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Riassunto esame geografia, prof Molinari, libro consigliato Il mio spazio nel mondo

Riassunto per l'esame di geografia basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente: Il mio spazio nel mondo.
Argomenti:
Spazio geografico
La scala
Cartine geografiche
Rappresentazione dello spazio
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Esame di Geografia docente Prof. P. Molinari

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SF

Così come l’evoluzione storica della geografia, anche l’educazione geografica presenta un

suo percorso.

Alle sue origini si intrecciano mito e conoscenza “geografia mitica”. Idea di terra come

spazio da scoprire, richiamo all’avventura; spunti che ritroviamo in poemi fondativi di

popoli e culture: l’Odissea, l’Eneide, le saghe nordiche… La geografia si lega all’esplorazione

e alla scoperta avventurosa (corporea e mentale). Sono presenti in questa geografia

primitiva due scopi educativi: il primo è quello pratico (spostamenti, esplorazioni), il

secondo è quello teorico, che guarda alla geografia come a un sapere indispensabile per chi

governa il mondo, per i cittadini colti che leggono libri e giornali e in generale per tutti

coloro con una mentalità aperta. Nel primo caso l’orientamento è un fatto geometrico, nel

secondo l’orientamento è inteso in senso culturale, come capacità di interpretare i segni.

Quest’idea della geografia come conoscenza che forma cittadini del mondo viene ripresa

anche da KANT.

Nell’Ottocento quando la geografia si diffonde nelle università, si considera la sua

importanza come materia scolastica: bisogno di fornire gli strumenti e le conoscenze per

orientarsi in un pianeta sempre più segnato da flussi di merci e persone.

Con la geografia scientifica si cerca di comprendere le relazioni tra ambiente e specie

umana e tale dibattito influenza l’entrata della geografia nella scuola.

In campo pedagogico DEWEY afferma l’importanza della geografia: essa permette di

indagare la connessione tra fatti naturali e avvenimenti sociali e le conseguenze che hanno

nella vita umana. Importante la conoscenza geografica per la pace e la cooperazione

globale.

La sintesi più completa sul dibattito recente sull’educazione geografica può essere

ricostituita a partire da dei documenti dell’International Geographical Union (IGU). La Carta

afferma in modo chiaro che la conoscenza geografica serve ad affrontare i cambiamenti e le

sfide planetarie degli anni a venire, un obiettivo da raggiungere attraverso la conoscenza e

la comprensione di argomenti tra cui: 10

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- i principali sistemi della Terra (morfologia, suolo, idrografia, clima, vegetazione) al

fine di comprendere l’interazione all’intero degli ecosistemi e tra di essi

- i principali sistemi socio-economici della Terra (agricoltura, insediamenti, trasporti,

industria, energia, popolazione) al fine di ottenere un senso di luogo.

- la diversità dei popoli e della società sulla Terra

- le strutture e i processi di trasformazione della regione e del proprio paese come

spazio di vita quotidiana

- le sfide e le opportunità per l’interdipendenza globale.

Il riferimento ai valori diventa esplicito e argomentato attraverso obiettivi e competenze

come: sviluppare l’interesse verso i luoghi del territorio vicino, accrescere la bellezza del

mondo fisico, accrescere l’impegno per la qualità dell’ambiente a beneficio delle

generazioni future, cercare soluzioni a problemi locali, regionali, nazionali, universali sula

base della Dichiarazione dei ditti umani.

La riflessione sull’educazione geografica insiste poi sulle questioni di CITTADINANZA e

INTERCULTURA; la geografia forma una mentalità aperta, volta a eliminare le chiusure

identitarie e localistiche.

La geografia è dunque proposta come sapere strategico che fornisce le competenze

necessarie per analizzare e affrontare i principali problemi che riguardano il futuro del

pianeta e la vita dei suoi cittadini.

