Capitolo 1: Concetto di azienda
L'azienda è un luogo fisico in cui un gruppo di persone svolge un'attività lavorativa che, con l'uso di determinati strumenti, porta alla realizzazione di processi di produzione di beni e servizi. L'azienda ha 8 caratteristiche principali:
- È una comunità di individui con il fine di soddisfare i bisogni umani.
- È un organismo, e come tale è strutturato in più organi, è in grado di adattarsi e relazionarsi con l'ambiente esterno.
- Il suo fine è la soddisfazione mediata o immediata dei bisogni umani.
- Ha funzione economica (produzione, consumo, risparmio, investimento, innovazione).
- Ha potere decisionale autonomo, è responsabile di se stessa.
- È riconosciuta dall'ordinamento giuridico e ciò le garantisce la possibilità di poter svolgere attività gestionale ed economica.
- Ha un patrimonio destinato ad assolvere alla propria funzione economica.
- È un polo di partenza e arrivo di flussi di comunicazione generati da rapporti di gestione esterna.
L'Economia Aziendale studia i criteri di conduzione di una qualsiasi azienda che indaga sulle giuste decisioni operative per migliorare la qualità di vita dell'uomo.
L'azienda può essere vista sotto diversi aspetti (sistema, insieme di contratti, comunità di individui, attore, cellula o unità).
- Unità → si mette in evidenza l'interdipendenza produttiva, cioè ogni unità è necessaria a un'altra ai fini della produzione.
- Attore → l'azienda è come un attore che opera in uno scenario socio-economico con la funzione di creare valore, che si concretizza con la produzione di beni e servizi.
- Sistema → rompe il concetto di unità, ma lo sfrutta portandolo al concetto di massimizzazione dell'efficacia produttiva.
- Cellula → l'azienda è una cellula del tessuto economico, e vive della vita delle aziende con le quali ha rapporti di comunicazione.
Capitolo 2: Beni e bisogni
Il bisogno è la mancanza totale o parziale di elementi che costituiscono il benessere; si soddisfa appropriandosi del valore di un bene.
Tipi di bisogni secondo Maslow e Herzberg
- Bisogni primari (cibo, vestiti, casa)
- Bisogni di sicurezza
- Bisogni igienici
- Bisogni di affiliazione (rapporti sociali)
- Bisogni di stima (riconoscimenti)
- Bisogni motivazionali
- Bisogni di autorealizzazione (affermazione nel mondo)
I beni sono cose o oggetti che servono a soddisfare i desideri e a colmare i bisogni.
Tipi di bene
- Materiali (immagazzinabili): Terreni, attrezzature... Se non consumo ciò che produco posso immagazzinarlo.
- Immateriali: Servizi, brevetti... C'è consumo di valore anche senza usufruire del servizio.
- A fecondità semplice: Materie prime.
- A fecondità ripetuta: Cede la sua utilità in più utilizzi (macchinari).
- Annuali: Detti anche 'beni di attivazione', usati per muovere l'azienda.
- Pluriennali: Definiscono la struttura dell'azienda.
- Veloce innovazione: Modo di consumo del bene a veloce rigiro (cellulari), sono a utilizzo annuale.
- A lento rigiro: Bene passato di moda, a utilizzo pluriennale.
- Economici: Grande utilizzo e disponibilità limitata (> prezzo).
- Non economici: Grande qualità e libera disponibilità.
- Intermedi: Servono per produrre altri beni.
- Finali: Beni di consumo, finiti.
L'atto di consumo/impiego/utilizzo è l'atto di godimento del bene, apprezzandone l'utilità, attraverso il deterioramento del suo valore (valore intrinseco).
Valore di un bene → valore finanziario, quanto vale (costo di produzione).
Utilità di un bene → capacità di soddisfare i bisogni umani.
Più è il divario tra i due, più l'azienda guadagna e ha successo.
Funzioni economiche dell'azienda
- Produzione: I differenti beni vengono assemblati per dar vita a nuovi beni di maggior valore (inputs → outputs).
- Consumo: Utilizzo di beni al fine di soddisfare i bisogni personali o collettivi.
