narra un qualcosa caratterizzato da dinamismo spazio –

§

temporale INTENZIONI = perché l’azione è

§

sempre di qualcuno, dalle cui intenzioni, credenze dipende.

Per Bruner il pensiero narrativo è uno stile di pensiero contrapposto a quello

paradigmatico:

Pensiero narrativo = è tipico del discorso e del ragionamento quotidiano

§

e perciò si fa influenzare dal contesto e organizza oggetti/eventi in senso

orizzontale di coerenza

Pensiero paradigmatico = tipico del ragionamento scientifico nel suo

§

orientamento verticale – gerarchico che connette oggetti in concetti o

categorie.

Pensiero e linguaggio si concatenano in modo privilegiato nel pensiero

v

narrativo e trovano espressione nelle storie, prima comprese e poi prodotte dal

bimbo stesso. Le STORIE infatti rappresentano il modo contestualizzato e tipico

dell’organizzazione narrativa che diamo ogni giorno alle nostre conoscenze.

Capitolo 6 - Approccio dell'elaborazione delle informazioni

La teoria dell’elaborazione delle informazioni analizza come i bambini

manipolano e monitorano le informazioni e creano strategie per gestirle.

Un'efficace elaborazione delle informazioni avviene tramite attenzione, memoria

e ragionamento. Questi processi possono susseguirsi oppure sovrapporsi.

L'elaborazione delle informazione nei bimbi può essere limitata dalla capacità di

manipolare le informazioni e produrre strategie per acquisire e utilizzare

conoscenza o dalla velocità di elaborazione.

RISORSE COGNITIVE: CAPACITA’ E VELOCITA’ D’ELABORAZIONE DELLE

INFORMAZIONI

Capacità e velocità d’elaborazione sono dette anche risorse cognitive, che

influenzano la memoria e la risoluzione dei problemi

• La biologia e l’esperienza contribuiscono entrambe allo sviluppo delle risorse

cognitive.

• La velocità con cui i bimbi elaborano le informazioni spesso influenza ciò che

riescono a fare di quelle informazioni. La velocità d’elaborazione nei bambini è

legata alla loro competenza nel pensare. Tuttavia alcune

compensazioni per elaboratori lenti possono essere raggiunte attraverso

strategie efficaci.

• I ricercatori hanno identificato una serie di modi per valutare la velocità di

elaborazione. es: un'esperimento valuta il tempo di reazione

calcolando in quanto tempo un individuo spinge un bottone al presentarsi

di determinati stimoli visivi e sonori.

• La velocità d’elaborazione aumenta con l’aumento dell’età. Secondo uno

studio di Hale (1990) bambini di 10 anni erano + lenti rispetto a giovani

adulti in compiti sui tempi di reazione, collegamenti tra parole, rotazione

mentale e collegamenti astratti.

MECCANISMI DI CAMBIAMENTO - Secondo Robert Siegler esistono 3

meccanismi che permettono di avviare cambiamenti nelle capacità cognitive dei

bambini:

1. codificazione: il processo per il quale le informazioni passano nella memoria.

I cambiamenti delle capacità cognitive dei bimbi dipendono da un

§

aumento di capacità di codificare le informazioni rilevanti e ignorare

informazioni irrilevanti.

2. automaticità : capacità di elaborare informazioni con poco o nessuno sforzo.

La pratica permette ai bimbi di codificare sempre + informazioni

§

automaticamente. L’elaborazione di dati diventa + automatica e quindi

possiamo eseguire i nostri compiti + velocemente ed eseguirne + di uno

per volta

3. costruzione di una strategia: scoprire un nuovo procedimento per

l’elaborazione delle informazioni.

Siegler sostiene che l’elaborazione di informazioni da parte dei bambini

§

è caratterizzata dall’ "auto-modifica". I bimbi imparano a utilizzare ciò che

hanno appreso in circostanze precedenti adattando le loro risposte alle

nuove situazioni.

Parte di questa auto-modifica dipende dalla metacognizione che

§

significa sapere di sapere.

Secondo Siegler i bimbi giocano un ruolo attivo nel loro sviluppo cognitivo.

CONFRONTI CON LA TEORIA DI PIAGET - Secondo Piaget i bambini

costruiscono attivamente le loro conoscenze e la loro comprensione del mondo.

Il loro pensiero si sviluppa in diversi stadi. A ogni stadio il bambino sviluppa

diversi tipi di strutture mentali qualititivamente diverse tra loro che gli permettono

di pensare il mondo in nuovi modo.

