Estratto del documento

A ' . P

EDI PER L INFANZIA OETI E ILLUSTRATORI DI OGGI

Introduzione

Nell’antica Grecia, gli aedi erano i cantori di professione. Essi accompagnavano il loro canto con

una cetra ed erano dotati di una seconda vista donata dalle Muse a segnare la loro sapienza

superiore. Narravano storie tramandate oralmente entrando a diretto contatto con l’uditorio, si

distinguevano per le capacità immaginative e utilizzavano un linguaggio chiaro, accessibile e

anche figurato: similitudini e metafore consentivano di spiegare meglio accadimenti e personaggi.

Gli aedi di oggi sono molti narratori e narratrici, autori e autrici che per scelta rivolgono il loro

“canto” ai più piccoli: il loro “sapere” produce narrazioni caratterizzate per profondità e sensibilità e

fa ricorso all’uso di figure ideali o concrete. Attraverso i due linguaggi artistici della poesia e

dell’arte figurativa si esprime con sempre maggiore qualità ed esattezza la letteratura per l’infanzia

oggi, ossia:

1. con un disegno dell’opera;

2. evocando immagini nitide, incisive e memorabili;

3. utilizzando un linguaggio preciso.

Poesia e illustrazione nella letteratura per l’infanzia si configurano come due linguaggi

storicamente ai margini. La poesia, già dalla seconda metà dell’Ottocento, si declina per lo più

come educativa e morale e privilegia il mondo degli affetti e della natura restituendo l’immagine di

un’infanzia ideale, quieta e contemplativa. Sulla scorta dell’esperienza del surrealismo e del

nonsense anglosassone, Rodari aveva inaugurato una poesia per bambini sia alta, sul piano

estetico e formativo, sia vicina a una visione del mondo infantile. L’illustrazione per l’infanzia,

invece, solo negli anni Sessanta ottiene un riconoscimento che ne decreta il valore e l’autonomia

rispetto alla testualità del libro. L’illustratore diviene autore a tutti gli oggetti di una testualità propria

e originale: è architetto, grafico, regista e lavora, con gli strumenti delle arti grafico-pittoriche,

interpretando storie. Le stesse fiabe della tradizione popolare, conosciute e radicate nel nostro

immaginario, sono oggi variamente rivisitate sul piano iconico. Entrambi i linguaggi:

sono linguaggi dell’arte. Gli autori per l’infanzia giungono a scrivere o a illustrare attraverso

• percorsi personali e professionali come danza, teatro o musica;

narrano storie coniugando arte e narratività;

• creano immagini, dove con immagine possiamo intendere una rappresentazione concreta,

• sensibile e materiale, come un’illustrazione, o una rappresentazione concettuale, come accade

quando leggiamo una poesia e in noi vengono evocate precise e incisive figurazioni. Immagine

materiale e immagine concettuale vanno ad arricchire la dimensione verbo-iconica da un

immaginario che scaturisce da espressioni linguistiche e da espressioni visive;

nascono e si animano nei sentieri dell’incontro con i bambini. La conoscenza del destinatario, il

• senso di responsabilità e l’intenzionalità nel rivolgersi ai giovani lettori sono tratti distintivi dei

buoni autori della contemporaneità. Il valore dell’incontro ha a che fare anche con la dimensione

dell’accessibilità: quando gli uomini si inventano parole difficili è perché vogliono tagliare fuori

qualcuno. Le poesie hanno parole semplici ma non banali;

contengono anche dei silenzi. I poeti e gli illustratori lavorano più volentieri per sottrazione

• tratteggiando precise e meditate figure a partire da ampi spazi vuoti. Il vuoto, in poesia o

nell’illustrazione, c’è anche perché non tutto si riesce a dire con le parole e a rappresentare con

le immagini.

Esporre precocemente i bambini, anche molto piccoli, al libro e alle storie è formativo. La

narrazione è nella struttura del mentale, alla base della costruzione della conoscenza ed è

connaturata all’infanzia. Nel confronto con le storie avviene il passaggio a un mondo altro che è

ricco di potenzialità inesplorate, esperienze da vivere e territori da abitare. L’esperienza che si

compie investe tutta la sensorialità e attiva la dimensione emotiva consentendo di afferrare la

comprensione. La dimensione interpretativa, sollecitata su vari livelli, si fa preminente: nel libro e

nel contenuto artistico, il lettore è coinvolto nell’affabulazione, che è intreccio e groviglio di temi

rielaborati personalmente. L’orizzonte umano del poeta e dell’illustratore è denso di occasioni per

assumere nuove e insolite prospettive.

Il bambino lettore crea un immaginario attraverso immagini, analogie, metafore, simboli e miti.

L’immaginario è un linguaggio simbolico universale attraverso il quale diamo forma a emozioni,

immagini, idee e azioni. Il bambino lettore più che mai è esposto a una tale esperienza che investe

la sfera emotiva e cognitiva. In un’ottica pedagogica, in questi processi le finalità sono: 1

- di tipo estetico-ludico, in quanto attività gratuita, utilitaristica, che dà piacere, diverte e invita al

gioco interpretativo e aperta al confronto dialettico con l’opera;

- di tipo artistico, in quanto dinnanzi all’immagine artistica il soggetto accede alla dimensione del

sogno e del possibile, a un benessere nuovo e a un senso di gioia e di pienezza;

- di tipo cognitivo, in quanto il pensiero simbolico e analogico interferisce e integra i processi

cognitivi;

- di tipo pratico, in quanto l’immaginario non soddisfa unicamente istanze della sensibilità e del

pensiero, ma si realizza in alcune azioni.

