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L’ECONOMIA AZIENDALE ,

IL CONCETTO DI AZIENDA E IL SUO FINALISMO

- MODULO 1-2-3-4 -

1- COS’È L’AZIENDA?

2- COME INTERAGISCE CON L’AMBIENTE CIRCOSTANTE?

3- COME FUNZIONA E COME MUTA NEL TEMPO?

4- QUALI SONO I SUOI FINI?

0- L’ECONOMIA AZIENDALE

- Studia il COMPORTAMENTO ECONOMICO (cioè l’attività di gestione, organizzazione e rilevazione)

degli “operatori economici”.

- Focalizza la sua attenzione sugli istituti (famiglie, imprese e pubblica amministrazione) in cui si svolge

l’attività economica.

- Per comprendere i temi fondamentali dell’economia aziendale bisogna analizzare

i 2 FATTORI PRIMARI DELLA PRODUZIONE, osservandoli nei corrispondenti SOGGETTI:

LAVORO PRESTATORI DI LAVORO

CAPITALE CONFERENTI DI CAPITALE

DI COSA SI OCCUPA L’ECONOMIA AZIENDALE?

L’ECONOMIA AZIENDALE considera l’azienda come un’entità autonoma

e studia le regole che ne assicurano il buon funzionamento e ne caratterizzano struttura e funzionamento,

indipendentemente dall’istituzione alla quale si riferiscono.

Aspetto molto importante delle aziende sono i risultati economia aziendale SI OCCUPA DEI RISULTATI.

Imprese possono durare poco o possono durare centinaia di anni (Hermés) economia aziendale si

occupa di CAPIRE COME MAI ALCUNE IMPRESE DURANO MOLTI ANNI E ALTRE MENO.

Inoltre, economia aziendale studia la gestione delle risorse umane.

1- COS’È L’AZIENDA?

-Tutte le aziende si presentano come un INSIEME DI ELEMENTI DIVERSI E TRA LORO CORRELATI.

Cosa deve saper fare? L’azienda esiste per CREARE RICCHEZZA DUREVOLE NEL TEMPO.

-

- L’ATTIVITÀ ECONOMICA consiste nelle funzioni di produzione, scambio e consumo, cioè in quelle forme

che da sempre l’uomo deve raggiungere per il soddisfacimento dei propri bisogni. Alla base di ogni

funzione economica c’è un’attività di scelta che riguarda l’utilizzo di risorse scarse (e quindi più pregiate e

esclusive).

- Caratteristiche che accomunano tutte le aziende: - producono beni o servizi, destinati alla vendita;

- presenza di una pluralità di persone, in grado di

svolgere le funzioni economiche;

- svolgendo le funzioni di produzione, distribuzione e

consumo, sono un fenomeno dinamico nel quale

decisioni e operazioni si susseguono in modo continuo;

- rappresentano le cellule elementari del sistema

economico.

- Aziende non sono un sistema chiuso perché devono vendere ai clienti e devono ottenere le risorse da altri

 sono un SISTEMA APERTO che si basa sul continuo interscambio tra ciò che l’azienda produce e ciò di cui

l’azienda ha bisogno.

Tuttavia, le aziende vanno misurate, non solo sotto l’aspetto economico, competitivo e rapporto clienti,

ma anche sotto l’aspetto SOCIALE, ossia capacità di avere un rapporto costruttivo con dipendenti e con

tutti gli interlocutori che interagiscono con la vita dell’azienda.

2- COME INTERAGISCE CON L’AMBIENTE CIRCOSTANTE?

Le aziende interagiscono con l’ambiente circostante, dal quale traggono importanti risorse, vincoli e

opportunità. Tali relazioni possono influenzare il successo delle aziende, quindi, è necessario che queste

relazioni con l’ambiente vengano adeguatamente coordinate così da risultare funzionali allo sviluppo e alla

crescita delle aziende medesime.

3- COME FUNZIONA E COME MUTA NEL TEMPO?

