Estratto del documento

Apprendere i contesti

Come osserviamo

Alcuni operatori della salute si rifanno a un modello lineare e parlano unicamente di patologia, andando a vedere quello che manca ai pazienti e ai contesti in cui intervengono, anziché considerare le risorse che le persone mettono in campo; propongono interventi decontestualizzati anziché gestire la complessità. Guardare alla patologia o alle risorse dipende dal modello teorico scelto. Bisogna, quindi, prestare attenzione alle premesse dell'operatore e alle sue griglie di lettura, nella definizione della nicchia ecologica in cui opera, rispetto al modello di intervento scelto e al mandato.

Le griglie per guardare

Non tutti i professionisti riflettono sulle griglie di lettura che impiegano nella loro professione e questa mancanza porta a privilegiare esclusivamente l'aspetto tecnico. I modelli non sono né oggettivi né neutri ma determinano quello che si vede, il funzionamento della psiche, l'eziologia dei disturbi, l'evoluzione dei sistemi. La lente usata per osservare determina cosa si vede e di conseguenza cosa si progetta di fare. Il dialogo è una posizione epistemologica.

Il modello di riferimento determina le scelte che si compiono e i percorsi che si seguono, così come le tecniche che si utilizzano vanno a corroborare o meno l'impianto epistemologico di lettura e il modello clinico che ne deriva. Un intervento di eccellenza nella maggioranza dei contesti è determinato più dalle griglie di lettura che dalle tecniche.

Le griglie sono spesso inconsapevoli, sempre socialmente costruite a seguito delle proprie esperienze personali, all'interno di una cultura, di una società, di una famiglia. Definiscono cosa si vede, come si decodificano gli eventi e come si interviene. Come si legge la realtà determina la nostra percezione, che influenza quello che si decide di fare, che a sua volta influenza quello che emerge e le griglie.

L'epistemologia come teoria della costruzione della conoscenza

Ciascuno compie delle operazioni e delle azioni per comprendere il mondo e interviene su più livelli di computo del proprio sapere e sentire. Questo processo di secondo ordine (conoscere la conoscenza) ha un carattere sociale e avviene all'interno di una cultura. Non ci sono teorie indipendenti dalle relazioni, in quanto gli individui costruiscono le teorie su se stessi e sul mondo attraverso il linguaggio.

Epistemologia = serie di operazioni necessarie al conoscere, una teoria dell'acquisizione della conoscenza che tiene conto del percorso e si interessa non solo alla costruzione delle strutture cognitive ma anche all'elaborazione delle strategie d'uso della conoscenza; spiega le esperienze nel rapporto attivo con il contesto relazionale. L'epistemologia è intesa come una teoria della costruzione dell'esperienza, strettamente dipendente dall'agire e dalla società.

Le persone costruiscono il mondo e se stessi non solo attraverso sistemi di concettualizzazione (strategie di conoscenza), ma anche tramite i sistemi di valori, decisioni, emozioni, relazioni, azioni. Non è possibile una conoscenza basata unicamente sulla percezione; il conoscere è mediato sempre da schemi di azione (vd. implicazioni per le insegnanti: le modalità di apprendimento non sono neutre).

Ciò che conosciamo è sempre il prodotto dell'interazione tra le operazioni che avvengono tra noi e ciò che c'è intorno. La cognizione è un fenomeno biologico, ogni entità vivente ha ed è un modo di conoscere. Esiste una relazione ricorsiva tra azioni e sistemi di significato: le convinzioni di una persona sul mondo determinano il suo modo di vedere e reagire e di conseguenza questo determina le sue convinzioni sul mondo.

L'epistemologia, quindi, è la disciplina che studia le operazioni del conoscere; si deve considerare l'operatività un impegno organizzato da premesse che implicano più livelli di coinvolgimento:

  • Attenzione ai processi di acquisizione dell'esperienza e alle spiegazioni che vengono date a sé e a quello che accade.
  • Attenzione agli aspetti relazionali.
  • Possibilità di costruire nuove trame che hanno origine dalla reciproca partecipazione ai processi di acquisizione della conoscenza stessa.

Il modello costruttivista

Secondo il modello costruttivista, siamo noi a definire una teoria di riferimento e a far emergere una figura dallo sfondo; se il mondo emerge dalle scelte, bisogna per forza porre attenzione alle premesse e alle scelte che hanno determinato l'insorgenza di quella realtà piuttosto che di un'altra. È importante ampliare e mutare le proprie categorie di lettura e non assumerne di troppo universali. Questo significa favorire la complementarietà dei punti di vista tra persone e tentare di non operare sintesi arbitrarie ma accettare la confusione.

