Charles Frederick Worth: il primo stilista della storia
Prima, l'unica figura accreditata nel campo della moda era un artigiano, seppur molto abile, che si limitava a eseguire e riportare su stoffa una tipologia di abito consolidata, senza apporre alcuna modifica. Era un semplice esecutore. Anche Worth, il primo stilista della storia, si atteneva alle indicazioni della regina Maria Antonietta. Con lui tutto cambia. È il primo a imporre cioè il suo gusto, il primo a creare uno stile e una linea a prescindere dalle indicazioni delle sue clienti, il primo a suddividere la moda in stagioni, regolando e imponendo il capriccioso alternarsi di tendenze, il primo a firmare i suoi capi.
Gli inizi di Charles Frederick Worth
Nato nel 1825 da una modestissima famiglia del Lincolnshire, a 12 anni inizia a lavorare come commesso a Londra in empori che vendono stoffe e tappezzerie. Insoddisfatto, nel 1845 attraversa la Manica e si trasferisce a Parigi. Dopo due anni molto difficili, trova un impiego da venditore presso il grande Magazzino Gagelin, in Rue Richelieu. Nel 1850, riesce a far aprire nel suo interno un reparto di sartoria del quale diviene responsabile. Qui conosce Marie Vernet, che diventerà sua moglie e compagna fedele, musa ispiratrice e modella.
Il successo di Charles Frederick Worth
Tre anni dopo, Gagelin deve fornire il corredo da sposa di Eugenia di Montijo, che deve sposare l'Imperatore Napoleone III. Poi partecipa alle Grandi Esposizioni Universali di Londra nel 1851 e di Parigi nel 1855, dove per la prima volta espone una sua creazione personale, un ricchissimo mantello di corte di ispirazione classica che gli vale la medaglia di prima classe. Nonostante questi successi, entra in disaccordo con i soci di Gagelin e nel 1857 decide di mettersi in proprio: insieme al nuovo socio di origine svedese, Otto Bobergh, e a Marie, apre la sua maison al n. 7 di Rue de la Paix.
Gli inizi sono difficili (lavorano 20 operaie sarte) e gran parte della clientela viene da quella borghesia che Worth mostrerà poi di disprezzare. La svolta arriva con la principessa Pauline von Metternich, moglie dell'ambasciatore prussiano a Parigi. Worth invia Marie vestita di tutto punto con una delle sue creazioni a sottoporre i figurini alla principessa. La nobildonna sceglie due completi e con uno di essi si presenta a un ballo alle Tuileries. Qui l'abito viene notato dall'imperatrice Eugenia, che fa contattare Worth. Nel 1859 lo stilista viene nominato sarto ufficiale di corte e nel 1864 fornitore ufficiale degli abiti da sera e di rappresentanza dell'imperatrice.
Innovazioni e stile di Charles Frederick Worth
Worth inizia a rivoluzionare la linea dell'abito femminile. Dapprima lo fa sfruttando fino all'esaurimento la crinolina, che tra il 1859 e il 1860 raggiunge la sua ampiezza massima, arricchita da pizzi e volant. Dal 1865 inizia a ridurne l'ampiezza, spostandola verso il retro della gonna. Dopo il passaggio intermedio della demi crinoline, lancia la tournure o pouff (sellino di crine imbottito rigido, che fissato alla vita con una cintura, gonfia la parte posteriore creando un effetto di caduta). Dietro c'è un lieve strascico mentre il davanti è appiattito, assumendo una svasatura a campana.
Elabora poi un modello di abito nuovo, la Princesse, un capo realizzato in un solo pezzo senza tagli alla vita, eliminando la tradizionale divisione gonna-corpetto. La Princesse non incontrerà mai un grande successo se non come veste da camera, ma genera comunque una evoluzione nella linea dell'abito femminile: scompare anche la tournure lasciando il posto a una silhouette sottile e rigida, vagamente corazzata. Nel 1874 rompe il sodalizio con Otto Bobergh e si fa affiancare dai suoi figli Jean Philippe e Gaston.
Da questo periodo si concentra su un gusto storicista, proponendo modelli che si rifanno al passato: al '500, con i soffici colli a lattuga, sopragonne aperte davanti come all'epoca del Re Sole, cappotti stile egiziani, fichu ed engageants cari a Maria Antonietta. Si accentuano le già sovraccariche decorazioni, la cui linea sottile finisce per scomparire sotto la mole di ricami. Dal 1883 viene riproposta la tournure.
