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SCOSSE DI ASSESTAMENTO

L’ascensione del genere romanzesco susciterà diverse reazioni, che possiamo raggruppare in tre grandi fasi:

1) Secondo DOPOGUERRA – inizio ANNI ‘60

In questo periodo i processi di scrittura e di lettura subiscono una REVISIONE e una

POPOLARIZZAZIONE.

I romanzi di questa fase sono ancora legati alle esperienze ottocentesche e quindi sono antielitari. Le

principali caratteristiche di tali romanzi sono:

a. Trame di forte spessore;

b. Andamento corale;

c. Linguaggi discorsivamente affabili;

d. Io narrante affidabile e non in atteggiamento di superiorità;

2) ANNI ’60 – fine ANNI ‘70

Siamo nel periodo dello sviluppo urbano-industriale. Il romanzo che si è affermato nella fase precedente

(cioè quello antielitario e in linea di continuità con le esperienze passate) suscita in questa nuova fase due

forti contraccolpi:

Neoavanguardia: movimento dallo spirito aristocratico, che disprezza il pubblico meno

o dotto, e si muove verso una trasgressività sofisticata.

Generale dissenso verso il romanzo “mercificato”, legato agli interessi materiali delle classi

o dirigenti borghesi. In questo campo si può citare il GRUPPO ’63, il cui merito più grande è

stato aver concepito la letteratura come regno del puro disinteresse creativo.

3) Fine ANNI ’70 – ANNI ’90 STABILIZZAZIONE INQUIETA

In questa fase finalmente si riesce a trovare una via mediana tra gli estremi delle due fasi precedenti:

dopoguerra//inizio anni ‘60 fine anni ’70//anni ’90 anni ’60//fine anni ‘70

- Convenzionalismo Via mediana, stabilizzazione - Originalità iconoclasta

pedissequo seppur inquieta. - Rivoluzione permanente

- Conservatorismo

consumista

LA NASCITA DEL ROMANZO

Facciamo un passo indietro e guardiamo alla situazione che si era formata tra le due guerre. Dopo gli

scandali di inizio secolo, l’elite culturale promuove una forma di letterarietà ben sorvegliata:

- La poesia

- La prosa d’arte di misura breve

In questo panorama, il romanzo veniva considerato come un fattore turbativo della compostezza che uno

scrittore doveva avere.

Nel frattempo cresceva una narrativa di intrattenimento di modesto valore estetico (ma almeno tollerata

dall’élite), che si rivolgeva a un pubblico medio e che non sovvertiva i buoni costumi. Tale narrativa seguiva

la linea di intimismo tardo-ottocentesco, e come tema principale trattava la difficoltà di rapporto equilibrato

tra i sessi. Gli esponenti principali dell’epoca sono:

- Gotta;

- Fraccaroli;

- Civini;

INVECE non erano tollerati dall’elite dei generi di nascita nuova (in primis il romanzo rosa) e in generale il

romanzo di appendice (che, invece, era di successo). Gli editori del periodo comprendono la voglia di

narrativa del pubblico italiano e iniziano a pubblicare romanzi (magari quelli di cui era uscita qualche

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puntata su settimanali e quotidiani e che avevano avuto successo). Mondadori costruirà la sua fortuna

imprenditoriale proprio su questo.

Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale si inizia a guardare al romanzo come lo strumento idoneo a

restituire la drammaticità dei rapporti tra l’io e il mondo, dopo le gravi tragedie collettive che avevano

colpito l’Europa durante la guerra. In particolare il romanzo che più si afferma è quello autobiografico e in

generale i temi più trattati sono quelli della guerra, dell’antifascismo e della Resistenza. L’ottica prevalente è

quella del militante di base dotato di buona cultura che tenta di aprire gli occhi a chi una buona cultura non la

possiede.