• Alcuni approcci dell'elaborazione delle informazioni costruttiviste e vedono i

bimbi come guide del loro stesso sviluppo cognitivo. Analogamente a Piaget

questi psicologi individuano capacità e limitazioni cognitive in vari momenti

dello sviluppo ed enfatizzano l’impatto che la comprensione preesistente ha

sull’abilità di acquisire una nuova comprensione di qualcosa

• Al contrario di Piaget, questo approccio non vede lo sviluppo come un evento

improvviso che avviene in diversi stadi con brevi periodi di passaggio da uno

stadio all’altro. Bensì gli individui sviluppano gradualmente una maggiore

capacità di elaborazione delle informazioni che permette loro di acquisire

conoscenze e abilità sempre + complesse.

• Messa a confronto con la teoria di Piaget, la teoria dell’elaborazione delle

informazioni si sofferma su un’analisi + precisa dei cambiamenti e del ruolo

che gioca la continua attività cognitiva in quel dato cambiamento

L'attenzione

L’attenzione è la messa a fuoco di risorse mentali. Migliora l’elaborazione

cognitiva di molti compiti, tuttavia bisogna tenere in considerazione che sia i

bimbi che gli adulti possono prestare attenzione ad un numero limitato di

informazioni.

• Esistono diversi meccanismi connessi con l’attenzione:

allerta: indica la quantità d’attenzione implicata in un compito e diminuisce

quando lo stesso stimolo viene presentato ripetutamente, mentre aumenta

quando si presenta uno stimolo nuovo.

attivazione: innesca un sistema interno di codifica che porta alla

rappresentazione dello stimolo.

• La distinzione tra allerta e attivazione è fondamentale per gli studi

sull’abituazione: la presentazione ripetuta di uno stimolo altera l’allerta che

diminuisce, ma non altera la rappresentazione interna dello stimolo.

orientamento: si verifica con movimenti del campo e degli occhi. Si parla di

attenzione spaziale orientata in modo ESPLICITO quando si ha il movimento del

capo e degli occhi, e di attenzione spazialr orientata in modo IMPLICITO in

assenza di movimenti oculari.

I modi attraverso i quali si può distribuire l’attenzione sono stati denominati dagli

psicologi:

• attenzione sostenuta: la prontezza necessaria per identificare e rispondere ai

cambiamenti anche piccoli che accadono casualmente nell’ambiente. Detta

anche vigilanza.

• attenzione selettiva: il focalizzarsi su un aspetto specifico dell’ambiente

esterno trascurando il resto. Esempio: concentrarsi su una sola voce.

• attenzione divisa: il concentrarsi su + di un’attività contemporaneamente. Es:

ascolto musica e leggo il libro.

PRIMA INFANZIA - A 4 mesi bimbi possono prestano attenzione selettiva ad un

oggetto, del resto l’attenzione selettiva è già presente dalle prime settimane di

vita e manifesta una preferenza per alcuni stimoli.

• L’attenzione nella prima infanzia ha a che fare con i processi di ABITUAZIONE

e DISABITUAZIONE

• abituazione: si riferisce a una risposta diminuita rispetto a uno stimolo

dopo ripetute presentazioni dello stesso

• disabituazione: si riferisce al recupero della risposta abituata dopo un

cambiamento di stimolo.

• L’attenzione degli infanti è governata dalla novità e dall’abituazione, tale

per cui quando uno stimolo diventa familiare, l’attenzione diminuisce e i

bimbi sono più vulnerabili alla DISTRAZIONE. L’ABITUAZIONE è anche

una misura della maturità e del benessere del neonato: neonati con danni

al cervello non si abituano bene agli stimoli.

SECONDA INFANZIA E ADOLESCENZA - Con l’età, i bimbi diventano + capaci

di concentrarsi su un compito, elaborare informazioni, pianificare la ricerca di

informazioni per raggiungere uno scopo.

• Con l’età l’esplorazione visiva diventa sempre + dettagliata ed esaustiva

migliora la capacità di focalizzare l’attenzione su certi aspetti salienti

dell’ambiente.

• Dopo i 6-7 anni i bimbi sono in grado di pianificare ed eseguire una ricerca

visiva sistematica per svolgere un compito o risolvere un problema. Questo

cambiamento riflette il passaggio al CONTROLLO COGNITIVO dell’attenzione

che permette di agire in modo meno impulsivo e + riflessivo.

• L’attenzione per informazioni salienti continua ad aumentare nella fanciullezza

• Nell’adolescenza diminuisce l’elaborazione di informazioni irrilevanti e con l’età

oltre alla capacità di dirigere l’attenzione selettiva, aumenta anche la capacità di

dividere l’attenzione: bambini in età scolare e adolescenti sono capaci di fare +

cose contemporaneamente, aumenta anche l’automaticità e il controllo del lavoro

mentale.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e dei processi formativi
SSD:
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilapan.nocchia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Carbone Roberta.

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