STORIA DEL CINEMA:
I PRIMI ANNI DEL CINEMA 1880-1904
Il cinema fu inventato durante l’ultimo decennio dell’Ottocento in seguito alla
rivoluzione industriale. Era una nuova forma di intrattenimento e un nuovo
mezzo artistico.
I presupposti:
1. L’occhio umano riesce a percepire il movimento quando gli viene messa
davanti in rapida successione una seria di immagini diverse fra loro, a
una velocità di almeno 16 secondi.
2. Requisito tecnologico fondamentale per la nascita del cinema era la
possibilità di proiettare una serie rapida di immagini su una superficie;
intrattenitori ed educatori avevano usato delle lanterne per proiettare le
immagini, ma non erano abbastanza rapide per l’illusione del movimento.
3. Si poteva in questo momento sfruttare la fotografia per riprendere le
immagini su una superficie chiara.
4. Il cinema richiedeva che queste fotografie fossero su base flessibile per
poter scorrere rapidamente attraverso una macchina da presa. In questo
fu importante l’apparecchio Kodak di Eastman che impressionava rulli di
carta sensibili.
Nel 1888 Edison decise di costruire macchine per riprendere e mostrare
immagini in movimento, nel 1891 erano pronti il kinetografo e il kinetoscopio.
Dickson usò la pellicola di Kodak nel famoso formato 35 mm con quattro
perforazioni sui lati (modello tutt’ora utilizzato) in modo che potesse scorrere
nelle ruote dentate della macchina da presa.
I film realizzati duravano 20 secondi ed erano generalmente estratti di famosi
personaggi del varietà o dello sport.
La svolta commerciale la diedero i fratelli Lumière con il sistema di proiezione
cinématographe:
del utilizzava la pellicola 35mm e un meccanismo ad
intermittenza, montato davanti ad una lanterna diventava un proiettore. Gli
stessi fratelli girarono dei film da sedici fotogrammi al secondo, forma standard
nel mondo per quasi 25 anni. Il primo film realizzato in questo modo fu l’uscita
dalla fabbrica.
Nel 1897 l’invenzione del cinema era compiuta:
1. Peepshow per gli spettatori individuali; macchina automatica messa in
moto da un gettone.
2. Proiezione per un vasto pubblico; i proiettori erano da 35 mm tutte con
perforazioni della stessa misura così da poter essere utilizzate su
proiettori diversi.
Verso la fine del 1800 la scolarizzazione era maggiore e il pubblico aveva
numerose forme di divertimento, il cinema vi si inserì facilmente attraverso
anche i film di finzione – fatti da brevi inquadrature.
Le immagini: la maggior parte dei film era fatta di una sola inquadratura, la
macchina era ferma perché fissa su un treppiedi e l’azione si svolgeva in
un’unica ripresa. In alcuni casi i registi effettuavano diverse riprese dello stesso
soggetto e i gestori delle sale potevano acquistare l’intera serie e proiettarli
tutti insieme riuscendo quasi ad ottenere un’opera.
Il sonoro: lo spettacolo tipo era generalmente accompagnato dalla musica.
Nelle sale più modeste era suonata da un solo pianista o da un fonografo; in
altri casi erano gli stessi gestori a produrre i suoni sincronizzati all’azione sullo
schermo.
Nel primo decennio della storia del cinema si proiettavano film in molte parti
del mondo, ma la loro realizzazione avveniva principalmente nei Paesi in cui
era stata inventata la macchina da presa.
La Francia: A Eugènie Promio si attribuisce l’invenzione del movimento di
macchina. Le prime cineprese erano sorrette da treppiedi fissi, Promio
introdusse il movimento a Venezia ponendo la macchina su una gondola. Le
riprese di questo tipo venivano associate a “vedute” o “attualità”.
La storia del cinema in molti paesi è legata al cinématographe, che venne
venduto a partire dal 1897; nel 1905 la ditta cessò la produzione di film.
A seguito in Francia fecero la loro comparsa altre case di produzione come la
Star Film di George Méliès, Charles Pathé e Léon Gaumont.
Il Regno Unito: Nel Regno Unito si diffuse rapidamente la produzione di film che
venivano mostrati all’interno di programmi di music-hall (il varietà italiano) o
nelle fiere e richiamavano pubblico della classe operaia. All’inizio si basava su
soggetti molto semplici come “attualità” o “vedute”. Alcune di queste erano
influenzate dall’uso dei Lumière di collocare la cinepresa su veicoli in
phantom ride
movimento; divenne popolare il – viaggio fantasma, nato per
dare allo spettatore l’illusione di viaggiare.