Questo impianto prospettico ha due conseguenze:

1) Timbro di testimonianza reale e dolorosa;

2) Accesa drammatizzazione degli episodi;

esempi:

- Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli

- Primo Levi, Se questo è un uomo

- Mario Rigoni Stern, Il sergente nella neve

Autori di questo genere hanno in comune non solo la prospettiva anti-fascista ma anche un certo populismo: i

ceti colti tendono a raccontare se stessi non solo a un élite colta ma anche a tutta la collettività, intesa come

gruppo più debole rispetto a chi ha il privilegio della parola e di saperla usare.

Sarà il NEOREALISMO (di prima generazione) a unire la protesta civile all’attenzione per la vita

materiale, in particolare in riferimento alle fasce più basse della popolazione oppresse economicamente (il

proletariato urbano, in contrapposizione alla grande borghesia imprenditoriale). Questo tentativo, però,

spesso si riduce a una rappresentazione piatta del proletariato, povera di sfumature, come in:

- Vasco Pratolini, Cronache di poveri amanti;

- Francesco Jovine, Le terre del Sacramento;

Ci sono anche dei casi in cui il pathos sociale si unisce a un’altra tematica interessante: la crisi degli

intellettuali che scoprono la loro inettitudine nel compiere le scelte nette e dure postulate dalla volontà

operativa. Per esempio:

- Elio Vittorini, Uomini e no;

- Cesare Pavese, La casa in collina;

In generale possiamo dire che il neorealismo tenta di unire la dimensione privata-esistenziale a quella

pubblica-politica, per esempio facendo coesistere in un unico personaggio una irresolutezza nelle scelte

amorose e un coraggio deciso in quelle politiche-ideologiche (come nel caso di Beppe Fenoglio, Una

questione privata).

Tale effetto si ottiene con un linguaggio a doppia modulazione:

1) AFFERMAZIONE DI LINGUAGGIO E STILE CONVERSEVOLE

• Inclinazione a sliricare la pagina, rendendola più prosastica con lessico medio-basso e dialettismi,

pur nella correttezza della norma italianistica;

• Sintassi semplificata (paratattica) ma corretta;

• Liberalizzazioni delle voci dell’eros, senza eufemismi perbenistici ma anche senza scadere nel

turpiloquio proprio su questo terreno di esplicitezza controllata si avvicinano al Neorealismo degli

autori già affermati come:

- Alberto Moravia, La romana e La ciociara;

- Vitalino Brancati, Il bell’Antonio;

- Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno;

2) ESIBIZIONE DELLE MARCHE DELLA LETTERARIETA’ PIU’ RICONOSCIBILE

• Uso delle figure retoriche con effetto melodrammatico (Pratolini) o di astrattismo vertiginoso

(Vittorini). 4

Tale linguaggio a doppia modulazione, comunque, resta sempre molto democratico, cioè estremamente

accessibile anche a un pubblico poco esperto (possiamo parlare di popolarizzazione e democratizzazione

dell’arte).

Non furono solo i neorealisti a proporre un progetto di rinascita del romanzo in Italia con un allargamento

dell’area della lettura: anche gli esponenti del REALISMO PSICOLOGICO-ESISTENZIALE tentarono

questa strada, sempre con una sensibilità etico-sociale ma con un’attenzione alla psicologia. Ciò è evidente

sul piano narratologico: il narratore diventa inaffidabile, filtra la realtà (ostile e crudele) in maniera

soggettiva. Esempi di questo:

- Elsa Morante, Menzogna e sortilegio;

- Ennio Flaiano, Tempo di uccidere;

- Silvio D’Arzo, Casa d’altri;

- Goffredo Parise, Il ragazzo morto e le comete e La grande vacanza;

Negli anni ’50 si afferma, invece, una sorta di NEOREALISMO DI SECONDA GENERAZIONE, molto

vicino all’esperienza di quelli che abbiamo inserito sotto il nome di “realismo psicologico-esistenziale”. Le

caratteristiche dei neorealisti di seconda generazione sono:

• Volontà di provocare e di scandalizzare;

• Rappresentazione amareggiata dell’attualità post-bellica;

• Io narrante si immedesima con le pene del mondo narrato;

• Uso della tecnica del discorso indiretto libero che dà evidenza icastica ai moti coscienziali e

subcoscienziali dei personaggi;