- Risparmio: Parte non consumata delle risorse disponibili.
- Investimento: Destinazione del risparmio per ottenere beni intermedi.
- Innovazione: Mettere in opera una concezione nuova della produzione, può essere di prodotto o di processo.
Tipi di azienda
Società di persone: I soci sono illimitatamente e solidamente responsabili per le obbligazioni assunte dall'azienda. Può essere:
- In nome collettivo → i soci sono tutti uguali.
- A comanda semplice → ci sono due tipi di soci (comandanti e comandatari) che rispondono in modo diverso alle obbligazioni dell'azienda, uno in modo illimitato e l'altro in modo limitato. In questo caso convergono interessi diversi: chi ha i soldi ha responsabilità limitata ed è sempre salvaguardato, chi ha le capacità e conoscenze ha responsabilità illimitata.
Società di capitali: In queste società si possono portare solo beni che siano stati valutati da un esperto, e questa valutazione deve essere vidimata dall'ordinamento giudiziario. La società di capitali può essere di due tipi:
- A responsabilità limitata (srl): non si può intaccare il patrimonio personale dei soci, ma solo ciò che viene apportato in azienda dai soci stessi. Deve esserci un patrimonio minimo. La propria quota non può essere trasferita o venduta.
- Società per azioni (spa): il capitale della società è rappresentato dai titoli azionari, che equivalgono al diritto di essere proprietari di una determinata parte di azienda. Questi titoli inoltre sono trasferibili e quotati sui mercati.
Teorie aziendali
Teoria contrattualistica
- 1845-1922
- Nasce durante il positivismo e considera l'azienda come un insieme coordinato di contratti. Il problema che si pone è l'incompletezza del contratto. Non verranno mai regolamentate tutte le situazioni possibili a causa della complessità dell'azienda. Questa teoria non esaurisce il significato di azienda, perché è stata scritta in una realtà economica e sociale diversa, senza tenere di conto la dinamicità con la quale cambiano le cose.
Teoria sistemica
- 1915-1945 (guerre mondiali)
- Si ha con il passaggio a una visione tecnico-scientifica. Questa teoria si appoggia sull'idea della catena di montaggio. L'azienda è vista come un insieme coordinato di parti complementari unite per un fine. Questa teoria vede però l'azienda come un modello statico, mentre in realtà è dinamica. L'uomo inoltre ha solo un ruolo strumentale.
Teoria organicistica
- 1885-1958
- Vede l'azienda come un organismo socio-economico vivente e, come tale, è composta di organi che svolgono specifiche funzioni in modo coordinato. Questa teoria fa vedere come tutte le aziende sono uniche e irripetibili. L'uomo è il creatore e destinatario dell'attività economica.
Capitolo 3/4: L'azienda come un organismo vivente
Primo presupposto: ciclo di vita aziendale
Momenti:
- A → concepimento idea
- B → nascita
- C → cessazione
- D → dissoluzione
Fasi
- Gestazione
- Avvio o decollo
- Maturità o stallo
- Crisi
- Declino o decadenza
- Dissolvenza
A → ovvero il concepimento dell'idea dell'azienda.
- Gestazione, importante perché è da questo periodo che si creano le premesse di vita.
B → in cui si registra l'azienda presso il registro delle imprese, così che essa diventi una persona giuridica a tutti gli effetti.
- Avvio/decollo, è la fase di start-up con il fine di raggiungere l'autosufficienza economica.
- Crescita/sviluppo, ci può essere una crescita qualitativa o quantitativa; è una fase piena di ostacoli e insidie.
- Maturità/stallo, è pericolosa in quanto precede la crisi. Si parla di maturità quando vi è un'innovazione di prodotto e processo e i rapporti con i creditori sono fluidi.
- Crisi, dovuta a: rottura del contratto con i creditori, rallentamento delle vendite, rapporti tesi con organizzazioni sindacali, interruzione dei flussi di rifornimento. C'è un incremento sempre più basso che poi si negativizza.
- Declino
C → ovvero si ha la cancellazione giuridica dell'azienda.
