LA SOSTENIBILITA’ è un modello di sviluppo che tiene conto dei limiti delle risorse
naturali della terra e dei diritti fondamentali di tutti gli esseri umani, senza
compromettere le possibilità delle generazioni future. L’agenda 2030 per lo sviluppo
sostenibile e un programma di azione delle Nazioni Unite che delinea alcuni obiettivi
comuni da raggiungere a livello mondiale entro il 2030 per uno sviluppo sostenibile.
Obiettivi: porre fine a ogni forma di povertà; porre fine alla fame; assicurare la salute;
fornire un’educazione di qualità, raggiungere l’uguaglianza di genere; garantire a tutti
l’acqua; assicurare l’accesso a sistemi di energia economici; incentivare una crescita
economica duratura; costruire un’infrastruttura resiliente; ridurre l’ineguaglianza;
rendere le città inclusive; modelli sostenibili di produzione; azioni per combattere il
cambiamento climatico; conservare gli oceani; proteggere l’ecosistema terrestre;
promuovere società pacifiche; rafforzare i mezzi di attuazione.
UNITA’ 0.
La geografia studia i diversi ambienti della Terra e come le comunità umane li hanno
modificati nel orso del tempo. Geo→ terra, grafia→ descrizione. Oggi la geografia studia
il rapporto tra le caratteristiche di un determinato ambiente naturale e le attività, le
forme di insediamento e la cultura sviluppate dagli uomini che lo abitano. Uomo e
ambiente si influenzano reciprocamente.
I geografi si occupano del territorio e del paesaggio. Il territorio indica una parte di spazio
terrestre estesa caratterizzata da elementi visibili e anche non visibili, come il numero
della popolazione e le risorse economiche. Il paesaggio indica uno spazio più ridotto e
corrisponde a tutto ciò che si può vedere. La varietà dei paesaggi non dipende solo dalle
caratteristiche fisiche, ma anche dal fattore umano che ha modellato il paesaggio.
Metodo geografico: - localizzazione del territorio da studiare – conoscenza delle
caratteristiche ambientali – spiegazione delle relazioni tra uomo e ambiente –
osservazione dei paesaggi.
Come studiare un territorio? Bisogna innanzitutto localizzarlo, conoscere dove si trova.
Poi si studiano le caratteristiche fisiche, come il clima e la vegetazione. Poi dovranno
essere analizzati gli interventi operati dall’uomo.
Lago di Garda: è il più grande lago italiano e si trova tra il Trentino Alto Adige, la
Lombardia e il Veneto. Ha una forma allungata. Si è formato in una conca anticamente
occupata da un ghiacciaio. Si divide in Alto e Basso lago. In seguito i ghiacciai si ritirarono
e parallelamente al riempimento della conca da parte dei fiumi, lasciarono una grande
massa di detriti, chiamati morene, che si accumularono ai margini meridionali del Garda
dando vita a una fascia di colline. La zona dell’alto lago corrisponde alla sezione
settentrionali del Garda, dove vi sono promontori rocciosi. Verso sud, ha inizio il basso
lago, dove, lungo la riviera, sorgono i principali centri abitati. Il lago è delimitato ai suoi
lati occidentale e orientale dalle Prealpi gardesane, montagne minori che appartengono
Martina Betti
al sistema alpino. Le colline moreniche si estendono nei pressi della sponda meridionale
del lago e sono disposte ad arco. Le colline sono intervallate da piccole aree pianeggianti
che preannunciano il passaggio alla Pianura Padana. Il clima è temperato con caratteri
quasi mediterranei, infatti l’acqua del lago agisce da serbatoio energetico. Gli inverni
sono miti. La vegetazione è di tipo mediterraneo (cipressi, ulivi, limone, palma, vite).