Gli esponenti sono:

- Giorgio Bassani, Cinque storie ferraresi;

- Carlo Cassola, Il taglio nel bosco;

- Giovanni Testori, Dio di Roserio e Ponte della Ghisolfa;

- Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita e Una vita violenta;

in particolare Testori e Pasolini scoprono i ceti sociali inferiori e tale scoperta rende evidente come il

linguaggio italiano medio sia inadatto a far comunicare strati superiori e strati inferiori della popolazione. Per

questo motivo tendono a mescolare l’italiano con il DIALETTO, con un effetto di colorismo sanguigno.

Su questa strada si incammina anche Gadda con:

- Quer pasticciaccio brutto de via Merulana trionfo del pastiche espressionistico, con un registro

tragicomico che rispecchia gli eventi grotteschi della realtà;

- La cognizione del dolore magistrale mescolanza del punto di vista del narratore e del personaggio

narrato;

Un punto di svolta è il 1958: con Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa si sancisce il ritorno al

romanzo storico, cioè il genere romanzesco più illustre della modernità italiana ma sveltito e accorciato.

Gli anni ’60 segnano la fine dell’epoca della ricostruzione e l’inizio dell’industrialesimo urbano. I ceti

umanistici si trovano a fare i conti con la realtà della modernizzazione e, in questo campo, il neorealismo

viene sconfitto, essenzialmente per due motivi:

1. Il neorealismo era legato al mondo contadino e artigiano tipico dell’Italia arretrata del passato. In

questa epoca avrebbero dovuto piuttosto denunciare la “nevrosi da modernismo” e la nostalgia dei

tempi pre-borghesi, come invece fecero Lucio Mastronardi nel Calzolaio di Vigevano e Paolo

Volponi in Memoriale.

2. Emergono forme letterarie dedicate ai ceti più illetterati (narrativa neopopolare con un linguaggio

ripulito e canoni di comportamento meno sclerotici) e anche i fumetti e fotoromanzi (con un

pubblico prevalmentemente femminile e intrecci tipici del genere “rosa”). 5

CONTRO LA FORMA ROMANZO

Nuovi fatti di governo o provvedimenti di privati contribuiscono a modificare il sistema letterario:

1) 1962= Riforma della scuola media che aumenta l’area della cittadinanza disponibile alla lettura;

2) 1965= creazione collana degli “Oscar” Mondadori, che porta il libro dalla libreria all’edicola,

incentivando la diffusione di massa dei libri.

3) Diffusione della televisione che contribuisce all’unificazione linguistica.

Questi eventi portano la vecchia comunità letteraria elitistica a perdere il suo prestigio.

Un’ala degli ambienti letterari più giovane e insofferente volle radicalizzare il distacco dai paradigmi della

medietà discorsiva NEOAVANGUARDIA degli anni ’60:

- Revisione dell’idea di letteratura invalsa;

- Teorizzazione di una rivoluzione permanente dell’espressività intersoggettiva: in particolare si

scagliano contro il romanzo (non solo il romanzo consumista, ma anche il romanzo “ben fatto”

ossequiente alle regole compositive conformiste).

- volontà di salvare il pubblico specialistico, elitario.

- Esaltazione dell’originalità espressiva del singolo e della novità.

- Il messaggio delle loro opere viene nascosto da un irrealismo irrazionalista.

tutto questo va a scapito della leggibilità, soffocata da idioletti letterari molto cerebrali.

A differenza dell’AVANGUARDIA che si collocava in una zona franca antistituzionale, la

NEOAVANGUARDIA invece si pone in concorrenza diretta con la letterarietà istituzionale (ovviamente

perdendo).

La teoria e la prassi della neoavanguardia trova un campo di applicazione più fecondo nella poesia, in

particolare ricordiamo il libro-manifesto del movimento I novissimi (1961) che comprendeva autori come:

- Alfredo Giuliani

- Nanni Balestrini

- Edoardo Sanguineti

- Antonio Porta

- Elio Pagliarani

I Novissimi cercano un ritmo dissonante che esprime le pulsioni che sorgono dall’io più profondo.

