Introduzione ai contesti
Le università spesso non offrono un know-how pratico su come proporsi e farsi accettare per costruire una professionalità.
Telener: Esperienze e contesto culturale
Telfener ha avuto esperienza nel reparto di neuropsichiatria infantile a Roma e poi presso la Philadelphia Child Guidance Clinic. Inizialmente si sentiva nuova e straniera, con una posizione di debolezza. Era importante fare alleanze, comprendere l'organigramma ufficiale e ufficioso, imparare le regole del contesto ed esplorare vincoli e possibilità sue e della struttura, per sapere come funzionare e quali compiti svolgere. Solo allora si possono proporre iniziative.
Un aspetto importante del contesto culturale è che rimanere a lavoro può significare non aver completato il lavoro nel tempo prestabilito, e lo studente che copia riceve una reazione tiepida, in Italia considerata come un peccato "veniale". La cultura e i valori passano anche attraverso segnali non verbali.
Capisaldi del pensiero sistemico
Nel libro sono presentati i capisaldi del pensiero sistemico, e si discute dei problemi di inserimento degli psicologi nel centro di igiene mentale a Roma.
Indirizzo del libro
L'indirizzo del libro offre riflessioni su come la professionalità può espandersi, sia nella danza che in altri contesti. Improvvisare non è consigliabile; è invece importante mettere in atto i propri progetti con consapevolezza e capacità autoriflessiva. È necessario valorizzare la propria specificità e professionalità.
Se i servizi funzionano bene, diventano learning organizations: una metafora sistemica per descrivere una nicchia in cui si condivide un punto di vista comune tra i partecipanti. Esistono premesse comuni e la costruzione di nuovi spazi tra persone, fra valori e idee, nuove e vecchie convinzioni, su cui è indispensabile riflettere insieme.
Apprendere i contesti
Apprendere i contesti è un concetto di Bateson: "L'apprendimento dei contesti di vita è qualcosa che deve essere discusso non come fatto interno ma come questione della relazione esterna tra due creature". Esiste un apprendimento dal contesto, diverso da ciò che vedono gli sperimentatori e che scaturisce da una descrizione doppia, che si accompagna alla relazione e all'interazione, è un apprendimento contestuale.
- Griglie per operare nel mondo, premesse epistemologiche
- Metafore per leggere sistemi
- Entrata di un operatore in un contesto nuovo con un'accurata analisi della domanda
- Operatività, competenze di base e operazioni per entrare in un contesto
- Costruzione di un pluriverso: lavoro di équipe, lavoro in rete e supervisione
- Esiti inattesi e rischio di creare cronicità e immobilismo
Modelli di osservazione e griglie
Le griglie di osservazione tendono a privilegiare l'aspetto tecnico, appiattendosi sulla necessità di dare risposte a domande poste dalle istituzioni in cui si opera. Le domande sono differenti, e i modi di intervenire e la processualità sono soggettivi e idiosincratici, determinati dalla cultura, dal momento storico, dalle politiche, dal contesto, dal mandato e dalla domanda e dalla conseguente progettualità. Sono spesso inconsapevoli, sempre socialmente costruite a seguito di esperienze personali all'interno di una cultura e di una società. Definiscono cosa si vede, come si decodificano gli eventi e come si interviene di conseguenza.
Come si legge la realtà determina la nostra percezione, che influenza ciò che si decide di fare, che a sua volta influenza quello che emerge e le nostre griglie. I modelli che abbiamo in mente determinano quello che vediamo, il funzionamento della psiche, l'eziologia dei disturbi e l'evoluzione dei sistemi. È il modello di riferimento a determinare le scelte che si compiono e i percorsi che si mettono in atto, così come sono le tecniche che si utilizzano a corroborare o meno l'impianto epistemologico di lettura e il modello clinico che ne deriva.
Intervento di eccellenza
L'intervento di eccellenza è dato più dalle griglie di lettura che dalle tecniche impiegate. L'epistemologia è come teoria della costruzione della conoscenza. Si interviene sulla propria conoscenza (conoscere la conoscenza), operazione di secondo livello, è processo che ha carattere sociale e avviene all'interno di una cultura. Gli individui costruiscono le proprie teorie su se stessi e sul mondo attraverso il linguaggio, sulla base dei rapporti sociali e familiari, in un contesto di condivisione della semantica e delle regole culturalmente determinate.
