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introduzione alla dettatura (prendete la penna e scrivete la data)

• presentazione del contenuto

• ripetizione del contenuto

• istruzioni fornite per scrivere le parole dettate

• informazioni e correzioni individuali

Vista la presenza insita di frasi di istruzione, Ferreiro si interroga “Qual è lo scopo di un dettato afflitto di

istruzioni su come scrivere ciò che è stato dettato?” anche perchè alcuni non avevano fine valutativo. Le

parole dettate erano prevalentemente sostantivi e senza alcuna relazione tra loro, prevalentemente bisillabe.

Nella dettatura di frasi vi sono soggetti seguiti da quasi sempre gli stessi verbi formando combinazioni molto

prevedibili allo scopo di una reiterazione fonetica priva di senso. Vi sono poi delle “parole chiave” nelle

istruzioni che nell’ottica di chi dettava avrebbero aiutato il bambino nell’individuare le lettere da usare.

Soprattutto venivano sottolineate le consonanti con cui iniziava la parola (la C di casa) oppure riguardante la

forma grafica della lettera (la /m/ con due gambette). Notati 3 tipi di ripetizione:

integradora, ripetizione dell’intera parola che prima è stata presentata sillabicamente o a spelling

• desmenuzante, ripetizione che spezzetta in sillabe e fonemi la parola presentata prima intera

• estable, ripetizione a specchio.

Ferreiro individua 4 tipologie di dettato:

1) dettato con contenuto presentato in termini di unità significative con o senza ripetizioni stabili

2) dettato con contenuto presentato in termini di unità significative con la presenza di ripetizioni

desmenuzantes che spezzettano il contenuto in elementi minori

3) dettato con contenuto presentato in unità non-significative senza ripetizioni

4) dettato con contenuto presentato in unità non significative ma con ripetizioni integradoras dell’unità

significativa.

La tendenza è quella di partire dall’unità non significativa per passare poi alla dettatura dell’intera parola

favorendo un impoverimento/perdita del linguaggio.

Focus di attenzione anche sul prodotto dei bambini, spesso totalmente differente da quanto l’insegnante si

aspettava o sperava nonostante le molte istruzioni.

Tutti i dettati analizzati hanno l’idea che l’associazione grafema-fonema è passo preliminare

all’apprendimento della scrittura; il linguaggio subisce un processo di snaturazione: svuotamento di

significato, impoverimento della lingua usata, sostituzione di unità linguistiche significative (parole, frasi)

con non-significative (sillabe, lettere). Inoltre i prodotti sono lontani dalla correttezza ortografica perchè

assimilati dagli schemi dei bambini perchè può produrre forme grafiche associate a una parola senza capirne

il processo di composizione e proprio con questo si giudica scolasticamente, tuttavia, se il bambino sa

scrivere o meno. Tutte le istruzioni hanno lo scopo di prevenire l’errore e quindi lo scopo del dettato non può

più essere quello di valutare gli apprendimenti.

!

2. La ricerca empirica

Interrogarsi sulla direzione della ricerca educativa per essere utile alle pratiche dell’educazione ce forniscono

dati da dove partire per investigare. La ricerca empirica nasce come ricerca didattica il quale scopo è

conoscere maggiormente la pratica del dettato per orientare l’azione degli insegnanti o orientare l’azione

partendo dall’osservazione dei fatti che accadono in classe durante lo svolgimento del dettato. La finalità

della ricerca non è modificare la pratica diretta dei docenti,.

Le teorie di riferimento

Periodi di evoluzione della scrittura di Ferreiro.

Apprendimento è processo costruttivo in cui il soggetto svolge un ruolo determinante perché gli stimoli

dall’ambiente sono trasformati dai “sistemi di assimilazione del soggetto”. Quindi l’apprendimento avviene

tramite l’incontro tra soggetto e realtà. Il soggetto formula ipotesi per comprendere il sistema di scrittura che

possono essere erronee, ma costruttive. Le scritture infantili seguono tutte una linea evolutiva regolare nelle

diverse cultore e nelle diverse educazioni e lingue.

La prima differenziazione è quella tra segni grafici iconici e non iconici: linee ondulate, spezzate, cerchietti

• e la lettura avvenne in modo globale.

Differenziazione tra le scritture per individuare il modo per rendere diverse le scritte prodotte per renderle

• leggibili. Le prime di fanno all’interno di una scrittura: asse quantitativo (ipotesi di quantità minima/

massima, cioè idea che una scritta è leggibile con un lettere non meno di 3 e non più di 6/7) asse

qualitativo (ipotesi di varietà interna, cioè idea che le lettere devono essere tra loro differenti). Pagina 4

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Fonetizzazione della scrittura, scopre che la quantità di lettere che fa la parola può essere messa in

• relazione con la quantità di sillabe orali. Inizia il periodo sillabico dove ogni sillaba orale corrisponde a

una lettera. Genera conflitti cognitivi che per essere risolti deve ristrutturare le sue ipotesi

Periodo di transizione scrittura sillabico-alfabetica alcune sillabe sono considerate ancora in modo

• globale, altre scomposte in lettere.

