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Significato di economia

Economia: dal greco οἴκος (oikos) “casa” inteso anche come “beni di famiglia”, e νόμος (nomos) “norma” o “legge”. Ikonomìa deriva dall’omonimo dialogo di Senofonte imperniato sulla corretta amministrazione della casa, della dimora dell'uomo. Utilizzo di risorse scarse per soddisfare al meglio bisogni individuali e collettivi contenendo la spesa.

➔ Sistema di organizzazione delle attività poste in essere da un insieme di persone, organizzazioni e istituzioni ➔ (sistema economico) volta allo sfruttamento di beni naturali e alla produzione e distribuzione di ricchezza. (es: “l’economia italiana”)

  • E. di mercato
  • E. pianificata
  • E. mista
  • E. sommersa
  • E. socialista
  • E. politica

Es: “fare economia” - saggia amministrazione dei beni - impiego oculato del denaro - risparmio derivato da un più efficiente impiego dei sistemi produttivi.

Economia come scienza

È la scienza che studia la produzione e la distribuzione della ricchezza attraverso l’impiego razionale delle risorse (massimo vantaggio con il minimo sforzo). Fino all’ottocento si identificava con un desiderio di bene comune e condiviso: un modo per gestire la ricchezza senza egoismo che aveva qualcosa a che vedere con la felicità delle persone.

Come disciplina autonoma dalla Filosofia è nata con le opere di Adam Smith (Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni, 1776). Fondare l’economia come scienza significò riconoscere che nel campo economico operano leggi che, pur riguardando il comportamento dell’uomo e della società, hanno caratteristiche di scientificità proprie delle scienze fisiche e biologiche. Per anni il termine è stato contrapposto alla cremastica intesa come la scienza che si occupa della ricchezza prescindendo dalla sua distribuzione e dal suo consumo.

Sistema economico

I componenti o sottosistemi del sistema economico sono:

  • Sistema di produzione: promuove e determina l’offerta di beni e servizi sotto continua spinta all’investimento per produrre innovazione (aziende e imprese).
  • Sistema dei consumatori: promuove e determina, attraverso il consumo, la domanda di beni e servizi (es. famiglie e in parte anche imprese).
  • Sistema creditizio-finanziario: da esso i precedenti sottosistemi afferiscono fondi di liquidità (capitali) e strumenti finanziari per promuovere e raggiungere i loro obiettivi (produzione e/o consumo) (banche e istituti di intermediazione finanziaria).
  • Mercato: è l’ambiente di interazione dei precedenti sottosistemi dove avviene lo scambio di beni, servizi e denaro tipicamente regolati dalla legge della domanda e dell’offerta.
  • Stato: offre servizi pubblici sotto adeguato prelievo fiscale (sistema fiscale) e regola eventualmente il sistema economico attraverso interventi mirati di politica economica.

Agenti economici

Il sistema economico si può definire come l’ambiente o l’insieme delle attività promosse dagli agenti (o operatori) economici per le suddette finalità. Gli agenti economici svolgono una o più delle seguenti funzioni:

  • Produzione di beni e servizi
  • Consumo di beni e servizi
  • Intermediazione finanziaria
  • Accumulazione di ricchezza
  • Ridistribuzione del reddito e della ricchezza
  • Assicurazione

Gli operatori economici vengono classificati secondo le funzioni svolte:

  • Le famiglie, che consumano beni e servizi prodotti (prodotti nel territorio considerato, o importati, a cura di altri operatori, dal “resto del mondo”), ma possono anche produrre e accumulare (imprese individuali, aziende familiari).
  • Le società che svolgono attività finalizzate al conseguimento di utili e all’accumulazione:
    • Le società di intermediazione finanziaria (in primo luogo le banche)
    • Le società di assicurazione
    • Le società (dalle grandi società per azioni alle piccole società di persone) che producono altri beni e servizi
  • La pubblica amministrazione (in tutte le sue articolazioni) che contribuisce al consumo (consumi collettivi), produce prevalentemente servizi non destinati alla vendita (istruzione, ordine pubblico, difesa, ecc.) e ridistribuisce il reddito e la ricchezza tra gli operatori del sistema.
  • Altre organizzazioni senza finalità di lucro, che erogano servizi a beneficio delle famiglie (partiti, sindacati dei lavoratori, organizzazioni religiose, associazioni culturali ricreative e sportive, enti di beneficenza e assistenza).

