LA PERUASIONE
Introduzione:
Il concetto di influenza rimane più ampio di quello di persuasione. L’influenza in senso stretto è un
effetto prodotto da un’interazione faccia a faccia. La persuasione riguarda il tentativo da parte di
una fonte, più o meno impersonale, di influenzare molti individui di un’audience (Zimbardo e
Leippe). Eagley e Chaiken affermano che lo studio dell’influenza riguarda gli atteggiamenti in un
contesto sociale e, in particolare, nell’ambito dell’interazione diadica o di piccolo gruppo. (Noi)
Prenderemo in considerazione l’affermazione secondo cui parlare di influenza rispetto a
persuasione significa riferirsi ad un concetto più ampio. L’interazione comunicativa si configura
come una situazione in cui si svolge un’attività di contrattazione sula natura e sulle regole dello
scambio; ogni scambio comunicativo rappresenta una negoziazione finalizzata a fare assumere
all’altro la propria definizione di realtà. Gran parte delle comunicazioni hanno funzione persuasiva,
e gran parte degli effetti persuasivi vengono prodotti in situazioni di comunicazione. Lo scopo
intenzionale di portare un determinato cambiamento nel ricevente diversifica la persuasione da
influenza e comunicazione. L’area di interesse legata alla persuasione è ritagliata fra: gli
atteggiamenti (di cui la persuasione costituisce l’aspetto dinamico); l’influenza sociale (di cui
rappresenta l’aspetto intenzionale); la comunicazione (aspetto funzionale).
1.ALLA RICERCA DI UNA TEORIA:
Negli anni 80’ cominciano a delinearsi proposte di quadri concettuali unitari in rado di definire i
processi attraverso i quali avvengono i cambiamenti e le condizioni necessarie per osservarli.
Modelli duali: Il modello della probabilità di elaborazione (ELM, Petty e Cacioppo)_ gli autori
sostengono che il cambiamento di atteggiamento può avvenire attraverso due percorsi differenziati:
il percorso centrale è un processo di elaborazione attenta e di riflessione accurata sule
argomentazioni e sulle informazioni contenute nel messaggio persuasivo (richiede una certa
quantità di risorse cognitive. Assume massima importanza la qualità dell’argomentazione. Se gli
argomenti persuasivi provocano nel ricevente pensieri prevalentemente favorevoli all’oggetto in
questione, l’atteggiamento che si rileva dopo l’esposizione al messaggio sarà positivo, e viceversa.
Il percorso periferico invece riguarda il processo di elaborazione a basso sforzo cognitivo applicato
ad elementi che non sono direttamente pertinenti al tema, sono piuttosto informazioni di sfondo o
segnali periferici; diminuisce l’importanza dell’argomentazione e aumenta quella dei segnali
periferici (lo status della fonte, la vividezza del messaggio, etc…). I fattori chiave che determinano
la probabilità di intraprendere il primo o il secondo tipo di processo sono: la motivazione (quando il
ricevente ritiene che il messaggio sia personalmente rilevante sarà motivato a una riflessione attenta
sui suoi contenuti) e l’abilità cognitiva (non si riferisce solo alle capacità relativamente stabili del
capire ma anche a condizioni contingenti che influiscono sullo sforzo cognitivo che le persone sono
in grado di produrre in quel determinato momento, oltre che al gradodi comprensibilità del
messaggio stesso. Secondo il modello quando un ricevente è motivato e capace di elaborare un
contenuto informativo di una comunicazione, l’eventuale cambiamento dell’atteggiamento è l’esito
del percorso centrale di elaborazione. Al contrario quando egli non è motivato o non è in grado di
destinare un certo sforzo cognitivo al tema in questione gli eventuali cambiamenti di atteggiamento
sono il risultato di un percorso periferico. Gli autori affermano la mutua esclusione dei due percorsi:
o si intraprende l’uno o si percorre l’altro. Cambiamenti più persistenti sono derivati dal percorso
centrale. Il modello euristico sistematico di shelly e chaiken si applica alle situazioni in cui una
persona si trova di fronte ad un messaggio che promuove una posizione diversa dalla propria e
debba quindi giudicarne la validità. Il giudizio sulla validità può essere raggiunto attraverso due
