Esplorando la dottrina sociale della Chiesa
Introduzione alla dottrina sociale
Sociale: ha a che fare con la società, è opposto di individuale – indica una riflessione sulla società da un punto di vista etico. Dottrina etico-sociale della Chiesa, etica/morale hanno per oggetto il bene e il male, il giusto e l’ingiusto. Rubare per esempio è un atto individuale, ma ha un aspetto sociale perché vado a ledere altri individui della società. Non dare un giusto salario è un comportamento non etico dal punto di vista sociale.
- Morale individuale: riguarda il comportamento del singolo.
- Morale sociale: riguarda il buon funzionamento delle istituzioni, va oltre al comportamento del singolo. Studio delle istituzioni.
Uno (singolo) può anche non pagare il suo fornitore, ma se il mercato (istituzione) è costituito in modo tale da non riconoscere diritti o da non garantire la libera concorrenza, il giudizio negativo è su tutto il mercato e ogni operatore agirà in un’istituzione sbagliata. Un’istituzione che agisce in modo sbagliato impedisce di raggiungere un fine.
Dottrina e autorità
Dottrina: è una riflessione/insegnamento (docere) autorevole. L’autorità è il Magistero, costituito dal Papa e vescovi che propongono ai fedeli una certa visione della realtà e un certo comportamento, ciò che costituisce la dottrina. La dottrina non è il contenuto in senso stretto dell’insegnamento, ma si riferisce al pulpito/alla persona autorevole da cui viene (se una cosa la dice il papa o mia sorella non è la stessa cosa, la prima è dottrina, la seconda è una semplice opinione).
Chiesa cattolica e rilevanza storica
Della Chiesa (cattolica): la Chiesa cattolica per ragioni storiche è diffusa soprattutto in Europa, riflette su problemi della società.
Per un umanesimo del terzo millennio
Encicliche e rilevanza storica
Enciclica o lettera enciclica dal greco enkýklos, “in giro”, “in circolo”, è una lettera pastorale del Papa della Chiesa cattolica su materie dottrinali, morali o sociali, indirizzata ai vescovi della Chiesa stessa e, attraverso di loro, a tutti i fedeli. In sostanza è una circolare del Ministero, un documento autorevole. Storicamente si considera la prima enciclica sociale la “Rerum Novarum” di Leone XIII del 1891, succeduto all’ormai defunto Pio IX (morto nel 1878). Leone XIII aveva 65 anni quando venne nominato e morì nel 1903. Leone XIII aveva interesse per le tematiche etiche, era anziano ma spiritoso. Era stato da giovane nunzio in Belgio, territorio che nel 1830 si era separato dall’Olanda, rendendosi indipendente. Leone aveva visto nuovi problemi della società industriale. Il Belgio era avanzato industrialmente rispetto all’Italia.
Rerum Novarum
“Rerum Novarum”, delle cose nuove. L’enciclica nasce per problemi nuovi: con la Rivoluzione Industriale nascono le figure dei proprietari e dei proletari, così cominciano i conflitti. Ciascuno vuole soddisfare un proprio bisogno: produrre e lavorare. Nel sistema precedente feudale il contadino faceva parte della “grande famiglia” del feudatario; all’inizio dell’industria invece lavoratore e datore di lavoro sono estranei. Il contadino prima non si opponeva al padrone. Nel feudalesimo la società era chiusa (nascevi contadino e morivi contadino), ma almeno si davano delle garanzie ai subalterni. Nella società industriale non si è bloccati all’interno di un livello sociale, c’è la figura del “self-made-man”, però nel momento del bisogno non ci sono garanzie date dal datore di lavoro. Le due controparti, lavoratore e datore, perciò si incontrano nell’istituto del contratto.
Dal contratto nascono dei problemi: quando il contratto è giusto? In che condizioni è stato firmato? La natura del contratto e del lavoro, che cos’è il lavoro?
- Secondo l’imprenditore il lavoro è una forza (forza-lavoro). Il salario era giusto se consentiva al lavoratore di reintegrare le energie spese lavorando.
- Le condizioni di lavoro: sfruttamento. Se moriva un operaio ce ne erano pronti molti altri a subentrare.
- Come i lavoratori possono far valere i loro diritti? In UK c’erano le “trade unions”. Attraverso quali mezzi? Sciopero, rivoluzione…
Parte storica della dottrina sociale della Chiesa
Pontificato Leone XIII: art. 36 Cost., il salario deve essere proporzionato al sostentamento della famiglia. Si diffondono le persone che pur lavorando sono povere (working poors). Il lavoro è un diritto, non è merce e quindi va trattato con attenzione perché per risolvere i problemi, bisogna tenere presente tutte le facce. Non è merce in quanto è espressione della persona, la quale è il primo principio della dottrina sociale della Chiesa. Il papa dice questo in un contesto in cui il lavoro era considerato merce.