Gli obiettivi formativi dell’educazione geografica fanno riferimento a sei competenze

principali:

1. analizzare i cambiamenti spaziali

2. sviluppare una visione geografica dei luoghi

3. diventare consapevoli e responsabili nella gestione delle risorse del pianeta

4. affrontare le questioni relative agli esseri umani e agli spazi

5. contribuire all’organizzazione e alla gestione del mondo contemporaneo e della sua

complessità 11

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6. rispettare le diversità culturali e conoscere la loro diffusione spaziale nel mondo

contemporaneo

In chiave educativa il territorio è il luogo di riferimento di comunità, nelle quali si sviluppa e

si intende attuare un progetto educativo. Territorio come spazio di vita, di appartenenza,

ma anche come ambiente di apprendimento.

Di territorio parlano diffusamente anche le Indicazioni nazionali per la scuola primaria e del

primo ciclo di istruzione. Nella sezione “cultura, scuola, persona” il concetto di territorio è

utilizzato per spiegare la necessità di collocare il progetto educativo della scuola in

relazione ai rapporti tra scala locale e globale.

Nei documenti ministeriali l’educazione al territorio è la base per la cittadinanza (essere

abitante di un territorio). Nelle pagine relative alla scuola dell’infanzia si ribadisce il ruolo

del territorio come ambiente di apprendimento, e nel campo di esperienza “il sé e l’altro”

viene indicato come importante per riconoscere la cultura, il territorio, le istituzioni..

obiettivo che può essere ricondotto all’educazione geografica e in particolare alle

conoscenze e alle competenze geografiche relative all’educazione al territorio.

L’idea di valorizzare il territorio come risorsa per l’apprendimento ritorna anche nelle

pagine del primo ciclo di istruzione. La geografia serve per fornire gli strumenti per

formare persone autonome e critiche, che siano in grado di assumere decisioni

responsabili nella gestione del territorio. Negli obiettivi specifici dell’apprendimento al

termine della terza troviamo (in riferimento alle geografia):

- conoscere il territorio circostante attraverso l’osservazione diretta

- comprendere il territorio come spazio di organizzazione delle attività umane

- riconoscere le funzioni dei vari spazi, gli interventi positivi e negativi dell’uomo, ecc

Al termine della classe quinta:

- estendere le proprie carte mentali al territorio italiano, europeo e mondiale

- analizzare i principali caratteri fisici di un territorio 12

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- individuare i problemi relativi alla tutela dell’ambiente per preservare il patrimonio

naturale e culturale

Si comprende così l’importanza del traguardo finale indicato tra le competenze per la

scuola primaria : l’alunno si rende conto che lo spazio geografico è un sistema territoriale

costituito da elementi collegati e interdipendenti tra loro.

Nello sviluppo dell’educazione al territorio i VALORI TERRITORIALI hanno a che fare con

l’immagine dei luoghi, con le idee e i progetti espressi da chi nel territorio vive ed è attivo. I

valori sono l’insieme di ciò che nel territorio riconosciamo come punto di forza, una risorsa

o un bene cui fare leva per il nostro progetto di vita e per quello della comunità territoriale.

Il valore territoriale è una specifica visione geografica delle relazioni tra le persone e il loro

spazio di vita. Per educare al territorio attraverso i valori territoriali sono necessarie alcune

competenze: ① la conoscenza del territorio e della visione che gli abitanti hanno di esso, al

fine di elaborare un progetto condiviso per il futuro; ② la costruzione di una

rappresentazione/narrazione del territorio che esprima le aspirazioni e i bisogni dei suoi

abitanti, al fine di rafforzare i legami sociali; ③ individuazione delle relazioni che il

territorio intrattiene con i luoghi lontani e vicini.

DICHIARAZIONE DI LUCERNA documento dettagliato e complesso che non si limita ad

esporre delle intenzioni, ma parte da un’ampia riflessione generale per arrivare a suggerire

precise indicazioni sui criteri, i metodi e gli strumenti utili a sviluppare curricoli nell’ambito

della geografia e dello sviluppo sostenibile. Per SVILUPPO SOSTENIBILE si intende uno

sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere alle generazioni future di

soddisfare i loro. Tra principali obiettivi della sostenibilità: integrità degli ecosistemi,

efficienza economica, equità sociale. Le questioni più rilevanti da affrontare sono: acqua,

energia, salute, ambiente, globalizzazione, modelli di produzione e di consumo, problemi di

continenti come l’Africa. A queste problematiche si aggiunge il tema dell’alimentazione,

della crescita demografica, uso del suolo e cambiamenti climatici.

