Aedi per l'infanzia: poeti e illustratori di oggi
Introduzione
Aedi
Chi sono gli aedi? Nella Grecia antica erano chiamati così i cantori di professione. Narravano storie tramandate oralmente entrando a diretto contatto con l’uditorio e utilizzavano un linguaggio chiaro e accessibile, ma anche figurato. Aedi di oggi sono molti narratori e autori che rivolgono il loro sapere ai più piccoli, producendo narrazioni con profondità e sensibilità. Si tratta di autori a cui produzione permette un approfondimento critico-interpretativo su più temi.
In questo testo vengono analizzati due linguaggi artistici, quello poetico e quello dell’arte figurativa. Poesia e illustrazione nella letteratura per l’infanzia si configurano come due linguaggi storicamente ai margini. La poesia, già dalla seconda metà dell’800 si declina come educativa e morale. Se proposta nella scuola, risulta noiosa se non addirittura impenetrabile per l’uso di un linguaggio ostico. Verso il 1950, si gettano i semi di una poesia giocosa e ricca di ritmo e vicino alla filastrocca popolare. Rodari si fa interprete e promotore di una svolta epocale. Si inaugura il nonsense anglosassone che aveva instaurato una poesia per bambini alta sia sul piano estetico, sia sul piano formativo.
L’illustrazione per l’infanzia, pur vantando una storia illustre, solo negli anni '70 del 900 ottiene finalmente un riconoscimento che ne decreta il valore e l’autonomia rispetto alla testualità verbale del libro. L’illustratore diventa autore a tutti gli effetti: è architetto, grafico e regista. Le stesse fiabe della tradizione popolare sono oggi variamente rivisitate sul piano ironico e gli illustratori dell’oggi affidano al nostro sguardo versioni ora cupe, ora ironiche.
La scelta di Chiara Lepri di presentare il lavoro di poeti e illustratori è inoltre sostanziata dalla volontà di indagare il valore formativo di due linguaggi narrativi diversi, che però hanno caratteristiche in comune:
I linguaggi dell'arte
Entrambi i linguaggi sono linguaggi d’arte. Tutti gli autori che vengono trattati in questo volume vengono da esperienze artistiche diverse (danza, teatro, musica, arte pittorica) e giungono a scrivere o a illustrare per l’infanzia. Da un lato la letteratura per l’infanzia si fa luogo di sperimentazione transdisciplinare mentre dall’altro l’esperienza del lettore si fa stimolante e partecipante.
Narrazioni
Entrambi i linguaggi narrano, ossia raccontano storie. Alcune opere di Tognolini appresentano un interessante esempio di intreccio narrativo. Anche il linguaggio delle immagini produce storie: sfogliare un picturebook consente l’attivazione di processi integrativi capaci di pervenire alla comprensione di una storia. Si hanno alternazioni tra immagini e testo verbale (Silent book).
Immagini
Entrambi i linguaggi creano immagini, come un’illustrazione o una rappresentazione concettuale. In poesia molto spesso si creano immagini attraverso la metafora, la similitudine o l’allegoria. Molte volte la poesia incontra l’arte figurativa e, le immagini materiali e concettuali vanno ad arricchire la dimensione verbo-ironico dell’immaginario.
Incontro e cura
Poesia e immagine spesso nascono e si animano nei sentimenti dell’incontro. Il valore di questo ha a che fare anche con la dimensione dell’accessibilità. Talvolta è proprio durante l’incontro con i più piccoli che nascono poesie d’occasione. Esempi di autori sono Andrea Rauch, che ha collaborato nella creazione di opuscoli e manifesti per le strutture per l’infanzia, e Innocenti, che ha dipinto Rosa Bianca, affinché la storia venisse letta nella scuola primaria. Questi autori hanno aperto le porte ad un dialogo con l’infanzia.
Silenzi
Accanto a immagini e parole si ha il lavoro di poeti e illustratori che, partendo da ampi spazi vuoti, creano illustrazioni o poesie. Questi vuoti sono utili a restituire una forma a ciò che l’artista vuole esprimere. Inoltre, come afferma Iser, questi vuoti sono “anelli mancanti” e, più ce ne sono, maggiore è il numero di immagini che il lettore deve costruire. Si tratta quindi di spazi a uso e consumo del lettore. Avvolte il vuoto in poesia o nell’illustrazione è presente perché non si riesce a esprimere tutto con le parole.
Molti autori manifestano una particolare sensibilità nei confronti con il silenzio. Tognolini più volte si censura pubblicamente, Rauch mostra sempre il suo Peter Pan di spalle e anche Innocenti, ne “La storia di Erika” sceglie di non disegnare i volti delle vittime dell’Olocausto. Questi sono esempi di silenzio, nel rispetto delle donne e dei bambini.
Narrativa, arte e formazione
Non ci sono dubbi sulla formatività di mettere in contatto i bambini, anche molto piccoli, con il libro e le storie. Nel confronto con le storie, infatti, avviene uno spostamento dell’io, il passaggio a un mondo altro che è ricco di potenzialità inesplorate. La narrazione interseca il mondo dell’arte e lo potenzia. Nel libro anche il lettore-bambino è coinvolto nell’affabulazione, ovvero nell’intreccio e groviglio di temi rielaborati personalmente.
