Che materia stai cercando?

Riassunto per l'Esame di Teologia Seminariale, prof. Citterio Appunti scolastici Premium

Appunti presi in aula per l'esame di Teologia Seminariale di Economia (Unicatt) del P. Citterio (etica). Comprende anche le conferenze. Temi: dottrina sociale della Chiesa, storia dei papi, 4 principi fondamentali della dottrina sociale della chiesa, economia sociale di mercato, lavoro, impresa...

Esame di Teologia docente Prof. F. Citterio

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

La Seconda Guerra Mondiale con l’uso dell’aviazione ha colpito anche chi non era al fronte: ad esempio

Roma viene bombardata. Una delle grandi questioni è il suo vero o presunto silenzio relativo al progetto

nazista di sterminare il popolo ebreo. Ad un certo momento cominciano le critiche a questo papa perché

non aveva ancora detto niente in difesa del popolo ebraico durante lo sterminio. La critica comincia dal

1963 (lui già morto) con un’opera teatrale di un regista tedesco “Il Vicario” (ovvero il Papa). Libretto “Il

sofferto silenzio di Pio XII” di uno storico: il Papa faceva riferimento in due occasioni ma con un

linguaggio diplomatico. Al Papa costava non parlare perché aveva paura che un’accusa plateale potesse

scatenare ancora di più la rabbia di Hitler. Non fu né per paura per la propria vita, né per compiacenza,

ma per prudenza. La critica è cominciata ad emergere dopo la morte del Papa mentre in vita ha ricevuto

molti complimenti: a Roma furono salvati molti ebrei da associazioni cristiane come ospedali.

Guerra fredda: “Trattati di Yalta”. Churchill, Roosevelt e Stalin si sono divisi l’Europa tra Occidente e

Oriente. Papa vive in modo drammatico la divisione poiché nell’Europa dell’est la chiesa è perseguitata.

Papa anche se fortemente anti-comunista, era comunque critico del sistema americano.

Discorsi sul tema sociale:

- Tematiche politiche: discorso nel 1944 sul concetto di democrazia in cui denuncia che la democrazia è

il governo del popolo e che per avere una democrazia occorre avere un popolo e non una massa. Per

partecipare alle decisioni occorre essere competenti: il suo voto vale esattamente quanto quello di un

responsabile.

- Tematiche economiche: se il salario pattuito è giusto e realizza la giustizia sociale: se un imprenditore

che dà in contropartita al lavoro il salario giusto questo si configura come giustizia o come sfruttamento?

Se il salario è giusto si realizza anche il principio di giustizia.

Art. 36: il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro

e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Nel 1958 muore.

Giovanni XXIII, famoso discorso alla luna, il papa esce e saluta (carezza del papa ai bambini). Il

Concilio fu pensato da lui, il peso e la fatica furono dell’altro Papa, muore nel giugno del ‘63. Vede la

prima sessione. Vescovi e padri conciliari che stanno lì fino al ‘65. Portato a compimento dal successore.

Per quanto riguarda la dottrina sociale 2 encicliche: 1961 (settantesimo anniversario della “Rerum

Novarum”). Enciclica “Mater et Magistra”: tematiche economiche, chiesa che è madre e maestra.

Aggiornate le problematiche. Un punto importante è che ci sono dei parametri interessanti relativi al

principio di sussidiarietà applicato in economia. Principio di sussidiarietà che è uno dei 4

fondamentali. Intervento dello Stato in economia: rapporto tra Stato e mercato. Per concezione sovietica

lo Stato da solo. Posizione cattolica, mercato primo operatore economico e poi spazio per lo Stato.

Principio per la prima volta applicato in economia. Primavera del 1963: altra enciclica, “pace in terris”.

Qui temi di politica mondiale non statuale. Perché il Papa scrive questa enciclica? Autunno del ‘62: il

mondo ha corso il pericolo di una guerra atomica. In atto famosa crisi dei missili a cuba. Il segretario del

Partito Comunista sovietico Krusciov vuole portare i missili sovietici a Cuba per tenere sotto scacco gli

USA. Davanti a questa minaccia Kennedy: faccio lotta navale. Krusciov non ha il coraggio di forzare il

blocco. Nel ‘63 scritta questa enciclica: “illustrata pace e sue condizioni”. Il papa muore nel ‘63.