A livello didattico tre sono i passaggi importanti evidenziati: 13

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1)la scelta degli argomenti e delle aree geografiche: i temi devono essere rilevanti e

strategici, correlati ai processi decisionali del futuro dell’umanità e del pianeta. Si

suggeriscono argomenti come il surriscaldamento globale, le risorse rinnovabili, la

globalizzazione. Argomenti che i bambini possono osservare direttamente e che sono

connessi direttamente con loro.

2)la scelta degli approcci per l’insegnamento: metodologicamente, la didattica

costruttivistica può essere la più efficace nell’aiutare gli alunni a considerare le relazioni tra

sistemi umani e ambientali come costruzioni sociali, suscettibili ai cambiamenti.

3) l’uso delle TIC, tecnologie dell’informazione e della comunicazione per equiparare

documenti e dati, ma anche per analizzare luoghi e situazioni attraverso immagini

satellitari, foto aeree.

Nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria queste informazioni vanno adattate

tenendo conto dell’età, del contesto geografico.

Tre sono le competenze che la geografia riesce a promuovere: aiuta a riconoscere

l’importanza degli equilibri ambientali e delle risorse naturali; ragionare in modo

multiscalare comprendendo quanto il proprio spazio di vita sia connesso a ciò che accede su

scale più ampie; essere consapevoli di quanto la sostenibilità ambientale e economica sia

importante per la qualità della propria vita.

CAPITOLO 3

IL SAPERE GEOGRAFICO

La GEOGRAFIA studia i rapporti delle società umane fra loro e con il pianeta che le ospita. È

per questo motivo che la geografia può essere considerata una “disciplina di sintesi”, dato

che sa collegare conoscenze elaborate da altre discipline per sviluppare fatti e fenomeni

che avvengono nello spazio geografico. 14

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Come disciplina scientifica possiede un proprio linguaggio e un proprio nucleo di concetti di

base, comprende approcci, metodi, strumenti, modi specifici di organizzare le conoscenze.

Una delle più famose definizioni, vede la geografia come studio delle relazioni tra uomo,

ambiente e società. Una definizione ricca di valore perché distingue tra la persona come

individuo con i suoi vissuti spaziali e i suoi luoghi, la natura come alterità (=diversa) in

relazione alla specie umana e la società come organizzazione complessa. Al senso

etimologico di geo-grafia come “scrittura della Terra” si aggiunge il significato di scrittura

del mondo, inteso come l’insieme delle relazioni tra società e spazio.

Il concetto di SPAZIALITA’ è fondamentale per capire cosa studia la geografia. Spazio=

risultato della costruzione sociale che può essere differente in base alle comunità che lo

organizzano e lo vivono. Questo spazio di relazioni, che si chiama anche TERRITORIO, è

l’unità di misura sulla quale localizziamo luoghi, misuriamo distanze, tracciamo confini,

definiamo regioni, nomi, significati, valori.

IL METODO GEOGRAFICO:

la geografia spazializza: ogni descrizione o analisi geografica parte dalla localizzazione dei

fenomeni nello spazio, nella ricerca della loro distribuzione, dei loro confini e delle relazioni

che avvengono tra le diverse regioni o territori indagati. Secondo PETER HAGGETT tre sono

le caratteristiche essenziali della geografia: la distribuzione spaziale, l’importanza delle

relazioni tra l’uomo e l’ambiente, la sintesi regionale. In tutte e tre ritroviamo la

caratteristica della spazializzazione.

la geografia connette, mette in relazione: è un sapere di tipo connettivo, collega

conoscenze e studi settoriali anche di discipline diverse.

la geografia regionalizza: nel tentare di dare un ordine allo spazio geografico, i geografi

hanno elaborato il concetto di regione, che serve a segmentare la superficie del pianeta in

tante tessere diverse, che ci permette di capire le varietà fisico-antropiche, ma anche quali

sono i soggetti fisici e antropici più rilevanti in una data area. 15

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la geografia opera confronti a scale diverse: una delle sue caratteristiche è la

TRANSCALARITA’, cioè il passaggio di scala nell’analisi e nella comparazione degli spazi

geografici.