Su suo impulso sono nate anche le banche di credito cooperativo, una volta chiamate casse rurali, che sono nate nel mondo cattolico intorno alle parrocchie in quanto era importante il piccolo credito. L’enciclica ha dato un grande impulso a queste forme di piccolo credito e di assicurazione.
1891: capitale di Marx - capitalismo di Manchester. Mettendoli insieme, è una visione della realtà parziale che viene venduta come totale. Lungimiranza sul tema della proprietà: per il liberismo è illimitata; per il socialismo è un peccato capitale e va abolita, soprattutto dei mezzi di produzione, il che significa abolire l’impresa e l’imprenditore. Il papa difende anche il diritto di proprietà. Padre di famiglia “sobrio” che gli consenta di mantenere sé e la sua famiglia, che gli consenta di risparmiare e diventare così proprietario di sé stesso. Così il concetto di proprietà, secondo il papa, diventa legittimo.
“De rerum Novarum”, De Gasperi, fa vedere come i temi affrontati dal papa erano dei temi già discussi nel mondo cattolico da 20/30 anni. Si voleva ricreare la giustizia formalmente intesa come “a ciascuno il suo”. Muore nel 1903 dopo 25 anni di pontificato.
Gli succede un vescovo veneto, Pio X (santificato), che non aveva avuto esperienze dell’estero (Leone, prima di diventare Arcivescovo di Mantova e papa, era stato Nunzio apostolico in Belgio), sarà papa per 11 anni (1903-1914), morirà alla vigilia dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Vive in una situazione difficile in quanto il suo pontificato coincide con la crisi del modernismo e diventa papa in una forma strana: nel conclave nel 1903 i cardinali (scoperto dal diario di un cardinale) avevano eletto un altro cardinale come papa, ovvero il segretario di Stato del pontificato di Leone XIII, ma quando viene eletto si alza nel conclave un cardinale appartenente all’Impero Asburgico e pone il veto a nome dell’imperatore Francesco Giuseppe. Questo atto era previsto dal diritto: privilegio di alcuni monarchi di porre il veto in quanto troppo filofrancese. Quindi il cardinale eletto non può accettare, si vota nuovamente e si vota il cardinale Melchiorre Sacco, che diventerà Pio X. In seguito si abolisce il veto da parte dei monarchi.
Il modernismo
Politica: uomo che ha una politica interna alla Chiesa piuttosto che esterna. Stabilisce lui di fare la prima comunione ai bambini di 6/7 anni.
Grande problema che scosse profondamente la vita della Chiesa in quanto si rasentò l’eresia, ci furono molte scomuniche. Si diffuse il modernismo: diverso dall’epoca moderna inizia alla fine del Medioevo, ma il modernismo è una concezione della religione, anche della fede cristiana, interpretata in una cornice soggettivista. È un movimento culturale, filosofico, storico, filologico, teologico che interpretava la fede cristiana secondo il principio del soggettivismo del papa. L’atto di fede non è più definito come l’adesione a dei dogmi, ma è un’esperienza spirituale e quindi si ha anche senza aderire al credo. Prendono spunto dai tedeschi secondo i quali il credo è un sentimento (gefull), i quali (i modernisti) riscrivono anche la vita di Gesù, soprattutto modificano le pagine del Vangelo in riferimento ai miracoli.
Si cercherà di ridurre la religione nei limiti della ragione Kant, “La religione nei limiti della ragione”. In queste congetture, è molto semplice trovare delle eresie che in realtà sono solo dei fraintendimenti. Però se in questo periodo l’autorità non avesse esercitato la censura in questa eterodossia, sarebbe stato un disordine. Alcune idee erano giuste, però espresse in maniera sbagliata e quindi considerate eretiche.
“Pascendi dominici Gregis”, enciclica contro i modernisti.
Pontificato di Benedetto XV
Poi viene eletto papa il cardinale di Bologna Giacomo dalla Chiesa, che avrà un pontificato breve di 7 anni (1914-21), che si chiamerà Benedetto XV. In questo periodo vi è la Guerra, gli italiani entrano dopo in guerra nel 1915 (14-18). Dal 1918 al 1921 sono gli anni post bellici che sono più complicati degli stessi anni di guerra. Non scrive un’enciclica sociale (Solo Leone la scrive), ma il suo Magistero è abbondante sul tema della guerra e della pace.