All’interno della neoavanguardia emerge il GRUPPO ’63, fatto di intellettuali influenti accomunati da:

Insofferenza verso i vincoli di continuità con la linea realistico-neorealista.

 Rifiuto delle fughe idiolettiche tipiche della neoavanguardia in senso stretto.

 Scrivono in maniera fortemente allusiva ed erudita, rivolgendosi a lettori arcicolti, ma senza

 mortificare gli altri, in quanto rimangono sempre e comunque molto leggibili.

Esempi:

- Alberto Abrasino, L’Anonimo lombardo e Fratelli d’Italia;

- Luigi Malerba, Il serpente e Salto mortale;

- Giorgio Manganelli, Hilarotragoedia, Nuovo Commento e Lunario dell’orfano sannita;

- Edoardo Sanguineti, Capriccio italiano;

- Italo Calvio, Cosmicomiche, Le città invisibili, Il castello dei destini incrociati;

L’impatto degli sperimentalismi viene soffocato dai SESSANTOTTINI, che sono contro l’elite e a favore

della massa. I sessantottini si interessano della produzione romanzesca perché vedono nel romanzo uno

strumento di mercificazione massificata. In particolare si scagliano contro opere ed autori di successo, con il

pregiudizio che le preferenze espresse dal grande pubblico siano sempre eterodirette. Pur in un’ottica

distorta, i contestatori hanno avuto il merito di evidenziare il nesso problematico che lega l’attività degli

scrittori all’imprenditoria editoriale.

In ogni caso il vero bersaglio polemico dei contestatori sessantottini era l’invenzione immaginosa, in favore

invece di una verità etico-sociale che traspariva dalla libellistica, dalle cronache e dai volantini, caratterizzati

da un linguaggio brusco e alieno da eufemismi. In questo senso il sessantottismo influenzò il sistema

letterario: fomentò la scrittura disinvolta dal punto di vista sintattico e la franchezza dei registri tonali.

L’unico esito rilevante del sessantottismo è Vogliamo tutto di Nanni Balestrini. 6

Il ’68 registra un cambio di mentalità epocale, che si riflette in una rappresentazione letteraria dell’eros priva

di inibizioni, come accade nel bestseller Porci con le ali di Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera.

Resta il fatto che il clima sessantottino era improntato sulla diffidenza per le opere di finzione, per questo si

affermano forme romanzesche memorialistiche o cronachistiche, romanzi di vita vissuta:

- Luigi Meneghello, Piccoli maestri e Libera nos a malo;

- Giorgio Amendola, Una scelta di vita;

- Lalla Romano, Le parole fra noi leggere e Una giovinezza inventata;

- Gavino Ledda, Padre padrone;

Nel frattempo, tra ’60 e ’70, cresce la fortuna dei generi dell’intrattenimento narrativo, in particolare del

poliziesco che mostra una duttilità tale da fuoriuscire dal ghetto paraletterario verso forme nobili, come:

- Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta e A ciascuno il suo;

- Fruttero e Lucentini, La donna della domenica;

- Giorgio Scerbanenco, Venere privata.

Insomma, la letteratura di genere inizia a rifrangersi a tutti i libelli del sistema letterario.

UNA STABILIZZAZIONE INQUIETA

Il declino sia dell’elitarismo neoavanguardista che dell’iconoclastia sessantottesca può essere collocato per la

narrativa italiana al 1975, con La storia di Elsa Morante: il libro si inseriva sulla scia del romanzo

psicosociale, unendo però il vitalismo tardonovecentesco, con un vero e proprio incanto stilistico.

Nel 1980 appare Il nome della rosa: Umberto Eco, teorico dell’avanguardismo, crea un romanzo che più

romanzo non si può, incrociando il genere storico con quello poliziesco.

Sempre nel 1980 esce Se una notte d’inverno un viaggiatore di Calvino, che struttura una sorte di “romanzo

di romanzi”, libero dall’estro fabulatorio delle opere precedenti.

