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Riassunto esame di geografia, prof. Molinari, libro consigliato Una geografia da favola, Pasquinelli, D'Allegra

Riassunto per l'esame di Geografia.
Basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Molinari Paolo: Una geografia da favola. Miti e fiabe per l'apprendimento.
Argomenti trattati:
La prima geografia tra fantasia e realtà
favole per orientarsi nello spazio
rapporto tra fiaba e realtà

Esame di Geografia docente Prof. P. Molinari

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ESTRATTO DOCUMENTO

= s uola dell’i fa zia: affi a e apa ità pe ettive e di o os e za degli oggetti he

 Paesaggio

fa o pa te dell’a ie te i ostante. Primo anno: conoscere il paesaggio vicino attraverso

l’osse vazio e di etta.

= s uola dell’i fa zia: ide tifi a e u a egio e da a atte isti he o u i e

 Territorio e regione

da funzioni determinate, cogliere denominazioni e funzioni cui sono adibiti determinati locali o

spazio del vissuto uotidia o, le lo o elazio i e le egole d’uso. P i o a o: ide tifi a e

ell’i to o spaziale u a egio e o a atte isti he o u i e fu zio i dete i ate.

1.5 Racconti fantastici come mediatori della realtà

Il mondo fantastico delle fiabe è sempre stato vicino alla mente e al cuore del bambino. Un elemento

he si sta ilis e f a l’adulto a ato e e il

importante è dato dal coinvolgimento emotivo e affettivo

a i o he as olta u essaggio u ive sale: ’e a u a volta . Molti auto i si so o dedi ati al valore

simbolico e formativo dei racconti favolistici e mitologici.

Fi dall’a ti hità i ve ta e u a sto ia e a il ezzo più diffuso pe ali e ta e stupo e e u a te sio e

emotiva che sfociava nel momento catartico, legato allo svelamento di strategie per mezzo delle quali

il buono-protagonista riusciva ad avere la meglio sul cattivo-antagonista.

Il te i e favola dal lati o fa ula, io pa la e he po e l’a e to sull’i po ta za esse ziale della

parola nella comunicazione interpersonale, viene utilizzato in maniera polisemica, per indicare il mito,

la fiaba e la favola vera e propria. Ma ci sono diversità tra i tre generi:

 Il (dal greco mythos, cioè racconto) è un racconto sacro al quale è attribuita la funzione

MITO l’o igi e del os o e i fe o e i atu ali att ave so l’i te ve to di fo ze

religiosa di spiegare

sop a atu ali. I pe so aggi del ito so o divi ità ed e oi he guadag a o l’i o talità o le

loro gesta; influiscono sulle vicende degli uomini e sulla creazione e la manifestazione di

elementi della natura. itologi i l’Epopea di Gilga esh, he a a del iti o e

Uno dei più antichi testi epico-

dell’a ti a ittà di U uk i Mesopota ia, he e a alla i e a del seg eto dell’i o talità. Ad

esempio il fiume Gange è considerato ancora oggi il fiume sacro per gli indù per le sue origini

divine, e avvengono riti di purificazione nelle sue acque. I riti rappresentano la ripetizione

dell’eve to evo ato dal ito, o e può esse e la s ope ta del fuo o o l’appli azio e delle

tecniche agricole.

I miti divengono modelli su cui conformare il proprio comportamento in determinate

situazioni.

 La la sua tradizione come racconto allegorico inventato per educare e moralizzare, si

FAVOLA,

instaura con la favolistica greca di Esopo, ripresa da quella romana di Fedro. Nella favola sono

sempre presenti alcuni elementi caratterizzanti.

uso dell’allego ia:

Brevità del racconto, la favola ha per protagonisti alcuni tipi di animali, che

con il loro comportamento rappresentano i vizi e le virtù umane, dietro il racconto si nasconde

il significato simbolico che il lettore deve decodificare, formula conclusiva moralizzante: ogni

favola termina con una fase rituale che fa da morale comune.