COME FUNZIONA? Le operazioni aziendali (ossia le operazioni di acquisizione, trasformazione e vendita)

sono strettamente connesse e i legami sono sia temporali sia spaziali;

esse, infatti, si succedono con continuità e avvengono simultaneamente.

Per esempio, le operazioni di acquisto precedono quelle di trasformazione e

di vendita creando una sequenza coordinata dal soggetto economico.

COME MUTA NEL TEMPO?L’azienda è un sistema in costante cambiamento, la cui essenza è

rappresentata dalle operazioni che hanno origine nel passato, si

concretizzano nel presente e si proiettano nel futuro.

Questo si realizza in modo pieno nel momento in cui l’azienda è in grado di

alimentare la continuità della propria vita nel tempo, il che implica che essa

sia in grado di alimentare:

- il necessario rinnovo degli investimenti attuati nei fattori produttivi

(materie prime, macchinari, manodopera);

- il mantenimento e miglioramento del livello di condizioni intangibili;

- circuiti produttivi tali da realizzare servizi o prodotti graditi ai

potenziali utilizzatori;

- la remunerazione deli portatori del capitale di rischio.

4- QUALI SONO I SUOI FINI? :

L’azienda svolge attività ed è portatrice di una propria FINALITÀ capacità di CREARE RICCHEZZA

(condizione essenziale per assicurare la continuità della vita aziendale nel tempo L’AZIENDA HA COME

FINALITA’ SE STESSA).

La creazione della ricchezza si verifica nel momento in cui il VALORE DEGLI OUTPUT PRODOTTI SUPERA IL

VALORE DEGLI INPUT. quindi, la finalità dell’azienda è quella del raggiungimento di

un EQUILIBRIO ECONOMICO DUREVOLE.

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IL SISTEMA AZIENDALE:

UN SISTEMA INPUT OUTPUT APERTO

SISTEMA = insieme di elementi che operano congiuntamente per uno scopo comune.

MODELLO INPUT-OUTPUT = è uno strumento per:

- classificare le informazioni riguardanti un qualsiasi sistema;

- cogliere le relazioni fra gli elementi che costituiscono il sistema.

Se l’oggetto da rappresentare in forma semplificata (con il modello input-output) è l’AZIENDA,

le 3 vaste categorie che costituiscono il sistema aziendale sono:

 

RISORSE ATTIVITA’ RISULTATI

Dietro agli utili di un’azienda ci sono delle buone attività e soprattutto dei BUONI LEGAMI TRA GLI

ELEMENTI DELL’AZIENDA stessa.

Le RISORSE attraverso le ATTIVITA’ vengono trasformate in RISULTATI.

Questo blocco, a sua volta, si lega ad altri elementi. L’azienda:

- serve PRODOTTI ai CLIENTI, i quali danno RISORSE (soldi) all’azienda (dietro ai clienti si celano i

competitiori, perchè i competitori possono offrire migliori opportunità al cliente, il quale può passare alla

concorrenza);

- ma anche OFFERTE DI COLLABORAZIONE agli APPORTATORI DI RISORSE, i quali a loro volta, appunto,

danno RISORSE all’azienda stessa.

Tra gli APPORTATORI di RISORSE troviamo:

- SOCI mettono capitale e portano a casa utili, ossia DIVIDENDI = è quella parte di utile che viene

consegnato da una società ai suoi azionisti.

- LAVORATORI mettono il lavoro in cambio di stipendio.

- BANCHE offrono soldi in cambio di soldi+interessi.

- FORNITORI offrono materie prime/servizi in cambio di pagamenti.

- SPONSOR mettono soldi in cambio di visibilità.

- STATO offrono infrastrutture (strade su cui i camion dell’azienda viaggiano), regole, soldi,

servizi, in cambio di soldi/tasse.

SHAKEHOLDER = termine anglosassone che indica i PORTATORI DI CAPITALE DI RISCHIO.

STAKEHOLDER = termine che indica tutti i soggetti con i quali il sistema aziendale deve interagire.