Tra il 1905 e il 1914 qui il produttore più importante è Cecil Hempworth.
L’esempio di The Big Swallow: i più importanti registi del periodo formavano un
gruppo chiamato “la scuola di Brighton”, tra le varie invenzioni c’è quella dello
stacco – nell’inquadrare un uomo con la bocca aperta la macchina da presa si
avvicina al punto da sembrare che gli stia entrando nella gola e con uno stacco
impercettibile viene mostrato un fondale nero in cui cadono l’operatore e la
cinepresa, per poi tornare indietro e giungere allo stesso primo piano dell’uomo
che mastica il boccone.
Questa divenne una delle tecniche basilari dello stile fondato sulla continuità
che si sviluppò nei quindici anni successivi.
Il cinema inglese fu innovativo e celebre in tutto il mondo per diversi anni, ma
in seguito si indebolì a causa della concorrenza francese, italiana e danese.
Gli Stati Uniti: rappresentavano senza dubbio il più grande mercato del mondo
vitascope
per il cinema. Dopo la prima presentazione del di Edison a New York
nel 1896, le proiezioni di film si diffusero rapidamente in tutto il Paese. Dato
che i film non erano sottoposti al regime del diritto d’autore e che le copie
erano vendute invece di essere noleggiate, era difficile controllare la
circolazione delle pellicole. In poco tempo entrarono in funzione centinaia di
proiettori.
L’American Mutoscope Company utilizzava le pellicole 70 mm; il lavoro era
lievemente diverso, qui il gestore della sala poteva acquistare solo alcune delle
inquadrature e combinarle con altro materiale per allestire un programma più
lungo.
Per molti anni questa attività fu ostacolata da Edison che intentava cause
contro le ditte concorrenti per presunte violazioni delle leggi sui brevetti e i
diritti d’autore.
L’American vinse la causa e cominciò a produrre anche pellicole da 35 mm,
assumendo inoltre uno dei più importanti registi del cinema muto: Griffith.
Edwin Porter: per fronteggiare la concorrenza Edison realizzò film più lunghi,
chiamando a sé Porter; con lui ci furono numerose innovazioni e il primo film
Life of an American Fireman
narrativo – in cui si perfeziona il montaggio come
lo intendiamo noi oggi.
È un montaggio innovativo – non continuativo, ma ci mostra la scena da due
punti di vista diversi (quindi non montaggio come lo intendiamo noi, ma
montaggio di più riprese).
Life comincia con l’inquadratura di un pompiere che si assopisce e sogna di
salvare una donna e il suo bambino da una casa in fiamme. Il film finisce con
due lunghe inquadrature della stessa azione da due punti di vista diversi;
questo risulta strano ad un pubblico moderno, ma allora era comune mostrare
lo stesso avvenimento da diversi punti di vista.
La grande rapina al treno,
Il film più importante di Porter è comunque realizzato
nel 1903 con 14 inquadrature, narra la storia di una banda di ladri che assalta
un treno. Porter monta in successione le inquadrature ambientate nell’ufficio
del telegrafo, sul treno durante la rapina e quelle del ballo con gli abitanti del
paese.
In questo era inclusa anche una scena in cui un ladro sparava con la pistola
verso la cinepresa, questa poteva essere inserita a piacimento dal gestore della
sala – scene come questa non erano mai strettamente narrative, ma sempre
utili ad attirare l’attenzione del pubblico.
NB: Georges Méliès, nel 1896 riuscì a costruire una sua cinepresa con cui fu in
grado di proiettare film. Girò film di ogni genere, i primi includevano molte
“vedute” e brevi scene all’aperto. Nel primo anno della sua attività girò
Escamotage d’un dame chez Robert-Houdin
numerosi film tra cui in cui una
donna viene trasformata in scheletro, il trucco era fermare la ripresa e
fermo macchina
sostituite la donna con lo scheletro; successivamente usò il e
altri effetti speciali per creare scene fantastiche di magia più complesse.
Recitò in molti dei suoi film e nel ’97 costruì un piccolo teatro di prosa con
pareti di vetro: questo gli permetteva di colorarle creando scenografie sempre
diverse per i suoi spettacoli.