Terzo Papa lombardo (bresciano) Giovanni Battista Mondini. Carriera ecclesiastica in Vaticano. Nel ‘54

nominato arcivescovo di Milano dove resterà dall’inizio del ‘55. Era un uomo di diplomazia, non aveva

mai fatto il vescovo. Città con tanti problemi dell’economia. Sono gli anni dell’immigrazione. Fiera

campionaria, dal 12 al 25 aprile, faceva discorsi su temi di economia “intorno all’agorà nasce la polis”,

mercato che è un luogo di incontro. Polemica con un cattolico presidente di Confindustria (Angelo Costa,

cattolico liberale, proprietario di costa crociere). Sensibilità al mondo moderno. Indetto a Milano il 5

progetto di 100 chiese nuove. Famosa missione a Milano nel ‘57: predicatori che accostassero diverse

categorie di persone. Non era più la chiesa il luogo in cui raggiungere chi non la frequenta, raggiungerli

nei luoghi di lavoro. Nel ‘63 papa come Paolo VI.

L’ultimo fu prima Paolo V (indietro di molto tempo). Lo fa per la sua considerazione dell’apostolo San

Paolo, apostolo delle genti. Il concilio lo porto avanti o lo lascio finire? Lo porta avanti. Concilio di

aggiornamento della chiesa, metterla a cfr con i temi attuali. Una categoria contenta: scontenti quelli che

non volevano l’apertura e quelli per cui l’apertura è poca. Lui visse questa stagione del post concilio.

8 dicembre del 65 il concilio si chiude. Messaggio per gli intellettuali consegnato a Jaque Marites. Figura

del papa con contatti iniziata da Paolo VI, viaggi all’estero. Prima papa prigioniero, poi pace col governo

italiano ma Pio XI usciva solo per Roma. Unico viaggio di Giovanni XXIII in treno ripristinando le

ferrovie vaticane a Loreto e ad Assisi (per chiedere il buon esito del concilio). Discorsi del mercoledì

anche iniziati da Paolo VI. Primo a fare discorsi all’ONU. Per il nostro tema 2 documenti: 71 anniversario

della Rerum Novarum, lettera Apostolica intitolata “Octogesima adveniens”. Più importante enciclica di

qualche anno prima (1967) che si chiama la “Populorum progressio” (può essere tradotto: sviluppo dei

popoli e crescita dei pioppi). Prima enciclica che tratta problemi di economia e politica non

nell’orizzonte di uno stato, ma economia che usciva fuori dai confini. Il nord progredito e il sud indietro,

processo di decolonializzazione. Tema dello sviluppo, ha una sua idea di sviluppo, sviluppo integrale (di

tutto l’uomo e di tutti gli uomini). Sviluppo che non può essere solo quello economico. Oggi si parla di

sviluppo sostenibile. Tema dello sviluppo introdotto nella dottrina sociale della chiesa da questo

documento. CoNcorrenza che dev’essere vera e tra soggetti che sono pari. Muore nel ‘78.

A fine Agosto viene eletto il nuovo Papa. Il pontificato dura un mese, il 29 settembre viene trovato morto

la mattina. Il 16 ottobre del ‘78 viene eletto un papa non italiano (era da inizio del 500 che l’ultimo era

Stato Adriano di Utrecht), Giovanni Paolo II: “io vengo da lontano, se sbaglio mi corrigerete”.

Pontificato lungo più di 27 anni fino ad aprile 2005. Eletto Papa a 58 anni, piuttosto giovane. Ha scritto e

inventato tanto, è stato all’ONU un paio di volte. Scriverà 3 encicliche, trittico su tematiche sociali.

1981 a 90 anni dalla Rerum Novarum “Laborem Esercens” in italiano il lavoratore. Tutta sul lavoro. Noi

sappiamo che la prima fu la Rerum Novarum. Il lavoro è più importante del capitale. Perché l’economia

funzioni, occorrono entrambi. Per le dottrine capitaliste il primato era il capitale. Dottrina cattolica di un

capitalismo soft. Data 14 settembre 1981, di solito encicliche sociali 15 maggio. Questa a settembre

perché il 13 maggio dell’81 papa oggetto dell’attentato a San Pietro. Giorno di una delle apparizioni della

Madonna a Fatima. Delineati i significati del lavoro, dimensione soggettiva, oggettiva, significato

spirituale e teologico del lavoro. Enciclica un po’ lunga con ripetizioni in stile polacco. Mentre il

lavoratore realizza un prodotto costruisce anche sé stesso, non solo effetto del prodotto realizzato

esperienza che costruisce una persona. Significato oggettivo quello che si produce, teologico: l’uomo

continua la creazione. Il lavoro non è un incidente nella vita, utile perché adempie a una funzione sociale.

