Parte prima: il cinema delle origini
Il cinema fece la sua prima apparizione a metà degli anni Novanta dell’Ottocento, in un’epoca in cui gli Stati Uniti stavano diventando una delle più forti potenze coloniali al mondo. A partire dal 1890 una nuova ondata di immigranti provenienti dall’Europa orientale e dai Paesi mediterranei sbarcò sulle coste americane. Queste popolazioni di lingua non inglese, che formavano gruppi compatti all’interno delle città, rappresentarono una grossa parte del pubblico di quel grande spettacolo che fu il cinema muto.
Nel primo decennio del nuovo secolo l’America conobbe l’impulso progressista della presidenza Roosevelt, ma fu anche un’epoca di violento razzismo. L’espansione americana coincise con il momento in cui le maggiori potenze europee avevano già fondato imperi molto estesi ed erano impegnate in un’intricata rete di manovre per dominare aree instabili. Le tensioni derivanti da tali manovre portarono allo scoppio della prima guerra mondiale nel 1914, in cui subentrarono anche gli Stati Uniti nel 1917.
L’equilibrio generale del potere era definitivamente mutato e gli Stati Uniti emersero come la maggior forza finanziaria mondiale. Il cinema, inventato durante i trent’anni precedenti la prima guerra mondiale, da attrazione delle penny arcades, crebbe fino a trasformarsi in industria internazionale: il movimento costituì il motivo di interesse delle prime proiezioni, ma già dagli anni Dieci fu il lungometraggio a divenire elemento costitutivo degli spettacoli cinematografici.
L’invenzione del cinema fu un lungo processo che coinvolse tecnici e imprenditori di molti Paesi, e mentre le battaglie fra i concessionari dei brevetti ne rallentarono lo sviluppo in America, le società francesi conquistarono il primo posto nei mercati mondiali. A partire dal 1905, la rapida crescita della domanda di spettacoli portò alla diffusione di piccoli cinema, chiamati nickelodeon: durante il boom del nickelodeon il genere più richiesto divenne il film narrativo. I film prodotti in diversi Paesi circolarono in tutto il mondo, con una conseguente influenza reciproca di tecniche e strutture: vennero aggiunte didascalie e si sviluppò una grammatica delle inquadrature, mentre grande prestigio assumevano gli adattamenti letterari e i film storici.
La prima guerra mondiale ebbe un impatto fortissimo sul cinema, causando una drastica diminuzione della produzione francese e la conseguente ascesa dell’industria hollywoodiana, tanto che alla fine della guerra i film americani dominavano il mercato internazionale. In questo periodo, molti Paesi stavano esplorando il linguaggio dei film: il montaggio divenne ingegnoso e complesso; gli stili di recitazione variarono enormemente; i registi studiarono le possibilità dei modi di ripresa, della scenografia realistica e dei movimenti di macchina.
1. L'invenzione e i primi anni del cinema: 1880 - 1904
La cultura popolare del diciannovesimo secolo conobbe una vasta proliferazione di forme visive. Il pubblico, nella maggior parte dei casi, doveva percorrere lunghe distanze per visitare i principali diorami o parchi di divertimento. Il cinema offrì alle masse uno spettacolo visivo economico. Le performance registrate degli attori potevano facilmente essere mostrate al pubblico di tutto il mondo; i documentari turistici offrivano immagini di posti lontani direttamente nelle città degli spettatori. I film diventarono così la forma d’arte visiva popolare della tarda età vittoriana.
Il cinema fu inventato durante l’ultimo decennio dell’Ottocento, in seguito alla rivoluzione industriale. Fu in principio un meccanismo tecnologico, che divenne poi la base di una grande industria. Durante la prima decade della sua esistenza, gli inventori lavorarono per migliorare le macchine per realizzare e proiettare film.
L’invenzione del cinema
Il cinema è un mezzo complicato e per poterlo inventare fu necessario acquisire e perfezionare molti dispositivi tecnici.
Presupposti per la nascita del cinema
- Per prima cosa, gli scienziati dovettero comprendere che l’occhio umano riesce a percepire il movimento quando vengono messe davanti, in rapida successione, una serie di immagini leggermente diverse fra loro, a una velocità di almeno sedici immagini al secondo. In seguito a ciò vennero messi in commercio numerosi strumenti ottici che davano l’illusione del movimento grazie a un numero limitato di disegni: fenachistoscopio, zootropio.