Scrittura alfabetica con corrispondenza grafema-fonema anche se il cammino è ancora lungo per gli aspetti

• ortografici, la separazione tra le parole, maiuscole, punteggiatura…

Non è un percorso lineare, ma procede per continue ristrutturazioni. Si evidenzia che questo percorso non

inizia quando il bambino è alla Primaria, ma prima anche se non vi è un momento assoluto perchè è

connesso alle esperienze pregresse del soggetto. Non è quindi necessario che i bambini scrivono

convenzionalmente per dire “sono capaci di scrivere”. La scrittura di testi con destinatari reali a diversi scopi

comunicativi può essere punto di partenza dell’insegnamento della scrittura. L’errore è visto in modo

costruttivo perchè manifesta una modalità di pensiero e da al docente info circa il pensiero del bambino

perchè dietro ogni errore c’è una coerenza logica. L’adulto non insegna quindi la lingua, ma offre occasioni

di confronto tra gli alunni che stimolino il pdv linguistico mettendoli a contatto con una pluralità di testi,

sollecitando a una riflessione sulla lingua.

Descrizione della ricerca

La ricerca, iniziata nel 2009, ha coinvolto 13 classi prime di diversi contesti socio-culturali di Milano e

periferia. Hanno partecipato solo soggetti che hanno dichiarato di usare il dettato come prassi didattica.

Lo strumento dell’intervista “fa dire” la pratica ottenendo testimonianze ricche, cogliendo motivazioni,

interpretazioni, teorie in uso dall’insegnante. Le domande delle interviste sono state costruite in itinere, in

modo personale basandosi sulle risposte date precedentemente.

Fasi della ricerca:

#1 intervista

• #1 osservazione

• raccolta delle scrittura spontanea

• #2 osservazione

• #2 raccolta di scritture spontanee

• colloquio di gruppo

• #2 intervista

• intervista scritta

Riflessioni metodologiche e strumenti di indagine

Il metodo scelto viene dall’esperienza facendo esperienza. L’analisi dei dati è divenuto processo che ha

accompagnato tutti il percorso accanto a metodi qualitativi in alcuni casi, considerati più adatti.

Le interviste

Uno degli strumenti più diffusi per la costruzione della documentazione perchè approccio elastico e

adattabile. Fa dire “cosa, come e perchè”. Usata l’intervista semi-strutturata o guidata così che

l’intervistatore usa una traccia per raccogliere un insieme di domande lasciando all’intervistato la possibilità

di parlare liberamente senza imbrigliarlo in uno schema troppo rigido che limiterebbe il racconto. “Bisogna

dormire con le proprie interviste. Bisogna che lavorino nella testa del ricercatore in modo da rilevarsi

progressivamente nella loro struttura significante”. I dati delle interviste sono stati poi catalogati in griglie e

confrontati in modo verticale e orizzontale (metodo di insegnamento, quando detta, come detta, perchè detta,

cosa imparano i bambini con il dettato, altro). L’intersezione tra gli ob. della ricerca e le risposte ha permesso

di individuare un nuovo attributo, quello della consapevolezza perchè è emersa la necessità di far riflettere

ulteriormente le insegnanti circa la loro pratica. Quindi consegnate le trascrizioni delle loro interviste.

L’osservazione e l’audio-registrazione

Altro metodo appropriato per conoscere i contesti e processi educativi. E’ strumento di rilevazione e metodo

prezioso per condurre la ricerca. Difatti un ob. della ricerca è osservare come gli insegnanti insegnano. Lo

scopo è osservare per poi analizzare e comprender cosa succede quando l’insegnante detta. Per ridurre il

rischio di reattività di soggetti si è deciso di fare colloqui preliminari per spiegare modalità di osservazione

perchè docenti non si modificassero. Il metodo di osservazione si è affinato nel corso delle osservazioni e si è

usata una scheda pre-impostata di osservazione in modo complementare a un audio registratore.

La trascrizione e l’analisi delle audio-registrazioni

La trascrizione è un momento cardine del lavoro di ricerca perchè i testi prodotti sono materiale che permette

di comprendere come si svolge la pratica di dettatura nelle classi osservate. Varie devono essere le

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convenzioni per far comprendere aspetti della conversazione (ritmo, intonazione, pause, ecc.) per rendere

fedele il modo in cui il docente ha dettato.