Significato del lavoro che non è il salario ma è il lavoro stesso. Dicesi lavoro un’azione dell’uomo svolta

con metodo e volta a produrre beni e servizi. 1987 “Sollicitudo Rei Socialis” preoccupazione della

società. Vent’anni dopo la “Populorum Progressio” che introduceva nuovo registro.

1991 a 100 anni dalla rerum novarum “Centesimus annus” capita in un periodo interessantissimo. Come

la quadragesimo anno, 2 anni dopo del crollo di Wall Street. Questa 2 anni dopo della caduta del muro di

Berlino. Crolla il Comunismo Sovietico. Ritrattati temi dell’impresa e della cultura, trattazione sul

principio di sussidiarietà. Il papa andrà avanti altri 14 anni, encicliche sociali basta, solo discorsi su

tematiche sociali. Tematica coltivata molto, ha fondato la pontificia accademia delle scienze sociali, qui

non solo cattolici, competenti nella loro disciplina (economisti, premi nobel, Joseph stiglitz). Nelle ultime

due encicliche si è avvalso di più economisti. 6

Dopo la morte di Giovanni Paolo II il 2 aprile 2005, gli succede Benedetto XVI che ha scritto 3

encicliche, la più rilevante è la terza del 2009 intitolata “Caritas in Veritate”. Le due precedenti “Deus

caritas est” “spe salvis”. La terza enciclica doveva uscire nel 2007, 40 anni dalla “populorum progressi”;

però è iniziata la crisi e ha voluto aspettare il 2009 per pubblicarla. È stata scritta in riferimento alla

“populorum progressi”: riflessione sull’economia in un contesto mondiale. È la prima enciclica in cui

viene assunto come orizzonte quello della globalizzazione perché in quella del 1991 di Giovanni Paolo II

non si parlava ancora di globalizzazione (se è un fenomeno positivo, negativo, perché, come): fenomeno

irreversibile. Qual è il nucleo e ragione della globalizzazione? Il cuore sono le nuove tecniche della

comunicazione quali internet, la rete. Irreversibile in quanto è impossibile pensare di tornare senza la

rete. Impero romano si può pensare come una specie di globalizzazione perché le strade sono un mezzo di

comunicazione: passavano i commerci e gli eserciti per le strade che hanno costruito.

Un’economia globalizzata ha enormi potenzialità di sviluppo perché è infinito il numero di persone che

si possono raggiungere semplicemente creando un sito di un’impresa che vende prodotti.

La costituzione della rete è una vera e propria Rivoluzione, potenzialmente è un fenomeno positivo mai

contestato dai papi; grazie alla loro posizione non ideologica (non hanno interessi da tutelare) hanno detto

di stare attenti al fenomeno.

In una prospettiva etica non funziona solo quando viene attuata e la si usa con una certa finalità:

nell’enciclica di Benedetto viene scritto “la globalizzazione ci rende vicini ma non fratelli”, ovvero ci

rende vicini (comunicazione e internet), ma perché funzioni è necessario un atteggiamento etico (spirito

benevolo) in quanto ne approfitta sempre chi è più capace. Nell’enciclica viene ribadito il concetto del

principio di sussidiarietà.

Vi è una parte corposa sul rapporto tra ecologia ed economia, anche se in quel periodo non era così

urgente come adesso. Il problema ecologico si intreccia con quello economico. Benedetto raccomanda un

lavoro “decente”. I lavori vi sono oggi ma a volte vengono offerti tipi di lavoro indecenti ed è il primo

che introduce il tema della responsabilità sociale dell’impresa. Nel Magistero la responsabilità sociale

dell’impresa appare per la prima volta nella “Caritas in veritate”. Nel 2012 vi sono le dimissioni del papa

(resignatio), prima ha dato le dimissioni solo Celestino V, se no il pontificato finiva solo con la morte.

Papa Francesco, in questi 4 anni e mezzo, si è occupato largamente delle dinamiche sociali. Ha scritto

una sola enciclica di tematica sociale: “laudato sii” (giugno 2015). Precedentemente, novembre 2013

(durante l’anNo della sua edizione) scrive un’esortazione apostolica importante in quanto primo

documento del pontificato intitolata “evangelii gaudium”. La prima enciclica viene chiamata

programmatica in quanto il papa in essa scrive le linee del suo programma-mandato.