- Un secondo requisito tecnologico fondamentale per la nascita del cinema era rappresentato dalla capacità di proiettare una serie rapida di immagini su una superficie: lanterne magiche, che però non erano abbastanza veloci per dare l’illusione del movimento.
- Un terzo requisito per l’invenzione del cinema fu la possibilità di usare la fotografia per riprendere le immagini una successivamente all’altra (ovviamente il tempo di esposizione doveva permettere di scattare almeno sedici fotogrammi al secondo). Tali tecniche fecero comunque la loro comparsa lentamente.
- In quarto luogo, il cinema richiedeva che le fotografie venissero impressionate su una base flessibile in modo da poter scorrere rapidamente attraverso una macchina da presa. Nel 1888 George Eastman ideò un apparecchio che impressionava rulli di carta sensibile, il Kodak. L’anno dopo Eastman introdusse il rullo di celluloide trasparente.
- In quinto e ultimo luogo, gli sperimentatori dovettero escogitare un meccanismo a intermittenza adatto alle macchine da presa e ai proiettori.
Durante gli anni Novanta, tutte le condizioni tecniche necessarie per la nascita del cinema erano state messe a punto. La questione era: chi avrebbe messo insieme tutti gli elementi in modo da poterli sfruttare su larga scala?
I precursori del cinema
Importanti contributi alla nascita del cinema vennero da alcuni inventori. Molti di loro si interessavano all’analisi del movimento. Il lavoro dell’americano Eadweard Muybridge sulle fotografie di alcuni cavalli in corsa, ispirò il francese Etienne-Jules Marey, che inventò il fucile fotografico, capace di impressionare dodici scatti al secondo. Un’altra figura interessante di studioso francese è quella di Emile Reynaud, che nel 1877 costruì il prassinoscopio: le sue furono le prime esibizioni in pubblico di immagini in movimento, anche se la loro successione era scattosa e troppo lenta.
Un’invenzione internazionale
È difficile attribuire l’invenzione del cinema ad un singolo esperimento. La nascita del cinema non avvenne in un momento. Nel 1888 Thomas Edison decise di costruire macchine per riprendere e mostrare immagini in movimento, e gran parte del lavoro fu compiuta dal suo assistente Dickson (entrambi erano influenzati dalle sperimentazioni di Marey e Eastman): nel 1891 il kinetografo e il kinetoscopio erano pronti per ottenere il brevetto ed effettuare le prime dimostrazioni.
Dickson tagliò inoltre la pellicola di Eastman in nastri larghi circa 35 mm e fece quattro perforazioni sui lati di ogni fotogramma, in modo che la pellicola potesse essere trascinata la pellicola attraverso la macchina da presa: queste prime decisioni influenzarono l’intera storia del cinema: la pellicola 35 mm con quattro perforazioni laterali è il modello usato tuttora. Edison e Dickson avevano bisogno di un repertorio di film per poter sfruttare commercialmente le loro macchine, e costruirono un piccolo teatro di posa nel New Jersey; Edison sfruttava il suo fonografo dandolo in affitto a locali in cui i clienti, pagando un nickel, potevano ascoltare la registrazione attraverso cuffie e lo stesso principio venne adottato per il kinetoscopio: il primo locale di kinetoscopi fu aperto a New York nel 1894.
Un altro dei primi sistemi per realizzare e proiettare film fu il bioskop, inventato in Germania dai fratelli Skladanowsky. I fratelli Lumière inventarono un sistema di proiezione che contribuì a rendere il cinema un’impresa commerciale di respiro internazionale (la loro famiglia possedeva la più grande industria europea di prodotti fotografici). In poco tempo idearono una piccola macchina da presa, il cinematografo. I Lumière girarono il loro film alla velocità di sedici fotogrammi al secondo, che divenne velocità standard dei film per circa venticinque anni. Il loro primo film realizzato con questo sistema fu La sortie des usines Lumière, girato nel marzo 1895, mentre nel dicembre dello stesso mese ebbe luogo a Parigi una delle più famose proiezioni della storia: i clienti pagarono un franco per assistere a uno spettacolo di venticinque minuti in cui furono proiettati dieci film.
