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Riassunto esame Psicologia dello sviluppo, prof. Traverso, libro consigliato Psicologia dello sviluppo, Santrock ( Capitolo 1-8 ) Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di psicologia dello sviluppo e della prof. Traverso, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Psicologia dello sviluppo, Santrock ( Capitolo 1-8 ). Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. L. Traverso

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La ricerca scientifica quindi passa attraverso delle tappe che

definiscono il ciclo della ricerca.

LA VALIDITA’ DELLA RICERCA SCIENTIFICA

Che cosa contribuisce a definire la validità di una ricerca ? La validità

non è data solo dalla relazione di causa-effetto tra le variabili ma a

seconda dell’oggetto di studio, andrà privilegiato un tipo di validità

piuttosto che un altro.

Il grado di validità, dipende dal controllo agito dal ricercatore:

La validità interna: Corrisponde a quanto il risultato della ricerca è

considerato giusto in rapporto alle ipotesi di partenza.

La validità esterna: Consiste nella possibilità di generalizzare i

risultati della ricerca a individui o contesti diversi da quelli considerati.

La validità di costrutto : Quanto il ricercatore che ha condotto la

ricerca, esclude che i risultati possano essere spiegati da una teoria

diversa da quella di riferimento. La validità ecologica: Indica

quando i risultati rispecchiano la realtà esterna.

DISEGNI DI RICERCA

E’ importante sottolineare come le teorie siano spesso collegate a

diversi disegni di ricerca.

Dal tipo di teoria che il ricercatore ha deciso di “sposare”, consegue la

scelta delle modalità attraverso le quali svolgere la ricerca che

definiscono il piano o il disegno di ricerca.

Il tipo di indagine, può dipendere dall’oggetto :

1)LA RICERCA DESCRITTIVA: Osservare e registrare un fenomeno

( esempio : come i bambini sono altruisti con gli altri compagni . Tale

modalità ovviamente da sola non è esaustiva ma può rivelare

importanti informazioni sul comportamento delle persone. Il metodo

descrittivo per eccellenza è l’osservazione naturalistica: non intrusiva

e non manipolativa delle variabili. 17

2)LA RICERCA CORRELAZIONALE: Va al di là della semplice

osservazione di un fenomeno, fornisce informazioni utili ad effettuare

una previsione sul comportamento delle persone. Il fine di questo tipo

di ricerca è quello di studiare come due o più eventi sono correlati.

Il coefficiente di correlazione è un numero basato su un’analisi

statistica che descrive il grado di associazione tra due variabili.

3)LA RICERCA SPERIMENTALE: Il fine è di indagare la natura delle

relazioni tra i fenomeni e verificare se esiste un legame causale. In

questo tipo di ricerca, il ricercatore ha un controllo completo sul chi,

sul cosa, quando e dove della ricerca. Un esperimento è una

procedura accurata nella quale uno o più fattori che si crede

influenzino un comportamento preso in esame, vengono manipolati

mentre tutti gli altri fattori rimangono costanti.

VARIBILI INDIPENDENTI E DIPENDENTI

Variabile indipendente: Fattore sperimentale manipolato che influenza

altri fattori. E’ una potenziale causa.

Variabile dipendente: Elemento che può mutare nel corso

dell’esperimento in risposta a cambiamenti relativi alle variabili

indipendenti.

Quando i ricercatori manipolano le variabili indipendenti, misurano le

variabili dipendenti per stabilire eventuali effetti.

GRUPPO SPERIMENTALE E GRUPPO DI CONTROLLO

Gli esperimenti possono includere più gruppi sperimentali e più gruppi

di controllo.

Un gruppo sperimentale è il gruppo la cui esperienza viene manipolata

Un gruppo di controllo è un gruppo utilizzato per stabilire un confronto

con il gruppo sperimentale che deve essere il più simile possibile a

quest’ultimo e deve essere trattato allo stesso modo eccetto che per il

fattore manipolato.

Assegnazione casuale: I ricercatori collocano casualmente i

partecipanti nel gruppo sperimentale o in quello di controllo, ciò riduce

18

la possibilità che i risultati dell’esperimento vengano influenzati da

differenze preesistenti tra i due gruppi.

QUASI-ESPERIMENTO

Si ha un quasi esperimento quando lo sperimentatore non ha la

possibilità di controllare tutte le condizioni di svolgimento della

ricerca. In questo consiste la differenza tra l’esperimento e il quasi

esperimento ( nel controllo sulle variabili dipendenti ed indipendenti ).

RICERCA LONGITUDINALE -> strategia di ricerca nella quale gli stessi

individui vengono studiati per un lungo periodo di tempo. Questi studi

forniscono una gran quantità di informazioni sulla stabilità e il

cambiamento dello sviluppo e sull’importanza delle prime esperienze

in relazione a quelle future.

Critiche -> Possibilità di confusione tra i cambiamenti legati all’età e i

cambiamenti di tipo sociale e storico che si verificano nel corso della

ricerca.

APPROCCIO TRASVERSALE -> strategia di ricerca nella quale soggetti

di età differenti sono messi a confronto in un momento preciso.

Critiche -> non dà informazioni sul modo in cui gli individui cambiano

o sulla stabilità delle caratteristiche. C’è il rischio dell’effetto coorte:

confrontando soggetti di età diversa si confrontano coorti diverse

(diverse condizioni socio-storico-culturali).

I piani longitudinali-sequenziali vengono talvolta utilizzati nei quali

gruppi di individui di età diversa vengono seguiti ripetutamente nel

tempo.

OSSERVAZIONE

Vi sono due possibilità dove poter condurre le nostre osservazioni: in

laboratorio o nel mondo reale.

Le ricerche in laboratorio in una situazione controllata dove vengono

eliminati molti fattori associati al “mondo reale” servono ad esempio

quando vogliamo osservare come reagiscono i bambini davanti ad un

comportamento aggressivo, non potremmo eseguire le ricerche negli

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ambienti scolastici o in famiglia poiché non possiamo controllare

diversi fattori (come la quantità di aggressività, il tipo, nè la persona

che mette in atto il comportamento aggressivo), al contrario è

possibile osservare in maniera più controllata tramite un’osservazione

in laboratorio. Tuttavia l’utilizzo del laboratorio può comportare il fatto

che il soggetto si senta studiato e visto che il laboratorio non è un

ambiente naturale può spingere i soggetti a comportarsi in maniera

appunto innaturale. Inoltre alcuni aspetti dello sviluppo infantile sono

impossibili da studiare in laboratorio.

L’osservazione naturalistica osserva invece i comportamenti in

situazioni reali senza manipolare o controllare la situazione. Per

quanto riguarda la naturalità della situazione, una ricerca non è per

forza ecologica perché svolta sul campo, vi sono casi in cui ad

esempio il comportamento scelto viene osservato nell’ambiente

sbagliato anche se naturale.

INTERVISTE E QUESTIONARI

L’intervista è, come l’indagine o questionario, il modo migliore per ottenere

informazioni dai diretti interessati, possono avvenire di persona, al telefono oppure

online.

Il questionario è utilizzato quando sono necessarie informazioni da molte persone. In un

buon questionario gli item (domande) sono chiare e neutrali, alcune sono a risposta

aperta quindi non strutturate e consentono una risposta personale, vengono utilizzate

quando non si conoscono a priori le possibili risposte o al contrario sono troppo

numerose. Altre domande sono più strutturate e specifiche.

Un problema legato ai questionari e alle interviste è che i partecipanti rispondano in

modi considerati socialmente accettati e quindi non reali.

I TEST STANDARDIZZATI

Il vantaggio dei test standardizzati è che permettono di confrontare la

performance di una persona con quella di altri individui mettendo a

disposizione informazioni sulle differenze individuali delle persone. Un

20

esempio è il test d’intelligenza di StanfordBinet. Gli svantaggi invece

sono principalmente 3:

1. Non sempre i test standardizzati sono in grado di prevedere i

comportamenti nelle situazioni al di fuori del test.

2. La personalità e l’intelligenza (due principali target) possono

variare a seconda della situazione.

3. Test psicologici sviluppati nelle culture occidentali non per forza

sono validi all’interno di altre culture.

MISURAZIONI PSICOFISIOLOGICHE

Al fine di raccogliere dati a proposito dei meccanismi di un soggetto, le misurazioni

psicofisiologiche possono essere il metodo più efficace, sono misurazioni che valutano il

funzionamento del sistema nervoso centrale, del sistema nervoso autonomo e del sistema

endocrino.

Tecniche di neuroimaging: includono vari metodi per produrre diversi

tipi di immagini della struttura del cervello, della sua attività o di

entrambe.

CAPITOLO 3 : “DAGLI INIZI BIOLOGICI ALLA

NASCITA”

LA PROSPETTIVA EVOLUZIONISTICA

21

La Teoria dell’evoluzione è stata proposta tempo addietro (Darwin,

1859). Oggi alcuni dei concetti da lui proposti sono ripresi al fine di

spiegare alcuni aspetti dello sviluppo psicologico. Tra questi concetti

ritroviamo:

Il meccanismo di selezione naturale: processo evolutivo che

• favorisce quegli individui della specie che sono più adatti a

sopravvivere e a riprodursi.