Nel “evangelii gaudium”, esortazione apostolica, contiene le tematiche a cuore del papa: poveri, tema

della chiesa in uscita-luogo di misericordia-ospedale da campo, ovvero la sua idea di chiesa aperta a tutti.

Già in questo primo documenti i temi sociali sono molto presenti e vi sono parole forti del papa. Critica

l’economia dicendo “questa è un’economia che uccide”, critica elaborata al capitalismo. Linguaggio

concreto, coraggioso in quanto non era mai emersa una contestazione economica in riferimento ad un

determinato argomento preciso dell’economia: “trickle down theory”, se i ricchi saltano, ne risentono

quelli che stanno ai livelli inferiori. Dice anche che questa non è mai stata teoreticamente dimostrata e

provata da esempi chiari nella storia che dimostrino il suo funzionamento: il papa esplicita una tesi

economica vera e propria, quasi una sfida.

“Laudato sii” (titolo deriva da S. Francesco) è un’enciclica universale che mette a fuoco temi sociali.

Sottotitolo “su la cura della casa comune” ovvero la terra che merita una cura. Molto articolata e fa

vedere i problemi che emergono, ammette che tra gli scienziati vi siano vedute diverse, ma conclude che

non si può negare la condizione del riscaldamento globale ad esempio (tema complesso sul quale vi sono

7

tante spiegazioni diverse e imparziali). Non si può ignorare il rapporto tra sistema economico, che

prevede un grande consumo di risorse, e risultati sull’ambiente; devono essere sempre rapportati.

Si parla di sviluppo sostenibile e quali sono gli effetti collaterali che ne derivano e l’economista non

mette in conto (li fa pagare ad altri). La questione da economica diventa ecologica ed entrano tanti

elementi come quello della responsabilità sociale delle imprese, tema della giustizia verso le generazioni

future (cosa rimarrà della terra a chi verrà dopo? Si ruba a chi non è ancora nato, ad esempio con il debito

pubblico). Discorso che costringe a cambiare sistemi e modelli: per l’economia il consumo è l’ideale, vi è

il consumismo, però bisogna tenere presente anche delle conseguenze e della composizione di tutti gli

aspetti. L’altro elemento è che quando il problema è grande, uno si sottrae dicendo che “io personalmente

non ho la responsabilità”.

4 PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA

Logica dell’elenco: se non si mette al primo posto la persona, non si può parlare di solidarietà; se non si

dà il posto giusto alla solidarietà, non si può parlare di sussidiarietà… uno genera l’altro.

1. PERSONA

Le altre etiche sociali (liberale, statalista, collettivista) non hanno questo principio. Il principio

personalista significa che il soggetto-uomo è persona. La definizione di persona è “la persona è un

essere-soggetto in relazione”. L’etica cristiana si è confrontata con l’etica liberale (liberalista e

individualista) e con l’etica statalista-collettivista. Compendio della dottrina cattolica: artt.105-106-107.

Che differenza c’è tra persona e individuo? Normalmente sono utilizzati come sinonimi, ma vi sono

differenze. La teoria individualista parte dall’idea che la pietra angolare (= che non si può scomporre) di

una società è proprio il soggetto individuale. Però non si può ignorare il fenomeno sociale in quanto si

entra in società con gli altri unicamente a partire da un bisogno da soddisfare e un’insufficienza da

colmare. Il fenomeno sociale si spiega a partire dai bisogni dell’individuo, così come si spiega il

fenomeno economico allo stesso modo. Se non ci fosse il bisogno, allora anche il tipo di socialità

cesserebbe, così come i rapporti con gli altri finiscono, non si creano ulteriori legami se non vi sono

bisogni. Se si parte da una concezione rigorosamente individualista, è difficile fondare una società; se si

fonda solo su beni che soddisfano i propri bisogni, allora si tratta di una società minimale.

Esempio il furto: sottrarre qualcosa ad un altro individuo. Nella teoria individualista vi sono altre

modalità di furto come non dare qualcosa ad un altro, non partecipare al bene di una società.