Le celebri favole classiche si prestano alla drammatizzazione ovvero alla trasposizione in quelle

he i a i i stessi defi is o o s e ette . U ’alt a a atte isti he o u e alle favole la

forza comica, la capacità di suscitare il sorriso. Con Fedro la favola assurge a genere letterario:

att ave so l’allego ia degli a i ali t atteggia vizi e vi tù di u a so ietà asata su appo ti di

fo za e di pote e, o e uella o a a dell’età i pe iale.

Il genere letterario di Esopo e Fedro ha avuto così tanto successo da essere rivitalizzato nei

secoli successivi: nel medioevo, in Francia, vari autori compongono Il romanzo della volpe,

ip e de do i tipi della volpe e del lupo, pe ost ui e u a se ie di favole i ui la fu izia

della volpe vince sulla forza del lupo; nel Seicento, in Francia, viene rinnovata da Jean de la

Fontaine; in Italia, nella seconda metà del Novecento assistiamo a una vera rivoluzione nella

costruzione della favola con Gianni Rodari, giornalista e scrittore di letteratura per ragazzi, ma

Nella sua G a ati a della

prima di tutto maestro di scuola. fantasia insegna non solo a

leggere e gustare le favole, ma a costruirle da due parole, rovesciando o cambiando i finali di

favole e fiabe celebri.

 La nel racconto fantastico i personaggi sono prevalentemente esseri umani, che devono

FIABA,

misurarsi con esseri e oggetti dotati di poteri straordinari o soprannaturali.

Il Seicento è il secolo che vede svilupparsi il genere della fiaba. In Italia troviamo Giambattista

ovve o l’i t atte i e to dei a i i, o os iuto o e

Basile con Il racconto dei racconti,

Pentamerone. In Francia Charles Perrault pubblica I racconti di mamma oca, una raccolta di

undici fiabe tra cui: cenerentola, la bella addormentata nel bosco, pollicino, il gatto con gli

e la estia. Ma ell’Otto e to he assistia o a u a ve a fio itu a delle fia e

stivali, la bella

d’auto e, o e uelle del da ese Ha s Ch istia A de se : la si e etta, il utto a at o olo, il

soldati o di stag o, i vestiti uovi dell’i pe ato e. I f atelli G i , Jacob Ludwig Karl e

Wilhelm Karl, erano docenti universitari, trascrissero le fiabe della tradizione orale nei tre

volu i delle Fia e del fo ola e, u ’ope a fo da e tale della lette atu a pe l’i fa zia, o

fiabe come Biancaneve e i sette nani, Hansel e Gretel, cappuccetto rosso.

Alla metà del Novecento in Italia, Italo Calvino raccolse le fiabe della tradizione regionale nella

preziosa raccolta delle Fiabe italiane. Il mondo magico delle fiabe è ancora molto coinvolgente

anche per i bambini di oggi. Ben venga se accanto a giochi elettronici, leggiamo un buon libro di

fia e, pe ialla ia i a u a t adizio e a ativa he alle adi e dell’uo o.

1.6 Spazio fiabesco e spazio reale

Sono molteplici gli spunti ricavabili dai racconti mitologici e fiabeschi che servono a introdurre la

spiegazione razionale e scientifica dei vari fenomeni. Dai racconti si possono ricavare informazioni circa

una primitiva visione del mondo e dei fenomeni naturali, che in qualche modo coincide con quella dei

bambini. I bambini dei primi anni di scuola sono i più esperti a muoversi tra fantasia e realtà. Per

uesto il lo o oi volgi e to ell’as olto di iti e fia e assi o. Lo spazio del ito i dividua ile

negli elementi naturali pieni di significati simbolici, collegati alla loro genesi. Può esserci anche uno

spazio limitato da confini precisi, quello dei miti di fondazione, che è appunto uno spazio sacro.