Il comportamento adattivo: è un comportamento che promuove

• la sopravvivenza di un organismo nel suo habitat naturale.

La psicologia evoluzionistica è il più recente approccio alla psicologia,

sottolinea l’importanza dell’adattamento, della riproduzione e della

“sopravvivenza del più forte” nell’influenzare il comportamento.

“forte” ovvero capace di generare figli che sopravvivano abbastanza a

lungo da riprodursi a loro volta. Queste sono idee proposte dagli

psicologi evoluzionisti dello sviluppo:

Alcune caratteristiche dell’infanzia sono state selezionate perché

• utili ad adattarsi in specifici periodi dello sviluppo, e non perché

preparassero i bambini all’età adulta, ovvero: un periodo

prolungato di gioventù si è evoluto in conseguenza alla necessità

per gli esseri umani di sviluppare un cervello di grandi dimensioni

e di apprendere i complessi meccanismi delle società umane.

Molti meccanismi psicologici evolutivi sono specifici di un

• particolare dominio (dominio-specifici): secondo la psicologia

evoluzionistica, la mente non è uno strumento generico che può

essere utilizzato allo stesso modo per affrontare una vasta

gamma di problemi, dal momento che i nostri antenati dovevano

affrontare una serie di problemi ricorrenti, hanno sviluppato

moduli specializzati nell’elaborazione di informazioni relative a

ciascuno di quei problemi: uno per la percezione fisica, uno per la

conoscenza matematica, uno per il linguaggio ecc.

I meccanismi evolutivi non sempre favoriscono l’adattamento

• nella società contemporanea: alcuni comportamenti frutto

dell’adattamento dei nostri antenati preistorici potrebbero non

esserci molto utili oggi, ad esempio, la scarsità di cibo propria

22

della preistoria ha probabilmente causato la tendenza degli

esseri umani a desiderare cibi altamente calorici e in grandi

quantità.

Albert Bandura riconosce che l’evoluzione ha avuto una grossa

influenza sull’adattamento umano, tuttavia rifiuta l’evoluzionismo

“unilaterale” il quale considera i comportamenti sociali un prodotto

dell’evoluzione biologica. Un’alternativa potrebbe essere la

prospettiva bi-direzionale in cui l’ambiente e le caratteristiche

biologiche si influenzano a vicenda.

VALUTAZIONI SULLA PSICOLOGIA EVOLUZIONISTICA

l’idea centrale dell’approccio evoluzionistico secondo cui la selezione

naturale guiderebbe lo sviluppo dei tratti e dei comportamenti umani

è difficile da rifiutare o da confermare perché la scala temporale su cui

poggia non si presta a studi empirici.

LA GENETICA COMPORTAMENTALE

L’influenza delle nostre basi biologiche sull’ambiente

È quella disciplina che intende determinare l’influenza dei fattori

ereditari sulle differenze individuali nelle caratteristiche umane dello

sviluppo. Gli studiosi della genetica comportamentale si servono di

gemelli o di persone adottate:

ESPERIMENTO CON I GEMELLI -> le somiglianze nel comportamento

dei monozigoti sono confrontate con quelle dei dizigoti: uno studio ha

dimostrato come i problemi comportamentali fossero prevalenti nei

gemelli monozigoti piuttosto che in quelli dizigoti, i ricercatori

conclusero che lo studio dimostrava il ruolo fondamentale dei fattori

ereditari nei problemi comportamentali.

ESPERIMENTO CON FIGLI ADOTTIVI -> i ricercatori tentano di stabilire

se i comportamenti e le caratteristiche psicologiche dei bambini

adottati sono più simili a quelle dei genitori adottivi, i quali hanno

determinato il loro ambiente domestico, o a quelle dei genitori

biologici, che hanno contribuito alle loro caratteristiche ereditarie.

23

CORRELAZIONI TRA FATTORI EREDITARI E AMBIENTE

Sandra Scarr ha descritto 3 modi in cui i fattori ereditari e l’ambiente

sono correlati

1. CORRELAZIONI PASSIVE GENOTIPO-AMBIENTE si verificano

poiché i genitori biologici costruiscono un ambiente educativo

per il bambino. I figli, ad esempio, data la predisposizione

ereditata dei genitori a causa del loro ambiente pieno di libri,

acquisiranno una buona capacità di lettura.

2. CORRELAZIONI EVOCATIVE GENOTIPO-AMBIENTE si verificano

poiché le caratteristiche di un bambino suscitano un certo tipo di

risposta ambientale. Ad esempio, un bambino attivo e sorridente

riceverà più stimolazioni sociali di un bambino passivo e

silenzioso.

3. CORRELAZIONI ATTIVE GENOTIPO-AMBIENTE si verificano quando

i bambini ricercano un ambiente che trovano stimolante e

compatibile con le loro attitudini. Le loro selezioni attive

dell’ambiente sono collegate a un particolare genotipo, ad

esempio, i bambini estroversi tendono a cercare contesti sociali

nei quali interagire con le persone mentre i bambini timidi il

contrario.

ESPERIENZE AMBIENTALI CONDIVISE

sono le esperienze in comune tra fratelli, come la personalità o le

attitudini intellettuali dei genitori, lo status socio-economico ecc.

Robert Plomin ha scoperto che l’ambiente condiviso ha un’influenza

molto limitata sulle variazioni di personalità e interessi nei bambini,

anche se due bambini vivono sotto lo stesso tetto con gli stessi

genitori, le loro personalità sono spesso molto diverse. ESPERIENZE

AMBIENTALI NON CONDIVISE 24

sono le esperienze uniche proprie del singolo bambino sia all’interno

sia al di fuori della famiglia che non sono condivise con il fratello.

L’EPIGENETICA

L’influenza dell’ambiente sul come si potrebbero manifestare le nostre

caratteristiche biologiche

Gilbert Gottlieb propone la prospettiva epigenetica secondo la quale lo

sviluppo è il risultato di uno scambio continuo e bi-direzionale tra

fattori ereditari e ambientali. Se nella correlazione genotipo-ambiente

la relazione tra fattori ereditari-ambiente è unidirezionale e univoca

(fattori ereditari -> ambiente), nella prospettiva epigenetica la

relazione e bidirezionale e probabilistica (fattori ereditari <->

ambiente). Molti comportamenti complessi hanno una componente

genetica che attribuisce a ogni persona una determinata propensione

verso una particolare traiettoria di sviluppo, pur tuttavia lo sviluppo

attuale richiede anche un ambiente.

INTERAZIONE GENI X AMBIENTE (GxA)

Una ricerca ha evidenziato che gli individui con una versione breve del

genotipo 5HTTLPR hanno un rischio elevato di sviluppare la

depressione, ma solo se hanno anche una vita stressante. Pertanto il

gene specifico non si collega direttamente allo sviluppo della

depressione, bensì è l’interazione con un ambiente stressante a

predire se gli individui svilupperanno o no la depressione. Gene x

Ambiente significa l’interazione di una variazione specifica e misurata

nel DNA e di un aspetto specifico e misurato riferito all’ambiente.

CONCLUSIONI: l’eredità genetica e le esperienze ambientali sono

influenze determinanti per lo sviluppo, ma lo sviluppo dei bambini non

è solo il risultato della loro eredità e del loro ambiente, i bambini sono

anche autori di una traiettoria evolutiva unica, sono creature e

creatori del loro mondo. Le interazioni tra fattori ereditari e ambiente

sono “filtrate” dalle scelte, dalle speranze e dalle aspettative che

ciascuno elabora attivamente. 25

I PERIODI DELLO SVILUPPO PRENATALE

PERIODO GERMINALE -> periodo dello sviluppo che si verifica nelle

prime 2 settimane dopo il concepimento. Include la creazione

dell’ovulo fecondato detto zigote, la divisione cellulare e

l’attaccamento dello zigote alla parete uterina (annidamento).

PERIODO EMBRIONALE -> periodo dello sviluppo che si verifica tra le 2

e le 8 settimane dal concepimento. Durante il periodo embrionale il

ritmo della differenziazione cellulare si intensifica e iniziano ad

apparire gli organi (organogenesi). Oltre all’embrione si formano

anche l’amnio una sorta di sacca che conterrà l’embrione, il cordone

ombelicale e la placenta.

PERIODO FETALE -> periodo dello sviluppo prenatale che ha inizio 2

mesi dopo il concepimento e che dura in media 7 mesi. Tra le 24 e le

25 settimane dal concepimento (sesto mese) il feto ha per la prima

volta la possibilità di sopravvivere al di fuori dell’utero.

Generalmente in ambito sanitario, non potendo risalire alla data

precisa del concepimento, si conteggia il passare del tempo iniziando

a contare dal primo giorno dell’ultimo ciclo della donna. Inoltre, il

tempo è scandito in settimane più che in mesi (vedi tabella a fianco).

Infine, nel monitorare la gravidanza ci si riferisce a tre trimestri che

non coincidono con le fasi prima descritte. Per una descrizione dei tre

trimestri si rimanda al manuale Figura 3.6 pag.77. Ogni trimestre è

caratterizzato da specifiche sfide per il futuro bambino e per i genitori,

e infatti vi sono specifici esami che sono eseguiti in precise

tempistiche. 26

IL CERVELLO

Il sistema nervoso inizia a formarsi a partire dal tubo neurale, un tubo

lungo e con una cavità centrale, posizionato sul dorso dell’embrione,

che si forma dopo circa 18-24 giorni dal concepimento.