ESPANSIONE INTERNAZIONALE 1905-1912
Prima del 1904 l’andamento dell’industria cinematografica era stato fluttuante;
i produttori vendevano le copie dei film e i gestori potevano proiettarli nei teatri
di varietà, nelle sale da concerto, nei padiglioni delle esposizioni. Le stesse
copie erano spesso rivendute e continuavano a circolare per anni. Dal 1905
l’industria assunse dimensioni più ampie e forme più stabili. Dopo il 1905 i film
divennero infatti più lunghi e costituiti da diverse inquadrature, raccontavano
storie più complesse.
Francia:
Negli anni 1905-1906 l’industria francese dominava il mercato
internazionale ed era in una fase di notevole sviluppo. Le due principali
società erano la Pathé Frères e la Gaumont; contemporaneamente anche
altre case minori nascevano per soddisfare la richiesta pressante.
- La Pathé era una grande società con tre diversi studi con un sistema di
concentrazione verticale che comportava il controllo della produzione,
della distribuzione e dell’esercizio. La concentrazione verticale è stata
una delle principali strategie adottate dalle società cinematografiche.
1. Costruiva macchine da presa e proiettori,
2. Produceva film,
3. Fabbricava la pellicola su cui stampare.
A partire dal 1906 acquistò anche le sale; in quel momento era la
principale società al mondo. Nel 1905 vi lavoravano sei registi che
giravano ognuno un film alla settimana. Tra 1903 e 1904 riuscì a creare
un elaborato sistema di colorazione meccanica – riservava il colore ai film
a trucchi e che mostravano fiori o donne elegantemente vestite; questo
tipo di colorazione venne utilizzato fino ai primi anni del cinema sonoro. I
film di maggiore successo erano le serie che avevano come protagonisti
comici famosi.
Oltre alla concentrazione verticale, la Pathé ricorreva anche a quello
orizzontale, espandendosi all’interno di uno specifico settore
dell’industria.
La Gaumont a sua volta si espanse molto rapidamente. Feuillade divenne
uno degli artisti più importanti del cinema muto e la sua fortuna
procedette parallela con quella della Gaumont fino agli anni ’20.
Italia: Arrivò un po’ tardi sulla scena della produzione che però dal 1905 si
sviluppò rapidamente seguendo il modello francese. Cines a Roma, Ambrosio
Film e Italia Film a Torino sono solo alcune delle nuove società nascenti, a cui
però mancava personale specializzato che chiamavano direttamente dalla
Francia. Le proiezioni aumentarono rapidamente e in Italia fu considerato,
prima che in altri paesi, una nuova forma d’arte.
Nel 1910 (cioè nel giro di soli 5 anni) l’Italia era probabilmente seconda solo
La
alla Francia per numero di film esportati. Nel 1911 Giovanni Pastore girò
caduta di Troia, il successo di quest’opera incoraggiò i produttori a realizzare
film storici più lunghi e fastosi, inaugurando la moda degli anni ’10. Non tutti i
film erano però in costume; a partire dal 1909 i produttori ricominciarono a
imitare i francesi realizzando parecchie serie comiche. Questi film erano molto
più economici, vivaci e spontanei di quelli storici e divennero famosi in tutto il
mondo.
Danimarca: Anche questo piccolo paese fu importante, grazie all’imprenditore
Ole Olsen che nel 1906 fondò una casa di produzione (la Nordisk) e cominciò
presto ad aprire uffici di distribuzione all’estero.
I film della Nordisk in breve tempo divennero famosi in tutto il mondo per
l’eccellente recitazione. La casa si specializzò nel poliziesco e in opere
melodrammatiche. Gli elementi principali erano:
- Gli effetti di luce,
- Le storie,
- Il realismo,
- Lo stile naturalistico della recitazione,
- L’enfasi sulle passioni.
August Blom era il maggiore dei registi della casa all’inizio degli anni ’10. Il suo
Atlantis
film ebbe un grande successo – era ispirato al disastro del Titanic
avvenuto l’anno precedente.
L’abisso,
Un altro film della Nordisk, portò alla ribalta Asta Nielsen – l’attrice era
adatta sia per la tragedia che per la commedia e sebbene provenisse dal
palcoscenico, fu una delle prime attrici del cinema il cui stile di recitazione non
aveva più nulla a che spartire con quello teatrale.
L’industria danese fu fiorente fino allo scoppio della prima guerra mondiale,
quando vide progressivamente chiudersi i mercati internazionali, mentre i suoi
registi e attori più importanti trovarono lavoro all’estero.
