SINTESI PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO: di Giulia Giorgelli
I nodi teorici attuali (Ada Fonzi):
2.1 D ’ :
ALLA PSICOLOGIA DELL ETÀ EVOLUTIVA ALLA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
Parlare di età evolutiva implica ritenere che lo sviluppo psichico presente una fase di evoluzione alla quale
segue una fase di stabilità, corrispondente all’età adulta, e quindi una fase di involuzione, corrispondente
all’età senile. Riguardo allo sviluppo cognitivo, molti ritengono che dopo la giovinezza non sia più possibile
apprendere nuove conoscenze e abilità e che nella vecchiaia tutte le funzioni psichiche superiori
inevitabilmente declinino. In questa prospettiva l’adulto era considerato il punto di arrivo. Il bambino e
l’adolescente non erano altro che adulti non ancora compiuti, spesso difficili da comprendere. L’anziano
invece era un adulto che stava perdendo molte capacità e caratteristiche.
Negli ultimi decenni ci si è resi conto che l’età adulta non è affatto quel periodi di stabilità che si riteneva. In
essa avvengono molti cambiamenti. Ci si è accorti che in età adulta sono possibili nuovi apprendimenti e è
diventato sempre più chiaro che questa età non è nemmeno il periodi in cui si raggiunge uno sviluppo
ottimale, per alcuni infatti si verificano: comportamenti inadeguati, regressioni, inefficienze e difficoltà di
adattamento.
Altri studi hanno dimostrato che gli anziani non sono solo delle persone che perdono le capacità sociali e le
facoltà intellettive per 2 motivi:
1. Gli studi neuro fisiologici hanno evidenziato la grande plasticità neuronale del cervello umano, capace
di nuove connessioni non solo nell’età adulta, ma anche nella vecchiaia (a dimostrazione del fatto che
sono possibili nuovi apprendimenti anche in vecchiaia);
2. Si sono intensificate le osservazioni di anziani sempre più numerosi in una società che fornisce migliori
condizioni sanitarie e di vita.
Tutto ciò per dire che lo sviluppo è un cambiamento che può durare tutta la vita.
Riguardo all’età evolutiva, il bambino è fin dalla nascita dotato di un ruolo attivo nei confronti della realtà:
Sul piano cognitivo rielabora attivamente le informazioni provenienti dall’ambiente, costruisce le
proprie modalità di rapporto con la realtà esterna, interpreta la realtà, mette in atto comportamenti
adattati alle diverse situazioni;
Sul piano sociale non si limita a rispondere alle richieste provenienti dall’adulto, ma le stimola e le
indirizza costruendo il proprio mondo sociale.
Con questi studi ci si è resi conto di due cose:
1) È necessario considerare il cambiamento e lo sviluppo come processi che non sono confinati ad un
periodo iniziale della vita definito evolutivo a cui ne fa seguito uno involutivo, ma l’oggetto di studio
della psicologia dello sviluppo è l’intera vita umana, dal concepimento alla morte, prendendo quindi in
considerazione l’intero ciclo di vita, quindi tutta l’esistenza e perciò viene definita psicologia dello
sviluppo nella prospettiva del ciclo di vita (life-‐span);
2) Prima la psicologia dell’età evolutiva aveva rivolto maggiore attenzione al passato dell’individuo, a
volte esagerando l’influenza della prime esperienze infantili a cui aveva attribuito il potere di
determinare rigidamente il futuro e minore attenzione era stata rivolta al presente. Ora invece è stata
messa in primo piano la dimensione tempo (il flusso di vita dell’individuo).
In sintesi, secondo la prospettiva attuale:
-‐ Lo sviluppo avviene lungo tutto il tempo della vita;
-‐ Lo sviluppo avviene nel tempo;
-‐ Il periodo che va dal concepimento alla giovinezza rimane il primo momento di sviluppo caratterizzato
dalla massima plasticità dal punto di vista neurofisiologico.
2.2 M :
ODELLI DETERMINISTICI UNICAUSALI
Nel momento in cui si rivendicava la possibilità di studiare l’uomo in modo rigoroso e scientifico, gli psicologi
facevano propri i modelli della fisica alla fine dell’Ottocento. Questi modelli erano di tipo unicausale: la
fiducia sulla scienza si fondava sulla convinzione che fosse possibile, nelle scienze fisiche come in quelle
biologiche, individuare alcune catene causali che consentivano una chiara comprensione dei fenomeni e la
loro manipolazione. L’adozione di questi modelli ha portato a postulare una causalità di tipo lineare, per la
quale alcune semplici cause esercitano un’influenza unidirezionale sul comportamento umano. Si tratta di
modelli ancora oggi molto diffusi.