Due difetti alla nascita sono collegati a malformazione del tubo

neurale che non si chiude come dovrebbe, anencefalia e spina bifida:

il primo è un difetto di chiusura dell’estremità superiore del tubo

neurale, i bambini che ne sono affetti muoiono nel 100% dei casi con

aborti precoci, il secondo è una malformazione del midollo spinale

dovuta alla chiusura incompleta di una o più vertebre, gli individui con

spina bifida hanno bisogno di numerosi interventi.

In una gravidanza normale, da quando il tubo neurale si è chiuso, si

inizia ad avere una massiva proliferazione e una continua migrazione

di neuroni (neurogenesi). Alla nascita i neonati hanno

approssimativamente 100 miliardi di neuroni che processano le

informazioni a livello cellulare all’interno del cervello. L’architettura di

base del cervello umano è assemblata durante i primi due trimestri

dello sviluppo prenatale. Nello sviluppo tipico, il terzo trimestre dello

sviluppo prenatale e i primi due anni di vita postnatale sono

caratterizzati dalla connettività e dal funzionamento dei neuroni.

LA TERATOLOGIA E I RISCHI NELLO SVILUPPO PRENATALE

Il bimbo in utero è isolato dal punto di vista termico, è protetto dal

liquido amniotico, ma non è isolato da possibili agenti nocivi che

possono raggiungerlo attraverso il corpo della madre, numerose

variabili possono incidere sul suo sviluppo. Oggi vi è una grande

attenzione al fine di preservare il futuro bambino da eventi avversi fin

da prima della nascita.

TERATOGENO: agente che causa un difetto alla nascita Il campo di

studio che si occupa delle cause dei difetti alla nascita si chiama

teratologia. La severità del danno e il tipo di difetto derivante da un

particolare agente teratogeno, dipendono da:

27

DOSE -> più alta è la dose, maggiore è il rischio.

• PREDISPOSIZIONE GENETICA e momento dell’esposizione -> per

• esempio il modo in cui la madre metabolizza un certo tipo di

farmaco può influenzare la misura in cui gli effetti del farmaco

sono trasmessi al bambino.

MOMENTO DELL’ESPOSIZIONE -> (il periodo embrionale è più

• vulnerabile di quello fetale).

FARMACI: antibiotici, antidepressivi, ormoni, pillole dimagranti,

aspirina (emorragie di madre e/o feto).

Spesso questi farmaci sono assunti da donne incinte senza ricetta

senza pensare ai danni che possono causare al feto in via di sviluppo.

CAFFEINA: nelle donne incinte che consumano 200 o più grammi di

caffeina al giorno rischio di aborto spontaneo e di sottopeso alla

nascita.

ALCOL: la FAS (sindrome alcolica fetale) è un insieme di anomalie che

includono malformazioni di viso, arti e difetti cardiaci, molti bambini

hanno intelligenza sotto la media e alcuni sono ritardati,

indebolimento dello sviluppo della memoria.

NICOTINA: causa parti prematuri, sottopeso alla nascita, morte fetale,

morte neonatale (SIDS), problemi respiratori, inoltre deficit

dell’attenzione e iperattività.

COCAINA: la cocaina attraversa velocemente l placenta e raggiunge il

feto, i problemi sono: riduzione del peso, della lunghezza e della

circonferenza del cranio alla nascita, scarse capacità di autocontrollo,

maggiore eccitabilità, riflessi rallentati, deterioramento nello sviluppo

del linguaggio, nell’autoregolazione, deficit attentivi.

MARIJUANA: bassi livelli di intelligenza. Uno studio indica che l’utilizzo

da parte della madre di marijuana aumenta la possibilità che ne faccia

uso il figlio a 14 anni. 28

EROINA: disturbi comportamentali, sintomi da astinenza (tremori,

pianti anomali, sonno disturbato, deterioramento del controllo

motorio), deficit di attenzione. INCOMPATIBILITA’ DEI GRUPPI

SANGUIGNI

se il marcatore detto Rh è presente nei globuli rossi dell’individuo, la

persona è detta Rh positiva, al contrario se il marcatore non è

presente la persona è detta Rh negativa > se la madre è Rh negativa

e il padre Rh positivo il figlio può nascere Rh positivo, in questo caso

se la madre è RH negativa e il figlio Rh positivo, gli anticorpi della

madre potrebbero produrre anticorpi che attaccano il feto, ciò

comporta una serie di problemi: aborto spontaneo, nascita del

bambino morto, anemia, ittero, difetti cardiaci, danni cerebrali ecc.

generalmente il primo figlio Rh positivo di una madre Rh negativa non

è a rischio ma lo sono i figli successivi quindi viene iniettato il vaccino

RhoGAM alla madre entro 3 giorni dalla nascita del primo figlio.

MALATTIE DELLA MADRE

ROSOLIA: può causare difetti prenatali e il rischio maggiore è quando

la madre contrae la malattia nella terza o quarta settimana di

gravidanza. Incide sull’organogenesi.

SIFILIDE: è più dannosa se contratta nei periodi successivi dello

sviluppo prenatale, 4 o più mesi dopo il concepimento. Danneggia gli

organi che si sono già formati.

HERPES GENITALE: circa 1/3 di bambini che attraversano il canale

pelvico infetto muoiono, altri sono affetti da danni cerebrali. Viene

fatto il taglio cesareo se in prossimità della data del parto l’herpes è in

stato attivo.

AIDS: la madre può infettare il bambino in tre modi: attraverso la

placenta, durante il parto attraverso il contatto con i fluidi della

madre, con l’allattamento. I bambini nati possono essere: infetti e

sintomatici (mostrano i sintomi), infetti e asintomatici (non presentano

i sintomi), non infetti. 29

DIETA E NUTRIZIONE DELLA MADRE: è importante assumere acido

folico in gravidanza, vitamina del gruppo B. contenuto ad esempio in

succo d’arancia e spinaci. Una carenza di acido folico può portare a

difetti del tubo neurale nei figli (es. spina bifida) e problemi

comportamentali. I pesci di grandi dimensioni (alcune specie di tonno,

pesce spada, squalo) sono pericolosi in quanto assorbono mercurio in

quantità dannose per il feto, possono causare nascita pretermine e

bassi livelli di intelligenza.

STATI EMOTIVI E STRESS: alti livelli di ansia e stress nella madre

possono causare problemi a lungo termine sul bambino ad esempio

problemi emozionali o cognitivi, deficit di attenzione, ritardi linguistici

e iperattività. La depressione invece è legata alla nascita pretermine e

a problemi di crescita del neonato.

ETA’ DELLA MADRE: dai 40 anni in su vi è la possibilità che il figlio

nasca con la sindrome di Down. Dai 35 anni in su c’è anche il rischio di

sottopeso alla nascita

FATTORI PATERNI: il contatto dell’uomo con il piombo, le radiazioni e

alcuni pesticidi possono causare anomalie negli spermatozoi che

possono provocare aborti spontanei e cancro. Quando il padre fuma

aumenta la possibilità di avere un’interruzione precoce della

gravidanza, e se fuma nel periodo del concepimento aumenta il rischio

di leucemia. Se il padre ha più di 40 anni c’è la possibilità di autismo,

schizofrenia, aborto spontaneo. RISCHI AMBIENTALI

causano problemi radiazioni, alcuni pesticidi, rifiuti tossici, sostanze

chimiche inquinanti, mercurio, piombo.

AMBIENTE PERINATALE

Indica l’ambiente circostante al momento della nascita e comprende

determinati fattori come: medicine date alla madre, pratiche del parto,

ambiente sociale che circonda il bambino. Esiste un ramo della

psicologia dedicato alla fase perinatale: La psicologia perinatale.

30

LA NASCITA

Oggi la maggioranza delle nascite avviene in ospedale. Sebbene sia

stata la natura ad aver scritto lo script (la sequenza) attraverso il

quale avviene la nascita, oggi anche se con differenze culturali, in

Occidente la nascita è stata medicalizzata. Le raccomandazioni sulla

nascita redatte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1985

sostengono l’importanza del supporto psicologico per le donne al

momento del parto e pongono un limite massimo del 15% alla

percentuale di tagli cesarei: in Italia si è passati dall’ 11,2% nel 1980

al 33,2% nel 2000. Al contempo negli ultimi anni, è stata

maggiormente riconosciuta l’importanza del ruolo attivo della donna e

della necessità di favorire il legame con il neonato fin dai primi istanti

dopo la nascita. I metodi più usati in alternativa alla posizione

tradizionale sono la sedia ostetrica, la posizione accovacciata, in

acqua o su un fianco. Per il parto è importante la posizione del feto

nell’utero. La posizione più frequente è quella in cui il feto si presenta

con la testa (presentazione cefalica). Se, invece, si presentano prima

le natiche e i piedi si parla di presentazione podalica; se il feto si trova

con il suo asse in posizione perpendicolare rispetto a quello dell’utero,

allora si parla di presentazione di spalla.