L’area del lago di Garda è stata trasformata dalle attività dell’uomo. La presenza di
popolazioni risale all’epoca preistorica. I romani fondarono ville patrizie (per i ricchi),
diffusero la coltivazione dell’olivo e fondarono numerosi centri. L’area fu un’importante
via di comunicazione tra l’Europa centrale e la pianura padana. Vennero edificate
piazzeforti militari e castelli. Agli inizi del Quattrocento tutto il Benaco passò sotto il
potere della repubblica di Venezia, che diede uniformità al paesaggio. Si diffuse la
residenza di campagna, le ville signorili, parchi e giardini. Nacquero importanti sedi di
mercato, mentre la montagna rimase esclusa da questo sviluppo. Nel 1845 entrò a far
parte del dominio austriaco e fu attivato il servizio pubblico di navigazione e la ferrovia
Brescia- Venezia. Si inizia ad insediare la borghesia lombardo veneta. Nei primi decenni
del Novecento fu aperto il tratto della strada Gardesana orientale e fu costruita la
Gardesana occidentale, e così si espanse il turismo. Dagli anni sessanta del Novecento il
turismo diventò fenomeno di massa. La popolazione è maggiormente distribuita nei
centri rivieraschi, mentre le zone di montagna sono meno popolate. I principali centri
sono: Desenzano, Peschiera, Lonato, Riva… Il turismo di massa è di due tipologie: chi
passa le vacanze sul lago e chi, risiedendo nelle vicinanze, trascorre qualche ora nelle
località lacustri per poi fare ritorno nella propria abitazione. L’offerta turistica prevede
il turismo balneare, termale, il cicloturismo, le escursioni in montagna, i parchi tematici
come Gardaland. Tra le attività agricole, la più diffusa è la vite, poi l’olivo, la coltivazione
di agrumi. L’industria è soprattutto cartiera.
UNITA’ 1
Le carte sono lo strumento fondamentale del geografo, rappresentano una parte più o
meno grande di territorio e concentrano sul foglio di dimensioni limitate, moltissime
informazioni. Le carte sono approssimate: dato che la superficie terrestre ha la forma
sferica, è impossibile riportarla in maniera precisa sulla superficie piana di una carta. Per
costruire carte il più possibile aderenti alla realtà, i cartografi hanno elaborato le
proiezioni. Le carte riproducono la realtà in maniera simbolica ed ogni simbolo fa
riferimento a elementi presenti nel territorio. Quindi vi è una legenda che spiega il
significato dei segni utilizzati. La scala di riduzione indica quante volte la superficie
terrestre è stata rimpicciolita dalla rappresentazione sulla carta. Viene indicata sia in
forma numerica che su scala grafica. Le carte a piccola scala presentano un territorio
esteso in modo poco dettagliato, mentre le carte a grande scala rappresentano piccole
porzioni di territorio in modo particolareggiato. Tipologie di carte: - fisiche,
rappresentano i fenomeni fìsici come mari monti fiumi.. – politiche, riportano gli
elementi dell’organizzazione amministrativa e politica di un territorio – fisico-politiche –
Martina Betti
le carte stradali delle vie di comunicazione (percorsi stradali, rotte di navigazione..) – le
carte tematiche (rappresentano la distribuzione geografica di un fenomeno).
Orientarsi: conoscere la posizione in cui ci troviamo e la direzione verso cui stiamo
guardando o ci stiamo dirigendo. I punti di riferimento fissi e universali sono i punti
cardinali: nord che coincide con la posizione della stella polare, sud, est (dove sorge il
sole), ovest (dove il sole tramonta). La bussola è uno strumento che utilizza un ago
magnetico per individuare il nord in qualsiasi punto della terra ci si trova. Tutte le carte
geografiche sono orientate, cioè sono stampate per convenzione con il nord in alto, il
sud in basso, l’est a destra e l’ovest a sinistra. Per localizzare in modo esatto un punto
sulla terra i geografi hanno immaginato un reticolato geografico formato da linee curve
formato da linee curve: i meridiani e i paralleli. Per convezione è stato scelto come
meridiano fondamentale quello che passa per l’osservatorio di Greenwich in Inghilterra.
I paralleli sono circonferenze equidistanti tra loro disposte in orizzontale sulla superficie
terrestre e perpendicolari ai meridiani. Il parallelo fondamentale è l’equatore, che divide
la terra in due emisferi. Le coordinate geografiche servono ad individuare con esattezza
un punto sulla terra e sono latitudine e longitudine. La latitudine è la distanza di un
punto dall’equatore, mentre la longitudine è la distanza dal meridiano fondamentale. I
paralleli principali oltre l’equatore sono: il circolo polare artico, il tropico del cancro, il
tropico del capricorno, il circolo polare antartico. I due circoli e i due tropici dividono la
terra in cinque fasce climatiche: - la regione polare artica – la regione temperata boreale
– la regione torrida – la regione temperata australe – la regione polare antartica.
