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I metodi di insegnamento

Insegnare significa letteralmente <<fare un segno (signum) dentro qualcuno>>. Apprendere significa, invece, un cambiamento (relativamente) permanente del comportamento derivante dall'esperienza. Quindi apprendere significa in qualche modo cambiare. Insegnare e apprendere sono in stretta correlazione, per questo motivo si parla di metodi di insegnamento/apprendimento.

Tipi di insegnamento/apprendimento

Ci sono sostanzialmente quattro tipi di insegnamento/apprendimento:

  • Insegnare e apprendere attraverso la trasmissione del sapere. Tale metodo presuppone che l'informazione scorra dall'emittente (insegnante) al destinatario (alunno). Quest'ultimo si limita a memorizzare le informazioni senza assimilarle, per cui, nella maggior parte dei casi, esse svaniscono in breve tempo.
  • Insegnare e apprendere per imitazione. Questo metodo è stato studiato molto da Bandura, il quale ha affermato che l'apprendimento avviene anche attraverso l'osservazione del comportamento di altre persone.
  • Insegnare e apprendere attraverso il costruttivismo, che permette all'allievo di essere al centro del processo formativo e di costruire attivamente la conoscenza. Ciò trasforma l'apprendimento da meccanico a significativo.
  • Insegnare e apprendere attraverso la ricerca di gruppo, che permette agli alunni di avere un ruolo attivo, poiché stabiliscono i propri obiettivi di apprendimento, sviluppano abilità sociali e aiutano a costruire le conoscenze.

Nessuno dei metodi sopradescritti è il migliore in assoluto, poiché tutti hanno aspetti positivi e negativi. Ad esempio, il primo metodo non aiuta a costruire il sapere, confonde l'apprendere con il memorizzare ma fa guadagnare tempo. Il secondo metodo frena la creatività e l'invenzione, ma è rassicurante e induce alla riflessione e all'analisi. Il terzo metodo richiede molto tempo, ma permette di dare un senso alle conoscenze e di integrare quelle nuove con quelle già possedute utilizzandole in situazioni differenti. Il quarto metodo è anch'esso molto lungo e complesso, ma produce motivazione e interesse, aiuta a costruire le conoscenze e aumenta il problem solving.

Metodo, tecnica e metodologia didattica

Tra metodo e tecnica didattica e metodologia didattica intercorrono numerose differenze strutturali. Cerchiamo di fare chiarezza. Con "metodo didattico" s'intendono i concetti e principi che stanno alla base di un'azione formativa; e con il termine "tecnica didattica" s'intende semplicemente le modalità operative vere e proprie che si impiegano in un'azione formativa. Con il termine "metodologia didattica", invece, si intende in primo luogo lo studio e l'applicazione dei metodi didattici, in secondo luogo si indica l'insieme delle modalità operative vere e proprie che si impiegano in un'azione formativa.

Tutte le riforme della scuola negli ultimi anni hanno sottolineato l'importanza di utilizzare metodologie didattiche attive, che permettano all'allievo di costruire il sapere e non semplicemente subirlo senza la possibilità di intervenire su di esso. Di seguito alcune delle metodologie didattiche che meritano una particolare attenzione.

La didattica laboratoriale

La didattica laboratoriale è un metodo che ha come obiettivo principale lo sviluppo delle competenze. Con tale didattica, in pratica, non c'è più una classe seduta che ascolta un'insegnante, ma un luogo dinamico in cui attraverso il confronto, la ricerca e la capacità di problem solving il ragazzo arriva all'acquisizione di conoscenze, abilità e competenze in modo attivo e collaborativo, interiorizzando e sviluppando anche capacità sociali, civiche, autostima, autonomia, spirito d'iniziativa e di metacognizione che vediamo sottolineati sia nelle indicazioni nazionali sia nelle competenze chiave di cittadinanza europee. Questo metodo permette, inoltre, di creare una vera integrazione scolastica e percorsi individualizzati, anche per i BES e i DSA, poiché ogni alunno viene guidato a trovare le sue strategie d'apprendimento, senza che le difficoltà personali trovino il risalto che hanno nella scuola tradizionale. In tutto questo, l'insegnante ha il compito di supportare e sostenere il processo d'apprendimento del ragazzo. È una guida nell'imparare ad imparare, ossia nello sviluppo della metacognizione.