Il mito di Charles Frederick Worth
Worth ha avuto la capacità di creare il suo stesso mito, non è più il sarto esecutore, ma un creatore estroso, depositario del segreto del buon gusto e dell'eleganza. L'accesso all'atelier non è aperto a tutte. Worth inventa la griffe, la firma che autentica l'originalità e l'esclusività dell'abito rendendolo un veicolo di ostentazione. Gli abiti sono opere a sé stanti indipendentemente da chi li indosserà, per questo li fa vestire alle donne manichino. È anche il primo a sfruttare la stampa, Art de la Mode, non solo per pubblicizzare le sue opere ma proprio se stesso.
Muore a Parigi nel 1895 lasciando l'eredità della maison ai propri figli. Nella maison si formerà anche Paul Poiret. A partire dagli anni '20 del XX secolo, inizia un lento declino della maison che culminerà nel 1950 quando la maison viene acquistata da Paquin.
Altri stilisti iconici nella storia della moda
Mariano Fortuny (1871-1949)
Nasce a Granada nel 1871 e fu pittore, inventore, ingegnere, fotografo e tipografo. Il padre è un valente pittore e collezionista e fa nascere in lui il gusto per l'antico. Alla morte del padre, a 18 anni, si trasferisce a Venezia. Venne profondamente influenzato dai dipinti dei pittori preraffaelliti, creò abiti senza tempo e il suo stile cambiò pochissimo durante la sua lunga attività.
Inventò e mise a punto dei metodi ancora segreti per plissettare la stoffa con rulli di ceramica riscaldati, in un modo così perfetto che l'abito poteva essere chiuso in una scatola per poi riprendere la sua forma originaria senza alcun problema. Realizzava anche sottili ombreggiature all'interno delle pieghe con sviluppo orizzontale. Profondo conoscitore dei tessuti, diede ai leggerissimi velluti di seta stampati l'effetto di broccato laminato, sperimentò nuovi procedimenti per ottenere delicati passaggi di colori metallizzati, scoloriture e un effetto usato del tessuto, emblema della moda decadente e dannunziana.
Tra le sue produzioni più famose vi sono: la tunica Delphos, un chitone ionico che l'artista brevettò nel 1909, realizzato in un leggerissimo tessuto plissettato con perline di Murano per coprire le cuciture; la sciarpa Knossos, un rettangolo di stoffa simile alla Palla romana da drappeggiare intorno al corpo; la sopratunica Peplos, due rettangoli cuciti sulle spalle, con apertura davanti appesantiti all'orlo da palline di metallo o alle punte da perline di vetro. Questi capi erano considerati molto audaci e quindi venivano usati in casa, ma ben presto diventarono i preferiti delle dive dell'epoca: Isadora Duncan, Eleonora Duse.
Jeanne Paquin (1869-1936)
Madame Paquin, moglie di un banchiere, diviene nel 1900 Presidente del Padiglione della Moda dell'Esposizione di Parigi e nel 1913 è la prima donna couturier a essere insignita della croce alla Legion d'oro. È famosa per i suoi romantici abiti da sera stile settecentesco in oro e argento, per gli inserti in pelliccia e per i tailleur di saia blu. Per pubblicizzare le sue creazioni, mandava contemporaneamente 10 mannequins alle corse, tutte con lo stesso abito. Concludeva le sfilate con abiti bianchi. Aprì succursali in America e Europa. Si ritirò nel 1920 ma la sua attività è rimasta aperta fino al 1956.
Paul Poiret (1879-1944)
Figlio di un commerciante di stoffe, sin da ragazzo mostra poca attitudine allo studio e al lavoro, ma fu costretto dal padre a prendere la maturità e ad andare in una fabbrica di ombrelli come apprendista. Le sue prime ammiratrici sono sua madre e le sue sorelle che gli regalano una bambola alta 40 cm sulla quale drappeggerà i ritagli di seta ricavandone estrose creazioni. Inizia la sua carriera lavorando come assistente da Doucet, dal quale impara l'arte della sartoria e la capacità di adulare le clienti. Nel 1901 viene assunto da casa Worth, ma il suo talento non viene compreso né valorizzato. La madre gli presta 50.000 franchi e nel 1903 apre una maison.
La sua idea geniale fu quella di esporre le sue creazioni nelle vetrine sulla strada quando l'Haute couture era relegata nei ricchi atelier per pochissimi facoltosi clienti. L'attrice Rejane è la sua più affezionata cliente. È lei che lo introduce in un ambiente più stravagante e quindi a lui più congeniale. Tre anni dopo tutta la Parigi che conta accorre alle feste di Poiret. Nel 1905 sposa la sua amica di infanzia Denise Boulet che avrà da lui 5 figli e che sarà considerata la donna più elegante di Parigi.