Le cause del comportamento e dello sviluppo umano sono state ricercate:
Nell’ambiente;
• Nei fattori biologici.
•
I due orientamenti che hanno contribuito di più alla diffusione di modelli unicausali sono stati:
Il comportamentismo il comportamento è determinato dall’ambiente. Watson evidenziò questo
determinismo ambientale con la frase che sosteneva la possibilità che un neonato diventasse
indipendentemente dalle disposizioni biologiche e dalle caratteristiche individuali, ciò che aveva
programmato: un ladro, un artista, uno scienziato ecc.;
La psicoanalisi il comportamento è determinato da una pulsione. La pulsione è un’energia psichica di
produzione endogena e di derivazione istintuale, la quale cerca di trovare uno sbocco nel
comportamento. Freud inizialmente ipotizzò l’esistenza di una sola pulsione, quella sessuale,
successivamente invece, ritenne che vi fosse una seconda pulsione che definì pulsione di morte volta
alla distruzione. Ha un’importanza notevole il ruolo dei genitori nelle prime fasi dello sviluppo.
2.3 I : :
MODELLI PROBABILISTICI MULTICAUSALI IL CONTRIBUTO DELLE SCIENZE FISICHE
Nel corso dell’ultimo secolo, i modelli deterministici sono stati sempre più messi in discussione. Ad una
visione statica, che considera il sistema fermo in un momento dato, si sostituisce una visione dinamica, che
considera l’evoluzione del sistema nel tempo. Tutti gli elementi del sistema si influenzano reciprocamente,
quindi è impossibile ipotizzare una causalità certa ed unilaterale, inoltre piccole cause possono nel tempo
produrre grandi effetti (es. effetto farfalla: il battito di una farfalla in una foresta tropicale può avere come
effetto un ciclone dall’altra parte del pianeta. Il movimento delle ali della farfalla, di per sé impercettibile, non
può provocare un ciclone in modo diretto, ma può essere l’innesco di una serie di modificazioni
nell’atmosfera, che influenzandosi tra loro, possono condurre a esiti grandiosi e devastanti).
2.4 I : :
MODELLI PROBABILISTICI MULTICAUSALI IL CONTRIBUTO DELLA PSICOLOGIA
Il ruolo cruciale della mente umana nel costruire il proprio rapporto con il mondo e al centro dei modelli dei
grandi studiosi che hanno indagato lo sviluppo cognitivo come:
Piaget secondo il suo costruttivismo, l’intelligenza realizza la più alta forma di adattamento, cioè il
più alto equilibrio tra l’azione dell’organismo sull’ambiente e l’azione dell’ambiente sull’organismo. I
fattori di autoregolazione hanno un ruolo centrale nello sviluppo delle strutture cognitive;
Werner ha una posizione costruttivista. Secondo lui l’individuo diventa progressivamente capace,
attraverso lo sviluppo mentale, di realizzare un equilibrio sempre più stabile e flessibile nel suo
rapporto con la realtà;
Vygotskij ha sottolineato come i processi psichici abbiano una natura sociale e come la mente
umana si strutturi e svolga il proprio ruolo attivo utilizzando gli strumenti che l’umanità ha elaborato
nel corso della propria evoluzione, primo di tutti i linguaggio. Questo significa considerare l’individuo e
l’ambiente sociale e culturale in stretta e reciproca interazione.
Bruner invece, sostiene che il limite della teoria dell’elaborazione dell’informazione (il funzionamento del
computer costituisce il modello di funzionamento della mente umana; l’interesse principale è rivolto ai
processi di codifica, elaborazione, trasformazione delle informazioni per la loro conservazione in memoria. Il
concetto d’elaborazione è cruciale e si riferisce ai processi che avvengono tra la ricezione dell’input, che è
l’informazione in entrata, e la produzione dell’output, e cioè la risposta del soggetto, che può essere
un’azione, una risposta verbale, una decisione, un’inferenza logica, ecc. Come per il computer, il sistema in cui
avvengono i processi d’elaborazione è la memoria, la quale trasforma l’input in un linguaggio della mente, e
cioè in rappresentazioni mentali) è l’aver ignorato il ruolo strutturante della cultura, nella prospettiva
proposta da Vygotskij.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto Psicologia dello Sviluppo, prof. Carbone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo di Santrock
-
Riassunto esame Psicologia dello sviluppo, prof. Lucangeli, libro consigliato Psicologia dello sviluppo, Vianello
-
Riassunto esame Psicologia dello sviluppo, prof. Russo, libro consigliato Manuale di psicologia dello sviluppo, Fo…
-
Riassunto Psicologia dello sviluppo e dell'educazione, prof. Perricone, libro consigliato Psicologia dello sviluppo…