La didattica metacognitiva

Il successo scolastico si può raggiungere attraverso una serie di strategie didattiche, volte a valorizzare il potenziale di apprendimento di ciascun alunno e a favorire la sua autonomia. Per far ciò è necessario, innanzitutto, che l'alunno non acquisisca solo conoscenze ma soprattutto abilità e competenze, e tra queste quella della metacognizione cioè di "imparare ad imparare" al fine di conoscerne e diventare consapevole delle strategie più efficaci per sé per imparare. Le principali strategie didattiche di apprendimento metacognitive sono considerate fondamentali, con la strategia di elaborazione tra le più efficaci.

La didattica per progetti

Nella didattica per progetti l'allievo è chiamato a realizzare un prodotto finale che gli permetta di sviluppare competenze, di saper fare e di saper essere soggetto attivo in un lavoro di gruppo; mentre l'insegnante incoraggia, facilita, coordina senza ordinare, crea le condizioni affinché gli studenti operino al meglio, aiutando a dare significato al lavoro svolto. Le fasi per la stesura di un progetto sono:

  • La fase preliminare in cui gli alunni individuano il problema da risolvere attivamente;
  • La fase della negoziazione in cui la proposta iniziale del progetto viene integrata dagli alunni e dai docenti con pensieri, idee, proposte.

La didattica cooperativa o cooperative learning

Il Cooperative Learning è un metodo didattico in cui gli studenti lavorano insieme in piccoli gruppi per raggiungere obiettivi comuni, cercando di migliorare reciprocamente il loro apprendimento. Tale metodo si distingue sia dall'apprendimento competitivo che dall'apprendimento individualistico e, a differenza di questi, si presta ad essere applicato ad ogni compito, ad ogni materia, ad ogni curricolo. Nei gruppi di apprendimento cooperativo gli studenti si dedicano con piacere all'attività comune, sono protagonisti di tutte le fasi del loro lavoro, dalla pianificazione alla valutazione, mentre l'insegnante è soprattutto un facilitatore e un organizzatore dell'attività di apprendimento.

La ricerca mostra, dunque, che il Cooperative Learning presenta di solito questi vantaggi:

  • Migliori risultati degli studenti, maggiori capacità di ragionamento e di pensiero critico;
  • Relazioni più positive tra gli studenti che favoriscono e sviluppano il rispetto reciproco e lo spirito di squadra;
  • Maggiore benessere psicologico, aumento di autostima, migliore sopportazione delle difficoltà e dello stress.

I cinque elementi che rendono efficace la cooperazione sono:

  • L'interdipendenza positiva, per cui gli studenti si impegnano per migliorare il rendimento di ciascun membro del gruppo, non essendo possibile il successo individuale senza il successo collettivo;
  • La responsabilità individuale e di gruppo: il gruppo è responsabile del raggiungimento dei suoi obiettivi ed ogni membro è responsabile del suo contributo;
  • L'interazione costruttiva: gli studenti devono relazionarsi in maniera diretta per lavorare, promuovendo e sostenendo gli sforzi di ciascuno e lodandosi a vicenda per i successi ottenuti;
  • L'attuazione di abilità sociali specifiche e necessarie nei rapporti interpersonali all'interno del piccolo gruppo (collaborazione e fiducia reciproca);
  • La valutazione di gruppo (il gruppo valuta i propri risultati e il proprio modo di lavorare e si pone degli obiettivi di miglioramento).

Didattica per problemi: il problem solving

Con il termine problem solving si intende il processo cognitivo messo in atto per analizzare una data situazione e trovare una soluzione inaspettata. Nel problem solving ci sono cinque momenti:

  • Comprensione del problema da parte dello studente;
  • Previsione del tempo necessario per la risoluzione;
  • Pianificazione che sarebbe la vera e propria fase di risoluzione;
  • Monitoraggio durante lo svolgimento del compito;
  • Valutazione sul modo in cui è stato risolto il problema.

Il problem solving stimola il pensiero produttivo e la creatività.

