ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
CAPITOLO 1 : BUROCRAZIA E DINTORNI
IL MODELLO BUROCRATICO
Una possibile sintetica definizione di organizzazione dice che e’ la disciplina
che consente di guidare e influenzare il comportamento delle persone al fine di
raggiungere un obiettivo.
L’azienda moderna definita da Weber all’inzio del ‘900 come l’organizzazione
strettamente razionale del lavoro può essere costruita e sviluppata solo sulla
base di un modello organizzativo capace di orientare e plasmare l’agire
economico mediante norme e prescrizioni di comportamento razionali, frutto di
un lavoro scientifico di individuazione delle prassi più efficaci, tramite le
competenze di professionisti addestrati ad hoc.
La regola di fondo della burocrazia sostiene che in un sistema organizzativo
razionale, ogni problema deve essere affrontato deve disporre di una soluzione,
ossia un comportamento da mettere in atto, il migliore e lo stesso per tutti, il
professionista della burocrazia, colui che ne e’ progettista, studia le soluzioni
che nel tempo vengono date a un problema, ne analizza le evoluzioni positive e
i conseguenti risultati raggiunti, identica e congela quella che consente di
ottenere i migliori risultati indicandola come soluzione, il comportamento da
utilizzare.
La burocrazia e’ un grande contenitore di Know how scelto in base
all’esperienza passata , un database dove sono depositati i comportamenti e le
routine ritenuti corretti , un grande sistema di Knowledge management che
illumina l’agire quotidiano degli attori organizzativi : il manuale delle giovani
marmotte dove trovare le risposte per ogni problema si debba affrontare.
La logica di fondo e’: individuo le buone prassi dallo studio e della conoscenza
del passato, le formalizzo in un manuale, chiedo agli attori organizzatori di
agirle. I manuali della qualita’ nn sono altro che la realizzazione moderna del
sogno weberiano, ossia la determinazione a priori dei comportamenti efficaci e
la loro diffusione come lo standard obbligatorio per tutti.
LE COMPONENTI DEL MODELLO BUROCRATICO
Il modello burocratico si articola in 2 principali componenti:
L’organizzazione formale del lavoro : determina tramite un datebase i
• comportamenti da agire 1
L’autorita’ e le sue funzioni :consente all’organizzazione di assicurare che
• i comportamenti reali corrispondono a quelli definiti. Si cera cosi una
doppia divisione del lavoro:
Verticale tra qui analizza il passato studia le modalita’ con cui si
sono affrontati e risolti i problemi, seleziona e individua i
comportamenti giudicati efficaci e chi mette in atto tali
comportamenti, ossia chi rileva la situazione problematica,
seleziona la risposta comportamentale corretta e la realizza.
Orizzontale tra chi agisce i comportamenti del manuale e chi
verifica che il comportamento sia quello giusto e controlla che si sia
realizzato a norma.
Il modello burocratico prevede 3 principali ruoli professionionali: i progettisti
del database dei comportamenti corretti; i controllori della conformita’ dei
comportamenti; i realizzatori dei comportamenti.
Weber utilizza 2 concetti chiave di autorita’ e formalizzazione; secondo weber il
potere comprende qualsiasi possibilita’ di far valere entro una relazione sociale,
anche di fronte a un’opposizione la propria volonta’. L’autorita’ invece consiste
nella possibilità per specifici comandi di trovare obbedienza da parte di un
determinato gruppo di uomini. Ciò che li differenzia e’ la legittimazione, ossia il
riconoscimento del diritto di comandare e simmetricamente del dovere di
obbedire sulla base di norme e regole formali e riconosciute.
Weber individua 3 tipi di potere legittimo:
Potere tradizionale : pertanto colui che detiene il potere nn e’
1. superiore, ma un vero e proprio signore che svolge il suo ruolo di capo
indipendentemente dalle sue capacità di comando , “ a esso si 0bbedisce
in virtù della dignità personale attribuita dalla tradizione. E’ la tradizione
che determina il contenuto delle prescrizioni , nella misura in cui ese
sono accettate. Esempi di consuetudine storica sono la successione al
monarca e all’imprenditore , due tipi di successione di sangue il figlio e’
scelto come subentrante a prescindere dalla sua abilità o dalla sua
competenza in quel nuovo ruolo.