processi: 1 l’elaborazione sistematica delle info contenute nel messaggio(del tutto simile all’ELM,
PERCORSO CENTRALE) 2 può avvalersi di una modalità basata su info più accessibili che non
riguardano il contenuto del messaggio, ma che sono strutturate come semplici regole di decisione,
vale a dire su euristiche . consentono un risparmio di energia cognitiva. Sono regole di decisione,
che abbreviano l’attività di elaborazione.In questo modello è prevista la possibilità che le due
modalità non si escludano a vicenda. Un individuo può raggiungere il proprio giudizio
simultaneamente attraverso i 2 percorsi quando è presente: motivazione, disponibilità(aver appreso
la regola nel corso di esp passate) e accessibilità dell’euristica , abilità cognitiva, percezione di
affidabilità. Le due modalità possono esercitare effetti indipendenti(le info che una persona elabora
in modo sistematico sono congruenti con la conclusione a cui porta l’utilizzo dell’euristica; il
giudizio finale sarà il risultato sommatorio delle due modalità-impatto additivo) o effetti
interdipendenti(quando l’elaborazione del contenuto del messaggio contraddice la conclusione a cui
la persona arriverebbe utilizzando l’euristica adeguata; possono esserci o un’attenuazione
dell’effetto dell’euristica oppure una distorsione nella procedura di analisi sistematica, provocata
indirettamente sul giudizio da parte dell’euristica). Tramite un esperimento dimostrano che
partecipanti motivati di fronte un messaggio ambiguo sono il prodotto dell’effetto diretto
dell’euristica e l’effetto indiretto dell’euristica sulla percezione degli argomenti da analizzare, per
cui gli stessi argomenti sono percepiti in modo più o meno convincente a seconda che vengano da
una fonte credibile o poco credibile Gli autori individuano anche due determinanti di natura
motivazionale: il principio di sufficienza(uno sforzo cognitivo portato avanti fino a raggiungere la
soglia di sicurezza desiderata) e il principio del minimo sforzo. L’elaborazione sistematica e quella
euristica possono entrambe servire alla validazione, alla difesa, e all’accettabilità sociale.
2. IL MESSAGGIO:
Il messaggio finalizzato a persuadere può essere organizzato in modo tale da potenziarne l’efficacia.
LA MERA ESPOSIZIONE è un primo livello d’influenza, si esercita semplicemente attraverso la
percezione ripetuta da parte dell’individuo di un dato oggetto stimolo; è una condizione in cui viene
semplicemente reso accessibile uno stimolo alla percezione dell'individuo. La mera esposizione
ripetuta di un individuo ad uno stimolo è una condizione sufficiente per provocare un atteggiamento
più favorevole verso questo stimolo. Esperimenti di Zajonk indicano effettivamente un
atteggiamento più positivo verso lo stimolo all’aumentare della frequenza di esposizione. Bornstein
tramite una meta-analisi (introdurre in un’unica analisi statistica le misure rilevate in studi
indipendenti) arriva a circoscrivere alcune caratteristiche del fenomeno; caratteristiche dello
stimolo: l’effetto è più forte quando si tratta di stimoli complessi rispetto a stimoli semplici;
presentazione degli stimoli: sequenze eterogenee di stimoli e brevi esposizioni producono effetti più
forti; misurazione delle variabili: ogni tipo di misura ha consentito di apprezzare in modo
statisticamente significativo l’influenza della frequenza di esposizione; variabili relative ai
partecipanti: partecipanti con alti punteggi relativi al bisogno d’approvazione, alla ricerca di
sensazioni, e alla tolleranza per ambiguità ed ansia mostrano un più forte aumento del favore. Al
contrario nei bambini più si aumenta il numero delle esposizioni più l’oggetto viene giudicato in
modo negativo (la causa è la noia). Alcune ricerche hanno dimostrato che il riconoscimento dello
stimolo non è una condizione necessaria per il verificarsi dell’effetto. Il fenomeno della mera
esposizione risulta fortemente sostenuto sul piano empirico, ma non altrettanto interpretabile sul
piano teorico.
ORGANIZZAZIONE D
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