ACCERTAMENTI SULLA SALUTE DEL NEONATO

INDICE DI APGAR: E’ usato per valutare la salute dei neonati a un

minuto e a cinque minuti dalla nascita. Per assegnare il punteggio

sono considerati il battito cardiaco, la respirazione, il tono muscolare,

il colore della pelle, i riflessi del bambino. Il punteggio varia da 0 a 10.

Un punteggio da 7 a 10 indica buone condizioni di salute. Un

punteggio inferiore a 3 segnala un’emergenza.

SCALA DI VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO DEL NEONATO DI

BRAZELTON (NBAS):

Viene utilizzata entro un periodo di 24-36 ore dalla nascita e valuta lo

sviluppo neurologico del neonato, i suoi riflessi e le sue reazioni nei

confronti delle altre persone.

SCALA NEUROCOMPORTAMENTALE DELLA RETE DI TERAPIA INTENSIVA

NEONATALE 31

(NNNS) Derivata dalla NBAS permette un’analisi più dettagliata del

comportamento del neonato, delle risposte neurologiche, delle

reazioni allo stress e delle capacità di regolazione. E’ stata creata per

valutare i bambini a rischio, specialmente quelli prematuri.

CONDIZIONI DI RISCHIO ALLA NASCITA

NASCERE SOTTOPESO: un neonato che pesa meno di 2500 gr o

estremamente sottopeso (meno di 900 gr).

NASCERE PREMATURAMENTE: un neonato che nasce 3 settimane o più

prima che la gravidanza abbia raggiunto il suo termine (35 settimane

o meno dopo il concepimento).

NASCERE TROPPO PICCOLI PER L’ETA’ GESTAZIONALE: quel bambino il

cui peso alla nascita è inferiore alla norma tenendo in considerazione

la durata della gravidanza; pesa meno del 90 per cento dei bambini

della stessa età gestazionale. Può essere prematuro o nascere al

termine della gravidanza.

I neonati nati prematuramente o sottopeso possono presentare un

maggiore rischio nello sviluppo (danni cerebrali, disturbi ai polmoni o

al fegato). Tra i fattori correlati alla nascita prematura vi sono: età

della madre, abuso di sostanze, stare a lungo in piedi, stress. Tra i

fattori correlati alla nascita sottopeso vi sono: carenze nutrizionali,

abuso di sostanze.

CAPITOLO 4 “ SVILUPPO FISICO, MOTORIO E

PERCETTIVO”

MODELLI DI CRESCITA

Durante lo sviluppo prenatale e la prima infanzia, la testa costituisce

una parte molto più grande rispetto alle dimensioni totali del corpo

che cambiano. La crescita segue generalmente due modelli:

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MODELLO CEFALO-CAUDALE è una sequenza in cui la crescita parte

dall’alto (area della testa) e va verso il basso (dimensioni, peso,

caratteristiche fisiche). Procede in questo modo anche lo sviluppo

sensoriale ad esempio i bambini vedono gli oggetti prima di

controllare il proprio torso.

MODELLO PROSSIMO-DISTALE è una sequenza in cui la crescita va dal

centro alle estremità ad esempio il controllo del torso e delle braccia

matura prima del controllo di mani e dita.

L’altezza e l’aumento di peso aumentano rapidamente nella prima

infanzia. I modelli di crescita variano a seconda dell’individuo. La

maggior parte di queste variazioni sono ereditarie, ma anche le

esperienze ambientali sono importanti. Un confronto del peso e

dell’altezza dei bambini nel mondo ha concluso che i due fattori più

importanti sono origine etnica e alimentazione.

PRIMA E SECONDA INFANZIA

Prima infanzia: Neonato medio occidentale è lungo 50 cm e pesa 3 kg

e 400 g.

Bambini nati a termine della gravidanza : 45-56 cm .

Una volta che sono abituati a succhiare, deglutire e digerire, la

crescita è molto rapida con un aumento di circa 150 grammi a

settimana durante il primo mese.

4 mesi: peso doppio rispetto alla nascita

1 anno : peso triplo rispetto alla nascita

Primo anno: Bambini crescono di 2 cm al mese

Secondo anno: la crescita rallenta e il bambino pesa all’incirca 11-14

kg ed è alto circa 81-89 cm.

Seconda infanzia: Man mano che il bambino in età prescolare cresce,

la percentuale dell’aumento di peso e altezza diminuisce ogni anno

che passa. Le bambine sono spesso più basse. Solitamente le bambine

hanno più tessuto adiposo mentre i bambini hanno più tessuto

muscolare. Ovviamente il modello di crescita dipende anche

dall’ereditarietà e dai fattori ambientali.

33

I fattori determinanti le differenze di altezza sono : l’etnia e

l’alimentazione.

Bambini insolitamente bassi: Fattori congeniti, deficit dell’ormone della

crescita, difficoltà a livello emotivo.

FANCIULLEZZA

6-11 anni di età. E’ un periodo di calma prima dell’esplosione di

crescita durante l’adolescenza.

Nell’età della scuola elementare i bambini crescono mediamente di 5-

7 centimetri all’anno; all’età di 8 anni i bambini sono alti circa 127 cm

con un peso medio di 25 kg.

PUBERTA’

Dopo il rallentamento dell’infanzia, la crescita impenna nella pubertà ,

periodo di maturazione fisica che consente cambiamenti fisici ed

ormonali.

Non è detto che la pubertà coincida con l’adolescenza, per molti

finisce molto prima che l’adolescenza cominci. Inizio della pubertà

oscilla dai 10 ai 13 anni e mezzo nei ragazzi e si conclude dai 13-17

anni.

Pubertà precoce: Esordio precoce e rapida progressione della pubertà

( prima degli 8 anni nelle femmine e prima dei 9 anni nei maschi ).

Fattori ereditari: La pubertà varia da individuo ad individuo, dipende

dai geni di una persona.

Ormoni: potenti sostanze chimiche secrete dalle ghiandole endocrine ,

trasportate dal sistema sanguigno.

Androgeni : Classe principale di ormoni sessuali maschili

Estrogeni : Classe principale di ormoni sessuali femminili

L’IMMAGINE CORPOREA

Un aspetto psicologico legato ai cambiamenti fisici della pubertà : gli

adolescenti si preoccupano del loro corpo e sviluppano idee personali

su come questo appare agli altri. Si sviluppa un’ansia acuta legata alla

propria immagine durante soprattutto il periodo della pubertà.

34

Generalmente le ragazze sono più insoddisfatte delle loro

trasformazioni corporee a causa del grasso che aumenta mentre i

ragazzi sono più soddisfatti a causa della crescita di massa muscolare.

SVILUPPO PRECOCE E RITARDATO

Secondo uno studio longitudinale dell’università di Berkley, i ragazzi

che si sviluppavano prima avevano una percezione di sé più positiva e

avevano più successo nelle relazioni con i coetanei. Quando i ragazzi,

sviluppati dopo , arrivavano a 30 anni, la loro immagine però era più

positiva rispetto a quelli sviluppati precocemente ( identità più

positiva )

LA FISIOLOGIA DEL CERVELLO

Il cervello è composto da due emisferi. La corteccia cerebrale

costituisce circa l’80% del volume del cervello ed è critica per la

percezione,pensiero, linguaggio e altre funzioni importanti.

Ogni emisfero della corteccia, ha quattro aree principali chiamate lobi:

1) lobi frontali : Implicati nei movimenti volontari , pensiero,

intenzionalità.

2)lobi occipitali : Hanno funzioni nella visione.

3)lobi temporali : Hanno un ruolo attivo nell’udito , nell’elaborazione

linguistica e nella memoria.

4) lobi parietali: Hanno un ruolo importante nel registrare la posizione

spaziale , attenzione e controllo motorio.

Nel cervello, altre strutture chiave sono : l’amigdala che gioca un ruolo

importante nelle emozioni e l’ippotalamo che è particolarmente attivo

nella memoria e nelle emozioni.

NEURONI

Alcune parti importanti dei neuroni sono i dendridi e gli assoni. I primi

ricevono informazioni dagli altri neuroni , dai muscoli e dalle

ghiandole; i secondi trasmettono informazioni lontano dal corpo della

cellula.

Neurotrasmettitori : Diramazioni terminali al termine dell’assone

lasciano delle sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori

35

Sinapsi: piccole aperture attraverso le fibre del neurone , interazioni

chimiche delle sinapsi, permettono il passaggio di informazioni da un

neurone all’altro.

PRIMA INFANZIA

Il cervello si sviluppa durante il periodo prenatale, tale sviluppo è

sostanziale anche durante l’infanzia e dopo.

La testa dell’infante deve essere infatti sempre protetta per evitare

colpi , cadute o incidenti vari che possano determinare la sindrome del

bambino scosso. Rilevare studi sul cervello di un infante è piuttosto

difficoltoso ma alcuni studiosi sono riusciti a rilevare il fatto che

persino i neonati rilevano onde distintive cerebrali distinguendo la

voce della propria madre da quella di un’altra donna ad esempio

anche quando si addormentano.

PRIME ESPERIENZE E CERVELLO

I bambini che crescono in un ambiente deprivato, possono avere

anche delle conseguenze sul cervello sulla sua regolare attività.