Krippendorff definisce tre posizioni di chi conosce:

  • Soggetti: si considerano membri subordinati della società e organizzazioni di cui non possono mettere in dubbio l'esistenza; sottostanno ad esse e la comunicazione è un qualcosa che praticano e a cui si adattano.
  • Poeti: sono coinvolti creativamente nella realtà e la comunicazione implica il coinvolgimento nella ricostruzione continua delle realtà sociali. Comunicazione diventa competenza, uno strumento per coordinarsi.
  • Umani in divenire autopoietico: sono consapevoli della loro autonomia cognitiva, cioè costantemente costruiscono, decostruiscono e ricostruiscono la realtà. La comunicazione serve per mantenere l'autonomia propria e altrui.

Se si pensa che il mondo è dato a priori non si può che ritenere che funziona come sa; se si è coinvolti nella sua costruzione attraverso il linguaggio e le azioni si diventa responsabili del mondo che si costruisce.

L'ottica sistemica come strumento della complessità

Nell'ottica sistemica il complesso spiega il semplice. Propone uno schema concettuale che richiede di non frammentare gli oggetti di studio ma di considerarli in relazione tra loro; propone una visione del mondo che mantiene immutati gli elementi ma cambia il modo di assemblarli, considerando la loro interdipendenza.

Sistema = metodo di osservazione più che un oggetto di osservazione; il processo attraverso cui un osservatore seleziona un set organizzato e connesso di oggetti associati e interdipendenti, in modo da formare un'unità complessa, una totalità dinamica a cui anche l'osservatore partecipa. Bisogna essere consapevoli delle matrici costitutive, cioè le operazioni che hanno portato all'identificazione di quel sistema e di quelle relazioni. I sistemi sono aperti, in quanto possono scambiare informazioni ed energia con l'ambiente, per mantenere la loro organizzazione.

  • Equifinalità e multifinalità: ogni evento non è organizzato da una causa unica a priori, ma da possibili concause, alcune delle quali vengono amplificate da reazioni circolari virtuose e viziose. Lo stesso evento può essere raggiunto da più punti di partenza, e lo stesso punto di partenza può portare a più risultati.
  • Tempo: si introducono in ogni momento eventi singolari e irripetibili che possono mutare il corso degli avvenimenti, per cui la necessità si costruisce a posteriori. Si afferma la non linearità, ovvero l'inadeguatezza di una ricostruzione cumulativa che semplifica la descrizione dei fatti.
  • Circolarità: relazione tra elementi e tra pattern; il pensare in termini di processi, relazioni e unità dinamiche.
  • Interdipendenza: un cambiamento di stato in una parte del gruppo influenza lo stato di tutte le altre parti. Questo rende necessario dare valore al contesto, come luogo figurato o reale che fornisce significato all'osservato e non separa il sistema dall'ambiente.

Ogni situazione è culturale, biologica, psicologica e sociale. I presupposti che guidano il modello sistemico sono:

  • Attenzione alle informazioni come unità di analisi.
  • Centralità della comunicazione nei processi umani.
  • Interazione come modalità di conoscere, fondante il mondo dei significati.
  • Contesto come campo di significazione degli eventi.
  • Polifonia come ascolto e presenza di più voci e posizioni.

Il linguaggio, la comunicazione come costruttori della realtà

Il linguaggio in passato è stato considerato lo strumento per rappresentare l'ordine naturale e proporre una rappresentazione fedele della realtà. Le teorie più recenti, invece, propongono il linguaggio come il processo attraverso il quale gli individui creano la realtà sociale. Il dialogo viene considerato l'operazione più importante attraverso cui si costruisce il mondo. Krippendorff propone delle metafore per rappresentare la comunicazione:

  • Contenitore: i messaggi si inviano da un posto all'altro e contengono qualcosa.
  • Conduzione: si concentra sui canali.
  • Controllo: la comunicazione è un evento causale creato con lo scopo di raggiungere determinati fini.
  • Trasmissione: capacità di decifrare un messaggio.
  • Guerra: i temi trattati vengono vinti o persi, le posizioni attaccate o difese.
  • Danza rituale: fare il turno, capacità di mantenere il processo di coinvolgimento reciproco.

La comunicazione serve quindi a costruire una realtà e a coordinare il flusso di azioni e significati tra le persone. Le parole che sono state dette fanno accadere ciò che hanno definito (concetto di atti performativi). Inoltre, la comunicazione è uno strumento per connettersi nel qui ed ora.

