Estratto del documento

Introduzione

La dimensione spaziale è un mediatore culturale che orienta gli esseri umani e le comunità nello sviluppare relazioni con l'ambiente, il territorio e le diverse società. Il territorio può quindi essere visto come lo spazio vissuto e parte dell'identità personale. L'educazione geografica, pertanto, mira a sviluppare la capacità di pensare, organizzare e progettare. L'uomo entra nello spazio geografico quando nasce e da quel momento inizia la conoscenza, la quale è anche la consapevolezza della distanza. Si acquisisce man mano identità e alterità, lo spazio personale e quello sociale, mediante la conquista percettiva e culturale di nuovi spazi dove orientarsi. La geografia educa, dunque, ad andare oltre il punto di vista egocentrico e a vedere ogni luogo come deposito di valori. Lo spazio di vita è un insieme di luoghi che condividiamo con gli altri ed è proprio negli spazi condivisi che si decide il nostro destino, dove quest'ultimo è fatto di relazioni, risorse e valori, ma anche ostacoli da affrontare.

Capitolo I

Il ruolo dell'educazione geografica

Il bambino si colloca nello spazio partendo da un pensiero egocentrico e mediante l'educazione comprende di essere parte di spazi collettivi. L'educazione geografica e la didattica della geografia devono prendere ciò che più è utile dalle correnti geografiche per integrare e ricomporre i vari contributi in base alle esigenze da soddisfare. Bisogna rispondere alla domanda "chi sono e dove sono io nell'universo?".

Capitolo II

I bambini e la dimensione spaziale

I bambini si approcciano alla dimensione spaziale mediante il gioco. L'organizzazione dei luoghi è un mediatore fra la società, la cultura e le nuove generazioni, che con l'esperienza dello spazio vissuto sviluppano le competenze sociali ed imparano a negoziare le proprie scelte. I luoghi e i destini dei bambini sono diversi e su tali diversità si concentra l'indagine geografica; tale analisi studia proprio da dove e come si caratterizza la vita di un bambino (ad esempio studia che differenza c'è per un bambino vivere nel centro storico di una città o in una sua periferia degradata).

Il concetto di "destino geografico"

Il concetto "destino geografico" va interpretato come l'insieme delle condizioni considerate le matrici, le direzioni, le opportunità e le risorse per lo sviluppo del proprio progetto di vita o come elementi che la influenzano in negativo (essendo fonte di pregiudizi, ad esempio). La globalizzazione e lo sviluppo tecnologico, comunque, ha favorito e migliorato la connessione tra luoghi e persone. I luoghi, gli spazi, hanno un ruolo decisivo nelle vicende umane e per questo De Blij parla di "potere dei luoghi". In particolare, è forte il legame che le persone sentono con i luoghi di appartenenza, tanto che si può parlare di collegamento tra spazio vissuto e autobiografia; pertanto bisognerebbe prestare più importanza ai luoghi e diventare più consapevoli del ruolo da essi giocato nella propria vita, in chiave educativa e nell'ambito delle migrazioni e delle relazioni interculturali.

L'esperienza migratoria e interculturale

In particolar modo, l'esperienza migratoria, in ambito interculturale, è un processo di contaminazione culturale, di conoscenza e trasformazione reciproca delle persone e dei loro spazi di vita. Per l'insegnante un percorso di riconoscimento del ruolo formativo e dell'importanza dei luoghi nella vita delle persone è un passaggio fondamentale per valorizzare le diversità dei soggetti in educazione e delle loro famiglie. Inserire nel processo educativo il proprio spazio di vita è utile per collocare la propria esistenza in un tessuto sociale e spaziale più ampio, dove le relazioni con l'esperienza individuale emergono continuamente.

Lo sviluppo del senso spaziale nel bambino

Entro i tre anni, il bambino possiede un proprio senso degli spazi personali e sociali, distingue alcune caratteristiche dei materiali (molli, duri, ecc.) e diventa consapevole delle funzioni degli spazi e dei simboli con cui la società umana controlla gli elementi che formano lo spazio (nomi/funzioni di luoghi). Inoltre, il bambino è in grado di esprimere giudizi di valore sui luoghi ("mi piace/non mi piace") e di relazionarsi con essi mediante categorie percettivo-emozionali (paura, gioia, ecc.).

Relazione con la dimensione spaziale

La relazione con la dimensione spaziale è il motore di un'evoluzione cognitiva e culturale, la conoscenza di conoscenze che si allargano mediante le relazioni con i luoghi e i loro ambienti. La conquista dell'alterità spaziale che ne deriva permette il passaggio dal periodo dell'egocentrismo assoluto a quello intellettuale, relativo, raggiungendo così la percezione di sé e del mondo esterno (già a due anni di vita).