In una concezione individualista drogarsi non è un male, uccidere si perché si nega un diritto di vivere

altrui. Drogarsi no perché la vita è della persona che si droga e decide lui cosa vuole fare, precisando che

non toglie ad altri in questo modo e non sottrae niente alla società. Ma è vero questo? No, perché la

società si attende qualcosa da questo individuo e si aspetta che sia responsabile; alla società costa

recuperare un soggetto per tirarlo fuori dalla droga. Vi è un contratto implicito con la società purché

funzioni. Drogarsi non è un diritto, non lede solo l’individuo, ma è un’ingiustizia nei confronti della

società. L’ipotesi che siamo unicamente individui non è vera. L’individuo è una persona, ovvero un

essere in relazione.

L’idea opposta è il collettivismo, socialismo: si prende come pietra angolare il collettivo e si fa fatica a

riconoscere la soggettività del singolo. In questo caso il problema è l’opposto. Ciò che conta è il bene del

collettivo al punto che i singoli soggetti vengono considerati solo delle parti del tutto. Vi è un principio

immorale che dice “è lecito sacrificare la parte per il tutto”; anche “il fine giustifica i mezzi”.

Ad esempio “piani quinquennali”, che stabilivano le politiche economiche e la libertà di un individuo

veniva misurata in funzione del bene collettivo (non bene comune). Il tutto è superiore alla parte e

prevale, quindi l’individuo può essere sacrificato.

Episodio di Kaifa (sacerdote): “è meglio che uno muoia per il popolo piuttosto che tutto il popolo”. 8

Il principio personalista difende entrambi i valori delle prospettive precedenti, ovvero difende la

soggettività dell’uomo come essere libero, autonomo, e insieme collegato al resto (no isolato) verso il

quale ha dei doveri ed obiettivi (se è onesto, non può non riconoscerli). È la cartina di tornasole o il

criterio di giudizio secondo la dottrina sociale di tutti i sistemi economici e politici: serve per dire se i

sistemi funzionano o meno, pensando “questo sistema politico che apprezzamento dà alla persona…”.

Principio con cui la dottrina sociale misura le cose ed è preferibile tra due sistemi alternativi quello che

rispetta in modo migliore la persona.

L’ANIMA E LA SUA IMMORTALITÀ TRA TEOLOGIA E APPROCCIO SISTEMICO

Cardinale Camillo Ruini

Ispirazione Tommaso d’Acquino: innovazione e forte contemporaneità teologica, con conoscenze

scientifiche e filosofiche. Si sofferma sul lavoro sistemico: nuova visione dell’umano. Continuità tra

scienze, filosofia e teologia.

Punto di partenza della riflessione: constatazione della crisi che ha coinvolto l’idea di anima e la sua

immortalità che prima avevano avuto un grande ruolo. Principali ragioni della crisi (Nicola Abbagnaro)

nel venir meno della possibilità della conoscenza teoretica della libertà dell’anima. La crisi dell’anima e

la sua immortalità pone un grande problema alla teologia. Bisogna individuare nel contesto attuale

qualche proposta che possa attribuire spazio al concetto di anima.

Due punti del ragionamento:

§ Che cos’è richiesto dalla teologia cattolica a proposito dell’anima e della sua immortalità

Al centro della fede cristiana vi è la resurrezione concepita come l’anticipo della sorte di chi crede in lui.

Necessario precisare che la Bibbia è poco interessata a determinare le strutture antropologiche ma più i

dinamismi. Nel Nuovo Testamento non vi è molto che rimanda all’immortalità dell’anima, ma in alcuni

testi vi è scritto “essere con Cristo subito dopo la morte”. L’anima è l’elemento che sopravvive, intrinseca

immortalità secondo S. Agostino. Acquino dice che è immateriale e immortale ed è il principio

dell’essere umano: l’anima separata dall’uomo è una situazione innaturale. Concilio V del 1513 definisce

l’immortalità dell’anima razionale di ogni singolo uomo respingendo le tesi di Pietro.

Lutero introduce due principi di forte cambiamento: sola struttura e sola grazia. Questi principi

manifestano la loro efficacia storica solo nel XX secolo, quando la teologia protestante contesta

l’immortalità naturale dell’anima alla quale viene contrapposta la fede nella resurrezione. Continuità della

nostra esistenza viene mantenuta dai teologi esistenti, non dall’uomo ma di Dio che non interrompe mai il

rapporto con l’uomo. Paolo (teologo protestante) dice che l’atto del morire ci pone alla fine della storia e

non vi è alcuno stato intermedio tra morte e resurrezione.