La Chiesa sarà obbligata ad organizzare i rapporti tra la gente che sta a casa e chi era al fronte. Sono successe anche altre cose: in Turchia viene riconosciuto come genocidio degli Armeni (1,5 milioni uccisi). Scrive nell’agosto del 1917 la famosa nota ai popoli/potenze belligeranti (profilo dottrina sociale e politica) in cui definisce la guerra “inutile strage” e proponeva di porvi fine cercando una qualche forma di pacificazione.
Nel ’17 gli Alleati erano già prossimi alla vittoria. I politici francesi (probabilmente massoni e quindi anticlericali) accusano il papa di voler favorire l’Austria-Ungheria che era cattolica. La guerra si conclude nel 1918 e l’Europa è cambiata: la Belle Epoque è finita, l’Impero danubiano si frantuma e nascono gli stati successori (Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia), non c’è più lo zar in Russia e inizia a costituirsi l’Unione Sovietica. Si fa la pace negli anni ’19-20 con i “Trattati di Versailles”.
Il papa è stato molto lungimirante, voleva mandare un suo rappresentante ai trattati di pace, ma il Governo italiano si è opposto in quanto avrebbero sollevato la “questione romana” (imprigionato il papa). Però ha mandato un chiaro monito che se fosse stato seguito non sarebbe successa la Seconda Guerra Mondiale, ovvero di non umiliare la Germania, come in realtà hanno fatto stabilendo un prezzo altissimo di oneri di guerra. Inoltre consigliò di non disintegrare la Germania, di non dividerla. Proposta per il papa: costituire uno Stato centrale che comprendesse Austria, Baviera e Baden-Wuttenberg, ma il papa rifiuta.
Pontificato di Pio XI
Dopo la sua morte diviene papa Pio XI (milanese) nel 1922, “papa dell’età dei totalitarismi” (lungo periodo tra le due guerre) e muore nel 1939, prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. L’Europa è occupata da regimi totalitari. Nel 1917 c’è stata la Rivoluzione bolscevica in Russia e in ottobre c’è la Marcia su Roma che inizia l’era fascista. Nel 1933 si ha inflazione ad altissimi livelli in Germania che favorisce l’avanzata di Hitler. C’è anche la persecuzione dei cristiani in Messico e la guerra civile spagnola. È stato il pontificato più drammatico (testo: “La solitudine di un papa”).
Italia e fascismo: rapporto tormentato. Il papa non credeva molto nella democrazia, era particolarmente autoritario (fece pagare ai borghesi i fondi arabi venduti sul mercato), diceva “quando c’è un problema, bisogna creare una commissione per risolverlo” e faceva così. Il rapporto con il fascismo è controverso, ovvero non gli dava “fastidio”. Tra la fine della guerra e l’inizio del fascismo, in Italia non c’era pace, ma scioperi, socialisti contro altri, le funzioni religiose erano tormentate. Il fascismo si afferma in quanto la democrazia in questo periodo non funziona, fallisce. C’era anche la questione romana ancora aperta: il papa non poteva andare in giro, era relegato in Vaticano, voleva chiudere questa questione. Inoltre fino al 1913 non vi erano cattolici né eletti né elettori; poi con il patto Gentiloni si eleggono alcuni cattolici all’interno del partito liberale.
La questione romana lacerava l’Italia: “come fa un cattolico ad essere fedele alla chiesa e allo stesso modo alla patria?”. Iniziano le trattative per riappacificare Stato-Chiesa, Patti Lateranensi: costituiti dal Trattato (riguarda le proprietà, ovvero si riconosce al papa lo Stato della Città del Vaticano e altre proprietà extraterritoriali) e dal Concordato, solo quest’ultimo può essere periodicamente rivisto. Essendo stato riconosciuto lo Stato del Vaticano, ha la sua piena indipendenza, non è più ospite/prigioniero (lo Stato liberale aveva solo permesso le “leggi delle guarentigie”). Più che pace, il patto è stato fatto per interessi da entrambe le parti.
Nel 1931, due anni dopo la firma dei patti, il papa scrive l’enciclica “non abbiamo bisogno” perché era contro le politiche del fascismo a proposito del fatto che il fascismo voleva chiudere le sedi dell’azione cattolica. Il regime voleva gestire l’educazione dei giovani e inoltre non ammette concorrenza, quindi l’istituzione cattolica era un problema in quanto gestivano loro ai tempi l’educazione. Quindi il progetto era la chiusura delle sedi e il papa dice che in caso di chiusura, avrebbe stracciato il contratto. Compromesso: si evita di chiudere le sedi, ma si chiede alla chiesa di fare critiche e politiche sul regime. La prima generazione di politici democristiani del dopoguerra si sono formati tutti all’interno della chiesa. I regimi totalitari hanno l’ambizione di creare uomini secondo una propria educazione (in Italia non era un vero e proprio totalitarismo in quanto c’era sia la presenza del papa e sia del re).