America: Ad Hollywood fino alla prima guerra le società si concentravano sulla
domanda interna in rapida e costante crescita, facendosi spesso concorrenza
per conquistare il potere. Tra 1905 e 1912 tentarono di dare un po’ di stabilità
alla confusa situazione dell’industria cinematografica. Per concentrarsi
successivamente sul mercato estero.
Dal 1905 le sale aumentarono notevolmente: si trattava generalmente di
magazzini che contenevano meno di duecento posti a sedere, l’entrata costava
nickelodeon)
un nickel (da qui il termine o un dime (dieci centesimi) se il
programma durava da 15 a 60 minuti.
I nickelodeon si diffusero per diverse ragioni:
1. Andare al cinema divenne una forma di intrattenimento regolare,
2. I produttori cominciarono a concedere film in noleggio,
3. Le sale potevano programmare film in continuazione, dalla tarda
mattinata a mezzanotte.
Gli spettatori si sedevano su panchine o sedie di legno e raramente veniva
fatta pubblicità dei programmi degli spettacoli: gli spettatori vi si recavano
regolarmente o vi capitavano per caso – ad attirare l’attenzione erano le
locandine esposte all’esterno.
Quasi sempre vi era un accompagnamento sonoro. Durante i cambi di rullo un
cantante poteva intrattenere gli spettatori. Accompagnato dalla proiezione con
lanterne magiche.
Ubicati nel quartiere degli affari o nelle zone industriali, i nickelodeon permisero
ad un pubblico di massa di assistere agli spettacoli e nel 1908 erano diventati
la principale modalità di proiezione.
I fratelli Warner cominciarono a gestire alcuni nickelodeon – questi uomini
contribuirono a creare la struttura base dello studio system hollywoodiano negli
anni ’10.
Contemporaneamente le ostilità all’interno dell’industria si accentuarono: le
rivalità tra Am&B ed Edison si inasprirono e nel 1908 il mercato era in crisi.
Scelsero di unirsi e creare una nuova società che avrebbe controllato tutte le
altre e riscosso la tassa dovuta per produrre film: nel dicembre venne creata la
Motion Picture Patents Company.
Al di fuori degli USA regnavano ancora Francia e Italia.
La MPPC sperava di controllare tutte le fasi dell’industria:
1. Produzione
2. Distribuzione
3. Esercizio
La Kodak inoltre accettò di vendere materiale solo ai membri della MPPC in
cambio dell’impegno da parte loro a non acquistare nessun’altra pellicola.
Questo accordo stabilì che il controllo sull’interno mercato cinematografico
americano fosse in mano a un oligopolio (piccolo numero di compagnie che
collaborano per controllare il mercato e impedire l’entrata di altre società).
La MPPC incontrò comunque delle difficoltà: non tutti erano disposti a pagare
tributi ad Edison e alla AM&B.
Il primo attacco fu da parte di Carl Laemme che fondò la Indipendent Motion
Picture Corporation, sulle cui basi sarebbe nata la Universal – nel giro di pochi
anni infatti sorsero una dozzina di compagnie indipendenti in tutto il paese.
Nel 1912 il governo americano fece causa alla MPPC con l’accusa di Trust, la
stessa fu condannata nel 1915.
In generale i nickelodeon e le sale non godevano di buona fama: alcuni gruppi
religiosi li consideravano come luoghi pericolosi che traviavano i giovani. Un
gruppo di newyorkesi formò il Board of Cernsorship – organizzazione privata
che mirava a migliorare i contenuti dei film – si trattava di autocensura. Sia i
membri della MPPC, sia i produttori indipendenti cercarono di migliorare
l’immagine pubblica del cinema distribuendo film che miravano ad attirare
spettatori della classe medio-alta. I film divennero più lunghi e complessi dal
punto di vista narrativo, con storie tratte dalla letteratura o che descrivevano
importanti eventi storici.
Questi cambiamenti si accompagnarono a un miglioramento delle sale, il
prezzo d’ingresso nei nuovi locali aumentò e i programmi divennero più
articolati. feauture
Nei primi anni del secolo il termine definiva semplicemente un film
insolito segnalato in evidenza nel cartellone pubblicitario, poi cominciò a essere
associato a film più importanti o lunghi.
Dal 1909 si iniziò a produrre film lunghi più di un rullo, ma il rigido sistema
della MPPC non permetteva di proiettarne più di uno alla volta e gli spettatori
dovevano tornare per vedere la seconda parte, con il biglietto quindi
maggiorato. Questo meccanismo fu rotto con il successo che ebbero in tutta<
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