Città e territori: urbanistica e modalità insediative
Poleis: da fine VIII sec. aC a VII sec. aC
Dall'epoca della fondazione al consolidamento
Per quanto riguarda questo periodo, si conosce relativamente poco fino al VI sec., in cui ha inizio l'opera di monumentalizzazione delle poleis (edifici, strutture ecc.) e la pianificazione della loro parte esterna. Per quanto riguarda l'VIII sec., le poche informazioni sono ricavate grazie al rinvenimento di materiali mobili e allo scavo delle necropoli.
- L'insediamento più antico è quello di Pithecusa (750 aC) a Ischia. L'insediamento principale si trova sull'acropoli del Monte Vico (nord-ovest dell'isola), ma si conosce ben poco di questa zona. La necropoli si trova a sud-ovest di Monte Vico, nei pressi della baia San Montano. Le uniche strutture note risalgono a un complesso di edifici per la lavorazione dei metalli, un quattro vani a pianta rettangolare, collocata in località Mezza-via/Mazzola, esterna all'acropoli. Possiamo definire Phitecusa un insediamento pienamente coloniale in quanto l'isola era completamente sfruttata (insediamento principale sull'acropoli; insediamenti secondari per attività rurali; necropoli). Verrà abbandonata nel VII sec. per eventi bellici e attività vulcanica.
- Cuma (740 aC) è il primo insediamento greco sulla terraferma e si trova a nord del Golfo di Napoli, di fronte a Ischia. Conosce una rapida estensione della sua influenza politica (Partenope è una sua subcolonìa). I greci occupano l'insediamento indigeno, un'area di 70 ettari tra il Monte Grillo a est e i promontori a ovest, abitando l'area nella conca pianeggiante intermedia. Nel VI sec. viene costruito il primo impianto di mura di fortificazione. Sull'acropoli vi sono 2 templi (Zeus e Apollo) e sono stati rinvenuti frammenti ceramici di epoca alto arcaica grazie agli scavi di Gabrici nel '900.
- Nell'area dello Stretto di Messina vengono fondate Zancle e Reggio, entrambe in piccole pianure alluvionali delimitate a nord e sud da modesti fiumi. Zancle (730 aC) viene inizialmente occupata tra fine VIII e inizio VII. Le necropoli alto arcaiche non sono ancora state individuate, mentre la penisola falcata era destinata ad aree sacre. Reggio (720 aC) si trova tra due torrenti (Annunziata e Apsias) e sono state rinvenute fortificazioni ad est dell'abitato, sulla Collina degli Angeli e sulla Collina del Trabocchetto.
- Megara Iblea (727-6 aC; scavi francesi) è una città che si sviluppa su circa 60 ettari, su una bassa piattaforma calcarea tra due fiumi (Cantera a nord e San Giusmano a sud). Vengono subito occupati il plateaux nord e sud. L'assetto originario era costituito da 2 lunghe strade principali (plateiai A e B), da cui si diramavano le stenopoi (“strade strette”). Si creano dunque degli isolati rettangolari 25x100 metri suddivisi dall'ambitus, il passaggio per lo scorrimento delle acque piovane. Si trovano due file di appezzamenti edificabili di circa 120 m2: ogni oikopedon (lotto di terra di un colono) comprendeva un vano abitativo di circa 20 m2 e uno spazio aperto adibito ad orto, poi occupato da altri vani. L' agorà ha forma trapeizoidale ed è risultante dell'incrocio delle due file di appezzamenti edificabili. La chora era probabilmente divisa fra i coloni per attività agricole, ma era poco fertile e dopo solo tre generazioni fu necessaria la fondazione della subcolonia Selinunte a sud-ovest, in un'area molto più fertile.
- Naxos (734-3 aC) si trova sul promontorio di Capo Schisò, tra la collina di Laurunchi e a est del torrente Santa Venera, in un'area di 40 ettari. Il porto si trova a nord, mentre il nucleo abitativo più antico è a nord-est (rinvenuta casa monocellulare 4 m x 4 m). Il santuario è a sud. Probabilmente il tessuto urbano era fitto di abitazioni, separate da spazi stretti scoperti. Vi è qui la comparsa della casa a pastas (plurivano più portico).