Educazione tra pari o peer education

La peer education, che letteralmente significa educazione tra pari, è una metodologia d'insegnamento americana che ha iniziato a prendere piede in Italia in tempi abbastanza recenti. Con essa si ha un passaggio di conoscenze, emozioni ed esperienze da parte di alcuni membri di un gruppo ad altri membri dello stesso gruppo. In pratica gli alunni più maturi e preparati (peer educator) insegnano a quelli che hanno bisogno di supporto e di tempi più lunghi per apprendere. Gli adulti (insegnanti, formatori, educatori), invece, hanno un ruolo di supervisori e di facilitatori dell'interazione tra giovani. La peer education è un metodo d'insegnamento utile soprattutto per gli adolescenti, perché rafforza positivamente il rapporto tra coetanei e aiuta a prevenire comportamenti negativi come il bullismo.

Tutoring o mentoring

Il tutoring o mentoring è una metodologia basata sulla relazione tra un soggetto con più esperienza (tutor o mentor) e uno con meno esperienza (junior o mentee). In ambito scolastico il tutor o mentor è il docente che fa da guida e da consigliere nell'apprendimento al mentee che sarebbe l'allievo. Fra di essi si instaura il rapporto di mentorship ossia una relazione uno a uno, personale e reciproca al fine di raggiungere gli obiettivi di apprendimento concordati.

Role playing

Il gioco dei ruoli può essere considerato come una rappresentazione teatrale in cui ciascun membro del gruppo impersona un determinato ruolo o personaggio, a seconda di quello che ritiene avvicinarsi al proprio carattere, indole o temperamento. Il role playing può anche prevedere una specifica situazione da affrontare calandosi nelle proprie vesti o in quelle di un altro. Il gioco dei ruoli può essere utilizzato anche come metodo didattico a scuola. Attraverso di esso gli studenti imparano a stare in gruppo, ad osservare gli altri in profondità, confrontando i propri comportamenti con quelli degli altri e diventando al tempo stesso protagonisti e osservatori della situazione scenica. Con gli adolescenti è possibile utilizzare, inoltre, la simulazione su copione ossia un role playing così strutturato che si svolge su sceneggiatura e testo precostituiti.

Circle time

Il circle time è un gruppo di discussione su argomenti diversi i cui obiettivi sono:

  • Favorire lo sviluppo dell'empatia;
  • Creare un clima di serenità e di rispetto reciproco;
  • Imparare a discutere insieme, ad esprimere le proprie opinioni ad alta voce, a riassumere ciò che è stato detto, ad ascoltare e a chiedere l'ascolto;
  • Favorire la conoscenza, la cooperazione e la collaborazione tra tutti i membri del gruppo classe (alunno-alunno e alunno-insegnante);
  • Risolvere i conflitti attraverso l'analisi dei problemi e trovando insieme le possibili soluzioni, evitando l'intervento da parte degli insegnanti.

Debate

Gli obiettivi del debate sono:

  • Sviluppare capacità di persuasione;
  • Sapere ricercare e selezionare le fonti attraverso risorse multimediali online;
  • Approfondire alcune tematiche legate alla cultura generale e all'attualità.

Attività di letture di gruppo

Le attività di letture di gruppo:

  • Stimolano la lettura (anche di storie che all'apparenza non interessano);
  • Favoriscono la socializzazione;
  • Permettono di leggere un libro con gli occhi degli altri.

Strategie per favorire la creatività nella scuola secondaria

Quali strategie adottare allora per favorire lo sviluppo della creatività degli alunni?

  • Innanzitutto promuovere un clima che invita ad essere creativi;
  • Gratificare, incoraggiare, ricompensare le idee originali o le soluzioni non scontate trovate dall'alunno;
  • Utilizzare lo strumento dei giochi creativi per allenare la mente ad essere più pronta, libera ed elastica;
  • Utilizzare la tecnica del brainstorming, letteralmente tempesta di cervelli.

Tecnica del brainstorming

La tecnica non ha origine in ambito scolastico, bensì nasce negli anni '50 del Novecento da una brillante idea di Osborn, dirigente nel settore pubblicitario, che descrive il brainstorming con queste parole: "una tecnica di conferenza con la quale un gruppo cerca di trovare una soluzione per un problema specifico, accumulando tutte le idee spontaneamente sorte dai suoi membri".

Regole del brainstorming

Le regole per la buona conduzione di un brainstorming sono:

  • Nessuna critica alle idee degli altri;
  • Tutte le idee sono ben accolte;
  • Prima si punta sulla quantità;
  • Poi il lavoro di perfezionamento.