Vladimir Propp, analizzando le funzioni delle fiabe di magia, ne ha individuate ben trentuno. Citiamo la

l’allo ta a e to, o l’allo ta a e to da asa di u o dei p otago isti, e le ulti e due, la

prima,

pu izio e dell’a tago ista, che svolge una funzione catartica che suscita nei bambini un sospiro di

l’e oe si sposa e sale al t o o, he app ese ta la o lusio e li e ato ia del visse o feli i e

sollievo, e

o te ti , he p oietta i a i i ve so la spe a za di soluzio i positive a he ai lo o o flitti.

Quella che particolarmente interessa il tema che affrontiamo è la quindicesima funzione: il

t asfe i e to dell’e oe ello spazio. Nelle fia e di agia l’e oe vie e o dotto e po tato el luogo

dove si t ova l’oggetto delle sue i e he. L’e oe pe effettua e uesto sposta e to, vola att ave so

l’a ia i off e lo spu to pe i t odu e il p i ipio della veduta dall’alto . Al u e volte l’e oe viaggia

pe via di te a o d’a ua, oppu e att ave so passaggi sotte a ei oppu e lo si o du e o segue delle

t a e , uesti off o o u e osi spu ti pe i t odurre temi di orientamento e geograficità, oltre che

elementi naturali e artificiali del paesaggio. Lo spazio delle fiabe in molti casi presenta elementi (bosco)

he ostituis o o a hetipi della ealtà, filt ati dall’i agi azio e e a i hi di oi volgi ento emotivo.

l’app o io alla p i a

La fiaba, utilizzata come oggetto mediatore tra fantasia e realtà costituisce, per

geografia, un importante medium tra spazio immaginato, simbolico e archetipo, e spazio oggettivo,

geografico, raffigurabile tramite simboli.

La a ta geog afi a può esse e o side ata u a a azio e e u ’i te p etazio e del o do att ave so il

linguaggio simbolico, fatto di colori, sfumature, tratteggi, linee curve, nomi. Ogni simbolo, nella carta

come nella fiaba, ha un carattere evocativo di una determinata visione del mondo. Il racconto

fantastico può essere propedeutico al racconto geo-cartografico. La narrazione dei rapporti conflittuali

di p otago isti e a tago isti o l’a ie te he li i o da si t asfo a pe i a i i, el a onto dei

appo ti degli uo i i f a lo o e o l’a ie te di vita eale, pe e epi e essaggi edu ativi di

solida ietà, di ispetto e tutela dell’a ie te e degli ele e ti he o po go o il paesaggio geog afi o.

2- Favole per orientarsi nello spazio

2.1 Favole, concetti spaziali e contrasti percettivi

I personaggi e le situazioni spaziali delle favole presentano validi spunti per una serie di attività mirate

all’i t oduzio e o al o solida e to di o etti topologi i e all’uso dei elativi i di ato i. Il percorso

didattico potrebbe seguire questo filo: spunto favolistico-attività psicomotoria-approccio alla

geograficità.

Gli spunti offerti dalle favole danno la possibilità di far ricorso al metodo dei contrasti. Si tratta del

ode o etodo, dell’appli azione del principio della dinamicità e unitarietà dei contrasti. Secondo

tale metodo, il bambino deve percepire due situazioni successive similari ma nelle quali un elemento

sia sostituito dal suo contrario. Gli organizzatori topologici, presentati mediante le favole, arricchiscono

di un significato evocativo di situazioni spaziali immaginate, oltre che di quelle vissute attraverso il

movimento. La rielaborazione testuale della favola viene compiuta per specificare ed evidenziare

meglio gli elementi, inserendo le parole chiave per introdurre i componenti naturali del paesaggio, con

la relativa nomenclatura, e i concetti topologici.

Gli spunti educativo- didattici sono legati alla morale della favola.

 Drammatizzare: dopo aver effettuato il racconto, invitiamo gli alunni a riprodurre la situazione

spaziale. I uesto odo si e do o o to delle dive se postazio i dei pe so aggi all’i te o

del racconto.