Potere carismatico: in questo caso il potere poggia sulla dedizione
2. straordinaria al carattere sacro o alla forza eroica, quindi si può definire il
carisma come una qualità speciale che viene attribuita ad una persona ,
tali caratteristiche creano consenso e permettono al capo di influenzare
profondamente ed emotivamente i componenti della propria
organizzazione i quali seguono in modo irrazionale le indicazioni ricevute.
Ma il potere carismatico può essere a rischio se il capo per un lungo
periodo nn consegue più successi che lo hanno reso speciale. L’apparato
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amministrativo del capo carismatico e’ costituito dagli uomini di fiducia.
in base alla relazione che si e’ istaurata con il capo .
Potere legale-razionale: si intende un sistema di comando basato su
3. di un insieme di norme che definiscono i diritti e i doveri all’interno dei
quali si svolge l’agire del gruppo. I componenti del gruppo obbediscono
agli ordini perché ritengono che la persona che li formula agisca nel
rispetto dei doveri sanciti dal codice di norme. Il potere legale-razionale è
quindi, l’incrocio fra l’esistenza e l’accettazione di regole razionali e un
interesse economico all’obbedienza .
La formalizzazione
La burocrazia è anche ordinamento formale che governa e guida i
comportamenti, per poter orientare i comportamenti è necessario
rendere esplicite tutte le regole che ciascuno deve osservare nello
svolgimento del proprio compito, se nn possono essere formalizzati
significa che sono poco utili , nn efficienti e conducono a una perdita di
tempo. La formalizzazione dei comportamenti e correlata con la
specializzazione del lkavoro e conseguentemente delle competenze.
Il percorso di progettazione e il funzionamento quotidiano della
formalizzazione sono affidati a 3 ruoli diversi: i progettisti, gli esecutori e i
controllori.
I progettisti: sono gli esperti del passato conoscono perfettamente i
fatti occorsi alla propria organizzazione e studiano l’evolvere e il
miglioramento dei comportamenti umani, determinano le corrette ed
efficaci relazioni situazione- comportamento corretto. Sono anche coloro
che devono provvedere all’aggiornamento della routine verificando che le
situazioni e/o le soluzioni nn cambino , pertanto devono essere degli
eccellenti osservatori.
I realizzatori: rappresentano il braccio operativo dell’organizzazione ,
devono individualizzare il comportamento corretto ricorrendo al manuale
organizzativo formale e individuando il comportamento tra norme ,
oppure facendo uso dell’archivio mentale collettivo e cercando nella
memoria la modalita’ adatta tra le tante viste.
I controllori: sono coloro che conoscono perfettamente l’archivio
contenente le coppie di situazioni-comportamenti corretti e che devono
verificare che i realizzatori eseguono i comportamenti previsti. Un
secondo compito dei controllori riguarda situazioni in cui i subordinati nn
conoscono o nn trovano nei regolamenti organizzativi il comportamento
da mettere in atto, vuoi perché la situazione appare nuova , vuoi perché
il problema è complesso , in questi casi il controllore interviene
risolvendo in prima persona la situazione problematica.
L’elemento di connessione tra autorità e formalizzazione è il funzionario
weberiano, ossia colui che impersona l’organo di autorità e rendo
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operativo l’apparato organizzativo, conosce le norme e fa in modo che
siano applicate , il lavoro deve fondarsi nn su sentimenti o affetti, ma
sulla base di diritti del dovere; la mancanza di formalizzazione e di
funzionari(devono avere una preparazione specializzata in modo da
assolvere con efficacia i compiti assegnati possono ed essere in grado di
risolvere i problemi che i collaboratori possono segnalare in sintesi il
funzionario e un controllore.)specilizzati e competenti (sostiene
Weber)possono provocare pericolosi comportamenti, basati su interessi e
su sentimenti personali e dar luogo a forti componenti di opportunismo.
Quindi in sentesi il funzionamento della burocrazia si ha quando la
specializzazione del lavoro disciplinata da norme e regolamenti, con una
precisa e stabile divisione dei doveri e dei poteri guidata da un’autorità .
Altri autori affrontano il tema degli sviluppi imprevisti della teoria
proposta da Weber: le forme organizzative e i comportamenti dei diversi
partecipanti all’organizzazione hanno, accanto a delle conseguenze
previste, anche delle conseguenze non previste, inattese, nn volute,
come affermano Merton, Selznick. Crozier mette in discussione l’idea
Weberiana secondo cui non possono esistere organizzazione razionali al
di fuori della burocrazia e mette in luce il comportamento strategico
degli attori.
