Animare esame pedagogia generale
Introduzione
Relazione di esperienze laboratoriali e del convegno “A. l'ed.” tenutosi nel 2011 all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Animare l'educazione significa darle anima. I linguaggi dell'arte, suscitando la sensibilità, mobilitano le risorse più intime e rendono l'esperienza formativa viva. Nel libro, sono esaminati alcuni strumenti di animazione.
L'animazione come metodo educativo
Parlare di animazione vuol dire mettere in atto:
- Un'azione dell'anima - chi opera mette in gioco le proprie energie vitali.
- Un'azione che fa agire l'anima - rende realmente attive le potenzialità di ogni persona.
- Un'azione che intende promuovere l'anima - processo intenzionale per la realizzazione della persona.
Due principali accezioni di animazione:
- Una forte: modo di realizzare l'impegno educativo.
- Una debole: svago e divertimento.
L'animazione in quanto metodo è un insieme organizzato di azioni che mira ad accrescere la vitalità, l'espressione personale e la partecipazione, attraverso interventi di carattere espressivo, culturale, ludico, ricreativo.
Le dimensioni antropologiche
Il metodo dell'animazione valorizza alcuni aspetti propri della vita umana:
- La sensibilità: bisogno/desiderio/capacità di sentire la vita, di avere interesse e passione.
- L'espressività: bisogno/desiderio/capacità di dar forma comunicabile a ciò che si sente.
- L'intersoggettività: bisogno/desiderio/capacità di comunicare con l'altro e partecipare.
- L'immaginazione: bisogno/desiderio/capacità di pensare il nuovo, il fantastico.
La struttura di base
L'animazione si basa su una trama esistenziale da cui l'educatore deriva obiettivi e contenuti, progetti e interventi attraverso un doppio movimento. La trama esistenziale comporta la creazione di un clima relazionale positivo e costruttivo attraverso lo “Stare con”: conoscere e prendere parte al contesto, accogliere, creare comunicazione e fiducia da parte dell'educatore. Il duplice movimento dell'animatore è verso l'esterno e verso sé stesso in relazione ad aspetti valorizzati.
Il gioco
Attività caratterizzata da assenza di costrizione (libera e volontaria), spontaneità, creatività, dinamicità e godimento immediato. Tutti gli uomini, piccoli o grandi, giocano. Diversi ambiti hanno mostrato l'importanza del gioco; dal punto di vista pedagogico è fonte di sviluppo e utile strumento per l'educazione: aiuta a comprendere come funzionano le cose, stimola la socializzazione, soddisfa i bisogni di partecipazione:
- Alla vita comunitaria
- All'elaborazione delle decisioni
- Alla gestione (gioco di collaborazione)
- Alla verifica (senso di responsabilità, gioco di narrazione personale)
La gestione e la riuscita dei giochi dipendono molto dal modo di progettarli. Gli educatori devono far loro il senso del gioco: lo sviluppo armonico e complessivo della persona.
La ludodiversità
I giochi sono lo specchio della cultura:
- Il gioco riflette i modelli culturali della società in cui viene giocato.
- Ogni cultura incoraggia i giochi più compatibili coi valori/norme che intende promuovere.
Proporre giochi non omologati significa promuovere uno stile di vita plurale, vario e dinamico, un relativismo e un'autocritica culturale che arricchiscono. Occorre valorizzare la ludodiversità dei giochi tradizionali.
I materiali
Anche gli oggetti di gioco sono legati alla cultura. I giochi tradizionali si fondono col paesaggio.
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