Contestazione del dualismo antropologico ha influenzato la teologia cattolica, disagio che si è diffuso

dopo il Concilio Vaticano secondo. Il concetto di anima separata è un concetto contradditorio: morendo

l’anima non lascia dietro di sé il corpo, ma è un aspetto permanente del compimento dello spirito.

Ratzinger compie un grande lavoro di approfondimento: libro di escatologia.

Nel 1879 quando il dibattito era intenso, è intervenuto il Magistero della Chiesa su alcune questioni

dell’escatologia per proteggere il popolo cristiano da dubbi provocato dal dibatto teologico. Questioni:

- La resurrezione dei morti riguarda tutto l’uomo, anche il suo corpo;

- Dopo la morte, continua a vivere la coscienza;

San Tommaso dice che l’anima non l’io, nega l’anima separata perché l’anima senza il corpo non è

l’essere completo. 9

Ruini: due problemi, il primo di ordine antropologico (materiale dei defunti rimane nel mondo, quello che

sopravvive è altro e diverso dalla materia. L’interiorizzazione della materia nello spirito può significare la

maturazione dello spirito, non una reale permanenza del soggetto umano dopo la morte); secondo

problema cristologico (viene meno il carattere unico della resurrezione di Gesù).

L’immortalità dell’anima è necessaria perché la resurrezione abbia senso, quindi non è solo una tesi

filosofica ma è interno al cristianesimo. La resurrezione del corpo è richiesta dall’immortalità dell’anima,

senza la resurrezione l’anima rimarrebbe in una condizione inesatta nel corpo. Solo con la resurrezione, il

soggetto umano trova il suo pieno compimento.

§ Se l’approccio sistemico può offrire una prospettiva feconda all’idea di anima e sua immortalità

Approccio sistemico non è un semplice modello epistemologico, ma è realista e applicato alla realtà di

questo mondo. La nozione, secondo l’approccio sistemico, che corrisponde al concetto di anima è quello

di organizzazione: rete di relazione che subordina a sé parte dell’oggetto (l’oggetto è l’essere umano).

L’organizzazione è costante e insostituibile, mentre le parti sono modificabili. Il corpo è la

fenomenizzazione dell’essere umano. Per la teologia l’anima razionale è propria dell’uomo come tale, lo

rende capace a rapportarsi a Dio, secondo il principio di identità.

Nel linguaggio teologico la parola mente viene corrisposta l’anima. Questione dell’immortalità: come

potrebbe essere immortale l’anima? Utile la distinzione seguente: affinché possa realizzarsi è necessario

che vi sia qualcosa da organizzare. Nella morte, quando il fenomeno si dissolve, il principio

dell’organizzazione deve venire meno. Distinzione tra l’organizzazione e le parti, in quanto

l’organizzazione rimane costante e le parti cambiano in quanto vengono sostituite.

Qual è l’origine della difficoltà a trovare motivazioni positive di ordine sistemico? Approccio sistemico

affermato per risolvere problemi come fenomeni di ordine e regolarità, come fenomeni di una

complessità. È più fenomenologico piuttosto che descrittivo: vi sono delle constatazioni piuttosto che

spiegazioni. Approccio sistemico ha grandi meriti nella teologia.

à

Conclusione ANIMA, tema di come la filosofia moderna/sistemica vede questo tema. Si intuisce che

nell’uomo c’è un principio di organizzazione, dato che il corpo umano presenta un’unità. Questo

principio somiglianza a quello dell’anima della tradizione filosofica.

(…continuano i principi)

Perché l’uomo è persona. La persona ha relazioni originarie, date e costitutive con gli altri, non scelte,

create a piacimento. Prendendo una famiglia, un fratello non si crea ma si trova, anche per i genitori è

così, quindi vi sono dei legami originari, dati che l’uomo da solo non riuscirebbe a spiegarsi, ma sono da

riconoscere. La persona, a differenza dell’individuo, è un essere con delle relazioni.

La dignità della persona nasce con la sua costituzione (passi del compendio sulla pagina del prof).

Perché la chiesa dice che la persona è fondamento della società? Perché il suo essere è superiore a

qualsiasi essere del creato e solo l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza con Dio, anche se

quest’ultimo è in relazione con tutto il creato. Con la venuta di Gesù, un altro elemento sottolinea il

primato della persona umana, ovvero “avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete

dissetato…”, il cristianesimo accentua il primato dell’uomo non solo che l’uomo è a somiglianza di Dio,

ma dicendo che ogni uomo ha qualcosa di Gesù. Questa è la ragione per cui nel mondo occidentale sono

state create istituzioni di aiuto che in altre civiltà non ci sono quali ospedali (istituzione tipica del mondo

cristiano). Uno degli elementi è la spiritualità dell’uomo.