Mentre i Lumière andavano perfezionando la loro cinepresa, in Inghilterra si stava sviluppato un analogo processo di invenzione: Acres nel 1896 mostrò alcuni film, fra cui Rough Sea at Dover. Ben presto, in Inghilterra, le proiezioni dei film divennero regolari. I Lumière mandarono a Londra un loro rappresentante, che a inizio 1896, inaugurò con successo una serie di proiezioni. Intanto Paul, socio di Acres, vendeva le sue macchine anziché darle in affitto, favorendo la diffusione dell’industria cinematografica in Gran Bretagna e rifornendo anche registi stranieri, fra cui Méliès.
Anche negli Stati Uniti furono progettati sistemi di proiezione: Wodwille Latham aggiunse un ricciolo alla pellicola che rendeva possibile realizzare film un po’ più lunghi di tre minuti, Jenkins e Artman inventarono il vitascope, Herman Casler nel 1904 creò il muto scope. Nel 1897 l’invenzione del cinema poteva ormai considerarsi completata. I principali sistemi erano due: il peepshow per spettatori individuali e la proiezione per un vasto pubblico. Ma quale tipo di film veniva prodotto? E da chi? Come e dove venivano visti?
Le prime produzioni e proiezioni cinematografiche
Verso la fine del diciannovesimo secolo, molte famiglie possedevano strumenti ottici e visori portatili, e attraverso la narrazione illustrata e la nascita della fotografia il pubblico aveva a disposizione svariate forme di divertimento. Il nuovo mezzo cinematografico si inserì facilmente nella varietà di divertimenti popolari: la maggior parte dei soggetti dei primi film erano di cronaca, “vedute” o “panorami”, o brevi resoconti di viaggio che offrivano visioni di terre lontane. In molti casi i programmi dei cinematografi riguardavano addirittura avvenimenti accaduti nelle località dove si trovavano i teatri.
Sin dall’inizio della storia del cinema i film di finzione, costituiti di breve scene, ebbero grande importanza, come testimonia Arrouseur et arrosé dei Lumière: semplici scherzi di questo tipo rappresentavano il genere principale del cinema delle origini. Alcuni di questi film erano girati all’aperto, ma presto venne introdotto l’uso di fondali dipinti. La maggior parte dei film delle origini erano composti di una sola inquadratura. La macchina da presa rimaneva sempre nella stessa posizione e l’azione si svolgeva nel tempo di un’unica ripresa. Lo spettacolo tipo era generalmente accompagnato dalla musica, e l’affluenza del pubblico dipendeva dalla capacità del gestore di organizzare e presentare il programma.
Nella prima decade della storia del cinema si proiettavano film in molte parti del mondo, ma la loro realizzazione avveniva principalmente nei paesi in cui la macchina da presa era stata inventata: Francia, Inghilterra, Stati Uniti.
Lo sviluppo dell’industria cinematografica francese
Nonostante il successo ottenuto con le prime proiezioni, i Lumière credevano che il cinema sarebbe stata una moda passeggera e si mossero rapidamente per sfruttare il cinematografo. Inizialmente cercarono di evitare di vendere le macchine e mandarono operatori in giro per il mondo a proiettare i loro film. Gli operatori giravano anche film del genere “vedute” e “panorami”, composti da una sola inquadratura nei luoghi di maggiore interesse: Spagna, Egitto, Italia, Giappone, ecc. I Lumière produssero anche film di finzione, che consistevano generalmente in brevi scene comiche.
Alcuni dei film girati dai loro operatori introdussero importanti innovazioni tecniche: a Promio si attribuisce l’invenzione del movimento di macchina, introdotto nel 1896 in una ripresa di Venezia. I Lumière e i loro rivali si concentrarono principalmente sui mercati più redditizi, ignorando i Paesi più piccoli. In generale comunque i Lumière, insieme a qualche altra società, trasformarono il cinema in un fenomeno internazionale e contribuirono al suo sviluppo cominciando a vendere il loro cinematografo nel 1897.
In quell’anno però la loro ditta dovette registrare una battuta d’arresto, poiché una tenda in cui si stava effettuando una proiezione prese fuoco, causando 125 vittime, e il cinema iniziò a perdere attrattiva sui cittadini del bel mondo. I Lumière continuarono a produrre film, ma vennero gradualmente esclusi dal mercato da rivali più innovativi. A seguito del loro successo comunque nacquero in Francia nuove case di produzione, fra cui l’indipendente casa di produzione di Méliès: le due più importanti furono la Pathé Frères, fondata nel 1896 e allargatasi ad attività estere nel 1904 e 1905, e la Gaumont, nel 1897.
