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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRENTO

2016/17

ANNO ACCADEMICO

RIASSUNTO DI

“CODICE CIVILE E

SOCIETÀ POLITICA”

di Natalino Irti

A cura di Marco Bellandi Giuffrida

Riassunto di “CODICE CIVILE E SOCIETÀ POLITICA, di Natalino Irti

CAPITOLO I. CODICE CIVILE E PLUSVALORE POLITICO

Quando nel 1978 l’Autore fu chiamato a svolgere una conversazione presso l’Università di

Salamanca sulla tematica del proliferare delle leggi speciali e del rapporto delle stesse con il

codice civile, sembrò a lui che la «decodificazione» del diritto civile trovasse compenso nella

costituzionalizzazione dei valori collettivi. Nel 1978, infatti, Irti era convinto che il primato del codice

civile potesse lasciare il posto alla Costituzione, «patto fra gli uomini liberi stipulato dopo la guerra

[e che] teneva tutti nel vincolo dell’unità».

Tuttavia già nel 1992, alla commemorazione dei cinquant’anni del codice civile, l’Autore si

accorgeva che quella spinta unitaria e creativa della Costituzione era venuta meno, a causa anche

della crisi dei valori storici e politici su cui la Repubblica italiana aveva fino ad allora contato. Alla

stanchezza della Costituzione, debole e fragile, si contrappone invece la stabilità del codice civile,

«la serena continuità di una legge in cui tutti si riconoscono ed a cui ciascuno affida la tutela degli

interessi particolari». Il venir meno, dunque, della società politica di cui è rappresentazione la

Costituzione, è bilanciato dall’espandersi e dal fortificarsi della società civile, ossia il mondo dei

negozi tra i privati cittadini. Insomma, l’ideologia del consumo (per quanto il giudizio di valore in

merito ad essa possa essere negativo) ha permesso al codice civile di ricevere nuovamente una

«straordinaria stabilità» ed un’espansione dei destinatari (da carta della borghesia è diventato

statuto della società media) tali da fargli assumere un plusvalore politico, cioè posizione che

trascende quella di una normale legge ordinaria (quale formalmente sarebbe il codice civile).

Da ciò consegue una nuova riflessione in merito al rapporto tra codice e leggi speciali,

«l’uno, custode di secolare tecnicismo e vigoroso di nuovo significato; le altre, che il taglio delle

radici rende sempre più labili e precarie; […] le leggi speciali, espressione della società politica,

urtano nel codice, regime e statuto della società civile». La creatività e la stabilità delle leggi

speciali, secondo l’Irti, è fiaccata allorquando si è affievolito il fervore della società politica. Ecco

che allora la tematica del rapporto tra codice e leggi speciali è la tematica del rapporto tra società

civile e società politica: secondo l’Irti si è verificato ancora una volta lo scollamento tra il bourgeois

(borghese, uomo dei negozi) e il citoyen (cittadino in quanto membro della comunità politica)

A scanso di equivoci, l’Autore precisa che tale rapporto, di natura schiettamente politica, non

può prescindere dalla condizione politica e dal momento storico preso in considerazione (né si può

dimenticare che queste pagine furono scritte nel 1994). Tuttavia, come faceva notare all’Autore lo

stesso Pietro Rescigno, nessun giurista può prescindere nelle proprie riflessioni dalla realtà politica

e sociale che lo circonda, che gli può addirittura far «mettere tutto in questione» e rovesciare i

termini delle questioni.

CAPITOLO II. IDEA DEL CODICE CIVILE

(§1-2-3-4)La codificazione è una forma storica di legislazione. L’affermarsi degli Stati assoluti ha

determinato per il sovrano la necessità di divenire egli stesso fonte del diritto; un diritto, per

l’appunto, che si esprime nella forma della legge. Tutto ciò si unisce necessariamente con quel

razionalismo filosofico e scientifico imperante nell’epoca della codificazione, adiuvato

dall’affermarsi della borghesia. L’ascesa della borghesia (quindi dei commercianti) ha imposto la

necessità di avvalersi di un «diritto calcolabile» (Max Weber), con il quale ciascuno possa essere

in grado con largo anticipo di prevedere le conseguenze (giuridiche) delle proprie azioni. Proprio il

sovrano è la figura che si fa carico di questa nuova e contingente necessità, attraverso la quale

persegue anche un fine politico: unificare il popolo sotto l’idea di un diritto eguale per soggetti

eguali. A ciò, dunque, corrisponde l’affermarsi del carattere di generalità ed astrattezza nelle leggi

emanate.

(§4) Da questo complesso di idee nasce l’idea di codice, come manifesto della «potenza e

dell’orgoglio del potere legislativo» e che quindi non consolidi semplicemente quanto già affermato

nel passato, ma stabilisca il diritto secondo una tavola di principi. Nell’epoca della codificazione si

colloca il celebre dibattito tra Thibaut e Savigny. Thibaut, fautore dell’ideale nazionalistico, vedeva


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher coluichenonsa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Pasquino Teresa.

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