Operazioni economiche

Gli operatori interagiscono ponendo in essere operazioni economiche che possono essere:

  • Operazioni su beni e servizi: sono sia quelle che danno origine a beni e servizi mediante la produzione o l’importazione, sia quelle che ad essi danno destinazione (consumi intermedi o finali, investimenti, esportazioni).
  • Operazioni finanziarie: consistono nell’acquisizione o cessione di attività finanziarie (acquisto di azioni o altri titoli, apertura di depositi, erogazione di prestiti ecc.).
  • Operazioni di distribuzione e redistribuzione del reddito e della ricchezza: fanno sì che il valore aggiunto generato dall’attività produttiva venga distribuito fra i fattori della produzione (percezione del profitto e del reddito da lavoro autonomo, distribuzione di redditi da capitale da parte delle società, pagamento di redditi da lavoro dipendente), sia ridistribuito tra gli operatori (riscossione di imposte e tasse, erogazione di contributi).
  • Altre operazioni quali gli ammortamenti o scambio di attività non finanziarie non prodotte (terreni, brevetti, licenze).

Tali operazioni costituiscono flussi: vengono pertanto misurate tenendo conto delle variazioni (creazione, trasformazione, scambio, trasferimento di valore) che intervengono in un dato periodo di tempo.

Economia aziendale

Disciplina scientifica dedicata all’elaborazione di conoscenze e teorie utili per il governo economico delle aziende di ogni ordine (imprese, famiglie, organizzazioni private non orientate al profitto, istituti della pubblica amministrazione). Insieme all’economia politica appartiene al più ampio ambito disciplinare delle scienze economiche e della Ragioneria. Studia l’azienda quale aggregato economico capace di produrre profitto o capace di fornire servizi e prodotti ➔ pareggiando i costi sostenuti (caso degli enti non orientati al profitto).

È caratterizzata da un aspetto qualitativo e da un aspetto quantitativo:

  • L’aspetto qualitativo dà vita a due diverse discipline: l’Organizzazione Aziendale e il Marketing.
  • L’aspetto quantitativo dà vita ad un’altra disciplina: la Ragioneria.

Riassumendo, l’economia aziendale è una scienza:

  • Empirica: perché cerca soluzioni concrete
  • Sociale: perché studia un particolare aspetto della vita delle società
  • Economica: perché studia i mezzi in relazione ai bisogni che studia l’azienda.

Significato di organizzazione

Organizzazione dal greco antico οργανον (organon = attrezzo) è un gruppo di persone formalmente unite per raggiungere uno o più obiettivi comuni. Gli elementi di un’organizzazione sono:

  • Persone
  • Struttura sociale
  • Tecnologie: insieme di mezzi e risorse per la trasformazione degli input in output
  • Fine: rappresentazione degli obiettivi desiderati

Il tutto è racchiuso nell’ambiente, che è il contesto in cui l’organizzazione svolge la sua attività e anche l’insieme di elementi esterni che condizionano tale organizzazione.

Organizzazione aziendale

In economia aziendale il termine organizzazione ha almeno tre significati:

  1. Il processo attraverso il quale l’insieme di persone che, con il loro lavoro, partecipano direttamente allo svolgimento dell’attività dell’azienda viene strutturato secondo i principi di divisione del lavoro e coordinamento, sicché tale insieme acquisisce una struttura e diventa un sistema;
  2. La funzione aziendale che svolge detto processo;
  3. Il risultato di detto processo. In questo senso il termine organizzazione può essere considerato sinonimo di azienda (il termine “organizzazione” è particolarmente usato nella letteratura aziendalistica di area anglosassone; nella tradizione italiana si preferisce “azienda”).

Lavoro

Il lavoro (dal latino labor = fatica) è una merce di proprietà del singolo agente economico che viene offerta alle imprese. L’agente economico riceve in cambio le risorse finanziarie per soddisfare i propri bisogni. Le imprese vengono in possesso del fattore di produzione indispensabile per la produzione di beni e/o servizi.