L'epistemologia sono le operazioni necessarie all'azione di conoscere, è teoria di acquisizione della conoscenza. È una teoria della costruzione dell'esperienza, dipendente dal nostro agire e dalla società. È il soggetto che costruisce il mondo con sistemi di valori, decisioni, emozioni, relazioni, azioni concrete e con cose che non sa e non conosce. Il conoscere è mediato da schemi di azione.
Ciò che conosciamo è prodotto dall'interazione tra operazioni che avvengono tra noi e ciò che ci sta intorno. La relazione tra azioni e sistemi di significato: convinzioni che l'individuo ha sul mondo determinano il suo modo di vedere e di reagire e di conseguenza questo determinerà le sue convinzioni sul mondo.
Caso clinico e epistemologia
Un caso clinico riguarda una coppia che vuole separarsi senza litigi evidenti. Un collega pensa che la sua sia la verità sulle coppie in via di separazione, come se non esistessero altri modelli per separarsi che quelli conflittuali, e non trova una nuova modalità per lavorare con loro. Questo scenario dimostra i vari livelli di coinvolgimento dell'epistemologia, come disciplina che studia le operazioni del conoscere:
- Attenzione ai processi di acquisizione dell'esperienza
- Attenzione agli aspetti relazionali, alla condivisione e al collegamento tra premesse
- Possibilità di costruire nuove trame che abbiano origine da reciproca partecipazione al processo di acquisizione della conoscenza stessa
Condividere un'ottica meccanicistico-determinista o costruttivista implica letture, priorità e operatività diverse. Nel primo caso si lavora per accrescere la conoscenza che, come un muro, si innalza pian piano, nel costruttivismo si interviene su costrutti non definiti a priori, ma organizzati via via. Il mondo emerge dalle nostre operazioni di scelta (responsabilità), è imprescindibile riflettere sulle premesse e sulle scelte che determinano l'insorgenza di quella "realtà", riflettere sulle scelte compiute e sul processo di costruzione in atto.
Metodologie e casi clinici
Un altro caso clinico analizza una coppia simbiotica e Haley, per la quale la prima cosa da fare è cambiare la spiegazione che si dà, amplificare la lente con cui si guarda, poiché è impossibile agire su una coppia simbiotica. Bisogna essere disponibili a ampliare e mutare le proprie categorie di lettura e non assumerne di troppo universali, bisogna saper accettare anche la confusione e lavorare nel disordine.
Krippendorff e epistemologia
Krippendorff evidenzia tre posizioni del conoscere: soggetti, poeti e umani in divenire autopoietico. I soggetti sono membri subordinati della società, di organizzazioni e ambiti di cui non possono mettere in discussione l'esistenza, mentre i poeti sono coinvolti creativamente nelle realtà che occupano e la comunicazione implica coinvolgimento nella ricostruzione continua delle realtà sociali. Gli umani in divenire autopoietico sono consapevoli di autonomia cognitiva, costruiscono, decostruiscono e ricostruiscono realtà; la comunicazione è crescita e emancipazione.
È diverso fare prevenzione o promozione della salute. Nel primo caso si lotta contro il tempo rispetto a qualcosa che si dà per scontato e si instaura un rapporto causale tra fattori di rischio e comportamenti; nel secondo caso si mette in atto un'operazione positiva verso un futuro non determinato, con tempo illimitato, e salute e malattia possono coesistere.
Ottica sistemica e complessità
L'ottica sistemica come strumento della complessità evidenzia che la complessità contestuale va gestita. Apprendere il contesto diventa luogo pratico di esperienza e stimolo per diventare capaci/esperti. Un approccio sistemico richiede uno schema concettuale che richiede di non frammentare oggetti di studio ma di considerarli in relazione tra loro.
La teoria generale dei sistemi suggerisce di considerare le cose collegandole tra loro. Ad esempio, nell'agorafobia è diverso se si convoca la signora da sola o l'intera famiglia. Il significato dato a un sintomo, le informazioni e la definizione cambiano. Ugualmente per un paziente ricoverato in ospedale, la medicina moderna non si fa carico dell'individuo in toto. Un sistema è un metodo di osservazione più che un oggetto di osservazione, siamo davanti a un'unità complessa che comprende anche l'osservatore. Bisogna essere consapevoli delle matrici costitutive, ovvero delle operazioni che hanno portato all'identificazione di quel sistema e a quelle relazioni tra elementi.