L’orizzonte umano del poeta e dell’illustratore è denso di occasioni per assumere nuove e insolite prospettive. Se, infatti, si analizzano gli autori che incontreremo nel testo, si può vedere come vengono proposte chiave di lettura alternative verso i classici della letteratura per l’infanzia.
Formazione dell'immaginario
Il bambino lettore crea un immaginario attraverso immagini, analogie, metafore, simboli. L’immaginario è un linguaggio simbolico universale attraverso il quale diamo forma a emozioni, immagini, idee e azioni. Il bambino lettore investe sia la sfera emotiva che quella cognitiva. In un’ottica pedagogica, Wunenburger individua, in questi processi, finalità per la formazione dell’individuo, ma anche di tipo filogenetico, per la formazione della specie. Le finalità sono di:
- Tipo estetico-ludico. Si ha attività piacevole, gratuita, che invita al gioco. Si tratta di un’educazione estetica, aperta al confronto dialettico con l’opera.
- Tipo artistico. Avviene nel soggetto che, dinnanzi all'immagine artistica, riesce ad accedere alla dimensione del sogno e del possibile, a un benessere nuovo e a un senso di gioia e di pienezza.
- Tipo cognitivo. Il pensiero simbolico e analogico integra i processi cognitivi. L’arte impone al suo lettore la preconoscenza di sentieri alternativi e sottopone ad un’estensione delle strategie.
- Tipo pratico. L’immaginario non soddisfa unicamente istanze della sensibilità ma si realizza in alcune azioni.
Formazione della competenza metaforica
Immaginario e metafora sono strettamente connessi tra loro. La metafora è uno strumento conoscitivo poiché consente di affermare concetti, intuirne e elaborarli di nuovi. Vi è però una certa complessità nella comprensione delle metafore. Gli studiosi ritengono che il processo metaforico compaia insieme alle prime discriminazioni semantiche. È necessario, infatti, esporre fin da piccoli i bambini alle metafore, attraverso parole e immagini. Questo con le filastrocche. Quando il bambino sarà in grado di comprendere e produrre metafore, potrà aggiungere alla visione obiettiva della realtà, una visione creativa.
Apertura alla possibilità
Marco Dallari, scrive che, secondo il fondatore della filosofia, Edmund Husserl, l’arte si muove tra due estremi: da un lato c’è il mondo reale e, sull’altro versante c’è il mondo dei racconti. L’opera d’arte si trova così tra le due dimensioni della realtà e quella della possibilità, ed esercita una funzione metamorfosante che conduce dal possibile al reale.
Per Cambi, invece, ci sono tre livelli di formatività dell’arte:
- Il primo è relativo all’apertura verso mondi irreali da abitare
- Il secondo riguarda la creatività, la spinta a produrre in maniera autonoma
- Il terzo allude a un’esperienza che ha in luce l’impulso di armonia e libertà espressiva.
Educazione estetica
La pervasività dell’attuale cultura dell’immagine ha bisogno di un’attenzione alla formazione del gusto, ossia alla capacità di giudicare. Proporre ai bambini fin da piccoli albi illustrati e belle immagini, è senz’altro un’attività di educazione estetica. Marco Dallari fa presente che l’approccio più ragionevole consiste nell’abbandonare il luogo comune che lega l’estetica alla categoria di bello. L’esperienza estetica è sempre un piccolo trauma, una vertigine o un rischio. Queste entrano in gioco quando anche il corpo è in movimento. L’esperienza estetica è strettamente connessa anche alla sfera emotiva, ed entrano in gioco:
- L’intenzionalità della coscienza
- La sua capacità di attribuire significato
- L’immaginazione narrativa.
Ecco come un'illustrazione consente l'esplorazione di mondi interiori senza ridurne la complessità e al tempo stesso educa lo sguardo a un lavoro introspettivo. Il confronto con le narrazioni non scontate, sé da un lato abbatte pregiudizi e stereotipi e, dall'altro invita a un atteggiamento cognitivo e ad uno stile intellettuale ed esistenziale capace di formulare giudizi estetici attendibili.
Poeti
III° capitolo: Le parole staminali di Bruno Tognolini
Raccontare il mondo di prima mano
Tognolini, infatti, narra della sua infanzia luminosa e sognante in Sardegna, delle esperienze teatrali e di tamburino, di scrittura multimediale e di come è diventato autore e poeta. È sua abitudine aggiornare un sito blog dal 1997, nel quale sono contenute informazioni sulle opere e sui loro prolungamenti, riflessioni sul proprio lavoro, idee e confronti con i lettori. Tali riflessioni restituiscono dignità alla poesia per bambini, ancora oggi svilita da un atteggiamento snobistico che l'associa al disimpegno e alla semplificazione, banalizzandone significati e sensi.
Quello del poeta per bambini è una maestria, cioè un'abilità applicata che si aggiunge e completa un'arte. Nel 2011 esce un suo libro che ha la grazia di un racconto sincero e struggente dove scopriamo che leggere e costruire insieme producono un effetto sorprendente, cioè scrivere: leggere + costruire = scrivere.