Come viene concepita la persona? 10

Vi sono due modalità:

• Concezione ontologica: se parti da questa concezione, si ha una certa ampiezza. Tipica della

filosofia classica e Magistero della Chiesa secondo la quale “Dove c’è un uomo c’è persona”. La

persona, la dignità, si può attribuire a un numero minore di soggetti.

• Concezione funzionale: adottando questa concezione, l’ampiezza è minore. “C’è persona solo

dove vi sono alcune funzioni, attività” quali pensare, sentire.

Sono due concezioni diverse nei loro esiti. Ad esempio nella fecondazione artificiale vi sono gli embrioni

(prima non esistenti in quella naturale): per la concezione ontologica, l’embrione umano è persona e se

uno è persona vi è da sempre (continua). Un embrione non è un uomo in potenza, ma in atto (è persona da

subito, non che lo diventa in futuro). La concezione funzionale invece si coestende tanto quanto le

funzioni: quali funzioni definiscono una persona? L’embrione secondo queste teorie non è persona, il feto

si. Secondo questa concezione alcuni uomini non sono persone, però alcuni animali vengono considerati

persone.

Come il concetto di persona per la dottrina sociale diventa un criterio per valutare la bontà dei regimi

politici e sistemi economici:

Maria Teresa d’Austria non governava con metodi democratici (conosciuta per la legge del catasto), ma

“provvedeva lei per il bene dei suoi popoli” (regime austriaco). Oggi vi è la democrazia considerata in

teoria la miglior forma di Governo in quanto “tutti possono partecipare”, ma presenta diversi limiti:

- I voti non si pesano, ma si contano (uno che ragiona/si informa tanto sul voto rispetto a uno che

non lo fa è indifferente, il voto pesa uguale;

- Problemi grossi che non tutti sono capaci di comprendere. Funzionerebbe bene se la gente fosse

informata sul suo funzionamento e la gente non ragionasse in maniera egoistica;

- In Italia vi è il problema di unire rappresentanza e governabilità tramite la legge elettorale (non si

riesce a creare).

La democrazia deve essere considerata uno strumento, non un fine. La democrazia è preferibile per la sua

ragione ultima, ovvero perché riconosce la dignità della persona: tutti sono persone e tutti devono dare la

propria opinione. Non basta dire “possono votare tutti”, ma nemmeno chi può o meno votare. Il diritto di

per sé c’è, ma l’esercizio è vincolato a certe condizioni.

L’economia è amica o nemica dell’uomo/persona? Dovrebbe essere amica perché, anche grazie

all’economia, l’uomo realizza le sue aspirazioni. Però può diventare nemica della persona quando prevale

una concezione ideologica dell’economia, ovvero quando “l’economia è tutto”. Per l’economista l’uomo

è produttore o consumatore, non vengono considerate altre concezioni dell’uomo. Questa è una

concezione ideologica perché nella realtà l’uomo non è solo questo.

Esistono i beni economici, ma anche i beni relazionali: costituiti dalle possibilità di relazione che un

uomo può avere.

Ad esempio nel compendio vi è il riferimento al “riposo festivo”: esempio di difesa della persona alle

intemperanze del sistema. Il capitale non dorme mai, ma allora perché vi deve essere un giorno alla

settimana in cui la gente non produce/compra? La conseguenza è che l’uomo resta senza dimensioni per

sé. L’economia sapiente è quella che lascia spazio all’uomo. L’economia deve rispettare altri interessi e

bisogni dell’uomo che se non soddisfatti lo lasciano scontento. Oggi, per questa concezione del denaro,

non viene impedito agli operatori mai una tregua. Non si chiama più tempo della festa, ma tempo libero

(dal lavoro). Tempo che però è definito dal lavoro: è il lavoro che definisce tutto. Laborismo vuol dire

idealmente lavorare sempre. Il sistema economico esasperato minaccia la dignità della persona perché

occupa spazio che non dovrebbe occupare. 11

La festa ha un valore non solo religioso ma anche sociale. La festa è per sua definizione la rottura del

cerchio (produzione-consumo) in cui si è imprigionati. Il riposo è funzionale alla produzione e non alla

persona.