La equifinalità è una caratteristica propria degli organismi biologici e dei sistemi, ogni evento cui assistiamo non è organizzato da una causa unica a priori, ma da possibili concause, amplificate da reazioni circolari virtuose o viziose. Lo stesso evento può essere raggiunto da punti di partenza diversi e lo stesso punto di partenza può dare origine a risultati diversi.
Il tempo riguarda eventi singolari che mutano il corso degli avvenimenti. La non linearità indica l'inadeguatezza di ogni ricostruzione cumulativa che semplifica la descrizione dei fatti. La presenza di relazioni sempre nuove e costitutive si riferisce alla circolarità, cioè la relazione tra elementi, tra pattern: pensare in termini di processi e relazioni, e in termini di unità dinamiche. L'interdipendenza indica come il cambiamento in una parte del sistema influenzi tutte le altre parti.
Il contesto è un luogo figurato o reale che fornisce significato ad ogni azione e comunicazione, in un'ottica che non divide osservatore e osservato e non separa il sistema dall'ambiente.
Presupposti del modello sistemico
- Attenzione all'informazione come unità di analisi
- Centralità della comunicazione
- Interazione come modalità di conoscere
- Contesto come campo di significazione degli eventi
- Polifonia come ascolto/presenza di più voci
- Responsabilità degli operatori che si esprime con la scelta di azioni e interpretazioni
Linguaggio e comunicazione
Il linguaggio è il processo con cui gli individui creano la realtà sociale. Krippendorff propone la metafora del contenitore (contenuti), della conduzione, del controllo (evento causale per certi fini), della trasmissione, della guerra (temi vinti o persi), e della danza-rituale (conversazione, elemento ripetitivo, coinvolgimento reciproco). Il linguaggio è un'attività cooperativa e comune.
Gli atti performativi si riferiscono alle parole dette che fanno accadere ciò che hanno definito. L'abuso di psicologismi e interpretazioni è stato inflazionato e ha perduto potere perturbativo. Il valore della parola è molto cambiato.
La prevenzione si riferisce a una posizione difensiva, dove il pericolo è reificato e devo lottare. La pro-mozione si riferisce a un verso uno stato desiderato, si implementa qualcosa che comunque c'è. Le etichette indicano che ogni individuo, oltre a sintomi e problemi, è portatore di risorse.
Assiomi della comunicazione
- Impossibile non comunicare (silenzio come risposta)
- Ogni comunicazione passa contenuto, una definizione della posizione reciproca, attenzione a numero dei potenziali partecipanti e tempo definito
- Ogni messaggio definisce la relazione e determina modalità dei rapporti reciproci
- Ci sono livelli multipli di significato: sistema gerarchico (modelli culturali, biografia interna, relazione tra partecipanti, episodi, atti linguistici, contenuto)
Ogni livello è costruito e ricostruito, i livelli sono individuati dalle persone, è il processo che conferisce la forza in virtù della quale un livello farà da cornice (forza contestuale) a un altro.
Le posizioni rispetto al sapere
- Sapere
- Sapere di sapere: riflettere su proprie categorie e su lenti impiegate per decodificare eventi (esperienza Telfener che smette di lavorare per tribunale quando le è nato bambino)
- Non sapere
- Sapere di non sapere: atteggiamento dubitativo fondamentale, non si conosce mai sistema nella sua interezza
- Non sapere di sapere: fidarsi di intuito, della pancia
- Non sapere di non sapere: collusioni, pregiudizi taciti
Caso Telfener genitori hippie: la bambina Sunshine adultizzata con il padre, che era un hippie. La bambina afferma: "sono preoccupata per il sesso". Telfener interpreta come precoce adultizzazione della bambina, senza considerare la possibilità di incesto, opera secondo il pregiudizio sulla cultura hippie come eticamente corretta, senza amplificare la domanda e approfondire i vissuti dei due o i significati della richiesta d'aiuto.
Relazione tra sapere di sapere e sapere di non sapere
Questo rapporto è di costante processualità, c'è l'abitudine a lavorare su metacognizione. La diagnosi psicopatologica implica operare con la categoria del sapere (manca riflessione su categorie che si impiegano, operatività di secondo livello). Non sapere di non sapere può portare a collusione, rischio iatrogeno (peggioramento non dovuto a struttura persona ma emerge a seguito delle operazioni del curante, a seguito della danza instaurata tra partecipanti).