Il papa muore il 10 febbraio del ’39, il giorno prima del discorso del decimo anniversario dei patti, giornata in cui il papa avrebbe forse discusso/critica sul totalitarismo. Rapporti tra papa e Mussolini erano pessimi, difatti quest’ultimo non è andato al funerale del papa.
Nazismo e la Chiesa
Nazismo: viene dopo il fascismo. Il papa si scontra anche con il nazismo e viene fatto un Concordato nel 1933 a Berlino e lo firma il nuovo segretario di Stato, Eugenio Pacelli (prima di diventare segretario, era nunzio in Baviera e poi a Berlino). Hitler non onora il concordato e la chiesa si lamenta.
Enciclica “bruciante preoccupazione” scritta dal papa Pio XI, molto importante in lingua nazionale, tedesco, del 1937 di critica molto forte al regime nazista accusato di essere anticristiano, neopagano, razzista. Viene letta la domenica delle palme a tutte le messe in tutte le chiese cattoliche in Germania; il regime era spiazzato perché non sapeva dell’esistenza di quel testo (“un vescovo contro Hitler”, libro dedicato al sottosegretario che ha scritto l’enciclica insieme al papa e altri vescovi tedeschi). Ne hanno scritte altre due encicliche: una di denuncia del comunismo ateo in Unione Sovietica (latino) e l’altra di denuncia delle grandi persecuzioni dei cristiani in Messico (latino e spagnolo).
Spagna e posizioni della Chiesa
Spagna: guerra che scoppia sotto il suo pontificato. Viene scacciato il re e viene creata la Repubblica. Francisco Franco instaura la dittatura che andrà avanti fino alla sua morte, dopo la quale viene ricostituita la monarchia.
Verso il ’38 iniziano le persecuzioni contro gli ebrei e il papa prende una posizione molto forte dicendo: “siamo tutti semiti” prendendo posizione contro questa storia delle razze. Nello stesso anno Hitler va a Roma decidendo di non fare visita al papa, quest’ultimo lascia il Vaticano e a Castel Gandolfo (normalmente ci andava d’estate) dicendo che l’aria di Roma gli era diventata irrespirabile, per la presenza di Hitler in Italia. Chiude tutte le luci del Vaticano e i musei per quel periodo. Prima di morire il papa commissiona un’enciclica di condanna del razzismo, però muore improvvisamente prima di pubblicarla (profilo geopolitico).
Sotto il profilo economico viene ricordato per la celebrazione degli anniversari della “Rerum Novarum”, 1931 pubblica l’enciclica “quadragesimo anno”, ovvero 40 anni dalla Rerum Novarum. Intento celebrativo in cui riassume la Rerum Novarum e i suoi effetti benefici. Prima del ’31 vi è stato l’evento della crisi del ’29, per questo vuole proporre una riflessione sullo stato dell’economia di quel momento. Ha delle pagine molto forti di critica del sistema finanziario (lettura molto attuale, corrispondente con la crisi del 2008) e va ricordata perché per la prima volta esplicitamente si introduce il termine sussidiarietà (implicitamente se ne parlava già nella rerum novarum), è uno dei 4 principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa (persona, solidarietà, sussidiarietà, bene comune). Principio che limita l’eccessiva invadenza dello Stato nella sfera privata, principio che tiene lo Stato a salvaguardia della libertà di azione dei soggetti (promotore della libertà e dell’iniziativa dei privati). Il secondo significato è che se i soggetti non riescono a fare quello che vorrebbero allora lo Stato deve intervenire, ma solo in questo caso.
Pontificato di Pio XII
Pio XI muore il 10 febbraio 1939 e gli succede il suo segretario. Il pontificato di Pio XII dura 19 anni dal ‘39 al ‘58. Questo pontificato è diviso in due parti e va sotto il nome “tempo di guerra”: prima la guerra calda dal ‘39 al ‘45 e quella fredda dal ‘45 al ‘58. Questo papa a differenza del predecessore non ha encicliche con temi sociali. Il tema non l’ha ignorato perché nel periodo erano utilizzati i radio messaggi attraverso la radio Vaticana.
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