Indica tutte le altre categorie di soggetti che contribuiscono alla strategia dell’azienda e

che ricevono ricompense a fronte dei loro investimenti nell’attività dell’impresa.

L’azienda per aver successo deve soddisfare tutti gli stakeholder.

Quindi, alla fine dell’anno i soci si portano a casa RISULTATI:

- ECONOMICI = utili/guadagni felicità dei SOCI.

derivano

- COMPETITIVI = ricavi/vendite dalla soddisfazione, felicità dei CLIENTI.

- SOCIALI = portano soddisfazione a tutti gli APPORTATORI DI RISORSE.

In particolare, se funzionano bene i legami tra gli elementi della parte sinistra dello schema (azienda-

prodotti-clienti-risorse), l’azienda riesce ad avere buoni risultati competitivi.

È fondamentale la COERENZA TRA GLI ELEMENTI DELLA PARTE SXporta RISULTATI COMPETITIVI;

porta

invece, la COERENZA TRA GLI ELEMENTI DELLA PARTE DX RISULTATI SOCIALI.

I RISULTATI ECONOMICI sono al centro e sono dati dalla COERENZA, dal buon funzionamento, sia della

PARTE DX, sia della PARTE SX.

ES: Ferrari funziona bene perché c’è coerenza: cerca di fare la macchina migliore con il materiale

migliore e lavende ai clienti con alto reddito (non cerca di produrrela macchina migliore con

prodotti scadenti, perché altrimenti non ci sarebbe coerenza).

●RISULTATI COMPETITIVI (PARTE SINISTRA DELLO SCHEMA:

azienda - prodotto - clienti - risorse):

COME MISURARE I RISULTATI COMPETITIVI?

I risultati competitivi hanno a che fare con la soddisfazione del cliente.

Bisogna, quindi, chiedere al cliente che ha acquistato il prodotto se è soddisfatto oppure al cliente che non

l’ha ancora acquistato se lo acquisterebbe.

1° METODO: COSTUMER SATISFACTION preparare dei questionari. Questo, però, è un metodo costoso

e il cliente potrebbe non avere voglia.

2° METODO: OSSERVARE LE VENDITE osservare se si sono verificate crescite delle vendite.

Se si sono verificate significa che i clienti sono soddisfatti oppure

che l’azienda ha nuovi clienti.

Bisogna quindi osservare la QUOTA DI MERCATO:

CLIENTE

QM alta (%) è SODDISFATTO

Dietro a dei buoni risultati competitivi, quindi, c’è COERENZAIL CLIENTE è QUELLO GIUSTO PER IL

PRODOTTO E LE RISORSE CHE SO REALIZZARE.

ALTA

BUONI RISULTATI COMPETITIVI COERENZA TRA PRODOTTO E CLIENTE

(importante dare al giusto target il giusto prodotto)

● RISORSE:

Sono le variabili dalle quali dipende il conseguimento degli obiettivi del sistema.

Possono essere di 2 tipi:

1) PRIMARIE = - CAPITALE: insieme dei mezzi monetari conferiti all’azienda.

CAPITALE DI FUNZIONAMENTO: corrisponde alle risorse finanziarie disponibili in

azienda solo nel momento in cui si ha la

costituzione della stessa.

CAPITALE DI PRESTITO: successivamente, per la copertura del fabbisogno

finanziario, l’azienda ricorre al capitale di prestito.

- LAVORO: esecutivo e direttivo – lavoro di ogni tipo prestato dalle personeche dedicano

all’azienda parte del loro tempo.

2) DERIVATE = - PATRIMONIO TECNICO-INDISTRIALE: è dato da tutte quelle risorse cheservono a

produrre: - strutture e infrastrutture produttive;

- il grado di avanzamento tecnologico di impianti e attrezzature;

- brevetti a disposizione,

- KNOW-HOW (saper fare, competenze lavoratori)

-PATRIMONIO COMMERCIALE: è dato da tutte quelle risorse che servono a vendere:

- portafoglio clienti (informazioni sui clienti);

- filiali commerciali;

- reti di vendita diretta o indiretta;

- marchi aziendali o di prodotto.