- Dissolvenza, l'azienda termina la propria esistenza operativa, scompare dallo scenario economico, inizia la liquidazione e le singole componenti vengono rivendute.
NB. non sempre la cessazione è per causa traumatica (es. aziende joint-venture).
D → l'azienda è smantellata del tutto, ma non 'morta', perché vi sono ancora tracce dei dati contabili.
È fondamentale capire se il capitale iniziale basta per finanziare la nascita dell'azienda. La quota di denaro deve farmi arrivare all'immissione del prodotto nel mercato per poterne ricavare un profitto. Si deve però far riferimento alle varie fasi del processo produttivo, non ad esso in toto. Va tenuto di conto anche il lasso temporale che concedo ai clienti per pagare i beni e i servizi che fornisco, nonché quello che il mio fornitore concede a me.
Secondo presupposto: L'azienda agisce dinamicamente ai cambiamenti dell'ambiente
L'azienda, come organismo, si adatta ai cambiamenti ambientali in modo dinamico, come?
- Modificando e innovando la struttura, gli strumenti e gli obiettivi sulla base delle proprie conoscenze e esperienze.
- Definendo un obiettivo da raggiungere.
- Predisponendo e usando strumenti per la successione delle sue finalità, per verificarne i risultati e, se necessario, apportare correzioni.
Questi obiettivi devono essere raggiunti con la consapevolezza e la responsabilità di modificare lo scenario che la circonda. Secondo gli obiettivi fissati, l'azienda può prendere 3 tipi di decisioni:
- Strategiche: possono essere di gestione interna o esterna, sono attuate in tempistiche medio-lunghe (minimo 5 anni) e vengono assunte dai top manager.
- Tattiche: si riferiscono alla gestione dei miglioramenti che riguardano l'uso delle risorse e l'efficienza tecnologica e organizzativa dei processi di produzione. Sono attuate in periodo più brevi di 1-3 anni e vengono assunte dai middle-manager, ossia i responsabili dei processi.
- Complementari: si riferiscono all'organizzazione del lavoro, al lavoro che serve per determinate procedure, ogni atto giornaliero che permette la vita dell'azienda. Sono scelte in genere infra-annuali e vengono prese dai capi reparti o dai responsabili di una linea di produzione.
OMEOSTASI: nell'azienda, seppur dotata di sistemi interni per la percezione del non-equilibrio, il ripristino delle condizioni ottimali è affidato ad organi abilitati che prendono decisioni sulla base delle loro conoscenze (DNA azienda). Il completo equilibrio generale dipende dall'equilibrio di ogni organo interno.
Competizione aziendale
3 modi diversi:
- Differenziazione: cerco di immettere un prodotto con caratteristiche diverse da quelle del prodotto dei miei competitor. Devo conoscere il mercato e fare ipotesi su esso e i clienti.
- Leadership di costo: competo riuscendo a produrre un bene a costo inferiore che quindi farò pagare di meno.
- Focalizzazione: l'azienda cerca di crearsi delle nicchie di mercato, individuando una parte di mercato rispetto alla quale riesco a soddisfare più bisogni.
Terzo presupposto: l'azienda ha una propria coscienza e anima
l'azienda, pertanto, adotta un sistema di valori cui adegua i propri comportamenti. In azienda ciò che genera l'efficienza è la cultura. Il concetto di cultura è assimilabile a quello di patrimonio. La cultura aziendale esiste ed è funzionale all'interno della cultura antropologica. Ogni azienda adotta un proprio sistema di valori che può decidere di esplicitare nella carta dei valori, dove vengono raccolti tutti i principi a cui si devono uniformare le attività di gestione interna e esterna. Ogni sistema di valori è unico e irripetibile.
I fattori significanti della cultura aziendale sono:
- La struttura del tessuto socio-economico in cui si sviluppa l'azienda, con riferimento all'ordinamento giuridico-istituzionale dell'ambiente.
- Il tipo di azienda e il codice di comportamento.
La cultura aziendale si può suddividere in:
- Cultura aziendale in senso stretto, che attiene a tutto ciò che è all'interno dell'azienda, con riferimenti perciò alla tipologia della stessa, agli obiettivi e agli strumenti di controllo.