SECONDA INFANZIA

Mielinizzazione : veicolazione più efficace e efficiente di informazioni.

Tale processo è importante per lo sviluppo di un certo numero di

abilità nei bambini .

ADOLESCENZA

In questo periodo anche il cervello cambia. Gli adolescenti sebbene

siano capaci di emozioni molto forti ,la loro corteccia prefrontale non è

sviluppata in maniera tale da controllare queste emozioni.

IL SONNO

I neonati, dormono 16-17 ore al giorno con cicli di sonno brevi dai 45

minuti alle 2 ore. Il neonato dorme maggiormente la notte dal

compimento dell’anno. Dai sei mesi di vita,l’infante ha pattern di

sonno simili a quelli degli adulti.

Il comune problema relativo al sonno infantile è quello dell’insonnia

notturna. Tale problema è legato spesso all’addormentamento degli

infanti da parte dei genitori, tale prolema dipende anche dalle culture

di appartenenza. 36

SIDS : SINDROME DELLA MORTE IMPROVVISA

Evento drammatico che può avvenire durante il sonno del neonato.

Questo fenomeno ha origine sconosciuta, qui il bambino cessa di

respirare durante la notte . - E’ un evento che diminuisce quando il

neonato dorme di schiena piuttosto che frontalmente o sul fianco

- Meno probabile nei bambini che usano il ciuccio

- Più probabile nei bambini sottopeso alla nascita

- Più probabile nei bambini che hanno avuto fratelli morti di SIDS -

Aumenta con l’aumentare delle apnee notturne

- Piu’ frequente nei gruppi con bassi livelli socio economici - Piu

probabile nei bambini esposti al fumo di sigarette

- Più frequente nei bambini che dormono in letti soffici

- Meno frequente in una stanza con ventilatore

- Scarsa produzione di seratonina e anomalie del cervello

TEORIA INNATISTA/MATURAZIONISTA

Arnold Gesell (1934) scoprì che i bambini imparano a compiere azioni

motorie secondo un ordine fisso e in specifici periodi di tempo.

Secondo Gesell queste osservazioni dimostrano che lo sviluppo

motorio avviene attraverso il manifestarsi di un piano genetico, cioè,

della MATURAZIONE. Tuttavia studi più recenti hanno dimostrato che le

tappe dello sviluppo motorio non sono così fisse e inoltre non sono

tanto legate a fattori ereditari come sosteneva Gesell.

TEORIA DEI SISTEMI DINAMICI

Secondo questa teoria percezione e azione si presentano in coppia.

Per poter sviluppare le capacità motorie, i bambini devono percepire

qualcosa nel loro ambiente che li motivi ad agire e a usare le loro

percezioni per affinare i propri movimenti. Quando i bambini sono

motivati a fare qualcosa è possibile che sviluppino un nuovo

comportamento motorio, il nuovo comportamento è il risultato di vari

37

fattori combinati: un’azione apparentemente singola come il

movimento deriva in realtà dall’unione combinata di diverse parti in

relazione fra loro (sistemi -> visione sistemica).

Lo sviluppo motorio non è un processo passivo. Lo sviluppo motorio

avviene perchè l’essere umano è desideroso di agire e percepire, per

questo sperimenta e trova risposte adattive. La possibilità di evolvere

dipende dall’interazione tra più sistemi, ad esempio forza muscolare,

sviluppo del sistema nervoso (Thelen & Smith, 1998, 2006).

RIFLESSI

Sono risposte automatici a degli stimoli, al fuori del controllo del

neonato stesso, sono meccanismi di sopravvivenza geneticamente

tramandati, che permettono ai bambini di rispondere al loro ambiente

attraverso l’adattamento prima ancora di cominciare ad apprendere.

Alcuni riflessi, come tossire, strizzare gli occhi e sbadigliare, persistono

per tutta la vita. Altri riflessi, invece, spariscono dopo alcuni mesi

dalla nascita ed emerge la capacità del bambino di controllare

volontariamente il comportamento.

Nel monitorare lo sviluppo, diviene importante sia verificare che il

neonato mostri di possedere questo repertorio di riflessi primari sia

monitorare che questi riflessi spariscano nel tempo. Tipi di riflessi e

momento in cui spariscono:

RIFLESSO DI ROOTING -> avviene quando si accarezza la guancia di

un bambino o un lato della sua bocca, in risposta il bambino si gira

cercando in modo evidente qualcosa da succhiare. Scompare tra i 3 e i

4 mesi.

RIFLESSO DI SUZIONE -> avviene quando i neonati succhiano gli

oggetti che gli vengono dati, la risposta del bambino gli permette di

trarre nutrimento ancora prima di avere associato un capezzolo al

cibo. Scompare tra i 3 e i 4 mesi.

RIFLESSO DI MORO -> avviene in risposta a un suono o a un

movimento improvviso intenso. Quando è spaventato il bambino arcua

la schiena, getta all’indietro la testa e tende braccia e gambe verso

l’esterno, successivamente ritrae velocemente gli arti (il riflesso di

Moro è visto come un tentativo di afferrare un sostegno durante una

caduta). Scompare tra i 3 e i 4 mesi.

38

RIFLESSO DI PRENSIONE -> avviene quando gli oggetti vengono a

contatto con la mano del neonato, in risposta il neonato stringe

fortemente la mano attorno all’oggetto. Scompare dopo l’anno, è più

raro dopo i 3 mesi dove il bambino ormai mostra una capacità di

afferrare più volontaria.

ABILITA’ GROSSO-MOTORIE

Per abilità grosso motorie intediamo capacità che comportano ampie

attività muscolari, come muovere un braccio o camminare. Per stare in

piedi, acquisire la posizione eretta, e per camminare, il bambino deve

poter sostenersi su una sola gamba, mentre l’altra viene spinta in

avanti e deve anche spostare il peso da una gamba all’altra. Si tratta

di un’azione complessa, che richiede di gestire segnali propriocettivi

della pelle, delle articolazioni e dei muscoli, che ci dicono dove siamo

rispetto allo spazio; dagli organi vestibolari dell’orecchio interno che

regolano il senso dell’equilibrio; dalla vista e dall’udito.

PRIMO ANNO DI VITA: Nel corso dello sviluppo motorio vi sono fasi

attraverso cui tutti i bambini passano e comportamenti che non sono

messi in atto da tutti. Ad esempio, la capacità di sorreggere la testa è

una tappa attraverso cui tutti i bambini con sviluppo tipico passano.

39

Diversamente non tutti i bambini gattonano. Le tempistiche con cui i

bambini acquisiscono le diverse capacità hanno una certa variabilità.

Al fine di monitorare lo sviluppo è importante conoscere quando

avviene quale acquisizione e considerare quando la grande

maggioranza dei bambini solitamente ha acquisito una determinata

capacità.

ANNI SUCCESSIVI: Entro i 13/18 mesi, i bambini riescono a tirare un

giocattolo attaccato a un filo e ad usare le loro mani e gambe per

salire dei gradini.

Entro i 18/24 mesi riescono a camminare velocemente o correre

goffamente lungo piccole distanze, rimanere in equilibrio sui loro piedi

da una posizione rannicchiata mentre giocano con degli oggetti sul

pavimento, camminare all’indietro senza perdere l’equilibrio, calciare

un pallone stando in piedi senza cadere.

A 3 anni i bambini compiono semplici movimenti come saltare, saltare

su una gamba, correre avanti e indietro.

A 4 anni i bambini diventano più avventurosi. Si arrampicano su piccoli

percorsi ad ostacoli, riescono a salire le scale con un piede solo per

gradino già da tempo e iniziano a mettere in atto la stessa tecnica

nello scendere le scale. 40

A 5 anni corrono veloci e piace loro gareggiare con altri bambini e con

i loro genitori.

Durante l’età scolare lo sviluppo motorio dei bambini diventa molto

più omogeneo e coordinato rispetto alla prima infanzia. In età

evolutiva i bambini si stancano più a stare fermi che a muoversi per

questo attività sedentarie dovrebbero essere alternate ad attività di

movimento, oltre a sperimentare un’attività sportiva.

L’esperienza e la sperimentazione sembrano avere grande

importanza. L’esperienza sembra portare a un apprendimento

specifico. Ad esempio se gattonando, posso diventare esperto nel

gattonare esempio essere attento a discese ripide. Questi

apprendimenti però sono specifici e non divengono una guida per altre

modalità di locomozione.

Ci sono variazioni culturali nella guida allo sviluppo motorio dei

bambini (ad esempio, le madri africane usano massaggiare molto più

a lungo i bambini di madri di alter culture. Le stimolazioni culturali

influenzano le tempistiche di sviluppo.

SVILUPPO PERCETTIVO

COME PERCEPIAMO LA REALTA’?

“Che il cervello risponda a certe proprietà del mondo e le rappresenti

sotto forma di eventi nervosi è sicuro. Questo però, non è ancora

“vedere”. Noi non vediamo linee variamente orientate localizzate sulla

nostra retina o nella nostra corteccia occipitale, né vediamo l’attività

di gruppi di cellule nervose: vediamo sedie, teiere e cappelli posti fuori

di noi. Che queste sedie, teiere e cappelli appaiano fuori di noi è

presumibilmente un’illusione: in un senso ben concreto, essi si trovano

nel nostro cervello”.