Osservazione e percezione

Imparare ad osservare significa riconoscere una distanza fra sé e ciò che si osserva e percepire che tale distanza genera percezioni, progetti e aspettative. L'esperienza spaziale, quindi, è fondamentale per lo sviluppo della capacità di osservare i fatti da diversi punti di vista e questo è proprio lo scopo dell'educazione geografica. Attraverso i luoghi noi viviamo una continua acquisizione di conoscenze, stando immersi in un tessuto di interazioni culturali che sarà fondamentale durante tutta la nostra vita.

L'esperienza del viaggiare e conoscere nuovi luoghi

Per questo motivo è altamente formativa l'esperienza del viaggiare e del conoscere nuovi luoghi: il luogo e il paesaggio sono mediatori di culture diverse, con propri valori e visioni del mondo.

Lo sviluppo del pensiero astratto nei bambini

Durante la scuola dell'infanzia, il bambino definisce gli spazi personali e sociali, mettendosi in gioco fuori dal nucleo (e dal luogo) familiare. Intorno agli 8 anni, poi, i bambini completano il proprio schema corporeo e si avviano al pensiero astratto che li porterà allo sviluppo del ragionamento ipotetico-deduttivo. Il pensiero simbolico riduce il mondo a modelli e rappresentazioni con pochi elementi, e consente agli uomini di trasformare la natura: tale capacità deriva dal controllo cognitivo dello spazio, che consente di ipotizzare le sue trasformazioni materiali e di assegnare valori alle sue risorse.

Egocentrismo e orientamento culturale

Crescendo il bambino, però, non abbandonerà l'egocentrismo che, come affermato da Vygotskij, sarà una componente anche dell'adulto, il quale sempre si impegnerà a conquistare e difendere il proprio spazio nel mondo. Altro studioso da ricordare è John Dewey, per cui i rapporti tra esseri umani e ambiente sono filtrati dalla cultura, affermando l'importanza in chiave culturale della geografia.

Il significato di "orientamento"

Il termine "orientamento" deriva da orior che si lega ai significati di nascere e sorgere, ma anche a quelli di mettersi in movimento e procedere verso una meta. Tuttavia possiamo considerare l'orientamento anche dal punto di vista culturale, per il suo valore di competenza riguardante la comprensione dei valori della dimensione spaziale così come è stata elaborata e strutturata dalle comunità umane. La carta geografica stessa ha una funzione in rapporto al legame tra l'uomo e l'ambiente: essa è la visualizzazione che ci permette di pensarci nello spazio, di immaginare un itinerario e di percepire lo spazio geografico come un'estensione del nostro corpo e della nostra possibilità di vita. Lo spazio, quindi, da categoria della materia, diventa una costruzione culturale umana.

Capitolo III

La spazializzazione e il controllo dello spazio

La spazializzazione è una forma di rappresentazione della realtà e l'orientamento va inteso come capacità di controllare la propria posizione nel mondo e in rapporto ad esso, ma anche come capacità di organizzare il mondo, di "orientarlo" (pensando a sue trasformazioni, strutture e senso). Orientarsi in uno spazio culturale e materiale sottintende un coinvolgimento cognitivo (come rileva la ricerca wayfinding) che mira ad identificare i modi con cui le persone possono orientarsi per spostarsi da un luogo all'altro in base alle condizioni ambientali.

Intelligenza spaziale

Il concetto di "intelligenza spaziale" ha preso piede in Italia grazie alla traduzione delle opere di Howard Gardner, il quale con tale concetto definiva una serie di modalità diverse con cui conoscere il mondo (Gardner ne individua sette, tra cui l'intelligenza spaziale). Gardner individua tre funzioni centrali dell'intelligenza spaziale:

  • Osservazione diretta del mondo
  • Capacità di ricreare aspetti dell'esperienza visiva (descrizione, rappresentazione visuale, cartografia, modellizzazione)
  • Capacità di progettare, trasformare e strutturare la materia del territorio

L'intelligenza spaziale si trova nello sviluppo dell'orientamento dell'elaborazione della mappa mentale dello spazio vissuto fin dall'infanzia. L'intelligenza spaziale è alla base delle competenze geografiche che da sempre si collegano alla capacità di osservare le strutture spaziali e di saperle interpretare e rappresentare.

Valutazione dell'importanza dello studio della geografia

Lo studio della geografia va rivalutato, anche perché porta all'alterità che non può aversi senza lo sviluppo dell'identità. La conoscenza geografica, infatti, non si può mai limitare sul singolo soggetto in quanto pone al centro proprio le relazioni che questo intrattiene con gli altri e l'ambiente in cui vive.

