Grammatica storica delle arti figurative
Riassunti di Lucrezia Cusato
Testo di Alois Riegl, 1897 – 1898
Introduzione
La Grammatica storica delle arti figurative rimane allo stato di manoscritto fino al 1966, quando fu pubblicata da Carl Swoboda e Otto Pächt, ma ebbe circolazione all'infuori dell'area tedesca solo dai tardi anni '70. I fogli, messi a disposizione dalla vedova di Alois Riegl, erano scritti in maniera fitta e minuta con molte abbreviazioni e parole chiave, che hanno reso complessa la sua decifrazione.
Temporalmente, esso si colloca tra i Problemi di stile (1893) e l'Industria artistica tardoromana (1901). Esso si divide in due parti: il testo vero e proprio è il primo (1897) e manca di introduzioni, mentre la seconda (1898) è una versione semplificata, che sarebbe servita come dispensa per un corso universitario. In quell’anno, infatti, Riegl sentì l’esigenza di prendersi una pausa dall’insegnamento per gettare le basi del suo pensiero storico-artistico, che confluirà in questo testo.
Nella parte si attenua la polemica contro Gottfried Semper e c’è un passaggio ancora più marcato dall’arte alla religione (i tre periodi vengono denominati in base ad essa). La suddivisione in epoche di Riegl non deve essere considerata una rigida periodizzazione, perché le date servono come orientamento storico. Ad esempio, Riegl fa iniziare il Barocco nel 1520, ossia quando dovrebbe nascere il Manierismo, che verrà però sviluppato da Dvorak. Inoltre, egli non si preoccupò di essere tacciato di incoerenza quando, in Problemi di stile, divise il tempo in quattro fasi anziché tre come in questo scritto, mentre nell’Industria tardoromana cambiano le denominazioni: tattile, normale e ottica).
“Grammatica storica delle arti figurative”
Se esiste un linguaggio dell’arte, esiste anche una grammatica storica. Questo testo non è un’introduzione alla Storia dell’Arte, perché per comprenderlo sono necessarie solide basi. Il libro è ad uso di chi vuole comprendere l’arte: l’artista e il fruitore, se non interessati a questo scopo, non ne hanno bisogno. L’obiettivo è la ricerca delle cause che generano lo stile, separate dall’estetica, attraverso filologia e comparazione.
La storia dell’arte si divide in tre fasi:
- L’estetica (dove vengono ricercate le cause della produzione artistica) dirige i lavori, ma le fondamenta sono troppo deboli e la colpa ricade su di lei. Essa getta le basi dell’edificio, su cui sorgono i seguenti padiglioni:
- Scultura
- Architettura (al centro)
- Pittura
- Le opere che non si collocano in nessuna vengono poste sul retro, nell’arte applicata.
- Consolidamento delle fondamenta, attraverso ricerche specialistiche. In mancanza di una conduzione unitaria, i padiglioni crescono in altezza, ma con sempre meno contatti tra loro. Le cause della produzione artistica vengono cercate all’interno dei singoli generi artistici.
- Fase meno specialistica, per capire cosa le opere abbiano in comune (qui si colloca Riegl).
Riegl scompone la figurazione in vari elementi, che interagiscono tra loro in maniere differenti a seconda della weltanschauung (“visione del mondo”) che a sua volta determina la kunstwollen (“volontà artistica”) di ogni periodo. Quest’ultima definizione, da lui coniata, mira a giustificare l’arte di ciascun periodo come necessaria a rappresentarne l’essenza, condizionata da cultura, società e molti altri fattori, rifiutando quindi l’etichetta di periodi di “splendore” e “decadenza”.
Elementi
- Fine: a che scopo?
- Materia prima: di che cosa?
- Tecnica: per mezzo di che cosa?
- Motivo: che cosa?
- Forma e superficie: come?
Nella trattazione vengono esclusi il 2° e il 3° elemento, a giudizio dell’autore ampiamente trattati da Gottfried Semper con il quale entrò spesso in polemica1.
Fini
La creazione artistica dell’uomo è competizione con la natura, non imitazione della stessa: anche se si cercasse di riprodurre un oggetto, la forma esteriore non sarebbe la stessa di quella interna (ossia la posizione delle molecole). Un’opera non mira mai a fingere di non essere sé stessa. Neanche il ritratto è imitazione: la fotografia è arrivata quando la richiesta di individualità diminuiva sempre di più, e probabilmente si arriverà a smettere di farsi ritrarre. Il desiderio di migliorare la natura insito in alcuni popoli ed epoche nasce da un desiderio di felicità: l’uomo cerca l’armonia, quindi crea una visione della natura che lo liberi dall’inq...
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