GLI STRUMENTI E LE FONTI DELLA GEOGRAFIA:

Gli strumenti più utilizzati dalla geografia sono:

➢ l’osservazione diretta, forse il primo metodo di indagine della geografia. Andare sul

terreno e osservare, rilevare dati e confrontare informazioni è ancora oggi la via di

accesso più ricca allo studio del paesaggio, dell’ambiente e delle relazioni tra sistemi

umani e ambientali.

➢ L’intervista è uno degli strumenti più antichi della geografia

➢ Le carte geografiche indispensabili per localizzare e orientarsi in senso geometrico

nello spazio.

➢ I dati statistici

➢ I documenti visuali, oggi uno dei campi di ricerca più attivi in geografia. Le immagini,

che hanno un ruolo sempre più fondamentale, sono strumenti tecnologici con cui

lavorare, accessibili e facilmente utilizzabili.

I CONCETTI DELLA GEOGRAFIA:

●SPAZIO GEOGRAFICO: si aggiunge l’aggettivo “geografico” perché il termine spazio ha

valore in fisica, astronomia, geometria. Lo spazio geografico è la superficie terrestre, o

meglio l’area del pianeta che comprende una parte aerea e un sottosuolo, sul quale si

svolge la vita umana e che fa quindi da base alle relazioni tra sistemi ambientali e umani. Si

distingue spazio relativo (spazio come rete di relazioni) e spazio vissuto (relazioni e legami

emozionali che i singoli individui hanno con i luoghi della loro vita). Quando parliamo di

spazialità si intendono le conoscenze, le abilità, le competenze umane in relazione allo

spazio geografico. La spazialità umana comprende l’orientamento, la capacità di spostarsi

volontariamente nello spazio. 16

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●TERRITORIO: porzione di spazio geografico trasformata, controllata e governata da parte

della comunità umana, ed è inteso anche come area a cui fanno riferimento date culture ed

etnie, uno spazio con valore simbolico ed identitario. Può avere un connotato politico (il

territorio dello Stato italiano), oppure sfumato, con confini meno netti e variabili (il

territorio delle comunità locali, per esempio).

In geografia si parla di territorialità in riferimento alla specie umana, alla sua capacità di

organizzare, trasformare e controllare attraverso costruzioni lo spazio geografico. Il

concetto di territorio si lega al processo appropriazione dello spazio naturale da parte

dell’uomo chiamato territorializzazione. Turco definisce atti di territorializzazione: la

denominazione (l’assegnazione agli oggetti dello spazio geografico di nomi e valori, confini

e identità), la reificazione (trasformazione materiale degli spazi) e la strutturazione

(organizzare lo spazio secondo funzioni, regole, ecc).

●REGIONE: ordinatore logico, classificatore spaziale che ci permette di raggruppare i luoghi

in base a caratteristiche comuni. La presenza di una o più regolarità diffuse nello spazio è

l’elemento che ci permette di definire una regione e i suoi confini. Si può parlare di regione

formale, per indicare le regioni definite da caratteristiche fisiche, politiche o culturali

omogenee; regione funzionale per definire regioni definite in base al sistema di relazioni

interne; regione percettiva per indicare regioni in cui è riconoscibile un elemento culturale

locale (es. il dialetto).

●CONFINE: il concetto più noto è quello di linea che segna la divisione tra il territorio su cui

uno Stato esercita la propria sovranità e quello degli stati confinanti. Non va confuso con il

concetto di frontiera, che indica tutte le regioni che si sviluppano accanto alla linea di

confine. Il concetto di confine serve a delimitare gli spazi geografici dei diversi gruppi umani

e può essere usato anche in senso politico (confini regionali, provinciali, comunali) o in

senso culturale e/o sociale.

●SCALA E TRANSCALARITA’: nella cartografia si fa riferimento al concetto di scala per

indicare la proporzione di riduzione della grandezza reale a quella della rappresentazione

17

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cartografica, per indicare l’ampiezza del luogo o territorio studiato. Transcalarità = analisi e

confronto a scale spaziali diverse.