Territorialità umana e appropriazione dello spazio

La territorialità umana è un fatto culturale che varia da società a società, da luogo a luogo talvolta. Gli studiosi Moles e Rohmer parlano di "appropriazione dello spazio" da parte degli uomini e hanno prodotto uno schema che ricostruisce tale appropriazione in otto passaggi consecutivi, dal vicino al lontano, dalla scala del proprio corpo a quella degli spazi familiari (es. il quartiere), dalla città alla regione, in base ad una progressione ampliabile fino a dove può spingersi il pensiero spaziale nella sua capacità di organizzazione e trasformazione dello spazio.

Processo di territorializzazione

La "territorializzazione" è il processo con cui le società umane prendono possesso materiale e culturale dello spazio fisico, trasformandolo in base al proprio progetto e rendendolo un territorio, uno spazio di vita dell'umanità. Questo processo di appropriazione è stato riassunto in tappe dallo studioso Turco in tale modo:

  • Reificazione, ovvero il controllo materiale, la trasformazione delle risorse dell'ambiente in opere (es. abitazioni). Questo concetto può essere compreso, a scuola, con l'esplorazione dell'aula scolastica e riguardare la scoperta degli oggetti e della loro disposizione in funzione delle attività.
  • Strutturazione, sarebbe il controllo organizzativo, funzionale, che si ha gerarchizzando il territorio con confini, periferie, ecc.
  • Denominazione, quindi il controllo simbolico che avviene dando nomi che delimitano e conferiscono senso agli oggetti dello spazio geografico

Turco afferma che simbolo, materialità e organizzazione siano tre categorie che racchiudono tutto ciò che gli esseri umani fanno sulla Terra. Il territorio, quindi, è lo spazio di vita prodotto dagli uomini, è la natura socializzata.

Differenze di genere nella percezione dello spazio

I bambini e le bambine differenziano, percepiscono ed usano gli spazi in modo diverso in base al genere. L'organizzazione spaziale riflette i ruoli assegnati dalla società ai due generi, a volte diversi da luogo a luogo; in questo caso gli spazi assumono una funzione normativa, indirizzando la formazione dell'identità di genere mediante le esperienze sociali. Una ricerca condotta tra bambini dai 6 agli 11 anni ha affermato che lo spazio è importante per definire l'accettabilità sociale e i gruppi di amicizie. Tra gli studi italiani, ricordiamo quelli di Vercesi la quale ha assodato che il periodo di esplorazione geografica è soprattutto l'infanzia ed ha evidenziato le conseguenze negative del decremento della mobilità autonoma dei bambini, insieme alla necessità di dare agli insegnanti di geografia della scuola primaria un ruolo culturale importante per il suo recupero.

Ruoli di genere e spazio pubblico

I ruoli di genere si fortificano nell'adolescenza, dove i ragazzi mantengono una forte presenza nello spazio pubblico, mentre le ragazze restano legate alle mansioni familiari; pertanto le ragazze abituate a trascorrere il proprio tempo in strada sono considerate in modo ambiguo. La connotazione di genere è un modo con cui si riproduce una consuetudine sociale, portando a stigmatizzare chi la trasgredisce e ad operare delle discriminazioni. L'identità culturale dei luoghi ha un ruolo formativo, perché riproduce le strutture e le aspettative della società, presentando delle connotazioni locali nonostante le identità di genere siano sempre più globalizzate ed uniformate. Lim, a seguito di ricerche, ha notato che i ragazzi, rispetto alle ragazze, sono più propensi ad usare alcune attività spaziali, quali spostarsi in base al senso della direzione, immaginare mentalmente la posizione degli... (testo incompleto).

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 16
Riassunto per l'esame di Geografia, prof. Stefano Piastra, libro consigliato Il mio spazio nel mondo. Geografia per la scuola dell'infanzia e primaria di C.Giorda Pag. 1 Riassunto per l'esame di Geografia, prof. Stefano Piastra, libro consigliato Il mio spazio nel mondo. Geografia per la scuola dell'infanzia e primaria di C.Giorda Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Geografia, prof. Stefano Piastra, libro consigliato Il mio spazio nel mondo. Geografia per la scuola dell'infanzia e primaria di C.Giorda Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Geografia, prof. Stefano Piastra, libro consigliato Il mio spazio nel mondo. Geografia per la scuola dell'infanzia e primaria di C.Giorda Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto per l'esame di Geografia, prof. Stefano Piastra, libro consigliato Il mio spazio nel mondo. Geografia per la scuola dell'infanzia e primaria di C.Giorda Pag. 16
1 su 16
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Morgana393 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Piastra Stefano.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community