Non esiste scambio di informazioni, ma si dà vita a una realtà condivisa costituita da azioni mediate da significati. Vi sono degli assiomi della comunicazione indispensabili per muoversi nei contesti:

  1. Impossibilità di non comunicare.
  2. Ogni contesto relazionale è sempre più ampio della comunicazione a due. Uno stesso messaggio ha necessariamente e simultaneamente diversi destinatari, che fanno parte di un Sistema Esteso di Comunicazione (SEC) con relativo gioco a N persone. In ogni comunicazione si comunica con tutte le persone del SEC.
  3. Accanto all'aspetto di notizia vi è sempre un aspetto di relazione e di definizione della relazione tra due partecipanti che coinvolge altri significativi. Ogni messaggio definisce una relazione.
  4. Creazione di una gestione coordinata di significati: le persone organizzano le interazioni secondo regole costitutive che riguardano l'azione sociale. In una comunicazione il contesto non è unico ma esistono livelli multipli di significato che formano un sistema gerarchico, non preesistente alla conversazione, che influenza la formazione di interazioni significative. Ognuno di questi livelli è continuamente costruito e ricostruito nella comunicazione e organizza la narrazione, influenzando i significati. I livelli multipli non esistono in astratto, ma sono individuati dalle persone che interagiscono in una cornice. Quale livello diventa l'organizzatore degli altri dipende dal processo stesso: il processo conferisce la forza in virtù della quale un livello farà da cornice a un altro (forza contestuale).

Comunicare significa partecipare alla costruzione di contesti di significato. La modalità di partecipazione con cui ciascuno organizza i propri processi conoscitivi, cognitivi ed emotivi, è la ricorsività tra le cornici e le narrazioni. Le strutture di significato, gli schemi esplicativi e le attribuzioni di intenzionalità al comportamento permettono di costruire, decostruire e ricostruire ipotesi sugli altri.

Le posizioni rispetto al sapere

Rendersi conto di quale è la posizione che si assume rispetto al sapere è un'operazione epistemologica. I livelli sono:

  • Sapere: ciò che si conosce.
  • Sapere di sapere: capacità di riflettere sulle proprie categorie e sulle lenti usate per decodificare gli eventi; le categorie sono strumenti operativi e non dati a priori.
  • Non sapere
  • Sapere di non sapere: consapevolezza della propria ignoranza e la possibilità di abdicare a conoscere, rinunciare all'expertise a favore di un atteggiamento partecipato e dubitativo. È utile rendersi conto di non poter conoscere un sistema nella sua interezza e quindi riuscire a tollerare l'incertezza e il non controllo.
  • Non sapere di sapere: fiducia nell'intuito e la possibilità di non controllare ogni mossa, fidandosi dell'istinto, ma senza arrivare a comportarsi in maniera preconfezionata.
  • Non sapere di non sapere: la cecità presente in ogni situazione, tutto quello che non si può immaginare, le collusioni che si fanno a causa dei pregiudizi e le informazioni che si danno per scontate (es. padre hippie e possibile incesto).

Sapere e non sapere stanno in un rapporto di costante processualità. Mettendo in atto operazioni di primo livello, il rapporto con il sapere non permette di interrogarsi sulle categorie utilizzate. È utile trovare un giusto equilibrio tra quello che si sa e quello che si deve far emergere, facendo le giuste domande, avendo come premessa la possibilità di non sapere.

Questo modello propone di definire il paziente come l'esperto della propria vita e il professionista l'esperto delle strategie evolutive.

I pregiudizi ineludibili

Che si veda un individuo, una coppia o una famiglia si lavora con i significati che si sono co-costruiti all'interno di quel determinato contesto e che emergono all'interno di una relazione specifica. Si lavora con i significati, ma soprattutto con le griglie di ciascuno che hanno origine a prassi comuni e condivise. Queste griglie sono tacite e vanno indagate e messe alla prova, dato che i pregiudizi sono ineliminabili. Il lavoro del terapeuta è un lavoro di decostruzione del paziente e delle proprie categorie. I terapeuti, quindi, devono essere attenti alle mappe che si utilizzano.

Gli aspetti culturali

Cultura = serie di pratiche che sono disponibili a tutti, profondamente sentite e parte delle interazioni e dei rapporti che si svolgono momento per momento nella vita di una comunità. I modi di pensare, gli stili comunicativi, i pensieri, i modelli condivisi si sottraggono alla riflessione e alla critica per diventare proprietà immutabili. Ogni istituzione ha una sua cultura che si può far emergere dalle storie che vengono raccontate (vd. difficoltà specifiche con i migranti).