- Ortigia è colonia corinzia di Siracusa. È costituita da un reticolo di strade est-ovest che incrociano due assi nord-sud più larghi, i quali attraversano l'intera isola. I primi coloni avevano abitazioni monovano ed erano presenti pozzi per l'acqua. Vi era un ponte ligneo di collegamento con Akradina, al cui ovest si trovavano le aree di sepoltura.
- Taranto viene fondata dagli spartani nel 706-5 aC, in un'area abitata dagli Iapigi. Gli spartani hanno preso agli indigeni tutta la pianura intorno alla città e l'insenatura naturale, in un'area di 10 km di raggio. Zone importanti sono: Porto Saturo, un promontorio costiero dove si trova il santuario di Afrodite che va a sovrapporsi alle costruzioni indigene; Scoglio del Tonno; villaggio dell'Amastuola a 14 km dalla città, con casa monocellulare dotata di banchina e focolare, in cui è stato ritrovato materiale greco e vasellame indigeno. Probabile che nella chora (presenti fattorie e veri e propri villaggi rurali) convivessero greci e indigeni. Nella zona di Taranto era diffusa la pratica di marcare il territorio attraverso il sacro.
- A Sibari (709-8 aC) i due santuari (Cozzo Micheliccio e del Timpone Motta, dedicato ad Atena) testimoniano l'annientamento degli indigeni. Abbiamo solo rinvenimenti di materiali mobili del VIII-VII aC.
- Crotone (709-8 aC) si estende in un'enorme area di 620 ettari a cavallo del fiume Esaro. La fortificazione è di epoca ellenistica; le necropoli sono all'esterno. Inizialmente vi sono nuclei abitativi sparsi, testimoniato dal ritrovamento di materiali in vari punti del territorio. Nella zona sud troviamo il santuario di Capo Colonna e di Sant'anna di Cutro.
- Per quanto riguarda Locri Epizefiri (700 aC) la vicenda è complessa. L'insediamento avviene in due fasi: la prima è pacifica e avviene sul promontorio Capo Zefirio; la seconda, 25 km più a nord presso l'Esopis passa per la distruzione degli indigeni. L'area della città è di 320 ettari, con fortificazione in blocchi, la necropoli esterna e santuari sia a mare che a monte.
- Nell'area di Policoro (dove sorge poi Eraclea) si ha la documentazione più significativa di epoca alto-arcaica, come capanne e abitazioni più complesse. L'area è di 24 ettari cinti da un muro di mattoni d'argilla cruda. Le necropoli testimoniano una compresenza di greci indigeni (sincretismo di rituali funebri). Vi è una generale differenza tra la colonizzazione achea/spartana (eliminazione diretta degli indigeni nell'area prescelta) e quella ionica (insediamenti spesso in compresenza).
- Metaponto rappresenta una svolta: gli indigeni sono subito eliminati dal villaggio dell'Incoronata e di Santa Maria d'Anglona. I santuari extraurbani segnano il territorio.
- Gela (690 aC) sorge in una fertile pianura circondata da rilievi dove vivono gli indigeni. Dagli scavi sull'acropoli di Molino a Vento sono rinvenuti oikoi con zoccolo in muratura e alzato in crudo. La necropoli si trova all'esterno, ad ovest.
- Himera (649-8 aC) è la più occidentale tra le colonie tirreniche. Vi si trovano piccole case uno o due vani all'interno di lotti più ampi. A nord-est del piano di Himera vi è l'area per i culti cittadini.
- Selinunte (650...626 aC) sorge sulla collina di Manuzza, separata dalla collina orientale e dalla Gaggera a ovest. L'acropoli è a sud.
Le poleis nell'età del massimo sviluppo (politico, economico, sociale; VI aC)
Soprattutto per quanto riguarda le poleis recenti (Selinunte, Himera, Agrigento, Metaponto, Poseidonia) assistiamo a un processo di monumentalizzazione degli edifici e a una razionale occupazione dello spazio agrario. Vengono sfruttate le sperimentazioni (di urbanistica, architettura, bonifica, agricoltura) del periodo precedente. L'urbanistica regolare prevede una ripartizione degli spazi per ambiti funzionali e un tessuto ortogonale.
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