Alla base dei meccanismi che regolano il funzionamento dei sensi

ancora oggi, nel ventunesimo secolo, vi sono ragioni evolutive: il

nostro sistema visivo si è sviluppato in quelle caratteristiche che

hanno permesso il progredire della specie. Ciascun individuo ha la

41

necessità innata di percepire il mondo esterno con una precisione tale

da sfuggire alle insidie, ma al contempo sono proprio il sistema visivo

e le aree visive del cervello a ingannare la percezione della realtà.

SENSAZIONE -> avviene quando l’informazione proveniente

dall’ambiente interagisce con i recettori sensoriali: occhi, orecchie,

lingua, narici e pelle.

PERCEZIONE -> è l’interpretazione di ciò che viene sentito.

TEORIA ECOLOGICA

Secondo la teoria ecologica dei Gibson, percepiamo direttamente le

informazioni che esistono nel mondo intorno a noi, l’approccio è

chiamato “ecologico” perchè connette le capacità percettive alle

informazioni disponibili nel mondo percepito. La percezione ci mette in

contatto con l’ambiente circostante in modo che possiamo interagire e

adattarsi ad esso. Secondo la teoria tutti gli oggetti hanno delle

AFFORDANCE (disponibilità), che sono le possibilità di interazione

fornite dagli oggetti necessarie per compiere le azioni. Una pentola, ad

esempio, può dare a un bambino l’affordance di diventare uno

strumento a percussione, e a un adulto l’affordance di cucinare. I

bambini associano percezioni e azioni per adattarsi alle condizioni del

momento e per prendere decisioni su cosa fare nell’ambiente,

attraverso lo sviluppo percettivo i bambini diventano più efficienti a

scoprire e usare la affordance.

Non è semplice studiare lo sviluppo percettivo nei neonati, hanno

repertori comportamentali limitati (gamma ristretta di risposte

registrabili), non comprendono ancora le istruzioni verbali e mostrano

un’ampia variabilità neuro cognitiva e tempi di attenzione brevi.

Nel tempo gli studiosi hanno ideato alcuni paradigmi, tecniche utili a

studiare lo sviluppo percettivo. Nello studio dello sviluppo non è

42

sempre semplice comprendere a che età emerge una particolare

abilità.

Le nostre conoscenze si riferiscono sempre a ciò che sinora siamo

riusciti a osservare. Nel descrivere lo sviluppo noi possiamo riportare

quando abbiamo osservato una certa abilità, più difficile è essere certi

che quell’abilità non sia presente in precedenza.

Dopo anni di ricerca gli scienziati hanno sviluppato metodi e strumenti

di ricerca specializzati per analizzare le capacità sottili dei neonati e

interpretare le loro azioni.

TECNICHE DI INDAGINE E I 5 SENSI

TECNICA DELLA PREFERENZA VISIVA: Metodo sviluppato da Fantz

(1963) per studiare se i bambini possono distinguere uno stimolo da

un altro, a partire dalla misurazione dei tempi di osservazione dei

diversi stimoli.

ABITUAZIONE E DISABITUAZIONE: Si presenta uno stimolo a un

bambino. Se lo stimolo è lo steso, piano piano il bambino diminuisce la

risposta allo stimolo (abituazione). Una volta che il bambino si è

abituato allo stimolo, introduce un nuovo stimolo, se il bambino si

riattiva nel rispondere (disabituazione) significa che è stata colta la

differenza tra I due stimoli.

HIGH-AMPLITUDE-SUCKING: valuta l’attenzione del neonato verso il

suono, viene data ai neonati una tettarella che produce un suono, il

bambino impara che succhiare comporta l’emissione di tale suono,

quando il bambino comincia a succhiare più raramente, perché perde

interesse per quel suono, il ricercatore dà al neonato una tettarella

che emette un suono diverso. A questo punto se il bambino riprende

una suzione vigorosa è perché è in grado di distinguere il suono ed è

interessato a quello nuovo.

RISPOSTA ORIENTATIVA: serve per stabilire se un bambino riesce a

vedere o a sentire suoni, comporta il girare la testa verso immagini o

suoni. 43

EYE TRACKING: consiste nel movimento degli occhi che seguono un

oggetto in movimento, l’eye tracking viene utilizzata sia per lo

sviluppo tipico che atipico.

VISTA

Alla nascita l’acuità visiva deve ancora perfezionarsi (fatica a mettere

a fuoco) Non vi è ancora la visione binoculare (che si sviluppa a circa

3-4 mesi), L’intera gamma dei colori ancora non viene percepita (tutti i

recettori dell’occhio sensibili al colore funzionano a partire dai due

mesi di vita), il neonato riesce a distinguere alcuni contrasti di colore

tra cui ad esempio il verde dal rosso. L’infante, prima dei 2 mesi, non

percepisce oggetti nascosti come completi, bensì percepisce solo ciò

che è visibile. Alla nascita il neonato non mostra le stesse abilità visive

dell’adulto. Rispetto all’udito, al gusto o al tatto, la vista in particolare

necessita di una fase di sviluppo significativa. Un neonato vede a circa

25 cm di distanza.

Nonostante non mostri già le abilità dell’adulto, il neonato mostra già

delle preferenze e delle importanti capacità… I neonati destinano

tempi di osservazione diversi a oggetti diversi, preferendo immagini

disposte secondo dei motivi (ad esempio il volto umano) piuttosto che

immagini disposte casualmente. I neonati mostrano grande interesse

per i volti umani. Gli infanti passano molto tempo a guardare il volto

della madre piuttosto che quello di un’estranea. Dai 3 mesi

accoppiano le voci ai volti.

Fin dalle prime fasi di sviluppo, il bambino mostra alcune costanze

percettive che gli consentono di percepire il mondo come costante

anche se gli stimoli sensoriali mutano. Ad esempio, la costanza della

dimensione (il riconoscimento che un oggetto rimane uguale anche

quando la sua immagine sulla retina cambia); la costanza della forma:

il riconoscimento che un oggetto non modifica la sua forma anche se

la sua angolazione rispetto a noi cambia. Inoltre, la percezione della

profondità (Gibson e Walk (1960)) usarono l’apparato del precipizio

44

visivo per verificare se i bambini piccoli percepiscono la profondità.

Inoltre, entro i tre mesi di vita i bambini non solo vedono forme e

figure ma sviluppano anche aspettative su eventi futuri. Verso i 3-5

mesi si sviluppa la capacità di predire la traccia intera di oggetti

nascosti e in movimento.

UDITO

Durante gli ultimi 2 mesi di gravidanza, il feto può sentire i suoni; i

neonati sono sensibili ai suoni della voce umana e preferiscono la voce

della mamma. I cambiamenti che avvengono durante l’infanzia nelle

capacità uditive riguardano:

Altezza, uno stimolo deve essere più “alto” per essere sentito da

• un neonato.

Tono, i neonati sono meno sensibili ai toni bassi e più sensibili a

• quelli alti.

Localizzazione, i neonati possono determinare la provenienza

• generale dei suoni.

OLFATTO

I neonati sono in grado di distinguere odori diversi

TATTO

I neonati rispondono agli stimoli tattili, inoltre, la ricerca ha ormai

dimostrato che i neonati provano dolore.

PERCEZIONE INTERMODALE -> Con il termine percezione intermodale

si intende l’abilità di integrare le informazioni provenienti da due o più

modalità sensoriali, come ad esempio vista e udito. Forme rudimentali

ed esplorative di percezione intermodale sono presenti nei neonati –

innate -, ma si affinano con l’esperienza durante il primo anno di vita.

DIBATTITO NATURA-CULTURA 45

Nel campo dello sviluppo percettivo i sostenitori della natura si

definiscono innatisti, coloro che invece enfatizzano l’apprendimento e

l’esperienza sono detti empiristi.

INNATISTI -> l’abilità di percepire il mondo in modo competente e

organizzato è congenito e innato. L’approccio ecologico di Gibson si

appoggiava su una spiegazione innatista dello sviluppo percettivo

perché ha considerato che la percezione è diretta fin dai primi

momenti dopo la nascita e si sviluppa nell’infanzia consentendo la

scoperta della costanza di forma e dimensione, di come il mondo sia

tridimensionale, la percezione intermodale ecc.

EMPIRISTI -> tra gli empiristi troviamo Piaget, egli dice che molto dello

sviluppo percettivo nell’infanzia deve attendere lo sviluppo di una

sequenza di stadi cognitivi per permettere all’infante di costruire più

complessi compiti percettivi.

Molte delle percezioni precoci si sviluppano da un fondamento innato,

e il fondamento basilare di molte abilità percettive può essere

scoperto nei neonati, anche se, altre abilità si rivelano con la

maturazione. Man a mano che gli infanti si sviluppano, le esperienze

ambientali (cultura), affinano molte funzioni percettive e può darsi che

siano la forza trainante dietro ad alcune funzioni.