Non bisogna dare genere, età e religione per scontati. Bisogna tener conto della progettualità e dell'organizzazione delle istituzioni, dei molti livelli di descrizione e azione determinati dalla cultura organizzativa. Tutte le situazioni sono culturali.

La lettura triadica delle interazioni

Per semplificare è più facile pensare in termini duali. Weakland propone per primo la triade come unità di attenzione minima. Haley sostiene la necessità di pensare a tre come unità minima di analisi. Fruggeri insiste sul concetto di interdipendenza relazionale per cui la relazione tra due componenti ha un effetto sulle relazioni che ognuno intrattiene con gli altri. Le parti negoziano non solo il contento e le azioni ma anche la definizione del sé, della relazione e della situazione, costruendo identità, rapporto e realtà sociali che influenzano sia loro che altri. Hoffman parla di triangoli ben bilanciati o meno e di diversi tipi di triangolazioni, in cui nessuna è buona o cattiva in sé, ma quello che rende sana la triangolazione è un grado ragionevole di interdipendenza tra le parti in opposizione alla rigidità.

Ogni azione che avviene in un campo sociale coinvolge almeno due sistemi contigui, minimo tre persone.

I livelli di osservazione nelle situazioni relazionali

Occuparsi della complessità dei processi interattivi e prendere in considerazione i rapporti implica assumere almeno una doppia posizione. Si tratta di uno strumento epistemologico che ci permette di generare ed evidenziare pattern di differenti ordini e descrivere in maniera più articolata ciò che si vede. Si tratta di prestare attenzione alla complementarità cibernetiche.

La visione binoculare fornisce altre informazioni e introduce la tridimensionalità: la comprensione del comportamento, attraverso la relazione, fornisce un nuovo tipo di apprendimento (deutero-apprendimento).

Si tratta di far emergere componenti che derivano uno dalla relazione con l'altro, cioè elementi che si specificano mutualmente (parte/tutto, individuo/relazione). Le distinzioni emergono da una dualità di opposti sullo stesso livello, mentre la distinzione cibernetica presuppone sovrapposizioni di livelli, in cui un termine della coppia viene fuori dall'altro.

I sistemici hanno riflettuto sulla complementarità tra costruzione individuale e co-costruzione. Vi è la necessità da parte del terapeuta di prestare attenzione alle embricazioni, che scaturiscono dalle operazioni ricorsive, come:

  • Riconoscere la riflessività tra modello di riferimento, significato che emerge e azione.
  • Considerare il rapporto tra costruzione individuale di sé e del mondo e quella che emerge dalla relazione.
  • Agire su se stessi in quanto inclusi nel sistema.
  • Considerare il modo in cui l'attore agisce in quanto parte dell'organizzazione.

Le embricazioni che derivano da una doppia posizione sono infinite. Fruggeri parla di una prospettiva binoculare che prevede un livello strategico, connesso agli scopi e agli obiettivi, e una dimensione relazionale, connessa alla capacità di co-costruire il rapporto. A livello strategico è necessario analizzare il contesto, tenere conto dell'utente e delle sue dinamiche relazionali, elaborare interventi, avere strategie di cura e conoscere le tecniche. A livello relazionale si deve riflettere sulle proprie premesse e sulle proprie azioni e su come contribuiscano o meno a creare la relazione, osservando quali significati assume l'intervento all'interno del contesto e degli altri a lui connessi. C'è un terzo livello, quello della consapevolezza, che implica la consapevolezza che questi due livelli sono arbitrariamente selezionati.

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 29
Riassunto per l'esame di Normalità e patologia delle relazioni familiari della prof.ssa Carli, libro consigliato Apprendere i contesti Pag. 1 Riassunto per l'esame di Normalità e patologia delle relazioni familiari della prof.ssa Carli, libro consigliato Apprendere i contesti Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Normalità e patologia delle relazioni familiari della prof.ssa Carli, libro consigliato Apprendere i contesti Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Normalità e patologia delle relazioni familiari della prof.ssa Carli, libro consigliato Apprendere i contesti Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Normalità e patologia delle relazioni familiari della prof.ssa Carli, libro consigliato Apprendere i contesti Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Normalità e patologia delle relazioni familiari della prof.ssa Carli, libro consigliato Apprendere i contesti Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Normalità e patologia delle relazioni familiari della prof.ssa Carli, libro consigliato Apprendere i contesti Pag. 26
1 su 29
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vers.13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Normalità e patologia nelle relazioni familiari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Carli Lucia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community