Georges Méliès, il mago del cinema
Méliès era un illusionista che dopo aver visto il cinematografo dei Lumière decise di arricchire il suo programma con dei film. Sebbene venga ricordato principalmente per i suoi incantevoli film fantastici, pieni di trucchi e fondali dipinti, egli girò film di tutti i generi in voga a quei tempi. In Sparizione di una donna al Robert-Houdin, del 1896, Méliès interpreta un mago che trasforma una donna in uno scheletro, servendosi dell’uso del fermo macchina.
Per poter controllare meglio la realizzazione dei suoi film costruì un piccolo teatro di posa nel 1897, dove continuò a realizzare diversi tipi di film, come L’affaire Dreyfuss o Cendrillon (1899), dove unì inquadrature di diverse per uno stesso film. I film di Méliès, soprattutto quelli di argomento fantastico, erano molto di moda in Francia. Uno dei suoi film più famosi è Le voyage dans la lune del 1902. Egli continuò ad avere successo con i suoi film fino al 1905, quando la sua fortuna cominciò a declinare e la sua ditta cominciò a risentire della concorrenza.
La Gran Bretagna e la “scuola di Brighton”
Dopo le prime proiezioni all’inizio del 1896, la produzione di film si diffuse rapidamente in Inghilterra. Inizialmente la maggior parte dei film veniva raggruppata e mostrata come numero unico. All’inizio essi si basavano su soggetti molto semplici o ricavati dall’attualità, secondo il modello del periodo, come Twin’s Tea Party (1896) di Paul. I registi prestavano molta attenzione agli avvenimenti più importanti: “attualità” e cinegiornali erano molto in voga e includevano più inquadrature, mentre alcune “vedute” erano influenzate dal metodo Lumière di collocare la cinepresa su veicoli in movimento: phantom ride.
I primi film inglesi divennero famosi per i loro effetti speciali spettacolari. I più importanti produttori inglesi formavano il piccolo e influente gruppo della “scuola di Brighton”, i cui capiscuola erano George Albert Smith e James Williamson: entrambi sperimentarono diversi modi di usare gli effetti speciali e il montaggio che influenzarono in seguito registi di altri Paesi. The big swallow (1900) di Williamson è un esempio di ingegnosità dei registi di Brighton, con il suo stacco sulla bocca dell’uomo e il conseguente fondale nero con l’operatore che precipita, per poi tornare sulla figura dell’uomo che ride.
Mary Jane’s Mishap (1903), commedia grottesca di Smith, usa il montaggio in maniera decisamente sofisticata: l’inquadratura base viene alternata a parecchi inserti di mezze figure che mostrano divertenti espressioni del volto della protagonista: negli stacchi vi è il tentativo di creare continuità narrativa attraverso l’uso di inquadrature ravvicinate per guidare l’attenzione del pubblico.
Stati Uniti: la concorrenza e la rinascita di Edison
Gli Stati Uniti rappresentavano senza dubbio il più grande mercato del mondo per il cinema, avendo più sale pro capite di ogni altro Paese. I film americani erano venduti anche all’estero, ma le case di produzione si concentravano sul mercato nazionale. Tale concorrenza permise alla Francia e all’Italia di conquistare terreno rispetto agli Stati Uniti e di controllare il mercato internazionale fino alla prima metà degli anni Dieci.
Dopo la prima presentazione del vitascope di Edison a New York nel 1896, le proiezioni si diffusero rapidamente in tutto il Paese. Dato che i film non erano sottoposti al regime del diritto d’autore e che le copie erano vendute invece di essere noleggiate, era difficile controllare la circolazione delle pellicole. In poco tempo entrarono in funzione centinaia di proiettori e fu possibile assistere alle proiezioni in teatri di varietà, parchi di divertimento, negozi trasformati in piccole sale, ecc.
Negli anni tra il 1895 e 1897 il cinema rappresentò una grande novità. Lo stupore di vedere immagini in movimento e inusuali costituì il principale richiamo per il pubblico. All’inizio del 1898 tuttavia la novità era consumata. La guerra ispano-americana del 1898 rinnovò l’interesse per il cinema: il fervore patriottico spingeva il pubblico a interessarsi di qualsiasi evento riguardante il conflitto, il che fece la fortuna delle società che si arricchirono mostrando filmati autentici o girando film di finzione.
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