Nel 1906 ispirato dal costume da ballo bianco di Isadora Duncan, lancia la linea Vague, sostituendo il busto con un reggiseno, delle giarrettiere e le calze nere con le calze color carne. Le sue creazioni sono realizzate con tessuti leggerissimi, impalpabili e trasparenti: organza, satin di seta e tulle, spesso bordati con nastri e rouches, ricamati in filo d'oro e d'argento e stampati con colori pastello. Si stanca presto delle tinte scialbe. Nel 1910 la sua linea si trasforma, il punto vita sale, l'orlo si stringe, è la Jupe Entravee (chiamata dagli inglesi hobble skirt), una tunica tanto stretta e scomoda da costringere le donne a camminare a piccoli passi. Dice divertito: "ho liberato le donne dalla vita in su incatenando le loro gambe".
Influenzato dalla cultura orientale, Poiret crea kaftani, kimoni, turbanti, calzoni alla turca da lui chiamati jupe culotte, ricami e pizzi d'oro e d'argento, perle e piume rare, la parola d'ordine è esotico. Nel 1908 incarica Paul Iribe di disegnare Les robes de Paul Poiret e nel 1911 l'incarico va a Georges Lepape per Les Choses de Paul Poiret, entrambe raccolte di suoi modelli. Nel 1911 organizzò la più bella festa in costume del secolo, tutto in stile orientale: la Milleduesima notte.
Creò la gonna pantalone e fu subito scandalo, tanto che venne considerata immorale anche da Papa Pio X. Riuscì a vendere di tutto, utilizzò la stampa all'anilina per imprimere sulla seta le pitture dai colori sgargianti. Nel 1912 fondò una scuola d'arte, L'ecole Martine, nella quale accoglieva i ragazzi con la sola cultura elementare, senza alcuna tecnica di disegno che mandava in giro per la città a ritrarre tutto ciò che li colpiva per trasformarli poi in soggetti decorativi. Girò il mondo per tenere una serie di conferenze con 9 mannequins al seguito. Negli Stati Uniti scoprì che in molti magazzini venivano venduti copie dei suoi modelli, con tanto di etichetta falsa per cifre irrisorie.
Nel 1914 fondò il Syndacat de Defense de la Grande Couture Francaise, un'associazione corporativa per difendersi da questi atti di pirateria. Venne arruolato per la prima guerra mondiale e al suo ritorno, trovò un mondo completamente cambiato. Cercò di riconquistare le sue clienti dando feste lussuose, regalando collier di perle, ma accumulò debiti per oltre un milione di franchi. Nel 1925, all'esposizione dell'Art Decò, espose in tre barconi sulla Senna per cercare un riscatto: il primo era un ristorante di lusso, il secondo un salone di moda, il terzo esponeva profumi, mobili e accessori, ma i costi eccessivi lo condussero al fallimento. Dopo il definitivo abbandono della moglie si ritira a dipingere in Provenza dove muore nel 1944.
Jeanne Lanvin (1867-1946)
Inizia la sua carriera di stilista a 30 anni. Già a tredici anni è commessa, poi cucitrice e infine modista. A 18 anni conquista l'indipendenza confezionando cappelli. Nel 1895 si sposa con il nobile italiano Emiliano di Pietro dal quale si separa otto anni dopo e resta con la figlia Margherite, Ririte, che diventerà una pianista di grande fama. Per amore della figlia disegna collezioni di abiti per bambini, poi per ragazzine e infine per signore, diventando così la prima stilista che si interessa di ogni fascia di età.
Le sue creazioni, chiamate Robes de Style, hanno tagli semplici, spesso la vita è bassa, la lunghezza rigorosamente alla caviglia e sono realizzate in stoffe morbide, dalle linee fluide. Ama i colori freschi ma è legata al nero e al blu Lanvin. Nel 1926 crea una linea maschile. Nel 1927 lancia un profumo chiamato Arpege. Armand Rateau crea la famosa boule noir con il logo dorato ricavato dalla statua Art Deco disegnata da Paul Iribe per Lanvin. Dopo oltre un secolo, la maison è ancora di proprietà dei discendenti.
Levi Strauss (circa 1829-1902)
Nel 1850 si trasferisce a San Francisco durante il periodo della corsa all'oro. Inizia come venditore ambulante. Ha inventato la salopette: trasformazione della tunica egiziana. Confeziona i primi pantaloni da lavoro per i minatori con della tela da tenda marrone e dopo qualche anno la sostituisce con il denim francese tinto di blu. Brevetta questo capo nel 1872. Nel 1873 aggiunge dove si usurava di più il jeans, dei rivetti di rame. Lasciò l'azienda ai 4 nipoti.