Un altro esempio: in America le donne interrompono la carriera in gravidanza. Si può intervenire

ritardando la maternità e indurre la donna a fare figli a 40 anni, ma l’ovulo non è proprio brillante.

Vengono conservati allora gli ovuli delle ventenni. Il figlio è entrato nella logica economica. Queste cose

andrebbero proibite per legge: tra due donne colei che dice di no viene discriminata perché prima o poi

verrà costretta a dire di si.

Il difetto della logica economica non è solo quello di esagerare, ma è quello di misurare tutto in chiave

economica. L’impresa ha bisogno di sfruttare al massimo le capacità manageriali di una donna, vuole

soddisfare i desideri del consumatore. Il sistema economico nella sua logica, se non viene frenata e

armonizzata, diventa totalitario. Impresa umanistica: attenzione ai beni relazionali dei dipendenti. I

bilanci non sono penalizzati dalla concezione che ha l’impresa. Il vangelo ha delle espressioni a riguardo:

perdere l’anima non vuol dire andare all’inferno, ma perdere la dignità. Nella concezione della dottrina

della chiesa, il profitto non è ignorato. È punto di riferimento per l’impresa ma vi sono diverse

definizioni: profitto illegale, profitto di rendita. Nel diritto italiano non esiste una definizione di profitto.

IMPRESA

Cuore dell’economia capitalista. Impresa libera che ha dietro di sé l’iniziativa e il genio creativo

dell’imprenditore. L’impresa è un’organizzazione delle attività lavorative finalizzata alla produzione di

beni e servizi per l’utilità comune. È singolarmente assente ogni accenno di profitto. Il fine dell’impresa è

il profitto. Definizioni:

- impresa come società di capitali

- impresa come comunità di persone

Il compendio definisce così l’impresa: non è semplicemente una società di capitali, ma una comunità di

persone. Potrebbe sovrapporsi alla definizione economica, l’impresa concerne il profitto ma non è

finalizzata solo a quello. Non tutti i profitti sono leciti, alcuni sono illeciti socialmente.

L’impresa è anche una realtà con una struttura gerarchica, ma anche la famiglia, università hanno

strutture gerarchiche.

Padrone vs imprenditore: il padrone è il proprietario; l’imprenditore è colui che lavora per l’impresa e

viene pagato con un salario. L’imprenditore ha una visione più intelligente e ascolta gli altri, a differenza

del padrone che pensa in una logica “egoista” (non sente e non coinvolge). L’idea della partecipazione è

molto più diffusa in alcuni Paesi, come ad esempio il mondo tedesco conosce questa forma di inclusione

dei lavoratori nell’impresa (storicamente). I lavoratori hanno i loro rappresentanti nei CdA, ci sono alcune

decisioni che l’impresa può prendere solo con l’approvazione anche dei rappresentanti dei lavoratori

(tutela), fanno gli interessi dei lavoratori. Questo in tedesco viene definito come “Mitbestimmung”:

partecipazione, ovvero di introdurre la democrazia all’interno dell’impresa. La partecipazione si può

avere nei processi decisionali o nella decisione riguardo la destinazione degli utili.

Vi sono due modelli di rapporti tra lavoratori-impresa e sindacato-impresa:

• Tradizionalmente in Italia è un modello di contrapposizione, logica Marxista. Due classi

contrapposte non possono cooperare, ma devono lottare e a vincere sarà la classe operaia. Nel

modello classico marxista bisogna agire secondo la lotta e se questo danneggia l’impresa, non

importa (“tanto peggio, tanto meglio”). Perché solo in questo modo può arrivare la Rivoluzione.

• Il modello tedesco è quello di cooperazione: ha molti vantaggi. Vi è dietro una diversa cultura

dell’impresa e in generale dell’economia. Il Partito Comunista è stato molto forte, passando da

quella situazione di regime, si trasforma il Paese passando alla forma della cooperazione.

Il filo conduttore è sempre la persona, ovvero come viene vista nei diversi ambiti e secondo diversi pdv.

12


ACQUISTATO

3 volte

PAGINE

18

PESO

264.27 KB

PUBBLICATO

4 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Teologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in management per l'impresa (MILANO - ROMA)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher yaya94ila di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Citterio Ferdinando.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in management per l'impresa (milano - roma)

Riassunto psicologia delle relazioni
Appunto
Emozioni nella vita organizzativa, Psicologia delle relazioni
Appunto