L’analisi critica di Merton
Il contributo di Merton analizza le insufficienze della burocrazia ; in un
primo luogo egli sostiene che il rispetto completo delle norme porta a
trasformare i regolamenti in qualcosa di assoluto, e nn più semplice
mezzo per realizzare gli scopi. La troppa conformità nei confronti delle
regole rende vano lo sforzo di averle definite e nn consente l’evoluzione
delle risposte organizzative al mutare delle condizioni. Merton individua
tra le funzioni latenti non efficienti il ritualismo, L’addestramento alla
rigidità e lo spirito di corpo.
Per ritualismo Merton intende l’atteggiamento conformista derivante
dall’adesione a regole che nn sono più percepite come mezzi , ma che
divengono esse stesse fini. facendo diventare l’adesione alle regole
l’interesse preminente dell’operatore e di importanza maggiore del
raggiungimento dei fini.
L’addestramento alla rigidità fa riferimento all’attenzione estrema al
rispetto e al riferimento costante delle norme. Tali atteggiamenti
diminuiscono nel tempo la possibilità di allenare e mantenere in vita
quegli elementi di flessibilità tipici dell’essere umano.
Infine, la progressione alla carriera legata all’anzianità in modo
automatico e l’assenza di confronto e competizione danno vita, secondo
l’autore a 2 ulteriori funzioni : la creazione di un forte spirito di corpo, che
porta spesso i burocrati a difendere gli interessi della collettività, e
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l’orgoglio di mestiere, che spinge il funzionario a innamorarsi delle
proprie competenze professionali e a considerare le esigenze di
cambiamento .
L’analisi critica di Selznick
La critica del secondo funzionalista Selzick vede l’organizzazione come
uno strumento indispensabile per raggiungere un obiettivo, dall’altra
parte la considera uno strumento imperfetto che deforma l’obiettivo non
appena comincia ad operare ,la sua azione incontra problemi vincoli e
rallentamenti posti dalla necessità di fare i conti con la realtà in cui si
opera. La iper specializzazione e la conseguente perdita di sensibilità
verso il senso complessivo dell’organizzazione ; la divisione del lavoro ,
se da una parte porta grandi vantaggi in termini di professionalità e
profondità delle competenze, dall’altra spinge le persone a dedicarsi al
proprio perimetro di lavoro .
La critica di Crozier
L’analisi di Crozier il più lucido allievo di Weber , mette in luce come
l’uomo , all’interno di una realtà organizzata si comporti come una mente
strategica che cerca di trarre vantaggio dagli elementi che la struttura
burocratica non riesce ne riuscirà mai a razionalizzare.
Crozier dedica molta attenzione allo studio dei comportamenti di
acquisizione e mantenimento del potere e all’analisi della strategia
utilizzata dagli individui e dai gruppi nelle loro contrattazioni. Crozie
sostiene in sintesi che il livello di potere detenuto dal burocrate è
funzione della discrezionalità laddove per discrezionalità si intende la
possibilità riconosciuta di scegliere tra due o più alternative di
comportamento, quindi l’attaccamento al ritualismo della norma del
burocrate va visto non tanto come una difesa e un adattamento
passivo( come sostengono Merton e Selznick ), quanto come una
strategia messa in atto per accumulare e difendere il proprio potere.
Questi 3 autori mostrano come l’attenzione estrema dedicata alla
burocrazia alla struttura organizzativa e alla formalizzazione e all’autorità
legale non sia sufficiente a guidare il comportamento delle persone. Il
funzionario, ha caratteristiche che vanno oltre la possibilità di
formalizzazione : ha interessi, preferenze, timori, pregiudizi, e intrattiene
relazioni.