Erté (Romain de Tirtoff) (1892-1990)
L'artista russo decise di firmarsi Erté dalla pronuncia francese delle sue iniziali. Fu considerato una delle personalità più influenti del XX secolo nel campo della moda e irraggiungibile principe del musical hall. Si dice che la sua prima creazione sia stato un abito da sera ideato a soli 6 anni per la madre. Figlio di un Generale avrebbe dovuto seguire la tradizione di famiglia e servire lo Stato, ma era attratto dall'arte e le frequenti visite all'Hermitage segnarono le sue opere.
Nel 1912 andò a Parigi come disegnatore fin quando non venne assunto da Paul Poiret. Rimase da lui per 18 mesi facendogli da assistente e collaborando nello sviluppo dei suoi costumi. Allo scoppio della prima guerra mondiale, Erté decise di lavorare per una rivista Americana e disegna la copertina di Harper's Bazaar dando la sua personale interpretazione di Sherazade. La collaborazione durerà 20 anni.
Era famoso per creare sipari viventi, vestiva le ballerine dal collo in su o dalle caviglie in giù con piume e gioielli o per i costumi collettivi, cioè costumi condivisi da un gruppo di attori. Nel 1925 Louis Mayer capo della Metro Goldwin Mayer gli offrì un incarico a Hollywood. Lavorò ai costumi di film storici come Ben Hur, La Boheme. Nel 1929 l'Enciclopedia Britannica gli chiese di scrivere un articolo sull'evoluzione dell'abito contemporaneo. Ha composto anche un alfabeto raffigurante lettere per metà donna e per metà strascico o acconciatura. Lo stile di Erté è stato influenzato dai motivi geometrici e floreali, l'uso di oro, argento, rame, ricorda le collezioni di maioliche turche viste all'Hermitage, le linee eleganti, stilizzate, delicate fanno pensare ai vasi greci. Spesso si ha un'idea di decadenza.
Edward Molyneaux (1891-1974)
Studiò all'istituto d'arte e iniziò la sua carriera disegnando annunci pubblicitari e illustrazioni per riviste. Chiamato alle armi alla prima guerra mondiale, divenne capitano. Tornato aprì una sua maison. La principessa Marina di Grecia gli commissionò il proprio abito da sposa e tutto il corredo per le nozze con il duca di Kent. La nobiltà europea si innamorò dei suoi abiti dalla vita in stile impero e di quelli da giorno dal taglio perfetto e dell'ottimo gusto. Produsse anche profumi, cappelli e biancheria. Aprì filiali nel sud della Francia e a Londra. Nel 1950 chiuse tutte le sue case tranne una e si trasferì in Giamaica da dove tornò nel 1965 per presentare negli Stati Uniti una collezione di pret a porter ma non incontrò più il favore del pubblico.
Jean Patou (1880-1936)
Padre conciatore, zio commerciante di pellicce, inizia a lavorare nella sua azienda. Nel 1912 apre la sua maison a Parigi, Maison Parry, e vendette tutta la sua collezione del 1914 a un buyer americano. Partì per la guerra come capitano degli Zuavi. Nel 1919 aprì un'altra maison presentando abiti a vita alta ed orli scampanati ricchi di ricami. Il suo successo è dovuto al colore beige usato sempre come base, ai vivaci decori e al suo monogramma che dal 1924 caratterizzò le sue collezioni. Una delle sue clienti fu la campionessa di tennis Suzanne Lenglen per la quale realizzava completi sportivi con gonne a pieghe e cardigan. È per questo considerato il primo stilista di abbigliamento sportivo. Lavorò con i produttori di tessuti Bianchini Ferier e Rodier alla continua ricerca di stoffe adatte ai suoi capi. Nel 1929 presentò la linea a princesse.
Balenciaga (1895-1972)
Figlio di una sarta, iniziò aiutando sua madre nel lavoro. Aprì uno stabilimento di confezioni e sartoria su misura nel 1916 e nel 1930 era già il maggior couturier spagnolo ed ebbe per cliente la casa reale. A causa della guerra civile, nel 1937 chiuse i suoi atelier e ne aprì uno a Parigi. Balenciaga considerava la moda un'arte e diceva che uno stilista deve essere un architetto per il taglio, uno scultore per la forma, un pittore per i colori, un musicista per l'armonia e un filosofo per lo stile. Si ispirava ai colori dei pittori della sua terra, come Goya e Velazques, amava tutte le sfumature del marrone spesso con il nero.
Usò mantelline corte, volant giganteschi, lunghi strascichi. Lavorava con stoffe preziose e rigide. Nel 1939 anticipò il new look del 1947, introducendo una linea con spalla scesa, vita segnata, fianchi arrotondati. Nel 1946, il cappello a bustina diventa un must. Nel 1956 presentò l'abito a sacco con orli corti davanti, lungo dietro. Negli anni '60 propose giacche lunghe.
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