● ATTIVITA’ (PARTE CENTRALE DELLO SCHEMA:

gestione - rilevazione - organizzazione):

GESTIONE: è il cuore pulsante dell’attività.

Comprende: - GESTIONE STRATEGICA: quelle attività in cui si decide come impiegare

le risorse primarie/materie prime;

- GESTIONE OPERATIVA: quelle attività che hanno a che fare con l’utilizzo

quotidiano delle risorse.

● LEGAME TRA RISORSE E ATTIVITA’ DI GESTIONE:

Questo schema rappresenta e, soprattutto, distingue ciò che l’azienda possiede (risorse primarie e

derivate) e ciò che l’azienda fa (gestione strategica e operativa).

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Caso MODAFIL

- MODULO 5 –

Modafil è l’attuale Bottega Verde, la quale vende cosmetici online, ma non solo.

MODAFIL ANNI ’70:

fondatore Lavino.

In quegli anni l’azienda andava bene: sul podio per la vendita di lana e aveva ottimi guadagni/utili/profitti.

GUADAGNI = RICAVI – COSTI

Guadagni sono diversi dai ricavi/fatturato/vendite.

RICAVI – COSTI = REDDITO

Il reddito può essere: - positivo si parla di UTILE*

- negativo si parla di PERDITE

*Dietro agli utili di un’azienda ci sono delle buone attività e soprattutto dei buoni LEGAMI tra gli elementi

dell’azienda stessa.

● RISULTATI COMPETITIVI di MODAFIL (PARTE SINISTRA DELLO SCHEMA:

azienda - prodotto - clienti - risorse):

COME MISURARE I RISULTATI COMPETITIVI?

2 metodi: -COSTUMER SATISFACTIONModafil non ha adottato questo metodo.

OSSERVARE LE VENDITE Osservare se si sono verificate crescite delle vendite.

- Se si sono verificate significa che i clienti sono soddisfatti oppure

che l’azienda ha nuovi clienti.

Bisogna quindi osservare la QUOTA DI MERCATO di MODAFIL:

QM alta (%) CLIENTE è SODDISFATTO

Modafil lavora in una fetta di mercato contenuta: solo quella della LANA e della VPC (vendita per

corrispondenza). Quindi bisogna osservare solo questa porzione di mercato in cui lavora quest’azienda.

Il testo dice:(V=vendite)

L’azienda leader del mercato italiano – la Lanagatto - detiene circa il 12,5% delle vendite totali, la seconda

il 6% al terzo posto, unitamente ad altre 3 aziende, c’è Modafil con circa il 5%, ossia oltre 480 tonnellate di

filati all’anno.

1975 1976 1977 1978

Tonnellate 6.400 8.500 10.100 9.600

1. Si stima che circa il 17% dei differenti filati per aguglieria sia venduto per corrispondenza (VPC) nel

mercato italiano

2. La vendita di filati in pura lana in Italia è stimabile del 30% di quella complessiva. Le differenti fibre-

tecnologie impiegateconsentono di produrre sia filati classici che filati fantasia.

V = tonnellate totali 1978 × porzione mercato lana × porzione mercato di VPC

Mercato ’78 

V = 9600t×30%×17% = 489t vendite di mercato totale del ’78 di questo settore di mercato

Mercato ’78 QUOTA

(VPC+LANA)QM = V / V = (480t/489t)×100 = 98% DI MERCATO DI

Modafil ’78 Modafil ’78 Mercato ’78

MODAFIL

 il mercato è tutto nelle mani di Modafil praticamente (tranne 9 tonnellate)CLIENTE è SODDISFATTO

Dietro a dei buoni risultati competitivi, quindi, c’è COERENZA.

IL CLIENTE è QUELLO GIUSTO PER IL PRODOTTO E LE RISORSE CHE SO REALIZZARE.