LO SVILUPPO MOTORIO E PERCETTIVO NON AVVENGONO

ISOLATAMENTE MA INSIEME -> La percezione e l’azione sono da

considerarsi in coppia. I bambini coordinano i loro movimenti con le

informazioni percettive per imparare come stare in equilibrio, come

raggiungere gli oggetti nello spazio e muoversi attraverso diverse

superfici. L’azione informa la percezione: ad esempio, muoversi

nell’ambiente fornisce insegnamenti ai bambini su come oggetti e

persone appaiano diversi se guardati da punti di vista differenti, o se

una superficie sosterrà il loro peso o meno. Gli individui percepiscono

al fine di muoversi e si muovono al fine di avere percezioni.

46

CAPITOLO 5 “ APPROCCI ALLO SVILUPPO

COGNITIVO “

La parola cognizione deriva dal verbo latino cognosco (con'con' +

gnōscō'sapere'), il quale a sua volta è affine al verbo greco antico

gnόsko, "γνώσκω", che significa 'io so' (sostantivo: gnόsis "γνώσις" =

conoscenza). Si usa questo termine con riferimento al pensiero e al

modo in cui si raggiunge la consapevolezza. Facoltà di conoscere,

comprendere, valutare la realtà fisica e sociale, il mio stesso

funzionamento, le mie stesse capacità di pensiero per poter agire,

gestire, adattarmi.

PIAGET-TEORIA DELLO SVILUPPO COGNITIVO

Il mio principale interesse è osservare attentamente i bambini e

interagire con loro per scoprire come essi ragionano e come scoprono

nuovi strumenti (cognitivi). E’ sorprendente che bambini di una stessa

età, che non si conoscono tra loro, rispondano nello stesso modo a

quesiti standard. I bambini di una certa età rispondono tutti nello

stesso modo perché sono allo stesso livello evolutivo. Ad esempio, se

una stessa quantità di liquido viene versata in due contenitori diversi e

si chiede a un bambino di cinque anni di valutare se i due contenitori

contengano la stessa quantità, egli risponderà che il contenitore il cui

livello è più alto ne contiene di più, e così rispondono i suoi coetanei.

Diversamente pochi anni più tardi per i bambini non ci sono dubbi: se

il liquido versato nei contenitori è lo stesso, qualunque sia il livello non

vi sono differenze nella quantità. Perché accade questo? I bambini di

età differente posseggono strutture di pensiero differenti, sono a due

diversi stadi di sviluppo. I più piccoli si fanno ingannare dal dato

percettivo e non hanno la capacità di considerare

contemporaneamente il livello del liquido e la forma del contenitore,

ne riescono a considerare che se nessuno ha aggiunto o tolto liquido

la quantità deve essere la stessa. Per i più grandi invece è chiaro che

se nessuno ha tolto o aggiunto liquido, la quantità sarà la stessa.

47

Secondo me l’essere umano passa attraverso differenti stadi di

sviluppo.

Piaget pensava che così come i nostri corpi hanno strutture che

permettono loro di adattarsi al mondo, allo stesso modo noi

costruiamo strutture mentali che ci aiutano ad adattarci al mondo

circostante. L’adattamento comporta un adeguamento alle nuove

richieste dell’ambiente esterno. Alla base della teoria c’è il tentativo di

scoprire in che modo i bambini pensano al mondo durante le diverse

fasi del loro sviluppo e come avvengono cambiamenti sistematici nel

loro pensiero.

Piaget credeva fossero importanti i seguenti processi: schemi,

assimilazione, accomodamento, organizzazione, equilibrio ed

equilibrazione.

SCHEMI

Quando un bambino tenta di costruirsi una comprensione del mondo,

il cervello in via di sviluppo crea degli schemi. Il concetto di schema è

usato per intendere un modello di pensiero o azione che il bambino

usa per organizzare, rappresentare e interpretare la realtà: gli schemi

perciò sono azioni o rappresentazioni mentali che organizzano la

conoscenza.

Secondo Piaget gli schemi comportamentali o d’azione (attività

fisiche) caratterizzano la prima infanzia -> schemi che si manifestano

in semplici azioni che possono essere eseguite su oggetti (suzione,

prensione, osservazione ecc.). Gli schemi mentali (attività cognitive)

invece si sviluppano nella seconda infanzia -> schemi che includono

piani e strategie per la risoluzione di problemi.

Gli schemi si sviluppano grazie a dei meccanismi definiti invarianti

funzionali, e sono unità elementari della conoscenza che si sviluppano,

nel corso di interazioni con l’ambiente, attraverso i meccanismi di

assimilazione e accomodamento. 48

INVARIANTI FUNZIONALI

Sono meccanismi biologicamente predeterminati di funzionamento

generale dell’organismo che governano tutte le azioni di una persona,

non variano con l’età e sono presente in tutti gli esseri viventi. Nella

teoria di Piaget tra gli invarianti funzionali troviamo l’adattamento, che

regola le interazioni tra organismo e ambiente, e l’organizzazione, che

regola il modo con cui le strutture mentali funzionano come delle

totalità coerenti.

I due processi alla base dell’adattamento sono l’assimilazione e

l’accomodamento.

ASSIMILAZIONE E ACCOMODAMENTO

Per spiegare come i bambini utilizzano e adattano i loro schemi Piaget

fornisce due concetti:

Assimilazione -> è un processo nel quale il bambino incorpora

• ogni nuova informazione proveniente dalla realtà esterna o

acquisita per mezzo dell’esperienza negli schemi già esistenti.

Accomodamento -> è quel meccanismo secondo cui i bambini

• modificano i propri schemi per adattarli alle caratteristiche delle

informazioni ed esperienze nuove assimilate.

Questi due processi sono complementari e tendono all’equilibrio

garantendo le interazioni dell’organismo con l’ambiente e

determinandone l’adattamento.

EQUILIBRIO ED EQUILIBRAZIONE

L’equilbrazione è considerato da Piaget il meccanismo invariante più

importante. L’equilibrazione è il meccanismo che permette di

raggiungere l’equilibrio cognitivo integrando in totalità unificate e

stabili la varietà di esperienze vissute. Quando interagendo con

l’ambiente riceviamo informazioni che non corrispondono al livello di

conoscenza che possediamo, si crea una condizione di disequilibrio

49

che solo il cambiamento delle strutture cognitive e il passaggio al

livello superiore fa terminare. L’equilibrazione è il processo continuo e

dinamico a partire dal quale il sistema si autocorregge. Il passaggio da

uno stadio all’altro avviene perciò nel momento in cui il bambino fa

esperienza di un conflitto cognitivo (o disequilibrio) nel suo tentativo

di comprendere il mondo.

Nel processo di aggiustamento di vecchi schemi e sviluppo di nuovi, il

bambino organizza e riorganizza i vecchi e i nuovi schemi finchè la

nuova organizzazione diventa fondamentalmente diversa dalla

vecchia.

ORGANIZZAZIONE

L’organizzazione è il raggruppamento di comportamenti e pensieri

isolati in sistemi di ordine superiore; il raggruppamento o la

sistemazione degli oggetti in categorie.

STADI DI SVILUPPO

Il risultato degli invarianti funzionali, secondo Piaget, è che gli individui

percorrono 4 stadi di sviluppo, ciascuno dei quali è legato all’età e

consiste in modi diversi di pensare. Il concetto di stadio per Piaget è

definito da 5 criteri:

Lo stadio individua cambiamenti qualitativi (la cognizione è

• qualitativamente diversa nei diversi stadi).

Ad ogni stadio gli schemi si trasformano (si hanno delle

• modifiche sostanziali negli schemi che servono a interagire con la

realtà).

Gli stadi si integrano gerarchicamente (i vecchi schemi non si

• cancellano ma vengono integrati nei nuovi e organizzati

gerarchicamente).

Nel disporsi in sequenza gli stadi rispettano un ordine logico.

• 50

Il passaggio da uno stadio all’altro non è subitaneo ma graduale.

• Gli stadi sono universali (tutti i bambini attraversano la

• medesima sequenza stadiale).

A ogni stadio corrisponde una diversa organizzazione mentale e,

pertanto, un diverso adattamento.

CRITICA: Attualmente la maggior parte degli studiosi ritiene che la

successione da uno stadio all’altro non sia indipendente

dall’esperienza e dalle influenze culturali: gli stadi successivi possono

anche non essere raggiunti.

I 4 stadi dello sviluppo cognitivo per Piaget sono: sensomotorio,

preoperatorio, operatorio concreto e delle operazioni formali.

STADIO SENSOMOTORIO

Dura dalla nascita fino ai 2 anni circa.

In questo stadio gli infanti si una comprensione del mondo

coordinando esperienze sensoriali (vista, udito, tatto ecc.) con azioni

fisiche e motorie (-> da qui il nome sensomotorio). Le strutture

cognitive sono schemi di azione legati al funzionamento dei sensi e

della motricità: il bambino conosce il mondo mediante le attività

motorie che lo mettono in relazione con la realtà e generano effetti

sensoriali regolari.

