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Cenni storici e teorie

Lo studio scientifico di come funziona la mente può essere ricondotto al 1879, anno in cui Wundt fondò il suo laboratorio di psicologia sperimentale. Già dalla prima metà del 1800 però, studiosi come Weber avevano iniziato a sperimentare con metodi scientifici le percezioni, sostenendo che anche i fenomeni psicologici, come quelli fisici, possono essere oggetto di ricerca scientifica.

Comportamentismo

Il comportamentismo nasce nel 1913 e ha come oggetto di studio il comportamento, il quale deve essere descritto solo in modo obiettivo in termini di stimolo-risposta, senza alcun tipo di interpretazione soggettiva. Alla base di questa teoria sta la convinzione che il comportamento è condizionato dall’ambiente. Nel comportamentismo l’interesse non è per ciò che avviene nella mente, ma per il comportamento osservabile e misurabile, e vede inoltre l’utilizzo di un metodo sperimentale con esperimenti da laboratorio, come gli esperimenti di Pavlov sui cani e Skinner sui ratti. Negli anni '60 questo modello entra in crisi.

Piaget e lo sviluppo dell'intelligenza

Nel 1936, con la pubblicazione del libro di Piaget “La nascita dell’intelligenza nel bambino”, inizia una nuova fase di ricerca scientifica. L’oggetto di studio è lo sviluppo intellettuale nei primi mesi di vita e come passa dall’uso iniziale dei riflessi a un adattamento all’ambiente per mezzo del pensiero simbolico. L'oggetto di studio principale di Piaget è lo sviluppo qualitativo delle strutture dell’intelligenza.

Concetti fondamentali:

  • L’intelligenza rappresenta il più alto grado di adattamento mentale;
  • In ogni adattamento ci sono processi di assimilazione (l’organismo elabora stimoli provenienti dall’esterno senza modificare se stesso) e di accomodamento (avviene una modificazione dell’organismo o nel modo di funzionare della mente);
  • Con lo sviluppo, grazie a continui adattamenti, il modo di conoscere cambia;
  • Piaget distingue sei fasi nello sviluppo dell’intelligenza.

La teoria di Vygotskij

Il nucleo della teoria di Vygotskij è che i processi psichici superiori sono attività complesse prodotte da due fattori: da processi di ordine naturale e biologico e da rapporti sociali dell’individuo. Le funzioni psichiche, inizialmente naturali e spontanee, si tramutano in superiori sulla base di strumenti stimolo che portano a un loro sviluppo culturale. Altro famoso concetto è quello di “zona dello sviluppo prossimale”: ci si riferisce ad apprendimenti che avvengono in situazione sociale, cioè quando c’è un confronto tra le conoscenze dell’individuo e il contesto. Per Vygotskij, lo sviluppo è dinamico e dipende dalla relazione tra soggetto e società.

Etologia e studi di Lorenz

Studi di Lorenz cercano di studiare il comportamento degli animali quando essi si trovano nel loro ambiente naturale, si parla di osservazione naturalistica (Etologia). Questa materia pone enfasi sul contributo naturale e biologico del comportamento, si tratta di comportamenti innati presenti in tutti i membri di una specie. Le varie specie si differenziano nella disponibilità ad apprendere certi comportamenti (vi sono periodi sensibili e periodi critici). Da ricordare anche gli studi di Bowlby sull’attaccamento madre-figlio, che utilizza osservazioni analoghe all’osservazione naturalistica per lo studio del comportamento infantile. Il suo è un approccio interattivo-cognitivista. Vedi Bowlby in seguito e l’imprinting delle oche.

Psicologia cognitiva

Con la crisi della teoria comportamentista, nella quale ci si rende conto che non è possibile spiegare tutti i fenomeni del comportamento umano in termini di stimolo-risposta (es. pensiero e linguaggio), gli studiosi cercano altri modelli per spiegare le funzioni cognitive. Nasce la psicologia cognitiva, la quale si proponeva di spiegare il funzionamento della mente utilizzando metodi sperimentali. Tra gli argomenti della teoria cognitivista vi sono: memoria (registri sensoriali, MBT e MLT), problem solving, meta cognizione, ecc.

Metodi e tecniche di ricerca

La metodologia sperimentale non si limita a osservare fenomeni, ma organizza situazioni cercando di controllarle il più possibile. Alla base di questo ci sono delle ipotesi da verificare. L’esperimento puro non è possibile in psicologia, si parla di “quasi esperimenti” visto che lo sperimentatore non riesce a controllare perfettamente tutte le condizioni in gioco. Nelle situazioni sperimentali si cerca di trovare relazioni causa-effetto; nei casi in cui non è possibile trovarli, si parla di “ricerche correlazionali” basate sull’indice di correlazione. Quest’ultimo non informa su rapporti causa-effetto, ma permette di verificare se tra due variabili vi è un qualche rapporto.

L’osservazione naturalistica ha trovato spazio anche nella psicologia dello sviluppo. Negli studi di Piaget viene chiamata “osservazione quasi sperimentale”: l’osservazione era accompagnata da ipotesi che, attraverso l’osservazione, potevano essere convalidate o no.

Tecniche di osservazione per lo studio dello sviluppo cognitivo

Nei primi mesi di vita del bambino:

  • Abituazione/Disabituazione: gli si presenta lo stesso stimolo ripetutamente finché non perde interesse; se al presentarsi di un nuovo stimolo mostra di nuovo interesse, significa che il bambino è in grado di discriminare.
  • Colloquio piagetiano: sostituisce le interviste strutturate attraverso questionari. Aspetti negativi: sempre uguali e presentate nello stesso modo, rischiano di fare emergere informazioni non omogenee.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nuccia1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Lucangeli Daniela.
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