PROFILO CLIENTE: PROFILO PRODOTTO:

- donna - offre al suo target gomitoli di lana di qualità

- più di 50 anni - cataloghi con campioni

- consumo abbondante e regolare di lana - vasta gamma di qualità

-casalinga o pensionata - ALTA GAMMA + ALTA QUALITÀ +

- medio-baso reddito PREZZI CONTENUTI ALTO RAPPORTO

- abita in provincia o periferia QUALITÀ/PREZZO

- esigente e attenta alla qualità del prodotto. - sconti

- promozioni

- verdita per corrispondenza (consegna a casa).

Da questi due profili si nota che c’è ALTA COERENZA TRA PRODOTTO E CLIENTEimportante dare al

casalinga

giusto target il giusto prodotto: - lana (tempo libero)

- reddito medio-basso prezzi contenuti

- VPC è sempre a casa

● RISORSE di MODAFIL:

1) PRIMARIE: - CAPITALE

- LAVORO

2) DERIVATE: -PATRIMONIO TECNICO-INDUSTRIALE - macchinari per lana e cataloghi

- stabilimento

- materie prime (lana)

- KNOW-HOW (saper fare, in questo caso lana e

cataloghi = competenze dei lavoratori)

- PATRIMONIO COMMERCIALE - MARCA, reputazione

- dati, informazioni sui clienti (portafoglio clienti)

- KNOW-HOW (saper vendere, lana e per corrispondenza)

● ATTIVITA’ di MODAFIL (PARTE CENTRALE DELLO SCHEMA:

gestione - rilevazione - organizzazione):

GESTIONE: -STRATEGICA consiste nel chiedersi in cosa investire capitale e lavoro,

quindi come investire il patrimonio.

- OPERATIVA è data: - RISORSE DI LANA: acquisti di lana destinati alla lavorazione;

- RISORSE DERIVATE: - Patrimonio Tecnico-Industriale produzione,

fabbricazione di gomitoli e cataloghi

- Patrimonio Commerciale attività di VPC.

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- PRINCIPIO DI ECONOMICITA’ -

(+ CASO ALITALIA)

1- QUAL E’ IL FINE DELL’IMPRESA?

2- COME FACCIO A RAGGIUNGERE QUESTI FINI?

1- QUAL É IL FINE DELL’IMPRESA?

Esistono 2 tipi di fini:

1) FINI IMMEDIATI fini che l’azienda deve perseguire A BREVE-TERMINE.

Consistono nel retribuire/ripagare due categorie di soggetti:

- quelli che apportano il capitale;

- quelli che apportano il lavoro.

2) FINI GENERALI riguardano il LUNGO-TERMINE

Sono 2:

1- DURABILITA’ = attitudine a durare nel tempo in un ambiente mutevole.

Cercare di durare anno dopo anno, rimanere sempre in piedi

nonostante l’ambiente è mutevole:

cambiano gli STAKEHOLDER (clienti, fornitori..).

La durabilità è estremamente importante perché se un’attività non

dura non può essere definita azienda.

Il problema della durabilità può essere dato da:

-DIFFICOLTA’ ESTERNE

-DIFFICOLTA’ INTERNE

2- AUTONOMIA = attitudine a vivere senza interventi di sostegno

(esterni, alle banche)

Quindi, è importante che un’azienda duri, però, con autonomia, senza interventi di sostegno.

2- COME FACCIO A RAGGIUNGERE QUESTI FINI?

PRINCIPIO DI ECONOMICITA’

E’ quella regola di condotta, di funzionamento che consente di raggiungere gli obiettivi aziendali.

I 4 punti della check list del principio di economicità sono:

 EQUILIBRIO REDDITUALE: Ha a che fare con il reddito.

Stare in equilibrio reddituale significa fare in modo che:

RICAVI ≥ COSTI

 EQUILIBRIO MONETARIO: Ha a che fare con le entrate e le uscite.

Stare in equilibrio monetario significa fare in modo che:

ENTRATE ≥ USCITE

ES: Si verificano entrate quando soldi entrano in cassa; però spesso le entrate (di un caffè)

non coincidono con i ricavi (l’emissione

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Luisary di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Mazzola Pietro.
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