Piaget ha una visione gerarchica di questo stadio diviso in 6 sottostadi

che descrivono il passaggio graduale del bambino da organismo

riflesso a individuo riflessivo:

1. RIFLESSI INNATI corrisponde al 1 mese dopo la nascita. In questa

fase sensazioni e azioni sono primariamente coordinate

attraverso comportamenti riflessi (riflesso di suzione, rooting

ecc.) presto il neonato sviluppa comportamenti che assomigliano

al riflesso anche in assenza dello stimolo che usualmente elicita il

riflesso. 51

2. PRIME ABITUDINI E REAZIONI CIRCOLARI PRIMARIE comprende il

periodo da 1 a 4 mesi. L’infante coordina le informazioni

provenienti dagli organi di senso e due tipi di schemi:

Abitudini -> schema basato su un riflesso che diventa

• completamente indipendente dal suo stimolo elicitante.

Reazioni circolari -> azioni orientate verso il corpo e ripetute

• dopo aver provocato casualmente qualcosa di interessante

(meccanismo di fissazione dell’esperienza attraverso la

ripetizione).

3. REAZIONI CIRCOLARI SECONDARIE si sviluppa tra i 4 e gli 8 mesi.

L’infante diventa più orientato verso degli oggetti e le azioni che

vengono ripetute sono orientate verso l’ambiente. Nonostante

siano diretti verso oggetti del mondo esterno, gli schemi del

bambino in questo momento non sono né intenzionali né

orientati a uno scopo.

4. COORDINAZIONE DELLE REAZIONI CIRCOLARI SECONDARIE si

sviluppa tra gli 8 e i 12 mesi. Le azioni diventano più dirette

verso l’esterno, per passare a questa fase l’infante deve

coordinare vista e tatto, mani e occhi ecc. infatti i cambiamenti

più significativi di questo stadio coinvolgono la coordinazione

degli schemi e l’intenzionalità. Azioni diverse orientate verso una

meta.

5. REAZIONI CIRCOLARI TERZIARIE, NOVITA’ E CURIOSITA’ compreso

tra i 12 e i 18 mesi. Sono schemi in cui il bambino

intenzionalmente esplora nuove possibilità con gli oggetti

facendo cose sempre nuove e esplorandone i risultati. Questo

stadio segna il punto di partenza della curiosità e dell’interesse

per le novità.

6. INTERIORIZZAZIONE DEGLI SCHEMI compreso tra i 18 e 24 mesi.

Ha inizio la capacità di usare simboli rudimentali, simbolo ->

immagine sensoriale interiorizzata o una parola che rappresenta

52

un evento. I simboli primitivi di questo periodo permettono

all’infante di pensare a oggetti o eventi concreti senza percepirli

o agire direttamente su essi.

PERMANENZA DELL’OGGETTO

Verso la fine del periodo sensomotorio, gli oggetti sono sia separati dal

sé sia permanenti, permanenza dell’oggetto indica la comprensione

del fatto che gli oggetti e gli eventi continuano a esistere anche

quando non possono essere rilevati dagli organi di senso, non li

vediamo, non li sentiamo o non li tocchiamo. L’acquisizione della

nozione di oggetto permanente è una delle conquiste più importanti

per un infante.

ERRORE A-non-B

L’errore AB è l’espressione utilizzata per descrivere l’errore in cui

incorrono i bambini nel quarto sottostadio sensomotorio, consiste nel

cercare l’oggetto nascosto nel posto in cui lo si è trovato in

precedenza (A), piuttosto che in un posto nuovo in cui è stato messo

(B): i bambini dagli 8 ai 12 mesi lo cercheranno nel posto A

correttamente la prima volta, ma la seconda volta lo cercheranno

sempre li. I bambini più grandi difficilmente fanno l’errore AB perché il

loro concetto di oggetto permanente è più completo.

STADIO PREOPERATORIO

Cognizione del bambino in età prescolare dai 2 ai 7 anni.

Il nome preoperatorio enfatizza il fatto che il bambino in questo

momento non compie effettivamente delle operazioni, cioè quelle

azioni interiorizzate che permettono ai bambini di fare mentalmente

ciò che prima potevano fare solo fisicamente. L’operazione cognitiva è

quell’attività mentale grazie alla quale il bambino esegue delle azioni

53

sui propri oggetti di pensiero andando oltre il dato percettivo. Il

pensiero preoperatorio è l’inizio della capacità di ricostruire

mentalmente ciò che è stato stabilito attraverso il comportamento.

In questa fase i bambini cominciano a rappresentare il mondo

attraverso parole, immagini, disegni e giochi. Il pensiero simbolico va

al di là della semplice connessione di informazioni sensoriali e azioni

fisiche, in questo stadio vengono formulati concetti stabili, emerge il

ragionamento mentale e affiora l’egocentrismo. Il pensiero è

preoperatorio e prelogico perché dominato dalla realtà immediata

delle cose e incapace di considerare più di un aspetto alla volta.

Lo stadio preoperatorio comprende 2 sottostadi:

1. SOTTOSTADIO DELLA FUNZIONE SIMBOLICA periodo che va dai 2

ai 4 anni circa. Il bambino acquisisce la capacità di rappresentare

mentalmente un oggetto non presente. Tuttavia, nonostante

questa sia una fase di importanti progressi, il pensiero del

bambino rimane ancora limitato da vari elementi, tra i quali

troviamo l’egocentrismo:

Egocentrico radicale: incapacità di distinguere se dall’altro

• (primi due sottostadi del periodo sensomotorio).

Egocentrismo intellettuale: l’incapacità di distinguere la

• propria prospettiva da quella degli altri (stadio

preoperatorio).

Dall’egocentrismo derivano anche le spiegazioni guidate da:

Animismo: consiste nel credere che oggetti inanimati

• abbiano qualità legate all’essere vivi e siano capaci di

compiere azioni.

Finalismo: è il principio secondo il quale si crede che tutti i

• fenomeni abbiano uno scopo orientato a garantire all’uomo

le condizioni di una vita serena (esempio: la luna sorge per

segnalare ai bambini che è ora di andare a dormire).

54

Artificialismo: è la tendenza a credere che le cose siano

• state costruite dall’uomo o da un’attività divina, che opera

secondo le regole della costruzione umana (esempio: le

montagne sono state costruite e i laghi sono stati scavati).

2. SOTTOSTADIO DEL PENSIERO INTUITIVO periodo che va dai 4 ai 7

anni circa. I bambini cominciano ad utilizzare ragionamenti

rudimentali e vogliono risposte a tutti i tipi di domande.

L’affiorare delle domande è segnale di interesse verso il

ragionamento e verso la spiegazione del perché le cose sono

come si presentano. Piaget definisce questa fase intuitiva perché

da una parte i bambini sembrano così sicuri del loro sapere,

dall’altra sono inconsapevoli di come hanno imparato ciò che

fanno.

STADIO OPERATORIO CONCRETO

Periodo che va dai 7 agli 11 anni circa.

In questo stadio il ragionamento logico sostituisce quello intuitivo nei

casi in cui il ragionamento può essere applicato ad esempi specifici o

concreti. Questo stadio segna, cioè, il passaggio dal dominio della

percezione a quello della logica.

Il bambino diviene capace di operazioni concrete (azioni mentali

reversibili che riguardano oggetti reali, concreti).

Emerge la consapevolezza che la lunghezza, numero, massa, quantità,

area, peso e volume degli oggetti e delle sostanze non cambiano per

la sola alterazione del loro aspetto.

Il bimbo è capace di operare considerando la reversibilità per

inversione e per reciprocità (se A>B allora B<A).

Il bimbo è capace di classificare gli oggetti e di considerare le loro

relazioni (classificazione), di ordinare gli oggetti in base ad una

55

proprietà quantificabile da essi condivisa (seriazione), è capace di

operare con la logica e di combinare più relazioni (transitività).

STADIO DELLE OPERAZIONI FORMALI

Periodo che avviene tra gli 11 e i 15 anni circa.

In questo periodo gli individui passano oltre le esperienze concrete e

pensano in modi più astratti e logici. L’adolescente crea immagini di

situazioni ideali ad esempio, può farsi un’idea di come può essere un

genitore ideale e confrontare la propria idea con gli standard ideali dei

propri genitori. Gli adolescenti cominciano a sviluppare pensieri di

possibilità per il futuro anche di loro stessi. Nella risoluzione dei

problemi in questo stadio i soggetti sono più sistematici e usano il

ragionamento logico, a differenza dei bambini che tendono a risolvere

i problemi per prova ed errori, gli adolescenti escogitano piani per

risolvere problemi esaminando le diverse soluzioni. Essi usano il

ragionamento ipotetico-deduttivo ovvero sviluppano ipotesi e

deducono o concludono quale sia il miglior percorso da seguire per

raggiungere la soluzione.

David Elkind (1978) ha descritto il modo in cui l’egocentrismo degli

adolescenti imperi sul modo in cui essi ragionano sulle questioni

sociali:

EGOCENTRISMO ADOLESCENZIALE-> convinzione da parte degli

adolescenti che gli altri siano interessati a loro, e al loro senso

d’unicità ed invincibilità tanto quanto lo sono loro stessi. Emerge la

tendenza ad assumere comportamenti per richiamare l’attenzione su

di sé- il tentativo di essere notati, visibili, e “sul palco”. Si ha la

sensazione di unicità e di invincibilità.

CRITICHE

Alcune abilità cognitive emergono prima rispetto a quello che pensava

Piaget. Altre capacità possono emergere più tardi. Alcuni bambini che

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze pedagogiche e dell'educazione
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Naomi1995 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Traverso Laura.

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