Per Ferreiro i dettati si suddividono in:

Introduzione: qualsiasi istruzione della maestra antecedente la presentazione del contenuto del dettato

• (titolo, data, quadretti…); spesso occupa più tempo del dettato effettivo.

Presentazione: lettura del testo che si deve scrivere specificando il modo con il quale viene presentato (es.

• parola sillabala, pronunciata per fonemi, frase completa, frammentata)

Ripetizioni: qualsiasi nuova presentazione del testo precedente indicando se questa conserva o modifica la

• presentazione precedente.

Istruzioni: qualsiasi indicazione su come scrivere, come forma grafica della lettera, chiavi di

• interpretazione sulla relazione tra una parola e la lettera iniziale, spazi tra le parole.

Informazioni qualsiasi intervento che intercala la dettatura e non è oggetto di dettato

• Correzioni individuali/Sollecitazioni: interventi che interrompono la dettatura per correzioni/sollecitazioni

• dirette a particolari alunni.

I testi dettati e le scritture spontanee

Ciò che viene dettato può dare delle info circa il processo di insegnamento-apprendimento fornendo anche il

metodo adottato dal docente. Ferreiro ha analizzato il contenuto a livello linguistico per capire le scelte delle

insegnanti:

analisi del tipo di contenuto dettato suddividendolo in testi, parole e sillabe

• parole dettate classificandole in monosillabi, bisillabi, trisillabi e plurisillabi

• analisi delle sillabe dettate o presenti nelle parole dettate per suddividerle in base alla disposizione delle

• consonanti e vocali in esse contenute

particolarità ortografiche presenti nei dettati

Analisi quantitativa + qualitativa.

Si è inoltre reso necessario raccogliere le scritture spontanee dei bambini che derivavano: fare un disegno e

poi scrivere cosa hanno raffigurato, insegnante suggerisce un argomento da far scrivere ma senza intervenire,

usare immagini-stimolo per far scrivere.

!

3. Che cosa pensano le insegnanti del dettato

Comprendere cosa pensano gli insegnanti di una pratica di insegnamento, fa emergere quel “sapere pratico”

che spesso fatica ad emergere. Per questo fatte interviste, colloqui per far esplicitare ai docenti le loro

concezioni circa il dettato e sollevare una riflessione.

All’inizio del percorso di ricerca

Tutte le insegnanti si sono mostrate molto decise nell’affrontare la domanda relativa al metodo di

insegnamento piuttosto che i quesiti inerenti al dettato. Probabilmente perchè il dettato non ha avuto un lato

di riflessione e dibattito tra i docenti. Solo 3/13 si dimostrano scettiche nella pratica, alcune lo ritengono

basilare. Molto spesso l’ob. che si intende raggiungere con il dettato è quello della verifica se hanno imparato

a scrivere o per vedere cosa hanno capito del programma svolto, alcuni dicono che qui è possibile

incominciare a rilevare se ci sono difficoltà o problemi di scrittura negli alunni. Ma l’atteggiamento diffuso

di prevenire l’errore attraverso diverse istruzioni non può conciliarsi con l’ob. di verifica! Diviene

fondamentale domandarsi per quale motivo lo si sta facendo. Il dettato è un lavoro molto complesso perchè

implica un’operazione di transcodifica che richiede una serie di competenze meta-linguistiche elevate.

Diversi docenti vedono la scrittura come una tecnica che va esercitata. Ma questo lavoro sul codice non deve

perdere gli altri livelli di acquisizione della lingua scritta: livello funzionale (lingua scritta come mezzo di

comunicazione) livello strumentale (ricerca e registra info scritte per accesso ad altre discipline), livello

epistemico (usa la scrittura per chiarire ed elaborare concetti e riflessioni). Molto spesso di perde la funzione

della comunicazione, soffermandosi troppo sullo “scrivere ortograficamente corretto”. L’ortografia è per

molti docenti la condizione senza la quale non è possibile iniziar a scrivere (modello adultocentrico).

Inoltre alcuni sostengono che con il dettato i bambini imparino anche ad ascoltare, ma se si comprende il

senso di ciò che si ascolta sarà più facile tenerlo in memoria e tradurlo in grafemi. Anche in questo caso

bisogna considerare le modalità di dettatura, variando il registro, diminuendo rumori di sottofondo. Oppure

dettato per memorizzare le parole e scrivere più rapidamente. Se il dettato fosse stato oggetto di riflessione

dalle insegnanti, potrebbe essere uno strumento per l’acquisizione di competenze linguistiche varie.

Al termine del percorso di ricerca

Dalle interviste si ha che le insegnanti sono consapevoli delle istruzioni che danno durante i dettati. L’aspetto

sul quale le insegnanti hanno acquisito maggior consapevolezza è la modalità di dettatura usata. Dalle varie

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interviste si è riscontrata una incoerenza tra quanto dichiarato come scopo di dettatura e l’attività pratica.