Organizzazione aziendale

Si occupa quindi dei problemi relativi alla progettazione e conduzione efficiente delle organizzazioni economiche. Le organizzazioni economiche sono entità artificiali per raggiungere obiettivi economici individuali e collettivi - sono valutate in base alla performance - le azioni degli individui determinano il comportamento e la performance delle organizzazioni.

Impresa, organizzazione e azienda

L’impresa, sotto il profilo del Diritto, è un’attività economica professionalmente organizzata con il fine di produrre e scambiare beni o servizi - l’organizzazione è elemento essenziale dell’impresa, ma non coincide con essa. L’azienda consiste nell’insieme di risorse organizzate interdipendenti con l’obiettivo di raggiungere un comune obiettivo - le aziende sono organizzazioni. L’impresa rappresenta l’attività economica messa in atto (“intrapresa”) dall’imprenditore (art. 2082 del vigente Codice Civile), necessita di una certa complessità di risorse (azienda), che devono agire secondo una modalità (organizzazione) coerente con il suo fine ultimo.

Impresa e profitto

L’impresa cerca di massimizzare il proprio valore economico. Profitto (dal latino “andare oltre”) valore economico monetario per gli azionisti (shareholders). Eccezione: imprese che prevedono per statuto un profitto limitato o nullo. Imprese no-profit (obiettivi di rilevanza sociale), imprese pubbliche (soddisfazione dei bisogni collettivi) - trasporti, scuole, ospedali - una organizzazione che, non avendo scopi di lucro, e non essendo destinata alla realizzazione di profitti, reinveste gli utili interamente per gli scopi organizzativi.

Impresa e valore economico

Un’impresa crea valore economico se genera un surplus di utilità per i suoi stakeholders che hanno influenza e interesse sulla vita dell’impresa:

  • Azionisti
  • Amministratori
  • Lavoratori
  • Clienti
  • Fornitori
  • Comunità locali
  • Creditori

Quindi: Un’impresa ha come obiettivo la massimizzazione del profitto (e quindi il valore degli azionisti), creando valore anche per gli altri stakeholders.

I modelli economici

La teoria economica utilizza modelli, cioè rappresentazioni astratte della realtà. Un modello dovrebbe essere il più semplice possibile per raggiungere uno scopo, es: cartina geografica.

  • Ipotesi semplificatrici: es: “esistono 2 beni”
  • Ipotesi critiche: es: “le imprese cercano di massimizzare il profitto”

Due ipotesi fondamentali

  1. Ogni attore economico cerca di ottenere il massimo da ciascuna situazione concetto di massimizzazione - es: le imprese massimizzano il profitto, gli individui massimizzano l’utilità.
  2. Ogni attore economico è soggetto a limitazioni vincoli. Torna il concetto di scarsità.

I 10 principi dell'economia

10 principi fondamentali dell’economia (Mankiw, 2007): Studieremo le implicazioni dei primi 7 principi, relativi alle decisioni individuali (1-4) e all’interazione tra gli agenti (5-7).

Decisioni individuali

  1. Gli agenti devono sempre affrontare scelte alternative.
  2. Il costo di qualcosa è ciò cui si deve rinunciare per ottenerla.
  3. Gli agenti razionali pensano “al margine”.
  4. Gli agenti reagiscono agli incentivi.

Interazione tra individui

  1. Lo scambio di mercato può essere una condizione vantaggiosa per ognuno che vi partecipa (beneficiano tutti i partecipanti).
  2. Il mercato è uno strumento efficiente di organizzazione dell’attività economica.
  3. In alcuni casi l’intervento pubblico è necessario affinché il mercato realizzi l’efficienza.

1. Gli agenti economici devono sempre affrontare scelte alternative

A causa del problema della scarsità, per ottenere una cosa si deve sempre rinunciare a qualcos’altro (trade-off).

2. Il costo di qualcosa è ciò cui si deve rinunciare per ottenerla

Qualsiasi decisione richiede il confronto tra i costi e i benefici delle possibili alternative. Costo opportunità: ciò cui si deve rinunciare ogni volta che si sceglie una determinata alternativa uno dei concetti centrali della teoria economica.