 Disegnare: chiediamo di rappresentare con un disegno la situazione spaziale; possiamo

fa ilita e l’ope azione fornendo un foglio su cui siano tracciati i profili del paesaggio e bambini

dov a o ollo a e ella giusta posizio e i pe so aggi. Di ost a o osi l’a uisizio e del

contrasto topologico e il corretto uso verbali degli indicatori.

 Confrontarsi: le domande-stimolo mirano a far emergere eventuali esperienze vissute in un

ambiente montano e/o fluviale.

 Allestire un cartellone: che viene fatto dai bambini, che dovranno inserire le posizioni dei

pe so aggi e o pleta lo o diseg i elativi all’a ie te.

Gli spunti spaziali che possono offrire le favole, riguardano anche i tentavi possibili che i personaggi

mettono in atto per raggiungere il traguardo, attraverso esercizi-gioco di psicomotricità.

2.2 Impronte, direzioni, flussi: a caccia di indizi

Altre favole mettono in luce gli elementi di ordine spaziale e geografico: il concetto di impronta, come

forma impressa su una superficie (da questo si arriverà a calcolare n più complesso tipo di traccia:

l’i p o ta e ologi a, il peso he ias u o di oi ha sulla terra, in termini di risorse che consuma e di

rifiuti e inquinamento che produce); il concetto di direzione di un percorso, e il concetto di flusso,

come movimento uniforme di persone o cose in una stessa direzione (anche questo pone basi per

comprendere i flussi migratori e le problematiche a essi connesse). Inoltre, la fiaba offre opportunità di

approfondire lo spunto spaziale del contrasto percettivo dentro/fuori.

Pe fa fa ilia izza e i a i i della s uola dell’i fa zia si utilizza

 la Drammatizzazione, i bambini interpretano il racconto tramite una scenetta,

 il Disegnare,

 il Giocare e Sperimentare, approfondire il concetto di impronta tramite un esercizio- gioco: i

bambini appoggiano degli oggetti su un piano e poi cospargono tutto di farina; I bambini si

rendono conto dalla forma lasciata dagli oggetti. Questo ha il vantaggio di essere propedeutico

alla rappresentazione cartografica.

Il lavo o svolto ella s uola dell’i fa zia o se te ve so il te i e del p i o a o di s uola p i aria di

analizzare mappe già confezionate, prima ancora di costruirne una.

 Riconoscere gli ambienti in pianta: si parte eseguendo percorsi nello spazio vissuto della scuola,

in collegamento con le esercitazioni di educazione alla sicurezza. Possiamo far utilizzare la

pla i et ia he seg a la p op ia posizio e e le vie di fuga pe fa ilita e l’eva uazio e.

 Seguire percorsi: dopo aver localizzato il punto in cui ci troviamo e fatto riconoscere i vari spazi

raffigurati in pianta, invitiamo i bambini a eseguire percorsi, indicando loro in quale direzione si

devono muovere e quale locale devono raggiungere.

 Su una fotocopia della pianta: tracciare i percorsi abituali, con colori diversi per ciascun

percorso; tracciare i percorsi personali, rappresenta il proprio percorso per entrare e uscire da

scuola;

 Confrontarsi, attraverso discussione cerchiamo di far comprendere che questo fascio di linee

costituisce un flusso di persone che vanno nella stessa direzione negli stessi tempi, e possiamo

pa ago a lo alle pa ti elle d’a ua he fo a o la o e te di u fiu e. Poi si può do a da e

flussi pe fa sì he o si ei o p o le i ell’e t a e a

in che modo si possono regolare questi

s uola e ell’us i e, uesto da u o spu to pe api e il o etto di a da e to dei flussi di

traffico e più avanti migratori).


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DETTAGLI
Esame: Geografia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico) (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PaolaArpini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Molinari Paolo.

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