Si afferma che non c’è un unico modello di organizzazione ma in base alla
situazione possiamo individuare il modello meccanico di organizzazione ,
che è adatto a situazioni “stabili “ a questo modello si contrappone il
modello organico di organizzazione il quale è adatto a condizioni più
dinamiche e in trasformazione . quindi se un’organizzazione opera in un
ambiente operativo dove deve affrontare problemi ripetitivi di routine ,
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allora è opportuno costruire una struttura meccanicistica, esempio il fast
food dove i dipendenti svolgono compiti standardizzati , cosi’ come le
procedure di cottura e di confezionamento, macchine. se invece si è in
presenza di un ambiente stabile e in continuo mutamento, allora è
necessario orientarsi verso una struttura organica. Un esempio i ristoranti
a conduzione familiare , in tali ristoranti i ruoli sono meno specializzati il
proprietario –cassiere, con il sistema organico si aprono le porte a una
concezione più ricca e meno rigida della progettazione organizzativa.
La proposta di Mintzberg
Mintzberg propone un modello di analisi di progettazione organizzativa
basato su 5 configurazioni organizzative, particolare rilevanza sono : la
burocrazia meccanica, la burocrazia professionale e l’adhocrazia;
la burocrazia meccanica è una struttura con parametri organizzativi
analoghi a quelli visti per la burocrazia Weberiana , i compiti operativi
sono tendenzialmente semplici e di routine, ed è riscontrabile nelle
aziende mature, di dimensioni abbastanza elevate e che operano i un
ambiente prevedibile, tanto da rendere conveniente la standardizzazione
delle attività ,e quindi un’organizzazione il cui punto di forza è l’efficienza
e non l’innovazione. Gli alberghi ne sono un tipico esempio.
La burocrazia professionale si fonda sulle standardizzazione delle
competenze , in questo modo si crea una struttura decentrata , in cui agli
operatori professionisti, è attribuito un considerevole controllo sul proprio
lavoro , tanto da consentire loro di operare in modo relativo
indipendente. Esempio tipico di burocrazia professionale sono le aziende
di servizi alle persone , quali le scuole, le università le società di
consulenza , gli studi legali, gli ospedali. Infine la burocrazia professionale
e’ un organizzazione che evolve in modo continuo, ma come quella
meccanica poco adatta all’innovazione.
L’adhocrazia è un organizzazione molto organica e con scarsa
formalizzazione del comportamento, l’adhocrazia e’ una configurazione
adatta a un ambiente dinamico e complesso.
Codificazione e delega strutturata
La principale novità è costituita da modello della burocrazia professionale
dove è approfondito il ruolo del manager finora definito solo
genericamente , il suo ruolo da un lato il controllo della conformità dei
comportamenti dei propri dipendenti rispetto alle norme ; dall’altro la
soluzione degli imprevisti che risalgono dai collaboratori che non trovano
il manuale organizzativo le risposte ai problemi che devono affrontare
rispetto al proprio bagaglio di conoscenze quindi ho il capo si sente in
dovere di continuare a dare risposte a tutto quello che gli viene richiesto
e risolvere il problema oppure può negare il problema.
Dal punto di vista personale possono generarsi stress, tensione,
insoddisfazione con conseguenti riflessi sulla vita personale. La
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soluzione , suggerita da Galbraith nel 1976 e’ la cosiddetta delega
strutturata, connesso al passaggio di potere e conoscenza del capo al
collaboratore delegato .
Il capo percepisce il passaggio come la sua morte organizzativaperchè
teme di perdere il potere costruito negli anni, ne esce , spesso una spinta
forte verso una SOSTAnziale collusione tra capo e collaboratore per
sabotaggio del cambiamento.
CAPITOLO 2
LE TEORIE CLASSICHE
IN questo capitolo vengono presentati i 2 contributi fondativi dell’indirizzo
classico. Il primo fu quello di FREDERICK WINSLOW TAYLOR, rivolto
all’organizzazione del lavoro produttivo, il secondo quello di HENRI FAYOL, alla
direzione ammisìnistrativa.
Frederick Winslow Taylor
Ingegnere a offerto il primo contributo alla formazione rivolta all’organizzazione
delle aziende produttive. Assieme a Karl Max , fu lui prima di altri a intravedere
nella” fabbrica” il cuore della società del tempo. Mentre il filosofo tedesco
aveva visto nella fabbrica il destino e la formazione della classe operaia , pochi
anni più avanti il giovane ingegnere di FILADELFIA ancora ventinovenne,
sembra da subito intuire che in quella a stessa fabbrica si sarebbe giocato il
destino degli imprenditori. Verso la fine dell’800 le fabbriche diventano sempre
più frequenti.
La classe imprenditoriale a cui Taylor volge la sua riflessione e la
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