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GEOGRAFIA DA FAVOLA

1. LA PRIMA GEOGRAFIA, TRA FANTASIA E REALTÀ

1.1. Iniziali grumi di spazio

- Si può fare geografia già nella scuola dell’infanzia e all’asilo nido?

La risposta è affermativa se ci riferiamo alla geografia che basa il primo

o approccio conoscitivo sulla percezione sensoriale, sulle emozioni e le sensazioni

che l’ambiente circostante suscita.

Il senso dello spazio comincia a formarsi in maniera inconsapevole, man

 mano che l’orizzonte del bambino supera il confine del sé e si amplia

(volto e seno della mamma).

Nella sua mente prendono forma i primi “grumi di spazio”.

1.2. Alla scoperta dell’intorno spaziale

- Primi mesi di vita.

Il mondo è il pezzo di cielo che fa da sfondo al volto della mamma.

o

- Primo anno.

Tanti elementi catturano l’attenzione del bambino.

o Indica gli oggetti.

o

- Prime esplorazioni.

Quando inizia a gattonare.

o Costruzione di una primissima geografia personale.

o Porzioni di spazio organizzato cominciano a delinearsi nella sua carta

 mentale.

Primi scarabocchi.

- Prime vedute panoramiche.

In braccio o sulle spalle di un adulto.

o

- Scuola dell’infanzia.

Sviluppo dell’intelligenza spaziale.

o Esplorazione, scoperta, avvicinamento motivato all’ambiente.

 Attivazione di tutti i sistemi percettivo-sensoriali.

1.3. La ricerca-azione per l’approccio spazio-ambientale

- Dare un senso allo spazio significa comprendere le relazioni degli uomini con il pianeta.

La ricerca-azione è la metodologia più efficace.

o L’insegnante fa da regista.

 Avvio da un problema, un perché.

 Formulazione di ipotesi.

 Fase dell’agire.

 Verificare le proprie ipotesi.

 Dimostrare che le capacità e le abilità si sono veramente

 trasformate in competenze.

L’insegnante: fase meta cognitiva.

 Riflessione sui risultati prodotti.

- Primi anni di formazione: acquisire il senso dello spazio.

Lo spazio organizzato dall’uomo diventa territorio che va condiviso.

o Passare dall’io al noi.

o

1.4. La prima geografia nelle Indicazioni per il curricolo

- Il compito dei docenti. 1

La complessità e la problematicità è inversamente proporzionale all’età degli

o allievi. Maggior grado di difficoltà e di fatica è nella scuola dell’infanzia e nei

 primissimo anni della scuola dell’infanzia.

- Indicazioni per il curricolo (2007).

Spunti predisciplinari di geografia.

o La finalità generale della scuola dell’infanzia è individuata nel promuovere

 lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza, della

cittadinanza.

Capacità di esplorare la realtà e conprendere le regole della vita

 quotidiana.

Capacità di partecipare alle decisioni motivando le proprie opinioni.

 Assumere atteggiamenti sempre più responsabili.

Campi di esperienza con un sapere di tipo geografico.

o Il corpo e il movimento.

 La conoscenza del mondo.

 I discorsi e le parole.

 Il bambino coglie le trasformazioni naturali; osserva i fenomeni

 naturali e gli organismi viventi sulla base di criteri o ipotesi, con

attenzione e sistematicità; è curioso, esplorativo, pone domande,

discute, confronta ipotesi, spiegazioni, soluzioni e azioni; utilizza un

linguaggio appropriato per descrivere le osservazioni o le

esperienze.

Un curricolo in continuità

- Sulla base delle Indicazioni, ogni istituzione costruisce un curricolo verticale per ogni

disciplina:

intorno a nuclei tematici che articolano la

o progressione di obiettivi relativi alle competenze da raggiungere.

o Contenuti da sviluppare.

o

1.5. Racconti fantastici come mediatori della realtà

- Il mondo delle fiabe è vicino alla mente e al cuore dei bambini.

Le fiabe non hanno mai fatto male a nessuno.

o I traumi possono venire solo dall’impatto con figure non positive in carne ed

o ossa, con una realtà non filtrata da adulti avvenuti.

Valore simbolico e formativo.

o È un libero sfogo alla creatività e alla fantasia, il mezzo più diffuso per

 creare stupore.

- “Favola”.

Dal latino “fabula”, dal verbo fari, parlare.

o Pone l’accento sull’importanza primordiale della parola nella

 comunicazione.

Indifferentemente usata in maniera polisemica per: mito, fiaba, favola.

Il mito

- Mito. Dal greco mythos: parola, racconto.

o Racconto sacro con la funzione di spiegare l’origine del cosmo e di fenomeni ed

o elementi naturali attraverso l’intervento di forze sovrannaturali.

Sono tra i primi documenti scritti.

o I personaggi del mito sono divinità antropomorfe ed eroi che influiscono sulle

o vicende degli uomini e sulla natura.

Uno dei più antichi: epopea di Gilgamesh.

o 2

- I riti rappresentano la ripetizione dell’evento evocato dal mito.

I miti divengono esempio, modelli cui conformare il proprio comportamento in

o determinate situazioni.

La favola

- Elementi caratterizzanti:

Brevità del racconto.

o Uso dell’allegoria.

o I protagonisti sono animali che con il loro comportamento rappresentano i

 vizi e le virtù degli umani.

Dietro il racconto si nasconde un significato simbolico che il lettore deve

 decodificare.

Formula conclusiva moralizzante.

o

- Genere letterario:

Esopo (VI secolo a.C.).

o Fedro (I secolo).

o Medioevo in Francia.

o Gianni Rodari.

o Seconda metà del Novecento.

 Grammatica della fantasia (1973).

 Insegna a leggere e a gustare le favole, a costruirle partendo da due

 parole.

Favole al telefono (1962).

 Esaltano:

 Chi cerca di andare controcorrente.

o I pensieri contro la limitazione della libertà.

o Il coraggio di percorrere strade nuove.

o

La fiaba

- I personaggi sono esseri umani che devono misurarsi con esseri e oggetti dotati di

poteri straordinari o soprannaturali.

Seicento.

o Giambattista Basile.

 Perrault.

Ottocento.

o Andersen.

 Fratelli Grimm.

Novecento.

o Italo Calvino.

 Fiabe Italiane.

 Raccolta di fiabe della tradizione regionale.

o

- Il mondo magico delle fiabe è ancora coinvolgente per i bambini frastornati da una

società dell’immagine che dà sempre meno spazio alla parola, e con essa al racconto.

1.6. Spazio fiabesco e spazio reale

- I bambini sono i più esperti nel muoversi tra fantasia e realtà.

Per questo motivo il loro coinvolgimento nell’ascolto di miti, fiabe e favole è

o massimo.

Lo spazio del mito è individuabile negli elementi naturali ammantati di

 significati simbolici.

Propp (1966).

o Funzioni delle fiabe, sono trentuno. Ne vediamo solo qualcuna:

 Allontanamento.

 3

Punizione dell’antagonista.

 L’eroe si sposa e sale al trono.

 Il trasferimento dell’eroe nello spazio.

 L’eroe viene portato nel luogo dove si trova l’oggetto delle

o sue ricerche.

Vola attraverso l’aria a dorso di u

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Formica95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Molinari Paolo.
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