Brainstorming a scuola

La trasposizione di questo metodo in un contesto scolastico è altamente proficua, poiché il brainstorming si caratterizza come un'attività collaborativa e inclusiva, in quanto tutti gli allievi vengono chiamati a prendere parte, abituandoli inizialmente ad eseguire semplici attività di conoscenza ed ascolto reciproco, creando e costruendo in questo modo relazioni (docente-studente/studente-studente) e favorendo il clima di base adatto per il brainstorming.

Cosa garantisce il brainstorming a scuola

L'utilizzo del brainstorming garantisce livelli di attenzione elevati per tutti gli allievi ed il coinvolgimento dell'intera classe, e non solo dell'allievo interrogato; la lezione diventa in questo modo più efficacemente fruibile e inclusiva, coinvolgendo anche tutti gli allievi.

Tecnica del concassage

Utilizzare la tecnica del concassage (frantumazione). Essa consiste nell'esaminare il problema da risolvere da tanti punti di vista diversi e anche insoliti.

Come si svolge il concassage

Si propone al gruppo di pensare al problema con un "cosa succede se":

  • Ingrandissimo: nella forma, nel peso, nel valore;
  • Diminuissimo: di volume, di prezzo, di durata, di mansione;
  • Migliorassimo: il materiale, il design, la prestazione;
  • Associassimo: con un altro oggetto o funzione diversa;
  • Eliminassimo: tutto o in parte.

Le idee prodotte vengono annotate in una lista. Al termine, l'animatore le rilegge al gruppo, le idee simili vengono cancellate o accorpate. Successivamente si passa alla valutazione delle idee.

Didattica per problemi (problem solving)

Con il termine problem solving si intende il processo cognitivo messo in atto per analizzare una data situazione e trovare una soluzione inaspettata. Nel problem solving ci sono cinque momenti:

  • Comprensione del problema da parte dello studente;
  • Previsione del tempo necessario per la risoluzione;
  • Pianificazione che sarebbe la vera e propria fase di risoluzione;
  • Monitoraggio durante lo svolgimento del compito;
  • Valutazione sul modo in cui è stato risolto il problema.

Come sviluppare l'empatia nella scuola secondaria

La relazione educativa non può prescindere dalla relazione empatica. Il docente, quando comunica, deve essere chiaro e avere la capacità di comprendere, ascoltare, accogliere, valutare continuamente le reazioni, anche non verbali, dell'alunno. Per fare ciò occorre empatia, rispetto, sensibilità, umiltà. Adatte a sviluppare l'empatia a scuola possono essere: la didattica laboratoriale, il problem solving, il debate, il group reading activity, il role playing. (vedi sopra metodi d'insegnamento/apprendimento).

Creatività

Con il termine creatività si intende, in generale, la capacità mentale di creare e inventare.

Concezione creatività metà '800

I primi studi sulla creatività risalgono alla seconda metà dell'Ottocento e la ritengono un fatto genetico ed ereditario, un talento innato, un dono concesso a coloro che lavorano nell'ambito artistico o delle scoperte e innovazioni.

Concezione creatività inizio '900

A partire dall'inizio del Novecento, tuttavia, gli studi sulla creatività iniziano a prendere in considerazione aspetti diversi rispetto a quelli biologici o genetici. Così, in base al campo scientifico di ricerca, nascono varie definizioni e teorie riguardanti la creatività. Vediamo le principali:

Definizioni e principali teorie riguardanti la creatività

  • Dal punto di vista psicoanalitico la creatività viene considerata come capacità di far ricorso a contenuti inconsci, come compensazione di desideri insoddisfatti o capacità di elaborare conflitti e difficoltà interne, trasformandoli in opportunità di crescita personale. Hanno un approccio psicoanalitico Freud, Rank, Klein, Winnicott, Erickson;
  • La psicologia comportamentista considera la creatività come un insieme di associazioni tra stimoli e risposte con il supporto di rinforzi. In quest'ottica nasce ad esempio:
    • La teoria associazionistica di Mednick secondo la quale è proprio nella capacità associativa delle idee che risiederebbe la caratteristica del pensiero creativo;
    • La teoria neo-associazionistica di Weisberg secondo la quale il soggetto creativo è un individuo che, di fronte al problema in cui è impegnato, cerca di recuperare informazioni dalla propria memoria e di immaginare possibili soluzioni.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mari_Rosi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tirocinio formativo attivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Basile Maria.
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