La cartografia digitale utilizza il web, la tecnologia degli smartphone, le mappe satellitari
interattive. Il gps (global positioning system) è un sistema di orientamento e rilevazione
basato sui segnali digitali inviati sulla terra da una rete di satelliti. La tecnologia Gis
(geographic information system) è un sistema informatico che analizza e visualizza i dati
geografici inviati via radio dai satelliti. I dati raccolti tramite Gis sono dotati di coordinate
geografiche che permettono la loro localizzazione e visualizzazione sulle carte digitali. I
web gis sono consultabili online, come google earth o google maps. Obiettivo della
cartografia digitale: registrare la posizione sul territorio di elementi geografici. Usi:
calcolare le dimensioni e le distanze degli elementi geografici, individuare rotte per
raggiungere le destinazioni, collocare geograficamente le tracce di attività umane e
naturali. La cartografia digitale è gratuita.
La gran parte dei fenomeni è rappresentata sotto forma di dati numerici ordinati in
tabelle. Essi sono espressi in valore assoluto, cioè nella loro cifra reale. In alcune
situazioni i dati sono indicati sotto forma di rapporti, di medie o di percentuali. La
statistica è proprio la disciplina che studia i metodi per raccogliere in modo organizzato
i dati relativi a fenomeni collettivi. In Italia→ Istat ( si occupa del censimento della
popolazione e le attività economiche e dal 2018 effettua una rilevazione annuale,
attraverso il censimento permanente) . In Europa→ Eurostat . i tre grafici più diffusi
sono: gli istogrammi per confrontare lo stesso dato, i diagrammi per mostrare
l’andamento di un fenomeno, gli aerogrammi o diagrammi a torta per la suddivisione in
Martina Betti
parti di un fenomeno. Il diagramma climatico rappresenta le caratteristiche della
temperatura e della pioggia nei 12 medi dell’anno in una località. Gli indicatori o indici
forniscono informazioni per conoscere il territorio e operare confronti. In demografia
essi sono: la natalità, la mortalità, il saldo naturale, il saldo migratorio, il saldo globale
(somma del saldo naturale e del saldo migratorio). La piramide dell’età è un grafico che
rappresenta la struttura demografica per età e sesso degli abitanti di un paese. I
principali indicatori economici: il pil o reddito nazionale, il pil pro capite 8si ricava
dividendo il reddito nazionale per numero di abitanti), il contributo percentuale dei tre
settori economici al pil, sia in termini di occupazione che di reddito. L’isu (indice di
sviluppo umano), è un indicatore che tiene conto non solo del reddito per abitante ma
anche della speranza di vita e del livello di istruzione.
UNITA’ 2
L’Europa è, dopo l’Oceania, il più piccolo continente della terra. È interamente situata
nell’emisfero boreale in una posizione favorevole tra asia e africa. L’Europa è delimitata
da mari sui lati nord, sud, e ovest, mentre a est non ha confini naturali fisici. Da un punto
di vista geografico non può essere definita un continente: tra Europa e asia non esiste
una separazione fisica netta. Il confine a est dell’Europa scorre lungo una linea
convenzionale che parte dagli urali e separa la Turchia europea da quella asiatica.
L’Europa orientale è costituita da un insieme di pianure che si estendono senza
interruzione. L’Europa occidentale è formata da un insieme di pianure più piccole spesso
delimitate da catene montuose elevate. In principio le terre emerse erano un’unica
distesa, poi nell’era archeologica si divisero in zolle. All’inizio dell’era primaria la spinta
delle zone americane e asiatica portò alla formazione delle montagne europee. In
seguito le zolle continentali si ricompattarono formando il super continente Pangea. Tra
l’era secondaria e l’era terziaria la Pangea si divise e si formarono gli attuali continenti.
Nell’era quaternaria l’Europa fu invasa dai ghiacci che erosero i rilievi e modellarono le
pianure settentrionali. Le tre unità naturali dell’Europa: - i sistemi montuosi della fascia
meridionale del continente – i rilievi dell’Europa centrale e settentrionale – le distese
pianeggianti che dai Pirenei e si estendono fino agli urali. L’altitudine media è di 348 m.
le montagne giovani sono sorte nell’era terziaria e sono estese tra il portogallo e il mar
caspio. I rilievi antichi si trovano invece nell’Europa centrale e settentrionale. I vulcani
attivi si trovano in Italia, Grecia, e Islanda. Le più grandi distese pianeggianti si trovano
nell’Europa settentrionale e formano una fascia dalle coste francesi dell’atlantico fino
alla Russia. Nell’Europa meridionale si trovano alcune pianure di origine alluvionale, che
si sono formate dall’accumulo di detriti fluviali in conche situate ai margini dei rilievi
alpini. L’europa è circondata da tre mari: - l’oceano atlantico – il mediterraneo- il mar
glaciale artico ( interessa solo la norvegia e la russia). Vi sono quattro estese penisole: -
la penisola della Scandinavia e le tre penisole Iberica, Balcanica e Italiana. Numerose
sono le isole. Sulle coste atlantiche, le maree sono ampie. Le maree sono innalzamenti
o abbassamenti del livello delle acque che si ripetono con regolarità ogni giorno.