Le scale più utilizzate sono quella locale con cui si intendono sia territori e regioni molto

piccoli, sia aree più estese la cui influenza è comunque limitata ad una certa area del

pianeta; e quella globale, con la quale si ha una visione mondiale. [glocale = questioni e

conflitti che contrappongono le due scale].

●LUOGO: porzioni di spazio geografico uniche, contraddistinte da specifiche caratteristiche

fisiche, culturali e sociali. I luoghi hanno un nome, un sito, un’ubicazione, una dimensione e

una struttura fisica.

Senso del luogo valore simbolico e affettivo che le persone stabiliscono con i luoghi.

●SITO: questo concetto viene utilizzato per descrivere le caratteristiche fisiche di un luogo.

La forma del terreno, l’altitudine, l’idrografia, il clima, la vegetazione.

●PAESAGGIO: una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni,

il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e delle loro interrelazioni.

●LOCALIZZAZIONE E UBICAZIONE: indicano la porzione geografica dei luoghi. Tale posizione

è identificabile in modo oggettivo mediante il reticolato geografico, la latitudine e

longitudine. La localizzazione con le coordinate geografiche fornisce l’ubicazione assoluta

del luogo (un punto esatto della sup. terrestre). Quando invece si fa riferimento alla

posizione geografica di un luogo rispetto a un altro luogo si parla di ubicazione relativa (per

es. Milano è a est di Torino e a ovest di Venezia). Localizzazione assoluta, serve ad orientarsi

con le carte; loc. relativa serve per comprendere le interrelazioni sociali e culturali dei

luoghi.

●DISTANZA: concetto che può essere utilizzato in tre modi: come misura assoluta,

geometrica (distanza tra due luoghi), per indicare una distanza relativa a un particolare

sistema di misurazione, distanza culturale e psicologica, del tutto soggettiva, che dipende

dalla percezione che ogni individuo ha del luogo di cui stiamo parlando.

●DIFFUSIONE: indica il movimento nello spazio e nel tempo di un fenomeno. 18

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●DISTRIBUZIONE SPAZIALE: indica la disposizione dei fenomeni nello spazio geografico, il

modo in cui sono ripartiti. Insieme a tale concetto possiamo trovare anche quello di

densità. Per quanto riguarda invece la correlazione spaziale, si intende il modo e la quantità

con cui due o più fenomeni hanno una distribuzione spaziale simile.

●MOVIMENTO: riguarda le persone, ma anche tutti gli spostamenti e i flussi di risorse,

materiali, energie, merci. Il movimento riguarda le vie di comunicazione e i mezzi di

trasporto. Il mondo globalizzato è sempre più basato sul movimento e sui cambiamenti

causati dai flussi di persone, di capitali, energie, materie prime. Riguarda quindi sia

piattaforme fisiche, come strade, ferrovie, aeroporti, sia piattaforme immateriali (flussi di

dati e informazioni digitali).

INTERAZIONE-INFLUENZA-TRASFORMAZIONE: la relazione fra duo o più soggetti influenza

reciprocamente le loro condizioni: questo processo è anche chiamato interazione.

L’interazione spaziale è un aspetto del movimento tra luoghi diversi di individui, merci,

informazioni, un segno dell’interdipendenza fra spazi geografici vicini e lontani.

GEOGRAFIE REGIONALI: lo studio regionale è uno dei punti di riferimento del metodo

geografico. Sistema che suddividere lo spazio terrestre in aree simili, in modo da farvi

riferimento per orientarci, distinguerle e operare confronti. La geografia regionale

contribuisce nella scuola ad una prima alfabetizzazione geografica

La geografia va affrontata per temi e problemi. Questo ci porta ad un superamento della

geografia come materia elencativa e mnemonica. Inoltre permette lo sviluppo delle

competenze geografiche e dei processi di trasformazione. Inoltre, l’approccio per problemi

è connesso a situazioni reali e permette di comprendere comportamenti collettivi e

individuali rispetto all’uso del territorio e all’uso delle risorse.

Come si svolge una ricerca geografica? Alcune tappe fondamentali: prima, definizione del

problema e degli obiettivi. Poi ricerca della bibliografia e del metodo di ricerca. Infine

comunicazione risultati. 19


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DETTAGLI
Esame: Geografia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico) (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia.filippini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Molinari Paolo.

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