Sembra che la pratica di dettatura ha una giustificazione in se stessa e sembrerebbe che le insegnanti la

propongano per inerzia.

!

4. Che cosa dettano le insegnanti

L’insegnamento della scrittura e della lettura ha sempre avuto due fronti: metodi sintetici vs metodi analitico-

sintetici e i fautori del metodo globale. Al di là di ciò nella pratica didattica gli insegnanti continuano a usare

soluzioni che possono essere definite ibride cioè elementi dei metodi che si contaminano.

Il contenuto dettato

Ferreiro aveva riscontrato che venivano dettate parole/frasi semanticamente slegate tra loro, nella ricerca

presentata invece è più vario. In molte frasi appare evidente l’intenzione delle insegnanti di selezionare

parole che hanno particolari difficoltà ortografiche (soprattutto verso la fine dell’anno). Nella prima

osservazione sondo ettari di sillabe sconnesse con unico obiettivo la verifica o l’esercitazione senza un

legame semantico. Nella seconda osservazione sono più testi con difficoltà ortografiche.

Le categorie morfologiche

Analisi delle categorie grammaticali delle parole dettate. Le insegnanti considerano articoli e sostantivi come

elementi linguistici più semplici rispetto ad avverbi e proposizioni. L’unico ostacolo è dal pdv logico perchè

da quello grafemico non c’è alcuna differenza per i bambini scrivere un nome, un verbo…perchè sempre si

tratta di una traduzione grafema-fonema. Inoltre nella prima osservazione il tempo è quasi sempre indicativo.

Se vengono dettate solo parole, queste sono stativi; se vengono dettate frasi o testi vi è un’alta percentuale di

articoli, sostantivi, verbi a scapito delle categorie grammaticali e i versi usati sono indicativo presente a III

pers. singolare o plurale. La lingua usata è sintatticamente povera e, quindi, i dettati non possono

rappresentare un’occasione di sviluppo delle competenze linguistiche, orali e scritte degli alunni.

Le parole e le sillabe

Dalle ricerche di Ferreiro tutte le parole dettate sono state suddivise in sillabe e classificate sul numero di

sillabe contenute e le parole percentualmente più dettate sono formate da 2 sillabe (80%). Ciò conferma

l’attenta selezione delle insegnanti delle parole da dettare (per la loro idea di insegnamento-apprendimento)

perchè ritengono siano più semplici. Si basa su uno stereotipo comportamentista: la frammentazione di una

conoscenza complessa facilita la comprensione.

Le parole scelte dai bambini

La maestra ha consentito che alla fine, un bambino scegliesse una parola in più da dettare e la parola scelta è

più difficile anche se si concentreranno il maggior numero di errori. Spesso l’insegnante non riesce a “stare

dietro” i ritmi di scrittura dei bambini nel dettato perchè non si può controllare l’apprendimento degli alunni

dal momento che i bambini non chiedono il permesso di imparare (Ferreiro). Sono gli adulti che preoccupati

dai possibili errori ortografici pensano che alcune parole sono troppo complesse e quindi cerchiamo di

controllare l’apprendimento eliminando i termini difficili.

Le convenzionalità ortografiche

Alcuni docenti evitano di far scrivere spontaneamente i bambini fin quando non hanno “tutte le competenze

ortografiche” per farlo. Il dettato lo strumento più usai per far apprendere l’ortografia. E’ la modalità di

dettatura dell’insegnante a trasformare una potenziale verifica ortografica in un’esercitazione di scrittura. I

risultati positivi dei bambini in questi esercizi non sono garanzia di acquisizione della regola ortografica e del

fatto che si sia trasformata in competenza da usare in nuovi e diversi contesti. Le convenzionalità

ortografiche non si basano su un rapporto univoco grafema-fonema. Quello che si richiede ai bambini

durante il dettato è un‘associazione meccanica tra suono e grafia e non una riflessione linguistica.

L’apprendimento ortografico può invece passare attraverso altre strade con pratiche contestualizzate della

scrittura dove si chiede di scrivere per un destinatario, con uno scopo creando occasioni di riflessione

ortografica.

!

5. Che cosa scrivono i bambini spontaneamente

Scrittura spontanea: scrittura che i bambini producono senza modello orale o scritto, scrivono liberamente

ciò che pensano senza intervento esterno. Se si osserva cosa fanno e cosa dicono i bambini mentre

producono tali scritte e poi lette, è possibile capire le ipotesi che fanno sul funzionamento della lingua. Si

presume che i bambini non scelgono le parole da scrivere in modo spontaneo per la composizione sillabica,

ma in relazione al tipo di messaggio che vogliono veicolare.

Le parole Pagina 7

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Diana Artemide di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica della lettura e della scrittura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Teruggi Lilia Andrea.

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