Immaginario e metafora sono intimamente connessi l’uno con l’altra. La metafora è uno strumento

conoscitivo poiché consente di afferrare concetti, estenderli e dilatarli secondo processi generativi

e intuirne ed elaborare di nuovi. La psicologia sostiene che la metafora consiste nella creazione di

nuove realtà, implica la disponibilità verso il nuovo e impone l’abbandono della sicurezza verso

qualcos’altro. La comprensione e la produzione delle vere metafore creative sembra non poter

avvenire prima dei 7-8 anni. E’ necessario esporre i piccoli all’esperienza precoce attraverso

parole e immagini: il bambino piccolo ne ricava sensi sfuggevoli, frammentari e profondamente

legati ai vissuti emozionali personali. Sul piano formativo conta la partecipazione tesa

all’interpretazione. Quando il bambino sarà in grado di comprendere e produrre metafore potrà

aggiungere alla visione obiettiva della realtà una visione creativa, d’invenzione e gratificante per la

soluzione espressiva individuata.

Secondo Husserl, fondatore della filosofia fenomenologia, l’arte si muove tra due estremi: da un

lato il mondo reale nel quale siamo collocati e dall’altro il mondo dei racconti, caratterizzato da

luoghi e tempi possibili e determinabili secondo delle leggi proprie e autonome. L’opera d’arte si

trova tra la dimensione della realtà e quella della possibilità. Il bambino che si approssima all’opera

si fa costruttore di significati e di cultura, alla quale può apportare istanze personali e innovative. Il

conosciuto, osservato sotto un’altra prospettiva, apre a mondi nuovi. Cambi individua tre livelli di

formatività dell’arte:

1. l’apertura verso mondo irreali da abitare;

2. la creatività e la spinta a produrre in maniera autonoma e originale;

3. un’esperienza che ha un impulso utopico nel suo valore più genuino di fruizione, armonia e

libertà espressiva vissuta nella gratificazione.

La pervasività dell’attuale cultura dell’immagine richiede un’attenzione alla formazione del “gusto”,

ossia alla capacità di giudizio, di discriminazione e di valutazione critica di ciò che è arte e di ciò

che non lo è. Porre ai bambini, sin da piccolissimi, albi correlati da belle immagini e iniziarli

precocemente ai “giocattoli poetici” sono attività di educazione estetica. Dallari afferma che

l’approccio più ragionevole per affrontare il rapporto tra processi educativi e discorso estetico

consiste nell’abbandonare il luogo comune che lega l’estetica alla categoria del “bello”: il “bello” di

certo non può essere imposto. L’esperienza estetica comprende esperienze attraverso le quali è

possibile stupirsi ed emozionarsi. L’esperienza estetica è anche strettamente connessa alla sfera

percettivo-sensoriale, ma anche alla sfera cognitiva, emotiva e immaginativa. Sul piano

pedagogico, in questo processo entrano:

1. l’intenzionalità della conoscenza;

2. la sua capacità di attribuire un significato;

3. l’immaginazione narrativa.

Un’illustrazione consente l’esplorazione di mondi interiori senza ridurne la complessità e al tempo

stesso educa lo sguardo a un lavoro introspettivo. Il confronto con le narrazioni non scontate se da

un alto abbatte pregiudizi e stereotipie, dall’altro invita a un atteggiamento cognitivo e ad uno stile

intellettuale ed esistenziale capace di formulare giudizi estetici attendibili.

Le parole staminali di Bruno Tognolini

Tognolini narra della sua infanzia luminosa e sognante in Sardegna, delle esperienze teatrali e di

tamburino, di scrittura multimediale e di come è diventato autore e poeta. E’ sua abitudine

aggiornare continuamente un sito-blog dal 1997 nel quale sono contenute informazioni sulle opere

e sui loro “prolungamenti”, riflessioni sul proprio lavoro, contributi, attività ed esperienze, idee e

confronti con i lettori. Tali riflessioni restituiscono dignità alla poesia per bambini, ancora oggi svilita

da un atteggiamento snobistico che l’associa al disimpegno e alla semplificazione, banalizzandone

significati e sensi. Quello del poeta per bambini è una maestria, cioè un’abilità applicata che si 2

aggiunge e completa un’arte. Nel 2011 esce un suo libro che ha la grazie di un racconto sincero e

struggente dove scopriamo che leggere e costruire insieme producono un effetto sorprendente,

cioè scrivere: leggere + costruire = scrivere. Tognolini ha deciso di diventare autore per bambini e

ragazzi prima per caso, quando il suo gruppo teatrale cominciò a far teatro per i ragazzi poiché

non riusciva a trovare pubblico fra i grandi. Da quel momento ha iniziato a scrivere storie per

bambini, fino a che ciò è diventato intenzionale: parlare a loro è raccontare il mondo di prima

mano, dall’inizio, quando ancora è stupefacente e nuovo.

Le poesie di Tognolini si caratterizzano per u

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 9
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, prof.ssa Flavia Bacchetti, libro consigliato "Aedi per l'infanzia. Poeti e illustratori di oggi", Chiara Lepri Pag. 1 Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, prof.ssa Flavia Bacchetti, libro consigliato "Aedi per l'infanzia. Poeti e illustratori di oggi", Chiara Lepri Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 9.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, prof.ssa Flavia Bacchetti, libro consigliato "Aedi per l'infanzia. Poeti e illustratori di oggi", Chiara Lepri Pag. 6
1 su 9
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher likelikelike di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Bacchetti Flavia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community