Pregiudizi ineludibili
È necessario lavorare con significati e griglie che ciascuno mette in campo. Sono tacite e vanno indagate, messe alla prova. Caso Telfener: in America più difficile lavorare con famiglie italiane, aveva pregiudizi su loro possibilità di cambiamento. Quando torna in Italia riesce a vedere il cambiamento culturale di papà italiani al parco con bambini, proprio perché era stata fuori lo nota. È importante il lavoro di decostruzione delle categorie dell'altro, ma anche delle proprie. Bisogna mettersi in discussione per non perdere occasione di essere perturbativi. Attenzione alle mappe che si utilizzano e proporre di indagarle e rinnovarle.
Caso migranti: hanno due famiglie, non va patologizzata, anche se non coerente con scritti Bowlby, Freud, Winnicott. Mettersi in discussione: l'operatrice di comunità è parte della danza e si deve mettere in discussione, lavorare su modalità relazionali per imparare a collaborare con gli altri. Prima non delega, non ascolta, non condivide.
Aspetti culturali
Modi di pensare, stili comunicativi, pensieri, modelli condivisi rappresentano proprietà immutabili di un certo gruppo. Ogni istituzione (famiglia, servizio, individuo) ha una sua cultura che emerge dalle storie che vengono raccontate al Servizio.
Un esempio è il centro per migranti, dove un uomo è infastidito per la scollatura di Telfener. Capisce e si copre, lo scialle era una dichiarazione implicita che aveva preso in considerazione la loro cultura, che la conosceva e la rispettava. Essere maschio o femmina o di una certa religione non sono fatti neutri. Non vanno dati per scontati. A volte si tende a leggere tutto con proprie lenti:
Un caso riguarda un ONG che insegna a una popolazione africana una nuova tecnica di coltivazione del riso, fornendo semi e istruzioni: solo uomini. Dopo un anno, il riso non era stato piantato. Erano le donne che andavano nei campi. Il valore del lunch e il senso di appartenenza al gruppo sono stati sottovalutati.
Lettura triadica delle interazioni
Vari modi di osservare, spesso è più facile farlo in termini duali. Weakland propone la triade (interazioni famiglie schizofreniche) come unità di osservazione minima. Fruggeri introduce il concetto di interdipendenza relazionale, la relazione tra due componenti ha effetto su relazioni che ognuno intrattiene con gli altri componenti. Le parti negoziano contenuto e azioni ma anche definizione di sé, della relazione e della situazione in cui sono coinvolti, costruendo identità, rapporti e realtà sociali. La condivisione di intenzioni e obiettivi permette di costruire danza relazionale che vede tutti implicati.
Un esempio è la bambina inappetente all'asilo nido che riesce a mangiare. Se si pensa in modo diadico, la relazione operatori e bambina è positiva, ma se si pensa in termini triadici si capisce perché la madre la toglie dalla struttura, sentendosi incompetente ancora di più e rinsaldando la relazione con la figlia tenendola con sé.
Bisogna occuparsi della relazione degli utenti con noi e della nostra con loro, di entrambi con il servizio e del sistema osservato in cui avvengono giochi triadici. Tale visione triadica dà luogo a gioco interattivo (Selvini Palazzoli).
Livelli di osservazione nelle situazioni relazionali
Descrizione doppia: complementarietà cibernetiche. Per gli operatori livelli:
- Dati rozzi e semplici
- Organizzazione dei dati in ipotesi
- Consapevolezza che la realtà è frutto di costruzione
Non pensare in modo duale, in entità mutualmente escludentisi ma pensare come distinzione cibernetica: "sovrapposizione di livelli, in cui un termine della coppia viene fuori dall'altro".
Nella coppia, Caillé propone due livelli, uno del comportamento, l'altro delle immagini di sé e della relazione specifica e unica di quel particolare legame. È importante riflettere su embricazioni che scaturiscono da operazioni ricorsive, quali:
- Riconoscere riflessività tra modello di riferimento, significati/descrizioni che emergono e azioni
- Considerare rapporto tra costruzione individuale di sé e del mondo e quella che emerge nel rapporto con altri
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