1978= rapimento e assassinio di Aldo Moro momento di crisi nel sistema dei partiti e degli organi statali. La

cultura letteraria risponde con il proposito di rafforzare la sua presenza di fronte all’opinione pubblica FASE

DI STABILIZZAZIONE, basata sul recupero delle regole che normalmente coordinano le attività di scrittura

e lettura. Possiamo parlare, insomma, di POSTMODERNISMO:

- Narratività volta a un pubblico non specialistico;

- Proposito di evitare i toni nostalgici;

- Tecniche di enfatizzazione parodistica e mescolanza di registri;

Questo orientamento non incontra vere opposizioni.

Dopo il 1989 e l’instaurazione della pax americana inizia una nuova realtà post-novecentesca in cui non c’è

spazio per atteggiamenti nostalgici (nessuno aveva nostalgia dell’epoca fascista) e in cui al romanzo era

affidato il compito di esprimere un disagio incontenibile.

È rilevante il fatto che in questa fase il sistema editoriale si rafforza in senso oligopolistico (predominio dei

grandi gruppi come Mondadori, Rcs, De Agostini e Feltrinelli). 7

COME RACCONTARE LA MODERNITA’

Il segno dell’approdo alla modernità compiuta è la riscoperta della funzione del genere. Proprio attraverso la

funzione del genere possiamo descrivere la modernità letteraria.

È utile definire un quadro d’insieme dei generi narrativi più frequentati in quanto ogni genere si definisce in

opposizione agli altri, ai quali si affianca e si contrappone. Ovviamente affinché un genere prenda

consistenza deve essere replicato più volte, in modo tale che si delinei chiaramente una struttura peculiare:

per esempio nel genere poliziesco la struttura peculiare è l’indagine che ricostruisce le modalità di un delitto

sino a scoprirne il colpevole.

I generi insomma offrono:

Allo scrittore una griglia con cui organizzare la trama;

 Al lettore uno strumento per orientare le proprie aspettative.

Ovviamente uno stesso genere letterario può accogliere opere molto diverse (per esempio il Gattopardo è ben

diverso da I promessi sposi, pur essendo entrambi romanzi storici), anche se la formula costruttiva è analoga.

Inoltre nessun testo appartiene a un solo genere letterario in maniera “pura”, ma è sempre possibile

individuare una funzione dominante.

In ordine cronologico sono questi i generi che si affermano in Italia:

- Romanzo storico con I promessi sposi;

- Romanzo intimista, con storie domestiche che proseguono nel genere rosa;

- Romanzo di formazione (fine ‘800), anche se ridotto alle dimensioni della narrativa per ragazzi;

- Romanzo sociale (sempre fine ‘800);

- Romanzo poliziesco (tra le due guerre);

- Romanzo fantascientifico (seconda metà del ‘900).

ROMANZI DI TUTTI I GENERI

Il breve elenco appena delineato è diacronico. Ora, invece, vogliamo analizzare i generi dal punto di vista

sincronico, osservando come anche il sistema dei generi sia plasmato dal principio di reversibilità dei moti

pulsionali: ogni orientamento dell’immaginazione narrativa in una certa dimensione alimenta la crescita di

una direttrice completamente opposta. Per esempio gli slanci verso una letteratura fantasiosa inducono

l’insorgere di una esigenza di realisticità.

Il discorso che si farà sarà anche di indole antropologica: cioè si farà riferimento ad alcune disposizioni

permanenti dell’immaginario, rispondenti a impulsi ancestrali dell’esistenza biopsichica.

Pertanto schematizziamo i vari generi in una serie di 5 accoppiamenti contrastivi:

Romanzo sentimentale/Romanzo erotico

 Romanzo comico/Romanzo poliziesco

 Romanzo di formazione/Romanzo di alienazione o emarginazione

 Romanzo storico/Romanzo fantascientifico

 Romanzo memoriale/Romanzo fantastico


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Corso di laurea: Corso di laurea in Lettere moderne
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bismark di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana otto-novecentesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Rosa Giovanna.

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