Tognolini ha deciso di diventare autore per bambini e ragazzi prima per caso, quando il suo gruppo teatrale cominciò a far teatro per i ragazzi poiché non riusciva a trovare pubblico fra i grandi. Da quel momento ha iniziato a scrivere storie per bambini, fino a che ci è diventato intenzionale: parlare a loro è raccontare il mondo di prima mano, dall'inizio, quando ancora è stupefacente e nuovo.
Parole staminali
Le poesie di Tognolini si caratterizzano per un procedere arcaico ed estremamente musicale. Esse ricordano formule magiche e rituali ancestrali che custodiscono in sé qualcosa di antico e segreto. Fanno poi parte di un linguaggio primordiale, come quello delle fiabe, e si innestano nel processo creativo del parlare-bambino che insegue i suoi, i sensi, il gusto e il piacere della parola pronunciata.
Tognolini parla di migliaia di parole provvisorie e paroline staminali, scaturite da ascolti frammentari e destinate a crescere insieme ai bambini che le custodiscono, restringendo i campi di tutti i possibili sensi fino a cristallizzarsi su uno solo. Le parole staminali ricordano certi processi onirici e nonsensici che prendono forma entro dimensioni interiori e irrompono nella mente del poeta e del bambino. Sul piano della produzione poetica, la lingua primigenia dell'infanzia trova un posto nella produzione dell'autore.
Il primo esempio è “Mammalingua”, una raccolta di 21 poesie per neonati accompagnate da delle illustrazioni e in linea con la convinzione che si può, e si deve, ascoltare la parola poetica precocemente. Le poesie stabiliscono una relazione d'intimità nell'avventura di madre e figlio insieme.
Ogni parola dà luogo ad un breve componimento in cui prevalgono le assonanze e le allitterazioni, come pure il senso.
Figlio
Oggi nasce da ieri
Non lo so come fa
Fino a ieri non c’eri
Mentre oggi sei qua
Pesce è figlio di pesce
Anno nasce da anno
Foglia su foglia cresce
Non lo so come fanno
Così mi meraviglio
Poi non ci penso più
Non lo so cos’è un figlio
Però so che sei tu
Mamma
Grande è l’oceano ma la balena
Naviga piano nella luna piena
Rossa di bocca, nera di notte
Gialla di luce, bianca di latte
Grande ragazza di tutti i colori
Bella la mamma vista da fuori.
La voce della mamma deve suonare senza sosta per comunicare tre sole informazioni: "io sono qui", "tu sei qui" e "il mondo è qui". Del resto da sempre le madri pronunciano parole ritmate ai loro bambini e le numerose filastrocche e ninne-nanne popolari, oralmente tramandate di generazione in generazione e ancora oggi conosciute, ne sono una prova.
Cara a Tognolini è una filastrocca, semplice nella metrica eppure con un profondo significato.
Lingua
Mamma lingua batte e bacia parolina
Fa li-la e fa li-la tutta mattina
Ora sembra solo un tondo girotondo
Ma parolina dopo fa il giro del mondo.
Tognolini, durante un convegno in omaggio a Rodari, afferma che secondo lui la poesia fa mondo e agisce sul mondo per crearlo e ricrearlo. Occorre allenare all’ascolto e sta al poeta il compito di accordare le parole opportune.
Dopo Mammalingua, Merletti coinvolge un gruppo di poeti ai quali viene assegnato un anno di vita del bambino, da 0 a 6, a cui dedicare una poesia. A partire dal tema del fiume, metafora della vita e delle diverse stagioni dell’infanzia, nasce Gocce di voce, un'antologia che percorre il cammino dell'acqua, dalla sorgente alla foce. A Tognolini spetta l'ultima poesia sull'intero fiume.
Il fiume
Nasce un bambino, il mondo lo accoglie
Trova la pelle e perde le piume
Trova le mani e perde le foglie
Si fa TORRENTE il Fiume bambino
Diventa uomo e trova il suo FIUME
Scalpita i piedi e frulla le mani
La mamma gioca con quel pesciolino
Fiume che nasce nella SORGENTE
Il circo magico dei corpi umani
Gocce di voce nel buio profondo
Bocche di mamma che cantano lente
Poi il Fiume cade nella CASCATA
Salto del cuore in un gran scintillio
Ora la mamma si è un po' allontanata
Lei è più bella, se io son più io
Altri mi portano i loro torrenti
Ed ora il Fiume ha una bella CORRENTE
Che porta cose, che corre, che viene,
Ed è la FOCE, ma non può finire
I figli vanno al mare del mondo
Perché ogni FIUME che sembra sparire
Diventa solo più largo e profondo.
Il libro, illustrato, viene promosso e donato ad ogni nuovo nato. L’acqua, elemento primario della vita, torna in altri libri. Pensieri e immagini semplici le ritroviamo nel progetto editoriale Zero tre: sempre con le illustrazioni, il poeta dà vita a una raccolta originale che trae ispirazione dai motivi popolari e dagli elementi routinari e familiari del quotidiano: le tiriterestimulano all'ascolto della sonorità delle parole.
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