- Cultura aziendale in senso lato, cioè il modo in cui l'azienda si correla all'ambiente esterno.
Il concetto di cultura aziendale si è evoluto nel tempo fino all'affermazione di nuove tipologie di azienda, di criteri di conduzione nei mercati e nuove culture. La cultura aziendale si prefigge la definizione e il perseguimento di un certo obiettivo che raggiunge usando specifici strumenti, i quali portano allo sviluppo di nuove competenze negli operatori aziendali. Queste competenze e conoscenze andranno a generare una nuova cultura aziendale, incrementando anche quella antropologica.
Quarto presupposto: l'azienda possiede capacità di comunicazione
L'azienda deve essere in grado di influenzare il comportamento degli esterni, e questo lo fa con dei documenti di comunicazione aziendale, il cui contenuto deve essere funzionale al fine di perseguire gli obiettivi. Le informazioni più affidabili sono i dati contabili, che offrono memoria.
Quinto presupposto: l'azienda memorizza gli eventi
Tali eventi a livello aziendale si traducono in dati contabili, che formano la memoria aziendale. Essa si ritrova nei documenti contabili, nei contratti, nei verbali delle riunioni, nei documenti di programmazione e pianificazione. L'aspetto negativo del memorizzare è che impedisce l'innovazione, perché spesso si ripetono le stesse scelte. La memoria è simbolo di cultura aziendale, in quanto la sua variabilità riflette il cambiamento comportamentale aziendale e antropologico.
Sesto presupposto: l'azienda è in grado di fare previsioni
Sulla base delle proprie conoscenze ed esperienza, l'azienda può fare previsioni, adottando decisioni razionali (funzionali al raggiungimento dell'obiettivo) e responsabili (non devono mettere a rischio il futuro dell'azienda). C'è una correlazione tra gli obiettivi e le risorse disponibili, che si traducono nei comportamenti che l'azienda adotta rispetto ai mutamenti ambientali. Essi possono essere:
- Adattativi o passivi: l'azienda attende i mutamenti ambientali e in base a essi uniforma i propri obiettivi.
- Anticipativi: l'azienda cerca di anticipare il futuro per muoversi al suo interno prima dei competitors.
- Attivi o innovativi: l'azienda cerca di anticipare i cambiamenti essendo lei stessa a provocarli. In questo caso l'offerta crea la domanda (iPad).
Gli obiettivi concordati vengono realizzati e coordinati dalle decisioni prese con la programmazione, pianificazione, il cui aspetto tecnico consiste nella redazione di un piano industriale, che consiste nella rappresentazione in cifre dei mezzi da impiegare e ricercare. Il realizzo della pianificazione può manifestare degli scarti tra gli obiettivi raggiunti che portano alla rettifica della programmazione. Quest'ultima è essenziale al fine di garantire coerenza, mettendo per iscritto il criterio di funzionalità da rispettare.
Settimo presupposto: l'azienda manifesta dei bisogni
Ogni azienda per continuare il proprio percorso di vita deve consumare sia beni materiali (in particolare strumentali) che immateriali (servizi) al fine di realizzare i processi di produzione. In breve, l'azienda è vista come un organismo perché:
- Compie un ciclo di vita
- Reagisce dinamicamente ai cambiamenti ambientali (omeostasi)
- Ha una propria coscienza e anima, adotta un sistema di valori
- Sa comunicare
- Memorizza gli eventi
- Sa fare previsioni
- Manifesta dei bisogni
Capitolo 5: Tempi storici e tempi scientifici nelle definizioni di azienda
Giuseppe Cerboni (teorie contrattualistica) individua nell'azienda più componenti, e di essa dà 2 diverse definizioni:
- In senso oggettivo → individua la sostanza amministrativa (patrimonio) e l'attività amministrabile (ciò che viene posto in essere per amministrare il patrimonio).
- In senso soggettivo → individua il proprietario, l'amministratore, gli agenti e i corrispondenti.
L'azienda quindi racchiude la sostanza amministrabile, di cui si occupa il proprietario, e l'attività amministrativa di cui si occupano i restanti enti.
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