3. Gli individui razionali pensano “al margine”

Variazioni marginali: piccoli cambiamenti incrementali rispetto a un piano di azione dato. Gli individui razionali prendono le decisioni confrontando i costi e i benefici indotti da una variazione marginale ogni decisione comporta un costo marginale e/o un beneficio marginale. Il concetto di “margine” deriva dalla matematica (= piccolo incremento di una variabile), ma qui ci interessa la sua interpretazione economica, che muta a seconda dei casi. Criterio di scelta razionale: compio una certa azione se e solo se BM (beneficio marginale) > CM (costo marginale).

La razionalità in economia

Hp: gli agenti economici sono razionali. In generale, essere “razionali” significa soltanto scegliere in base a un criterio - l’esistenza di un criterio + il fatto di seguirlo coerentemente rende gli agenti “razionali” - razionalità = coerenza nel seguire un criterio. In economia si adotta (quasi) sempre il criterio di massimizzazione della soddisfazione (utilità, beneficio): un agente è razionale quando le sue decisioni massimizzano la sua soddisfazione. Razionalità = massimizzazione.

4. Gli individui rispondono agli incentivi

Incentivo: qualsiasi incremento del beneficio marginale o riduzione del costo marginale di una certa scelta - vs disincentivo: qualsiasi riduzione del beneficio marginale o incremento del costo marginale di una certa scelta. Ogni variazione dei costi e/o dei benefici marginali inducono una reazione razionale degli agenti economici - Quindi agendo sugli incentivi (cioè su BM e CM) il policy-maker può indurre gli agenti ad adottare o modificare un certo comportamento. Da un punto di vista economico le regole e le istituzioni non sono altro che meccanismi (a volte molto sofisticati) di incentivo e disincentivo. Cambiamenti nel sistema degli incentivi determinano cambiamenti nel sistema delle preferenze e quindi nel comportamento degli individui.

5. Lo scambio può essere una condizione vantaggiosa per ognuno che vi partecipa

Il mercato consente agli agenti economici di incrementare il loro benessere e di specializzarsi. Principio dei vantaggi dello scambio: lo scambio di mercato genera maggiore benessere per tutti i partecipanti. Dal punto di vista “giuridico” lo scambio è volontario, per cui chi ne ricavasse un danno non vi parteciperebbe. Principio di specializzazione: lo scambio di mercato consente agli agenti di specializzarsi nell’attività economica che sanno fare meglio. Attraverso la “competizione” sul mercato ogni agente si specializza nella produzione in cui la sua efficienza relativa è migliore. Lo scambio tra più individui (imprese, nazioni) determina costi minori e più alti benefici per tutti.

6. Il mercato è uno strumento efficiente di organizzazione dell’attività economica

Un’economia di mercato è definita come un sistema in cui gli agenti economici (famiglie e imprese) decidono liberamente cosa comprare, per chi lavorare, cosa produrre e chi assumere - sistema in cui le risorse sono allocate attraverso le decisioni decentralizzate degli agenti guidati dall’interesse privato. Individui e imprese sono guidate dalla cosiddetta “mano invisibile”. Principio della mano invisibile: l’interazione sul libero mercato degli agenti economici, ciascuno mosso soltanto dal proprio self-interest, determina il massimo benessere possibile per l’intera collettività (Adam Smith, 1776) - dimostra che non vi è contrasto tra perseguimento dell’interesse individuale e raggiungimento del benessere collettivo, ma anzi che in un’economia di mercato il primo è condizione necessaria e sufficiente per il secondo. Il meccanismo attraverso cui agisce la mano invisibile è il sistema dei prezzi che si formano sul libero mercato.

Economia di mercato

Come spiegare la superiorità dell’economia di mercato? La mano invisibile di Smith: il perseguimento dell’interesse individuale conduce attraverso il meccanismo di mercato al massimo benessere sociale senza che gli individui ne siano consapevoli. A questa spiegazione tradizionale si aggiunge ... il problema informativo di Hayek: anche se fosse in teoria possibile per il decisore centrale elaborare un piano per l’intera economia, tale piano non riuscirebbe a massimizzare il benessere sociale perché il pianificatore non potrebbe mai avere tutte le informazioni necessarie, dato che queste ultime sono in possesso dei singoli agenti (gli unici che conoscono davvero il proprio interesse) e possono essere rivelate solo attraverso il compor.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiara_3099 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Scienze economiche Prof.
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