Martina Betti
L’Europa è inoltre ricca di fiumi che costituiscono una rete di vie di trasporto e una
riserva di risorse idriche. I fiumi che sfociano nell’atlantico, nel mar glaciale artico e nel
baltico, hanno profonde foci a estuario per via delle maree atlantiche. Nella regione
mediterranee i fiumi sono più poveri d’acqua a causa del regime irregolare delle
precipitazioni. Hanno una foce a delta poiché le deboli correnti mediterranee non
disperdono i detriti fluviali. La regione idrografica del mar nero e del mar caspio in cui si
gettano i corsi d’acqua più lunghi d’Europa, come il Danubio e il Volga. L’Europa è il
continente più ricco di laghi. La maggior parte ha origine glaciale. Il lago alpino più esteso
è quello di Ginevra. In Europa i laghi di origine vulcanica sono rari. I laghi di origine
tettonica, che si sono formati per lo sprofondamento di una porzione di territori. In
Europa vi sono bacini artificiali formati da dighe di smarrimento di corsi d’acqua. Il lago
più grande del mondo è il Mar caspio. L’Europa gode del clima temperato, non
eccessivamente caldo o freddo e con una presenza regolare di precipitazioni annue. La
latitudine favorisce una distribuzione regolare di calore e luce sul continente. Inoltre la
marittimità favorisce l’influsso mitigatore dei mari sulle terre europee. Infine non vi sono
montagne particolarmente elevate. Il territorio può essere diviso in quattro grandi
regioni climatiche: - la regione oceanica (precipitazioni abbondanti e scarsa escursione
termica) – la regione mediterranea (esteti calde e aride e inverni miti e piovosi) – la
regione continentale (clima continentale temperato con forte escursione termica con
inverni freddi, esteti calde e precipitazioni abbondanti) – la regione a clima subartico
(scarse precipitazioni, inverni lunghi e gelidi e estati fresche). Le varie condizioni
climatiche determinano la presenza in Europa di ambienti naturali, definiti biomi, in cui
vivono specie diverse di fauna e di vegetazione spontanea, cioè quella non introdotta
dall’uomo. I biomi diffusi sono: la macchia mediterranea, la foresta di latifoglie, la
foresta di conifere, la steppa, gli ambienti alpini.
UNITA’ 3
L’Europa del nord occupa la parte più settentrionale del nostro continente. In epoca
glaciale fu quasi totalmente ricoperta da ghiacciai, infatti oggi troviamo i più grandi laghi
d’Europa, le formazione moreniche e i fiordi. Gran parte della regione è dominata dalle
vaste pianure (finlandia e russia settentrionale). Le alpi scandinave occupano l’omonima
penisola e si spingono fino all’atlantico disegnando coste rocciose ricche di fiordi.
L’Islanda, è di origine vulcanica ed è fra le terre più giovani del pianeta e in rapida
evoluzione geologica. L’intera regione ha un clima rigido di tipo continentale freddo, con
inverni lunghi, freddi e nevosi, esteti brevi e spesso piovose. Nelle aree interne e
settentrionali il clima è di tipo subartico,. Lungo le coste norvegesi e in Islanda è di tipo
oceanico. Nell’europa del nord vi sono due tipi di vegetazione: - la tundra (composta da
erbe, muschi, licheni e bassi cespugli) – la taiga (immensa foresta di conifere). Nella
regione tra il circolo polare artico e il polo nord, si verifica il fenomeno del Sole di
Mezzanotte: per tutto l’arco della giornata, anche nelle ore notturne, il sole si mantiene
sopra l’orizzonte. Martina Betti
L’europa atlantica occupa una larga fascia di territorio affacciata sull’oceano atlantico
ed estesa tra la norvegia meridionale, le isole britanniche e la parte nord della penisola
iberica. È una regione marittima. Gode di un clima temperato e umido con inverni miti
ed estati fresche. La corrente del golfo riscalda le coste della regione. Le nebbie sono
frequenti. La regione atlantica è caratterizzata da paesaggi verdeggianti, pianeggianti e
ondulati. Tipi di coste che si trovano nella regione so
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